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Discussione: Elezioni Politiche 2018

  1. #721
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    e' il PdC ad essere il responsabile dell'attivita' dei ministri. Come puo' il PdC essere responsabile del lavoro fatto da persone scelto da uno che e' "non responsabile" per definizione ?
    Occhio peró, il PdR non sceglie nessuno, puó al limite porre un obiezione su un nome (se a suo dire affidare la carica a quel determinato nome puó minare "i supremi interessi pubblici") e lo fa in veste di garante della costituzione e rappresentante dell'unitá nazionale, a scegliere un nome piú gradito al presidente é sempre il PdC cosí come il PdR non puó porre un obiezione senza una motivazione giustificata dalla costituzione (per questo mattarella si é attaccato all'articolo 47) . Certo é tutto molto fumoso ma del resto é proprio per questo che sulla cosa (nel caso della messa in stato d'accusa) é chiamata ad esprimersi la corte costituzionale in funzione di corte di alta giustizia (di buono in questa vicenda c'è che mi ha portato a ripassare diritto)

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    tra l'altro, nella costituzione, la parte che riguarda le prerogative del PDR, non figura quello di nominare i ministri, cosa che si trova nell'art.92 che regola la formazione del governo.

    Ed ecco l'art.92
    -Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.

    L'art. non dice: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri" come qualcuno vorrebbe far credere, ma "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri." ergo, sulla nomina dei ministri, il significato e' quello del combinato disposto con "e su proposta di questo" riferito al PdC, dal che, si evince, che la nomina dei ministri da parte di Mattarella e' obbligata.
    Guarda, ho controllate di recente un manuale di diritto tra i cui autori figura anche Gustavo Zagrebelsky (si, proprio lui) dove invece viene citata proprio la possibilitá del PdR di muovere un obiezione su un nome, magari ti riporto il passaggio appena ho tempo.
    Comunque non credo tu sia lontanissimo dall'interpretazione giusta, probabilmente i padri costituenti immaginavano un dialogo piú armonioso tra le due parti con una lista dei ministri figlia di questo dialogo, é che anche volendo trovarci qualcosa di sbagliato nell'esercizio dei poteri del PdR da parte di Mattarella mancano dei casi di giurisprudenza al riguardo (essendo anche il PdR esente da responsabilitá se non per i casi da te citati) come invece per la grazia dove (dal 2006 in poi) il il ministro della giustizia deve di fatto controfirmare l'atto al PdR a prescindere che lo voglia o meno
    Ultima modifica di stronzolo : 02-06-2018 alle ore 20.25.25

  2. #722
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    a parte gente che scrive su Il Fatto e su Il manifesto questo stuolo di costituzionalisti della domenica che urlava al colpo di stato magicamente è scomparso una volta che di maio è tornato in ginocchio a chiedere il perdono del presidente della repubblica.
    Io più che ragionamenti di costituzionalisti ho visto l'ennesima abitudine tutta italiana a salire sul carro del vincitore.

    ma poi si può sempre scegliere, per esempio io se devo decidere di dar ragione ad uno tra mattarella e di maio, di sicuro do ragione al secondo

    https://www.ilpost.it/2018/05/28/di-...la-repubblica/
    Ma che cazz.... Dopo 20 pagine di discussione siamo ancora a 'costituzionalisti della domenica'. Ora capisco rimanere della propria opinione ( e ci sta, lo facciamo tutti) pero' i costituzionalisti secondo cui Mattarella ha agito 'male' non sono ne' pochi, ne' della domenica

  3. #723
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    Occhio peró, il PdR non sceglie nessuno, puó al limite porre un obiezione su un nome (se a suo dire affidare la carica a quel determinato nome puó minare "i supremi interessi pubblici") e lo fa in veste di garante della costituzione e rappresentante dell'unitá nazionale, a scegliere un nome piú gradito al presidente é sempre il PdC cosí come il PdR non puó porre un obiezione senza una motivazione giustificata dalla costituzione (per questo mattarella si é attaccato all'articolo 47) . Certo é tutto molto fumoso ma del resto é proprio per questo che sulla cosa (nel caso della messa in stato d'accusa) é chiamata ad esprimersi la corte costituzionale in funziona di corte di alta giustizia (di buono questa vicenda ha che mi ha portato a ripassare diritto)



    Guarda, ho controllate di recente un manuale di diritto tra i cui autori figura anche Gustavo Zagrebelsky (si, proprio lui) dove invece viene citata proprio la possibilitá del PdR di muovere un obiezione su un nome, magari ti riporto il passaggio appena ho tempo.
    Comunque non credo tu sia lontanissimo dall'interpretazione giusta, probabilmente i padri costituenti immaginavano un dialogo piú armonioso tra le due parti con una lista dei ministri figlia di questo dialogo, é che anche volendo trovarci qualcosa di sbagliato nell'esercizio dei suoi poteri di PdR da parte di Mattarella mancano dei casi di giurisprudenza al riguardo (essendo anche il PdR esente da responsabilitá se non per i casi da te citati) come per la grazia dove (dal 2006 in poi) il il ministro della giustizia deve di fatto controfirmare l'atto al PdR a prescindere che lo voglia o meno
    ma cosi' mi dai ragione, grazie.

    Il PDR puo' porre "veti" solo in funzione delle sue prerogative di custode della costituzione, non su quelle di una sua personale visione politica che vorrebbe surrettiziamente veicolare al governo.

    i poteri del PdR sono detti a fisarmonica perche' aumentano quando piu' e' debole il potere politico, e diminuiscono quando invece questi sono piu' forti. In questo caso, il governo, che e' espressione del parlamento( e la nostra, e' una repubblica parlamentare, non presidenziale) che e' sovrano in quanto emanazione della volonta' popolare, aveva una maggioranza certa, quindi, era politicamente forte.

    Quando ci sono crisi, o le maggioranze sono deboli e/o inesistenti, il ruolo del PdR si amplia, arrivando a poter scegliere un PdC tecnico, slegato completamente dai partiti, con cui fare governi di scopo ecc.
    Cosa e' successo di straordinario questa volta? Che il PdR ha cestinato un governo con una maggioranza certa, quindi a scapito e in barba al parlamento sovrano, con un personaggio che non solo non aveva una maggioranza...ma nemmeno una minoranza(si parlava del fatto che potesse non ricevere la fiducia di nessuno). Una cosa abnorme

    Ma ora torno al fatto del mio primo post, che parlava di precedente pericoloso:
    Il prossimo PdR sara', salvo scioglimento anticipato con relative nuove elezioni, eletto da questo parlamento(il fatto che PDR non venga eletto direttamente, ma dal parlamento, non e' cosa secondaria) e quindi potrebbe essere tendenzialmente di DX o populista(sempre di DX).
    Cosa succederebbe se , ad un eventuale governo di Csx, questi pone veti a questo a quel ministro, perche' non ritiene, per sua personale visione politica, che questi possa fare l'interesse del paese per via di dichiarazioni espresse in precedenza?
    http://forum.multiplayer.it/image.php?type=sigpic&userid=211115&dateline=13831  31854

  4. #724
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    ma cosi' mi dai ragione, grazie.

    Il PDR puo' porre "veti" solo in funzione delle sue prerogative di custode della costituzione, non su quelle di una sua personale visione politica che vorrebbe surrettiziamente veicolare al governo.
    Che é quello che ha fatto, a suo dire, Mattarella. Si é posto a tutela dei risparmi degli italiani appoggiandosi all'articolo 47, il che é perfettamente in linea con il suo ruolo.
    Davvero non vedo dove starebbe la connotazione politica e ideologica (e anche qui si potrebbe discutere di quanto si possa parlare di ideologia al riguardo di una posizione di politica economica su cui spesso si trovano d'accordo partiti e movimenti ideologicamente agli antipodi), ha bocciato Savona salvo poi suggerire Giorgetti (altro euroscettico) e nominare infine Tria che é molto vicino alle idee di Savona.

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    i poteri del PdR sono detti a fisarmonica perche' aumentano quando piu' e' debole il potere politico, e diminuiscono quando invece questi sono piu' forti. In questo caso, il governo, che e' espressione del parlamento( e la nostra, e' una repubblica parlamentare, non presidenziale) che e' sovrano in quanto emanazione della volonta' popolare, aveva una maggioranza certa, quindi, era politicamente forte.

    Quando ci sono crisi, o le maggioranze sono deboli e/o inesistenti, il ruolo del PdR si amplia, arrivando a poter scegliere un PdC tecnico, slegato completamente dai partiti, con cui fare governi di scopo ecc.
    Cosa e' successo di straordinario questa volta? Che il PdR ha cestinato un governo con una maggioranza certa, quindi a scapito e in barba al parlamento sovrano, con un personaggio che non solo non aveva una maggioranza...ma nemmeno una minoranza(si parlava del fatto che potesse non ricevere la fiducia di nessuno). Una cosa abnorme
    Ma Mattarella non ha cestinato nulla, ha solo posto un veto su un nome, guarda caso quando di Maio ha realizzato che o governava adesso o non avrebbe governato mai piú il governo c'é stato, il potere di formare o meno un governo é sempre stato nella mani dei tre "PdC".
    Probabilmente lo stesso PdR ha fatto un passo indietro dopo che é venuta meno la sua teoria sulla reazione dei mercati, tanto che é stato comunque assegnato un minstero a Savona

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    Ma ora torno al fatto del mio primo post, che parlava di precedente pericoloso:
    Il prossimo PdR sara', salvo scioglimento anticipato con relative nuove elezioni, eletto da questo parlamento
    Il mandato del PdR dura sette anni, una legislatura ne dura cinque e in media un governo dura molto meno, assumendo che ad ogni crisi parlamentare le camere vengano sciolte non é irrealistico pensare che sotto questo PdR possano alternarsi tre parlamenti diversi (e giá adesso siamo a 2 parlamenti e 2 governi sotto il mandato Mattarella)

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    (il fatto che PDR non venga eletto direttamente, ma dal parlamento, non e' cosa secondaria) e quindi potrebbe essere tendenzialmente di DX o populista(sempre di DX).
    Cosa succederebbe se , ad un eventuale governo di Csx, questi pone veti a questo a quel ministro, perche' non ritiene, per sua personale visione politica, che questi possa fare l'interesse del paese per via di dichiarazioni espresse in precedenza?
    Lo trovo uno scenario difficile da realizzare, il PdR deve sempre giustificare un obiezione con gli interessi costituzionali in modo da poter impugnare il suo potere di garante (e deve comunque stare molto attento perché nulla impedisce a un parlamento abbastanza compatto di metterlo in stato d'accusa) ma anche vi riuscisse sarebbe una lotta contro i mulini a vento, come fermi una determinata visione politica di una serie di ministri quando questi provengono da un parlamento composto prevalentemente da politici aderenti a quella determinata ideologia? Vedi anche questo caso dove anche il nome suggerito dallo stesso PdR era comunque quello di un euroscettico
    Ultima modifica di stronzolo : 03-06-2018 alle ore 11.03.43

  5. #725
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    ma esula dai sui compiti, quello di evitare un governo perche' egli crede, a torto o a ragione , che questi porti carestie e pestilenze.
    Insomma, abbiamo stabilito che Mattarella non poteva fare ciò che non gli è passato nemmeno per la mente di fare, evitare un governo.
    Prova è che, levato Savona, quel governo è partito.

  6. #726
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    Che é quello che ha fatto, a suo dire, Mattarella. Si é posto a tutela dei risparmi degli italiani appoggiandosi all'articolo 47, il che é perfettamente in linea con il suo ruolo.
    Davvero non vedo dove starebbe la connotazione politica e ideologica (e anche qui si potrebbe discutere di quanto si possa parlare di ideologia al riguardo di una posizione di politica economica su cui spesso si trovano d'accordo partiti e movimenti ideologicamente agli antipodi), ha bocciato Savona salvo poi suggerire Giorgetti (altro euroscettico) e nominare infine Tria che é molto vicino alle idee di Savona.
    "Il rifiuto alla nomina non può mai fondarsi su un giudizio politico sul soggetto, ma solo su una sua inidoneità giuridica a ricoprire l’incarico. Questo perché, di fronte alla maggioranza parlamentare che indica un possibile governo, il Presidente della Repubblica svolge un attività politicamente neutra, e non può sovrapporre il proprio indirizzo politico a quello del Parlamento.

    Va ricordato che il Presidente della Repubblica ha altre forme di controllo sulle possibili violazioni della Carta Costituzionale. Egli può, infatti, rifiutare di firmare eventuali atti che violassero palesemente la Costituzione. Il sistema è poi ulteriormente garantito dalla previsione di una Corte Costituzionale."

    "Nel suo ruolo di nomina dei ministri, quindi, il Presidente della Repubblica rappresenta lo Stato, e non una opinione politica di parte.
    Nell’esercizio della sua funzione di garanzia deve impedire abusi, per esempio rifiutando la nomina di persone che non diano affidamento di adempiere le funzioni pubbliche con disciplina ed onore, come richiede l’art. 54 della Costituzione, ma non può imporre correzioni dell’orientamento politico espresso dalla maggioranza"
    "Quando il Presidente dichiara che: “la designazione del ministro dell'Economia costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari”, facendone da ciò discendere il rifiuto della nomina di Paolo Savona, attribuisce agli “operatori economici e finanziari” un potere di interferenza nei meccanismi della democrazia costituzionale che non ha ragione di essere. Secondo il nostro ordinamento sono le scelte degli elettori che determinano la nascita del Governi, non le reazioni dei mercati finanziari."

    poi ci sarebbe da dire che con la sua balzana mossa, ha fatto aggravare "il rischio per i risparmiatori italiani" come dice lui, quindi, se fosse coerente, o per meglio dire, se avesse creduto sinceramene a quello che andava blaterando(come se non si ricordasse del suo"grane" impegno a favore dei "risparmiatori"italiani fottuti dalle banche anche per via di norme UE attuate in anticipo), avrebbe dovuto trarre altre conclusioni

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    Ma Mattarella non ha cestinato nulla, ha solo posto un veto su un nome, guarda caso quando di Maio ha realizzato che o governava adesso o non avrebbe governato mai piú il governo c'é stato, il potere di formare o meno un governo é sempre stato nella mani dei tre "PdC".
    Probabilmente lo stesso PdR ha fatto un passo indietro dopo che é venuta meno la sua teoria sulla reazione dei mercati, tanto che é stato comunque assegnato un minstero a Savona
    Il veto ha di fatto cassato un ministro e il relativo governo, e questo e' un fatto

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    Il mandato del PdR dura sette anni, una legislatura ne dura cinque e in media un governo dura molto meno, assumendo che ad ogni crisi parlamentare le camere vengano sciolte non é irrealistico pensare che sotto questo PdR possano alternarsi tre parlamenti diversi (e giá adesso siamo a 2 parlamenti e 2 governi sotto il mandato Mattarella)


    Lo trovo uno scenario difficile da realizzare, il PdR deve sempre giustificare un obiezione con gli interessi costituzionali in modo da poter impugnare il suo potere di garante (e deve comunque stare molto attento perché nulla impedisce a un parlamento abbastanza compatto di metterlo in stato d'accusa) ma anche vi riuscisse sarebbe una lotta contro i mulini a vento, come fermi una determinata visione politica di una serie di ministri quando questi provengono da un parlamento composto prevalentemente da politici aderenti a quella determinata ideologia? Vedi anche questo caso dove anche il nome suggerito dallo stesso PdR era comunque quello di un euroscettico

    una serie di varie e ipotetiche piu' qualche scempiaggine...il PdR e' stato eletto qualche anno fa, quindi devi decurtare i suddetti dai 7 del suo mandato. Il parlamento, fin tanto che non sara' composto da parlamentari eletti da nuove elezioni, sara' sempre questo, composto quindi con una certa maggioranza di dx-populista. Ma prescindendo da questo, rimane la questione: cosa dira' il progressista "difensore della costituzione"(mi viene da ridere), se, un eventuale PdR eletto da forze non "progressiste"(mai termine fu cosi' tanto squalificato) porra' veti in funzione della difesa dell'interesse nazionale per come lo intende lui? Quello di mattarella ha di fatto ha creato un precedente, utilizabile anche in un eventuale conflitto di attribuzione e/o stato di accusa.
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  7. #727
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    Citazione Messaggio inviato da Elendil_ Visualizza messaggio
    Insomma, abbiamo stabilito che Mattarella non poteva fare ciò che non gli è passato nemmeno per la mente di fare, evitare un governo.
    Prova è che, levato Savona, quel governo è partito.
    non glia sara' passato nemmeno nella mente, ma e' stato l'effetto del suo veto posto su di un nome
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  8. #728
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    non glia sara' passato nemmeno nella mente, ma e' stato l'effetto del suo veto posto su di un nome
    no, quello è l'effetto di avere votato due partiti che minacciano il capo dello stato e lo mettono di fronte a dei diktat, cosa mai accaduta nella storia della repubblica.
    Appena Di Maio infatti si è reso conto che Mattarella non cedeva di un mm è tornato indietro dalla sua linea politica scellerata e nel giro di 24 ore si è avuto un governo.

  9. #729
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    Citazione Messaggio inviato da ro_nar Visualizza messaggio
    "Il rifiuto alla nomina non può mai fondarsi su un giudizio politico sul soggetto, ma solo su una sua inidoneità giuridica a ricoprire l’incarico. Questo perché, di fronte alla maggioranza parlamentare che indica un possibile governo, il Presidente della Repubblica svolge un attività politicamente neutra, e non può sovrapporre il proprio indirizzo politico a quello del Parlamento.

    Va ricordato che il Presidente della Repubblica ha altre forme di controllo sulle possibili violazioni della Carta Costituzionale. Egli può, infatti, rifiutare di firmare eventuali atti che violassero palesemente la Costituzione. Il sistema è poi ulteriormente garantito dalla previsione di una Corte Costituzionale."

    "Nel suo ruolo di nomina dei ministri, quindi, il Presidente della Repubblica rappresenta lo Stato, e non una opinione politica di parte.
    Nell’esercizio della sua funzione di garanzia deve impedire abusi, per esempio rifiutando la nomina di persone che non diano affidamento di adempiere le funzioni pubbliche con disciplina ed onore, come richiede l’art. 54 della Costituzione, ma non può imporre correzioni dell’orientamento politico espresso dalla maggioranza"
    "Quando il Presidente dichiara che: “la designazione del ministro dell'Economia costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari”, facendone da ciò discendere il rifiuto della nomina di Paolo Savona, attribuisce agli “operatori economici e finanziari” un potere di interferenza nei meccanismi della democrazia costituzionale che non ha ragione di essere. Secondo il nostro ordinamento sono le scelte degli elettori che determinano la nascita del Governi, non le reazioni dei mercati finanziari."
    poi cin sarebbe da dire che con la sua balzana mossa, ha fatto aggravare "il rischio per i risparmiatori italiani" come dice lui, quindi, se fosse coerente, o per meglio dire, se avesse creduto sinceramene a quello che andava blaterando(come se non si ricordasse del suo"grane" impegno a favore dei "risparmiatori"italiani fottuti dalle banche anche per via di norme UE attuate in anticipo), avrebbe dovuto trarre altre conclusioni
    Peró fatico davvero a vedere dove darebbe correzioni all'orientamento politico della maggioranza, non mi pare abbia suggerito nomi di personaltá pro europa né che abbia rifiutato Tria.
    Lo stesso Mattarella ha parlato di "altri profili, magari dello stesso orientamento politico"

    Citazione Messaggio inviato da ro_nar Visualizza messaggio
    Il veto ha di fatto cassato un ministro e il relativo governo, e questo e' un fatto
    un altro fatto é che Salvini si e rifiutato categoricamente di ridiscutere la nomina di Savona (anche questo é un precedente nella storia della Repubblica se vogliamo), portando alle dimissioni di Conte e chiedendo lo scioglimento delle camere




    Citazione Messaggio inviato da ro_nar Visualizza messaggio
    una serie di varie e ipotetiche piu' qualche scempiaggine...il PdR e' stato eletto qualche anno fa, quindi devi decurtare i suddetti dai 7 del suo mandato. Il parlamento, fin tanto che non sara' composto da parlamentari eletti da nuove elezioni, sara' sempre questo, composto quindi con una certa maggioranza di dx-populista. Ma prescindendo da questo, rimane la questione: cosa dira' il progressista "difensore della costituzione"(mi viene da ridere), se, un eventuale PdR eletto da forze non "progressiste"(mai termine fu cosi' tanto squalificato) porra' veti in funzione della difesa dell'interesse nazionale per come lo intende lui? Quello di mattarella ha di fatto ha creato un precedente, utilizabile anche in un eventuale conflitto di attribuzione e/o stato di accusa.
    Mattarella ha ancora circa quattro anni di mandato davanti, per essere eletto da questo parlamento dovremmo trovarci davanti al governo piú lungo della storia d'Italia.
    Sui veti, mi pare chiaro che é necessario valutare caso per caso, io dal canto mio non mi preoccupo, mica puó mettere un veto su un intere forza politica peraltro uscita forte dalle elezioni

    utilizabile anche in un eventuale conflitto di attribuzione
    Ma sui conflitti di attribuzione decide la corte costituzionale

  10. #730
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    no, quello è l'effetto di avere votato due partiti che minacciano il capo dello stato e lo mettono di fronte a dei diktat, cosa mai accaduta nella storia della repubblica.
    Appena Di Maio infatti si è reso conto che Mattarella non cedeva di un mm è tornato indietro dalla sua linea politica scellerata e nel giro di 24 ore si è avuto un governo.
    quella di rimanere fermi sul nome del ministro designato era legittimo, a prescindere dal fatto che in passato i partiti abbiano sempre convenuto a cedere alla moral suasion. Mattarella ha posto un veto che non poteva porre, come pare dire, al netto di qualche quirinalista da riporto, la costituzione e la grande maggioranza degli addetti ai lavori

    E comunque non ti sei accorto che anche mattarella si e' trovato nello stesso angolo in cui credeva di aver relegato di maio e Salvini, visto che il suo pupillo, che teneva riposto nel cassetto dal 4 marzo, lanciato a reti unificate da quel di', non aveva speranze di avere alcuna legittimita', cosa che sarebbe ricaduta su di lui direttamente. Ed ora dopo aver negato un governo con Savona, e' stato ben lieto di accetare un governo con 2 Savona, se e' vero che la scelta del ministro dell'economia e' stata ricavata su indicazioni di Savona stesso
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  11. #731
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    Peró fatico davvero a vedere dove darebbe correzioni all'orientamento politico della maggioranza, non mi pare abbia suggerito nomi di personaltá pro europa né che abbia rifiutato Tria.
    Lo stesso Mattarella ha parlato di "altri profili, magari dello stesso orientamento politico"
    problema tuo


    Citazione Messaggio inviato da stronzolo Visualizza messaggio
    un altro fatto é che Salvini si e rifiutato categoricamente di ridiscutere la nomina di Savona (anche questo é un precedente nella storia della Repubblica se vogliamo), portando alle dimissioni di Conte e chiedendo lo scioglimento delle camere
    posizione legittima, per quanto poco incline a profilare un buon rapporto istituzionale con il PdR




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    Mattarella ha ancora circa quattro anni di mandato davanti, per essere eletto da questo parlamento dovremmo trovarci davanti al governo piú lungo della storia d'Italia.
    Sui veti, mi pare chiaro che é necessario valutare caso per caso, io dal canto mio non mi preoccupo, mica puó mettere un veto su un intere forza politica peraltro uscita forte dalle elezioni

    confondi governo con parlamento...

    Citazione Messaggio inviato da stronzolo Visualizza messaggio
    Ma sui conflitti di attribuzione decide la corte costituzionale
    che tiene conto dei precedenti
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  12. #732
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    posizione legittima, per quanto poco incline a profilare un buon rapporto istituzionale con il PdR
    E allora scusa perché la responsabilitá sarebbe tutta di Mattarella se il governo cade? Salvini ha deciso di non ritrattare Savona, ne risulta che il parlamento non riesce a esprimere un governo e che il PdR si ritrova costretto a sciogliere le camere, in questo caso c'erano persino due attori in piú




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    confondi governo con parlamento...
    se il parlamento non riesce a esprimere un governo il PdR scioglie le camere e si torna al voto a meno di un governo tecnico



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    che tiene conto dei precedenti
    i precedenti contano se ci sono casi di giurisprudenza al riguardo come per la questione del potere di grazia per la quale oggi si fa riferimento a una sentenza del 2006 (per l'appunto un problem di attribuzione)

  13. #733
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    quella di rimanere fermi sul nome del ministro designato era legittimo, a prescindere dal fatto che in passato i partiti abbiano sempre convenuto a cedere alla moral suasion. Mattarella ha posto un veto che non poteva porre, come pare dire, al netto di qualche quirinalista da riporto, la costituzione e la grande maggioranza degli addetti ai lavori

    E comunque non ti sei accorto che anche mattarella si e' trovato nello stesso angolo in cui credeva di aver relegato di maio e Salvini, visto che il suo pupillo, che teneva riposto nel cassetto dal 4 marzo, lanciato a reti unificate da quel di', non aveva speranze di avere alcuna legittimita', cosa che sarebbe ricaduta su di lui direttamente. Ed ora dopo aver negato un governo con Savona, e' stato ben lieto di accetare un governo con 2 Savona, se e' vero che la scelta del ministro dell'economia e' stata ricavata su indicazioni di Savona stesso
    mattarella era così all'angolo che aveva già pronto un governo tecnico per andare nel giro di 60 giorni al voto, visto che i due bambinoni volevano giocare a braccio di ferro contro di lui, non era certo sua intenzione trovare una maggioranza parlamentare al governo tecnico Cottarelli, l'aveva spiegato benissimo mattarella un paio di settimane prima, se non si trovava l'accordo per un governo politico le ipotesi in gioco erano due:

    1) un governo tecnico che ottenesse la fiducia delle camere, facesse la finanziaria, portando il paese al voto tra gennaio e febbraio 2019
    2) un governo tecnico che, non avendo la fiducia in parlamento, accompagnasse in maniera neutrale gli italiani al voto subito, anche a luglio

    ringraziamo il cielo semmai che uno come Salvini si sia dimostrato molto più saggio di quel bambinetto di Di Maio e non l'abbia seguito nella scellerata decisione di voler l'accusa per alto tradimento del capo dello stato, li veramente saremmo caduti in una crisi istituzionale di ben difficile risoluzione. Per fortuna salvini ha avuto il sangue freddo e qualcuno ha tirato le orecchie a Maio, che infatti è tornato da mattarella a chiedere umilmente scusa.

  14. #734
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    non glia sara' passato nemmeno nella mente, ma e' stato l'effetto del suo veto posto su di un nome
    Anche un avviso di garanzia alla moglie di Mastella ebbe come effetto la fine di un governo. Questo non significa che il magistrato che l'ha emesso sia andato oltre le sue prerogative. La scelta fu di Mastella. Stavolta di Salvini, peraltro rientrata, quindi no: l'effetto del veto di Mattarella non è stato non far partire il governo gialloverde, che è partito, eh sì.

  15. #735
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    Citazione Messaggio inviato da destino Visualizza messaggio
    mattarella era così all'angolo che aveva già pronto un governo tecnico per andare nel giro di 60 giorni al voto, visto che i due bambinoni volevano giocare a braccio di ferro contro di lui, non era certo sua intenzione trovare una maggioranza parlamentare al governo tecnico Cottarelli, l'aveva spiegato benissimo mattarella un paio di settimane prima, se non si trovava l'accordo per un governo politico le ipotesi in gioco erano due:

    1) un governo tecnico che ottenesse la fiducia delle camere, facesse la finanziaria, portando il paese al voto tra gennaio e febbraio 2019
    2) un governo tecnico che, non avendo la fiducia in parlamento, accompagnasse in maniera neutrale gli italiani al voto subito, anche a luglio
    ma lo dici stesso tu:" se non si trovava l'accordo per un governo politico "

    Ma l'accordo c'era, pure controfirmato con un irrituale contratto, cosi' come c'era la maggioranza per sostenere il governo espressione di tale accordo

    se poi si voleva l'accordo di Mattarella, lui, non era parte politica di quell'accordo, Il PdR non deve dare indirizzo politico, ma come lo si deve ripetere? ...il mattarella pensiero, per quanto legittimo, non doveva, al netto della stra citata moral suasion, influire sulle legittime volonta' del parlamento.
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