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Discussione: Pirateria: vittime o ladri?

  1. #1
    Scudiero
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    Pirateria: vittime o ladri?

    Un giudice di Torino ha assolto un imprenditore torinese che aveva del software copiato che usava nei computer della sua azienda. Secondo il giudice l'imprenditore non è perseguibile penalmente in quanto le copie non sono state effettuate per rivenderle a terzi (fine di lucro) ma semplicemente per uso privato. Dura la rezione della Microsoft Italia:"Siamo disgustati dal fatto che un cavillo legale possa consentire di sfuggire alla legge." La Microsoft chiede che anche le persone che realizzano copie non a scopo di lucro vengano severamente perseguite. Come avrete notato la situazione è molto complessa, da una parte una legge sui diritti d'autore che stenta a regolamentare il mercato del software e il problema della pirateria, dall'altro una grande multinazionale che chiede pene più dure. Ma, alla fin fine, chi viene trovato in possesso di software copiato e si trova a dover affrontare un processo penale con pene che superano gli otto anni di carcere è una vittima o un ladro che merita la massima delle pene? Aspetto i vostri commenti e vi porgo questa domanda: "la Sony avrebbe incassato tutti i soldi che ben sappiamo con "l'affare Playstation" se i relativi giochi fossero stati "impossibili da copiare"?

  2. #2
    Editor L'avatar di pucci
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    Non rispondo alla tua domanda, ma effettivamente avrei una controproposta a quella della Microsoft. Non persecuzione penale, ma multa salata e rimborso del costo di acquisto.
    Credo che una soluzione del genere, adottata sistematicamente (e non saltuariamente come l'ipotesi penale), possa essere valida.

  3. #3
    Guastatore L'avatar di QuakeMan
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    Bell'argomento... Senza dubbio la verità, come al solito, sta nel mezzo.
    Sono d'accordo con StarKnight perchè sappiamo bene che la PlayStation ha venduto in modo tale solo perchè ovunque vai e sottolineo l'ovunque, puoi trovare software pirata a 10.000 lire se non meno, e non soltanto la legge italiana se ne infischia. Perchè parliamoci chiaro, andare in giro per una città, e vedere sui marciapiedi venditori ambulanti con al seguito vagonate di CDs copiati, non è una bella vista e di sicuro una presa in giro all'autorità dello Stato e alle sue leggi anti-pirateria.
    Ma dal mio punto di vista il discorso sarebbe ancora più vasto, perchè è stata la Sony, senza dubbio, a prevedere un mercato del genere e a volerlo con tutta la forza. D'altra parte quello che la compagnia ha sempre voluto è stato un profitto personale derivato esclusivamente dalla vendita della consolle (in qualche modo un monopolio), e quindi ben venga l'alloggio in cui saldare il chip incriminato di bypassare gli errori del supporto ottico. D'altra parte alla Sony basta vendere la consolle, impossibile da "piratare" e aggiungere anche i compensi per il "chip" (non mi spingo oltre, chi vuol capire, capisce), poi i dolori arriveranno per le software house, che guadagnano ipoteticamente la metà...
    Ritornando a bomba però, mi trovo d'accordo anche con Pucci, perchè andare in galera per software pirata mi sembra una baggianata, ma neanche la si può passare liscia, anche se, secondo me, la morsa dovrebbe essere spinta sulle aziende e non sui singoli utenti che non sono in grado di rovinare il mercato (altrimenti come farebbero a campare tutte le varie software house se le entrate effettivamente non ci fossero a causa della pirateria???).
    Lo so, troppo lungo, ma volevo dire la mia...

  4. #4
    Plebeo
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    Mia opionione personale, la sony ha messo in cantiere il solo profitto dalle vendite della console (non come la nintendo..) senza profitti e restrizioni sul campo software, cio' a comportato una diffusione enorme di questo prodotto, solo ed esclusivamente alla facilita' di reperire software copiato. Non ha posto freni o perseguito nessuna causa contro la pirateria(si e' solo incazzata per gli emulatori, che di fatto non gli fanno vendere la console :-)) ed e' facile per me vedere colleghi/amici con 100% del software psx pirata, senza alcun scrupolo o rimorso. Il successo per la sony deriva da questo, se fosse stata difficile da sproteggere, avrebbe fatto la fine della nintendo o della sega(sia con saturn che con la seppur ottima dreamcast). Che sia giusto non lo so, so solo che fa comodo sia al produttore che al consumatore.

  5. #5
    Cavaliere
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    Se le softwarehouse abbassasero i prezzi forse molta gente comprerebbe tutto originale... siccome un gioco costa circa 100 mila lire se uno lo puo avere a 15 mila penso che se ne sbatte del manuale della licenza e della scatola... io personalmte penso che la pirateria è una conseguenza dei prezzi alti.... cmq resta illegale e da punire.... byez

  6. #6
    Editor L'avatar di pucci
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    Quante volte ho sentito dire "se le software house abbassassero i prezzi!".
    Premettendo che io NON ho una software house, va esaminato attentamente il mercato italiano, e le sue anomalie. Anomalie che si manifestano sia dal lato della distribuzione sia dal lato dei consumatori.
    Dal lato della distribuzione, in Italia in gran parte non ci sono i distributori originali (parlo di Activision e Sierra ad esempio) ma ci sono degli intermediari. Questo contribuisce ad un innalzamento del prezzo (per l'antica legge di "più intermediari ci sono, maggiore è il ricarico finale") e alla mancanza di operazioni promozionali incisive come quelle messe in opera negli States.
    Dal lato del mercato, c'è una scarsa cultura al software originale (vedi post iniziale di Starknight) e una scarsissima propensione all'acquisto, qualunque sia il prezzo.

    Quindi secondo me non è il prezzo che non invoglia a comprare ma una combinazione di fattori di cui il prezzo è solo una parte.

  7. #7
    Guastatore L'avatar di QuakeMan
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    Si Pucci, hai perfettamente ragione, ma se il prezzo è soltanto una parte, sicuramente è la parte maggiore!!!

  8. #8
    Scudiero
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    Penso che se uno usa software per fare soldi o per lavoro ==> LO DEVE AVERE ORIGINALE.

    Se invece lo si usa per hobby, no !!!!

    Per i giochi penso che copiarli sia giusto ma se lo si faccia per "prova". Se un gioco ti piace poi te lo DEVI comprare originale.
    Esempio ho homeworld piratato, l'ho provato e non mi piace molto.... Non ci giocherò più molto probabilmente....
    Q3A copiato non si puù giocare in rete e rimane una demo del gioco vero che è quello in rete..... La ID ha capito tutto e subito !!!!!

    Sono stato in vacanza nei pressi di Lecce l'anno scorso e durante una fiera non ho visto un venditore di videogiochi che ne vendesse originali (soprattutto per Play).

    Traetene voi le conclusioni !!!!

    Ciao, EmaentrA !!!!!! ;-)))))

  9. #9
    Spettro
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    Dovete stare attenti, perchè non è solo la questione "Sony", visto che la multinazionale usa e userà per la play2 un sistema anti pirateria. La questione è: Usare Softaware pirata è giusto o no?
    Beh non si può purtroppo rispondere a questa domanda. E' ovvio che con un mercato come quello italiano è logico che il ragazzino che passa per strada vede il gioco di Resident Evil pirata da un ambulante, se lo compra visto che ha 10carte in tasca. Ma è anche vero che parecchia gente si compra giochi come Half Life, Quake3Arena, Quake2 e molto altro originale (io stesso lo faccio!!). Cmq sia io ho girato parecchio gli altri paesi, specialmente europei. Posso dire con certezza che in Inghilterra la pirateria è praticamente a zero, se uno vuole un gioco se lo compra e basta, i cd copiati sono assai rari da vedere. In germania, il mercato è già più ampio rispetto quello britannico, ma di certo non si avvicina neanche lontanamente a quello nostrano. Quindi se facciamo una riflessione e leggiamo le statistiche possiamo notare che in paesi come l'Italia (terza al mondo in pirateria informatica) dietro solamente a Israele (1°) e Cina (2°), possiamo capire che non è solo colpa nostra se un sistema burocratico assolve il "povero" imprenditore per software copiato e toglie dagli scaffali Resident Evil2 per la sua violenza (playSt.) e lascia quelli per Pc. Insomma è il sistema a mio parere che è incompatibile e antiquato rispetto al mercato informatico/ludico.

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