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Discussione: Brescia: esplode il caso Almeyda

  1. #1
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    Predefinito Brescia: esplode il caso Almeyda

    Dal Giornale di Brescia di Domenica 8 novembre 2004:

    Si è consumata una specie d’impresa, ma si sta consumando anche un caso. Lo scenario è gioioso, ma presto potrebbe esserci chi si libera di un contratto: la rottura tra Matias Almeyda ed il Brescia sembra orma i dietro l’angolo. E tale probabile epilogo non può passare in secondo piano, nemmeno in una serata da tre punti scaccia-paure, perchè il matrimonio con Almeyda era stato inseguito e suggellato dopo una maratona estiva; perché Almeyda è uno dei giocatori arrivati per fare la differenza. Vale la pena di proporre un breve riassunto dei fatti conosciuti degli ultimi giorni, quelli nei quali il disagio d ell’argentino ha cominciato a manifestarsi e quindi a crescere fino ad eslodere.

    I primi sintomi, in occasione di Brescia-Siena: corre il minuto 40 del primo tempo, quando De Biasi procede alla sostituzione di Matias con Del Nero. Apriti cielo: Almeyda imbocca la via degli spogliatoi, quindi sale in macchina e torna nella sua casa di Como senza attendere la fine della gara. E fortuna vuole che Almeyda non veng a sorteggiato per l’anti-doping: sarebbero stati guai seri. È in questa occasione che l’ex interista comincia a meditare sul suo futuro. Il giorno dopo però, il dietro-front: l’argentino si presenta puntualmente ad Ospitaletto e chiede scusa a mister e compagni. Acqua passata? Più probabilmente rimasta a stagnare, visto che venerdì succede il patatrac: Almeyda non si presenta all’allenamento fissato a Coccaglio e dunque non risponde alla convocazione. Perché? Perché il giocatore non avrebbe (il condizionale è d’obbligo non avendo ancora raccolto la versione dei fatti del diretto interessatore) gradito la visita che alcuni ultras hanno fatto alla squadra il giorno prima. E così la veloce chiacchierata con Corioni, presente al campo, e l’annuncio: «Presidente, io qui non gioco più».

    Nel dopo partita di Brescia-Chievo, Corioni fa il punto della situazione: «Giovedì, in maniera assolutamente non violenta, i tifosi hanno parlato anche con lui e sostanzialmente gli hanno detto che se è un campione lo deve dimostrare. Hanno usato anche termini dialettali, tipo "svegliet" e lui chissà che cosa ha capito. È venuto a dirmi che ha bisogno d’amore e dunque basta. N on sapevamo più che fare. Ogni giorno ne aveva una. E poi il pendolarismo tra Como e Brescia: gli avevamo trovato qui una fantastica casa da 8.000 euro al mese. Ha rifiutato. E a forza di andare avanti e indietro in macchina aveva sempre male alla parte posteriore del polpaccio.

    Gli parlerò domani da giovedì non l’ho più sentito. Come non l’ha sentito né visto nemmeno De Biasi. «C’è la speranza di ricucire? Se torna bene, se non torna non piango. Almeyda è la dimostrazione che quando un giocatore non ha obiettivi, può anche essere un fenomeno, ma non ti dà nulla. No, se non torna non impazzisco ». Parole taglienti nelle quali si legge un divorzio consensuale in vista. Corioni quindi analizza la gara appen a terminata. «Ci speravo in questi tre punti. Arrivati dopo una partita che non definirei brutta. Semmai giocata tra due squadre che non avevano tanta forza. E noi ne avevamo meno di loro perchè siam o ben più giovani. Se tra i giocatori c’era anche un po’ di paura? Normale: i più vecchi in campo erano Castellazzi e Martinez, gli unici col «7» nella data di nascita. Sarebbe bastata la presenza di Di Biagio per dare quel tanto di forza in più. Concludendo, tiro un bel sospiro di sollievo, perchè è difficile fare i tre punti nella zona dove siamo noi. Bella vittoria, davvero».

    Corioni non può evitare di trattare il tema mercato. Perché se Almeyda se ne andasse... «A centrocampo si farà per forza qualcosa. Domizzi, nel ruolo di centrale è stato bravissimo, ma a creare gioco siete meglio voi...». Rispetto a Corioni, Gianluca Nani gioca la carta della diplomazia per trattare la vicenda Almeyda. Quella che il consulente di mercato del Brescia adotta, è una tattica attendista: «È presto per dire se si arriverà alla rescissione. Prima dobbiamo capire che cosa c’è dietro al suo comportamento. Dobbiamo capire l’uomo, poi analizzeremo la situazione a livello societario. Non se lui sia poco sereno anche in seguito alle sue vicissitudini estive... Mi chiedete se ci sono anche problemi con De Biasi? No. Il mister ha grande stima di Matias. Ripeto: dobbiamo capire. Spero che la faccenda si risolva, ma ci tengo anche a sottolineare che chi gioca con noi deve desiderare e amare questa maglia. Nani quindi parla di Brescia-Chievo: «Sono orgoglioso della grande lotta fatta dai ragazzi, che nel complesso avevano 69 anni in meno rispetto ai giocatori del Chievo. Posso solo elogiarli, come elogio Schopp: grande professionista, ragazzo eccezionale e anche buon giocatore».
    Ultima modifica di Micio : 08-11-2004 alle ore 22.04.34

  2. #2
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    Dal Giornale di Brescia di Lunedì 8 novembre 2004:

    Almeyda non torna indietro: nessuno spiraglio di trattativa con il Brescia: «A gennaio avrò un’altra maglia»
    Qui i giocatori non sono tutelati. Il calcio peggiora, ma non posso smettere.



    «A trent’anni non sono certo vecchio da buttare. Non vedo l’ora di rescindere il contratto con il Brescia, perché voglio trovarmi un’altra squadra e tornare a giocare già a gennaio. Ma non certo al Brescia». Questa la sintesi di quanto Matias Almeyda ci ha detto in merito al suo addio al Brescia. Un addio che non prevede ripensamenti. Almeyda è lapidario nella sostanza, è cortesissimo nei toni. All’altro capo del telefono troviamo un tranquillo padre di famiglia che vive una domenica diversa da quelle dei suoi colleghi, simile piuttosto a quelle delle persone "normali", con le voci delle sue figliole a fare da contorno alla telefonata. «Non voglio parlare del mio caso - esordisce -, perché preferisco prima incontrarmi con la società e chiarire tutto».

    Ma poi cede alle insistenze e spiega i suoi perché, le sue ragioni, le sue scelte. «Non potrei dire che quella nel Brescia è stata un’esperienza negativa. Ma in questo ambiente noi giocatori siamo l’elemento meno tutelato, le cose devono cambiare, il calcio deve tornare un gioco: voglio scrivere una lettera ai miei compagni e spiegare tutto. Perché nel Brescia ho trovato un gruppo come ne ho conosciuti pochi, ma così non va». Sei arrivato qui dopo un divorzio dall’Inter che ti ha lasciato l’amaro in bocca. Ora questa nuova separazione dolorosa.

    Evidentemente qualcosa non va nel mondo del calcio in generale... «Il fatto è che siamo in pochi a pensarla in un certo modo. Può darsi che sia io a sbagliare, ma non ho nessuna intenzione di cambiare. Preferisco farmi da parte e non rubare i soldi. Per questo desidero che la rescissione del contratto avvenga quanto prima, perché non voglio certo essere pagato senza fare niente». Un taglio netto che puoi dare perché sei un calciatore affermato e con una certa tranquillità economica. Ma come si dovrebbe comportare un giovane che dell’ingaggio ha assoluto bisogno? «Fino a 25 anni o giù di lì di fare certe cose non hai la forza. Io però non mi considero un vecchio. Mi sento piuttosto come un samurai che deve combattere per qualcosa in cui crede, magari con la spada. E io combatterò anche per i più giovani, perché le situazioni cambino. Non è giusto che in nove giornate per tre volte i tifosi entrino all’allenamento. E non è colpa loro: i tifosi possono contestare, ma tocca alla società impedire che certe cose accadano, perché in una situazione come quella di giovedì può bastare una risposta da parte di qualcuno perché le cose finiscano male. Io l’altro giorno sono stato zitto. Ma se avessi risposto? Chi mi avrebbe pro- tetto? Quando uno cerca di essere sincero e puro finisce con il fare la figura dell’idiota. E io non mi sento un idiota».

    Ma, in verità, ci sono questioni di denaro, dietro la tua scelta? «Assolutamente no. A me interessava solo di giocare a calcio. E l’ho fatto, per esempio contro il Parma, anche quando non avrei dovuto perché avevo un polpaccio fuori uso, per attaccamento ai colori. E perché, come dicevo, voglio giocare. Per questo mi cercherò una squadra a gennaio». E quali sono stati i tuoi rapporti con l’allenatore? «Normali. Succede che si abbiano opinioni diverse, che ciascuno possa vedere il calcio diversamente, ma questo non deve creare fratture.

    Ci sono state situazioni positive ed altre negative, ma il mio rapporto con il tecnico non c’entra nulla con la mia decisione». Però quella sostituzione contro il Siena non l’avevi proprio digerita, visto che te ne sei andato praticamente sbattendo la porta... «È vero, ma poi ho parlato con l’allenatore e mi ha spiegato, dicendomi che se fosse potuto tornare indietro, avrebbe agito diversamente: mancavano tre minuti alla fine del primo tempo ed avrebbe potuto benissimo aspettare, risparmiandomi un’umiliazione. Tra l’altro aveva fatto benissimo a sostituirmi: ero un disastro, mi sarei sostituito anch’io. Quelli sono stati forse i peggiori 40 minuti della mia carriera... Ma, come dicevo, poi ci siamo chiariti, abbiamo parlato. E io non ci ho pensato più». Forse era un momento un po’ di concitazione, insomma... «Forse sì. E voglio precisare che io non mi metto certo a discutere con l’allenatore di questioni tattiche o tecniche: certe decisioni sono solo sue e tu le devi rispettare, che ti piaccia o no».

    Sia come sia, ora non c’è più spazio per nessuna trattativa. «No, vorrei chiudere subito. Ma devo dire che sono molto triste. Tra l’altro lascio uno dei miei più cari amici, Adani: il fatto che lui sia al Brescia è stato uno degli argomenti che mi hanno convinto a venire lì. Mi spiace lasciare tutto. Ma è finita».

  3. #3
    Spettro L'avatar di *toccio*
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    bah... secondo me se ne vuole andare per altri motivi, non certo per qualche critica dei tifosi. :bah:

  4. #4
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    Anche secondo me...

  5. #5
    Baràck L'avatar di Raziel7
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    Sono incazzato perchè ora non mi gioca al fantacalcio.

  6. #6
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    Vendilo. Giocherà in serie B ma in un'altra nazione.

    I tifosi gli hanno detto: "Se sei un campione, dimostralo". Per me se l'è presa...

  7. #7
    InsomniaC L'avatar di Dalcinho88
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    Se un giocatore nella squadra in cui è si trova male ,deve cambiare maglia...

  8. #8
    vecchio saggio L'avatar di Boe.
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    Se magari facessero giocare Del Nero a centrocampo forse il Brescia riuscirebbe a costruire un pò di gioco..

    E poi non mi gioca al fantacalcio

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