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Visualizza versione completa : L'alba di Skynet è arrivata?



Zeo
26-01-2015, 17.53.59
Due anni per mettere in rete tutti i robot del mondo: è così che la ricerca sulla robotica si sta preparando ad avere un'accelerazione senza precedenti, possibile grazie al fatto che saranno gli stessi robot a scambiarsi dati e programmi. ''Il prossimo obiettivo è connettere alla robotica la tecnologia alla base degli smartphone'', ha detto Giorgio Metta, direttore della iCub Facility dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova.

Così iCub, il robot umanoide dall'aspetto rassicurante di un bambino messo a punto nel 2009 dall'Iit si prepara a crescere, compiendo un passo senza precedenti. ''La faccia resterà la stessa, ma sarà più robusto e più alto, sarà alimentato a batteria e perciò potrà muoversi liberamente nei laboratori, ma soprattutto non sarà più solo'', ha spiegato.

iCub sarà infatti connesso con il cloud attraverso la rete wireless e in questo modo i robot potranno scambiarsi informazioni. Accadrà per i quattro iCub che si trovano nell'Iit di Genova come per i 26 che finora sono stati venduti a diversi laboratori nel mondo.

''Tutti i robot saranno in rete per velocizzare la ricerca e si sta lavorando alla definizione degli standard'', ha aggiunto il ricercatore. E' un progetto al quale sono interessati numerosi centri di ricerca, oltre alla Commissione Europea.

''In tutto il mondo c'è interesse a lavorare in questa direzione'', ha osservato. L'obiettivo consiste nel riuscire a combinare la tecnologia alla base degli attuali smartphone con la robotica. Quella che si profila all'orizzonte, e che promette di diventare una realtà in breve tempo, è una nuova disciplina che ha già un nome: Ictr, vale a dire Tecnologie dell'informazione e della comunicazione e robotica.


http://www.ansa.it/webimages/foto_large/2015/1/18/0c856cb40e94c4857e8f1a66f137bb88.JPG

Fonte: ANSA.it (http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/tecnologie/2015/01/18/due-anni-e-i-robot-saranno-tutti-collegati-tra-loro-_f715f9da-a507-417a-880b-224077481913.html?idPhoto=1)

BenderSnake
26-01-2015, 18.08.47
Il nodo centrale è sempre l'IA. Finché non arrivano a quella, possono anche connetterli ma non cambierà molto.

*Lorenzo*
26-01-2015, 18.18.24
Interessante... il mondo diverrà una 01 (la città delle macchine di Matrix) oppure Aurora (il pianeta di "I robot dell'alba" di Asimov)?

Il fatto che i due principali OS degli smartphone siano la Apple e Google mi fa propendere per la prima ipotesi :look:

Zeo
26-01-2015, 19.27.18
Il nodo centrale è sempre l'IA. Finché non arrivano a quella, possono anche connetterli ma non cambierà molto.

Appunto. In questo modo l'IA farà salti da gigante. :P

Elrond
26-01-2015, 19.42.20
Stavo per scrivere più o meno la stessa cosa che ha scritto BenderSnake.

Appunto. In questo modo l'IA farà salti da gigante. :P
E come? Tu già ti immagini i robot che si riprogrammano da soli, ma non è così che funziona. La rete di robot annunciata dall'articolo non mi sembra molto diversa dal mio antivirus che impiega cloud computing per cercare le minacce sul mio computer. Insomma, siamo tanto prossimi a Skynet quanto le cactacee sono parenti prossime dell'uomo.

Zeo
27-01-2015, 00.38.36
Stavo per scrivere più o meno la stessa cosa che ha scritto BenderSnake.

E come? Tu già ti immagini i robot che si riprogrammano da soli, ma non è così che funziona. La rete di robot annunciata dall'articolo non mi sembra molto diversa dal mio antivirus che impiega cloud computing per cercare le minacce sul mio computer. Insomma, siamo tanto prossimi a Skynet quanto le cactacee sono parenti prossime dell'uomo.

Ma il riferimento a skynet è puramente ironico. :D

Seriamente parlando, questo passo permetterà all'IA di svilupparsi molto più velocemente di prima, poiché permetterà di assimilare molte più informazioni di prima in molto meno tempo. Certo, rimane ancora il limite di elaborazione, ma è comunque un passo molto importante per la robotica e la loro autonomia. :P

Elrond
27-01-2015, 01.46.34
permetterà di assimilare molte più informazioni
Scusa Zeo, ma tu che competenze hai? Io non sono un esperto di IA, ma mi sembra che parli un po' a caso :asd: Cosa diavolo vuol dire 'assimilare' informazioni? Il mio disco rigido 'assimila' un sacco di informazioni, ma non si è ancora evoluto, e non si evolverebbe neppure se ne 'assimilasse' un trilione di volte in più :asd:

MarcoLaBestia
27-01-2015, 03.35.48
Be' il pericolo c'è solo se dentro al robot ci mettono un programma del tipo: creati automaticamente dei programmi sfruttando le informazioni audiovisive ke ti arrivano secondo le istruzioni x y z.

Il passo successivo sarebbe: sulla base di questi programmi ke ti sai creare, creati istruzioni da solo.

E a quel punto penso ke, se non andassero in crash, sarebbero cmq totalmente a cazzo, per un semplice motivo: usano solo la matematica. Le decisioni prese dall'uomo includono altri 6 tipi di intelligenza e sono principalmente motivate dagli istinti.

Il robot istinto non ne ha, autonomamente farebbe solo calcoli fini a sé stessi.

Zeo
27-01-2015, 08.44.16
Ragazzi, il riferimento a skynet è chiaramente una battuta. :D

@Elrod c'è solo una piccola differenza, il tuo HD non elabora informazioni. :D
In soldoni ora i robot possono condividere le proprie esperienze tra di loro. :P

Elrond
27-01-2015, 11.26.59
Ragazzi, il riferimento a skynet è chiaramente una battuta. :D

@Elrod c'è solo una piccola differenza, il tuo HD non elabora informazioni. :D
In soldoni ora i robot possono condividere le proprie esperienze tra di loro. :P
Mi sa che hai mancato il punto del mio commento: il punto è l'elaborazione delle informazioni, esatto. Parola generica, peraltro. Il mio antivirus processa ed elabora informazioni ricavate da Internet. E i tuoi robot? In che modo i tuoi robot 'elaborano' le informazioni? L'IA non è solo un problema di 'elaborazione' di una gran massa di informazioni. A monte c'è un problema di struttura dell'IA; più o meno come dice Marco.

Zeo
27-01-2015, 11.40.20
Mi sa che hai mancato il punto del mio commento: il punto è l'elaborazione delle informazioni, esatto. Parola generica, peraltro. Il mio antivirus processa ed elabora informazioni ricavate da Internet. E i tuoi robot? In che modo i tuoi robot 'elaborano' le informazioni? L'IA non è solo un problema di 'elaborazione' di una gran massa di informazioni. A monte c'è un problema di struttura dell'IA; più o meno come dice Marco.

Ma è un problema per cosa? Perché possa nascere skynet? :D

Raga, non ho detto che sta arrivando skynet, (per la terza volta, era una battuta), ma che grazie a questo l'IA farà un bel passo qualitativo. Ma poi smettiamola di fare paragoni assurdi paragonando un robot ad un antivirus su. :D

Elrond
27-01-2015, 11.55.53
Ma è un problema per cosa? Perché possa nascere skynet? :D

Raga, non ho detto che sta arrivando skynet, (per la terza volta, era una battuta), ma che grazie a questo l'IA farà un bel passo qualitativo. Ma poi smettiamola di fare paragoni assurdi paragonando un robot ad un antivirus su. :D
Ma infatti lascia perdere Skynet. E' un problema anche solo perché l'IA faccia quel salto qualitativo o possa prendere a svilupparsi molto più velocemente come dici te :asd:
Come dovrebbe avvenire tutto ciò? La pura e semplice 'elaborazione' di una maggiore quantità di dati non basta a fare l'IA: il problema è sempre quello della programmazione della struttura dell'IA. Lasciando poi da parte di fatto che i robot montano per lo più processi abbastanza elementari di IA (finalizzati a renderli adaptive nell'esecuzione di una serie definita, limitata e programmata di compiti): non impareranno a fare il caffè dall'oggi al domani, se non li programmi all'uopo :asd:
Bo', ti rispondo così perché non ci vedo proprio le basi per alcun sensazionalismo. E ancora non mi hai spiegato dove sia il breakthrough per l'IA.

FALLEN_ANGEL_664
27-01-2015, 13.52.54
Il robot istinto non ne ha, autonomamente farebbe solo calcoli fini a sé stessi.

Per ora. Gli istinti sono solo una questione di programmazione visto che sono potenzialmente esemplificabili in risposte automatiche. Il vero problema secondo me è la creatività.

Non ho capito in cosa consista il passo avanti dell'articolo. Non che mi aspettassi di capirlo considerato che non avevo chiaro da prima già il funzionamento di iCub che non so come dovrebbe "imparare da solo".

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

Zeo
27-01-2015, 15.06.07
Ma infatti lascia perdere Skynet. E' un problema anche solo perché l'IA faccia quel salto qualitativo o possa prendere a svilupparsi molto più velocemente come dici te :asd:
Come dovrebbe avvenire tutto ciò? La pura e semplice 'elaborazione' di una maggiore quantità di dati non basta a fare l'IA: il problema è sempre quello della programmazione della struttura dell'IA. Lasciando poi da parte di fatto che i robot montano per lo più processi abbastanza elementari di IA (finalizzati a renderli adaptive nell'esecuzione di una serie definita, limitata e programmata di compiti): non impareranno a fare il caffè dall'oggi al domani, se non li programmi all'uopo :asd:
Bo', ti rispondo così perché non ci vedo proprio le basi per alcun sensazionalismo. E ancora non mi hai spiegato dove sia il breakthrough per l'IA.

A dire il vero già oggi i robot hanno capacità di "auto" apprendimento non indifferente, già mostrata su basilare come i giochi e quant'altro. Il breakthrough come ho già detto sta nel fatto che condividono le varie esperienze e quindi una capacità di apprendimento più elevata. Questo ovviamente è solo un passo. Ci sono ancora grossi limite sull'elaborazione che ovviamente non è paragonabile a quella del cervello umano per ovvie ragioni. Ma già solo avere delle informazioni condivise permette (soprattutto in futuro quando la capacità di elaborazione avrà raggiunto vette notevoli) di apprendere molto più velocemente e in modo più completo. Un po' come se noi fossimo connessi al cervello di tutti gli altri e abbiamo accesso alle loro esperienze.



Non ho capito in cosa consista il passo avanti dell'articolo. Non che mi aspettassi di capirlo considerato che non avevo chiaro da prima già il funzionamento di iCub che non so come dovrebbe "imparare da solo".

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

Già lo fanno Fallen. :D

Roba ancora elementare, ma lo fanno. Questo ovviamente è solo un passo che però permette di ampliare il bagaglio culturale. :P

MarcoLaBestia
27-01-2015, 22.05.56
Per ora. Gli istinti sono solo una questione di programmazione visto che sono potenzialmente esemplificabili in risposte automatiche. Il vero problema secondo me è la creatività.
Come può un robot auto-programmarsi l'istinto di autoconservazione? È come dirgli: bene, programmati di programmarti. È un corto circuito, un serpente ke si mangia la coda. Se non c'è input esterno, il robot non sa nemmeno cos'è l'autoconservazione.

Poi se vuoi domandarmi ki ha programmato l'autoconservazione nell'uomo, non lo so. Magari è colpa dei nervi. Ke non sono programmati... sono pezzi di materia.

FALLEN_ANGEL_664
28-01-2015, 13.48.43
Già lo fanno Fallen. :D

Roba ancora elementare, ma lo fanno. Questo ovviamente è solo un passo che però permette di ampliare il bagaglio culturale. :P

Grazie ma il punto è che io non so in che cosa consista l'attuale capacità di apprendimento. Cosa è che "già fanno"? Perchè anche se il bimbo lì riesce a capire da solo come afferrare una pallina, collegarlo ad un database potrebbe essere utile quanto dare ad un globetrotter un libro sulla meccanica quantistica scritto in persiano. Ok, vogliono collegare robot con robot e stanno lavorando ad un protocollo standard per rendere la cosa possibile, ma a quel punto? Cosa si comunicheranno? Cosa li spingerà a comunicare? Non è che se metto due palle da biliardo su un tavolo queste da sole inizieranno a scontrarsi.

Quell'articolo non mi dice molto così come non mi dicevano molto gli articoli fatti sul bimbo già da prima. Perchè io non ho le competenze per capirci davvero qualcosa e chi scrive l'articolo non scalfisce nemmeno la complessità dell'argomento.


Come può un robot auto-programmarsi l'istinto di autoconservazione? È come dirgli: bene, programmati di programmarti. È un corto circuito, un serpente ke si mangia la coda. Se non c'è input esterno, il robot non sa nemmeno cos'è l'autoconservazione.

Una risposta potrebbe essere: costruire dei robot molto semplici il cui unico scopo è quello di esistere e riprodursi; aspettare quindi qualche miliardo di anni e vedere che succede.

Io comunque non ho detto che il robot dovesse autoprogrammarsi. Ritengo solo che gli istinti siano una parte relativamente semplice da replicare rispetto ad altre come la creatività. Ad esempio, volendo riproporre l'autoconservazione a livello basilare potremmo immaginare un robot in grado di spostarsi e munito di termometri collegati ad una centralina. Non appena uno dei termometri comunica una temperatura troppo alta o troppo bassa, il robot di muoverà nella direzione opposta per allontanarsi dal potenziale pericolo. E' un procedimento piuttosto semplice: rilevare la potenziale minaccia ed allontanarsi.

La creatività invece è molto più complessa da replicare. Non basta avere dei sensori ed un banale algoritmo. Ci vuole qualcosa di molto più complesso, ci vuole capacità di astrazione, di combinazione tra più elementi per formulare qualcosa di nuovo, di idividuazione di capacità o particolarità di dati elementi sfruttabili in maniera nuova.

E' essenzialmente la differenza tra dire a qualcuno "scappa da quella parte" ed un "creami qualcosa".


Poi se vuoi domandarmi ki ha programmato l'autoconservazione nell'uomo, non lo so.

L'uomo non è stato programmato. L'uomo si è evoluto. E l'evoluzione è un procedimento "passivo", non frutto di una azione coordinata e pianificata ma determinato dalle dinamiche del sistema. E' come lanciare un sasso giù per il pendio di una montagna: il suo ruzzolare caotico, la sua traiettoria disomogenea, il suo stesso punto di arrivo non sono frutto di una volontà bensì delle peculiarità del sistema come la presenza di ostacoli sul pendio, l'inclinazione, gli avvallamenti, il tipo di terreno, la grandezza del sasso lanciato, il suo frantumarsi, eccetera. Tutte queste concause determinano il viaggio del sasso lanciato. La vita non è altro che una frana lanciata su un pendio infinito e l'evoluzione è la tendenza dei sassi a rimanere in moto (continuare ad esistere) o a fermarsi ad un dato punto (estinguersi). Ovviamente sarà più facile che i sassi più adatti a continuare sul dato pezzo di pendio continuino la loro corsa, mentre quelli meno adatti tenderanno a fermarsi. Se poi dei sassi fossero in grado di per loro di evitare alcuni ostacoli, questi avrebbero più facilità a continuare la loro corsa. E qualora migliorassero la capacità di evitare gli ostacoli, avrebbero ancora più facilità a continuare.

L'istinto di conservazione è nato dalla "casualità" del sistema e si è mantenuto perchè contribuisce al mantenimento di coloro che l'hanno sviluppato.


Magari è colpa dei nervi. Ke non sono programmati... sono pezzi di materia.

Perchè, dove pensi che nasca il pensiero se non nella nostra rete neurale fatta di materia? Il software è totalmente dipendente dall'hardware. Senza software l'hardware è un complesso fermacarte, ma senza hardware non c'è proprio software.

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

MarcoLaBestia
29-01-2015, 01.42.58
Dici troppe cose. :asd:

Sei inseguibile, ci vuole più semplicità.

MarcoLaBestia
29-01-2015, 13.51.26
Un robot non potrebbe mai e poi mai dire...... Sono un bomber! Fottesega! (http://www.fotoimbarazzanti.it/2013/11/15/friuli-beve-mezza-bottiglia-di-rum-prima-di-un-alcol-test-non-avete-le-prove-che-abbia-bevuto-prima-di-parcheggiare/) :roll3::roll3::roll3:

FALLEN_ANGEL_664
29-01-2015, 20.02.24
Dici troppe cose. :asd:

Sei inseguibile, ci vuole più semplicità.

Ok, riassumo:
è più facile riprodurre un istinto rispetto alla creatività;
l'uomo si è evoluto e quindi non è stato programmato;
il sistema nervoso è l'hardware su cui funziona il nostro software, che si tratti dell'instinto o della creatività.

Mito comunque quel furlan. :roll3:

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

Tiger Mask
31-01-2015, 03.27.14
Stephen Hawking ha affemato qualche tempo fa, rispendendo alla domanda di cosa ne pensasse dei progressi nel campo dell'intelligenza artificiale: "lo sviluppo dell'intelligenza artificiale completa potrebbe significare la fine della razza umana. Gli esseri umani, che sono limitati dalla lenta evoluzione biologica, non potrebbero competere e sarebbero soppiantati"

Al giorno d'oggi noi affidiamo sempre di più le nostre vite ai computers, armamenti nucleari compresi. Una macchina sufficientemente avanzata da raggiungere una sorta di autoconsapevolezza, rischierebbe di essere la fine dell'umanità.

MarcoLaBestia
31-01-2015, 04.51.32
Non può raggiungere l'auto consapevolezza !

Il computer funziona grazie alla unità logico-aritmetica (ALU) ke fa passare l'elettricità creando un codice binario con cui esegue istruzioni.


Esegue istruzioni.


Non può avere auto consapevolezza. Pure noi usiamo impulsi elettrici nel cervello, ma non abbiamo le ALU, abbiamo i neuroni. Il nostro cervello è giusto un po' più complesso e indecifrabile difatti nessuno ci capisce niente. Quando avremo capito il nostro stesso cervello, magari potremo riprodurlo. Ma a quel punto si avrà un cervello simile a quello umano, oppure inferiore, e a quel punto nulla vieterebbe di fare il contrario cioè di montare un quad-core nel nostro cervello per fare i conti più velocemente e contattare le makkine col pensiero. Matrix reloaded. :asd:

MarcoLaBestia
31-01-2015, 05.51.59
Poi un cervello scemo fa danni con le sue azioni poco intelligenti. Quindi creare un cervello inferiore a quello umano potrebbe creare il pericolo enorme di un coglione indistruttibile ke sa fare calcoli velocissimi.

Sai ke colmo sarebbe... cercare di ottenere l'intelligenza artificiale col risultato di creare la stupidità artificiale. :roll3:

Tiger Mask
31-01-2015, 17.36.26
Tralasciando le questioni teologiche anima o non anima, il cervello umano funziona esattamente come un cervello eletronico, fin da piccolo raccoglie dati e fa esperienza. L'essere umano non nasce con l'autoconsapevolezza, ma la acquisisce strada facendo. Una macchina sufficentemente avanzata potrebbe replicare questa prassi e andare oltre la sua programmazione grazie ai nuovi dati che potrebbe acquisire con l'esperienza. Autoconsapevolezza significa prendere decisioni autonome, e una intelligenza artificiale completa potrebbe arrivare a questo

Schianta
31-01-2015, 17.58.55
Tralasciando le questioni teologiche anima o non anima, il cervello umano funziona esattamente come un cervello eletronico, fin da piccolo raccoglie dati e fa esperienza. L'essere umano non nasce con l'autoconsapevolezza, ma la acquisisce strada facendo. Una macchina sufficentemente avanzata potrebbe replicare questa prassi e andare oltre la sua programmazione grazie ai nuovi dati che potrebbe acquisire con l'esperienza. Autoconsapevolezza significa prendere decisioni autonome, e una intelligenza artificiale completa potrebbe arrivare a questo

Le macchine che già ci sono nelle fabbriche prendono decisioni autonome a seconda degli eventi, in questo caso vengono caricate su un software, nel caso delluomo sono le esperienze fatte che fanno prendere una decisione(o gli insegnamenti ricevuti).

il pericolo unico derivante dalle macchine è quello di rendere inutile il lavoro manuale e creare miliardi di disoccupati.

FALLEN_ANGEL_664
31-01-2015, 22.04.25
@Tiger: computer e cervello non funzionano assolutamente nello stesso modo. Sono proprio due tipi di macchine diverse. Per ricreare un cervello elettronico infatti devi creare un nuovo tipo di computer.

@Schianta: non direi che le macchine nelle fabbriche prendano decisioni. Seguono algoritmi. Il loro prendere decisioni è comparabile al chiudersi/aprirsi delle porte automatiche.

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

Tiger Mask
31-01-2015, 22.29.44
Comunque io mi fido di Hawking, se una delle più grandi menti della storia dell'umanità teme la cosa, la temo pure io