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Simgiov
15-10-2013, 13.51.27
Biocarburanti, l’Italia è apripista della seconda generazione
Inaugurato primo impiano in Piemonte per i derivati da colture non alimentari. Da governo ok a regolamentazione delle bioraffinerie

«Siamo imprenditori che gettano il cuore al di la’ del fiume». E’ rimasta intatta la filosofia lavorativa del novantenne Vittorio Ghisolfi, nonostante siano passati 60 anni da quando è iniziata l’avventura industriale della sua famiglia. Sostenuta, a partire dagli anni Settanta, anche dai suoi figli Marco e Guido. Uno spirito che si respira ancora a Crescentino (in provincia di Vercelli) durante l’inaugurazione ufficiale del primo impianto al mondo per la produzione di biocarburanti di seconda generazione. E che il 9 ottobre ha aperto le porte, dopo un anno di rodaggio, per presentare i risultati della bioraffineria di Beta Renewables — joint venture da 150 milioni tra la BioChemtex (società di ingegneria e ricerca e sviluppo del gruppo Mossi e Ghisolfi-M&G), il fondo americano Tpg e per il 10% dall‘industria di biotecnologie danese Novozymes— in grado di produrre, a pieno regime, 75 milioni di litri annui di bioetanolo, ottenuto da residui di prodotti agricoli.
RIVOLUZIONE - Una rivoluzione, partita dai laboratori di ricerca di Rivalta Scrivia (Al) della M&G, che di fatto dovrebbe spegnere le numerose polemiche che, in questi anni, hanno accompagnato la crescita dei biocarburanti di prima generazione. Grazie a una selezione delle biomasse disponibili localmente e slegate dall’alimentazione umana e animale. Ma anche di una tecnologia chiamata Proesa in grado di fare del Piemonte il faro dei biocarburanti e da catalizzatore mondiale di un nuovo sviluppo economico. Durante il suo intervento Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico, ha allargato ulteriormente la discussione sulle bioraffinerie in Italia visto che,in serata, il Consiglio dei ministri ne firmerà la regolamentazione.

IL LEGAME CON IL TERRITORIO - A fare della bioraffineria di Crescentino il primo tassello della rivoluzione verde della chimica italiana una tecnologia che si e’ sviluppata sotto l’ala di un rapporto forte con il territorio. E che, secondo il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, dovrebbe essere ulteriormente sostenuta da una politica industriale e fiscale per realizzare infrastrutture sempre più avanzate. «L’impianto —afferma Cota — rispecchia la vocazione produttiva del Piemonte». Vocazione da rintracciare anche nei 3 milioni di euro dati dalla Regione per la realizzazione della bioraffineria. «Si tratta — puntualizza Cota - di un progetto che può cambiare il futuro, visto che il materiale di scarto non interferisce in nessun modo con la catena alimentare. Per questo abbiamo scelto un forte intervento di sostegno, invece di un finanziamento a pioggia».

L’IMPIANTO - Sviluppata su 15 ettari la bioraffineria, di cui 30 mila metri quadri occupati per lo stoccaggio delle biomasse, divise tra paglia secca e cippati di legno. Uno stabilimento totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico, con 13 MW di energia elettrica prodotta dall’utilizzo della lignina, ossia la materia prima dei biocarburanti, che, a pieno regime, e’ in grado di produrre ogni anno 75 milioni di litri di bioetanolo. Sfruttando, grazie alla vocazione agricola del territorio circostante, un’ampia selezione di biomasse disponibili, dalla paglia di riso alla canna gentile, entro un raggio di 70 km dallo stabilimento.

LA TECNOLOGIA - Rivoluzione principale dei processi della bioraffineria, la piattaforma tecnologica impiegata per ottenere il bioetanolo chiamata Proesa, che in portoghese significa “prodezza”. Combinata con gli enzimi prodotti dai partner danesi di Ghisolfi, si e’ rivelata in grado di utilizzare gli zuccheri delle biomasse lignocellulose con ridotte emissioni di gas climalteranti (circa il 90% in meno) e costi competitivi rispetto alle fonti fossili. Superando di gran lunga i risultati già ottenuti dai biocarburanti di prima generazione. «Ogni giorno — afferma Guido Ghisolfi — amministratore delegato di Beta Renewables— ci sono almeno tre delegazioni straniere che vengono a vedere i nostri risultati. E abbiamo già siglato numerosi accordi per la costruzione di impianti analoghi in America Latina e negli Stati Uniti».

NUOVO MERCATO DEL LAVORO - Un successo che, oltre a rivoluzionare il mondo dei biocarburanti, ha spinto l’acceleratore anche per il mercato del lavoro. «Negli ultimi due anni — prosegue Ghisolfi — abbiamo continuato ad assumere una persona nuova alla settimana» tra ricercatori, chimici, agronomi e ingegneri. Rinascita che potrebbe salvare anche la situazione dei trasporti italiani, in particolar modo della linea ferroviaria. Visto la prospettiva delle esportazioni. «Nei prossimi anni — anticipa Ghisolfi — ci saranno 2.400 aperture di impianti identici a questo in tutto il mondo. Con la previsione di creare 49 mila nuovi posti di lavoro».

LA SFIDA TRICOLORE - Un’opportunità, quella dei nuovi biocarburanti, che il Paese non può proprio permettersi di perdere. «Potenzialmente— riflette Ghisolfi — stiamo parlando di un mercato infinito». Con una domanda di carburanti non fossili di 9 milioni di tonnellate, stimata a breve in tutto il mondo. E che, visto l’offerta, risulta ancora inappagata. «In questo processo — conclude Ghisolfi — l’Italia giocherà un ruolo centrale. Rispondendo con la nuova tecnologia alle esigenze europee e accelerando lo sviluppo mondiale. Non si parla, infatti, solo di una generazione diversa di biocarburanti, ma soprattutto del punto di partenza verso un’economia del tutto nuova». Un trampolino che, secondo le indiscrezioni, potrebbe portare il gruppo M&G a quotarsi in Borsa. Anche se, durante l’inaugurazione, non sono state date conferme dell’operazione.

11 ottobre 2013 (modifica il 11 ottobre 2013)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: Corriere della Sera (http://www.corriere.it/ambiente/13_ottobre_09/biocarburanti-l-italia-apripista-seconda-generazione-df6a6822-3110-11e3-b3e3-02ebe4aec272.shtml)

Che dire... Sembra incredibile che in Italia sia stato fatto qualcosa del genere. Non sono un esperto del settore ma il petrolio prima o poi finirà e forse sarà più facile convertirsi ai biocarburanti che all'energia solare (e idrogeno), per il trasporto privato. Il governo, secondo me, dovrebbe focalizzarsi bene su questa cosa e impostare un piano industriale o qualcosa, insomma aiutare questo settore ad esplodere. Bravo Cota che ha stanziato fondi per aiutarli.

Però d'altra parte... Sarà vero? Non mi fido più dei giornalisti dalla notizia del radiotelescopio più grande d'Europa costruito in Sardegna... In Germania ne hanno uno dal diametro doppio e nella Russia europea di diametro 10 volte il nostro. Giornalisti... :tsk:

MarcoLaBestia
15-10-2013, 15.43.08
Si produce davvero con scarti e residui dei prodotti agricoli, e non col grano?

*Lorenzo*
15-10-2013, 15.48.05
Speriamo bene, che sia qualcosa di effettivamente migliore ed innovativo e non la solita tecnologia riciclata e rinominata per fare figo e richiamare capitali.

Sentiamo anche cosa avranno da dire i vari greenpeace e scassaballe simili al riguardo, visto che la produzione viene principalmente dagli scarti (almeno cosi pare) e non da coltivazioni specifiche che tolgono terreno alla produzione di cibo.

Ste_84
15-10-2013, 16.22.46
Di preciso non si sa quanto possa avere ancora di durata il petrolio; si dice che finirà ( sicuramente, una risorsa decisamente ipersfruttata e per la sua riapparsa ci vorranno secoli).
Bene la scoperta di nuove tipologie di soluzioni; il grano è alta fermentazione ( da quel che ricordo io) in teoria sarebbe un composto simil alcolico ( sarebbe ad alcol, poi chi è più epserto saprà dare indicazioni maggiori, o smentire la tesi) e soprattutto ha un'ottima capacità combustiva.
Sono anni che sperimentano sul grano, o affini, per avere nuovi tipi di combustibile derivanti. In fin dei conti, imho, serve che abbia una buona energia Potenziale da poter crear movimento. Sarà poi agli ingegneri creare un motore adatto.
Fluidi con possobilità di creare uno scoppio controllato, se l'ingegneria volesse, sono possibili con tantissime alternative. Solo che sul Petrolio c'è più convenienza, dal punto di vista estrattivo e di costi, quindi non si vede mai una fine.
Qualcuno di voi sa se esistono, o son stati fatti, dei motori ad Alcol?

MarcoLaBestia
15-10-2013, 16.57.07
La ford T andava ad etanolo di canapa. Oggi la Fiat in Brasile vende auto ke vanno a etanolo. EDIT: LOL (http://www.nocensura.com/2012/12/la-fiat-in-brasile-vende-auto-etanolo.html) :asd:

Ma se non mi sbaglio in Brasile per fare il combustibile utilizzano il grano, e non gli scarti.

ilPas
15-10-2013, 17.10.07
Sono stato qualche giorno in Svezia, precisamente a Stoccolma, e sono tornato ieri...e lì ho visto praticamente tutti gli autobus (sia cittadini sia quelli privati che portavano in aeroporto) andare a biometano.
Sarebbe ora che per qualcosa anche noi prima o poi ci muovessimo...capisco sia difficile raggiungere la civiltà e l'avanzamento di realtà come quelle del nord Europa ma almeno iniziare non sarebbe male.

Schianta
16-10-2013, 09.46.08
Speriamo bene, che sia qualcosa di effettivamente migliore ed innovativo e non la solita tecnologia riciclata e rinominata per fare figo e richiamare capitali.

Sentiamo anche cosa avranno da dire i vari greenpeace e scassaballe simili al riguardo, visto che la produzione viene principalmente dagli scarti (almeno cosi pare) e non da coltivazioni specifiche che tolgono terreno alla produzione di cibo.

Nel mondo agricolo è qualche anno che se ne parlava di questa nuova tecnologia estrattiva.
Hanno riprodotto in laboratorio lenzima prodotto dai batteri che vivono nell' intestino delle termiti, tale enzimi scompongono la cellulosa in zuccheri semplici che possono essere facilmente fermentati per la produzione di alcool.



La ford T andava ad etanolo di canapa. Oggi la Fiat in Brasile vende auto ke vanno a etanolo. EDIT: LOL (http://www.nocensura.com/2012/12/la-fiat-in-brasile-vende-auto-etanolo.html) :asd:

Ma se non mi sbaglio in Brasile per fare il combustibile utilizzano il grano, e non gli scarti.

In brasile usano la canna da zucchero per produrre etanolo, erano scoppiate numerose polemiche a riguardo per l'eccessiva deforestazione per fare spazio alle coltivazioni.


Sono stato qualche giorno in Svezia, precisamente a Stoccolma, e sono tornato ieri...e lì ho visto praticamente tutti gli autobus (sia cittadini sia quelli privati che portavano in aeroporto) andare a biometano.
Sarebbe ora che per qualcosa anche noi prima o poi ci muovessimo...capisco sia difficile raggiungere la civiltà e l'avanzamento di realtà come quelle del nord Europa ma almeno iniziare non sarebbe male.

Il trasporto pubblico di Perugia viaggia già a metano da diversi anni.

Simgiov
16-10-2013, 13.17.09
Il metano è un po' una vaccata sui mezzi pubblici, varie nuove tecnologie nel corso del anni l'hanno reso svantaggioso: il pianale ribassato obbliga a mettere le bombole sul tetto (e quindi deve essere più robusto oltre ad avere gli "agganci"), il diesel euro 6 produce lo stesso livello di particolato del metano (in neretto perchè è fondamentale), i mezzi a metano hanno comunque un'autonomia minore e questo significa dover ridurre i turni degli autisti e mandare molto più spesso i mezzi in deposito per fare rifornimento. Oltre a costare di più all'acquisto, ovviamente. Oggi non sono più mezzi da comprare, inquinano come i diesel e costano di più, probabilmente verranno eliminati nel corso del tempo.

Schianta
17-10-2013, 18.32.51
Il metano è un po' una vaccata sui mezzi pubblici, varie nuove tecnologie nel corso del anni l'hanno reso svantaggioso: il pianale ribassato obbliga a mettere le bombole sul tetto (e quindi deve essere più robusto oltre ad avere gli "agganci"), il diesel euro 6 produce lo stesso livello di particolato del metano (in neretto perchè è fondamentale), i mezzi a metano hanno comunque un'autonomia minore e questo significa dover ridurre i turni degli autisti e mandare molto più spesso i mezzi in deposito per fare rifornimento. Oltre a costare di più all'acquisto, ovviamente. Oggi non sono più mezzi da comprare, inquinano come i diesel e costano di più, probabilmente verranno eliminati nel corso del tempo.

le bombole sul tetto le vedi solo tu :asd:

lo spazio dove metterle non lo vedo un problema su un autobus, così come non è un problema il numero di bombole da infilarci per aumentarne l'autonomia, per il discorso costi tralasci un piccolo particolare, rispetto al diesel si spende molto meno nell'acquisto del carburante ed anche il bollo è agevolato.

non ho idea delle prestazioni e dei consumi di un motore per autobus, ma da un' astra 1700 td che avevo prima della zaffira 1600 (nonostante potenze paragonabili ma la zaffira pesa molto +) dai 3.500/4 k euro l'anno di gasolio attualmente sto tra i 1800 ed i 2.200 annui, considerando attualmente il costo della zaffira td rispetto a quella turbometano sia intorno ai 2k di differenza, la differenza di prezzo si ammortizza facilmente.

MarcoLaBestia
17-10-2013, 19.37.31
Vabeh dai queste sono tecnicalità, non c'entrano col punto del discorso.

Il punto è ke finalmente anke in Italia fa capolino una risorsa alternativa al petrolio, ed è concettualmente una cosa buona. Restano però le mie preoccupazioni sul fatto se sarà davvero usato lo scarto agricolo e non il grano di spiga. Rabbrividisco all'idea ke il mitico grano duro del mio Tavoliere, usato per fare il pane più buono della galassia rivenduto a 1.50€ al kilo, possa essere impiegato come combustibile.

Prima ke una questione di legge e di buon senso, è una questione di mercato: il prezzo del grano salirebbe vorticosamente e con esso quello del pane e della pasta. E questo per come la vedo io sarebbe una catastrofe.

Di0
17-10-2013, 19.42.37
Vabeh dai queste sono tecnicalità, non c'entrano col punto del discorso.

Il punto è ke finalmente anke in Italia fa capolino una risorsa alternativa al petrolio, ed è concettualmente una cosa buona. Restano però le mie preoccupazioni sul fatto se sarà davvero usato lo scarto agricolo e non il grano di spiga. Rabbrividisco all'idea ke il mitico grano duro del mio Tavoliere, usato per fare il pane più buono della galassia rivenduto a 1.50€ al kilo, possa essere impiegato come combustibile.

Prima ke una questione di legge e di buon senso, è una questione di mercato: il prezzo del grano salirebbe vorticosamente e con esso quello del pane e della pasta. E questo per come la vedo io sarebbe una catastrofe.



Vero.
Immagina pero' se usassero del grano super-OGM modificato e sviluppato per uso esclusivamente "industriale", modificato geneticamente per essere super produttivo, super calorico, super resistente ed economico da coltivare etc. etc., allora dall'unione di due tecnologie avresti qualcosa di davvero cazzuto ed utilizzabile.

A quel punto, l'unica cosa davvero importante sarebbe un controllo ferreo per evitare contaminazioni nel grano alimentare, sia involontarie che purtroppo intenzionali (figuarti se qualche produttore di grano non sarebbe disposto a girare attorno alla legge ed usare del grano per uso "non alimentare" ma a super basso costo, vedi quello che e' successo 10 anni fa coi mangimi animali, la stessa gente non si farebbe nessuno scrupolo e immagino che un grano fatto apposta per essere usato come carburante e poi mangiato sarebbe anche super-cancerogeno), ma la tecnologia per rendere la cosa fattibile e conveniente e' quasi a portata di mano.

MarcoLaBestia
17-10-2013, 20.02.31
Sarebbe una soluzione intelligente. Ke poi, se non mi sbaglio, mi sembra ke la pianura padana sia stata già contaminata da colture OGM. Se così fosse potrebbe effettivamente essere destinata a questo scopo. Tutto ciò sarebbe possibile in una società collaborativa.

Ma la mia indole diffidente mi suggerisce ke, siccome stiamo in Italia, la legge per regolare questa faccenda si trasformerebbe nel solito "trimbone salvatutti" di cui qualsiasi produttore agricolo si farebbe scudo per rendere OGM la sua coltivazione e guadagnarci economicamente. Il risultato sarebbe non avere più la qualità naturale ke ci contraddistingue nel mondo. Visto ke in campania sono capaci di coltivare pomodori sul cadmio e rivenderli, questo mi sembrerebbe il minimo.

Quindi sinceramente spero ke le coltivazioni OGM rimangano vietate in Italia per sempre.

*Lorenzo*
17-10-2013, 20.25.45
Già il pericolo è appunto il rischio di una contaminazione con grano "non buono per l'alimentazione", bisogna andare con i piedi di piombo in questi casi.

Inoltre vorrei far notare che il problema del petrolio non si limita solo al carburante e come fonte di energia.
Col petrolio si fanno un fottio di altre cose (plastiche, medicinali pure...) che non so come e quanto efficentemente si potranno sostituire...


Curiosità del giorno:
Sapete che il Creso è una delle varianti di grano più usate nell'alimentazione (principalmente pasta).
Sapete anche che questa variante è stata creata irraggiando con raggi gamma (alcuni riportano raggi x) un'altra variante precedente, la Cappelli?
Quindi è più che probabile che il piatto di spaghetti che vi siete magnati oggi sia stato fatto con grano modificato tramite radiazioni! Alla faccia eh? :asd:

Simgiov
17-10-2013, 21.10.33
le bombole sul tetto le vedi solo tu :asd:

lo spazio dove metterle non lo vedo un problema su un autobus, così come non è un problema il numero di bombole da infilarci per aumentarne l'autonomia, per il discorso costi tralasci un piccolo particolare, rispetto al diesel si spende molto meno nell'acquisto del carburante ed anche il bollo è agevolato.

non ho idea delle prestazioni e dei consumi di un motore per autobus, ma da un' astra 1700 td che avevo prima della zaffira 1600 (nonostante potenze paragonabili ma la zaffira pesa molto +) dai 3.500/4 k euro l'anno di gasolio attualmente sto tra i 1800 ed i 2.200 annui, considerando attualmente il costo della zaffira td rispetto a quella turbometano sia intorno ai 2k di differenza, la differenza di prezzo si ammortizza facilmente.

Tutti i modelli di autobus a metano a pianale ribassato hanno le bombole sul tetto. https://www.google.it/search?q=gas+bus&safe=off&espv=210&es_sm=93&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ei=azNgUqW0GYbWtQbVi4DIDQ&ved=0CAkQ_AUoAQ&biw=1920&bih=947#es_sm=93&espv=210&q=gas+bus&safe=off&tbm=isch
Il metano permette meno km/l che il gasolio.
Il metano offre una minore autonomia rispetto al gasolio.
Queste due cose unite creano un grosso svantaggio, significa che costa un casino farsi 10-20 km fino al deposito più vicino per fare rifornimento. Devi riportare i mezzi più spesso in deposito togliendoli dal servizio (e quindi avere più mezzi e più autisti in giro a parità di servizio) e pagare gli autisti per andare a far rifornimento invece che per caricare persone.

Per quel che riguarda gli OGM io non ho alcun parere finchè non ci saranno dati CERTI (cioè basati su statistiche di osservazioni REALI e non previsioni e "teorie"), se poi tra 20 anni nei paesi dove li usano si appurerà che nessuno ha problemi... allora ben vengano :)

Kokiri_del_Crepuscolo
17-10-2013, 21.58.32
Allora i biocarburanti possono avere un grande futuro: dopo aver privatizzato tutti i campi di cereali, la flora e aver deforestato mezzo mondo forse i fornitori di energia rinnovabile si possono orientarsi a queste fonti.
Espongo quattro mie convinzioni:

né il bio etanolo né gli oli vegetali sono la soluzione: il primo provoca la distruzione dell'Amazzonia e i secondi sono l'unica fonte di sopravvivenza dei contadini poveri di molte aree del mondo.

l'acqua pura non può essere usata per fare il pieno, l'idrogeno sì (specialmente se forma un composto, il metano, ad esempio)

Il biodiesel è la soluzione per il future immediato e MCDonald diventerà la nuova Shell: MCD lo sta già commercializzando (riciclando l'olio usato per friggere le patatine). Un importante e impensabile mercato si sta aprendo per le catene di fast food

http://www.aboutmcdonalds.com/mcd/sustainability/library/policies_programs/environmental_responsibility/biodiesel_and_recycling_cooking_oil.html

Fra 50 anni bisognerà fare colletta alla Nasa affinché esplori pianeti e si impossessi delle risorse naturali di Pandora :roll3:

Schianta
18-10-2013, 15.55.29
Vabeh dai queste sono tecnicalità, non c'entrano col punto del discorso.

Il punto è ke finalmente anke in Italia fa capolino una risorsa alternativa al petrolio, ed è concettualmente una cosa buona. Restano però le mie preoccupazioni sul fatto se sarà davvero usato lo scarto agricolo e non il grano di spiga. Rabbrividisco all'idea ke il mitico grano duro del mio Tavoliere, usato per fare il pane più buono della galassia rivenduto a 1.50€ al kilo, possa essere impiegato come combustibile.

Prima ke una questione di legge e di buon senso, è una questione di mercato: il prezzo del grano salirebbe vorticosamente e con esso quello del pane e della pasta. E questo per come la vedo io sarebbe una catastrofe.

Se ti guardi intorno già oggi ci sono centinaia di impianti a biomassa che bruciano o distillano sia scarti che produzioni agricole,questa nuova tecnologia sfrutta i processi metabolici degli insetti lignivori come termiti e affini che sfruttano la simbiosi con batteri presenti nel loro apparato digerente,tali batteri, tramite azione enzimatica, rendono possibile la distillazione della cellulosa in alcool, questo è alla base della nuova tecnologia di cui si sta parlando.

Di0
18-10-2013, 17.06.21
Sarebbe una soluzione intelligente. Ke poi, se non mi sbaglio, mi sembra ke la pianura padana sia stata già contaminata da colture OGM. Se così fosse potrebbe effettivamente essere destinata a questo scopo. Tutto ciò sarebbe possibile in una società collaborativa.

Ma la mia indole diffidente mi suggerisce ke, siccome stiamo in Italia, la legge per regolare questa faccenda si trasformerebbe nel solito "trimbone salvatutti" di cui qualsiasi produttore agricolo si farebbe scudo per rendere OGM la sua coltivazione e guadagnarci economicamente. Il risultato sarebbe non avere più la qualità naturale ke ci contraddistingue nel mondo. Visto ke in campania sono capaci di coltivare pomodori sul cadmio e rivenderli, questo mi sembrerebbe il minimo.

Quindi sinceramente spero ke le coltivazioni OGM rimangano vietate in Italia per sempre.

Il pericolo esiste, ma d'altra parte in Italia altre materie combustibili non le abbiamo e la crisi energetica e' indubbia.
Ragionando cosi' rischiamo di perdere l'ennesimo treno e ci ridurremmo tra 5-10-20-50 anni a dover importare l'ennesimo combustibile dall'estero, con relativi costi aggiuntivi e tutto il resto. Questa, se fosse realizzabile, potrebbe essere l'unica risorsa energetica che potremmo "crescere" in Italia e non e' che abbiamo tante alternative.
Insomma, basta dirlo: l'indipendenza energetica non e' un concetto che ci interessa, ci piace pagare qualcun altro prezzi capestri per farci dare il combustibile.



Per quel che riguarda gli OGM io non ho alcun parere finchè non ci saranno dati CERTI (cioè basati su statistiche di osservazioni REALI e non previsioni e "teorie"), se poi tra 20 anni nei paesi dove li usano si appurerà che nessuno ha problemi... allora ben vengano :)

Cioe', lasciate che gli altri paesi facciano da cavia perche' noi siam troppo belli e furbi :asd:, pero' se poi ti vendono materie, tecnologie e prodotti a prezzi assurdi e', tutto sommato, anche giusto cosi'.

Io sono dell'idea che delle sperimentazioni serie, soprattutto come in questo caso su prodotti ad uso esclusivamente industriale, quindi con potenziali impatti sulla salute molto meno immediati (si', ok, ti respiri i prodotti della combustione, ma e' pur sempre molto meglio che mangiarsi roba modificata geneticamente dal punto di vista dell'impatto sull'organismo) dovrebbero essere fatte senza stare a farsi troppe seghe mentali, o non se ne esce.

Anche perche' non e' che altrove (http://cleantechnica.com/2013/05/06/coca-cola-back-air-force-biofuel-project-by-virent/) stanno ad aspettare che noi ci svegliamo e ci decidiamo se usare biofuel (http://www.wired.com/dangerroom/2010/03/air-force-debuts-biofuel-guzzling-warthog/)o meno, il resto del mondo va avanti anche senza il nostro indispensabile contributo, che ci piaccia o no.