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Visualizza versione completa : Muore Vo Nguyen Giap, genio militare vietnamita



aplo
05-10-2013, 01.59.39
Che cazzo se ne va un mio mito personale, da noi non è molto noto come personaggio eppure viste le sue imprese potrebbe tranquillamente essere paragonato a Napoleone o a Patton forse i 2 più grandi Generali della storia dell'Uomo.

Mi ricordo di aver letto molti libri su Giap sia su Dien Bien Phu sia sull'offensiva del Tet, contro questo coriaceo bastardo ci hanno sbattuto le corna prima i Francesi e poi gli Americani, nonostante la loro schiacciante superiorità bellica.
Speriamo ci facciano un Film o almeno un documentario, di certo il materiale non mancherebbe.
Sono sicuro che parecchi combattenti in tutto il mondo avranno alzato i calici per brindare a sto figlio di puttana :asd::birra:

Cya

Elrond
05-10-2013, 06.19.29
Mm, pare abbia anche scritto libri di tecnica e di strategia militare, è un personaggio interessante, anche se non so quanto paragonabile a Napoleone :asd:
Comunque RIP.

Ape_Africanizzata
05-10-2013, 09.44.46
Il più grande figlio di puttana, in senso buono, dello scorso secolo. Riposi in pace!

bejita
05-10-2013, 11.12.30
minchia 102 anni, dev'esser stato anche l'uomo più vecchio dell'intero vietnam :asd:

Lower
06-10-2013, 11.38.51
Azz, proprio l'altro giorno stavo leggendo il paragrafo di un saggio (del 2008) sulle guerre in Vietnam, naturalmente veniva citato. Quando ho letto la sua data di nascita (1911), mi so detto ''apperò, è ancora vivo 'sto qui?''.

:look:

Kewell18
06-10-2013, 11.49.12
Questo qua ha iniziato a combattere a 14 anni. Ed e' morto a 102...
Sara' il cibo vietnamita...o le donne...:asd:

MarcoLaBestia
06-10-2013, 13.20.13
Non lo conoscevo, mi erudirò :metal: fighissimi questi strateghi :metal:

DIAZE
07-10-2013, 08.59.35
LA STORIA. Giambattista Polo nel 1996 era in Vietnam con il generale

«Quando a Hanoi
incontrai Giap,
una leggenda»



«In piazza scandivamo il suo nome, invece quel giorno ce l´avevo davanti: fu un´emozione enorme per chi come me veniva da Mani Tese»


Ci sono persone che non puoi dimenticare dopo averle conosciute. Il leggendario generale Vo Nguyen Giap, deceduto qualche giorno fa non può che essere tra quelli che la Storia non potrà dimenticare. E nemmeno il veronese Giambattista Polo, 61 anni, già presidente della Confederazione italiana agricoltori potrà dimenticare quel suo incontro con il generale Giap che nella sua lunga vita (102 anni) ha combattuto contro francesi e americani.
Un eterodosso nell´arte della guerra, anche se ora nelle accademie di mezzo mondo si studia il suo capolavoro, la battaglia di Dien Bien Phu contro i colonialisti francesi. In molti lo paragonarono a Napoleone, ma lui si riteneva più Robespierre.
Negli anni Sessanta quando si scendeva in piazza, il grido era uno solo: «Giap, Giap, Ho Chi Minh».
Soltanto pochi anni prima tutta l´Indocina, Cambogia e Laos compresi, diventarono un campo di battaglia «non convenzionale». La guerriglia nella giungla, gli attacchi a sorpresa nelle città dissanguarono Parigi.
Il generale Henri Navarre cercava di attirare Giap in una battaglia campale, per distruggere le sue forze in colpo solo, e creare la piazza forte di Dien Bien Phu, in una zona montagnosa che controllava le vie di approvvigionamento dei vietnamiti.
È la battaglia più famosa della guerra d´Indocina. Giap aveva nascosto i suoi pochi obici da 105 millimetri sulle colline boscose attorno alla base. Le nuvole basse, per settimane, impedirono all´aviazione francese di intervenire in maniera efficace. I 22mila francesi vennero massacrati dall´artiglieria: 12mila fra morti e feriti, 10mila prigionieri. È il 7 maggio 1954, la Francia capisce di aver perso. In 52 giorni.
«Nel 1996 avevo 44 anni, facevo parte di un´associazione di volontariato, Mani tese», racconta oggi Polo, «grazie all´università avemmo la possibilità di andare in Vietnam per un progetto di interscambio. Con la delegazione chiedemmo l´incontro al generale Giap. Ci misero dieci giorni ad accordarcelo. Ancora ricordo le passeggiate nel giardino del Lago della tartaruga, ad Hanoi, in attesa di quell´incontro».
Che poi finalmente avviene nell´abitazione del generale che parlava 5 lingue locali e il francese, avendo studiato alla Sorbona, ma si rifiutò di parlare l´idioma di Parigi perchè la Francia di recente gli aveva negato il sorvolo aereo per recarsi a Cuba.
«Mi ero preparato tutto un discorso in francese», ricorda Polo, e il fatto che lui non volesse parlarlo mi creò non poco imbarazzo. Tra l´altro ero molto teso, mi ritrovavo davanti l´uomo di cui avevo scandito il nome nelle manifestazioni di piazza a vent´anni e per me era oltre l´immaginabile quello che mi stava accadendo».
Il generale fu cordiale e disponibile. Regalò un libro a Polo, con dedica. E straordinariamente la conversazione avvenne in vietnamita e in ...italiano. Già perchè il cognato del generale, presente all´incontro faceva parte di un´associazione denominata «Gli amici di Dante», e stava traducendo la Divina commedia.
«Il generale mi disse che sapeva che in occidente c´erano state manifestazioni per il suo Paese. Ci chiamavano la «generazione del Vietnam». Ebbi il coraggio di dirgli che la sua biografia lo vedeva come cinico tattico che per raggiungere l´obiettivo mandava a morire il suo popolo. In tutto tra guerra con i francesci e con gli americani vi furono 3 milioni e mezzo di morti. Ma a quella osservazione il viso del generale Giap si adombrò. Per lui rispose il cognato, evidenziando che non era quello il giusto aggettivo per il generale, consapevole e tremendamente conscio dei sacrifici umani. Il cognato mi disse», aggiunge Polo, «che il generale dormiva qualche ora durante il giorno e poi di notte suonava il pianoforte per ore, fino a stremarsi». Polo chiude il suo amarcord con una riflessione: «Il generale Giap ha vissuto 102 anni. Una vita molto lunga. È stato in compagnia dei suoi pensieri tristi ogni notte per decenni». E anche questo è un modo per purificarsi prima dell´ultima notte.

Da "L'Arena" di oggi