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Visualizza versione completa : JOY DIVISION (not conventional music thread)



Peter Pan
24-04-2002, 04.47.57
Perché non è propriamente del volto musicale dei Joy Division che parlerò, ma del loro volto sociale e umano...

Un po' di storia...

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I JOY DIVISION, destinati a diventare una delle leggende del dark-rock, nascono in piena era punk, nell’inquieta Manchester del 1976. Tre giovani musicisti - Bernard Dicken, Peter Hook e Terry Mason - esaltati dalle esibizioni di Sex Pistols e Buzzcocks, formano il gruppo degli Stiff Kittens. Durante il concerto dell’”Anarchy in the Uk Tour” all’Electric Circus incontrano il loro assistente sociale...

IAN CURTIS
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e formano insieme i Warsaw, dal nome di una canzone di David Bowie (“Warszawa”), contenuta nell'album "Low".

Dopo un paio d’anni di fortunate esibizioni all’Electric Circus, immortalate poi nell’Ep “Ideal for living by year’s end”, Ian Curtis e compagni cambiano il nome della band in Joy Division, dall’appellativo che gli ufficiali nazisti davano al contingente di prostitute che allietava le loro serate nei campi di concentramento.
Anche la musica cambia: il punk nevrotico degli esordi lascia spazio a sonorità lugubri ed esoteriche, che trasformano in note la desolazione di quella civiltà industriale drammaticamente incarnata da una città come Manchester. Il messaggio della band, scarno e sepolcrale, evocativo di oscurità, squallore, gelo, solitudine, fa subito breccia in una generazione post-punk sull’orlo di una crisi di nervi.
Nasce così, nel 1979, Unknown Pleasures, perfetta sintesi delle tendenze dark-punk del periodo. Prodotto da una piccola etichetta (la Factory), per un costo complessivo di sole diecimila sterline, il disco vende decine di migliaia di copie e lancia i Joy Division nella scena alternativa britannica di fine decade.
I pezzi, seppure piuttosto accessibili, sono pervasi da un’angoscia e una tensione perenni. “Sono ballate che sotto una buccia delicata hanno ferite e strazi, e non si pongono un obiettivo di gioia o divertimento”, scrive il critico rock Riccardo Bertoncelli. Su uno sfondo di rumori si innestano, in un’inquietante ragnatela di suoni, i ritmi ossessivi degli strumenti e la voce ipnotica di Ian Curtis. Qui troviamo anche la macabra “Dead Souls”, ripresa di recente dai Nine Inch Nails nella colonna sonora di “The Crow".

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Peter Pan
24-04-2002, 05.19.30
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Ma quella di Ian Curtis, tanto scatenato sul palco quanto disperato nelle sue liriche, non è l’ennesima maschera decadente del dark-rock.
La desolazione che canta è reale, l’angoscia che esprime nei suoi versi lo soffoca anche nella vita.

E quelle che danze invasate che interpreta alle voltesul palco non sono solo grandiose esibizioni iconografiche... ma vere e proprie crisi epilettiche.
E sarà proprio l'epilessia la grande ombra che incomberà sempre su Ian. Si ritrovava alle volte giorni interi sul suo letto, aspettando con una matita in bocca che le crisi, sempre più frequenti, arrivassero...

Ed il peggior spettro di Ian era proprio il male sociale che vedeva in giro, e che se ben notate ancora adesso ci sovrasta: l'incomunicabilità

Sensazioni, emozioni, stati d'animo e sentimenti: la comunicazione è pressocchè impossibile... quando si parla di un qualcosa si viene capiti e compresi solo se questo qualcosa è ben radicata nella mente di chi ascolta. in caso contrario è incomprensione, è incompatibilità, è isolamento...

Isolation

Nel timore ogni giorno, ogni sera
chiama ad alta voce qui da sopra
guardato con attenzione per un motivo sbagliato
devozione ed amore
abbandonato a difendersi da solo
da altri che si preoccupano per sé stessi

Una cecità che tocca la perfezione
sembra giusta come niente altro
che isolamento

Mamma ho provato, ti prego credimi
Ho fatto il meglio che potevo
Mi vergogno della cosa
che ho messo in mezzo
Mi vergogno della persona che sono
Ma se poteste vedere appena la bellezza,
Questa cosa che non so descrivere
Questa è la mia consolatione
Questo è il mio meraviglioso premio




lo stesso isolamento nel quale la sua malattia lo sorprendeva quando lui soffriva e sapeva di non poter comunicare nemmeno il suo dolore, se non nelle sue canzoni, e anche il solo pensiero di aver usato il suo stesso dolore e la sua condizione per liberarsene, lo faceva soffrire.
L'ossessione per la morte, il disfacimento e la tragedia hanno sempre aleggiato nella musica che Ian scriveva per i suoi Joy Division, eppure nessuno all'epoca seppe (o volle) rendersi conto che temi così lugubri non erano semplicemente parte di un ruolo che Curtis stava divertendosi a recitare ma bensì i suoi veri sentimenti.

Peter Pan
24-04-2002, 05.25.58
Quando un ancora adolescente egli andava dichiarando spavaldamente di non voler vivere molto oltre i vent'anni, non stava affatto scherzando.

Il 2 maggio 1980, Curtis sviene durante un concerto. Il peso del successo lo logora, la moglie lo ha lasciato, e lui si sente in trappola, perduto.

Il 17 maggio, nella sua casa di Macclesfield, alla periferia di Manchester, Ian Curtis accende la tv per vedere “La ballata di Stroszek” di Werner Herzog. Poi mette sul piatto del suo giradischi “The idiot” di Iggy Pop, e decide di farla finita. La polizia lo trova impiccato nella sua stanza all’alba del giorno seguente.

Un gesto che col senno del poi, ian premeditava fin dal principio...
dimostrando ancora una volta a tutti quanto fosse davvero difficile capire, comprendere... quanto inesistente sia la comunicazione e l'incomunicabilità della sofferenza... e tutto sembra esser stato organizzato ad arte da Ian perché nessuno potesse nemmeno cercare di aiutarlo o di salvarlo.

La stessa ex moglie Deborah, non riesce peraltro a spiegarsi come Ian avesse potuto decidere di sposarsi e diventare padre covando allo stesso tempo l'idea così a lungo accarezzata del suicidio, che prendeva sempre più corpo nella sua mente turbata. Tanti elementi tendevano ad impedire ai suoi conoscenti di pervenire alla piena consapevolezza che egli stesse davvero meditando un gesto così estremo, ad evitare che i loro sospetti e le loro sensazioni si concretizzassero definitivamente; egli aveva programmato la sua fine con sconcertante anticipo e risolutezza, e non avrebbe permesso a nessuno di intromettersi.

Cresciuto idolatrando i grandi eroi tragici del rock, e sviluppando un interesse morboso per la sofferenza umana in tutte le sue forme, Curtis non aveva mancato di seminare lungo la propria strada quantomeno il seme del dubbio. Così come nessuno lo avrebbe indicato come un sicuro candidato al suicidio a soli 23 anni, è altrettanto vero che la sua storia personale e la sua attitudine nei confronti della vita non permettessero di descriverlo come un individuo solare e spensierato.
Il suo sogno era quello di incidere un disco, di diventare qualcuno attraverso la musica, ma quello che gli altri immaginavano fosse per lui solo un punto di partenza era in realtà per Ian il traguardo oltre il quale non vi era più alcuna ragione di correre.
Smanioso di porsi al centro dell'attenzione, una volta giuntoci non avrebbe però dato modo a nessuno di conoscerlo e capirlo veramente, di sondare in profondità i suoi pensieri. Il suo muto urlo di dolore era affidato alle sue liriche, che però non vennero forse mai giudicate fino in fondo per quello che erano - una straziante autobiografia.

Dopo aver conosciuto un'overdose già in gioventù ed aver poi convissuto per gli ultimi anni della sua breve vita con l'epilessia, Curtis si fermò proprio alla vigilia del tour degli Stati Uniti: un'esperienza che così tanti musicisti inglesi prima di lui avevano vissuto come una specie di eccitante ricreazione, come la scoperta di un mondo fantastico fino ad allora solo ammirato da lontano, era invece per lui una prospettiva dalla quale fuggire. La profonda diversità di Ian qui emerge in modo poco meno che stridente, e d'altra parte è facile anche per il più distratto ascoltatore rendersi conto di quanto poco avesse anche musicalmente da spartire con la scena punk inglese, che era letteralmente esplosa sotto i suoi occhi ma dalla quale i Joy Division si erano presto emancipati.

Peter Pan
24-04-2002, 05.39.35
Lungi dal condividere il furore nichilista e distruttivo di cui tante band dell'epoca avevano fatto una bandiera, ed il modo in cui lo esprimevano, egli si sentiva già vecchio: "But I remember when we were young", ricordo quando eravamo giovani, recita il testo di Insight, ed a scriverlo è un ragazzo che sembrerebbe avere tutta una vita davanti a sé, un astro nascente del panorama musicale britannico.

Ian Curtis è un personaggio difficile e disturbante, capace di scegliere quale nome del proprio gruppo il termine con cui i nazisti indicavano la 'squadra' di prostitute selezionate tra i prigionieri di guerra per il diletto delle camicie brune; forte di una voce tutt'altro che melodica e piacevole, ma bensì oscura e capace di mettere i brividi, in bilico tra un irritante dilettantismo e la consapevolezza che in realtà non vi fosse alcun bisogno di virtuosismi per trasmettere il disagio che intendeva comunicare; imprevedibile e profondamente lunatico nella vita privata.

La musica dei Joy Division non si può veramente comprendere o apprezzare per quello che è se non si pone attenzione ai testi. Non fanno mai trasparire alcun raggio di luce e non si lasciano ascoltare se non di notte od in una giornata cupa e piovosa. E' una musica introversa, depressiva, a tratti perfino disturbante.

E molti affermano che alla fine Ian fosse finalmente riuscito a risolvere l'incomunicabilità di certi sentimenti e certe sensazioni....

Deborah, la vedova di Ian Curtis, ha voluto che sulla lapide del cantante campeggiassero solo cinque parole, il titolo della canzone più note:

"Love will tear us apart", l'amore ci farà a pezzi.

Peter Pan
24-04-2002, 05.55.42
Argh... ecco un altro dei miei chilometrici post....

Ma era necessario... e soprattutto Ian Curtis e i Joy Division sono un elemento esaustivo ed efficace per chiarire il concetto in questo thread:

L'incomunicabilità di certi sentimenti

Quanti di voi hanno mai pensato a questo?
Il più grande sentimento che si possa provare è l'amore... ma ormai l'inflazione di questa parola ha portato molti a non darci nemmeno tanto peso... e quando la usi rischi anche di non essere creduto...

Cos' come la felicità... parlare di felicità è come parlare di Dio... tutti sanno che può esserci o meno, ma solo pochi ne hanno mai assaporato il gusto o creduto di sentirne l'odore...

E come c'è gente che parla di Dio con leggerezza, così c'è gente che parla di felicità, di amore, di comprensione, senza nemmeno immaginare cosa si possa nascondere dietro queste parole.

I più non prestano nemmeno più attenzione, e allora, le uniche parole adatte per esprimere un certo sentimento diventano vuote, non ascoltate, e quel sentimento rimane sospeso, incompreso, inespresso.... ciò che ne rimane è dolore.

E non sempre il silenzio vale più di mille parole.
Ian Curtis forse l'ha dimostrato dopo la morte... quando si è spenti del tutto le sue parole hanno assunto un nuovo significato, e la sua voce è stata ascoltata con un atteggiamento diverso... ma prima di allora, pochi ne avevano colto l'efficacia.

Ian era senza dubbio un perdente, conscio di esserlo e del tutto incapace di risollevarsi, in quanto l'unica cosa che lo rendeva speciale e splendido era anche la causa della sua diversità: l'abilità di comunicare e la sordità della gente.

Il suicidio non risolve niente, è solo una ignobile fuga, un patetico e vano tentativo che non porta beneficio a nessuno. Perché quando finalmente Ian fu compreso, nessuno poté godere di questa conquista. Perdente anche nella sua unica grande vittoria.

Cize
24-04-2002, 15.49.16
bene mi fa piacere sapere tutto ciò sui joy division:D

Peter Pan
24-04-2002, 17.23.50
Plagued
(Freaks Underground Riot)


Hello common man, may I introduce to you
My little worry named “incomprehension”
Into your world you spread it so good
Through your people I the most
discussed subject

It is my limit…
It is my anguish

If I could hide myself in a secluded spot
You will hunt for, will pester
Raving your faith and condemnin’ me
And you will not understand my belief

You’ll crucifyed me
When I feel sorry for you
You’ll despise me…

Hello common girl which admire fleetin’ wax idols
You make a parade of steretyped minds
Stealed from mental masturbation’s ‘zines
And I suffer from your innocence… (is it superficiality?)

It is my burdeen
It is my dejection

When I’ll try to make your understood
Laughin’ you’ll say our signs are in disharmony
Who will be blamed for my disarmed spirit?
And I’ll keep ajar my transfixed hands

You’ll deride me
When I’ll fall’ in love for you
You’ll deride me

This is my pain
Skies are burning and houses are braking
People ignore, friends betrays
And life ends
Naked from hypocrisy I can say what I like
But I can’t make your understood
This is my pain
I’m plagued and despised
I can say what I like…
But I’ll never can share…



Salve uomo comune, posso presentarti
Il mio cruccio chiamato “incomunicabilità”?
Nel tuo mondo ne sei un gran divulgatore
Tra la tua gente è l’argomento più discusso
È il mio limite
È la mia angoscia
Se potessi nascondermi in un angolo appartato
Verresti a cercarmi per tormentarmi
Vaneggiando la tua fede e condannandomi
E non capiresti le mie convinzioni

Mi crocifiggerai
Quando proverò compassione per te
Tu mi disprezzerai

Salve ragazza comune che ammiri effimeri idoli di cera
Ostenti opinioni stereotipate
Rubate da riviste di masturbazione mentale
E soffrirò per la tua innocenza (è superficialità?)

Questa è la mia croce
Questo è il mio avvilimento

Quando cercherò di farti capire
Ridendo mi dirai che i nostri segni sono in disarmonia
Chi sarà allora il colpevole per il mio spirito disarmato
E manterrò socchiuse le mie mani trafitte

Mi deriderai
Quando mi innamorerò di te
Mi scaccerai

Questa è la mia pena
I cieli bruciano, le case crollano,
la gente ignora, gli amici tradiscono,
la vita finisce
Denudato dall’ipocrisia posso dire ciò che voglio
Ma non riuscirò a farmi capire,
questo è il mio dolore
sono afflitto e disprezzato
posso dire ciò che voglio
ma non riuscirò mai a comunicare

Peter Pan
25-04-2002, 00.01.08
Unfeeling
(Freaks Underground Riot)


Breathin’ mist, livin’ tedious love
Tonight
I’m feelin’ dead, I’m getting’ fade
Afraid
I’d sacrificied to my vanity
Scapegoat
On an altar of blood

I lies there still

I taste sour days
I am a man of moods
A lunatic clown
I am just no mope

Don’t care, I’m so sad
Don’t care, I’m flyin’ like bats
Don’t try to gimme a purpose
Don’t cry, there is no crime
Don’t cry… I’m comin’ back

Diein’ breathin’ the last vicious in crimson fix
Loony
My mind is an insane game
A church
Decorated with tears
Lullaby
Adorned with details

That I am, you know me now
I’m just not a downtrodden shade
Receive this proud waxen lie of ugly dream…

Will there better times?

Wicked deeds of an evil child
Blind
Fallin’ off in the dark
Forget
The final step that keep us divided

Don’t’ try to fallin’ down
Don’t try to see the sun
Don’t cry, there is no crime
Don’t try to forgive yourself
Don’t cry, I’ll become tough
so unfeeling…(I can’t feel you, I don’t care)
so unfeeling…(You’re gonna away, I don’t care)
so nihilist…(The sky’s gone out, I don’t care)
(The world’s burning I don’t care)


-INSENSIBILE-

Respirando umidità, vivendo amore tedioso
Questa notte
Mi sento morto, mi sto dissolvendo
Impaurito
Sono stato sacrificato alla mia vanità
Capro espiatorio
Su un altare di sangue

Ancora vi giaccio

Sento i giorni amari
Sono un uomo lunatico
Un pagliaccio folle
Non sono proprio un depresso

Non curartene, sono così triste
Non farci caso, volo come i pipistrelli
Non provare a darmi uno scopo
Non piangere, non c’è nessun crimine
Non gridare, sto tornando

Morire respirando l’ultimo pensiero perverso in un buco cremisi, pazzo
La mia mente è un gioco malato
Una chiesa
adornata di lacrime
Una cantilena
Ricca di dettagli

Questo sono io ora mi conosci
Non sono proprio un’ombra calpestata
Accogli questa superba bugia di cera di un brutto sogno
Ci saranno tempi migliori?

Cattive azioni di un bimbo malvagio
Cieco,
Precipitando nell’oscurità
Dimentica
il passo finale che ci tiene divisi

Non cercare di precipitare
Non cercare di vedere il sole
Non gridare, non c’è nessun crimine
Non cercare di perdonarti
Non provarci, diventerò insensibile
(Non posso sentirti, non mi importa)
(Stai andando via, non mi importa)
(Il cielo si spegne, non mi importa)
(Il mondo brucia, non mi importa)

Bibbibox
25-04-2002, 00.08.46
bhe grazie :D

The El-Dox
27-04-2002, 13.15.35
saranno dei mostri sakri, ma nn mi piacciono nemmeno un pò :mad2: :p

Peter Pan
27-04-2002, 15.06.19
Originally posted by The El-DoX
saranno dei mostri sakri, ma nn mi piacciono nemmeno un pò :mad2: :p


E vabbé mangi qualcos'altro no? :notooth:

The El-Dox
27-04-2002, 15.10.57
Originally posted by Peter Pan



E vabbé mangi qualcos'altro no? :notooth:

già, tanta pappa elettronika :)