PDA

Visualizza versione completa : QUesta è la mia casa, questa è la mia gente



Peter Pan
14-04-2002, 21.33.03
Un pensiero strano che mi è venuto... ci sono posti e persone che li abitano che hanno una propria identità pur essendo fantasmi ai molti...

Stavo pensando a paesi come il Brasile... città popolate come Rio da fantasmi, da gente che vive e muore senza rumore.... O come certi paesi del Messico... eppure il mondo SA di loro.

Sto ascoltando Guajira di Santana... sento sofferenza, sento tristezza, sento amarezza, eppure tanta voglia di non lasciarsi sopraffare, di non lasciarsi uccidere, di non lasciarsi morire... disperati ma non vinti....

Ed ho pensato alla gente della mia città.

Ho pensato ai Tarantini. Da sempre, da quando la mia città fu fondata da esuli greci, fino a quando divenne la capitale della Magna Grecia, la più alta forma di sviluppo della civiltà nell'era Ellenica... e poi violentata, saccheggiata, derisa... tutti coloro che venivano hanno sempre fatto ciò che volevano... ci hanno rapinato, ci hanno negato la nostra storia e il posto che ci competeva... e così, itarantini sono diventati gli eterni perdenti, coloro che di poco fanno motivo di orgoglio, ma che con troppa patetica apatia lasciano sempre saccheggiare...

A noi tarantini fateci tutto, ma non toccateci:

1) La mamma
2) La birra Raffo
3) Il TARANTO CALCIO

Che tristezza... gente stanca... svogliata, che pensa a lammentarsi di non avere nulla mentre ciò che ha gli viene portato via.... ho pensato alla gente del Brasile... ed ho ascoltato la loro musica... e mi sono visto proiettato nei vicoli di Taranto Vecchia, dei Tamburi, del Paolo VI°, del Tramontone... tutti i rioni-satellite dove è racchiusa la feccia, la vera gente di Taranto... e l'ho amata alla follia.

La borghesia di Taranto, i benestanti, sono tutti commercianti... gente di una ottusità e di una stupidità unica... il centro è+ costellato di negozi mono-merceologici... ci sono solo negozi di scarpe e abbigliamento... e si lamentano che gli affari vanno male... non c'è fantasia... si aspetta sempre che qualcuno venga e ci faccia il miracolo, poi quel qualcuno viene (solitamente da Bari) e si porta via ciò che abbiamo di buono.... e considera la gente dei rioni bassi come feccia...

Mi sono trovato, alle volte, a passare da quei rioni da dove vengono ladri, scippatori e mafiosi... non ho mai trovato tanto calore umano e tanta sensualità come qui... la gente ti aiuta, se chiedi un bicchiere d'acqua, loro ti invitano a sederti sulla poltrona degli ospiti, se sei umile, loro ti amano. Questa è la mia gente.
I luoghi non sono molto diversi dai rioni degradati di Napoli, molto più famosa... giusto per farvi un'idea... ma qui i ritmi latino-americani trovanoi risonanza... ed io vedo la mia gente, in cannottiere lacere e case ammuffite e cadenti... amare la vita come non altrove.... sempre pronti a lasciarsi trascinare da una guajira triste e malinconica come da un ballo di gruppo sfrenato allegro e sensuale...

Com'è la vostra gente? Come sono i vostri luoghi? A cosa li assocereste? E quale musica farebbe da colonna sonora?

SuperGrem
14-04-2002, 22.01.17
Bella Peter Pan, hai dipinto con vivida chiarezza un quadro altrimenti celato ai più. :)
La vita scorre, ovunque noi siamo, indipendentemente dai luoghi e dalle persone: in un modo o nell'altro la vita scorre.
Quello che a molte persone appare come un fatto ovvio, quei quartieri meno fortunati da cui proviene il disagio sociale, quei quartieri sono un mondo a parte, pieno di entusiasmo e calore e che non si lasciano annegare dalla superficialità di hi è stato più fortunato, quei posti sono la nostra storia, ma anche la nostra cosienza e dovremmo confrontarci con essi più spesso di quanto non facciamo.

La mia gente (che poi mia non è) è un po' come la tua, vittima del degrado e dell'abbandono di un sud che ora, per fortuna, è un po' meno sud di prima, ed è un misto di umori grigi e sonnolenti, uniti ad entusiasmi improvvisi quando le giornate diventano un po' più luminose. Napoli, per come la vedo io, è una città spenta, ma non morta, dove ci si trova a convivere tutti i giorni con l'indiffferenza nei confronti di realtà che non dovrebbero essere ignorate nella loro violenta evidenza. La povertà c'è e la vediamo ogni giorno, basta farsi un giro per le strade più ricche (che orrendo controsenso), ma c'è altrettanta paura di affrontarla. C'è la paura di guardare in pieno viso queste persone e di scorgervi un'accusa per le cose non fatte e per le parole non dette, per tutto ciò che sappiamo di non aver fatto.
Eppure c'è anche tanta generosità, da ogni parte della città, non importa se agiata o meno. Ci si aiuta, non si nega mai un po' di conforto nei momenti meno belli e, forse, emerge finalmente lo spirito di un popolo ancora non sconfitto.

follettomalefico
14-04-2002, 22.05.54
Ti dirò... io non ho legame con alcun luogo...

Ogni volta che torno da un lungo viaggio... o da un viaggio anche breve che mi ha estraniato da tutto, magari anche solo per una giornata...

Quando torno a casa mi trovo sempre a "riscoprire" i miei luoghi, che dovrebbero essermi abituali.
Mi trovo a dire: "Già... io vivo qui".

Eppure...

Eppure nessuno di tali luoghi riesco a vederlo come veramente mio.
La bellezza che riesco a scoprire ovunque vado... le persone... la vita... le difficoltà... mi fanno scoprire come in realtà avere una casa spesso rappresenta un limite.

Un limite perchè per molti è QUELLA e nulla oltre. In altri luoghi non si trovano bene.

Eppure...

Eppure l'unica cosa che alla fine mi importa, sono io.
Io, assieme a tutta la vita che incontro ovunque vado, con chiunque vado.
La colonna sonora non si può decidere... la colonna sonora E' il mio umore... le melodie che mi scorrono nella mente, i suoni che provengono da fuori...

Certo, alcuni luoghi sono portatori di ricordi... messaggi che mi tornano dal passato, ricordandomi quello che ero...
Ma io non sono quello che ero... io sono ora... e quello che vivo ora è importante. Le mie scelte ORA sono importanti. Non quelle che ho fatto, anche se sono state determinanti.

E così... ogni volta che torno per certi luoghi... li riscopro... magari anche solo per pochi minuti... li rivedo... come se fosse la prima volta... prima che l'immagine di quello che so non si sovreppone a quello che sono, con casa mia che torna casa mia.

follettomalefico
14-04-2002, 22.07.29
Leggevo ora il post di superGrem... notando con piacere come un solo messaggio può essere inteso in due modi distinti, entrambi corretti, in rapporto alla parte che più da importanza.

Peter Pan
14-04-2002, 22.16.55
X Folletto:

E se tu fossi un cittadino del mondo... come troppo spesso si semte parlare in Era di Villaggio Globale?

Casa è dove decidiamo di vivere... ma molto spesso dove siamo costretti a farlo.

Io non posso viaggiare molto, ma è la cosa che più mi piacerebbe fare.

Vivo in un rione così detto né-carne-né pesce. Anonimo, di passaggio, senza arte né parte. Che non ha nulla da offrire se non il suolo che iol calco quando vado a dormire.

Casa non è un tetto o un letto.

Ma ci sarà un posto, che magari non hai visitato, che tu puoi sentire più vicino a te... un posto dove credi che la gente possa darti quel calore umano che è necessario a tutti noi.... Io lo trovo nei rioni bassi, ma non è qui che vorrei vivere.

follettomalefico
14-04-2002, 22.24.27
Mah... ti dirò... io riesco a vedere la bellezza dove molti vedono solo banalità, quitidianità e anonimità...
L'aria che si respira, come dici tu... anche un'anonima via, silenziosa e ignorata da tutti... può avere la sua bellezza...

Vedi, io credo che il mondo sia tale come noi decidiamo di vederlo.
Con questo non dico che si può vedere tutto come bellissimo o come decadente.... ma invero che *nonostante* tutto, si può cogliere una parte differente...

Non credere che io viaggi molto... ma quando è successo esattamente questo io pensavo... quando invece da piccolo ogni volta che mi allontanavo da casa non vedevo l'ora di tornare...

Beh un posto dove mi fa sentire più vicino a me esiste... ne esistono molti... potrei rappresentarti molte immagini dei luoghi che mi hanno fatto stare così bene... ma alla fine ero io che volevo sentirmi così...

SuperGrem
14-04-2002, 22.24.41
Originally posted by follettomalefico
Quando torno a casa mi trovo sempre a "riscoprire" i miei luoghi, che dovrebbero essermi abituali.
Mi trovo a dire: "Già... io vivo qui".

Eppure...

Eppure...

Eppure, quando torno io a casa, trovo un mondo che non è mutato di un grammo (sempre che si possa misurare l'entità del mutamento in grammi :rolleyes: ), trovo esattamente quello che ho lasciato così come l'ho lasciato. Non mi riesco ad abituare a questa città, ne vedo soprattutto i lati negativi, eppure quando mi trovo a parlare con le persone di altre città, mi sento dire che sono fortunato perchè qui a Napoli abbiamo questo e quello, abbiamo il sole, il mare, magari anche la pizza ed il mandolino, c'è gente che apprezza quello che per me è scontato ed invece io mi trovo a ribattere "si, ma..." e dire che c'è tanta incomunicabilità, che c'è un muro fra le persone, un muro di diffidenza ed indifferenza che è duro da abbattere.

La mia gente è un po' come un gregge che ha bisogno di seguire il suo pastore, ma non è facile trovare quello giusto.
I disagi sono tanti, la disoccupazione, la povertà, la malavita, e le promesse sono troppe, parole vuote con messaggi vuoti ma un peso capace di frantumare la roccia ed ecco che migliaia di persone si lasciano prendere all'amo.

Casa? La mia casa è dove ci sono le persone che amo ed i luoghi che amo, ma paradossalmente c'è un posto, in montagna, che considero come casa più di questa città, nonostante qui abbia i miei affetti...

follettomalefico
14-04-2002, 22.28.11
Beh infatti è una sensazione che ti coglie prima di arrivare al "io vivo qui"...

Riscoprire sempre tutto come innovazione... anche se c'è staticità... riuscire a sospendere ciò che sai e rivedere il mondo come un assoluto che non conosci.... ricalibrarlo... rivalutarlo, da zero.

E poi... fatto questo... tornare ed unificarlo a quello che già sapevi...


Napoli? Non la conosco... mi piacerebbe, anche solo per essere in grado di risponderti...
Ma certo, ci sono persone che adorano napoli... tu la conosci perchè ci vivi... ma sai... potresti riuscire a cogliere qualcosa di nuovo... anche nella tua stanza che vedi ogni giorno... ;)

Peter Pan
14-04-2002, 22.29.40
Originally posted by SuperGrem
nonostante qui abbia i miei affetti...


Perché ho letto: difetti? :(

viv_
14-04-2002, 22.30.33
Io non so dove definire "la mia terra"... Sono cresciuta a Torino, ho passato l'adolescenza a Milano, il tutto intervallato da periodi ciclici di soggiorno sia in un paese in montagna che in un paesino sperduto nell'entroterra catanese... Ma paradossalmente, mi riconosco in una città e in una gente dove sono stata poco, anzi, pochissimo: Napoli...
E' la filosofia di vita che mi è particolarmente affine, arrivare in un posto e sapere che quello è il TUO posto... Perchè il calore e la solifarietà e la strafottenza "simpatica" che ho trovato in questa meravigliosa città, non l'ho trovata in nessun'altra parte... Credo che sia "dignità" la parola che secondo me meglio si adatta a questa gente fatta di sole...
E anch'io abbino a questo mondo una musica latino americana, oltre ovviamente alla musica di Gigi D'Alessio che, solo qui, trova davvero l'unico habitat in cui la si può ascoltare... :D

Peter Pan
14-04-2002, 22.30.59
Originally posted by follettomalefico
potresti riuscire a cogliere qualcosa di nuovo... anche nella tua stanza che vedi ogni giorno... ;)

E quando per anni hai fatto questo, e ad un certo punto ti accorgi che non c'è più nulla da scoprire?

follettomalefico
14-04-2002, 22.41.15
Originally posted by Peter Pan


E quando per anni hai fatto questo, e ad un certo punto ti accorgi che non c'è più nulla da scoprire?


Asp... il concetto è un po' diverso.


Dovresti riuscire a porti nella condizione mentale di "io non sono mai stato qui"... e riguardare tutto come fosse la prima volta...
Uhm so che è difficile... so anche che è futile farlo ogni giorno... ma sai... che si provi a fare una volta, che so, al mese... se ci si riesce... fa bene... molto bene... ;)

Peter Pan
14-04-2002, 23.05.14
Originally posted by follettomalefico
Dovresti riuscire a porti nella condizione mentale di "io non sono mai stato qui"... e riguardare tutto come fosse la prima volta...

Ehm.... poi un bel giorno ti svegli, bacu la tua ragazza, ti alzi, infili le pantofole, infili la vestaglia e vai in bagno... e ti accorgi che quello non è il tuo bagno... che quella vestaglia e le pantofole non sono tue... e preso dal dubbio atroce... torni in camera, che non è la tua, e vedi la ragazza, che non sai nemmeno chi sia.... e fai un po' l'espressione uguale a quella del tipo appena entrato in camera che ti guarda e ti dice: e lei chi è? mentre la ragazza si svegli a urla: CIelo, mio marito (chissà perché tutti i mariti cornuti si chiamano CIelo!)

follettomalefico
14-04-2002, 23.15.00
Beh non sarebbe male no? :D

SuperGrem
15-04-2002, 01.20.38
Originally posted by follettomalefico
Dovresti riuscire a porti nella condizione mentale di "io non sono mai stato qui"... e riguardare tutto come fosse la prima volta...

Questo è un incantesimo minore, destinato ad essere sopraffatto dalle prime avvisaglie di quella dannatissima malattia che si chiama realtà. La realtà delle cose, della luce che inonda la tua stanza e te la fa apparire come è: un solido cubo di cemento e suppellettili varie che non è poi tanto diverso dal cubo di cemento e suppellettili che c'era ieri.

Non basta affidarsi alla propria immaginazione per vivere situazioni sempre nuove e, allo stesso tempo, se si ricorre ogni giorno ad essa, vuol dire che si sente un bisogno concreto di cambiare aria, altrimenti ci si saprebbe accontentare della solita solfa.

Quello che vuole dire Peter Pan, e che mi sento di appoggiare incondizionatamente (sempre se ho capito bene il suo punto di vista), è che a volte il posto in cui viviamo cessa di essere la nostra casa e diventa semplicemente il luogo in cui poggiamo le nostre dignitosissime chiappe.
L'esigenza di spostarsi, di viaggiare e vedere posti nuovi, nasce un po' dal carattere ed un po' dall'ambiente che ci circonda e da come ci interfacciamo con esso.

Io vivo la mia città quotidianamente ma mi sta stretta, non riesco ad entrare nell'ordine di idee che ci devo vivere per sempre. Penso costantemente che ci siano altre realtà lì fuori e che qui le opportunità siano quasi tutte esaurite.

A chi piace conoscere posti e gente nuova, vivere nuove esperienze, finchè rimane ancorato allo stesso posto, allora avrà le ali tarpate e non potrà fare altro che adeguarsi alla monotonia locale.

Peter Pan
15-04-2002, 01.42.54
....mmmm.... bé... io mi riferivo a tutt'altro, anche se come evoluzione dell'idea primaria non è male...

La mia era più una questione metempsicotica.... ovvero, il poter identificare ciò che il destino (poiché noi non scegliamo dove nascere) ha deciso che fosse la mia terra e la mia gente con una realtà ben distinta, soprattutto perché per natura la realtà in cui sei immerso non ha un preciso corrispettivo nell'immaginario della gente.

Mi spiego.

Molti hanno presente la condizione in Brasile della gente. Be pochi sanno che a Taranto, a meno di 1000 km da voi, le condizioni non sono poi così diverse. Ma Taranto non ha una forte identità, o meglio, non è così popolare come può esserlo quella Brasiliana. E questa è una parte del discorso.

La seconda è che ho potuto notare una certa affinità tra la mia gente e la gente delle favelas... degrado, povertà, non hanno reso peggiore queste persone di quei criminali in giacca e cravatta che con una semplice falsa notizia mandano sul lastrico centinaia di famiglie. Parlo degli operatori di Borsa, dei banchieri, o comunque di tutta quella gente che anche qui a Taranto si fanno definire imprenditori. Ne ho conosciuti molti, feccia, gente veramente schifosa... e poi ho conosciuto quelli che per vivere vendono l'eroina (ed io posso garantirvi, che se potessero non lo farebbero), di quelle mamme che non hanno uno straccio per cambiare i loro figli, ma che quando le saluti ti sorriderebbero a 32 denti, se solo li avessero....

Ora, i posti che voi abitate, potete associarli a qualcosa di meno idealizzabile e chiaro?