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Visualizza versione completa : Pazza idea si sta' insinuando nella mia mente...



Le_Roix
06-02-2010, 15.13.05
Piacere, mi presento, mi chiamo Alessio, ho 24 anni, sono un autista presso una ditta di smaltimento rifiuti, guadagno circa 1100 al mese e vivo ancora con i miei.

Ho abbandonato gli studi a 15 anni, ho lavorato fino ad oggi (e continuo a lavorare), e mi sono deciso a rifrequentare un'istituto scolastico, l'ITIS (spec. informatica), corsi serali per la precisione. Sono al terzo anno.

È successo che, mentre cazzeggiavo nella zona off topic di un altro forum, un utente ha aperto un topic-sondaggio per capire chi vive ancora coi propri genitori. Ed io mi sono presentato con quelle 4 righe qui sopra.
È successo che molti utenti, giovani e meno giovani, hanno partecipato alla discussione postando le loro esperienze lontano dalla famiglia.
È successo che, in una frazione di secondo, mi si è riacceso un entusiasmo dentro, poi un formicolio allo stomaco, poi ricerche sul web di appartamenti e scuole serali in Torino/Milano/Roma e dintorni.

La pazza idea ormai l'avete capita, terminare quest'anno scolastico e proseguirlo altrove, in un'altra scuola, un'altra casa, un'altra città.
Chiedo, a chi di voi studia e lavora lontano dalla sua città natale (e che, quindi, vive solo o con compagni di appartamento), di postare le proprie esperienze. Raccontatemi le vostre storie, e (non per farmi i cazzi vostri -anche se me li stò facendo-) magari ditemi anche qual'è il vostro salario mensile e relative spese.

Via alle danze!:roll3::birra:

uizz
06-02-2010, 15.28.45
Io sto in un appartamento con amici a Genova per frequentare l'uni...e pago ben 250euro di affitto :| che comunque è normalissimo come prezzo

Le_Roix
06-02-2010, 15.30.00
E sfatiamo anche il mito per cui, se ti vengono le farfalle nello stomaco, sei innamorato.
Un cazzo vero, ho ricominciato a sognare in un secondo, quando ti passano quei flash per la testa che non sai neanche te (cercate di cogliere il senso della frase, perché è quanto di meglio riesca a scrivere ora), e lo stomaco subbuglia che è una meraviglia, roba che non mi capitava dal liceo. Però regà, sò che non è facile vivere soli al giorno d'oggi, ma mi piacerebbe anche sentire commenti positivi, giusto per non smorzarmi l'animo.=D

Uizz, ma tu lavori anche? Vitto? È un problema portare a casa la pagnotta?

uizz
06-02-2010, 15.35.56
Uizz, ma tu lavori anche? Vitto? È un problema portare a casa la pagnotta?

Veramente sono mantenuto :D almeno per il primo anno poi si vedrà...conta che oltre ai 250 ci sono anche le bollette da pagare...alla fine si va sui 300...e poi vabbé il mangiare, spese varie...logicamente dividiamo tutto fra coinquilini...siamo in 4...alla fine conta 200euro di vitto + 250 di alloggio :look:

Ubar
06-02-2010, 16.17.28
ma perchè hai messo un titolo degno di yoda? :asd:

Cmq vieni in svizzera, io ora vivo in una casa dello studente e ci sono 3 ragazzi italiani che stanno facendo un master qui, non se ne vogliono piu andare!

sara_bleeckerst
06-02-2010, 16.18.12
ok adesso prendi le cifre che ti ha detto uizz e moltiplicale per due, se hai intenzione di andare a roma/milano/torino/bologna :asd:

Kiara
06-02-2010, 17.21.50
Io sto in un appartamento con amici a Genova per frequentare l'uni...e pago ben 250euro di affitto :| che comunque è normalissimo come prezzo

250 non è un cazzo. Ma niente proprio.

Ovvio che i prezzi variano a seconda della città e della zona in cui intendi andare. Roma e Milano sono proibitive da questo punto di vista.
Roma non ti permette nulla, se trovi pure un prezzo accettabile, lo trovi in periferia, mal collegato e diventa inutile risparmiare sull'affitto quando poi sei costretto a sbatterti sui trasporti, privati o pubblici.
Andar via di casa è la cosa migliore che si possa fare. Personalmente la vedo così, son stata qualche mese da sola all'estero e ritornare all'ovile mi ha ammazzato letteralmente.
Quindi il mio consiglio è vai. Ora la questione è: il tuo lavoro ti permette questo "ricollocamento" altrove?
Se sì vai. Un'altra città, all'inizio qualche sacrificio ma vai. Non Roma. Stai lontano, lo dico per te.

Per la cronaca: Roma per una doppia può arrivare a chiederti di partenza 250/300 euro. Una singola anche sui 450 euro. Escluse le spese.

Le_Roix
06-02-2010, 17.27.46
Perché doppia meno di singola? Comunque il mio lavoro non permette sto' gran ricollocamento, alla fine è come dire operaio.
Mi sarebbe interessato milano, poiché dopo il diploma (ovviamente DEVO continuare gli studi, altrimenti nisba) mi sarebbe interessato provare a frequentare la iulm.

Comunque anche qui, ora, con i miei, a casa mia, non mi trovo affatto male, solo concorderete cone me che, a 24 anni, certi spazi iniziano a stare un po' stretti...

Elrond.
06-02-2010, 17.30.20
In tutta onestà, io ti suggerirei di restare dove sei fin tanto che finisci l''ITIS. Poi valuti. Avrai più soldi da parte e un certo titolo di studio. E a 26 anni non sarai più un pischello ma sono ancora pochini per cominciare a sentirsi vecchi, specialmente se hai lavorato per dieci anni, mica hai cazzeggiato :|
E' che se devi solo frequentare l'ITIS e non ci sono neppure migliori prospettive di lavoro, non vedo proprio alcuna ragione per andare via di casa in questo momento. Se le prospettive ci sono, allora è un altro discorso.

I miei due cent. Sarà che il mito del cambiare città per cambiar vita non l'ho mai digerito, soprattutto quando vita essenzialmente non la si cambia. Se poi la si cambia davvero, oppure si va per esigenze di studio/lavoro/amore, allora è un altro discorso.
Ma dipende anche da come ti trovi a casa, se ti trovi male, allora cambiare è un'esigenza più basilare.

sara_bleeckerst
06-02-2010, 18.35.24
mamma mia elrond beato te.
cambiare città E' cambiare vita.

io non so da dove proviene master kenji, ma per me arrivare a roma è stato come per gli italiani arrivare in america.
ci sono dei negozi, ci sono dei cinema, ci sono mille ristoranti, c'è tutto.
il fatto che poi roma faccia schifo sotto tutti gli altri punti di vista è un altro conto :asd:

e chiara, una stanza costa 450 spese escluse se proprio ti dice bene e se non la prendi vicino all'università, altrimenti chiedono anche 600 euri e la gente ci va pure.

e comunque su una cosa ha ragione elrond, per andare via di casa devi essere motivato, io sono via da quando ho 18 anni e francamente non tornerei a vivere coi miei manco se stessi senza lavoro.
piuttosto mi metto a lavare i cessi o a fare la cameriera per 12 ore al giorno.
la libertà NON HA PREZZO.

Steve
06-02-2010, 19.24.58
Milano è molto cara con meno di 500€ non trovi niente di decente.
E' fondamentale essere collegati con la metropolitana, altrimenti è un suicidio. Per il resto la città è piena di servizi, è difficile non trovare qualcosa che ti serve.
La IULM è un'università privata e non alla portata di tutti, poi precisamente cosa vorresti fare?
Secondo me sei piu ricollocabile come autista nel settore smaltimento rifiuti che con una laurea allo IULM :asd:
La spazzatura è un business, piuttosto risparmia quei soldi, fatti venire l'idea giusta e mettiti in proprio (ovviamente scherzo :asd:)

BESTIA_kPk
06-02-2010, 21.42.31
mamma mia elrond beato te.
cambiare città E' cambiare vita.

io non so da dove proviene master kenji, ma per me arrivare a roma è stato come per gli italiani arrivare in america.
...
piuttosto mi metto a lavare i cessi o a fare la cameriera per 12 ore al giorno.
la libertà NON HA PREZZO.

Dipente tutto dal punto di partenza e dalle proprie esigenze.

Difatti i tuoi ragionamenti/punti di vista possono essere inconcepibili per altre persone.
Fare la cameriera per 12 ore al giorno -anche fosse un'iperbole- per te sarebbe più libertà che stare coi genitori? sicura? per altri potrebbe non esser così.

Se guardo il mio gemello, imho col cazzo che gli conviene andare a vivere da solo, soprattutto considerando le libertà che *ora* ha e che vivendo da solo dovrebbe seccare sull'altare di tante piccole cose che dovrebbe gestire in autonomia.
Più di una volta s'è ragionato sul discorso e il succo torna il solito: vivere in famiglia è limitante sotto alcuni aspetti ma ti "può" dare molto, ma molto di più sotto altri aspetti. Ovvio che se uno vive in una situazione spiacevole, bè, allora anche stare sotto un ponte può diventare una figata...

uizz
06-02-2010, 23.13.36
In tutta onestà, io ti suggerirei di restare dove sei fin tanto che finisci l''ITIS. Poi valuti.

* Conta che adesso sei 'sù di giri'...preparatela bene questa 'avventura', metti dei soldi da parte che faranno da tappabuchi nel caso non trovassi subito un lavoro redditizio, tieni d'occhio le offerte di lavoro nella città in cui vuoi andare...dopo due anni avrai le idee più chiare...poi vabbé i miei consigli valgono meno di zero date le mie scarse esperienze di vita :asd:

Comunque anche una città meno dispendiosa come Torino o Genova (ci sto bene e di riscaldamento si spende pochissimo :D) è consigliabile

M_Armani
06-02-2010, 23.20.55
con pochi soldi è faticoso, ma regala molto. Ci si stacca anche molto dalle età, dai ruoli prefissati e dalla quotidianità stagnante. Alternativamente può essere un terribile buco nell'acqua.
Comunque son punti esperienza. Io prima dei 90 voglio essere del ventesimo quindi faccio tutto.

Steve
07-02-2010, 00.47.39
Ti quoto alla grande BESTIA_kPk.
Personalmente ho un buon rapporto con la mia famiglia, chiaramente non sono mancati e non mancano litigi anche pesanti, ma questo non è grave anzi ti sviluppa come persona, migliora la dialettica (:asd:) e ti insegna a combattere per difendere le tue idee.
Probabilmente a 25 anni (studente) vivere con i miei mi limita sotto molti punti di vista, mi influenza su certe decisioni ma è molto facile diventare "mammoni" quando hai due genitori in gamba...
Non si tratta di poco coraggio, scarsa maturità, non volersi responsabilizzare, poca propensione al sacrificio o altro....perche ho dimostrato in tante occasioni esattamente il contrario, semplicemente prima di compiere una scelta cosi importante voglio essere sicuro al 101%, avere un lavoro stabile...insomma in poche parole ho bisogno di qualche sicurezza in più della semplice ed astratta voglia di liberta.
Perche liberta cosa vuol dire? Liberta di fare una vita di stenti? Se la situazione viene affrontata male, invece di vivere un'esperienza di "crescita", diventi insofferente, intollerante, insoddisfatto, frustrato, l'orgoglio ti impedisce di ritornare sui tuoi passi e se lo fai ti senti un fallito senza spina dorsale.
Purtroppo conosco dei casi di gente che è finita cosi, psicologicamente è dura da gestire.
Poi dipende molto anche da te e dal tuo carattere, il mondo è pieno di persone, ci si aiuta a vicenda, non sei mai veramente solo se non per scelta.
Sicuramente ti fa onore la decisione, peraltro non facile, di voler riprendere gli studi dopo 9 anni di lavoro.
Per quanto riguarda il vivere da soli, l'unico consiglio vero che mi sento di darti è: riflettici bene, valuta pro e contro.

Forse non è proprio il genere di discorso che volevi sentirti dire, un po' l'animo mi sa che te l'ho smorzato :asd:
Cmq aldilà dei vari ragionamenti, mi pare di capire che sei parecchio carico, l'entusiasmo non ti manca e se c'e la volontà puoi scalare le montagne :)
Che dire...in bocca al lupo :birra:


PS: Sto morendo di sonno...spero di non aver scritto cazzate :asd:
Cmq scegli bene anche la "location". Milano + IULM = tanti soldi

sara_bleeckerst
07-02-2010, 10.04.02
@ bestia e steve: ma è ovvio che dipende dal proprio rapporto coi genitori.
ecco perché io non ci tornerei mai :asd:

il fatto è che una volta che hai assaporato cosa vuol dire vivere da soli forse cominci a rendertene conto.

perché vivere per conto proprio non vuol dire solo "faccio il cazzo che mi pare e viva la libertà", no, vuol dire anche e soprattutto responsabilizzarsi, imparare a fare la spesa, cucinare, pulire, lavare tutta la casa, stirare, riuscire a far quadrare i conti, riparare le cose che si rompono, tutte capacità che prima sviluppi, meno ti traumatizzano quando devi affrontarle.
io di questa cosa sono convinta e semmai avrò un figlio lo incoraggerò a fare l'università in un posto lontano da casa.

alla fine ne vien fuori che io, ora come ora, potrei andare a vivere da sola senza problemi, il trauma del dover gestire una casa e l'economia l'ho già affrontato e superato.

poi è chiaro che ognuno si regola a modo proprio e che si parla sempre per esperienza personale, però insomma, nonostante fare l'università lontano da casa mi ha costretto poi a dover lavorare per aiutare i miei a mantenermi, sono più che soddisfatta del risultato.

Steve
07-02-2010, 10.23.03
perché vivere per conto proprio non vuol dire solo "faccio il cazzo che mi pare e viva la libertà", no, vuol dire anche e soprattutto responsabilizzarsi, imparare a fare la spesa, cucinare, pulire, lavare tutta la casa, stirare, riuscire a far quadrare i conti, riparare le cose che si rompono, tutte capacità che prima sviluppi, meno ti traumatizzano quando devi affrontarle.

alla fine ne vien fuori che io, ora come ora, potrei andare a vivere da sola senza problemi, il trauma del dover gestire una casa e l'economia l'ho già affrontato e superato.


Quando ci sposiamo? :asd:

sara_bleeckerst
07-02-2010, 10.25.12
Quando ci sposiamo? :asd:

me lo chiedi perché so riparare le lavatrici? :asd:

Steve
07-02-2010, 10.34.47
me lo chiedi perché so riparare le lavatrici? :asd:

Cucinare e far quadrare i conti...mi sembra gia di essere in paradiso :roll3:
Forse sono io che ho beccato quelle sbagliate....ma se è vero quello che dici sei una rarità
Dimmi quando e dove :asd:

Nemolo.O
07-02-2010, 11.09.20
Secondo me si fa presto a parlare. Però se i tuoi genitori non possono aiutarti in alcun modo preparati a dare via le chiappe. Affitto + studi + cibo + trasporti + altre cazzate, non penso ti rimangano 10 centesimi per un caffè. A meno che tu non sia un broker di successo :D

sara_bleeckerst
07-02-2010, 11.32.10
Cucinare e far quadrare i conti...mi sembra gia di essere in paradiso :roll3:
Forse sono io che ho beccato quelle sbagliate....ma se è vero quello che dici sei una rarità
Dimmi quando e dove :asd:

no non sono una rarità, manco per niente.
anzi, conosco anche chi si gestisce meglio di me.
ecco perché vivere da soli ha molti lati positivi.

uizz
07-02-2010, 12.29.48
Sennò fai come me, vai con amici, lasci fare (quasi) tutto a loro senza responsabilizzarti :asd:

sara_bleeckerst
07-02-2010, 12.41.05
ancora non ti hanno cacciato sti amici tuoi? :asd:

Le_Roix
07-02-2010, 14.07.10
Uff, ho scritto e ho scritto, poi mi è venuto in mente che era meglio quotare.
Ad alcuni rispondo sotto il quote, agli altri le risposte stanno nel mio post alla fine...

In tutta onestà, io ti suggerirei di restare dove sei fin tanto che finisci l''ITIS. Poi valuti. Avrai più soldi da parte e un certo titolo di studio. E a 26 anni non sarai più un pischello ma sono ancora pochini per cominciare a sentirsi vecchi, specialmente se hai lavorato per dieci anni, mica hai cazzeggiato
E' che se devi solo frequentare l'ITIS e non ci sono neppure migliori prospettive di lavoro, non vedo proprio alcuna ragione per andare via di casa in questo momento. Se le prospettive ci sono, allora è un altro discorso.

I miei due cent. Sarà che il mito del cambiare città per cambiar vita non l'ho mai digerito, soprattutto quando vita essenzialmente non la si cambia. Se poi la si cambia davvero, oppure si va per esigenze di studio/lavoro/amore, allora è un altro discorso.
Ma dipende anche da come ti trovi a casa, se ti trovi male, allora cambiare è un'esigenza più basilare.
Io invece lo digerisco benissimo questo mito, sopratutto perché nella "città" (BUUUM) che vivo ora, NON C'È VITA.
Comunque sicuramente un punto di vista degno della massima considerazione. Non posso certo decidere di affrontare un tale passo senza pensarci prima due o tre volte.

mamma mia elrond beato te.
cambiare città E' cambiare vita.
[QUOTO]

io non so da dove proviene master kenji [GUARDA SOTTO], ma per me arrivare a roma è stato come per gli italiani arrivare in america.
ci sono dei negozi, ci sono dei cinema, ci sono mille ristoranti, c'è tutto.
il fatto che poi roma faccia schifo sotto tutti gli altri punti di vista è un altro conto :asd:

e chiara, una stanza costa 450 spese escluse se proprio ti dice bene e se non la prendi vicino all'università, altrimenti chiedono anche 600 euri e la gente ci va pure.

e comunque su una cosa ha ragione elrond, per andare via di casa devi essere motivato, io sono via da quando ho 18 anni e francamente non tornerei a vivere coi miei manco se stessi senza lavoro.
piuttosto mi metto a lavare i cessi o a fare la cameriera per 12 ore al giorno.
la libertà NON HA PREZZO.


Milano è molto cara con meno di 500€ non trovi niente di decente.
E' fondamentale essere collegati con la metropolitana, altrimenti è un suicidio. Per il resto la città è piena di servizi, è difficile non trovare qualcosa che ti serve.
La IULM è un'università privata e non alla portata di tutti, poi precisamente cosa vorresti fare?
Secondo me sei piu ricollocabile come autista nel settore smaltimento rifiuti che con una laurea allo IULM :asd:
La spazzatura è un business, piuttosto risparmia quei soldi, fatti venire l'idea giusta e mettiti in proprio (ovviamente scherzo :asd:)
Bhé, mi piacerebbe proseguire qualcosa dopo il mio umilissimo diploma. Della IULM mi interessava un master post-diploma...


Dipente tutto dal punto di partenza e dalle proprie esigenze.

Difatti i tuoi ragionamenti/punti di vista possono essere inconcepibili per altre persone.
Fare la cameriera per 12 ore al giorno -anche fosse un'iperbole- per te sarebbe più libertà che stare coi genitori? sicura? per altri potrebbe non esser così.

Se guardo il mio gemello, imho col cazzo che gli conviene andare a vivere da solo, soprattutto considerando le libertà che *ora* ha e che vivendo da solo dovrebbe seccare sull'altare di tante piccole cose che dovrebbe gestire in autonomia.
Più di una volta s'è ragionato sul discorso e il succo torna il solito: vivere in famiglia è limitante sotto alcuni aspetti ma ti "può" dare molto, ma molto di più sotto altri aspetti. Ovvio che se uno vive in una situazione spiacevole, bè, allora anche stare sotto un ponte può diventare una figata...
Vero, ora ho cose che da solo non mi potrò più permettere. Di contro, mi sento come in gabbia, non tanto per il rapporto con i miei genitori (che, è bene che lo sappiate, è splendido), ma perché questi spazi si stanno restringendo sempre più. Per il cinema devo organizzare con gli amici manco andassimo a cena nel ristorante più chic della città, per un paio di pantaloni 30Km di marcia (se ti chiedi il perché di tutto ciò, leggi il post sotto), e...bhé casa nostra non è enorme e viviamo in 5: dormo con mia sorella e mia nonna, e la privacy non esiste. Per quanto splendido sia il nostro rapporto, mi son fermato più di una volta a fantasticare su un mondo i cui mi faccio i cazzi miei. :asd:


* Conta che adesso sei 'sù di giri'...preparatela bene questa 'avventura', metti dei soldi da parte che faranno da tappabuchi nel caso non trovassi subito un lavoro redditizio [OVVIO], tieni d'occhio le offerte di lavoro nella città in cui vuoi andare...dopo due anni avrai le idee più chiare...poi vabbé i miei consigli valgono meno di zero date le mie scarse esperienze di vita :asd:

Comunque anche una città meno dispendiosa come Torino [SI, ANCHE QUESTA SAREBBE INTERESSANTE...L'IMPORTANTE è CHE SIA UN LUOGO ABITATO] o Genova (ci sto bene e di riscaldamento si spende pochissimo :D) è consigliabile
Aggiungi che ogni mese lascio qualcosina ai miei (lavoro, ci mancherebbe altro...).


con pochi soldi è faticoso, ma regala molto. Ci si stacca anche molto dalle età, dai ruoli prefissati e dalla quotidianità stagnante. Alternativamente può essere un terribile buco nell'acqua.
Comunque son punti esperienza. Io prima dei 90 voglio essere del ventesimo quindi faccio tutto.
Quotidianità stagnate...


Secondo me si fa presto a parlare. Però se i tuoi genitori non possono aiutarti in alcun modo preparati a dare via le chiappe. Affitto + studi + cibo + trasporti + altre cazzate [SUI TRASPORTI, LEGGI SOTTO], non penso ti rimangano 10 centesimi per un caffè. A meno che tu non sia un broker di successo :D


Sennò fai come me, vai con amici, lasci fare (quasi) tutto a loro senza responsabilizzarti :asd:
:asd:

...

Apperò... :|

...

:birra:

-------------------------------------------------------------------------
Ok, volevate sapere dove vivo...anzi, anzitutto grazie delle risposte. Poi, volevate sapere dove vivo...ed ecco dove vivo.
http://img17.imageshack.us/img17/8438/img0022mq.jpg (http://img17.imageshack.us/img17/8438/img0022mq.jpg)
Vico canavese, un piccolo paesino di montagna a 67Km da Torino, circa 30Km dal primo paese un po' decente (Ivrea, sede della vecchia Olivetti e famosa per il suo fantastico carnevale storico, la battaglia delle arance). La mia scuola è a Ivrea, io lavoro in un paese (Castellamonte) che dista circa 25Km da dove vivo, e altrettanti da dove studio (immaginate un triangolo quasi equilatero di 30Km). Ora, i trasporti qui sono pessimi, e sicuramente la "spesa del trasporto" che incontrerei in città è inferiore a quelle attuali: se esco il sabato, sono 60 euri di benza a settimana (o poco più), 500 di assicurazione semestrali, più bollo e revisione. Per qualsiasi evenienza, ovvero comprarsi un vestito, fare la spesa o qualche altra puttanata, magari anche non molto degna di nota (andiamo al cinema stase?), ci si deve accuratamente organizzare in anticipo con la mia compagnia, visto che tutti i questi servizi -e molti altri- si trovano da Ivrea in giù. Insomma, c'è come una linea di demarcazione, da Ivrea in su non c'è più nulla. Ricordo ancora le parole d'un mio amico rumeno, che quando arrivò qui da Tulcea (città degna di nota), i suoi amici gli chiesero dove si trovava per venirlo a trovare: lui, preso dallo sconforto, rispose che non sapeva, che si guardava attorno e "finiva la strada, e c'erano solo alberi e montagne". Inoltre Internet è arrivato solo da due anni, con una misera-quasi-640Kb, prima era il nulla (ma a Telecom la pago come una 7 mega, circa 80 e fischia euro bimestrali, e indovinate dove stanno i primi internet café e hot spot del McDonald? Esatto...). Qui, attorno a me, e nel raggio di 30Km, c'è il vuoto assoluto, e nemmeno i trasporti (che hanno orari molto limitati, in modo da poter permettere agli studenti delle superiori di andare 'in giù') ci sono, cosa che mi costringe a spendere 'na cifra sulla mia macchinina.

Sicuramente, ragazzi, sono su di giri, però sapete cosa significa avere uno stipendio come il mio, e vivere ancora con i miei, e arrivare a fine mese sicuramente avanzando qualcosa, ma non così tanto come ci si aspetterebbe da un 'bamboccione' (che poi contate che quello che avanza mi parte in bollo e rate auto, revisione, e, tra poco, assicurazione). Certo, è vero, ogni tanto mi posso permettere cose che una persona che vive da sola non può permettersi, ma siamo davvero sicuri che questo gioco valga la candela? Avevo pensato anche di trovare una casa tra il luogo dove studio e quello dove lavoro: non ho trovato nulla di decente, e quel poco risulta comunque in paesini inculati, che sicuramente sono più vicini a dove mi servirebbe, eppure stanno tutti sopra i 300 di affitto (e, a questo, aggiungete tutte le spese auto, poiché, ancora una volta, i trasporti sono inesistenti).

Elrond.
07-02-2010, 14.09.19
perché vivere per conto proprio non vuol dire solo "faccio il cazzo che mi pare e viva la libertà", no, vuol dire anche e soprattutto responsabilizzarsi, imparare a fare la spesa, cucinare, pulire, lavare tutta la casa, stirare, riuscire a far quadrare i conti, riparare le cose che si rompono, tutte capacità che prima sviluppi, meno ti traumatizzano quando devi affrontarle.
Ok, discorso a parte per le cose che si imparano vivendo da soli. Io ho vissuto brevemente da solo, so badare a me stesso, so cucinare, ma attualmente trovo molto comodo vivere a casa con mamma e papà e la situazione non cambierà per i prossimi due o tre anni, a meno di amori/lavori improvvisi che richiedano sistemazioni differenti. In omaggio all'idea che, per me, il vivere da soli o coi genitori è una questione prettamente funzionale ad altri obiettivi. Certo, sono ancora una persona che studia, magari se sguazzassi nell'oro la penserei diversamente e me ne andrei a vivere da solo. Ma non farei certo il cameriere dodici ore al giorno pur di potermelo permettere :-\ Quando ci saranno le condizioni opportune, me ne andrò a vivere per conto mio.

In tutta onestà credo che spesso incida anche il diverso modo in cui ragazzi e ragazze si relazionano con la famiglia fin dall'adolescenza, in ragione di una mentalità balorda e maschilista che porta ad avere un rapporto più conflittuale con le figlie femmine che con i figli maschi (senza bisogno d'arrivare alle bastonate, beninteso). Per cui, stante il fatto che vivere da soli è buono per tutti, magari le figlie femmine ne avvertono maggiormente il bisogno come esigenza di libertà.

Poi dipende anche da questioni meramente pratiche. Credo che avere una minima indipendenza d'ambienti nella casa familiare non sia lo stesso che dormire in camera con quattro o cinque fratelli.

Ti risparmio il mio giudizio complessivo su Roma, dove ci saranno negozi, cinema, teatri, musei e discoteche come dici giustamente, ma a volte si esagera il valore di questi elementi solo perchè la pigrizia ci ha magari sempre impedito di metterci in auto/autobus/whatever per mezz'ora (anche meno di quanto tempo spendiamo in città coi mezzi pubblici) e raggiungere magari l'ottimo teatro in una città vicina al nostro paesello di provincia. Non nego che la città ti si offra in vetrina come le prostitute olandesi, altrove serve più iniziativa ed organizzazione, ma d'altra parte è altrettanto facile vivere a San Lorenzo e recarsi in centro con la stessa frequenza con la quale si uscirebbe dal paesello :asd: Ancora una volta, tutta questione di come ci si organizza.

Poi, boh, la differenza la fa semmai il contesto sociale in cui ci si inserisce, e probabilmente a Roma c'è più scelta, ci sono più contesti. In provincia si è limitati. Ma anche questo è relativo a quel che fai nella vita. Se vai a Roma senza sapere quel che fai e quel che vuoi, non avrai più persone attorno di quante ne puoi avere al paesello.

Abbiamo mischiato un po' di discorsi comunque: vivere in città & vivere da soli. Entrambe ottime cose che è bene saper fare. Ma solo in ragione d'ulteriori finalità, imo.

M_Armani
07-02-2010, 14.30.22
Sicuramente, ragazzi, sono su di giri, però sapete cosa significa avere uno stipendio come il mio, e vivere ancora con i miei, e arrivare a fine mese sicuramente avanzando qualcosa, ma non così tanto come ci si aspetterebbe da un 'bamboccione' (che poi contate che quello che avanza mi parte in bollo e rate auto, revisione, e, tra poco, assicurazione). Certo, è vero, ogni tanto mi posso permettere cose che una persona che vive da sola non può permettersi, ma siamo davvero sicuri che questo gioco valga la candela? Avevo pensato anche di trovare una casa tra il luogo dove studio e quello dove lavoro: non ho trovato nulla di decente, e quel poco risulta comunque in paesini inculati, che sicuramente sono più vicini a dove mi servirebbe, eppure stanno tutti sopra i 300 di affitto (e, a questo, aggiungete tutte le spese auto, poiché, ancora una volta, i trasporti sono inesistenti).

Eh, è una questione personale. Di solito nemmeno ascolto chi mi dice che un lavoro serve a mantenere i figli e a farsi la casa dei sogni. Talvolta un piccolo stipendio e un buon gruppo di persone con cui fare attività, chiacchierare di politica, parlare di lavoro onesto valgono molto di più. E magari se si fa un figlio dopo questo si è anche in grado di farlo campare anche felice e non solo ben nutrito e col telefonino nuovo.

Estremizzo eh.
Ma un caffè con delle persone conosciute non perchè vicini di casa o parenti o amici di scuola, ma perchè ci si trovava nel mondo, l'ho sempre preferito al blue ray, al doppio armadio o alla macchina.
Quando e se posso becco entrambi ovviamente :).
Ecco, stare un totale di sei anni fuori casa mi ha consentito queste cose, che ora tento di mantenere. Ma è dura perchè di lavori onesti e utili ce ne sono pochi. E di farne uno falso...non me la sento. Sarò stronzo io.

Ma di finire come quel signore normale, tanto gentile, col lavoro che è impazzito e ha fatto vivere d'inferno i figli proprio non ne ho voglia.
Con la scusa della responsabilità familiare posticcia all'italiana poi....

Al contempo rifiutare o mollare un buon lavoro o attaccarsi troppo alla famiglia causano qualche problema, soprattutto in questi frangenti e possono sott'intendere un pò di timore eccessivo per "le cose della vita".
Il figlio, se è responsabile, diventa un pò un genitore a sua volta. E superare certi momenti futuri potrebbe diventare più difficile e duro di quanto già non sia. E una situazione da "bamboccione responsabile" richiede genitori al top della forma, col cervello sveglio, grande responsabilità. Insomma richiede fortuna. Ma non è una fortuna immeritata o un vizio.
I genitori e le famiglie dovrebbero essere tutte responsabili e fatte di gente in gamba. Un figlio che vuole scappare di casa non mi fa pensare certo alla famiglia dei miei sogni.
Certo ci sono le mamme ossessive che sbilanciano e i genitori tigna che accusano i bamboccioni perchè dei figli non glie n'è mai fregato una cippa di gomma. Ma non è che uno si deve far colpevolizzare da gente del genere.


In tutto questo la cosa che più mi da fastidio è sentire italiani che insultano i loro politici, politici che insultano i loro elettori. E nessuno fa niente di rilevante. Perchè alla fine si mangia ancora tutti e se quello è corrotto che me ne frega a me, basta che mi lascia in pace.

Mi fa sentire solo anche con la mia famiglia ottima, compagni di avventura, amici in mezza italia e oltre, mille competenze (gran parte semi abbandonata alla polvere in Italia), mille passioni etc etc etc.

DonAldrigo
07-02-2010, 14.33.34
Vico canavese, un piccolo paesino di montagna a 67Km da Torino, circa 30Km dal primo paese un po' decente (Ivrea, sede della vecchia Olivetti e famosa per il suo fantastico carnevale storico, la battaglia delle arance). La mia scuola è a Ivrea, io lavoro in un paese (Castellamonte) che dista circa 25Km da dove vivo, e altrettanti da dove studio (immaginate un triangolo quasi equilatero di 30Km). Ora, i trasporti qui sono pessimi, e sicuramente la "spesa del trasporto" che incontrerei in città è inferiore a quelle attuali: se esco il sabato, sono 60 euri di benza a settimana (o poco più), 500 di assicurazione semestrali, più bollo e revisione. Per qualsiasi evenienza, ovvero comprarsi un vestito, fare la spesa o qualche altra puttanata, magari anche non molto degna di nota (andiamo al cinema stase?), ci si deve accuratamente organizzare in anticipo con la mia compagnia, visto che tutti i questi servizi -e molti altri- si trovano da Ivrea in giù. Insomma, c'è come una linea di demarcazione, da Ivrea in su non c'è più nulla. Ricordo ancora le parole d'un mio amico rumeno, che quando arrivò qui da Tulcea (città degna di nota), i suoi amici gli chiesero dove si trovava per venirlo a trovare: lui, preso dallo sconforto, rispose che non sapeva, che si guardava attorno e "finiva la strada, e c'erano solo alberi e montagne". Inoltre Internet è arrivato solo da due anni, con una misera-quasi-640Kb, prima era il nulla (ma a Telecom la pago come una 7 mega, circa 80 e fischia euro bimestrali, e indovinate dove stanno i primi internet café e hot spot del McDonald? Esatto...). Qui, attorno a me, e nel raggio di 30Km, c'è il vuoto assoluto, e nemmeno i trasporti (che hanno orari molto limitati, in modo da poter permettere agli studenti delle superiori di andare 'in giù') ci sono, cosa che mi costringe a spendere 'na cifra sulla mia macchinina.

Sicuramente, ragazzi, sono su di giri, però sapete cosa significa avere uno stipendio come il mio, e vivere ancora con i miei, e arrivare a fine mese sicuramente avanzando qualcosa, ma non così tanto come ci si aspetterebbe da un 'bamboccione' (che poi contate che quello che avanza mi parte in bollo e rate auto, revisione, e, tra poco, assicurazione). Certo, è vero, ogni tanto mi posso permettere cose che una persona che vive da sola non può permettersi, ma siamo davvero sicuri che questo gioco valga la candela? Avevo pensato anche di trovare una casa tra il luogo dove studio e quello dove lavoro: non ho trovato nulla di decente, e quel poco risulta comunque in paesini inculati, che sicuramente sono più vicini a dove mi servirebbe, eppure stanno tutti sopra i 300 di affitto (e, a questo, aggiungete tutte le spese auto, poiché, ancora una volta, i trasporti sono inesistenti).

Vuoi il mio parere?
Resta dove sei.
Andare in una grande città non risolverà i tuoi problemi ed in più ne avrai altri nuovi.

Io vivo in aperta campagna e lavoro a Roma. Impiego un ora (con i mezzi) per recarmi al lavoro ed un'altra ora per tornare a casa. Intorno a me non c'è assolutamente nulla, solamente campi di grano, le case dei miei parenti e le nostre piante di olive. C'è stato un tempo in cui ha pensato che un giorno mi sarei strasferito a Roma. Oggi non ci viverei nella capitale nemmeno morto.
I miei colleghi di Roma impegano quasi quanto me per arrivare al lavoro, hanno tremila problemi e non vedono l'ora di andarsene dalla grande città.

Elrond.
07-02-2010, 14.39.02
Comunque è una questione ampiamente discussa fin dall'antichità

http://1.bp.blogspot.com/_9H6XqbsH0UA/ShYlKCX8sQI/AAAAAAAAA14/8_JjfcQfjdA/s320/City-Mouse-Country-Mouse.gif

:asd:

M_Armani
07-02-2010, 14.43.56
ma mica deve per forza andare a Milano. Ci sono città ben più vive. Perugia nonostante lo scandalo ne ha molti meno di paesetti mai nominati al tg ed è splendida e vitale.
E se parla di studiare presumo che frequenterà ambiti relativi. Cosa che gli consente di andare in parecchie cittadine per coglierne il lato migliore.
Le università italiane nonostante buona parte degli iscritti sia li per far nulla e i corsi lascino a desiderare, raccolgono anche parecchi studenti e ricercatori attivi e vogliosi, che non si trovano in nessun altro ambito al momento.
Una flora che va dai 20 ai 50 anni di gente assolutamente viva e onesta con cui è un piacere uscire e organizzare eventi e quant'altro.
Basta non credere che salvi la vita o cambi l'Italia e goderne i momenti.

trifiz
07-02-2010, 14.54.56
Benvenuto!

Le_Roix
07-02-2010, 14.58.21
Grazie trifiz, ma ci sono già da un bel pezzo (anche se posto poco). Il 'mi presento...' era per presentare Alessio e non Master.Kenji. :)

Elrond.
07-02-2010, 15.10.53
ma mica deve per forza andare a Milano. Ci sono città ben più vive. Perugia nonostante lo scandalo ne ha molti meno di paesetti mai nominati al tg ed è splendida e vitale.
Questo è chiaro, a mio gusto scarterei le metropoli, a meno d'esigenze specifiche. Non voglio trasformare il topic in un elogio della vita campestre, quindi mi limito ad un consiglio senza motivazioni: se devi andare in un posto a caso, opta per una città 'piccola' :asd:

uizz
07-02-2010, 16.34.50
ancora non ti hanno cacciato sti amici tuoi? :asd:

No vabbé :asd: qualcosa faccio anch'io come tutti, ci manca...però se si vive con qualcuno anziché da soli c'è il vantaggio di poter evitare qualche compito che ci è odioso 'barattandolo' con altre mansioni...chessò io che preferisco lavare i piatti lo faccio tutti i giorni mentre tizio che preferisce spazzare lo fa al posto mio...poi alla fine si impara a fare tutte e due le cose però intanto il più delle volte si evita ;)

BESTIA_kPk
07-02-2010, 22.15.47
@ bestia e steve: ma è ovvio che dipende dal proprio rapporto coi genitori.
ecco perché io non ci tornerei mai :asd:

il fatto è che una volta che hai assaporato cosa vuol dire vivere da soli forse cominci a rendertene conto.


Ovvio per chi ci ha già ragionato sopra o l'ha capito dopo aver fatto armi e bagagli :asd:



perché vivere per conto proprio non vuol dire solo "faccio il cazzo che mi pare e viva la libertà", no, vuol dire anche e soprattutto responsabilizzarsi, imparare a fare la spesa, cucinare, pulire, lavare tutta la casa, stirare, riuscire a far quadrare i conti, riparare le cose che si rompono, tutte capacità che prima sviluppi, meno ti traumatizzano quando devi affrontarle.
io di questa cosa sono convinta e semmai avrò un figlio lo incoraggerò a fare l'università in un posto lontano da casa.

alla fine ne vien fuori che io, ora come ora, potrei andare a vivere da sola senza problemi, il trauma del dover gestire una casa e l'economia l'ho già affrontato e superato.


Praticamente gli suggerisci anche tu di rimanere in casa e approfondire tali questioni ^^ sotto suggerimento di maestri "conosciuti".

Ritorno sul discorso che avevi scritto tu:

la libertà NON HA PREZZO
Invece ha un prezzo, ed è salato.
Stà poi ad ognuno decidere cosa sacrificare.
Trovo spesso abusato il termine "libertà", andrebbe specificato per bene cosa comporta e quante limitazioni ti impone.

Lasciamo stare i discorsi sulla "sicurezza" di un posto di lavoro e come è duro per un comune mortale avere una casa di proprietà e non un mutuo piantato nel costato...
Se la libertà di andare a vivere da soli è basata su di un mutuo, vabè, è un ossimoro dimmerda. Simile l'affitto.

Ovviamente se uno ha una base di soldi notevole, gran parte di questi ragionamenti non servono.
Ovviamente in base ai propri interessi cambia tutto: io quella zona l'ho vista e ci andrei a nozze con la valle dell'Orco, il Capitan, il Sergent, la montagna a uno sputo e il gran paradiso dietro.
Tra l'altro hai una connessione più powah della mia.

sara_bleeckerst
07-02-2010, 22.40.38
no bestia, io gli ho semplicemente detto che se ha intenzione di andare via di casa deve essere molto motivato.

io ero più che motivata ad andare via e tutt'ora non abito con i miei.
chiaro che peso ancora sulle loro spalle (anche perché ora come ora non posso più lavorare per aiutarli) e questa è la cosa che più mi infastidisce.

per me vivere con i miei non mi è più naturale, non ci resisto più di una settimana quando torno da loro e qui lo dico, lo ripeto e lo ribadisco, piuttosto che tornare in quel buco di merda faccio la cameriera 12 ore al giorno.
dopotutto l'ho già fatto per 8 ore al giorno :asd:

è tutta questione di punti di vista.

a 18 anni mi stava stretto, figuriamoci a 26. e su questo non discuto, perché non devo dare altre spiegazioni.

ho già detto (mo' lo ripeto, sennò pare che incito alla fuga) che molto dipende dal rapporto con i genitori, ma dipende anche dalla propria voglia di indipendenza, che in certi casi diventa una sfida.

se non sacrifichi alcune cose per la tua libertà, vuol dire che non ci tieni abbastanza, tutto qui.

Le_Roix
07-02-2010, 23.42.59
Non sono daccordo che, una libertà basata su mutuo e affitto, sia un ossimoro di merda.
Tralasciando un attimo le questioni finanziarie (tralasciandole solo per ora, ovviamente vanno messe in conto, poiché rappresentano un bel problema), penso che la libertà rappresenti anche e sopratutto la crescita individuale di una persona.

Anche io, già a 18, iniziai a riflettere sull'indipendenza economica e una casa per conto mio. La MIA casa, la MIA vita: un accostmento che a molti non piace e che trovano riduttivo, ma trovarsi a dividere 4 stanze con 5 persone quando si ha già raggiunto un buon grado di maturità, quest'accostamento comincia ad avere un senso.

Poi non mi sembra che mi consigli 'indirettamente' di rimanere a casa sotto la guida esperta dei genitori. Ormai il più, sotto quest'aspetto, è fatto. Sò più o meno come funziona il mondo del lavoro, aiuto con le spese mensili, quando loro non ci sono (lavorano a turni, e questo è un bene) devo pensare io alla casa, e qui si impara a fare il bucato, a stirare, lavare i piatti, pagare le bollette alla posta, fare attenzione che la nonna prenda le medicine, cucinare per me e mia sorella etc. Chiaro, non sono ancora una cima, e non lo sarò finché rimarrò cullato nel mio nido.

Mi sento di aver raggiunto un buon grado di indipendenza dai miei, nonostante condividiamo ancora la stessa casa. Sento il bisogno di un plus, di quel qualcosa che mi manca, e che probabilmente potrei trovare imparando ad autogestirmi.
In questo frangente, la libertà, intesa come cambio casa, diventa un concetto interessante e che scinde tutte le limitazioni economiche quali mutui e simili.

Limitazioni economiche che comunque non vanno prese sottogamba in nome dell'indipendenza assoluta dai proprii genitori, anzi!

Sara, anche se incitassi alla fuga, non sarebbe questo gran problema, ho deciso di parlarne con voi poiché, a differenza dei miei amici (che sono ancora giovincelli) e dei miei genitori (che hanno vissuto una realtà nettamente diversa dalla mia), siete probabilmente le persone più vicine alla mia situazione, o alla situazione che potrei avere in un futuro molto vicino: questo non vuol dire che sono un poverello che prende ogni discussione da forum come oro colato, quindi incitate pure alla fuga o meno, ogni consiglio è prezioso, ma sarò sempre io a valutare attentamente la (delicata) situazione.:P

Comunque, altra idea che m'è venuta: scegliere un luogo, tenere da parte tot cash, trasferirmi per un paio di mesetti, e valutare attentamente la possibilità di rendermi finalmente indipendente (ovvero cercare lavoro e vedere se se ne trova più che in altri posti, valutare i prezzi degli affitti e relative spese, se i trasporti pbblici funzionano a dovere per gli obbiettivi che inseguo e gli orari coincidono, se, se, se...). Come vi pare?

Comunque, tornando a Bestia, questi luoghi sono magnifici. Io sono cresciuto in una cascina 'su di là', tra mucche e galline, isolato dal resto del mondo. Poi ho imparato il piemontese, e l'italiano solamente come seconda liungua all'asilo (immaginatevi il primo giorno di asilo: a renderlo ulteriormente traumatico ci pensava il fatto che tutti, insegnanti e bocia, parlassero una lingua -l'italiano-, a me sconosciuta), erroraccio da parte dei miei, che per fortuna hanno risparmiato a mia sorella. A queste montagne ci sono affezzionato, tuttavia ho sempre avuto una specie di attrazzione per tutto ciò che è "città, persone, vite, società" (forse proprio il mio crescere isolato mi ha portato a questo). Comunque sia, sogno ben altri lidi, e forse è proprio la particolarità della mia storia a spingermi ad accostare al termine libertà, quello che molti possono trovare semplice o superficiale, ovvero "andare a vivere da soli".

Comunque tranquilli, qualunque sia la mia scelta, ci rifletterò su seriamente.

:birra:

Le_Roix
07-02-2010, 23.51.36
E aggiungo, la discussione non è ancora finita.
Aspetto altre storie, anche da 'bamboccioni':uiui:, magari raccontandomi un po' di loro e spiegandomi il perché della loro scelta.

Potevo editare, avete ragione, ma visto che per questa settimana sono uscito dal mondo dei lurker, lasciatemi almeno alzare il numero dei miei post, prima che torni nuovamente ad osservarvi silenziosamente!:asd:

Altro giro, altra birra...:birra:

BESTIA_kPk
08-02-2010, 00.05.12
Non sono daccordo che, una libertà basata su mutuo e affitto, sia un ossimoro di merda.
Tralasciando un attimo le questioni finanziarie (tralasciandole solo per ora, ovviamente vanno messe in conto, poiché rappresentano un bel problema), penso che la libertà rappresenti anche e sopratutto la crescita individuale di una persona...


A questo punto sarebbe interessante capire cosa dice il vocabolario e cosa pensa ognuno sul termine "libertà".
Io penso che in alcuni passaggi del topic bisogna sostituire il termine con catene differenti.

La tua situazione l'ho vissuta quasi identica in pianura.
Amo la montagna per certi versi e amo la pianura per altri.
Idem per i paeselli o le metropoli. Ma si va off topic :asd:

Le_Roix
08-02-2010, 00.20.01
A questo punto sarebbe interessante capire cosa dice il vocabolario e cosa pensa ognuno sul termine "libertà".
Io penso che in alcuni passaggi del topic bisogna sostituire il termine con catene differenti.

La tua situazione l'ho vissuta quasi identica in pianura.
Amo la montagna per certi versi e amo la pianura per altri.
Idem per i paeselli o le metropoli. Ma si va off topic :asd:

Da wiki:

Per libertà s'intende genericamente la condizione per cui un individuo può decidere di agire senza costrizioni, usando la volontà di accingersi all'azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto.
In questo senso, praticamente nessuno è libero.
Per me la libertà ha un concetto più spirituale che materiale, e doversi accollare problemi di natura economica (sempre nei limiti regà, a far la fame non mi sento libero.......ma affamato), per me, sarebbe ampiamente ripagato dall'essere indipendente dai miei genitori/sorella/nonna (e magari poi scopro che non è così, ma per scoprirlo probabilmente non mi resta che provare).:)

[OT]Bene, mi fa' piacere di non essere l'unico ad aver vissuto una storia simile.
Comunque, per varie esigenze (lavoro, asilo, etc.), ci trasferimmo quando avevo 5 anni, nel posto in cui abito tutt'ora (ovvero, 10Km più in giù).
Ora, magari a voi non sembra tanto, vi dico solo che qui allora c'era il telefono e la corrente elettrica, lassù no!!! E così, dopo una vita alla Heidi, scoprii la televisione, il videoregistratore (e in genere il mondo della tecnologia), le persone, le luci dei palazzi di notte, le auto...magari è questo che mi attrae ai grandi centri urbani, che dai miei occhi, quel mondo ha un sapore tutto diverso.=D[OT]


Edit: stasera ho una certa vena delicata e lievemente poetica allo stesso tempo....mah, avrò accompagnato la pizza con qualche birra di troppo.:asd:

Edit^2: mi sembra di vedervi mentre cercate di immaginarvi il mio aspetto fisico: alto, tozzo, una camicia a quadri e un paio di guancette rosse. Ecco, non sono così!:asd: