PDA

Visualizza versione completa : Fantasia o terribile realtà?



VictorCortez
09-10-2009, 22.45.46
Personalmente una mia idea ce l'ho, ed è quella che non si tratti di fandonie. Molti di volti diranno "ma và, si sapeva già...", e questo lo so anch'io, ma credo che sia la prima volta che un'accusa del genere venga fatta da un Parlamentare e, per di più, in un luogo ufficiale.

YouTube - Sonia Alfano on Freedom of information in Italy (http://www.youtube.com/watch?v=bpUMar0ToD4)

FullMetalBlade
09-10-2009, 23.17.26
Qualcuno fa il suo lavoro..per fortuna :|

Emerald_Weapon
09-10-2009, 23.53.38
"Menomale che Silvio c'è!"
Ma sul serio.....se solo non fosse politico lo vorrei come amico del cuore (e col mio fascino e le sue TV faremmo sfracelli) :|


Il pentito Giuffrè «Forza Italia e Dell’Utri referenti di Cosa Nostra» - l'Unità.it (http://www.unita.it/news/italia/89504/il_pentito_giuffr_forza_italia_e_dellutri_referent i_di_cosa_nostra)


«Quando Dc e Psi si avviarono al tramonto, in Cosa nostra nacque un nuovo discorso politico. Un nuovo soggetto politico andava appoggiato: era Forza Italia». Ha l’incedere lento e autorevole delDonCorleone cinematografico. Ma Nino Giuffré ex-capomafia delle Madonie, una vita passata accanto a Provenzano e Riina, usa parole precise per descrivere il patto tra politica e mafia. Lo hafatto ieri all’aula bunker di Rebibbia a Roma nel corso del processo Mori per la mancata cattura di Provenzano. L’interrogatorio che continuerà domani ha ripercorso la trasformazione di Cosa nostra dalla fase stragista di Riina a quella «invisibile » di Binu. «La diversità di vedute all’interno di Cosa nostra – ha detto Giuffré – si manifestava in una diversa strategia: da unamafia molto appariscente a una mafia silenziosa che era la politica principale di Provenzano ».

Tra i protagonisti di questa trasformazione – secondo Giuffré - c’è Vito Ciancimino, l’ex-sindaco di Palermo, che nel 1992 ha intrattenuto rapporti mai fino in fondo chiariti con il generale del Ros Mario Mori, culminati secondo il figlio Massimo nel passaggio del «papello», la lista di richieste di Riina allo Stato. Don Vito secondo Giuffré sarebbe stato il «coautore dellametamorfosi di Cosa nostra con l’abbandono della strategia stragista». La ricostruzione di Giuffré affronta quindi i buchi neri di quella stagione di bombe e trattative, nel pieno disfacimento della prima repubblica: dall’arresto di Riina alla mancata perquisizione del suo covo, dalle voci che volevano Provenzano «sbirro», alle gole profonde nelle forze dell’ordine che informavano Riina.

Nel corso degli anni – dice il collaboratore di giustizia – «mi sono accorto che non erano accadimenti casuali, ma da inserire in una precisa volontà. Quandopoi ci fu il periodo dei grandi arresti e solo Provenzano rimase fuori, ho sospettato anche io di lui». Binu quindi sarebbe stato il «profeta» della nuova Cosa nostra in accordo con pezzi dello Stato.Èlui – dice Giuffré - che incarica prima Vito Ciancimino di risolvere i problemi dell’organizzazione (confisca dei beni, ergastoli, collaboratori di giustizia, benefici carcerari) e che poi trova il contatto con un nuovo interlocutore politico Marcello Dell’Utri tramite diversi intermediari: il costruttore Gianni Ienna e i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, organizzatori e mandanti delle stragi del ’93. Per sistemare questi «guai» racconta Giuffré, Provenzano diceva che «ci voleva un po’ di pazienza e che in dieci anni si sarebbero appianati». Il pentito conferma la versione di Luigi Ilardo, il boss infiltrato che nell’ottobre del ‘95 ha incontrato Binu riferendo luoghi e personaggi della latitanza del boss, rivelando in diretta il patto tra Fi e Cosa nostra con la «mediazione» di Dell’Utri. Ma quelle informazioni finite al Ros di Mori non vennero utilizzate. Da qui il processo al generale per la mancata cattura. Rimane però da chiarire come poteva fare Ciancimino a trattare dopo il suo arresto nel ‘92. I Pm Nino Di Matteo e Antonio Ingroia hanno chiesto di sentire il figlio di Ciancimino, Giovanni, e Luciano Violante sugli incontri tra Mori e l’ex-sindaco.