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Visualizza versione completa : Giustizia infinita



grifis
19-02-2002, 22.47.51
Ma cosa hanno in mente le alte sfere americane? Di dichiarare guerra a mezzo mondo? Ormai si permettono di continuare questa guerra senza neppure informare gli alleati o l'Onu. Ormai non si parla più di questa guerra. Ne di Bin Laden e del Mullah Omar. Ma come? Il grande esercito americano con i suoi sofisticati servizi di intelligence non riesce ad acciuffare uno sceicco disidratato con la faccia conosciuta in tutto il mondo? Eppure non dovrebbe essere così difficile. A loro non interessa catturare Bin Laden; ormai è diventato una scusa per dilungare questa guerra. Ed intanto Bush prende decisioni. Se attaccherà l'Iraq, l'Iran o la Somalia ce lo dirà la Cnn. Per gli alti esponenti americani l'11 settembre, oltre che una tragedia, è diventata un'occasione. Almeno potevano usare un nome significativo per la loro "operazione militare". Guerra infinita sarebbe stato un nome più appropriato.

Bibbibox
19-02-2002, 22.52.51
Originally posted by grifis
Ma cosa hanno in mente le alte sfere americane? Di dichiarare guerra a mezzo mondo? Ormai si permettono di continuare questa guerra senza neppure informare gli alleati o l'Onu. Ormai non si parla più di questa guerra. Ne di Bin Laden e del Mullah Omar. Ma come? Il grande esercito americano con i suoi sofisticati servizi di intelligence non riesce ad acciuffare uno sceicco disidratato con la faccia conosciuta in tutto il mondo? Eppure non dovrebbe essere così difficile. A loro non interessa catturare Bin Laden; ormai è diventato una scusa per dilungare questa guerra. Ed intanto Bush prende decisioni. Se attaccherà l'Iraq, l'Iran o la Somalia ce lo dirà la Cnn. Per gli alti esponenti americani l'11 settembre, oltre che una tragedia, è diventata un'occasione. Almeno potevano usare un nome significativo per la loro "operazione militare". Guerra infinita sarebbe stato un nome più appropriato.

ti do' pienamente ragione x una volta pur essendo di schieramenti politici diveris hai 2000 ragioni gli amerikani essendo la prima potenza mondiale si credono in grado di fare cio' ke vogliono e questo x tutelare solo i propri interessi
uno dei tanti esempi e' amnesty international...tra cui gli Usa sono stati i fondatori,da sempre si batte contro i crimini contro l'uimanita'...strano che in amerika ci sia ancora la pena di morte
oppure il protocollo di kyoto! mmmmhhh agli amerikani interessano solo i propri soldi e nn mi va bene x un cavolo

kyjorkx
19-02-2002, 22.59.24
Siccome la guerra contro Saddam ci sarà, è una cosa praticamente certa, non vorrei che succedesse la stessa cosa di 11 anni fa, arrivati a Baghdad fanno dietro-front...:rolleyes: :rolleyes:

kyjorkx
19-02-2002, 23.36.29
Originally posted by grifis
Ma cosa hanno in mente le alte sfere americane? Di dichiarare guerra a mezzo mondo? Ormai si permettono di continuare questa guerra senza neppure informare gli alleati o l'Onu. Ed intanto Bush prende decisioni. Se attaccherà l'Iraq, l'Iran o la Somalia ce lo dirà la Cnn.
Hai ragione, ormai gli americani fanno quel che più gli aggrada, non gliene frega niente dell'opinione dei loro alleati, loro sono ricchi, sono potenti sono gli USA e possono fare quello che vogliono...

Simbul
20-02-2002, 00.31.54
Enduring Freedom... Libertà duratura di fare quello che gli pare :D

Che gli USA avessero degli interessi in gioco era più che ovvio... suvvia, non mi verrete mica a dire che una superpotenza si mobilita per salvare il povero popolo afghano... senza qualche tornaconto personale.

Anche volendo considerare questo, comunque, la lotta al terrorismo rimane un obiettivo, sia degli Stati Uniti che degli altri paesi: un obiettivo vero, non uno di quegli obiettivi finto-umanitari da campagna elettorale. Perchè il terrorismo danneggia l'economia, oltre ad aver dato all'America uno schiaffo morale enorme.
Che poi Bush decida di sfruttare l'occasione per appianare un paio di conti lasciati in sospeso dal padre... pochi dubbi su questo.
Ma forse l'intera vicenda, anche vista con occhio critico e ricorrendo a quella dietrologia che va tanto di moda oggi, potrebbe davvero portare qualcosa di buono.
Resta da vedere quale sarà il prezzo da pagare...

Mach 1
20-02-2002, 01.53.49
d'altronde pensate solo ai pretesti con i quali hanno giustificato l'attacco in afghanistan:

- cattureremo Bin Laden
- cattureremo il Mullah Omar
- sgomineremo l'organizzazione di AlQueida ( o come si scrive... )

ora guardate cosa hanno ottenuto:

- Bin Laden non si sa dov'è.
- il Mullah Omar è scappato su un ciao.
- I terroristi affiliati ad AlQueida, in seguito alle indagini fatte in numerosi stati, sono stati trovati praticamente d'appertutto tranne che in Afghanistan.

in più tra i simpatici effetti collaterali di questa intelligentissima azione militare possiamo annoverare:

- un numero imprecisato di vittime civili in seguito ai bombardamenti ( la verità è che non sapremo mai quanti )
- fiumi di profughi che si sono riversati nei paesi vicini, soprattutto in pakistan.
- la totale leggittimazione del conflitto Israeliano-palestinese demolendo di fatto i labili progressi che erano stati ottenuti fin'ora.
- un incremento dell'intolleranza nei confronti della cultura musulmana.

volete sapere la verità nuda e cruda, il segreto di pulcinella:
la razza umana è composta da una sconfinata distesa di teste di c a z z o.
questa guerra è stata moralmente giustificata dicendo che era nostro dovere morale rovesciare l'opprimente e dittatoriale regime talebano per portare la libertà al popolo oppresso afghano.
non gliene frega un c a z z o a nessuno dei talebani e degli afghani e volete sapere perchè??
pensate a come era la vostra vita prima dell' 11 settembre. chi di voi aveva la vaga idea di chi o cosa fosse un talebano??? se non fosse stato per la vicenda delle statue dei Buddah di Baymian ( ancora una volta non so come si scrive, scusatemi ma è tardi e non ho voglia di andare a controllare ) nessuno li avrebbe sentiti nominare.
chi, in tutta onestà, mi avrebbe saputo dire cosa fosse questa fantomatica AlQueida? chi sapeva cosa succedeva in afghanistan?
la risposta a queste domande la sapete.

un giorno qualcuno punta il dito contro di loro e ci dice che sono i nemici dell'umanità e che dobbiamo sommergerli con le bombe per il bene di tutti e noi come un branco di pecore dietro al suo cane pastore abbiamo voltato tutti gli occhi verso est e siccome ci hanno detto che li c'era il nemico, allora li c'era il nemico.
qualcuno si è forse detto: " ok, in afghanistan stanno così male. ok dobbiamo aiutarli. ma possibile che abbiano cominciato a stare male a partire dall 11 settembre e fino al giorno prima stessero così bene???"
dal basso dei nostri cervelli atrofizzati fagogitiamo tutto ciò che ci viene dato purchè la nostra vita non ne venga toccata.
e intanto nel mondo succedono cose atroci, come la questione dei curdi, la stessa intifada, come in sierra leone o in sud america o chissa in quanti altri posti dei quali persino ignoro l'esistenza.
ma noi non abbiamo bisogno di porre fine a tutto questo perchè nessuno vi ha ancora puntato il dito contro.

ed è inutile puntare il dito contro gli americani dicendo che vogliono fare la guerra ovunque vanno perchè se loro si comportano in questa maniera è anche perchè qualcuno glielo permette, e quel qualcuno siamo noi.

tempo addietro mi trovavo in metropolitana, mi stavo recando in università. ad una fermata si aprono le porte e sale una donna musulmana vestita con la sua tipica palandrana. io ho visto gli occhi delle persone quando questa donna è salita e vi posso dire che ciò che ho letto nei loro sguardi non mi è per niente piaciuto.
due anziane signore, in piedi accanto a me, dopo averla fissata hanno anche confabulato tra loro qualcosa sotto voce del tipo " ed ha anche il coraggio di farsi vedere ancora in giro"
e sapete io cos'ho fatto, cosa ho detto loro: assolutamente niente.
ho fatto finta di niente, ho preferito evitare il disturbo di aprire una polemica. non ho avuto la forza di reagire.
e sapete cosa farei oggi se ciò accadesse di nuovo: probabilmente mi comporterei nella stessa maniera, non farei niente.
Sono anch'io colpevole di ciò che accade e questo probabilmente perchè anche a me volendo andare veramente a fondo, prevaricando tutte le ipocrisie, forse non me ne frega un c a z z o, purchè la mia vita non venga direttamente colpita.
tutte le parole che diciamo si perdono nel vento, svaniscono come lacrime nella pioggia, forse tutto quello che accade nel mondo non ha alcun senso perchè non vogliamo fare la fatica di trovargliene uno.

ora puntiamo il dito contro gli americani dicendo che dove vanno bombardano ma cosa stiamo realmente facendo, ve lo siete domandato? ci stiamo comportando come coloro che attacchiamo.
puntiamo il dito contro qualcuno e diciamo: "è lui il cattivo" e lui diventa il nostro nemico.
il nostro vero nemico siamo noi. Voi dite, vogliamo la pace? non è vero, noi vogliamo qualcuno che ci dia la pace!!! noi non vogliamo ottenere la pace, vogliamo che ci venga data.
cosa fa ognuno di noi per ottenere questo risultato? probabilmente niente, si illude solamente di farlo sputando sentenze contro questo o quell'altro ma in cuor suo, forse, non gliene frega un c a z z o.

volete sapere cosa vi dico. Che non ho nemmeno più idea di cosa io in questo momento stia scrivendo e che sono stanco, ho sonno e non ho voglia di rileggere ed aggiustare i fumosi pensieri buttati giù davanti a questo monitor.
leggete quanto ho scritto oppure non fatelo affatto, dategli un significato oppure un altro, appoggiatelo o attaccatelo, tanto tutto questo probabilmente si perderà nei meandri della rete e voi lo fagogiterete come avete fatto con tutto il resto fino ad ora.
ed in fondo in fondo, all'interno della mia anima e della mia coscienza, laddove brilla quella flebile fiammella che illumina la nostra vera natura, laddove non possiamo mentire, non possiamo bendarci di ipocrisie demagogie e altri appaganti orpelli morali, beh li in fondo forse non me ne frega un c a z z o.

scusate per il tempo che vi ho rubato.

Socrates
20-02-2002, 01.55.54
Appena eletto Bush dissi al mio coinquilino: "questo idiota s'inventera' qualche guerra per alimentare e giustificare la compravendita di armamenti degli States".
Grazie a qualche terrorista afgano (ma sono poi stati veramente loro? Uhm...) ha avuto carta bianca.

L'ONU? E che cosa importa all'USA dell'ONU? Non rispettano le convenzioni di Ginevra, i trattati internazionali, tutto.

Se non si era ancora capito, gli americani fanno quel c@zzo che vogliono. Che ci piaccia o no, sono i padroni del mondo.


---
Se masticate un po' di francese, date un'occhiata qui (http://www.asile.org/citoyens/numero13/pentagone/erreurs.htm), dove sostengono la tesi secondo la quale sul pentagono non sarebbe mai precipitato un aereo, ma che si sia trattato di qualcos'altro.

Mach 1
20-02-2002, 02.01.26
Ho rieletto quanto ho scritto. ho pensato ha quanto ho scritto.
mi sono dato la colpa di tutto questo ed ora penso:
" cosa avrei il coraggio di fare concretamente per difendere in concreto le mie idee?"
la risposta, onesta, è nulla.

ora ne ho la certezza: " non me ne frega un c a z z o":brr: :brr: :brr: :( :( :(

bejita
20-02-2002, 11.42.36
Originally posted by Socrates
Appena eletto Bush dissi al mio coinquilino: "questo idiota s'inventera' qualche guerra per alimentare e giustificare la compravendita di armamenti degli States".


azz è la stessa cosa che ho detto a mio padre lo stesso giorno :)

mincia
20-02-2002, 12.20.22
Beh se non vi va bene la politica estera del signor Cespuglio proponete al governo italiano di uscire dall'alleanza, uscire dalla Nato e eventualmente dichiarare guerra agli Usa. Sicuramente prenderanno in considerazione la vostra proposta...

Sparpa
20-02-2002, 12.35.32
sicuramente molti di voi sanno e/o ricorderanno la mia opinione sulla faccenda.
Bush non mi piace, non penso che la guerra sia giusta, nè questa nè altre. Era semplicemente necessario e "doveroso" intervenire a suo tempo.
Le cose come stanno ora non piacciono nemmeno a me.
Gli Stati Uniti avevano forse trovato un presidente che fosse quantomeno "moderato", e questi era Bill Clinton(a mio parere).
Sicuramente avrebbe saputo agire in modo meno impulsivo e prepotente.
Altro non so dire.

Asino
20-02-2002, 12.51.30
http://www.comune.bologna.it/iperbole/mete/immagini/goya.jpg

MaGiKLauDe
20-02-2002, 13.58.53
mah... che il terrorismo danneggi l'economia non ne sarei tanto sicuro...

"La Cia e l'estremismo islamico: un'alleanza boomerang
John K. Cooley:«dall'accordo "afghano" anni '70 agli attacchi anti-Usa degli ex "alleati" fu l’alleanza stretta dalla Cia con gli estremisti islamici contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan a spianare la via al terrorismo degli integralisti musulmani che, ironia della storia, ultimamente colpisce direttamente proprio gli interessi americani, negli Stati Uniti e altrove?»
John K. Cooley, giornalista e scrittore attualmente corrispondente da Atene di Abc News, non ha dubbi e nel suo volume fresco di stampa «Una guerra empia. La Cia e l’estremismo islamico» (Elèuthera, luglio 2000, pp. 399, lire 35 mila) documenta in modo dettagliato i vari passaggi di questa pagina di storia cominciandone la ricostruzione ben prima di quel 1979 che vide gli Stati Uniti avviare un rapporto stretto con i terroristi in funzione anti-sovietica. Cooley, tra l’altro, spiega che gli Usa, per mano della Cia e con la collaborazione fattiva di Pakistan, Arabia Saudita e Cina, armarono, addestrarono e finanziarono 250 mila mercenari islamici di ogni parte del mondo.
«Gli analisti occidentali, nei loro pensatoi, e i servizi di controspionaggio di Washington, Londra, Parigi e Roma si chiedevano: chi è il principale nemico del nostro nemico, il comunismo? In che modo potrebbe aiutarci? E, nello stesso tempo, come possiamo contrastare i leader del terzo mondo e le loro dottrine, che consideriamo al servizio del comunismo?», scrive l’autore. E poi spiega come si avviarono i contatti con personalità degli stati islamici e arabi più conservatori. «Fu così - scrive Cooley - che ebbe inizio quello che in un primo tempo era un semplice flirt tra gli Usa e l’Islam e che si esprimeva con un sostegno moderato e prudente, in genere occulto, agli attivisti politici "islamisti"».
Cooley sostiene che sulla scorta di questi nuovi contatti, Gli Usa e alcuni alleati, finanziarono «una serie di guerre per procura» in Africa e in Asia, contro i propri avversari, spesso alleati veri o supposti di Mosca. Quando il Cremlino guidato da Breznev decise l’invasione dell’Afghanistan nel 1979, la Casa Bianca di Carter vide nell’iniziativa una minaccia all’equilibrio mondiale ma anche una buona occasione per «assestare un colpo decisivo al già vacillante impero sovietico nell’area a nord dell’Afghanistan».
Fu così che quella che Cooley definisce «love story» fra gli Usa e l’islamismo ebbe un nuovo «sussulto di passione» con l’alleanza tra la dittatura militare pakistana, d’ispirazione islamica, e gli americani. Dieci anni dopo l’armata rossa sarà sconfitta e le vicende afghana daranno un colpo duro all’intero impero sovietico ormai al collasso. Nel frattempo, in Afghanistan il movimento dei talebani, favorito da Pakistan e Arabia Saudita, conquisterà il potere e lo gestirà in modo liberticida terrorizzando la popolazione nel nome di un’interpretazione severa dell’islamismo sunnita.
Ma il grande movimento mercenario messo in moto dagli Usa avrà effetti anche fuori dei confini afghani. I talebani e l’orrore che seminano è solo una delle conseguenza. Le altre toccheranno direttamente anche gli americani: alle tensioni destabilizzanti in Egitto (attacchi ai turisti e agli autoctoni), Cecenia, Algeria e altri paesi, infatti, si affiancano gli attentati tragici al Word Trade Center e alel ambasciate americane di Nairobi (1998, 247 morti, 12 cittadini Usa) e di Dar-es-Salaam (dieic morti, cento feriti).
E così il terrorismo islamico e la sua eminenza grigia, Usama bin Laden, da protetti alleati degli Stati Uniti diventano i principali nemici della Cia e della Casa Bianca."

e ankora...

"CONNECTION DI FAMIGLIA


Questa storia comincia negli anni Sessanta. Arriva in Texas, dalla lontana Arabia Saudita, Muhammad bin Laden. Il patriarca ha già un portafoglio ricchissimo (è uno degli uomini più ricchi del suo Paese) e non sbarca come un immigrato clandestino: vuole fare affari. Nel 1968 un misterioso incidente aereo lo toglie però di torno. Ma non "uccide" certo la voglia della famiglia bin Laden di fare business negli Usa. Tanto che il nuovo capofamiglia (suo figlio Salem, che è anche fratellastro del futuro, celeberrimo Osama) nel 1973 torna di persona in Texas e fonda ad Austin la compagnia aerea Bin Laden Aviation. Fa anche quello che insegnano tutti i manuali del buon manager: cerca i contatti giusti per entrare nei circoli che contano. E chi sceglie come "chiave d'accesso"? Mister George Bush, erede di una delle famiglie del petrolio più ricche di tutto lo Stato, e soprattutto uomo della Cia fin dal 1961, dai giorni della Baia dei Porci (il fallito putsch anticastrista a Cuba finanziato dagli americani, ndr.). E' un connubio che funziona subito: Bush senior fa sempre più soldi e carriera, diventando capo della Cia nel 1976, poi vice di Reagan nel 1981 e, infine, presidente Usa nel 1988; Salem e i suoi fratelli entrano invece alla grande nel business petrolifero e finanziario, diventando addirittura soci dei Bush. Ma qui dobbiamo fare un piccolo passo indietro. Nel 1975 alla prestigiosa Harward business school prende la laurea George W. junior. L'attuale capo dello Stato americano se la spassa un po' e poi, tre anni dopo, entra nel mondo del lavoro. Fondando una sua compagnia petrolifera (il core business di famiglia): la Arbusto Energy. Tra i suoi compagni d'avventura c'è, sorpresa sorpresa, lo sceicco Salem bin Laden... E non solo: nel consiglio d'amministrazione compaiono infatti i nomi di Khaled bin Mahfouz e James Bath. Il primo è oggi ritenuto uno degli alleati fondamentali di Osama, mentre entrambi sono diventati "famosi" come uomini chiave dello scandalo della Bank of commerce and credit international (Bcci). Uno scandalo scoppiato nell'ottobre del 1988, quando i magistrati americani scoprono che l'istituto bancario è in realtà la "lavatrice" che ricicla il denaro del narcotraffico per finanziare operazioni segrete in mezzo mondo. Detto in soldoni, il "denaro sporco" dei trafficanti di droga veniva ripulito attraverso il sistema bancario - spesso grazie a una compagnia anonima di copertura - e diventava "denaro nascosto", usato dalla Cia per foraggiare vari gruppi ribelli e movimenti di guerriglia dall'Iran all'Iraq, dai contras in Nicaragua per arrivare fino ai mujahadeen della resistenza afgana all'invasione sovietica. A proposito di quest'ultima operazione, ecco un passaggio del reportage pubblicato da Time Magazine nel numero del 29 luglio 1991 con il significativo titolo di The Dirtiest Bank of All (La banca più sporca di tutte): "Poiché gli Usa volevano fornire ai ribelli mujahadeen in Afghanistan missili Stinger e altro materiale militare, c'era il bisogno della piena collaborazione del Pakistan. Dalla metà degli anni '80 il distaccamento della Cia a Islamabad fu una delle più grandi sedi di servizi segreti al mondo. 'Se lo scandalo Bcci è un così forte imbarazzo per gli Usa che indagini dirette non sono mai state condotte, ciò ha molto a che fare con il tacito via libera che gli stessi americani diedero ai trafficanti di eroina in Pakistan', ci ha detto un agente segreto dell'agenzia". Da segnalare anche che la Bcci aveva stretti rapporti sia con il Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, sia con la Banca nazionale del Lavoro di Atlanta.
Ma torniamo ora alla connection tra i Bush e i bin Laden. Nel 1982 George junior trasforma la Arbusto Energy in Bush Exploration Oil, che diventa la calamita che attrae altre compagnie e infine dà vita alla Harken Energy. Tutte operazioni finanziate in gran parte con capitali provenienti da Arabia Saudita e da altri paesi arabi, ma anche da personaggi legati all'affaire Bcci (come Mafhouz e James Bath...) o da politici intimi al clan Bush: un nome su tutti, James Baker, alla faccia del conflitto di interessi (Baker è stato segretario di stato Usa, ndr.). La Harken non naviga certo in buone acque, due volte arriva sull'orlo della bancarotta, ma non chiude mai. Bush junior segue le orme del padre, fa un sacco di soldi e comincia pure a pensare alla carriera politica. Un escalation che non si ferma neppure davanti all'ennesima misteriosa morte di questa storia. Nel 1988 Salem bin Laden scompare in uno strano incidente aereo, sempre in Texas, proprio come suo padre Muhammad. Ma non smettono di fioccare le super commesse per la società dei Bush-bin Laden. Ecco cosa ha scritto Giancarlo Radice in un'inchiesta pubblicata dal Corriere della sera: "Nell'89 il governo del Bahrein straccia improvvisamente un contratto con la Amoco e incarica la Harken di un mega-progetto di estrazione petrolifera off shore, ben sapendo che la Harken fino a quel momento non ha realizzato altro che qualche piccola estrazione di greggio di Oklahoma e Louisiana (mai in mare) e si trova in condizioni finanziarie disperate". Dunque, le "strade parallele" fra i Bush, Bath e le famiglie saudite non si fermano, conclude Radice. Anzi, "attraversano buona parte degli anni '90, per poi scomparire progressivamente dai rapporti d'intelligence. In Afghanistan la guerra anti-sovietica è finita da un pezzo. La 'pecora nera' della famiglia bin Laden, Osama, è ormai la mente occulta del terrorismo internazionale. E George W. Bush comincia la sua marcia verso la Casa Bianca". Il paradosso di questa storia è ora evidente: l'America, la Cia e il piccolo George si trovano oggi ad affrontare un nemico che loro stessi hanno proveduto a far crescere, foraggiandolo con i loro sporchi affari. Un business che, alla fine, gli si è rivoltato contro. Nel modo più tragico. "

presi da Clarence.com

Ray McCoy
21-02-2002, 14.32.12
A me è piaciuta molto la fuga del Mullah Omar in moto... E sembra che sia addirttura arrivato terzo alla Granada-Dakar