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Visualizza versione completa : Espressione per: ridere senza capire



selidori
23-05-2009, 12.38.18
Buongiorno.

Vediamo se qualche super acculturato sa darmi risposta.

Avete presente quando in un gruppo qualcuno dice una battuta/frecciatina/gag e tutti ridono, voi non capite una mazza ma intuendo che è qualcosa di divertenete e per non apparire imbranati fate finta di aver capito e ridete pure voi?

Dai su, è capitato a tutti...

Sapete come si chiama quell'atteggiamento?
Sicuramente avrà un nome pseudo-tecnico nel mondo della sociologia... tipo 'sindrome del minchione', ad esempio...

stan
23-05-2009, 12.49.09
Insicurezza?

aplo
23-05-2009, 12.50.52
Luca Giurato.


Cya

sara_bleeckerst
23-05-2009, 12.51.56
si chiama figura dimmerda

giogothico
23-05-2009, 13.01.25
Sei serio? Come si fa a ridere se non ti viene?

Daniel_san
23-05-2009, 13.04.56
Atteggiamento di circostanza?

funazza
23-05-2009, 13.13.52
si, risata di circostanza

hehehehe

Khorne
23-05-2009, 13.29.10
si, risata di circostanza

hehehehe

Concordo con funazza

hehehehe

bounty
23-05-2009, 14.22.37
di solito non rido
tanto la gente capisce al volo che sono un coglione e non se ne preoccupa

FiLoX
23-05-2009, 14.23.05
L'espressione del "Diciamo qualcosa di divertente subito dopo così almeno non si accorgeranno che non c'ho capito un cippa"? Mah, non credo abbia un nome specifico :P

Daniel_san
23-05-2009, 14.41.39
si, risata di circostanza

hehehehe


Concordo con funazza

hehehehe

hehehehe

:cool:

:confused:

:look:

Ubar
23-05-2009, 15.10.02
azz questa la sapevo c'è il termine esatto, è usato in psicologia per dire quando a un bambino spieghi qualcosa che non capisce ma per farti contento ti dice che ha capito, ma il termine proprio non me lo ricordo

Onim4ru
23-05-2009, 16.30.40
waratteGOMAKASU ( 笑ってごまかす)

EDIT
il gomakasu è più appropriato in questi casi ^^;

slavic
23-05-2009, 16.45.06
warattedamasu ( 笑って騙す)

:asd: quando ho letto il titolo (tra me e me:D) mi sono detto mi sa di aver sentito qualcosa...in giapponese:angel2:

Squizzo
23-05-2009, 18.33.04
Avete presente quando in un gruppo qualcuno dice una battuta/frecciatina/gag e tutti ridono, voi non capite una mazza ma intuendo che è qualcosa di divertenete e per non apparire imbranati fate finta di aver capito e ridete pure voi?

Dai su, è capitato a tutti...

Sì è capitato. Il fatto è che finite le risate collettive poi senti tutta la compagnia (meno chi ha fatto la battuta) che si interroga l'uno con l'altro chiedendo a tutti cosa avesse voluto dire effettivamente chi ha fatto la battuta e se qualcuno l'avesse capita sul serio, quindi poi ti consoli col fatto che forse l'unico pirla della compagnia è chi ha fatto la battuta che alla fin fine non faceva ridere per niente :asd:

sara_bleeckerst
23-05-2009, 18.39.40
buh, se una persona fa una battuta che non fa ridere, se ci sono in confidenza non rido e gli dico che fa cagare, se non ci sono in confidenza faccio finta di ridere sembrando raffaella carrà. la cosa di circostanza proprio non mi riesce -_-'

è proprio brutto avere la propensione per le figure di merda :(

Mischa
23-05-2009, 20.58.30
Mboh, io ho l'impressione che stiate confondendo le cose. Risata di circostanza è, appunto, quel che dice Sara, come senso: tu ridi anche se la cosa di per sé non fa ridere, e tu lo sai, giusto per evitare che il tizio si senta in imbarazzo. Ma ciò avviene solo per cortesia, o appunto circostanza, stile evitare discussioni e/o problemi in momento inopportuno, oppure per servilismo/utilitarismo.

Tu hai capito cosa voleva dire tizio, che voleva far ridere tutti, però non faceva un cazzo ridere. Tu hai riso per farlo contento, ecco, quella è risata di circostanza. Potrebbe anche essere ovviamente applauso di circostanza, etc. Il senso comunque è "tu vuoi comunicare approvazione, anche se in realtà, pur avendo perfettamente capito il messaggio iniziale, non la daresti".

In pratica quindi è l'opposto del significato sia della risata di cui si chiede la denominazione qui (che tra l'altro, potenzialmente, è molto più pericolosa: mentre la prima ti serve a "far evitare a un altro di sentirsi smerdato, giusto per comodo tuo", la seconda invece ti potrebbe mettere in condizioni tipo "qui ridi senza saper perché, e tutti ridono, e va bene, ma poi dopo ri-ridi in simile situazione, e visto che non avevi capito prima figurati la seconda, e ti sputtani alla grande"), che della situazione descritta (in cui tutti hanno capito, tranne te).

Poi oh, in assenza di definizione, ok, vada per la "risata di circostanza", però imho resta errata (per eccesso piuttosto che difetto). Non ho sufficiente sicurezza nell'italica langua per azzardare un termine, però penso che dovessi descriver la situazione userei perifrasi squaleggianti intorno all'abbozzare.

selidori
24-05-2009, 01.08.22
Mboh, io ho l'impressione che stiate confondendo le cose. Esatto, risata di circostanza è proprio quello che definisci tu, ma io non ho bisogno di quella parola.

Io comunque ho fatto un esempio su RISATA ma il fatto di fingere di capire un concetto per 'stare in compagnia' e sperare che presto il discorso venga dimenticato si può applicare a tutto, dai, non potete dire che non vi sia capitato almeno una volta all'anno nella vostra vita!

Può essere anche per evitare l'imbarazzo dell'altro che magari ha difetti di pronuncia (handicap, dialetto, straniero) e quindi cercate di andargli incontro per non metterlo in imbarazza pensando di aver capito.

Ora che ho spiegato bene la cosa, posso anche mangiarmi una cadrega.... (http://www.youtube.com/watch?v=RQNPOkNIZho)

Onim4ru
24-05-2009, 02.58.57
qui in giappone è una cosa che capita spesso.. magari stai parlando con un giappo dice una cosa che non hai assolutamente capito e per sviare il fatto che non hai capito fai la risatina facendo finta di aver compresto tutto :asd:

In giapponese si dice appunto waratte (ridendo) gomakasu (ingannare,fingere)

AmeR
24-05-2009, 14.38.54
si, risata di circostanza

hehehehe
Heh, infaaaaatti.

Daniel_san
24-05-2009, 20.45.06
Allora si chiama risata di compagnia? :D

ginkobilobav2
25-05-2009, 11.04.41
emulazione?

auto orientamento compulsivo?

cibernetica?

processo di adeguamento?


dipende poi se ci si adegua al ruolo o alla situazione, anche se appare sempre lo stesso caso son due casi diversi

e poi, sociologia o psicologia sociale?

psicologia sociale si occupa dei processi di gruppo e dell'adeguamento tendenziale dell'opinione a quello della maggioranza espressa. Io direi che in questi casi è inutile richiamare la psicologia ed è sufficiente attenersi ai fantasmi identitari dell'analisi.
Comunque spesso sie parla di paura del giudizio negativo in quanto estromissione e perdita dell'altro e quindi del sè. Ovvero conformismo. Cosa che non richiede l'attinenza alle pratiche logiche ma solo a quelle espressive.

Edodo
25-05-2009, 11.27.32
Non può essere vista come un'istintiva accondiscendenza una volta che si è instaurato fermamente l'archetipo sociale acquisito e secondario su quello naturale e primario?

Alla fine è un voler necessariamente e forzatamente tornare verso la mediana sì che non si vada lentamente verso una coda piuttosto che l'altra e quindi dopo un po' si venga esclusi.

ginkobilobav2
25-05-2009, 11.48.22
mmm in ottica sociologica il naturale è una chimera, si parte dall'interazionismo simbolico e dal costruttivismo, di naturale c'e' solo l'inadeguatezza che è paragonabile, con molta fatica, all'incompletezza analitica.
Sintetizzando l'insintetizzabile l'alter è un modo per rappresentare, riflettere e soprattutto riempire il sè. Il conforrmismo è la strada più facile per farlo con modelli acquisiti che sembrano essere rispettati e funzionali.


Non può essere vista come un'istintiva accondiscendenza una volta che si è instaurato fermamente l'archetipo sociale acquisito e secondario su quello naturale e primario?

Alla fine è un voler necessariamente e forzatamente tornare verso la mediana sì che non si vada lentamente verso una coda piuttosto che l'altra e quindi dopo un po' si venga esclusi.

Edodo
25-05-2009, 12.23.04
mmm in ottica sociologica il naturale è una chimera, si parte dall'interazionismo simbolico e dal costruttivismo, di naturale c'e' solo l'inadeguatezza che è paragonabile, con molta fatica, all'incompletezza analitica.
Sintetizzando l'insintetizzabile l'alter è un modo per rappresentare, riflettere e soprattutto riempire il sè. Il conforrmismo è la strada più facile per farlo con modelli acquisiti che sembrano essere rispettati e funzionali.

Ti amo quando scrivi così. :asd: Fuori msn.

Che il conformismo sia una via facile proprio perché già percorsa e quindi basta mettersi sui binari e, a scarso di inconvenienti, guardare fuori dal finestrino per poter acquisire presunte esperienze omologate ed in qualche modo "passive" è innegabile.
Non sono del settore quindi alcune tue affermazioni è facile io le travisi, in caso ti chiedo scusa e ti chiedo altresì di considerare il mio ipotetico ragionamento a seguire non come ingannevole ma come esso stesso ingannato da delle basi fallaci.
Dici che l'inadeguatezza sia l'unico elemento naturale tra quelli convocati in causa ma, a mio avviso, è la sua stessa esistenza a predisporre l'occhio alla ricerca di altri elementi. E' naturale, si, ma l'inadeguatezza è figlia del confronto tra l'archetipo di uno status sociologico presente in naturale e lo stato che la realtà fornisce come attuale: la non concordanza scaturisce in un'inadeguatezza naturale.

Una sorta di inadeguatezza mediata è quella che si prova successivamente - e già è il caso preposto secondo me - in cui l'esperienza va a confrontarsi con quella che è l'interazione tra l'archetipo naturale e quello successivamente acquisito (che d'altronde ha perturbato l'omeostasi dell'archetipo naturale intervenendovi e generandovi essa stessa la prima inadeguatezza naturale di entità palpabile).

E' abbastanza grezzo ma ho ancora parecchi anni per eventualmente limare i pensieri od, in caso, abolirli.

megakhann
25-05-2009, 12.37.04
Sindrome di Domino... :D

Oppure la sua variante, Sindrome di BDR... :D

ginkobilobav2
25-05-2009, 16.08.44
che ci sia un confronto è inopinabile, il confronto differenza è ciò che permette la scelta, per quanto limitata. Quello che sociologicamente non corrisponde è la possibilità di definire uno stato come naturale.
Esaminando un comportamento, come il pianto di un bimbo, o tornando indietro in modo logico alla possibilità di scelta, tu applichi la forma culturale più estesa a posteriori.
La definizione di naturale è successiva. Non esiste nel momento in cui c'e' un mix di istinti insufficienti ai quali si sopperisce tentando di riconoscersi nell'altro.

La sociologia parla di inadeguatezza in questo caso. Io preferisco il sentire psicanalitico. Che rende conto del mondo reale inteso come costruzione astratta.

E' proprio il paradosso che costituisce il problema.
Il bios che si ribella alla comunicazione non è umano. E' istintuale, ma si ribella a ciò che è costruito quindi il naturale potrebbe essere benissimo un risultato falsamente costruito dipendente da un costrutto sociale.

Di solito di fronte a questo il sociologo invece di piegarsi alla psicanalisi preferisce buttare tutto nel calderone della complessità, ovvero entropia-sistema e semplice confronto differenza disumanizzando l'uomo e trasformandolo in sistema analizzabile.


Ti amo quando scrivi così. :asd: Fuori msn.

Che il conformismo sia una via facile proprio perché già percorsa e quindi basta mettersi sui binari e, a scarso di inconvenienti, guardare fuori dal finestrino per poter acquisire presunte esperienze omologate ed in qualche modo "passive" è innegabile.
Non sono del settore quindi alcune tue affermazioni è facile io le travisi, in caso ti chiedo scusa e ti chiedo altresì di considerare il mio ipotetico ragionamento a seguire non come ingannevole ma come esso stesso ingannato da delle basi fallaci.
Dici che l'inadeguatezza sia l'unico elemento naturale tra quelli convocati in causa ma, a mio avviso, è la sua stessa esistenza a predisporre l'occhio alla ricerca di altri elementi. E' naturale, si, ma l'inadeguatezza è figlia del confronto tra l'archetipo di uno status sociologico presente in naturale e lo stato che la realtà fornisce come attuale: la non concordanza scaturisce in un'inadeguatezza naturale.

Una sorta di inadeguatezza mediata è quella che si prova successivamente - e già è il caso preposto secondo me - in cui l'esperienza va a confrontarsi con quella che è l'interazione tra l'archetipo naturale e quello successivamente acquisito (che d'altronde ha perturbato l'omeostasi dell'archetipo naturale intervenendovi e generandovi essa stessa la prima inadeguatezza naturale di entità palpabile).

E' abbastanza grezzo ma ho ancora parecchi anni per eventualmente limare i pensieri od, in caso, abolirli.

Di0
25-05-2009, 19.46.52
Risata per simpatia?
Gli esplosivi esplodono per simpatia, suppongo che la gente possa pure ridere per simpatia.
E no, non sto minchioneggiando, penso davvero sia il termine tecnico.
Ehehehe.

aplo
25-05-2009, 20.58.45
Anche io stavo per scrivere la stessa cosa di Di0, proponendo lo stesso tipo di esempio.

Per simpatia , appunto , anche io in effetti sono un po scettico sulla definizione però è la prima che mi è venuta in mente.

Cya

Blasor
27-05-2009, 00.01.04
Contentino? :look:

No beh non è tecnico però :asd:

angelheart
27-05-2009, 11.20.56
Boh io lo chiamo "velocizzare una conversazione che non avrebbe motivo di esistere" concordando su tutto quello che mi viene detto anche se non lo sto manco ascoltando.

MarcoLaBestia
27-05-2009, 11.50.13
bof, vi è mai venuto da ridere guardando qualcun'altro ke ride? Credo sia una questione di neuroni a spekkio, cioè se vedo altri ridere e non ho capito il motivo, almeno da sorridere mi viene spontaneo. Il minkione è colui ke in questi casi vuole fare "quello buono" e inizia a sganasciarsi rotolandosi pur non avendo capito un cazzo.

ginkobilobav2
27-05-2009, 13.12.42
La simpatia presume un accordo nel processo. Quanto sopra si chiama contingenza e può essere letta solo nell'ottica del processo di adeguamento. Non sto sparando termini a caso.
Se chi ride non prova assolutamente nulla in comune con gli altri non è simpatia.
Un esplosivo non esplode per finta. :)

la "simpatia simbolica" è stata definita da Basch e da un idea degli impieghi pemessi dalla parola simpatia che comunque è sempre dipendente dal vocabolario prima che da qualsivoglia disciplina

vogliamo inventare qualcosa di nuovo?
radicale?
ecco, quanto sopra si chiama: "tentativo disperato di colmare il vuoto di senso riconoscendosi nei comportamenti comuni, pratica che se istituzionalizzata e giustificata porta a roba come Twilight, il governo italiano e i balli calienti e la roba da machi e la droga pesante"

Onim4ru
27-05-2009, 13.14.25
immagino che ginko ci sia abiatuato :asd: