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Mia moto
19-12-2008, 20.02.08
Punto primo: la prossima primavera ci saranno ben tre appuntamenti elettorali a livello nazionale (amministrative, europee e referendum elettorale).

Punto secondo: il ministro Maroni ha da tempo sostenuto la volontà di ridurre i costi relativi alle operazioni elettorali, accorpando europee ed amministrative.

Punto terzo: il comitato promotore del referendum elettorale (di cui i cittadini attendono lo svolgimento già da un anno, svolgimento posticipato di 365 giorni a causa dell'interruzione prematura della legislatura) ha chiesto l'accorpamento di tutti gli appuntamenti, referendum compreso, per non far sì che i cittadini debbano recarsi alle urne 3 domeniche di fila (ballottaggi compresi). Questo sarebbe esattamente in linea con la linea di contenimento dei costi decisa dallo stesso ministero dell'interno.

Morale: europee ed amministrative si terranno il 6-7 giugno, il referendtm elettorale il 14 giugno, i ballottaggi per i sindaci sopra i 15 mila abitanti il 21 giugno.

Se non è una presa per i fondelli questa :)

Faustroll
19-12-2008, 20.31.43
Lo scopo qual'è? Non regalare il quorum al referendum?

Mia moto
19-12-2008, 20.33.32
Got it. ;)

aries
19-12-2008, 21.28.53
E' verissimo. C'è anche da dire però che se la volontà di voto di una popolazione cambia in base allo sbattimento del recarsi alle urne due domeniche di fila non è nemmeno questo gran voto, dai.

Mia moto
19-12-2008, 22.21.04
Non c'è dubbio. Ma questo aspetto è legato a doppiofilo con il fatto che spesso e volentieri la gente NON SA. Non sa perché si va a votare un referendum, tantomeno non sa quali sono le possibilità di scelta. E non è solo questione di disinteresse puro e semplice, perché se così fosse non sarebbe stato alcun motivo per mettere in una data a parte il referendum.

Da questo si possono dedurre quantomeno due cose:
1) il governo non ha scelto l'opzione più economica (com'era stato detto), ha scelto quella più conveniente per la sopravvivenza dei partiti che lo compongono;
2) il governo non ha scelto nemmeno l'opzione più rispettosa del principio democratico. Se il referendum si fa una settimana dopo il voto europeo/amministrativo la gente è riluttante a recarsi ai seggi; se però il referendum avvenisse il giorno stesso di quel voto, allora l'elettore non rinuncerebbe a pronunciarsi e il quorum verrebbe raggiunto.
Cos'è meglio: operare in modo che sulla questione sottoscritta da 800 mila persone i cittadini dicano cmq la loro, o cercare di deviare, di rendere più difficile questo processo?
Non si può avere così poco rispetto di chi legittimamente ha ottenuto una pronuncia della collettività su una certa questione. Di più: questa mancanza di rispetto non può sfociare in una totale assenza di informazione sul punto, perché presa in questi termini si tratta di un inganno bello e buono.
E se proprio si vuole scaricare solo sull'elettore ogni questione organizzativa, allora dovrebbero anche abolire il giorno e mezzo di voto e stabilire che si vota solo la domenica dalle 7 alle 22 (come d'altronde è in tutto il resto del mondo).

destino
19-12-2008, 22.33.09
se la gente non vuole andare a votare per una questione che ritiene importante, la colpa di sicuro non è di sceglie le date.
Manco il voto fosse un gioco, se per molti in italia andare a votare è solo una rottura di scatole allora ci meritiamo pienamente quella classe politica che non è altro che rappresentazione della società.

Ape_Africanizzata
19-12-2008, 23.12.29
Diciamo che c'è un popolo di coglioni e qualcuno che sa come mettere a frutto questa coglionaggine per gli scopi a lui più convenienti

Di0
19-12-2008, 23.15.28
E' verissimo. C'è anche da dire però che se la volontà di voto di una popolazione cambia in base allo sbattimento del recarsi alle urne due domeniche di fila non è nemmeno questo gran voto, dai.

Ni.
Nel senso che sì, il disamore per il voto è palese ed è indice non solo di malcontento, ma anche e soprattutto di scarso interesse.
D'altra parte, anche a me che magari può interessare, se mi fanno la cortesia di non farmi passare enne domeniche di fila ai seggi, proprio dispiacere non mi fa, visto che anzi sarebbe una cosa che a loro non solo non costa nulla, ma gli fa pure risparmiare dei soldi.
Non capisco perché se c'è una soluzione più semplice ed ottimale, non la si debba prendere.
Detto ciò, per la mia particolare situazione (studente fuori sede), quando c'è da votare normalmente torno a casa, ma se ci fosse da farsi 3 viaggi in 3 settimane, altrettando sinceramente direi "col cazzo". Come è già successo, scelgo il weekend che considero migliore e torno a casa solo per quello.

aries
19-12-2008, 23.19.16
Sì ovvio, ovvio. Non a caso ho scritto che è verissimo.

Di0
19-12-2008, 23.20.11
E a me mi girano. :asd:

Mischa
19-12-2008, 23.36.03
E' verissimo. C'è anche da dire però che se la volontà di voto di una popolazione cambia in base allo sbattimento del recarsi alle urne due domeniche di fila non è nemmeno questo gran voto, dai.Verissimo again. Ultimamente mi sto rileggendo le confessioni di un mangiatore d'oppio, De Quincey. Torna a puntino, perché c'è questa frase: "... di noi inglesi, più assolutamente che di qualunque altro popolo, si può dire che non siamo fainéants: ricchi o poveri, abbiamo tutti qualche cosa da fare; se vogliamo trovare contadini inoperosi due terzi del tempo, dobbiamo cercare in Italia; come soltanto in Ispagna troviamo una aristrocrazia fisicamente degradata da una ignobile educazione femminile e pretesca....".

Ecco, son passati duecento anni, l'Ispagna è cambiata, l'Italia... :D

Mia moto
19-12-2008, 23.52.07
se la gente non vuole andare a votare per una questione che ritiene importante, la colpa di sicuro non è di sceglie le date.
Manco il voto fosse un gioco, se per molti in italia andare a votare è solo una rottura di scatole allora ci meritiamo pienamente quella classe politica che non è altro che rappresentazione della società.


Non è così semplice, lo sapete anche voi.
Se si votasse lo stesso giorno per europee amministrative e referendum, il quorum verrebbe quasi sicuramente raggiunto. Se invece si va a votare in modo separato il cittadino tende a snobbare il referendum. Perché non gli interessa (o meglio, pensa che non gli possa interessare).
Questo perché il cittadino medio italiano è pigro e si interessa parzialmente di politica, e quelli che si interessano di leggi elettorali sono molti di meno. Ma questo non toglie l'importanza del tema, e se i cittadini se ne rendessero conto probabilmente sarebbe la prima cosa che voterebbero. Scegliere come si viene rappresentati equivale a scegliere SE essere rappresentati. E' il pilastro di ogni sistema democratico. Da esso dipende la quantità e qualità delle opinioni rappresentate, l'efficenza dello stesso apparato governativo, nonché la possibilità di mettere nero su bianco, in una legge, la famosa alternanza tra blocchi.
Forse non è un tema avvertito come attuale, ma lo è!Lo è sempre per la sua importanza, a maggior ragione quando un silenzio dell'opinione pubblica viene interpretato come avvallo per compiere scelte che vanno contro quelle precedentemente adottate (il che in questa materia è SEMPRE avvenuto, dal '93 al '99 al 2005, e guardacaso il parlamento si è sempre espresso in senso contrario a quello che era stato il volere degli elettori).

Rattrista vedere che chi sa quale è l'importanza di questioni come questa (Maroni), piuttosto che fare la cosa più logica e seria decida cavalcare la pigrizia dell'elettore medio, quella stessa pigrizia che i nostri governanti cercano di scongiurare quando raddoppiano i giorni di elezioni per ottenere più voti popolari!
E cmq, la classe dirigente sarà anche specchio della società in cui è radicata, ma una società che non si accorge quando la sua classe dirigente agisce in mala fede non è normale, è masochistico. Pigri sì, fessi no.

destino
20-12-2008, 01.28.56
ma guarda che se passa il referendum la legge elettorale diventa uguale alle legge che face vincere il partito fascista eh :look:

cmq quello che dici è giusto, ma se al cittadino non interessa votare per i referendum c'è da riflettere su 2 cose

1. se l'utilizzo massiccio dello strumento referendario non stia creando il problema che gli italiani si sono rotti il cazzo del referendum stesso e per questo non vanno alle urne.
2. se l'italiano abbia un minimo di razionalità quando va a votare oppure no

perchè qua sembra che per le altre elezioni i cittadini a sto punto vanno a votare per interessi privati, interessi che non ci sono durante i referendum

Mister X
20-12-2008, 11.29.12
Mi linkate il testo referendario? Non vorrei ritrovarmi a votare qualcosa di cui non ho una mezza idea...

grifis
20-12-2008, 12.14.44
Credo che mi metterò a raccogliere firme per un referendum per l'eliminazione del quorum nei referendum.

Mia moto
20-12-2008, 12.28.13
ma guarda che se passa il referendum la legge elettorale diventa uguale alle legge che face vincere il partito fascista eh :look:


Piano.
La legge Acerbo assegnava alla lista più votata il 66% dei seggi, un quorum che oggi basterebbe per modificare da soli la costituzione. La legge che risulterebbe dal referendum si fermerebbe al 55% e tale quorum ci sarebbe solo per la Camera, dato che il Senato resterebbe eletto su base regionale. Non si riuscirebbe a modificare la Costituzione con i soli voti parlamentari.
Quindi non sono situazioni paragonabili fra loro ;)


se al cittadino non interessa votare per i referendum c'è da riflettere su 2 cose

1. se l'utilizzo massiccio dello strumento referendario non stia creando il problema che gli italiani si sono rotti il cazzo del referendum stesso e per questo non vanno alle urne.
2. se l'italiano abbia un minimo di razionalità quando va a votare oppure no

perchè qua sembra che per le altre elezioni i cittadini a sto punto vanno a votare per interessi privati, interessi che non ci sono durante i referendum

Più o meno l'ultima che hai detto, ma continuo a pensare che non ci sia solo egoismo. C'è un grosso deficit sul piano informativo, e probabilmente fra quelli che non vanno a votare ce ne sono molti che lo fanno in perfetta buona fede.

Mia moto
20-12-2008, 12.35.43
Mi linkate il testo referendario? Non vorrei ritrovarmi a votare qualcosa di cui non ho una mezza idea...


Fonte (http://www.referendumelettorale.org/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=2).

I quesiti sono 3.
Nel primo si chiede l'assegnazione del premio di maggioranza alla Camera alla lista più votata e non alla coalizione di liste.
Nel secondo si chiede l'assegnazione dei singoli premi di maggioranza regionali alle singole liste più votate in ogni regione (e non a ogni coalizione di liste).
Nel terzo si chiede l'abrogazione delle candidature multiple, significa che vietando la condaditura di una stessa persona in più circoscrizioni sarà impossibile per questa stessa persona determinare l'ordine degli eletti semplicemente scegliendo quale circoscrizione utilizzare per la propria elezione.

Tra gli effetti collaterali del referendum, c'è anche un innalzamento delle soglie di sbarramento er accedere al parlamento, che diventerebbero uguali per tutti i partiti: 4% alla camera e 8% al senato. Oggi per i partiti coalizzati non è così (Pdl+Lega e Pd+Idv), usufruiscono di una soglia dimezzata.

Mia moto
20-12-2008, 12.36.51
Credo che mi metterò a raccogliere firme per un referendum per l'eliminazione del quorum nei referendum.


E' un'ottima idea :)

destino
20-12-2008, 13.17.11
Piano.
La legge Acerbo assegnava alla lista più votata il 66% dei seggi, un quorum che oggi basterebbe per modificare da soli la costituzione. La legge che risulterebbe dal referendum si fermerebbe al 55% e tale quorum ci sarebbe solo per la Camera, dato che il Senato resterebbe eletto su base regionale. Non si riuscirebbe a modificare la Costituzione con i soli voti parlamentari.
Quindi non sono situazioni paragonabili fra loro ;)



Più o meno l'ultima che hai detto, ma continuo a pensare che non ci sia solo egoismo. C'è un grosso deficit sul piano informativo, e probabilmente fra quelli che non vanno a votare ce ne sono molti che lo fanno in perfetta buona fede.

si ma il 55% verrebbe dato al partito che prende + voti, mentre ora viene data alla coalizione, questo vuol dire che in una situazione di forte conflittualità con lo scenario politico diviso in + gruppi, un partito anche al 30% teoricamente può fare cappotto e prendersi il 55% dei seggi

Mia moto
20-12-2008, 13.38.49
si ma il 55% verrebbe dato al partito che prende + voti, mentre ora viene data alla coalizione, questo vuol dire che in una situazione di forte conflittualità con lo scenario politico diviso in + gruppi, un partito anche al 30% teoricamente può fare cappotto e prendersi il 55% dei seggi

Non vedo dove sia il problema, è esattamente quello che accade nei sistemi maggioritari. In quei sistemi viene premiato il singolo che ha la maggioranza relativa, e i partiti più forti hanno percentuali intorno al 30-35%.
Voglio ricordare che Sarkozy al primo turno delle presidenziali prese esattamente il 30% dei consensi, ma per diventare presidente non si dovette alleare ne con Le Pen ne con Bayrou, gli bastò superare in voti la Royal, nonostante il suo partito avesse una capienza elettorale limitata appunto al 30%.
Lo stesso sistema è stato adottato in italia, benché misto, dal '93 al 2005.
Il meccanismo è molto più diretto di quanto non sia ora, non c'è spazio per negoziazioni di palazzo e nemmeno per cooptazioni post elettorali, vince l'idea più convincente per gli elettori. E questo, ripeto, senza che venga in alcun modo messa in discussione alcuna forma di garanzia sulla sovraordinarietà delle norme costituzionali.

destino
20-12-2008, 14.58.21
in francia c'è il doppio turno, il presidente Sarkozy ha ottenuto la maggioranza dei voti per poter essere eletto presidente, la differenza con l'italia c'è ed è grossissima.
Questo significa che, una volta superato lo scoglio del primo turno, devi cmq convincere l'elettorato che il tuo progetto è valido e merita il voto.
In un sistema come quello italiano, dove non si vota per un presidente ma si vota ancora per uno schieramento, questo cambiamento al sistema di voto darebbe ancora di + al leader di quel partito di maggioranza relativa un potere spropositato, senza le opportune garanzie che non sono presenti nella costituzione

Mia moto
20-12-2008, 19.52.25
Ma non è vero che sarebbe un potere spropositato.
A meno che per spropositato non si voglia intendere semplicemente un governo monocolore.
Come lo hanno i socialisti in Spagna, i conservatori in Francia, il Labour in Inghilterra.
Anzi, da quella legge per noi risulterebbe un presidente del consiglio comunque meno potente del primo ministro inglese, perché quest'ultimo può chiedere di sciogliere le camere mentre il nostro presidente del consiglio (giustamente) non lo può fare, è un potere che spetta in esclusiva al presidente della repubblica.
Inoltre, non è vero che la costituzione non prevede delle garanzie a contenimento del potere del capo del governo, anzi nel titolo dedicato al governo fa esattamente quello: si affetta a precisare che il presidente del consiglio è un "primus inter pares" e non un soggetto superiore ai suoi ministri, da che deriva l'impossibilità di nominare e revocare i ministri stessi.
E ancora, a scapito del governo la costituzione contiene una nozione "forte" di fiducia, per cui basta semplicemente dire no al governo in carica (senza ulteriori oneri) per far chiudere baracca e burattini.
Quello che risulterebbe dal referendum sarebbe un'altra cosa: avremmo semplicemente un presidente che detta la linea al suo partito, e per questo viene giudicato dagli elettori, senza che possa addurre come scusanti il fatto di dover conciliare varie anime di una coalizione. Se si farà le leggi per sospendersi i processi sarà unicamente colpa sua, così come se farà qualcosa di utile all'economia e a qualche altro ambito sarà merito suo e del suo governo.

grifis
21-12-2008, 01.58.16
E' un'ottima idea :)

Sì, ma probabilmente non si raggiungerebbe il quorum.:D

destino
21-12-2008, 08.14.51
forse che non si può fare un referendum abrogativo su una parte della Costituzione? :asd:

Mia moto
21-12-2008, 11.45.15
Infatti.
Ma sarebbe giusto modificarla quella norma.
Magari alzando i requisiti "in entrata", con un aumento del numero di firme necessarie. Ma poi si decida, chi vota bene chi non vota non si conta.

grifis
21-12-2008, 12.12.57
forse che non si può fare un referendum abrogativo su una parte della Costituzione? :asd:



Ma va?:asd:

ginkobilobav2
21-12-2008, 12.31.45
E' verissimo. C'è anche da dire però che se la volontà di voto di una popolazione cambia in base allo sbattimento del recarsi alle urne due domeniche di fila non è nemmeno questo gran voto, dai.

beh la gente non legge i giornali e si fa ingannare da paure e promesse televisive

che è anche peggio

ma c'e' anche una classe politica che attraverso la tv magnifica giornali e magistratura per equiparare le colpe

peggiorare ancora le cose per colpa della popolazione non mi sembra democratico, mi sembra inopportuno

destino
21-12-2008, 13.19.43
Infatti.
Ma sarebbe giusto modificarla quella norma.
Magari alzando i requisiti "in entrata", con un aumento del numero di firme necessarie. Ma poi si decida, chi vota bene chi non vota non si conta.

nella costituzione lo strumento del referendum è stato istituito in quel modo a ragione: è facile raccogliere il numero di firme minimo per ottenere la consultazione referendaria, però siccome il parlamento è sovrano è necessario che sia effettivamente la maggioranza della popolazione a esprimersi in merito.

Personalmente reputo il referendum inutile, svilito della sua forza a causa anche di partiti come quello radicale che lo hanno scelto come unico mezzo di lotta politica e come strumento per andare alla ribalta e farsi pubblicità.

Metterei il referendum obbligatorio solo per modifiche alla costituzione, per altri temi se la gente non è soddisfatta può sempre votare schieramenti con idee diverse

berserkdan
21-12-2008, 14.15.49
nella costituzione lo strumento del referendum è stato istituito in quel modo a ragione: è facile raccogliere il numero di firme minimo per ottenere la consultazione referendaria, però siccome il parlamento è sovrano è necessario che sia effettivamente la maggioranza della popolazione a esprimersi in merito.

Personalmente reputo il referendum inutile, svilito della sua forza a causa anche di partiti come quello radicale che lo hanno scelto come unico mezzo di lotta politica e come strumento per andare alla ribalta e farsi pubblicità.

Metterei il referendum obbligatorio solo per modifiche alla costituzione, per altri temi se la gente non è soddisfatta può sempre votare schieramenti con idee diverse

non mi pare proprio, e' l'unico strumento che c'è in italia di rappresentanza di retta, e' un bene che ci sia , c'è in quasi tutto il mondo e tu vorresti abolirlo?
se aspettiamo le mummie che ci sono in politica, che tra un piede di qua, uno di la e il culo non si sa dove, per certe cose non cambieranno mai le cose.
la logica dice che se in un mese dobbiamo andfare a votare 3 volte, non e'0 meglio votare in una volta sola?
Questa decisione di scorporare le date di voto,e' prima di tutto una decisione ANTIECONOMICA.
Se lo stato fosse un'azienda accorperebbe subito senza pensarci due volte tutte le votazioni in un giorno.
si risparmia, e' piu'LOGICO e piu' organizzato, si evitano enormi sprechi.
se si chiedesse ad un qualunque cittadino di detra, centro di sinistra cosa sarebbe piu' logico fare, ti ripsonderebbe coime ti sto rispondendo io.
ma siccome a decidere sono una decina di personaggi., a cui non frega un cazzo di questi sprechi, tanto i soldi ce li mettiamo noi, dobbiamo subire pure questa.
se alla gente non frega un cazzo del referendum, può non votarlo. può non prendere neanche la scheda. voterebbe solo per quello che vuole.
ma invece ci sono personaggi che pur di difendere decisioni che ha preso la parte per cui ha votato, arrivano a mettere in discussione in questo caso anche lo strumento referendario. bella quest'italia, ci meritiamo i coglioni che siedono al senato e alla camera

destino
21-12-2008, 14.31.51
non mi pare proprio, e' l'unico strumento che c'è in italia di rappresentanza di retta, e' un bene che ci sia , c'è in quasi tutto il mondo e tu vorresti abolirlo?


vorrei abolirlo perchè negli ultimi 20 anni di questo strumento se ne è fatto spesso e volentieri abuso, usato come strumento politico e di propaganda essenzialmente e non per altro.



se aspettiamo le mummie che ci sono in politica, che tra un piede di qua, uno di la e il culo non si sa dove, per certe cose non cambieranno mai le cose.


ti do un suggerimento, in italia il referendum esiste solo come strumento abrogativo, quindi non è con quello strumento li che puoi cambiare l'italia, ma con riforme strutturali che riguardano anche la costituzione, e quelle riforme li le fa il parlamento (o una Costituente al massimo), quindi è molto + importante chi voti alle politiche che un voto referendario sull'abrogazione di una parte di una legge



la logica dice che se in un mese dobbiamo andfare a votare 3 volte, non e'0 meglio votare in una volta sola?


andresti cmq a votare 2 volte, visto che le amministrative sono a doppio turno.



se alla gente non frega un cazzo del referendum, può non votarlo. può non prendere neanche la scheda. voterebbe solo per quello che vuole.


ribaltando il discorso, se alla gente fregasse del referendum, potrebbe benissimo presentarsi in massa il giorno del referendum e votare.
Il popolo in quel caso è sovrano, comprendo che ti incazzi perchè le diverse elezioni sono scorporate in quel modo e in parte ti capisco, ma personalmente io mi incazzo di + con le persone che se ne fottono di esercitare il loro potere massimo in una democrazia, cioè il diritto di voto.




ma invece ci sono personaggi che pur di difendere decisioni che ha preso la parte per cui ha votato, arrivano a mettere in discussione in questo caso anche lo strumento referendario. bella quest'italia, ci meritiamo i coglioni che siedono al senato e alla camera

proprio perchè mi trovo in una democrazia ho una cosa chiamata libertà di parola e libertà di critica che mi permette di dire che lo strumento referendario è ottimo se usato in modo saggio su temi importanti, non se usato ogni 3x2 da teste di cazzo che credono che le cose si risolvano chiedendo di continuo ai cittadini su temi spesso e volentieri parecchio tecnici come una legge elettorale.
Sono favorevole all'uso del referendum su temi etici come l'aborto o l'utilizzo della fecondazione eterologa, dove è gradito sentire il parere del maggior numero di persone possibili, ma su temi strategici per un paese come l'energia o tecnici come una legge elettorale a mio avviso il referendum è inutile perchè il cittadino tende a votare con la pancia rispetto che con il cervello, il che è essenzialmente dannoso per il paese.

Mia moto
21-12-2008, 14.52.20
Per la verità già la Costituzione esclude dal referendum abrogativo alcune materie: tributi, trattati internazionali, amnistia e indulto.
Vogliamo limitarne maggiormente il raggio d'azione? Bene, includiamoci anche materie come l'energia. Sono d'accordissimo.
Quanto alle leggi elettorali, voglio far presente che stiamo parlando di leggi che determinano se e come un politico arriva in parlamento. Escluderla dal novero delle leggi abrogabili spianerebbe la strada ad atti di autoconservazione del parlamento su cui il popolo (che è il vero sovrano) non avrebbe alcuno strumento da contrapporre.

Mia moto
21-12-2008, 15.02.37
nella costituzione lo strumento del referendum è stato istituito in quel modo a ragione: è facile raccogliere il numero di firme minimo per ottenere la consultazione referendaria, però siccome il parlamento è sovrano è necessario che sia effettivamente la maggioranza della popolazione a esprimersi in merito.


Sì, ma così facendo la cosa (che a rigor di logica reggeva) nella pratica non si applica quasi mai, se non in presenza di ondate emotive che spingono gli elettori a recarsi alle urne proprio per le questioni referendarie. E ovviamente in quei casi la propaganda la fa da padrona (vedi il referendum sul nucleare).

Quindi, siccome gran parte delle persone in presenza di referendum ritengono più opportuno starsene a casa, è meglio responsabilizzare la loro assenza, invece che dare loro la precedenza su chi si esprime votando.

DonAldrigo
21-12-2008, 15.11.38
Il fatto è che ormai tanta gente a votare per il referendum non ci va a priori, perchè si da per scontato che non supererà il quorum.
In questo caso è stata fatta una porcata per assicurarsi che il quorum non sia mai raggiunto.
In ogni caso questo referendum non serve a un cazzo, modifica una legge elettorale apportando modifiche scomode per alcuni. Solo che a questo punto si cambierebbe legge e tutto sarebbe inutile.

Mia moto
21-12-2008, 15.26.12
Il fatto è che ormai tanta gente a votare per il referendum non ci va a priori, perchè si da per scontato che non supererà il quorum.

Il voto è una conquista, sempre e comunque.
Polli i cittadini che non vanno ad esercitare un diritto che i loro nonni si sognavano e polli quei politici che al voto non danno l'importanza sacrale che merita.:)



In ogni caso questo referendum non serve a un cazzo, modifica una legge elettorale apportando modifiche scomode per alcuni. Solo che a questo punto si cambierebbe legge e tutto sarebbe inutile.


Il parlamento non potrà mai fare un legge che vada contro la linea indicata dalla consultazione referendaria. Potrà ammorbidirla, temperare il cambiamento deciso dagli elettori con dei piccoli escamotage (come successe nel 1993, allorché la maggioranza degli elettori votò per il maggioritario e il parlamento ci accontentò con una legge che maggioritaria lo era solo per 3/4) ma non potrà B se i cittadini hanno detto A.
Poi, se a 10 anni di distanza in parlamento ci siederanno ancora degli irresponsabili, probabilmente rifaranno una legge effettivamente contraria alla consultazione, proporzionale come la fecero nel 2005. E allora si raccoglieranno le firme per un altro referendum e si andrà a votare nuovamente, finché i politici non se lo inculcheranno per bene nella loro testolina :)

DonAldrigo
21-12-2008, 15.47.58
Il voto è una conquista, sempre e comunque.
Polli i cittadini che non vanno ad esercitare un diritto che i loro nonni si sognavano e polli quei politici che al voto non danno l'importanza sacrale che merita.:)




Il parlamento non potrà mai fare un legge che vada contro la linea indicata dalla consultazione referendaria. Potrà ammorbidirla, temperare il cambiamento deciso dagli elettori con dei piccoli escamotage (come successe nel 1993, allorché la maggioranza degli elettori votò per il maggioritario e il parlamento ci accontentò con una legge che maggioritaria lo era solo per 3/4) ma non potrà B se i cittadini hanno detto A.
Poi, se a 10 anni di distanza in parlamento ci siederanno ancora degli irresponsabili, probabilmente rifaranno una legge effettivamente contraria alla consultazione, proporzionale come la fecero nel 2005. E allora si raccoglieranno le firme per un altro referendum e si andrà a votare nuovamente, finché i politici non se lo inculcheranno per bene nella loro testolina :)

Non sarebbe la prima volta che un referendum viene aggirato con un trucchetto (del resto basta poco per cambiare di molto la legge elettorale).
In ogni caso che il referendum non passi o che venga snaturato con un cavillo poco cambia, vincono loro comunque.

DonAldrigo
21-12-2008, 15.51.51
Il voto è una conquista, sempre e comunque.
Polli i cittadini che non vanno ad esercitare un diritto che i loro nonni si sognavano e polli quei politici che al voto non danno l'importanza sacrale che merita.:)




Il parlamento non potrà mai fare un legge che vada contro la linea indicata dalla consultazione referendaria. Potrà ammorbidirla, temperare il cambiamento deciso dagli elettori con dei piccoli escamotage (come successe nel 1993, allorché la maggioranza degli elettori votò per il maggioritario e il parlamento ci accontentò con una legge che maggioritaria lo era solo per 3/4) ma non potrà B se i cittadini hanno detto A.
Poi, se a 10 anni di distanza in parlamento ci siederanno ancora degli irresponsabili, probabilmente rifaranno una legge effettivamente contraria alla consultazione, proporzionale come la fecero nel 2005. E allora si raccoglieranno le firme per un altro referendum e si andrà a votare nuovamente, finché i politici non se lo inculcheranno per bene nella loro testolina :)

L'11 giugno 2005 si votò un referendum per avviare la privatizzazione della rai, referendum che ottenne il quorum e dove stravinsero i sì.

DonAldrigo
21-12-2008, 15.55.22
L'11 giugno 2005 si votò un referendum per avviare la privatizzazione della rai, referendum che ottenne il quorum e dove stravinsero i sì.

Il referendum si svolse nel 1995 ed ad oggi nulla è cambiato.
Detto questo sono il solo che non riesce più a modificare i messaggi una volta scritti?

Mia moto
21-12-2008, 16.53.55
Sì, non è cambiato niente nel senso che è stata solamente abrogata la norma che la definisce "pubblica".
E' il limite del referendum. Non si vota una legge ma se ne vota l'eliminazione intera o di alcune parti, e coloro che ne sono promotori naturalmente indicano un'intenzione della popolazione nel fare le riforme in un senso piuttosto che in un altro. Che il parlamento può seguire o meno, ma quello che voglio dire è che almeno nella forma il parlamento non può dire B se il popolo ha detto A, non può tenere in vita la norma abrogara. Nella sostanza le cose si fanno complicate e come detto il caso del '93 è emblematico: ci siamo ritrovati una legge con una quota proporzionale dopo che il referendum aveva abrogato la parte proporzionale della legge precedente. Formalmente, la legge era stata abrogata; sostanzialmente, non si è seguito fino in fondo lo scopo di quel voto..

Un quadro per niente confortante, l'alternativa però è che si imponga un ragionamento a contrario. Pensate a cos'è successo l'anno scorso, quando all'inizio della raccolta di firme per questo referendum non sembrava esserci il tempo sufficiente. C'era già chi in parlamento sbraitava sostenendo che gli italiani erano favorevoli al proporzionale di Calderoli.. -__-