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Visualizza versione completa : Domicilio & residenza



Mister X
28-09-2008, 11.16.55
Oggi mi trasferisco in appartamento a Bologna per via degli studi universitari.
Di norma ci starò da lunedì mattina a venerdì sera, oppure da domenica sera a venerdì sera, salvo eccezioni.

Stando al codice civile, la residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale (la grammatica legale è un orgasmo).
In base a questa definizione, la mia residenza dovrebbe essere effettivamente NEL ( :asd: ) mio nuovo appartamento, però non mi pare che molti studenti abbiano fatto il cambio di residenza anche perchè bisogna aggiornare tutti i documenti e non è divertente.

Considerato il fatto che le bollette verranno domiciliate sul mio conto corrente e che vorrei aver il titolo di bestemmiare in faccia ai gestori nel caso facciano delle stronzate, cosa mi conviene fare? Cambio residenza o non cambio residenza?

Squizzo
28-09-2008, 11.27.14
è inutile che tu faccia il cambio solo perchè ci abiti causa università...

eomund
28-09-2008, 11.29.05
Se in quella casa qualcuno ha già la residenza nessuno può prendervela senza il consenso scritto del primo. In genere chi affitta case a studenti ha già qualcuno (coniuge, figlio...) residente nell'appartamento concesso in locazione per evitare che il conduttore la prenda. Infatti se ci fosse una qualsivoglia maganga col tuo contratto (ammesso tu ne abbia firmato uno) è molto più difficile (=quasi impossibile) buttar fuori un residente.

Per quieto vivere, chiedi prima al locatore se puoi trasferirvi la residenza. La risposta sarà no e finirà tutto lì.
E buona fortuna con le bollette ché l'enel da non residenti è esattamente il doppio di quella da residenti!

:birra:

EDIT: se poi vuoi un giudizio spassionato sulla convenienza o meno del cambio: non conviene, imo, tanto per pagare meno enel dovresti anche fare la voltura del contratto che costa non poco.

destino
28-09-2008, 11.29.07
indifferente, puoi avere benissimo residenza a ravenna

Mister X
28-09-2008, 11.52.24
La voltura di tutte le utenze (linea telefonica, fornitura elettrica, fornitura idrica, teleriscaldamento, gas naturale, ecotariffa) è prevista dal nostro contratto di locazione quindi ci tocca comunque :asd:

EDIT: ENEL... IL DOPPIO?! :eek2:

funazza
28-09-2008, 12.42.49
benvenuto a bulagna

Mischa
28-09-2008, 14.18.44
Io ti suggerirei di non cambiarla, a meno che non sia davvero conveniente (o obbligatorio, ma non è questo il caso, e in realtà non lo è quasi mai). Diversamente ti imbarcheresti in un arcipelago di complicazioni burocratiche assurde correlate a documenti vari, anagrafe, tesserino sanitario, medico della mutua, certificati elettorali, fisco e chi più ne ha più ne metta (ho dovuto cambiarla due volte, qualche anno fa, e ogni tanto ancora adesso salta fuori qualche casino).

Eowyn.
28-09-2008, 19.02.21
Io ho fatto 5 anni a Trieste alle tue stesse condizioni e ho tenuto la residenza a casa dei miei :)

Ghostkonrad
28-09-2008, 23.13.07
Naa, direi che cambiarla non sarebbe ragionevole. :D

Hai ottenuto un contratto d'affitto regolare? Come si vede che non sei venuto a studiare a Roma. :asd:

.nageki.
28-09-2008, 23.43.09
benvenuto a Bologna, in che zona stai ?

eomund
28-09-2008, 23.48.12
EDIT: ENEL... IL DOPPIO?! :eek2:

:sisi:
O poco ci manca...

Certo che se devi fare le volture di tutto non sarebbe un'idea così assurda cambiare la residenza, proprio per l'enel. Rimangono le rotture di balle per il voto ed il bollino da attaccare sulla patente. Per il medico mi pare meglio averlo dove passi quasi tutta la settimana; per le tasse se non lavori non c'è problema, altrimenti spera che le addizionali regionale e comunale di bo e dell'emilia siano più basse della tua di partenza :asd:

Ghiaccio
29-09-2008, 08.48.56
Dal codice civile

titolo III

Art. 43 Domicilio e residenza

Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi (Cod. Proc. Civ. 139).

La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

Art. 44 Trasferimento della residenza e del domicilio

Il trasferimento della residenza non può essere opposto ai terzi di buona fede, se non è stato denunciato nei modi prescritti dalla legge (att. 31).

Quando una persona ha nel medesimo luogo il domicilio e la residenza e trasferisce questa altrove, di fronte ai terzi di buona fede si considera trasferito pure il domicilio, se non si è fatta una diversa dichiarazione nell'atto in cui e stato denunciato il trasferimento della residenza.

hellspawn85
29-09-2008, 13.54.32
io tre anni fa mi oson traferito (ma definitivamente) e non ricordo di aver fatto così fatica ad ottenere la residenza... ti consiglio vivamente di farlo per le bollette, la patente e tutto il resto.

Ghiaccio
29-09-2008, 14.01.34
In realtà concordo con Mischa. Se puoi non farlo, non farlo. Certo, dopo 3 anni (o di più? non ricordo) le tasse universitari potrebbero calare, visto che non sei più nel nucleo di reddito dei tuoi genitori. Però, sono spiccioli. Certo che se cambi tutto, diventi finalmente un bimbo indipendente...

Mischa
29-09-2008, 14.26.16
In realtà concordo con Mischa. Se puoi non farlo, non farlo. Certo, dopo 3 anni (o di più? non ricordo) le tasse universitari potrebbero calare, visto che non sei più nel nucleo di reddito dei tuoi genitori. Però, sono spiccioli. Certo che se cambi tutto, diventi finalmente un bimbo indipendente...Non essere nel nucleo familiare in effetti gli conferirebbe quel "vantaggio" teorico, però solo se i suoi non lo segnassero come figlio a carico mi pare, cosa che potenzialmente produrrebbe più svantaggi che vantaggi per loro e magari per lui attualmente, visto che a quel punto a. la sua famiglia non potrebbe scaricare un bel po' di cose, b. lui dovrebbe gestirsi ogni singola questione legata a milioni di documenti. In realtà può restare figlio a carico pur se fosse residente altrove, ma se restasse a carico, non otterrebbe gli sgravi ai costi d'università e simili, visto che la condizione per riceverli è proprio non essere a carico: quindi la scelta sarebbe "prendi residenza altrove e resti a carico: non hai accesso agli sgravi, ma la tua famiglia scarica" (quindi non si vede perché complicarsi la vita, quando già ha normalmente accesso agli stessi benefici, evitando i casini); "prendi residenza altrove e i tuoi non ti segnano più a carico: hai accesso agli sgravi, ma la tua famiglia non scarica più una virgola" (può convenire? non conviene? a loro decidere, conoscevo gente che all'università cambiava residenza a seconda della parentela, per ridurre la fascia di reddito, però è un escamotage piuttosto idiota visto che sotto altri profili potrebbe rivelarsi controproducente e alla fine il bilancio rischia di essere negativo); oppure, infine, "non prendi residenza altrove, semplice spostamento domicilio: non hai accesso alla riduzione costi univ, però la tua famiglia continua a tenerti a carico e scaricare, e non devi neanche sbatterti in alcun modo" (cosa più pratica, onesta e comoda).

*edit: se poi già adesso lui non fosse a carico, metti perché ha un reddito personale superiore a quello previsto, amen, a quel punto semplice questione di scelta (fermo restando che a livello burocrazia, si dovrebbe preparare a diverse cose buffe).

Ghiaccio
29-09-2008, 15.22.01
Hai ragione, dimenticavo le detrazioni per nucleo famigliare con carico di prole. In effetti deve farsi due conti in tasca, se conviene si, altrimenti. Bamboccione. :tsk: che mondo.

Bertith
29-09-2008, 16.03.13
Stando al codice civile, la residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale (la grammatica legale è un orgasmo).
In base a questa definizione, la mia residenza dovrebbe essere effettivamente NEL ( :asd: ) mio nuovo appartamento, però non mi pare che molti studenti abbiano fatto il cambio di residenza anche perchè bisogna aggiornare tutti i documenti e non è divertente.



mm allora io dove ho la residenza visto che giro gli hotel di 10 regioni per lavoro :asd: ?