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Visualizza versione completa : [EDIT] Primarie in USA:Obama vs Hillary



DIAZE
04-01-2008, 19.13.32
Visto che da un po' che non se ne parla :D
http://www.asgmedia.it/immagini/Clinton/ObamaHillary%20WinMcNamee.jpg

Risultati e commenti

AlexandervonHumboldt
04-01-2008, 19.25.24
Tra i due preferisco Obama, ma molto relativamente, se non erro sulla sanità pubblica è molto piú avanzato della Clinton. Anche se non credo negli USA venga istituita una sanità pubblica (visto il potere delle lobby), magari si farà qualcosa per quei 50 milioni di persone che non hanno nessuna assistenza sanitaria.

Purtroppo il sistema istituzionale statunitense impedisce di fatto la formazione di un partito di sinistra (o meglio ci sono, ma non vengono votati, anche perché non avrebbero alcuna possibilità di avere qualche peso).

Lo Iowa comunque non è uno Stato agricolo come molti pensano. Sul Manifesto (http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/03-Gennaio-2008/art11.html) c'è un articolo al riguardo.
Il sistema di voto comunque è alquanto vetusto (http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/03-Gennaio-2008/art10.html), forse sarebbe il caso di ammodernarlo :asd:.

Si tenga presente che gli articoli che ho riportato sono visibili per una settimana, dopo lo sono solo per chi è abbonato.

DIAZE
04-01-2008, 19.28.02
Ma che abbia qualche possibilità di spuntarla sulla Clinton prima e sul rappresentante Repubblicano poi?

MaGiKLauDe
04-01-2008, 19.30.25
Dubito, in entrambi i casi.
Poi magari diventa il vendola ammerrigano, eh...:asd:

destino
04-01-2008, 19.37.29
bisogna almeno aspettare l'8 gennaio e poi il primo super-thursday prima di poter dire qualsiasi cosa.

La sconfitta della clinton in quello staterello li era scontata, vedremo altrove.
Obama mi deve prima spiegare meglio che vuole fare in Iran, senza mezzi giri di parole.

Cmq cosi, tanto per buttare 2 nomi io vedo uno scontro al vertice Giuliani - Clinton, con il primo che potrebbe spuntarla a sorpresa sulla seconda.

AlexandervonHumboldt
04-01-2008, 19.38.59
Ma che abbia qualche possibilità di spuntarla sulla Clinton prima e sul rappresentante Repubblicano poi?
Io direi che semmai potrebbe raccogliere tutti i voti della popolazione negra degli Stati Uniti

Considerando che negli Stati Uniti c'è un astensionismo del 50% questo potrebbe pesare. Non so se possa perdere altrettanti voti da parte dei cittadini bianchi per razzismo, ma io penso (e spero) di no.

In ogni caso escludo che possano vincere nuovamente i repubblicani.

destino
04-01-2008, 19.44.16
per fortuna la politica americana e gli americani non si sono fermati al colore della pelle e a tali idee razziste e sessiste nella scelta del loro candidato.

FALLEN_ANGEL_664
04-01-2008, 19.48.57
A parte gli slogan, che propongono?

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

destino
04-01-2008, 19.51.14
A parte gli slogan, che propongono?

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

mmm vediamo a parte gli slogan, mmm nulla :asd:

Bisogna aspettare almeno febbraio, fidatevi

AlexandervonHumboldt
04-01-2008, 20.09.54
per fortuna la politica americana e gli americani non si sono fermati al colore della pelle e a tali idee razziste e sessiste nella scelta del loro candidato.
Me lo auguro, ma non ne sono troppo convinto. Ovviamente si tratta di una minoranza, ma potrebbe anche incidere, anche se mi auguro di no (anche perché di solito quella gente vota Repubblicano, se vota). Non è questione di Stati Uniti o meno, il discorso non dipende dalla nazione, ma in generale l'elezione di un presidente nero in un Paese occidentale (escludendo il Sud Africa, per ovvi motivi).

Eowyn.
04-01-2008, 20.50.02
Non ho la più pallida idea di cosa abbiano detto/proposto/fatto e ho il vago sospetto che sia così per la stragrande maggioranza degli italiani.
Francamente non vedo come la cosa possa interessarmi (almeno finchè non ci sarà il nuovo Presidente USA, non il nuovo forse-probabile-candidato-alla-corsa-alla-Casa-Bianca)

DIAZE
04-01-2008, 21.06.16
Visto le ripercussioni socio-economiche che l'era Bush ha avuto sulle nostra quotidianità sarebbe meglio prendere coscienza di come andranno le cose nei prossimi anni fin da subito.

destino
04-01-2008, 21.14.14
Visto le ripercussioni socio-economiche che l'era Bush ha avuto sulle nostra quotidianità sarebbe meglio prendere coscienza di come andranno le cose nei prossimi anni fin da subito.

L'era Bush sarebbe stata quella di un presidente americano che aveva deciso di fottersene completamente della situazione internazionale ( questo era quello che aveva dichiarato subito dopo eletto, degli USA molto + neutrali e molto meno interventisti rispetto a quelli che erano stati nell'era Clinton ).
Poi è avvenuto un evento di cronaca che ha cambiato le cose

( da qui in poi si ripartirà con la solita tiritera o avremo nuovi sviluppi del topic? chissa :asd: )

AlexandervonHumboldt
04-01-2008, 21.24.21
Sí in effetti sperare che ci siano delle differenze tra Democratici e Repubblicani per quanto riguarda le operazioni di guerra è da ingenui, basta guardare la storia del Novecento. I democratici adesso sono contrarî alla guerra perché è impopolare tra la gente, infatti fino a qualche mese fa non erano cosí fermamente contrarî alla medesima.

DIAZE
04-01-2008, 21.25.35
Ma L'era Bush verrà ricordata per le grosse speculazioni nel campo petrolifero e militare..soprattutto in casa Bush

:asd:

contessa
04-01-2008, 21.38.43
L'era Bush sarebbe stata quella di un presidente americano che aveva deciso di fottersene completamente della situazione internazionale ( questo era quello che aveva dichiarato subito dopo eletto, degli USA molto + neutrali e molto meno interventisti rispetto a quelli che erano stati nell'era Clinton ).
Poi è avvenuto un evento di cronaca che ha cambiato le cose

( da qui in poi si ripartirà con la solita tiritera o avremo nuovi sviluppi del topic? chissa :asd: )

Des mi rubi il posto di flamer :(

Vabè vado OT ma per litigare con Diaze posso farlo :dentone:

Diaze le ripercussioni socio-economiche che l'era Prodi ha sulle nostra quotidianità non ti bastano? :asd:

DIAZE
04-01-2008, 22.10.14
Bush+Prodi manca solo Berlusconi il fascismo e il comunismo (che non guastano mai) e il gioco è fatto. :D

contessa
04-01-2008, 22.17.11
Bush+Prodi manca solo Berlusconi il fascismo e il comunismo (che non guastano mai) e il gioco è fatto. :D

Noooo .. fascismo e comunismo non li nominerò mai più :asd:

Eowyn.
04-01-2008, 23.37.22
Visto le ripercussioni socio-economiche che l'era Bush ha avuto sulle nostra quotidianità sarebbe meglio prendere coscienza di come andranno le cose nei prossimi anni fin da subito.Cosa possa fare io con la cittadinanza italiana?
Mmmm... nulla? :D
Quindi a cosa serve seguire la campagna per la scelta del candidato da far correre per la presidenza?
Mmmm... nulla? :D

Quando saremo in prossimità del voto per l'elezione del Presidente avrà senso seguire e prendere coscienza. Ora, no.
Tanto più che hanno fatto le primarie in 1/5o Stati: di cosa parliamo? Del fatto che lo Stato dell'Iowa preserisce TalUno invece di TalAltro? Non so neppure dove stia, l'Iowa. :asd:

Di0
04-01-2008, 23.45.43
Sentite le posizioni degli altri candidati, eccetto Giuliani che è l'unico per il quale nutro un po' di stima, questi due mi sono sembrati a livello Premi Nobel rispetto agli altri. :asd:

DIAZE
05-01-2008, 00.12.39
MDUQW8LUMs8

bejita
05-01-2008, 00.19.06
Quando saremo in prossimità del voto per l'elezione del Presidente avrà senso seguire e prendere coscienza. Ora, no.
Tanto più che hanno fatto le primarie in 1/5o Stati: di cosa parliamo? Del fatto che lo Stato dell'Iowa preserisce TalUno invece di TalAltro? Non so neppure dove stia, l'Iowa. :asd:

L'Iowa ha la più alta concentrazione media di radon di tutti gli Stati Uniti

MarcoLaBestia
05-01-2008, 00.31.02
vendola:hail::hail::hail::hail::hail:

.Orfeo.
06-01-2008, 15.43.24
http://img231.imageshack.us/img231/545/8680636042d027926d7otq4.png

Per chi volesse qua vi è uno schema sulle posizioni dei canditati riguardo ai temi più salienti.

Da notare la coerenza dei repubblicani, eccetto Giuliani: contro l'aborto, ma sì alla guerra in Iraq.:asd:

In ogni caso, io mi auguro che non vinca Huckabee o Romney.
A loro confronto Buttiglione, la Binetti e Volontè sono dei reduci del '68. E penso che ritrovarsi a capo della nazione più potente del mondo gente che dice che il suo programma politico è la Bibbia non sia molto rassicurante.-_-'

PietroC90
06-01-2008, 15.47.16
io introdurrei nella discussione anche "quale rasoio usate?" io gillette mach 3 con schiuma proraso

JGun83
06-01-2008, 16.01.31
Secondo me abbiamo solo informazioni frammentarie e molto filtrate sui candidati, personalmente fatico a prendere posizione.


:)

AlexandervonHumboldt
06-01-2008, 16.14.46
Tra i due preferisco Obama.

Intanto non ha mai sostenuto la guerra in Iraq (al contrario della Clinton).
Poi ha piú interesse per la questione sociale.

Edwards sarebbe un candidato piú progressista, ma non ha alcuna possibilità di essere eletto.
Se Kerry avesse vinto sarebbe stato il suo vice.

DIAZE
07-01-2008, 20.24.57
Sembra che Obama sbanchi.
:sisi:
13% di vantaggio sulla Clinton.

destino
07-01-2008, 20.26.55
Sembra che Obama sbanchi.
:sisi:
13% di vantaggio sulla Clinton.

deve sbancare il 5 febbraio non ora, altrimenti gli finisce come mcCain contro Bush

UAranger2
07-01-2008, 21.43.09
Tra i due preferisco Obama.

Intanto non ha mai sostenuto la guerra in Iraq (al contrario della Clinton).
Poi ha piú interesse per la questione sociale.



Ho letto una sua intervista dove pur criticando la guerra Iraq ha cmq difeso la guerra preventiva nell'ipotesi che ci siano prove fondate di collaborazionismo di una qualsiasi nazione con il terrorismo e la minaccia di possibili attacchi agli USA.

eFFeeMMe
07-01-2008, 23.17.05
Dopo questo (http://www.youtube.com/watch?v=y2iFhGtKO-Q), e dopo aver sentito che Giuliani era uno dei maggiori, ho perso ogni voglia di informarmi.

DIAZE
08-01-2008, 06.59.26
Ha provato la linea Bush ma, visti i risultati, la gente è stufa.
Meno male.

DonAldrigo
08-01-2008, 14.17.40
Una cosa che mi sembra chiara è che i risultati degli stati dove si è votato influiscono sui risultati degli stati dove si deve votare. La Clinton era la favorita ma è bastata la sconfitta in Iowa (che non conta niente) a metterla nei guai, tanto che ha dovuto smentire un suo ritiro.
Se fosse scelto ( e ho qualche dubbio in proposito) penso che Edwards possa avere più probabilità di Obama di diventare presidente. Penso che Obama possa vincere le primarie, ma non so quanti americani lo voterebbero presidente (immagino che non debba spiegare il perché).

destino
08-01-2008, 14.26.52
Una cosa che mi sembra chiara è che i risultati degli stati dove si è votato influiscono sui risultati degli stati dove si deve votare. La Clinton era la favorita ma è bastata la sconfitta in Iowa (che non conta niente) a metterla nei guai, tanto che ha dovuto smentire un suo ritiro.
Se fosse scelto ( e ho qualche dubbio in proposito) penso che Edwards possa avere più probabilità di Obama di diventare presidente. Penso che Obama possa vincere le primarie, ma non so quanti americani lo voterebbero presidente (immagino che non debba spiegare il perché).

Perchè è nero?
I voti degli ultraontranzisti cattolici non li prenderebbe cmq, e la gente intelligente in america non si fa certo problemi sul colore della pelle, quanto invece sull'esperienza di Obama, esperienza di cui purtroppo è carente.
La sua speranza è quella di continuare a vincere e sperare che l'onda anomala di consenso travolga e sommerga la clinton anche negli stati dove si vota diversamente, dove sono la gente con la tessera del partito a votare e non chiunque come accaduto in iowa e come accadrà in new hampshire.
In questi altri stati, a partire dalla Florida, la forza del partito e le maggiore risorse finanziarie e organizzative della Clinton dovrebbero iniziare a emergere, a quel punto serviranno le idee e le proposte politiche per vincere e non semplicemente la bella faccia e la parolina magica sventolata ai 4 venti, "cambiamento"

DonAldrigo
08-01-2008, 17.18.49
Oggi è uscita la notizia che nel primo villaggio del new hampshire la Cinton non ha preso neanche un voto.
Come risultato non conta nulla, ma è importante vedere come la cosa viene sbandierata mediaticamente.

Mischa
08-01-2008, 20.33.48
A me basterebbe che il prossimo presidente americano, chiunque sia, volesse dimostrare al mondo che sa interagirci in modo diverso da "vado e spacco tutto, tanto anche se poi la mettono in culo alla mia nazione e ad altre, saranno problemi loro, che qui se va bene ci sto dai 4 agli 8 anni in totale, e bene o male devo lasciare il mio segno nei libri di storia che pubblicano in Kentucky (che almeno so dov'è, a differenza del Colosseo), fosse pure facendo un macello". Giusto per cambiare, eh.

destino
09-01-2008, 09.35.46
Sembra che Obama sbanchi.
:sisi:
13% di vantaggio sulla Clinton.

New Hampshire, la riscossa di Hillary. Corriere della Sera (http://www.corriere.it/Esteri/2008/Primarie_USA/new_hampshire_voto_076d59d8-be76-11dc-bd24-0003ba99c667.shtml)

dicevamo? i media hanno preso una cantonata spaziale, spinti come dei bimbi nella favola obama e per tutta la notte non hanno voluto manco ammettere la vittoria della Clinton.
Ora dai prossimi stati si inizia a fare maggiormente sul serio, vedremo.

intanto McCain ha salvato capra e cavoli, evitando il pericolo ultracattolico ortodosso Huckabee :metal:

JGun83
09-01-2008, 10.24.13
New Hampshire, la riscossa di Hillary. Corriere della Sera (http://www.corriere.it/Esteri/2008/Primarie_USA/new_hampshire_voto_076d59d8-be76-11dc-bd24-0003ba99c667.shtml)

dicevamo? i media hanno preso una cantonata spaziale, spinti come dei bimbi nella favola obama e per tutta la notte non hanno voluto manco ammettere la vittoria della Clinton.
Ora dai prossimi stati si inizia a fare maggiormente sul serio, vedremo.

intanto McCain ha salvato capra e cavoli, evitando il pericolo ultracattolico ortodosso Huckabee :metal:

:D :D :D :D

destino
09-01-2008, 17.04.13
inizia la vera campagna elettorale (http://http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giochi/grubrica.asp?ID_blog=35&ID_articolo=305&ID_sezione=50&sezione=Over%20Game) :look:

Squizzo
09-01-2008, 18.20.38
l'avessero fatta su un mmorpg serio na marcia simile, sarebbero finiti tutti pkappati dopo 100 metri e tanti saluti alla notizia sui giornali :asd:

destino
09-01-2008, 19.09.34
l'avessero fatta su un mmorpg serio na marcia simile, sarebbero finiti tutti pkappati dopo 100 metri e tanti saluti alla notizia sui giornali :asd:

non insultare il RE :|

MarcoLaBestia
09-01-2008, 19.41.56
La vittoria di Hillary è arrivata in larga misura grazie alle donne, di ogni età e ceto sociale, che hanno fatto quadrato attorno a lei in nome della solidarietà femminile. [...] Ad invertire le sorti di Hillary, secondo gli analisti, è stato il cosiddetto «effetto lacrime». L’altro ieri l'ex First Lady si era commossa davanti alle telecamere quando una elettrice le aveva chiesto come si sentisse, personalmente, a questo punto della campagna elettorale. L’inedito momento di debolezza si sarebbe rivelato provvidenziale. «L'ha umanizzata per la prima volta», hanno scritto in coro i media, mettendone persino in dubbio l’autenticità.ooh ma poverina, ha pianto, e allora come possiamo non commuoverci e starle vicino :asd:

a Foggia esiste da decenni questo tipo di insulto: "pingone americano"



se non s'è capito, io tifavo Pappalardo http://digilander.libero.it/the_writer/best/best133.gif

Squizzo
09-01-2008, 22.10.35
ooh ma poverina, ha pianto, e allora come possiamo non commuoverci e starle vicino :asd:

beh nonostante tutto ha vinto di misura, quando fino a poco tempo fa dai sondaggi pareva non esserci storia...quindi non è che si possa dire che si sia presa una rivincita... ha ottenuto una vittoria che più che altro è un pareggio, dopo una sonora batosta :asd:


non insultare il RE :|

re di sta gran ceppa di minchia :asd:

DonAldrigo
09-01-2008, 22.24.12
Questa è la riprova che i sondaggi sbagliano eccome e non sono perfetti come si dice.
Personalmente mi sembra una stupidaggine la storia della lacrimuccia.

DIAZE
23-01-2008, 08.08.26
MD9F1t9GQzA

DIAZE
11-02-2008, 07.56.22
PRIMARIE AMERICANE. I dati di Louisiana, Nebraska e stato di Washington portano i due democratici ormai alla pari

Usa, il ciclone Obama
mette Hillary alle corde

NEW YORK
Per Obama, è stato un vero «Super Sabato»: 57 contro 36%, 68 contro 32%, 68 contro 31%. Più che le tre vittorie annunciate di Barack Obama alle primarie democratiche in Lousiana, Nebraska e Stato di Washington, hanno stupito le percentuali con le quali il senatore nero dell’Illinois ha battuto Hillary Clinton, l’ex first lady, puntando su un effetto domino per le prossime tappe, anche se probabilmente non risulteranno decisive.
Tra i repubblicani ha colpito ancora una volta la vitalità di Mike Huckabee, che pur non avendo più nessuna chance di ottenere la nomination contro John McCain, ha battuto il senatore dell’Arizona in Kansas e in Louisiana, perdendo per pochi voti nello Stato di Washington.
Le tre vittorie di Obama non cambiano i numeri. Dal punto di vista dei delegati alla Convention di Denver, in Colorado, alla fine di agosto Hillary e Obama rimangono in pareggio, 1.108 contro 1.049, secondo le ultime proiezioni della Cnn. Per ottenere la nomination occorre una maggioranza di 2.025 delegati e a fare la differenza rischiano di essere i cosiddetti «super-delegati», che sono attualmente 796 tra personalità e leader di partito e possono scegliere chi vogliono (e anche cambiare idea). Le sconfitte di Hillary hanno intento portato ieri alle dimissioni di Patti Solis Doyle, responsabile della campagna elettorale della senatrice, che ha lasciato il proprio incarico e sarà rimpiazzata da Maggie Williams, responsabile dello staff dell’ex first lady quando era alla Casa Bianca.
fonte l'Arena

Per chi non credeva nella candidatura di Obama.

Deep61
11-02-2008, 10.37.57
A me basterebbe che il prossimo presidente americano, chiunque sia, volesse dimostrare al mondo che sa interagirci in modo diverso da "vado e spacco tutto, tanto anche se poi la mettono in culo alla mia nazione e ad altre, saranno problemi loro, che qui se va bene ci sto dai 4 agli 8 anni in totale, e bene o male devo lasciare il mio segno nei libri di storia che pubblicano in Kentucky (che almeno so dov'è, a differenza del Colosseo), fosse pure facendo un macello". Giusto per cambiare, eh.


Ed ancora una volta sbanchi il botteghino ,quella che hai appena descritto era l'idea di Kennedy remember la sua fine ?

Ho dei parenti che vivono in Usa(da buon terrone in quanto tale) dalle parti di Boston (terra notoriamente Democratica ) e mi spiegano , quasi in tempo reale, la situazione negli States.....(de merda, non particolarmente esaltante).
Ho delle prevalenze per Obama , ma solo in quanto leggermente piu' progressiste dei repubblicani, che vedono il mondo come cosa propria , cio' non significa che anche i demo, siano da meno , tanto per intenderci, ormai la differenza sostanziale tra i due candidati è dettata quasi esclusivamente dalla politica interna e NON da quella esterna...

Obama, perchè contrario alla guerra in Iraq , ma sono tuttavia convinto che se dovesse diventare Presidente, pur disimpegnandosi dalla cacca di Bagdad, trovera' il sistema per farmi incazzare lo stesso ......:asd:


Deep

destino
11-02-2008, 10.48.17
io sinceramente credo che se dovesse vincere le primarie obama, contro mc cain prenderebbe le legne a novembre.

Continuo a credere che la Clinton sia la scelta giusta per governare in questi anni difficili dal punto di vista politico e economico.

DIAZE
11-02-2008, 10.51.05
Credi che gli USA non siano pronti per un presidente di colore o che non abbia abbastanza carisma per battere Mc Cain?

destino
11-02-2008, 12.14.06
Credi che gli USA non siano pronti per un presidente di colore o che non abbia abbastanza carisma per battere Mc Cain?

Credo che il sud non voterà mai obama, mentre la Clinton potrebbe prendere alcuni Stati.
Ricordiamoci che dopo le primarie ci sono le elezioni del 4 novembre e sono quelle le elezioni che contano, io personalmente uno sfidante democratico che possa vincere al 100% quel giorno li ancora non lo vedo, mentre mc cain potrebbe concentrare il voto degli stati + conservatori in caso di candidatura democratica di Obama.

Khorne
11-02-2008, 16.48.50
[...]mentre mc cain potrebbe concentrare il voto degli stati + conservatori in caso di candidatura democratica di Obama.

Attenzion che McCain i conservatori non li ha tutti dalla sua parte... sentivo dire che molti lo reputano più a sinistra della Clinton su certi aspetti.

Dal punto di vista puramente personale, io preferirei Obama come presidente. Se però si vuol evitare che McCain diventi il prossimo abitante della Casa Bianca, ho paura che bisognerà puntare sulla Clinton.
Gli stati del sud potrebbero votare una donna (soprattutto perché un po'meno "sinistrina"), ma non un nero.

destino
11-02-2008, 17.45.04
Attenzion che McCain i conservatori non li ha tutti dalla sua parte... sentivo dire che molti lo reputano più a sinistra della Clinton su certi aspetti.

Dal punto di vista puramente personale, io preferirei Obama come presidente. Se però si vuol evitare che McCain diventi il prossimo abitante della Casa Bianca, ho paura che bisognerà puntare sulla Clinton.
Gli stati del sud potrebbero votare una donna (soprattutto perché un po'meno "sinistrina"), ma non un nero.

E' esattamente quello che penso io. Obama riuscirebbe a catalizzare tutti i voti del sud verso McCain, che non è molto amato negli stati conservatori, stati che pero vedrebbero come la peste l'uomo Obama e quindi si turerebbero il naso e voterebbero a frotte per l'eroe del vietnam.
Invece la Clinton può fare breccia col suo modo di fare.
Per quanto molti la pensano diversamente, la corsa alla casa bianca non è per niente scontata e a favore dei democratici.

Deep61
11-02-2008, 18.07.14
Attenzion che McCain i conservatori non li ha tutti dalla sua parte... sentivo dire che molti lo reputano più a sinistra della Clinton su certi aspetti.

Dal punto di vista puramente personale, io preferirei Obama come presidente. Se però si vuol evitare che McCain diventi il prossimo abitante della Casa Bianca, ho paura che bisognerà puntare sulla Clinton.
Gli stati del sud potrebbero votare una donna (soprattutto perché un po'meno "sinistrina"), ma non un nero.

Verissimo Khorne , ed è altrettanto vero cio' che dice Destino, non è semplice la vittoria Democratica in queste elezioni ...la Clinton è impresentabile, abbasta, e poi in Iraq credo che alla fine ci rimarrebbe, e la cosa mi farebbe girare i penduli ....

Io cmq faccio il tifo per Obama .....anche se Edwards sarebbe stato il top , ma era eccessivamente progressista, troppo a sinistra ,i paesi del sud difronte ad una sua eventuale candidatura, credo si sarebbero confederati nuovamente, per scatenare una guerra civile con quelli del nord..

Molta gente del sud pensa ancora oggi, ad una possibile guerra civile , anche se è abbastanza limitata come area ...il Texas è la sorgente



Deep

AlexandervonHumboldt
11-02-2008, 18.55.46
Un super pasticcio
Mentre Obama si avvicina al sorpasso su Hillary, la nomination democratica sarà decisa dalla macchina del partito

Fino a un mese e mezzo fa, Hillary Clinton contava di arrivare a metà febbraio con la nomination democratica già in tasca. I sondaggi a livello nazionale la davano in netto vantaggio, gran parte del partito la appoggiava, il marito Bill faceva campagna elettorale con lei. Ma ora un clamoroso sorpasso da parte di Barack Obama sembra una reale possibilità. Il senatore dell'Illinois, dopo aver vinto 19 Stati contro i 10 dell'ex first lady e aver praticamente pareggiato il conto dei delegati necessari per ottenere la candidatura, ha tutta l'inerzia dalla sua parte. Sta raccogliendo più finanziamenti della rivale e già con i tre Stati in palio domani (Virginia, Maryland e District of Columbia) potrebbe trovarsi davanti nel numero di delegati. Ma la corsa verso la nomination più incerta di sempre potrebbe alla fine essere decisa nelle cancellerie del partito. Che in questo momento è ancora in maggioranza con Hillary.

Barack ObamaUn'America spaccata. La Clinton può contare al momento su 1.148 delegati, Obama su 1.121. Prevedendo un'ulteriore spartizione dei delegati in palio negli Stati rimanenti, è praticamente certo che si arriverà alla convention democratica di fine agosto senza che nessuno dei due sfidanti abbia raggiunto quota 2.025, il numero necessario per assicurarsi la nomination. Così, se il voto popolare darà la fotografia di un'America spaccata, tutti gli occhi saranno puntati sui 796 “super-delegati”: deputati, governatori, ex presidenti e funzionari del partito, che possono schierarsi con chi vogliono. In questo campo, finora la Clinton prevale: l'Associated Press calcola che 213 super-delegati abbiano finora dato il loro appoggio a Hillary, contro i 139 che sostengono Obama. Il che vuol dire che, nella conta dei delegati assegnati dal voto popolare, il senatore afro-americano è in vantaggio per 986 a 924.

Hillary ClintonDilemma politico. La questione è politicamente spinosa. I super-delegati sono liberi di votare per chi vogliono e di cambiare idea in corsa. Hillary e Obama stanno lavorando dietro le quinte per far pendere la bilancia all'interno del partito in loro favore: l'ex first lady può contare sui fedelissimi di Bill Clinton, Obama ha il sostegno dell'ex candidato alla Casa Bianca John Kerry. Mentre nei prossimi mesi continueranno a formarsi gli schieramenti, all'orizzonte si profila un dilemma: e se il voto dei super-delegati andasse contro il voto popolare? Obama ha detto la sua: “Se finiamo con più stati e più delegati popolari, sarebbe problematico per gli insider politici rovesciare il giudizio degli elettori”, ha dichiarato. Ma la Clinton la vede in maniera diversa: “Per definizione, si suppone che i super-delegati esercitino un giudizio indipendente”, ha detto l'ex first lady. Che ha poi individuato un'incongruenza chiave: i senatori del Massachusetts, Kerry e Ted Kennedy, appoggiano Obama ma rappresentano uno Stato vinto dalla Clinton. “Se Obama intende applicare la sua versione fino in fondo, andando contro quella che è stata storicamente la definizione di super-delegato, non vedo l'ora di ricevere il sostegno di Kerry e Kennedy”, ha aggiunto Hillary. Che comunque andassero le cose, sa di poter contare su un voto eccellente: suo marito Bill, ex presidente e quindi super-delegato.

Il fattore “eleggibilità”. Oltre al sostegno evidenziato dagli elettori, Obama sembra però poter contare sul fattore “eleggibilità” nei confronti del probabile candidato repubblicano John McCain. “Ho mobilitato fasce di popolazione che di solito non andavano a votare”, ha detto Obama nei giorni scorsi. “Non ho nessun dubbio che a novembre sarei capace di raccogliere anche i voti di chi nelle primarie ha preferito la senatrice Clinton. Non credo che lei possa dire altrettanto”. Su questo gli analisti concordano: Hillary è un personaggio che in America divide: amata od odiata. E a parte i giovani conquistati da Obama, molti elettori indipendenti potrebbero voltare le spalle ai democratici se la candidata sarà la Clinton. Non è un caso che, in campo repubblicano, tutti fanno il tifo per Hillary. E di questo i pezzi grossi del partito democratico, desiderosi di riprendersi la Casa Bianca dopo otto anni, potrebbero tener conto.

(Peace reporter)



Io comunque dovendo scegliere tra Clinton e McCain non sono sicuro voterei qualcuno.

destino
11-02-2008, 19.05.36
se si finisce sostanzialmente in parità i delegati voteranno per chi credono possa avere + chance di battere mcCain.
Non ci vedo nulla di cosi scandaloso, si sa perfettamente che un grosso peso lo ha il partito, pure in espressioni di massima democrazia quali le primarie.
O vi sembra che in stati come la california e new york la clinton abbia vinto per spirito divino? Ha vinto perchè molti esponenti politici potenti fanno dichiaratamente il tifo per lei e confidano nella sua esperienza e nelle sue conoscenze in tempi di crisi come questi.
Obama è il sogno, Clinton la testa.
Un ticket potrebbe essere la soluzione, Obama 5 anni da vice-presidente per farsi le ossa e puntare al prossimo mandato con il pieno appoggio politico.
Ma l'america ragiona spesso col cuore quindi ha benissimo tutte le chance per arrivare direttamente adesso al potere, saprà poi tenere dritto il timone delle idee che sta dichiarando?

AlexandervonHumboldt
11-02-2008, 19.21.06
se si finisce sostanzialmente in parità i delegati voteranno per chi credono possa avere + chance di battere mcCain.
Non ci vedo nulla di cosi scandaloso, si sa perfettamente che un grosso peso lo ha il partito, pure in espressioni di massima democrazia quali le primarie.
Beh, i super delegati sono stati introdotti nel 1982... prima non c'erano.
Comunque non mi sembra una bella cosa.

MarcoLaBestia
11-02-2008, 19.25.29
poveri amerrruicani, costretti a scegliere tra il vincitore di un progrmma alla de filippi e un magnate delle patatine in busta :asd:

cazzo rido, qua teniamo la crisi perenne :|


GO FOR THE NIGGA :metal:

SIMMER2
12-02-2008, 15.16.23
Tifo x Hilary, cavolo quella donna mi piace troppo, è una che sa il fatto suo, e ha esperienza da vendere. Obama invece mi sta pesantemente sulle balls non mi sembra affatto adeguato alla carica, naturalmente sono solo mie impressioni personali, potrei sicuramente sbagliare, ma certo che vedrei mooolto bene una donna cosi alla casa bianca...e poi penso, che sarebbe davvero una bella soddisfazione per tutte le donne vederla lì :uiui:

MarcoLaBestia
12-02-2008, 16.05.02
scusa simmer2, vorrei farti una domanda: qual è la politica della Clinton? In cosa e perkè la reputi migliore di quella di Oba?

SIMMER2
12-02-2008, 17.14.52
Marco ,Non reputo la politica Hilary migliore di quella Obamesca ^^ come potrei? Anche perchè allo stato di fatto, sarebbe impossibile non credi? Ho solo espresso un giudizio mio personale e generale, per quello che poi penso, riguardo le proposte-spot di lui non sono male, anzi, è sempre stato contro la guerra, "sarebbe" pure propenso per il ritiro dei militari, le riforme sulla sanità poi che lì fa quasi più skifo della nostra...ottime proposte direi, ma in quanto ad applicarle davvero...ce ne corre non credi? Sarebbe sufficiente non essere appoggiati dal Congresso (come successe a Bill Clinton proprio per la riforma sanitaria che voleva attuare) .

Invece per quanto riguarda lei beh, da quel poco che mi ricordo io, a parte lo scandaluccio sexy di quel fralloccone del marito, c'è da dire che l'amministrazione Clinton, sopratutto dopo la "caduta" dell URSS, ha favorito la democratizzazione del mondo attraverso l'espansione del commercio, invece che mettersi a fare guerrre preventive, sbaglio? Non a caso quello fu un periodo estremamente felice per l'economia americana. Poi non so, ricordiamo tutti la storica stretta di mano tra Rabin e Arafat. Non mi sembrano risultati da poco.

Certo ci furono pure le magagne tipo il Chinagate, ( ma da quello che ho sentito oggi sembra che 'sti cinesi ancora insistono)..o la questione in Ruanda, che fu a dir poco sottovalutata..oppure l'attacco alla Serbia senza il mandato ONU, ma era cmq per una buona ragione...



e tutto ciò, a mio modestissimo e ignorantissimo punto di vista, il merito è da dare a lei , che ha intessuto trame intelligenti, a mio parere, per la buona riuscita di quel governo. Spero tanto che vinca e seguiti a fare un buon lavoro, nei limiti che le concederanno naturalmente.:birra:


EDIT.

Anzi, a 'sto punto, vista la mia ignoranza in materia, girerei la domanda, per fare la questione più interessante:
qual'è la politica di Obama?
Naturalmente rispondendo su quel poco che sappiamo e basandoci sul fatto che lui alla casa bianca non c'è mai stato.

DIAZE
12-02-2008, 17.20.42
OT

Ma Hillary Clinton perché non si fa chiamare con il suo vero cognome ( per inciso Rodham)?

destino
12-02-2008, 17.24.39
OT

Ma Hillary Clinton perché non si fa chiamare con il suo vero cognome ( per inciso Rodham)?

perche in america dopo che ti sposi prendi il cognome del marito

DIAZE
12-02-2008, 17.26.42
°o°

Uguale uguale come in Romania!

:asd:

Deep61
12-02-2008, 17.37.45
Simmer ,tutto bene fuorchè le guerre, quella dei Balcani , ex Yugoslavia, con l'intervento diretto degli arei Nato congiunti a truppe Usa, non lo chiamerei disinpegno Clintoniano, e questo addirittura con l'appoggio della sinistra all'epoca al governo (pagina brutta e tristissima) si è favorito lo sterminio sistematico dei Serbi, che difronte all'opinione pubblica erano i cattivoni ....
favorendo il neo nazismo-bosniaco, chiese del 1300 rase al suolo , tutto di piu', e questo a grande,grandissima insaputa, del grosso dell'occidente.


Pagina da dimenticare,pensano loro, sbagliato, solo questione di tempo.

Intanto giusto se vuoi leggere qualcosa che riguarda questa facceda sporca

Basbi Jones "Sappiano le mie parole di sangue " ed.Bur

giusto per riequilibrare l'intera ottica della vicenda.

5 o 6 paesi ridotti allo stremo fanno gola Simmer,qui non esiste politica niente destra o sinistra
hanno bisogno di tutto e pertanto diventano un'affare

Il paese di Tito con tutte le sue contraddizioni interne(non sto a parlare di democrazia naturalmente mi sembra ovvio) era unico e gli altri paesi si dovevano confrontare solo con lui.

Ora i balcani sono una geografia di Arlecchino, meta di individui senza scrupoli ,a volte con la chiusura degli occhi degli occidentali, a cui serve questa sudditanza (per ovvi motivi)

Senza dimenticare l'enorme passaggio di droga che si effettua in quelle lande
food for drugs.....e vai con il liscio......


Deep

Khorne
12-02-2008, 17.41.19
°o°

Uguale uguale come in Romania!

:asd:

Uguale uguale come in tutto il mondo tranne che in Italia :asd:

Abigail
12-02-2008, 17.43.36
Da parte mia non mi azzardo a fare preferenze: non sono americano, non vivo negli Stati Uniti, e gli unici impatti diretti che subisco dall'operato di un presidente americano derivano dalle sue decisioni di politica estera, impatti comunque relativi, visto che, per quanto io possa essere moralmente contrario all'invasione dell'Iraq o alla "guerra al terrorismo", si tratta di cose che hanno conseguenze relative sulla mia vita di tutti i giorni, che al di là di ideali politici e convinzioni etiche costituisce ciò che di fatto mi spinge a votare per una parte o per l'altra alle elezioni.

Potrei leggere il programma di uno e dell'altro (e non l'ho fatto), ma anche in quel caso avrei bisogno di mettermi nell'ottica di un americano, per il quale cose che a me possono sembrare giuste e utili sono magari sbagliate ed inutili, cosa che mi riporta al discorso di prima.

Di conseguenza, mi limiterò a una valutazione "di massima", del tutto disinformata e qualunquista ( :asd: ) dei due contendenti...

Barack Obama "a pelle" è il candidato che preferisco; non è sicuramente un rivoluzionario, ma dal mio punto di vista incarna decisamente meglio "il nuovo" rispetto alla sua avversaria. Non è soltanto "nero", è figlio di un kenyano e di un'americana, ha avuto un patrigno asiatico, è cresciuto fra le Hawaii e l'Indonesia, e in questo rappresenta l'eterogeneità degli Stati Uniti molto meglio della sua aglosassonissima avversaria. Ha chiarito la sua posizione su una serie di punti "spinosi" molto meglio della Clinton, ma non l'ha fatto su molti altri, e la sua campagna appare molto "veltroniana" nel voler incarnare il "cambiamento" senza realmente indicare una via, e nel voler rappresentare la volontà di tutti senza appoggiare concretamente nessuno. Ultimo appunto, non credo di peccare di gerontofilia se dico che Barack Obama, a quarantotto anni, è forse ancora un filo troppo giovane e troppo inesperto per accedere alla poltrona di uomo (pardon, "essere umano", il sesso è in discussione :)) più potente del pianeta.

Hillary Clinton di "nuovo" ha solo il fatto di essere una donna. Per il resto è il frutto di un establishment fin troppo antico. E' un'ex first lady, perpetuerebbe un'alternanza Clinton-Bush che si ripete ormai dalla bellezza di vent'anni, ha alle spalle un partito che la spinge quasi in toto e un marito che, pur essendosi formalmente ritirato, ha ancora il peso di un macigno sulla sua candidatura. La sua storia personale include, oltre all'avvocatura, la partecipazione ai consigli di amministrazione di alcune delle società più importanti della nazione, il che la rende la perfetta figlia di quella "corporate America" della quale George W. Bush è sempre stato un umile servitore. E, a chi la preferisce "perché è una donna", vorrei cordialmente far notare che, se fosse davvero così tanto fiera della cosa, potrebbe almeno disturbarsi a correre con il suo cognome, Rodham, e non con quello del marito.

Devo proprio dire la mia? Preferirei il già citato "dream ticket", con la Clinton (pardon, Rodham :D) presidente e Obama a farsi le ossa come vice per qualche anno, per poi prenderne il posto. Riguardo poi il confronto con McCain, secondo me la loro vittoria è scontata. La popolarità dei repubblicani, dopo otto anni di governo Bush che hanno portato a crisi, limitazione delle libertà personali, calo del prestigio internazionale e della competitività nei confronti della Cina e altre amenità, è ai minimi storici. Solo continuando a scannarsi in questo modo potrebbero riuscire a perdere...

Umilmente...
:) :) :)

edit:


perche in america dopo che ti sposi prendi il cognome del marito

Certo Des, prendi il cognome del marito esattamente come lo prendi in Italia, ma non è che il tuo lo perdi. Se lei volesse, nessuno le impedirebbe di correre come "Hillary Rodham"...

ri-edit:

...E comunque rimango dell'opinione che i democratici (e con loro tutti gli americani) abbiano davvero perso il treno del cambiamento otto anni fa, quando sono miracolosamente riusciti a NON far eleggere Al Gore...

Squizzo
12-02-2008, 18.11.15
cut


Eh serbi povere vittime un par di balle se permetti, e quantomeno discutibile è dire che abbiano subito uno sterminio sistematico. Quando la Jugoslavia s'è sgretolata e i vari stati hanno dichiarato la loro indipendenza, invece di accettare la cosa Milosevic ha pensato bene per i suoi intrallazzi di dichiarare guerra a chiunque, pur di non veder diminuire il proprio potere. La Slovenia s'è salvata solo perchè aveva la Croazia che la separava dalla Bosnia. Quando pure quest'ultima poi ha cercato a propria volta l'indipendenza è successo quel che tutti sappiamo, e bisogna essere cechi o aver perso completamente la memoria per non ricordare tutte le stragi, campi di concentramento e fosse comuni. Se gli USA hanno fatto un errore, in quegli anni, è stato solo quello di intervenire troppo tardi, causa immobilismo dell'Onu e un'Europa che stava a guardare senza muovere un dito. Quando è successa la stessa cosa con il Kosovo se non altro si è agito più tempestivamente.



qui non esiste politica niente destra o sinistra
hanno bisogno di tutto e pertanto diventano un'affare

Il paese di Tito con tutte le sue contraddizioni interne(non sto a parlare di democrazia naturalmente mi sembra ovvio) era unico e gli altri paesi si dovevano confrontare solo con lui.

Ora i balcani sono una geografia di Arlecchino, meta di individui senza scrupoli ,a volte con la chiusura degli occhi degli occidentali, a cui serve questa sudditanza (per ovvi motivi)


Francamente mi pare tu abbia una visione un po' distorta dell'ex Jugoslavia...sembra che stai parlando di terzo mondo. Magari in Kosovo e Bosnia per ovvi motivi ci vorra più tempo per la ripresa, Ma Macedonia, Slovenia, Croazia non son certo staterelli di poveri sfigati morti di fame, come nemmeno la Serbia lo è.

Deep61
12-02-2008, 19.19.50
Parli come i telegiornali, prova a riflettere un attimo, intanto ti posto un piccolo commento di Wu ming che naturalmente potrai considerare di parte ma l'intervento dello scrittore area L.Blissett "Q" è nato per derimere una contesa all'interno di un blog letterario dove si parlava proprio del libro della Babsi che ha vissuto in prima persona i fatti che ho scritto nel mio post


Il libro di Babsi Jones (che è uno dei libri più coraggiosi, anche e soprattutto politicamente, che io abbia letto negli ultimi anni) ha avuto appena 5000 copie di tiratura, è invisibile in libreria, non è stato recensito su nessun quotidiano, l’autrice non ha presenziato ad alcuna kermesse o evento mondano funzionale al lancio. Lancio che praticamente non c’è stato. Quasi nessuno ha avuto il coraggio di pubblicizzare un libro che parla del neonazismo bosniaco durante le guerre balcaniche, che fa sentire l’altra campana sul massacro di Srebrenica, che racconta i pogrom antiserbi in Kossovo a un’opinione pubblica che da anni crede ci siano stati pogrom antialbanesi.



Naturalmente come potrai notare nel link che ti mettero' di seguito nessuno dei critici letterari si è sognato di contestare le affermazioni di Wu Ming - quel blog è frequentato da scrittori e non

Cabaret Bisanzio (Cabaret Bisanzio)

ma non solo tutto nasceva da una stroncatura fatta ad una recensione considerata eccessiva
vi trovi interventi a difesa e contro naturalmente fatti una opinione propria

infine il blog della stessa babsi

Babsi Jones (Babsi Jones)

qui non si parla di eroi Squizzo Milosevic non è un eroe ma la storia è leggermente diversa da come ce la vendono...

infine una intervista fatta alla scrittrice da carmilla

Carmilla (Carmilla)

nessuno ha pretese di far cambiare opionione ma forse sentire 2 campane puo' servire a farsene una propria...che dici ?


Edit forse ho fatto casino con i link ti rimetto quello della Babsi Qui (Qui)



Deep

.Orfeo.
12-02-2008, 20.33.23
Se gli USA hanno fatto un errore, in quegli anni, è stato solo quello di intervenire troppo tardi, causa immobilismo dell'Onu e un'Europa che stava a guardare senza muovere un dito. .
****
:birra:

Deep61
12-02-2008, 20.57.11
****
:birra:

Forse perchè aspettava che il padrone bussasse ?
Forse perchè è assolutamente primario per gli Usa che la Turchia entri nella cee ?

Streotipi solo sterotipi fa chic... impossibile sentire opinione diversa , sarebbe completamente dannoso a cio' che mentalmente si è costruito , l'Onu è in mano a pochi uno di questi sono gli Usa
Edit :naturalmente non hai nemmeno visitato i link che ho postato .....

Deep

MarcoLaBestia
12-02-2008, 22.23.02
le riforme sulla sanità poi che lì fa quasi più skifo della nostraAAAAAAAAAGGGGGGGGHHHHHH

ma quando lo capirete ke sanità e scuola pubblica sono la nostra più grande manna dal cielo




ottime proposte direi, ma in quanto ad applicarle davvero...ce ne corre non credi? Sarebbe sufficiente non essere appoggiati dal Congresso (come successe a Bill Clinton proprio per la riforma sanitaria che voleva attuare) .anke hillary clinton vuole fare la riforma sanitaria per i 47 milioni ke non ce l'hanno, ha calato l'asso in Iowa :asd: di fatti mi pare ke fu lei a dire al cornificatore di farla.


Invece per quanto riguarda lei beh, da quel poco che mi ricordo io, a parte lo scandaluccio sexy di quel fralloccone del marito, c'è da dire che l'amministrazione Clinton, sopratutto dopo la "caduta" dell URSS, ha favorito la democratizzazione del mondo attraverso l'espansione del commercio, invece che mettersi a fare guerrre preventive, sbaglio?la guerra preventiva è stata fatta perkè non c'era la possibilità di farne una normale, l'economia usa è indissolubilmente legata al commercio delle armi, la scusa la trovano ogni volta non ti preoccupare. Col kosovo sono stati "fortunati" a trovare una situazione di genocidio, intervenendo quali eroici salvatori come loro solito e utilizzando armakkione costosissime di tutte le risme contro l'esercito serbo dotato, a confronto, di rastrelli (infatti ci furono zero morti, fonte tra l'altro di propaganda su quant'è bella e brava la guerra)

AlexandervonHumboldt
12-02-2008, 22.24.04
c'è da dire che l'amministrazione Clinton, sopratutto dopo la "caduta" dell URSS, ha favorito la democratizzazione del mondo attraverso l'espansione del commercio, invece che mettersi a fare guerrre preventive, sbaglio?
Sbagli.
Clinton ha sostenuto Eltsin, il democratico presidente russo che ha fatto bombardare il parlamento regolarmente eletto (...).
Riporto poi degli stralci da "Dopo l'11 Settembre - Power and terrror" di Noam Chomsky (libro che consiglio caldamente).

I
Più o meno tutti i governi hanno fatto il possibile per unirsi alla coalizione guidata dagli Stati Uniti, sempre per motivi interni. Uno dei primi paesi a partecipare con entusiasmo è stata la Russia. Per quale ragione? Perché vuole essere autorizzata a proseguire con maggiore violenza la sua terribile repressione in Cecenia. La Cina è stata molto felice di unirsi agli altri, perché vuole il sostegno degli Stati Uniti alla repressione che ha scatenato nella parte occidentale del paese. L'Algeria, uno dei principali stati terroristi del mondo, è stata accolta calorosamente nella "coalizione contro il terrorismo". Il caso forse più clamoroso, che tra l'altro ci fa capire molte cose sul ruolo degli intellettuali occidentali, è quello della Turchia. Le truppe turche sono andate a Kabul, o ci andranno presto, pagate dagli Stati Uniti per combattere la "guerra contro il terrorismo". Quel paese è stato il primo a offrire i propri soldati agli USA per combattere in Afghanistan, e ne ha spiegato le ragioni: è stato un gesto di gratitudine, perché gli Stati Uniti sono stati l'unica nazione che abbia fornito un appoggio deciso agli atroci atti terroristici che il governo ha compiuto nella Turchia sudorientale negli ultimi anni. Non si tratta di storia antica, ma di cronaca. I turchi hanno commesso alcuni dei più efferati crimini degli anni novanta, molto peggiori di tutto ciò di cui Slobodan Miloševic è stato accusato in Kosovo prima dei bombardamenti della NATO.In quello stesso periodo, infatti, si scatenò una violenta repressione nella Turchia sudorientale contro i curdi, che rappre- sentano circa un quarto della popolazione turca. I curdi vennero scacciati a milioni dalle loro case, i villaggi distrutti furono migliaia, decine di migliaia le persone uccise, e si praticò ogni genere di tortura. Clinton forniva le armi. La Turchia divenne il principale acquirente mondiale di armi, dopo Israele ed Egitto, che appartengono a un'altra categoria. I turchi sono molto grati agli Stati Uniti per averli aiutati a mettere in atto un devastante terrorismo di stato. E per ripagarli, oggi sono al loro Banco nella guerra contro il terrorismo. Il fatto che gli intellettuali occi- dentali assistano a tutto questo senza dire nulla è una testimonianza impressionante della sottomissione delle persone di cultura. In effetti, addirittura prima dell'11 settembre accadde che il cinquantesimo anniversario della NATO coincidesse con i bombardamenti sulla Serbia. Quello era il problema. «Ma è spaventoso: come possiamo tollerare cose tanto orribili in regioni così vicine ai confini della NATO?»:questa era l'argomentazione. Nessuno fu capace di affermare che non solo tolleravamo con disinvoltura atrocità commesse all'interno della NATO (non oltre i suoi confini bensì dentro la NATO),ma che addirittura vi fornivamo un contributo rilevante. Perciò da un lato gli Stati Uniti aiutavano a commettere gravi crimini entro i confini della NATO,e dall'altro a Washington i leader del mondo occidentale si riunivano a discutere angosciati delle atrocità che venivano commesse oltre i confini della NATO,compiacendosi dei bombardamenti effettuati (ed era una menzogna) proprio "per impedire le atrocità". Non si trova neppure una parola su questi fatti. Io ne ho scritto, ma chiunque si azzardasse a parlarne era accusato di giustificare le atrocità serbe, proprio come ha detto lei. Anche in questo caso si riscontra una condiscendenza incredibile: non penso che uno stato totalitario riesca a ottenere lo stesso grado di obbedienza. È un aspetto dell'Occidente che lascia alquanto sconcertati. Non so se qualcuno in Giappone se ne sia accorto, ma è un fatto drammatico. Oggi pomeriggio ho rilasciato un'intervista a un grande giornale tedesco, per esempio, e loro dovrebbero sapere benissimo queste cose, perché se gli Stati Uniti erano il principale finanziatore della Turchia, la Germania era il secondo. Tutti si preoccupano di come possiamo fermare il terrorismo. Bene, c'è un modo semplicissimo per riuscirci: smettere di praticarlo. Questo basterebbe a ridurre in modo decisivo il terrorismo nel mondo. Lo stesso vale per quasi tutti i paesi che conosco, a vari livelli, e in modo particolare per Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e altri. Eppure i governi -e gli intellettuali - reagiscono in questo modo.

II
Nel 1999 la Turchia fu soppiantata dalla Colombia quale principale destinatario di armamenti USA.La ragione era che le autorità turche erano riuscite nell'intento di reprimere la popolazione. Quelle colombiane non c'erano ancora riuscite, anche se avevano commesso crimini gravissimi. Negli anni novanta la Colombia poteva vantare il minor grado di rispetto dei diritti umani di tutto l'emisfero e difatti, secondo la correlazione che ci è ormai familiare, ricevette più aiuti statunitensi, compresi quelli militari, di tutti gli altri paesi dell'America Latina nel loro insieme. Quelli perpetrati dallo stato colombiano furono veri e propri orrori. Su un episodio in particolare vi fu anche un'indagine: si trattava di un massacro compiuto dall'esercito con le motoseghe, facendo a pezzi la gente e gettando i cadaveri nei pozzi. È vero, il crimine fu perseguito: l'ufficiale responsabile fu rimosso dal comando, perciò non si può parlare di impunità. Oggi la Colombia detiene il record mondiale delle uccisioni di sindacalisti e giornalisti. Ci sono andato un paio d'anni fa, in missione per conto di Amnesty International nell'ambito di una campagna di protezione dei difensori dei diritti umani in vari paesi. La scelta era caduta sulla Colombia perché era il paese che registrava il numero di gran lunga più elevato di sostenitori dei diritti umani assassinati. A quanto sembra, gli assassini politici sono ormai aumentati a dieci-venti casi al giorno. Ogni mese si contano diecimila nuovi profughi, che vanno ad aggiungersi ai due milioni che già hanno dovuto abbandonare le proprie case per rifugiarsi in miserabili tuguri, privi di assistenza medica, di scuole, di tutto. Su queste atrocità sono state condotte inchieste, e nessuno mette in dubbio che siano avvenute. Per l'ottanta percento circa sono attribuite ai militari e ai gruppi paramilitari, strettamente legati alle forze armate. Se consideriamo gli ultimi dieci anni, scopriamo che, all'interno di questo settantacinque- ottanta percento, la percentuale attribuibile ai militari è andata diminuendo, mentre quella a carico dei paramilitari è costantemente cresciuta. Il fenomeno è dovuto a valide ragioni di pubbliche relazioni. L'esercito colombiano si rende conto, come tutti, che il modo miglio- re per condurre campagne terroristiche è quello di privatizzarle: basta affidarle ai paramilitari, come hanno fatto gli indonesiani a Timor Est o i serbi in Bosnia, tanto per fare qualche esempio. Si tratta ormai di una pratica normale. In questo modo si può affermare di avere le mani pulite, a meno di non dar retta alle analisi degli studiosi e ai resoconti delle organizzazioni per i diritti umani, come Human Rights Watch, che definiscono i paramilitari la sesta divisione dell'esercito colombiano, in aggiunta alle cinque ufficiali: la divisione alla quale viene attribuita la responsabilità delle atrocità più orrende con l'obiettivo di conservare una possibilità di "smentita ragionevole", come la definiscono. Anche la Colombia riceve grandi elogi. È stata lodata da Clinton, per esempio, per il rispetto dei diritti umani, per le riforme economiche, per aver costruito una grande democrazia. Il secondo di questi meriti ha riscontro nella realtà: la Colombia detiene probabilmente il record mondiale delle privatizzazioni, che consistono nella cessione delle proprie risorse a investitori stranieri, una vera cuccagna per questi ultimi. Come ho detto, tra le privatizzazioni rientra la privatizzazione del terrorismo. Anche gli Stati Uniti stanno privatizzando il proprio contributo al terrorismo internazionale. Attualmente in Colombia sono presenti moltissimi consiglieri americani, ma c'è un numero probabilmente doppio di ufficiali delle forze armate USA inviati formalmente per conto di società private come la DynCorp e la MPRI (Military Professional Resources Inc.). Lo scopo è lo stesso: la possibilità di smentire. Privatizzare il terrorismo internazionale significa fare in modo che le consulenze e le armi fornite non siano soggette ai controlli del Congresso, dato che esistono leggi che impongono determinate condizioni di rispetto dei diritti umani per deliberare l'autorizzazione di aiuti.


Certo ci furono pure le magagne tipo il Chinagate, ( ma da quello che ho sentito oggi sembra che 'sti cinesi ancora insistono)..o la questione in Ruanda, che fu a dir poco sottovalutata..oppure l'attacco alla Serbia senza il mandato ONU, ma era cmq per una buona ragione...
Sulla Serbia vedi sopra.

Se interessasse il libro mandami un pm, posso dire dove procurarlo...

Comunque cerchiamo di non accusare chi critica l'intervento in Serbia si essere sostenitori di Milosevič, non mi pare proprio il caso.

Squizzo
12-02-2008, 22.38.33
Parli come i telegiornali

No, parlo come uno che magari se non altro grazie alla posizione geografica in cui vive, ha avuto più volte occasione di andare aldilà del confine, per vedere che no, croazia e slovenia, no, non sono per niente terra di morti di fame, anzi. Parlo come uno che ha amicizie con gente che viene da quei luoghi dove c'è stata la guerra, che ha avuto l'occasione di parlare con alcuni di loro che sono scappati qui in italia e che sa abbastanza bene, senza bisogno che glielo dica (inventi) qualche tg, come andavano le cose laggiù prima dell'intervento militare NATO. Sul quale uno può avere opinioni più o meno a favore, ma non si può negare che se non ci fosse stato le cose sarebbero andate meglio...ne' si può pensare di capovolgere la realtà. Per quanti mesi e quante migliaia di morti ci sono state in bosnia perchè nessuno voleva intervenire? Gli USA volevano farlo da subito, quando è apparso chiaro cosa stava succedendo (per mesi e mesi avevo gli U2 che da aviano mi passavano sopra casa e andavano a fare ricognizioni fotografiche e i caccia che partivano ad ogni ora a effettuare le cap, ma si è dovuto attendere un vero massacro prima che "qualcuno" si decidesse a dare il via libera, e poi è bastato nulla più che qualche attacco a delle postazioni di artiglieria per far finire tutto...) La cosa aveva iniziato a ripetersi anche in kosovo e finalmente le decisioni son state prese prima che si giungesse allo stesso punto. Ci potranno anche essere state discordanze su alcuni accadimenti rispetto a quanto è stato riferito dalla stampa, nessuno lo nega, succede in ogni guerra, ma questo non cancella la necessità che c'era di intervenire.
E francamente, scusa, ma io mi fido più della parola di chi in quell'inferno c'è stato e ne ha subito le conseguenze, che di una pseudo ex-rockettara sconosciuta reinventatasi scrittrice che onestamente può dir quel che vuole, ma poi bisogna vedere se racconta la verità o meno (non è che se una cosa sta scritta in un libro, la si deve prednere per oro colato).

Deep61
12-02-2008, 22.48.08
Giusto per chiarire ulteriormente la faccenda Serba a tutto campo questo significa vedere e studiare la storia ecco un'intervista a Peter Handke era in odore di nobel , poi la sua presa di posizione che spiega completamente in questa intervista

Mai stato un fan di Milosevic si spara a casaccio fra il mucchio a chi cojo-cojo

Mai avuta una visione distorta della faccenda , se non all'inizio delle guerre civili balcane ,poi ....


Peter Handke (Peter Handke)


Chissa' perchè ma ho la vaga sensazione che diranno che sono punti di vista .....:asd:


Deep


Ps Ottimi entrambi i precedenti interventi :birra:

Edit quella rockettara ha studiato la storia Jugoslava per 10 anni oltre che ad esserci andata di persona
perchè il pregiudizio dove sempre avere il sopravvento ? dimmi .....
Non ho mai affermato che l'intervento Onu NON doveva essere fatto .....per separare, ma non per decidere chi e come occupare territori ....

Squizzo
12-02-2008, 22.48.47
Col kosovo sono stati "fortunati" a trovare una situazione di genocidio, intervenendo quali eroici salvatori come loro solito e utilizzando armakkione costosissime di tutte le risme contro l'esercito serbo dotato, a confronto, di rastrelli (infatti ci furono zero morti, fonte tra l'altro di propaganda su quant'è bella e brava la guerra)

Evitiamo di dire baggianate. L'intervento in Serbia fu da parte americana una guerra esclusivamente aerea, effettuata con velivoli che utilizzano dagli anni 70 (F15, F16, A-10, A-6 etc). L'unico aereo di produzione recente era l'F-117, usato tra l'altro solo in pochissimi esemplari (visto il costo) di cui uno oltretutto è stato abbattuto dalla classica schioppettata di culo (invisibile ai radar, sì, ma vulnerabile come tutti gli aerei nel ricevere colpi dalla fanteria quando vola a bassa quota). Se poi per te l'esercito serbo era dotato solo di rastrelli...beh..evito di commentare...

DIAZE
12-02-2008, 22.54.35
L'analisi che hai fatto sulla tecnologia militare americana e totalmente errata e pretestuosa.

Ancora oggi F-15 e F-16 nonché A-10 e il sempreverde A-6 sono il top della linea di volo dell'aviazione USA.
Non mi risultano abbattimenti di 117 a colpi di schippo, anche perché non è un aereo da bombardamento a bassa quota (come a-10).

EDIT dopo ricerca
Ecco con cosa hanno abbattuto il 117:
http://www.globalsecurity.org/military/world/russia/images/goasa3-001.jpg
Che non è uno schioppo a bensì una batteria di sam per la precisione un SA-3 di fabbricazione sovietica obsoleto ma evidentemente letale ;)

MarcoLaBestia
13-02-2008, 00.52.19
Se poi per te l'esercito serbo era dotato solo di rastrelli...beh..evito di commentare...vabbè qui ho esagerato a enfatizzare :asd:

se però ricordi hanno fatto il 90% della guerra coi tomahawk, i serbi non potevano ke limitarsi a buscarseli in fronte

SIMMER2
13-02-2008, 14.45.58
Scusate ma l'ultima cosa che volevo era armare 'sta caciara. :look: Io stavo solo rispondendo a Marco che mi aveva fatto una domanda, ed ho risposto solo con quello che ricordavo mentre pigiavo sui tasti, senza nemmeno documentarmi, cmq mi fa piacere vedere chi invece ha dato risposte più pertinenti e approfondite, è sempre un piacere trovare brani o notizie del genere, bell'e pronte da leggere, ti aprono la mente, fanno bene, sopratutto in discussioni come queste.:birra:

Grazie Alex, puoi benissimo mettere il link di dove poterlo trovare, se magari è un libro un po' difficile da rintracciare (o qualche link come quelli di Deep, magari) qui o se preferisci al Vietato leggere ;)

A propo ho dato un'occhiata ai tuoi link Deep, e premetto, rispetto in pieno quello che scrivi e in parte lo approvo pure, visto che poi alla fine ci sono stati scannamenti sia da una parte che dall'altra... e per forza...
Vedi, io il libro non l'ho letto, quindi non posso dare un mio parere, non ho abbastanza input, guardare il clip e leggere quei link non mi sembra sufficiente, ma questa signora Babsi Jones può anche essere la persona migliore di questo mondo, la nuova Fallaci etc ma a me puzza un po' solo per il fatto che ha scritto il libro sotto forma di romanzo, sarà anche questa una mia limitazione o idea sbagliata, ma in un romanzo è più facile mischiare realtà e fantasia non credi? Guarda, è solo una mia impressione, non prenderla come critica personale eh.:birra:

Riguardo ai punti di vista, io sono sempre pro nel chiarire le cose, nei limiti e quando è possibile naturalmente, la mia convinzione nell'affermare che ogni punto di vista è ben accetto (anche se alla fine uno può pure rimanere del suo parere) poichè quel punto di vista, è frutto di esperienze, nozioni o notizie personali alle quali abbiamo avuto accesso. ;)

Ah un'ultima cosa, tornando IT, visto come stanno andando le cose in America, semmai vincesse Obama e riuscisse a fare un buon lavoro con la sua amministrazione, sarò tra le prime persone a congratularmi, di certo non mi faccio questi problemi.:birra:

'nattimino di OT scusate ma è assolutamente necessario

SQUIZZOLO °o° non mi dire che hai mollato Lineage -_-' (e il tuo bellissimo elfocomesichiama hemm Mezzasegolas se non erro L:D L)per andare a sottometterti alle angherie di destino su WOW!!!T_T Nonciposso credere...non c'è + religione:tsk:

Deep61
13-02-2008, 17.31.42
OT rispondo a Simmer

Sino a poco tempo fa concordavo o quasi con l'idea di Squizzo (e come non farlo del resto i resoconti televisivi parlano chiaro)
Poi mi capita tra le mani il libro consigliato da un collega , la Babsi, se ci fai caso nel suo Blog, non si esprime come una scrittrice professionista (nel senso che non ha alcuna voglia impellente di pubblicare) ,semplicemente fa notare come amici comuni , questi scrittori abbastanza affermati i Wu Ming (Q - Manituana ecc ne cito solo due )e Giuseppe Genna l'abbiano spinta in tal senso.

A questo punto si puo' credere o meno a cio' che dice , questo ai fini del nostro ragionamento è assolutamente secondario, cio' che invece non lo è per me, è scoprire che la sua voce non è unica nel panorama letterario e non ,Peter Handke non è un semplice scrittore, quando diventi membro della Comédie Française, la faccenda si fa tremendamente seria ,non sei uno scribacchino in vena di gloria, successivamente scopri che dietro le Opinioni di Handke vi è un movimento che abbraccia piu' esponenti culturali(di vaste aree politiche ) ,non è semplicente un movimento sotterraneo, sponsorizzato dalla Serbia, per far sentire le sue ragioni e destabilizzare l'Occidente , anche altri scrittori hanno trattato l'argomento per vie traverse, la stessa Zeh Juli (Zeh Juli) nel suo romanzo che ti ho linkato, e che ti consiglio di leggere, ha trattato i balcani, e il problema della Droga come carta moneta con cui si finanziava il conflitto.

Babsi Jones ha scelto la forma romanzata per far giungere l'imput ad un numero maggiore di lettori, un suo eventuale saggio, si sarebbe perso negli scaffali di una qualsiasi libreria.
E non dimenticare che il blog letterario che ho linkato, non giudica il contenuto del libro,(non puo' conoscono la verita' e si guardano bene dall'interferire) ma bensi' la sue rencensione , cioe' un gruppo di artisti a vario livello, si è sentito in dovere di giudicare una recensione, senza aver mai letto il libro....lascio a te le dovute conclusioni.

Credo che in merito alle guerre dei balcani l'europa , quella ufficiale , quella dei TG , nasconda parte (limitiamoci a questo) della verita', solo il tempo credo fara' chiarezza sull'intera vicenda
che al momento è ancora fumosa ,mi sembrava doveroso, creare un momento di rilessione sull'intera vicenda tutto qui...



Deep

AlexandervonHumboldt
16-02-2008, 14.39.08
Sempre sul Kosovo:

Parla lo scrittore «jugoslavo» - come ama definirsi - Predrag Matvejevic: «Non credevo che saremmo arrivati così in fretta alla proclamazione d'indipendenza del Kosovo. Siamo nel vicolo cieco dei micro-stati, come dice Claudio Magris»
«Saltano gli equilibri delicati nei Balcani»
Tommaso Di Francesco

Per approfondire la crisi in atto nei Balcani con l'autoproclamazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo, abbiamo rivolto alcune domnade a Predrag Matvejevic, l'autore di «Mediterraneo», di «Tra asilo ed esilio», de «I signori della guerra», tutti testi che hanno rivelato le crisi dell'est e reso evidenti le nostre responsabilità verso la stagione della guerra tornata d'attualità negli anni Novanta nel cuore d'Europa. Predrag Matvejevic è stato citato più volte dall'editoriale di lunedì scorso apparso sul Corriere della Sera di Claudio Magris dal titolo «Le nazioni violente, Kosovo e identità intollerante» che, senza timori reverenziali, ha scritto: «Una mina immediata è costituita dall'imminente indipendenza del Kosovo, che era stata esclusa dal nostro governo quando l'Italia aveva partecipatao alla vergognosa guerra del Kosovo, intrapresa contro coloro - i serbi - che in passato avevano oppresso gli albanesi, ma che in quel momento erano semmai oprressi, e dunque intrapresa in soccorso dei vincitori. Nascerà - ha continuato - così nel Kosovo un mini-stato in cui non sarà possibile vivere a nessun serbo e di cui il leader Thaqi, ex guerrigliero dell'Uck di cui si sono viste molte fotografie marziali ma nessuna significativa azione militare, sta cercando di inventare una bandiera».
Che cosa pensi di questa, ennesima proclamazione unilaterale d'indipendenza nei Balcani?
Non credevo che si sarebbe fatto così presto, non perché i kosovaro albanesi non avessero già mostrato fretta, ma perché pensavo che gli americani li avrebbero fermati, avrebbero chiesto un po' di tempo per gestire la situazione caotica e dura che si sviluppa in Serbia. Invece ci fanno sapere che domenica ci sarà la proclamazione. Sarà una grande scossa in Serbia, non una sorpresa. Ci saranno sicuramente manifestazioni e una dura pressione per conservare le zone più fortemente serbe in Kosovo, come Kosovska Mitrovica e Gracanica. In ogni modo così la situazione nei Balcani rischia di complicarsi molto più di quello che si pensa. Non sappiamo ancora se il premier Kostunica, nazionalista moderato ma troppo vicino alla Chiesa ortodossa, con riferimenti clericali, sarà favorito da questa situazione. Rischia comunque di rafforzarsi il nazionalismo estremo che ha indebolito ogni opposixzione possibile di sinistra. Ora temo l'atteggiamento dei serbi della Repubblica serba di Bosnia, entità che fa parte della Bosnia Erzegovina, ma che di fronte alla proclamazione unilaterale del Kosovo, minaccia di separarsi e unificarsi a Belgrado, con le stesse ragioni, gli stessi criteri, lo stesso «diritto» di Pristina. Un atteggiamento sostenuto dagli estremisti craoti dell'Herceg Bosna (l'Erzegovina), anche loro parte della Bosnia unitaria ma che già di fatto si sentono separati, votando da anni per le elezioni a Zagabria - è una cosa indecente sulla quale la comunità internazionale tace e acconsente. Il leader dei serbi di Bosnia, Milorad Dodik è stato all'opposizione di Milosevic e contro il super-ricercato Karadzic, ma ora torna ad attaccare i musulmani di Sarajevo che chiama «nuova Tehran», approfittando dell'arrivo in Bosnia di un islamismo tutt'altro che laico e filooccidentale com'era prima della guerra, ma fortemente ancorato agli interessi dell'Arabia saudita. Che paga i piccoli Imam della provincia, costruisce moschee e centri islamici, lì dove la gente è più affamata. Perché la guerra etnica ha portato solo miseria e grandi affari al circo Barnum degli aiuti internazionali. Troppo tardi l'Occidente si è accorto dell'Islam moderato che c'era prima, quando a Srbrenica e a Mostar le milizie serbe e croate facevano scempio di quell'esperienza.
Parlavi del pericolo per gli equilibri dei Balcani. Che fine farà ora la Macedonia?
C'è sempre stata una storica divisione tra macedoni pro jugoslavi (diciamo pro-serbi) e macedoni pro-bulgari. Adesso che in Serbia c'è più nazionalismo che ai tempi di Milosevic, torna la possibilità che si alimenti di nuovo il confronto. Perché i macedoni hanno paura di una grande Albania che si va formando e già le statistiche, mai affidabili nei Balcani, parlano di 30-35% di albanesi macedoni. Ma gli albanesi nazionalisti dicono che sono molto di più, parlano del 50%. Naturalmente una piccola nazione come la Macedonia ne soffrirà, hanno paura del futuro e hanno memoria di un passato che parla di nazionalità che hanno tanto sofferto.
La guerra del 1999, la «guerra vergognosa» dice Claudio Magris, è una ferita che non si rimarginerà. Venne motivata dalla Nato come umanitaria. Ora anche il moderato presidente serbo Boris Tadic denuncia che, invece, serviva per una secessione etnica. Torniamo dunque ai piccoli stati, alle piccole patrie etniche...(continua)

AlexandervonHumboldt
16-02-2008, 14.39.41
Ho visto errori ed orrori da tutte e due le parti. La risposta serba ai bombardamenti è stata tragica quando hanno deciso di cacciare centinaia di migliaia di abitanti dal Kosovo. Io stesso sono andato incontro ai profughi disperati, ho incontrato quelli che a Otranto arrivavano sui gommoni, spesso derubati prima dalla stessa mafia albanese e italiana. È stato un grande errore dei serbi, ma ahimé gli albanesi non ne hanno tratto alcun profitto per i loro obiettivi politici. Già un altro dramma era stato rappresentato sotto i nostri occhi dai bombardamenti della Nato, con tanti «effetti collaterali» contro i civili sia serbi, anche a Belgrado, che albanesi. Ma i kosovari albanesi tornando in Kosovo dopo la guerra non hanno saputo conservare la dignità e la credibilità che avevano acquisito durante l'esodo. Hanno cominciato a non rispettare i serbi, ad essere aggressivi nei loro confronti, a cacciarli, ad attaccare i monasteri ortodossi. Le milizie dell'Uck non sono state davvero, come loro raccontano, uno strumento di difesa. Avrebbero potuto conservare la simpatia del mondo, invece da vittime sono diventate carnefici. E le vittime sono state tra il 10% dei serbi che avevano scelto di rimanere. Come dimenticare allora la «pulizia demografica», quella che negli anni Ottanta vide una grande crescita di popolazione kosovara albanese, che di fatto respinse molti serbi. Ma allora le frontiere jugoslave, a differenza del regime dei bunker di Enver Hoxha in Albania, erano aperte più di ogni altro paese d'Europa. E Tito, dopo moti ispirati da Tirana, avviò la definizione di una leadership kosovaro albanese assolutamente filo-jugoslava, con un Kosovo che aveva una sua autonomia particolare in Serbia ma dentro la Jugoslavia. Tra i leader c'era Azem Vlasi, sacrificato poi da Milosevic che abolì quello statuto d'autonomia. In Kosovo dunque c'era un sentimento anti-serbo ma non anti-jugoslavo. Un paradosso: non ci dimentichiamo che gli ultimi ad aver portato i ritratti di Tito quando già la Jugoslavia era distrutta, furono proprio gli albanesi del Kosovo. Grandi lavoratori, grande impegno per la Jugoslavia. Ora siamo «in Katanga» dicono gli albanesi del Kosovo quando litigano fra di loro. Gli «aiuti» internazionali hanno portato miliardi di dollari, e il 60% della gente è disoccupata e senza servizi. Con una nuova classe di super-ricchi legati al malaffare. E parlano d'indipendenza.
Eppure c'era la possibilità di un'alternativa. Nelle lunghe trattative Belgrado è arrivata a proporre una «autonomia al 95%». Qualcosa di molto simile allo statuto dell'Arcipelago delle Aaland e più del nostro Alto Adige - entrambi esempi rivendicati da Ibrahim Rugova, poi conquistato al carro dell'indipendenza a tutti i costi voluta dalle milizie dell'Uck, armate dagli Usa che in Kosovo hanno edificato Camp Bondsteel la più grande base militare d'Europa. E la crisi si internazionalizza: a prendere la parti dell'isolata Serbia arriva la Russia di Putin. La crisi divide l'Unione europea al sup interno e con le Nazioni unite: la Ue vuole una missione civile e di polizia per gestire la crisi, mentre in Kosovo c'è una missione della Nato che gestisce la Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza che riconosce la sovranità della Serbia. È un caos. Come finirà?
Mi ricordo molto bene quello che voleva Rugova, del quale sono stato ottimo amico. Ricordo l'attentato a Pristina contro la sua macchina, l'intimidazione contro di lui dei vertici dell'ex Uck ora al potere. Un trattamento che probabilmente lo ha portato alla morte. E vedo molto bene la strumentalità, che si serve della fede ortodossa, di Putin che arriva nell'area. Non mi fido di Putin, conoscevo la Politkovskaja. La Russia non ha fatto mai molto per gli slavi del sud. E Putin è l'ultimo che lo farebbe ma lui teme le sue proprie situazioni, gli indipendentismi del Caucaso. Inoltre l'Unione europea propone troppo poco alla Serbia, un ingresso tra molti anni, dopo la Croazia. Così la Serbia, il paese più grande dei Balcani cova il suo nazionalismo, amputato del Kosovo e senza possibilità di aderire subito all'Europa, anzi in conflitto con i paesi che riconosceranno il micro-stato Kosovo. Come finirà? Non lo so. L'indipendenza unilaterale è la risposta sbagliata, e sbaglia l'Unione europea ad appoggiarla. Noi dovremmo essere controcorrente e ricordare che i popoli serbi e albanesi hanno più cose per stare insieme che per dividersi. Come scriveva il socialista-comunista serbo Dimitri Etuzovic nel 1913, morto all'inizio della guerra del 1914. Il suo saggio si chiamava «Serbia e Albania» (anzi, lui diceva Arbania). Un libro fantastico che raccontava la sofferenza dei contadini e degli operai albanesi e serbi insieme, la solidarietà fra loro. Dobbiamo continuare questo filone. Tra asilo ed esilio c'è consapevolezza. Oltre il tradimento e l'oltraggio. Dove ogni parola critica della propria nazione è tradimento e ogni parola critica dell'altra nazione è oltraggio. Allora lo spazio tra tradimento e oltraggio è sempre più stretto, sempre più controllato. Stavolta questo spazio, mai tentato, anzi allargato a dismisura anche da scrittori come Ismail Kadaré che hanno soffiato sul fuoco, deve restare aperto. (il Manifesto, 15 febbraio 2008)