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Visualizza versione completa : Vendita chitarre: boom nel Regno Unito



Peter Pan
15-01-2007, 16.44.12
LONDRA- E' boom per la vendita di chitarre nel Regno Unito, un segnale che per il Times potrebbe indicare che la cultura del rap e dell'hip hop, con i dj che hanno sostituito i musicisti, sta forse tramontando. Un milione di chitarre sono state vendute nel 2006 in Gran Bretagna - 470.000 chitarre e bassi elettrici e 520.000 acustiche - secondo la Music Industry Association.

Si tratta di un numero doppio rispetto al 1999, e oggi il valore del mercato delle chitarre viene stimato a 110 milione di sterline, 165 milioni di euro, all'anno. Un boom che è stato aiutato anche dal calo dei prezzi degli strumenti, -25% negli ultimi due anni: oggi una chitarra ha un costo medio di 150 sterline, circa 225 euro.La corsa alla sei corde è guidata dagli adolescenti, indicano le statistiche, un segmento della popolazione dove suonare il rock è tornato di moda grazie alla popolarità di gruppi come The Kooks o Artic Monkeys.

Ma, dato interessante, ai molti teenager si affiancano numerosi anche quarantenni e cinquantenni, tra i quali sembra forte il desiderio di rinverdire l'amore per la chitarra, abbandonato - ma mai dimenticato - qualche decennio fa. (http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_2078683584.html)


Dati interessanti.
Soprattutto per il fatto che forse si sta preparando, finalmente, quella nuova rivoluzione che riporterà la cultura musicale a livelli accettabili che ci si aspetta da un po' ormai.

TheMax
15-01-2007, 17.06.33
Speriamo :hail:

Anche se sono quelli sono i gruppi che hanno ispirato questo boom...:azz:

Ma gli strumenti sono calati di prezzo anche da noi o come al solito siamo in leggere controtendenza? :mumble:

aries
15-01-2007, 17.10.41
non vedo come una moda come questa possa favorire una rinascita musicale (rinascita? perchè, c'è stata una nascita a livello di massa?), tanto più che oramai la chitarra in sè non è che può dar più di tanto, imho.

Peter Pan
15-01-2007, 17.17.26
non vedo come una moda come questa possa favorire una rinascita musicale

Questo boom può essere interpretato come un rinnovato interesse per la musica suonata. Il fatto stesso di applicarsi allo studio di uno strumento crea un ambiente favorevole allo sviluppo di una mentalità che si è persa negli ultimi 20 anni.


rinascita? perchè, c'è stata una nascita a livello di massa?

Più di una, è ciclico.
Ce ne sono state due principali, negli anni '50 e negli anni '70. E come vedi, i tempi sembrano maturi.


tanto più che oramai la chitarra in sè non è che può dar più di tanto, imho.

Si pensava questo anche dopo Chuck Berry, prima che arrivasse Hendrix.
Cmq non è lo strumento in sé, quanto appunto, come ho già detto, il fatto che questo dato possa essere interpretato come un rinato interesse dei giovani per la musica suonata.

hackboyz
15-01-2007, 17.24.59
Son contento anche perchè veramente della spazzatura uscita dalla fine degli anni '90 ai primi del 2000 spinta da video di papponi su MTV di gente tipo Ludacris, Snop Dogg, 50 Cent non se ne poteva più ... e potrei continuare all'infinito e ci metto anche il piattume di tutto l'R&B o pseudo tale e le varie Beyonce e cloni. E' stata un'ondata davvero devastante che ha soffocato moltissime produzioni rock, indie rock e alt rock non solo inglesi ma anche americane.

L'album dei Kooks è un capolavoro, un po' meno capolavoro quello degli Arctic Monkeys ma almeno ora si può parlare di musica. Certo manca la forza esplosiva di un gruppo come gli Oasis che ha fatto tornare il brit rock pop ai fasti passati a metà degli anni '90. Ma son proprio i tempi ad essere cambiati. Oltretutto praticamente non esiste più una rock band a livello mondiale se non gli U2 la cui musica ormai è rinchiusa in se stessa.

Anche negli USA comunque c'è stato un cambiamento sebbene i vari 50 Cent e Beyonce tengono banco soprattutto grazie ad alcuni gruppi "classici" alt rock come i The All-American Rejects, Fall Out Boy, My Chemical Romance che sono riusciti ad impattare nel mercato mainstream, ma sono solo la punta dell'iceberg.

AlexRnR
15-01-2007, 17.36.31
tabbozzi tremate! rock is not dead... and is coming back! :mad: :asd:

Peter Pan
15-01-2007, 17.44.20
il piattume di tutto l'R&B o pseudo tale e le varie Beyonce e cloni. E' stata un'ondata davvero devastante che ha soffocato moltissime produzioni rock, indie rock e alt rock non solo inglesi ma anche americane.


So bene quanto il concetto di "genere" sia ostico e al centro di molte discussioni, però ha una sua importanza al fine di un buon approccio culturale alla musica. Non alla classificazione di essa ovviamente.

Eppure noto che è stato fatto un disordine mostruoso. Io so cos'è il Rythm'n'blues. Ma quello che conosco io non è quello che pubblicizzano in TV.

L'R&B una volta era il rock'n'roll per i neri. Ora cos'è?
Poi c'era il funk, ora cos'è?
E il soul?

Io sento diverse canzoni di oggi e sento che questa è R&B, quest'altra è funk, quest'altra ancora soul.
Ma com'è che sono tutte uguali? Eppure hanno il nome diverso.

Credo che occorrerà qualcosa che rimetta un po' ordine ideologico in questo: c'è chi ha avuto la possibilità di chiamare le cose come voleva ed ha fatto confusione tra i termini!


Certo manca la forza esplosiva di un gruppo come gli Oasis che ha spinto il brit pop ai fasti passati a metà degli anni '90.

Bò... io ricordo che per noi negli anni '90 gli Oasis erano solamente l'ennesimo gruppetto boyband di alcuno spessore. Sto notando che hanno avuto una rivalutazione in questi ultimi anni: ovvio che andando sempre peggio, chi è venuto prima assume un certo valore relativo.

Sarà per questo che a me oggi gli Oasis non dispiacciono affatto?


Oltretutto praticamente non esiste più una rock band a livello [...] i vari 50 Cent e Beyonce tengono banco

Secondo me è perché facciamo l'errore di avere come punto di riferimento la MTV, e comunque da quanto ho potuto vedere, MTV non rappresenta la musica in America, ma solo una piccolissima parte.
Così come nel resto del mondo.

Non esistono band planetarie? Forse perché ormai la TV non presenta più le band di successo, ma ne prende qualcuna e la porta ad un successo virtuale, fittizio, non all'altezza delle reali potenzialità e capacità della band?

Gli U2 cmq sono un gruppo storico, si sono fatti 30 anni di percorso per essere dove sono e dove sono stati, ovvio che occorrerebbe dare la possibilità ad altri di farlo.
E credo che nel mondo ci sono prodotti altrettanto validi che ancora muovono la musica nei circuiti sotterranei ai palinsesti radio-televisivi.
Solo che non hanno possibilità di emergere.
Se non ci fosse la rete, no sapremmo neppure che esistono.

Ed è grazie alla rete che abbioamo la possiblità di venire a contatto con realtà musicali di un certo spessore che possono convincerci che la musica non è morta come si può credere.

Credo che tutto questo sistema sorretto dalle case discografiche, che tutto il mercato musicale (ma quant'è brutta sta parola, così senza senso eppure così esplicativa della realtà!!!) prima o poi collasserà su sé stesso e si ritornerà alla fine a un ritorno alle origini, ad una musica di nuovo genuina.

aries
15-01-2007, 18.49.36
cito gli antipatici linea77 :D

Non e' piu tempo di credere
che tutto giri intorno alla solita marchetta radiofonica
crisi di nervi discografica
sciogliete i cani per capire cosa va di moda oggi
...compra ragazzino compra!
ho seguito i miei fantasmi
ora fantasma sono
questo e' quel che hai
perche' tu lo vuoi!



Bò... io ricordo che per noi negli anni '90 gli Oasis erano solamente l'ennesimo gruppetto boyband di alcuno spessore. Sto notando che hanno avuto una rivalutazione in questi ultimi anni: ovvio che andando sempre peggio, chi è venuto prima assume un certo valore relativo.

NCUCDM :nono:
Oasis :metal:

Man.Erg
15-01-2007, 19.14.29
Certo che bisogna avere una fede di ferro per sperare che, solo perché è stata venduta qualche chitarra in più dell'anno scorso, la musica mainstream possa cambiare radicalmente. La musica va di pari passo con la cultura giovanile, e, mi pare, in questo campo abbiamo ormai quasi rasentato il fondo in maniera abbastanza imbarazzante.
La musica pura rimarra sempre quella di nicchia. Sono rari i casi di buona musica adatta ad un ampio pubblico, anche se è innegabile che il mainstream nei '70 fosse di qualità abnormemente superiore rispetto ai nostri tempi.

:birra:

hackboyz
15-01-2007, 19.25.52
Bò... io ricordo che per noi negli anni '90 gli Oasis erano solamente l'ennesimo gruppetto boyband di alcuno spessore. Sto notando che hanno avuto una rivalutazione in questi ultimi anni: ovvio che andando sempre peggio, chi è venuto prima assume un certo valore relativo.

Sarà per questo che a me oggi gli Oasis non dispiacciono affatto?
Ma vedi per la mia generazione (mi sembra di sentire mio padre :asd: ) gli Oasis sono stati la scoperta dell'altra musica, del rock ma non solo. Che non fosse cioè quella italiana o le canzoni che si sentivano alla radio. Hanno avuto un successo commerciale da boyband, erano pop se vogliamo, ma per i 12-13-14enni di allora magari senza fratelli grandi erano un gruppo "alternativo" e una scoperta assoluta, in un tempo in cui internet non esisteva tra l'altro, non so se rendo l'idea. Hanno aperto la strada praticamente a tutto: dai gruppi vecchi (Pink Floyd, Led, Queen, The Who) ai nuovi. Se chiedi a molti di quelli nati tra l'83 e l'85 magari ora ascoltano tutt'altro (metal o dance) ma hanno "iniziato" con gli Oasis (o i blur al limite) per in quelli anni erano gli U2 di qualche anno prima o i Metallica degli anni '80. E perchè allora il brit pop era il mainstream.

Quindi capisco benissimo la tua rivalutazione postuma.


Secondo me è perché facciamo l'errore di avere come punto di riferimento la MTV, e comunque da quanto ho potuto vedere, MTV non rappresenta la musica in America, ma solo una piccolissima parte.
Così come nel resto del mondo.
Prendo MTV come simbolo del mainstream. Ma basta guardare le classifiche Billboard di quegli anni e sempre gli stessi nomi c'erano. Per fortuna c'era anche altro (anzi molte delle mie band pseudo alternative preferite di oggi hanno creato i migliori album proprio negli "anni bui" di 50 cent, beyonce e compagnia :D) ma era molto più nascosto rispetto ad oggi.

F355
15-01-2007, 19.38.58
è una dato importante, ma purtroppo, se inciderà, toccherà il nostro paese tra almeno 5/6 anni.

Siamo molto indietro rispetto agli inglesi in merito soprattutto alla cultura Rock (specialmente Hard ). Lì c'è un crogiolo favorevole allo sviluppo e alla rinascita, qui invece la situazione è totalmente diversa ( sebbene di grandi nomi negli anni settanta noi se abbiamo avuti eccome ). La sottocultura musicale ( specialmente in questo periodo ) è davastante.

Di0
15-01-2007, 20.14.14
NCUCDM :nono:
Oasis :metal:

Degli oasis ho ascoltato i primi due lavori e debbo dire che era roba suonata proprio "male", senza coesione e, peggio ancora, senza alcuna originialità. Premesso che tra le loro canzoni e quelle di Lucio Battisti, dal punto di vista della chitarra, c'è solo una distorsione di mezzo e premesso che i loro accompagnamenti sono del livello di quelli che vogliono imparare a suonare la chitarra da spiaggia e che si possono fare dopo un mese di studio dello strumento (partendo da zero), nonostante questo il mondo non ne sentiva alcun bisogno.
Se il tuo metro di paragone per giudicare il mondo chitarristico è Noel degli Oasis, allora capisco perché ti viene da dire "che la chitarra in sè non può più offrire nulla", certo che dire questo dello strumento che forse ha più rivoluzionato l'immaginario collettivo dell'ultimo secolo è piuttosto azzardato, anche per uno che si riempie le orecchie di elettronica ed affini.
Però, c'è da dire che basare le nostre speranze solo su un dato di vendita delle chitarre in U.K. lo è altrettanto, ma tutto sommato lo facciamo perché sotto sotto sognamo sempre nel ritorno di un Alfiere Negro da osannare.
Per il resto, quoto in tutto e per tutto Peter Pan, comunque questo trend un pochino già si sente altrove.
Ricordo che in germania mi è capitato di finire in una discoteca dove in mezzo alla merdaccia alternavanoSmoke on The Water, Ac/Dc, Aretha Franklin, Donna Esmeralda (e non versioni remixate da qualche elettroepilettico), tanto per dirne alcune. :birra:

aries
15-01-2007, 20.21.49
Pardon, ma cosa me ne frega se sa suonare o no la chitarra?
A me importano le canzoni in sè, non se chi le interpreta è skillato o no :)
Alcuni pezzi degli oasis sono semplicemente fantastici.

hackboyz
15-01-2007, 20.31.01
Se chiedi a molti di quelli nati tra l'83 e l'85
ad esclusione di di0 :asd:


Degli oasis ho ascoltato i primi due lavori e debbo dire che era roba suonata proprio "male", senza coesione e, peggio ancora, senza alcuna originialità.
Nessuno ha preso come termine di paragone gli Oasis per la skill nel suonare la chitarra. Non è che bisogna essere Hendrix per tirar fuori belle canzoni, e se per te non ce n'è neanche una nei primi due lavori degli Oasis beh c'è poco da fare (avrei capito se avessi ascoltato gli ultimi due album) :D

Sull'originalità, non hanno mai preteso di essere innovativi, anzi hanno sempre palesemente e spudoratamente detto di ispirarsi al brit pop precedente, Beatles in testa ;)

Black Avatar
15-01-2007, 20.35.29
Io sono dell'83 e gli Oasis non li sopportavo manco quando ascoltavo la radio e guardavo mtv :asd:

hackboyz
15-01-2007, 20.37.24
vabbeh ma uno che viene a dar forza alla mia tesi? :asd:

aries
15-01-2007, 20.42.55
vabbeh ma uno che viene a dar forza alla mia tesi? :asd:

stand by meeeeeee nobody knoooows the way it's gonna beeee :metal:

:red:

Il_Re_dei_Fake
15-01-2007, 21.15.24
E poi spalavi merda sul metal? :-| Ma va a caghèr :asd:

aries
15-01-2007, 21.24.18
non spalo merda sul metal, come non regalo frigoriferi agli eschimesi :D

Ale555
15-01-2007, 22.07.08
Figuratevi che io son profondamente convinto che ogni decennio abbia la sua rinascita musicale, semmai da discuterne è quanto essa possa essere estesa/allargata a masse più o meno vaste (sempre di fruizione si parla, non di saperla anche suonare).
Ad esempio quella degli anni 80 fu molto intima ma non per questo meno importante.
Quella degli anni 60 la diversificherei abbondantemente da quella degli anni 50 perché partita in un altro continente e da basi totalmente differenti.
Paradossalmente l'unico decennio a non avere un'identità culturalmente distinta è proprio quello che stiamo vivendo.

Peter Pan
16-01-2007, 09.02.58
Certo che bisogna avere una fede di ferro per sperare che, solo perché è stata venduta qualche chitarra in più dell'anno scorso, la musica mainstream possa cambiare radicalmente. La musica va di pari passo con la cultura giovanile


Proprio questo è il discorso che si sta facendo: si spera che in questyi anni che verranno, questa generazione di ragazzi che stanno tornando alla musica suonata possa creare un nuovo movimento e di conseguenza dare nuova linfa alla cultura. Che si apprende, mica si nasce imparati. ;)

Come già detto, non ci si sta inventando nulla né si sta sperando in qualche miracolo, semplicemente si sta avendo fiducia nei corsi e ricorsi storici, e già altre volte si è visto come dalle ceneri sia sempre rinata una certa cultura giovanile che ha scosso lo stantio della musica, rivoluzionando tutto.



Ma vedi per la mia generazione (per i 12-13-14enni di allora) erano un gruppo "alternativo" e una scoperta assoluta,

Ok ho capito, parli di un'altra generazione allora.
Io avevo già 20 anni e per noi gli Oasis erano solo una boyband che non poteva certo competere con ch in quegli stessi anni stava dando il meglio di sé (un nome a caso, Radiohead).
Comunque si, confermo che c'era chi impazziva per gli Oasis, solo che noi che arrivavamo come treni dagli anni '80 non abbiamo mai capito il perché, dopotutto ci sembrava l'ennesimo gruppetto che sfruttava il filone Beatles.


Hanno aperto la strada praticamente a tutto: dai gruppi vecchi (Pink Floyd, Led, Queen, The Who) ai nuovi.

Si, immagino che per la tua generazione sia stato così, e si spiegherebbe quindi il successo degli Oasis (e da questo punto di vista, lode al merito degli Oasis): ma quelli della mia generazione erano già scafati, la NWoBHM l'abbiamo vissuta in pieno, e già quando avevamo assimilato il rock anni '60-'70. Sarà per questo che eravamo già "vaccinati" contro gli Oasis. ;)


Prendo MTV come simbolo del mainstream. Ma basta guardare le classifiche Billboard di quegli anni e sempre gli stessi nomi c'erano.

Infatti MTV c'era già. :mecry:


Siamo molto indietro rispetto agli inglesi in merito soprattutto alla cultura Rock (specialmente Hard ).

Siamo molto indietro rispetto al resto del mondo specialmente in tutto!!!

Quando noi qui avevamo Bobby Solo dall'altra parte dell'Oceano c'era Hendrix!!!! Ma ci rendiamo conto in quale humus abbiamo cercato di muoverci?

Peter Pan
16-01-2007, 09.07.19
Ma gli OESAIS (http://www.emiliosolfrizzi.com/indexn.php?idar=31) li avete mai sentiti? :roll3: Mitici Toti & Tata!!!


http://www.totietata.com/im/oesais_2.jpg


Questi (http://www.totietata.com/canzoni/oesais.htm) sono pazzi! :uiui:

Sbudiz88
16-01-2007, 10.14.17
:asd:

blamecanada
20-01-2007, 14.56.59
Il fatto che vendano piú chitarre non vuol dire che la gente si metta a studiarlo lo strumento, può semplicemente strimpellarlo.
Pop schifoso o rock schifoso sempre schifo fa, ed ho serii dubbi che le cose possano cambiare: come fatto notare la musica va a pari passo cólla cultura, ed essendo cosí non c'è nulla di buono da aspettarsi musicalmente.

Peter Pan
20-01-2007, 16.32.56
Il fatto che vendano piú chitarre non vuol dire che la gente si metta a studiarlo lo strumento, può semplicemente strimpellarlo.


E questo secondo me già è tantissimo. La cultura e ciò che conta, dici, ma come ho già detto la cultura non nasce dal nulla, ma è un seme che attecchisce su terreni fertili. E questo può essere considerato una concimazione di terreni potenzialmente fertili ma incolti.
Non sarà acquistare una chitarra a fare cultura, ma io non sono nato imparato: ho cominciato strimpellando una chitarra, tutto il resto è venuto dopo.

blamecanada
21-01-2007, 03.52.41
Non sarà acquistare una chitarra a fare cultura, ma io non sono nato imparato: ho cominciato strimpellando una chitarra, tutto il resto è venuto dopo.
Io parlavo di cultura in senso lato, non mi riferivo soltanto alla musica.
Il problema non è come si inizia (giustamente strimpellando), ma se nasca in seguito la volontà di studiare!

Antinoos
21-01-2007, 09.40.08
Siamo molto indietro rispetto al resto del mondo specialmente in tutto!!!
Quando noi qui avevamo Bobby Solo dall'altra parte dell'Oceano c'era Hendrix!!!! Ma ci rendiamo conto in quale humus abbiamo cercato di muoverci?

Appunto. A volte son troppo stanco per continuare a leggere o a lavorare, allora ogni tanto passo un'oretta o due ascoltando la tv (io che la tenevo sempre spenta): l&o, house, bones, un altro paio di cosette del filone investigativo. Quando non ne danno, allora in genere spengo tutto (e mi dolgo che per la classica o il jazz al volume in cui la sento io è tardi e nelle cuffie non vien bene).
Ad un certo punto, nello zapping..investigativo non capisco bene in che tipo di programma mi sono imbattuto, mi pare quella è_éata di cochi e renato: tutto ciò che vedo è un ..culo (scusate) formato famiglia beante davanti alla telecamera. Era quel beota di celentano. Peraltro applauditissimo per un nudo intanto di infima volgarità e poi sicuramente passato di moda (come lui del resto). Patetico.
Ecco in che pantano (non esattamente pregno d'humus) "artistico" (e osannato) si è mossa e si muove l'italia -________-

(*) NAturalmente il problema non è il nudo artistico. Quello di celentano, di arte o satira o irona o comicità non aveva nulla...

Peter Pan
21-01-2007, 10.18.44
Il problema non è come si inizia (giustamente strimpellando), ma se nasca in seguito la volontà di studiare!

Io non lo escluderei a priori ;)


Si parla sempre dell'Inghilterra, mica dell'Italia. E fino ad oggi l'Inghilterra non ha mai deluso. Basta aprire un libro di storia della musica. :)


Ecco in che pantano (non esattamente pregno d'humus) "artistico" (e osannato) si è mossa e si muove l'italia

Io invece bazzico spessissimo sui canali satellitari liberi.
Sono spesso fermo sui canali della RAI come RaiEducational o Futura.
E mi chiedo come cazzo possa essere possibile che i programmi che vedo lì debbano essere elegati a "poichi eletti".

Perché sono fatti davvero bene e ancora portano avanti il discorso di una RAI dei tempi che furono, e furono davvero splendidi.
La tv terrestre ormai è tutta pettegolezzo, sceneggiato fotocopia, informazione di regime (d'opposizione, caso unico nel mondo!).

Ma sui canali satellitari io posso continuare a vedere cultura, programmi intelligenti e ben fatti. Che mi stupiscono. E mi fanno incazzare ovviamente, proprio per i motivi di cui sopra.


Il sottobosco, amici miei, pullula ancora di ottima linfa vitale. Il problema sta a non farla venire fuori.
Il problema è che siamo visti tutti come consumatori, pecore in un recinto, e cercano di manipolare i nostri interessi, di indirizzarli verso le volontà delle case discografiche - dove con la legge non possono, e già con la legge hanno (dis)fatto molto - continuando a mostrarci solo ciò che vogliono farci vedere, ci convinciamo che la realtà sia solo quella, e come tale ci comportiamo.
I gusti dei ragazzini sono indirizzati verso un mercato preconfezionato, privo di ogni vitalità. Statico, sintetico, ma affatto artificiale: è tutto vero, anche se non corrispondente alla realtà del mondo della musica in Italia.

Ben vengano quindi quelle scintille che appiccano il fuoco della conoscenza, ben venga Internet libera dove ci possiamo consigliare questo o quell'altro che in TV e alla radio non ascolteremo mai.

Ma è possibile che per ascoltare qualcosa di decente dobbiamo ancora andare a graffiare il barile di 20 anni fa?

Antinoos
21-01-2007, 11.24.31
intervento
quoto in tutto (tranne sulla musica inglese che non preferisco, ma qui non c'entra nulla)
Mi piacerebbe spostarmi sul satellitare, o fruire dei programmi rai edu (che appunto erano almeno ben fatti, e non per revanscismo), ma purtroppo dove vivo non c'è neppure adsl.
Come dice a volte una mia amica, facciamo da ..portatori sani (e non omologati) di cultura. Ma con stanchezza, a volte, devo confessare..

Peter Pan
21-01-2007, 13.34.08
Ma con stanchezza, a volte, devo confessare..

Pià che con stanchezza, direi con amarezza: a volte avere impiegato tempo della tua vita in qualcosa di più costruttivo, che non fosse dettato da qualche moda della TV, sinceramente mi fa sentire un paria alle volte.
Emarginato lo sono sempre stato effettivamente, mentre gli altri impazzivano con li primo Jovanotti io proponevo i Deep Purple, e mi guardavano con sufficienza, come se fossi un alieno.

Effettivamente è triste vedere qualcuno che non presta neppure ascolto a qualcosa se non è la TV a propinarglielo.

Anzi, a somministrarglielo. Come se fosse una dose prescritta dal regime.

Che palle!

blamecanada
21-01-2007, 19.00.04
Peter, secondo me hai ragione, il punto è che i forti poteri economici sono difficili di combattere, come si può far ragionare chi è lobotomizzato dal subire passivo dei messaggi televisivi? Pensare è faticoso, meglio farlo fare agli altri, pensano molti. E le case multinazionali festeggiano (il bello è che gli stessi componenti di queste subiscono su di sé gli effetti di questo malato meccanismo che aliena l'uomo rendendolo un'automa caratterizzato unicamente dalla smodata ed inutile ricerca del successo economico.
Come prima il discorso vale sia in generale, che nel caso musicale.

Raziel7
22-01-2007, 12.47.36
Ok, avranno anche venduto più chitarre e questo è palese non è indice di maggiore crescita musicale verso uno stile (quale può essere sicuramente il pop rock britannico), ma se non hanno venduto anche più batterie rispetto agli anni passati li troveremo tutti per strada a cantare i grandi successi dei Beatles. :asd:

Peter Pan
22-01-2007, 14.39.12
Peter, secondo me hai ragione, il punto è che i forti poteri economici sono difficili di combattere, come si può far ragionare chi è lobotomizzato dal subire passivo dei messaggi televisivi?

Come posso darti torto?
Però ho la speranza che le cose sono in continuo cambiamento, e nulla assicura che le cose, per come si sono strutturate, potranno andare avanti in eterno.
Dopo tutto anche questo ci è insegnato dalla storia: il rock'n'roll esplose proprio in una situazione sociale come la nostra, statica e preconfezionata per un pubblico di pochi borghesi. Considerando il fatto che il mercato musicale è rivolto a chi ha molti soldi e poco tempo per pensare (chi è che investirebbe su mercati in cui non c'è moneta?), oggi come allora, ecco che spero che anche questa volta l'impero di cartone, ormai talmente chiuso in sé stesso, rimarrà senza linfa vitale e crollerà.
Mentre invece le fila di coloro che avranon cercato nuovi canali si saranno così ingrossate che il mercato non potrà più fare a meno di ignorarli.

E tutti si ripeterà ancora una volta.

Almeno è quello che spero.

Matt
22-01-2007, 14.49.01
I still don't like guitars.

zombie_chicken
22-01-2007, 16.51.15
la vendita di chitarre è aumentata grazie all'esplosione del rock indipendente di massa, ovvero centinaia di gruppetti senza un minimo talento che scimmiottano gli strokes e che sono stati presi dall'industria musicale come nuovo punto di riferimento commerciale (mtv gli ha anche dedicato un intero canale )
un ciuffo un pò così, una t-shirt figa, converse, occhiali con la montatura grossa, fender jazzmaster. abilità canora non richiesta, canzonette da due accordi che cercano di sembrare low-fi e uno sputo di elettronica che non guasta mai.
prodotti dall'industria discografica, pubblicizzati su internet grazie a myspace e da finti passaparola lanciati da persone pagate per farlo, destinati a scomparire dopo un singolo di successo.

ciò che è veramente interessante è il grandissimo potenziale dei nuovi mezzi di comunicazione per l'evoluzione della musica.
se negli anni 70 un italiano aveva pochissime possibilità di venire a conoscenza delle avanguardie del rock teutonico oggi sta tutto lì, su internet, basta avere la voglia di cercare.
mtv non si abbatterà mai, e l'ascoltatore svogliato continuerà ad ascoltare solo ciò che radio e tv gli obbligano di ascoltare.
ma era così anche una volta (con la differenza che allora le radio passavano i led zeppelin), solo che oggi tutto il mondo può godere di the velvet underground & nico, mentre quando uscì fu patrimonio di poche migliaia di persone ( "ma ognuna di esse formo una band" cit.)

questo ritorno alla musica suonata (seppur in forma ridicola) penso sia positivo.
chi compra una chitarra elettrica prima o poi qualche fraseggio blues o qualche riff rock proverà a snocciolarlo, o no?
moltissimi si stancheranno e abbandoneranno per inseguire la nuova moda, ma sono sicuro che qualcosa di buono verrò fuori da questi teenager neo-chitarristi.

blamecanada
23-01-2007, 21.07.52
Bla ble bli blo blu
Ma tu sei ancora vivo? :asd:

Peter Pan
24-01-2007, 00.25.42
la vendita di chitarre è aumentata grazie all'esplosione del rock indipendente di massa, ovvero centinaia di gruppetti senza un minimo talento che scimmiottano gli strokes e che sono stati presi dall'industria musicale come nuovo punto di riferimento commerciale (mtv gli ha anche dedicato un intero canale )

Fonte? :.:


negli anni 70 un italiano aveva pochissime possibilità di venire a conoscenza delle avanguardie [...]
mtv non si abbatterà mai, e l'ascoltatore svogliato continuerà ad ascoltare solo ciò che radio e tv gli obbligano di ascoltare.
ma era così anche una volta

Non per contraddirti, ma non è affatto vero: non c'è alcun paragone tra gli anni '70 ed oggi, tra le possibilità che avevamo noi ragazzi di allora rispetto ai ragazzi di oggi.

Innanzitutto il mercato musicale come lo conosciamo noi oggi si è sviluppato dalla fine degli anni '80 (molti fanno coincidere con il 1987 l'inizio del declino).
Le case discografiche ancora inseguivano i gusti e i desideri degli ascoltatori.
Solo in Italia c'era Sanremo che continuava a far da padrone, ma era solo una facciata patinata. Al di fuori della scatoletta luminosa c'erano interi universi che venivano esplorati.
Negli anni '70 c'erano le radio che trasmettevano al di fuori di qualsiasi controllo commerciale: anche per questo sono passate alla storia con il nome di "radio libere".
Proprio attraverso i dj di quelle radio i giovani degli anni '70 potevano conoscere i gruppi musicali che poi hanno fatto storia.
Ed i negozi di dischi erano straforniti di novità da tutto il mondo.
Altrimenti non sarebbe stato possibile che nella terra della canzonetta si potessero sviluppare gruppi musicali italiani che avrebbero portato il rock made in Italy in tutto il mondo (la scena progressive ne è l'esempio più lampante).
C'era molta più conoscenza e cultura allora che non adesso che abbiamo internet. Perché internet è un oceano sconfinato, e le cose si perdono facilmente.

Negli anni '70 era tutto più genuino.

zombie_chicken
24-01-2007, 13.19.20
disclamer: sarò prolisso e noioso
scusate.
ciao blame


Fonte? :.:

basta guardarsi un pò attorno:
da un lato abbiamo pete doherty che diventa icona pop, i white stripes che scalano le classifiche dei migliori gruppi della storia (?), e gli arctic monkeys che esplodono grazie al passaparola e diventano i beniamini della stampa inglese.
dall'altro l'indie viene codificato come genere e diventa un fenomeno di costume impressionante: migliaia di ragazzini americani imbracciano la chitarra e mettono su Myspace le canzoni del loro gruppetto.
nasce un mercato che si alimenta da solo, chi fa indie ascolta indie, i dischi girano molto, grazie anche a un rinnovato gusto per ciò che è sconosciuto, la stonatura e il lowfi casalingo (che però se all'epoca di pavement e dinosaur jr era una forma di espressione, ora è dettato solamente da mancanza di talento)
nascono siti internet dedicati alla promozione dei soli gruppi indie, chi non ha la chitarra tira su una base con fruityloops e inizia a produrre indie-tronica, l'industria inizia a fiutare l'affare.
nasce mtv flux, rete dedicata al pop-rock "alternativo", vengono confezionate e iperprodotte rock band come si faceva a suo tempo con le boyband, nascono figure pagate per "innescare passaparola", promuovere gruppi nei canali telematici.

in Italia l'industria raccatta un clone mal riuscito dei blink 182, aggiunge tre o quattro frange posticce (in pratica l' "indie" deve il suo successo ad un nome meno omossessuale dell' "Emo" unito a frange ugualmente stilose :uiui: ) e crea i Finley, nuovi idoli delle Peninsulane Premestruate, mentre rimanendo all'indie puro (quello più o meno underground) a scamparla nel bel paese è miss violetta beauregarde, ex suicidegirls che da troietta alternativa è finita per entrare nella classifica dei migliori dischi dell'anno dell'indie-guru Beck (che immagino abbia qualche disfunzione uditiva a sto punto )


Non per contraddirti, ma non è affatto vero: non c'è alcun paragone tra gli anni '70 ed oggi, tra le possibilità che avevamo noi ragazzi di allora rispetto ai ragazzi di oggi.

non so, più che possibilità parlerei di forma mentis, ovvero di una maggiore coscienza e consapevolezza politica e musicale dei giovani dell'epoca. di una forte cultura dell'opposizione, contro un mondo che era di colpo era apparso vecchio, e di una voglia di migliorare le cose che poi s'è persa nel tempo.

ovvero, probabilmente era più facile incontrare un fan degli Area negli anni 70 che non uno degli Uzeda oggi, ma parlando di possibilità, di mezzi, oggi sono decisamente maggiori.
ai tempi si veniva a conoscenza di un disco grazie al passaparola, grazie ad un negozio di dischi (alcuni negozi londinesi con le loro classifiche di preferenze hanno guidato i gusti di intere epoche) o ad un passaggio radiofonico (mentre non ho idea della qualità della stampa musicale italiana di allora oltre al famoso gucciniano bertoncelli).
oggi, nonostante radio e tv siano divulgatori di merda, la globalizzazione e internet offrono possibilità impressionanti.
farsi una cultura musicale è oggi semplice e se si vuole anche gratuito, l'autoproduzione non costa quasi nulla, e l'autopromozione ancora meno .

il problema principale del cosidetto "internet 2" è l'abbassamento della qualità media dell'offerta dovuto ai quintali di merda inutile che viene riversata ogni giorno sulla rete sotto forma di blog, filmati di youtube, musica di myspace, ma rimane un territorio con potenzialità immense che spero sboccino in qualcosa di concreto.

e speriamo prima o poi cambi anche la forma mentis, e che la genuinità torni di moda.:Palka:

Peter Pan
24-01-2007, 14.44.59
basta guardarsi un pò attorno

Ok, ma non capisco come questa prospettiva dimostri la tua affermazione di prima.


non so, più che possibilità parlerei di forma mentis, ovvero di una maggiore coscienza e consapevolezza politica e musicale dei giovani dell'epoca. di una forte cultura dell'opposizione, contro un mondo che era di colpo era apparso vecchio, e di una voglia di migliorare le cose che poi s'è persa nel tempo.

Ribadisco il concetto espresso più volte: quello che mostrano alla radio e alla televisione non è rappresentativo dell'attuale situazione socioculturale giovanile in Italia.
Ma ne è solo una immagine distorta e preconfezionata: vogliono farci credere che siamo tutti così, ma non è vero.
Ora, dici che ti guardi intorno, io non so dove abiti e che ambienti frequenti, ma ti posso assicurare che basta girare, in ogni città trovi un forte underground che si muove ancora vitale e che è depositario di quella cultura che negli anni '70 era più lampante e che oggi non è affatto scomparsa.

Fatte le debite proporzioni matematiche e considerazioni concettuali, ho visto più gente a un nostro concerto con gli Hatfield che non a uno di uno dei tanti artisti di grido italiani. Per considerazioni, ad esempio, mi riferisco al modo in cui sono stati pubblicizzati i due eventi e al luogo diverso in cui si sono svolti.


farsi una cultura musicale è oggi semplice e se si vuole anche gratuito, l'autoproduzione non costa quasi nulla, e l'autopromozione ancora meno

Era così anche prima.

zombie_chicken
24-01-2007, 15.45.11
Ok, ma non capisco come questa prospettiva dimostri la tua affermazione di prima.

"la vendita di chitarre è aumentata grazie all'esplosione del rock indipendente di massa, ovvero centinaia di gruppetti senza un minimo talento che scimmiottano gli strokes e che sono stati presi dall'industria musicale come nuovo punto di riferimento commerciale (mtv gli ha anche dedicato un intero canale )"

non capisco quale affermazione non reputi vera:mumble:
il fatto che l'indie-rock/pop sia esploso negli ultimi anni?
il fatto che sia rappresentato da gruppi senza particolare talento o ambizione artistica?
il fatto che l'industria abbia trovato nella forma della canzone pop-rock disimpegnata e leggera ma con facciata alternativa e indipendente un punto di riferimento commerciale oggi più di ieri?
il fatto che mtv gli abbia dedicato un canale?




Ribadisco il concetto espresso più volte: quello che mostrano alla radio e alla televisione non è rappresentativo dell'attuale situazione socioculturale giovanile in Italia.
Ma ne è solo una immagine distorta e preconfezionata: vogliono farci credere che siamo tutti così, ma non è vero.
Ora, dici che ti guardi intorno, io non so dove abiti e che ambienti frequenti, ma ti posso assicurare che basta girare, in ogni città trovi un forte underground che si muove ancora vitale e che è depositario di quella cultura che negli anni '70 era più lampante e che oggi non è affatto scomparsa.

Ovviamente non siamo TUTTI così, ma la tv diventa rappresentativa quando la gente agisce prendendo ispirazione da essa.

In facoltà imbattersi in ignoranza e pressapochismo è frequentissimo, benchè siano tutte persone selezionate attraverso un "difficile" test di ingresso.

guardo fuori dalla finestra del mio appartamento e mi imbatto OGNI giorno in 20-30 adolescenti che passano il loro INTERO pomeriggio in un parcheggio, seduti attorno ai loro motorini a farsi scherzi stupidi mentre le loro compagne stanno in un'altro angolo e improvvisano stacchetti da cubista per allenarsi per la discoteca del sabato pomeriggio (CAZZO DROGATEVI ALMENO:mad: ).

vado in treno e un pazzo inizia ad inveire ad altissima voce imprecando come Sgarbi gli ha insegnato contro una signora, la quale non sa difendersi, non riesce a ribbattere alle banalissime accuse rivoltele e continua a ripetere l'unica formula che conosce, quell'acido "si vergogni, si vergogni.." che sente tutti i pomeriggi nei salotti della De Filippi.
quando il tizio se ne va il vagone esplode in un applauso, il pubblico è contento.

certo, i teatri continuano ad avere pubblico, e diversi locali continuano a promuovere buona musica, ma da quello che dici sembra che tu viva in una favola decisamente distante dall'italia che vedo tutti i giorni.
probabilmente c'è anche una differenza generazionale tra noi due, ma io guardandomi intorno vedo terra bruciata ovunque.




Era così anche prima.
l'offerta oggi è immensamente superiore nella quantità e nella varietà. non so cosa trasmettessero le radio nei 70, ma oggi basta andare su google per trovare senza difficoltà una pagina che ti elenchi decine di nomi appartenenti alla scena di musica improvvisata in giappone, tanto per fare un esempio.