PDA

Visualizza versione completa : Scrivere canzoni



d0nk4
04-11-2006, 16.09.46
Lo so,che non esiste una vera e proia guida ecc ecc è che le cose sono due o sono un genio o devo seguire qualke corso,ma visto ke non sono ne l'uno ne l'altro vorrei creare qualche pezzo musicale con la mia chitarra che si adatti ad i miei testi.Lo schema mio iniziale sarebbe:
1.Introduzione
2.Pezzo
3.rit.
4.pezzo
5.assolo
6.rit
7.out

Penso che possa andare come schema,solo che non so:

1.Come adattare gli accordi(es. se mi servono malinconici ecc ecc)
2.Come attaccare un'accordo ad un'altro.In pratica il "giusto equilibrio"
3.Come creare un assolo visto che penso che seguendo alcune scale dovrei riuscirci.Ma quali scale?



Non sono un genio ma vorrei almeno riuscire con le mie forze as creare qualche pezzo unico che riesca a ricordare.

Avete qualche consiglio?Qualche sito?Palka o anche il reverendo possono aiutarmi nel mio cammino verso il componimento?

E ormai un buon annetto che suono e sono soddisfatto di quello che ho fatto ma voglio di piu'!Non voglio imitare ma creare cose mie,un mio stile,magari appoggiandomi inizialmente a gruppi che mi piacciono ecc ecc.

Grazie in anticipo.

Peter Pan
04-11-2006, 16.15.15
Già che hai strutturato il tuo desiderio in questo modo così pragmatico, è indice che sei completamente fuori strada.

A meno che tu non voglia fare una delle solite cacate che ormai appestano il mondo della musica in proporzione 10000 a 1.

Una canzone viene da sé, come i sentimenti.
Non decidi di averne uno: ti ritrovi ad averlo.

aries
04-11-2006, 16.17.41
omg la penso come peter :eek2: (non che abbia esperienza nel settore, eh...)
più che altro mi sembra un approccio molto manieristico e poco artistico/creativo

Raziel7
04-11-2006, 16.29.13
Non posso far altro che quotare quanto detto da Peter Pan. Puoi avere una ricerca mentale più o meno esasperata nel cercare la nota giusta, ma il pezzo viene da sè relativamente alla fantasia che hai da esprimere in quel momento. L'improvvisazione come la fantasia stessa ti permette di adattarti ad un qualunque tipo di esecuzione, quale esso sia improvvisare su un pezzo già esistente, quale improvvisare per creare un qualcosa di orecchiabile che suscita il tuo animo ad intonarlo, a farlo più tuo, cioè a far nascere una canzone.

Il lato più teorico del tutto prevede una conoscienza minima della teoria musicale. Nella musica molte scale si possono intrecciare fra loro, e una conoscienza delle scale modali ti può sicuramente essere d'aiuto (ringrazio NewBusterSword che mi diede una mano tempo fa). Avrai una scala, un giro armonico preferito cosa che ti sarà d'aiuto per cercare di trovare nuovi orizzonti.

Wikipedia fà al caso tuo, privo di spiegazione della scala napoletana maggiore e delle scale diminuite, ma sono cose che non ti serviranno mai (anche se conto di mettermici al lavoro presto per capirle).
Ti risparmio la fatica e ti linko la pagina che ti serve: http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_modale

Raziel7
04-11-2006, 16.34.15
Aggiungo solo una cosa al mio intervento. Prima di affogarti su assoli e ritmiche complesse pensa a confezionare un pezzo orecchiabile e con i tempi giusti. Forse mi sono espresso male, con alcuni termini che possono fraintendere la passione che uno mette nel fare le cose, però è inevitabile che come c'è una parte istintiva nel comporre c'è anche una parte ragionata che purtroppo spesso prende il sopravvento.

Brian O'Blivion
04-11-2006, 17.46.36
Dai una lettura a questo (http://users.unimi.it/~gpiana/dm8/campanino/forma%20e%20percezione.htm):birra:

E divertiti con quest'altro (http://www.armelin.it/CollanaPDM/097.htm):asd:

d0nk4
05-11-2006, 15.11.56
Immaginavo delle risposte del genere =)

Grazie in ogni caso :)

StrangeVibration
05-11-2006, 15.57.04
E vero che bisogna seguire l'ispirazione, ma secoli di studi hanno stabilito delle regole. Certo, puoi ignorarle, ma quasi sicuramente finirari col fare cose esteticamente non valide, oggetivmente non chiare, e che non verranno capite.
Io penso che le regole siano fatto per essere raggirate, ma solo chi conosce profondamente queste regole puo permettersi di farlo(di Chopin e Debussy al mondo ne passano raramente).
Le successioni armoniche sono soggette a regole. Le successioni melodiche sono soggette a regole. Le scale sono soggette a regole. Insomma, e una materia vastissima la composizione. Se vuoi realmente approfondire, prima di pensare alla teoria devi occuparti della storia.
Ti consiglio Nuova storia della musica, di Riccardo Allorto, abbastanza sintetico. E dei libri di teoria musicale. E se vuoi scrivere, fondamentale, impara il solfeggio. Le tablature sono per gente ignorante e sono infinitamente incomplete rispetto alle partiture.

TheMax
05-11-2006, 20.00.06
. Le tablature sono per gente ignorante e sono infinitamente incomplete rispetto alle partiture.

Non generalizzare, c'è anche chi suona solo per hobby e non ha tempo/soldi per andare a lezione o per studiare teoria musicale.

Peter Pan
05-11-2006, 20.07.57
Non generalizzare, c'è anche chi suona solo per hobby e non ha tempo/soldi per andare a lezione o per studiare teoria musicale.

C'è anche gente che ha scritto la storia della musica senza per questo conoscere la teoria musicale.
Il primo esempio che mi viene in mente è B.B. King che non ha mai fatto segreto del fatto che non conosca neppure il nome degli accordi... eppure...
Mentre di contro conosco un sacco di persone che conoscono solfeggio e teoria musicale ma di musica ci capiscono nulla. Non li definirei neppure musicisti: non basta saper scrivere o suonare la musica per esserlo.

La musica è arte, non mera conoscenza di essa. Uno può anche avere conoscenze, ma se non ha musica dentro di sé, musicista non lo sarà mai. Al massimo sarà solo un esecutore. Al contrario, chi ha musica dentro di sé sarà musicista anche senza saper leggere uno spartito.

Per fare musica occorre tekné, e non necessariamente essa è costituita di conoscenze teoriche.

stan
05-11-2006, 21.05.52
Però i veri geni li conti sulle dita di una mano Peter. Che io ricordi non esiste un musicista che non abbia mai avuto almeno un mentore. Secondo me la teoria musicale va conosciuta, o quantomeno bisogna darci uno sguardo. L'alternativa è (se appunto non sei un genio) passare ore sullo strumento, indubbiamente se sei dotato qualcosa ci esce fuori, ma non abbastanza quanto sarebbe il risultato combinato con una conoscenza della teoria.

Questo discorso, ricordo, era venuto fuori anche nel mio thread sul jazz.

Peter Pan
05-11-2006, 21.17.33
Però i veri geni li conti sulle dita di una mano Peter.

Non occorre essere genii per riuscire a fare buona musica senza la teoria.
Così come non è la teoria a fare il genio musicale.

Come ho già detto, la teoria è solo uno strumento in più, neppure tanto essenziale.
Anzi, a volerla dire tutta, può essere solo un espediente a cui può ricorrere un pessimo musicista per credersi migliore di quanto non lo sia in realtà.


Secondo me la teoria musicale va conosciuta, o quantomeno bisogna darci uno sguardo.

E perché no? Mica ho detto il contrario.
Ho solo detto che non è fondamentale l'erudizione in essa, o il considerare la teria come unico punto di valore.
Uno può anche essere ignorante, che male c'è se sa suonare comunque e sa scrivere canzoni?

Comunque io ho parlato di tekné, con cui intendo la perizia che uno si crea anche con la propria esperienza. E non ci vedo nulla di male, se per un attimo si considera che la conoscenza della teoria musicale altro non è che tekné creata dall'esperienza di musicisti del passato, che si è andata tramandando con il tempo. In fondo essa non esisteva prima di essere ideata e realizzata, e ci sono musicisti che istintivamente e inconsapevolmente mettono in pratica dettami della teoria musicale esattamente come quei musicisti del passato che hanno contribuito a trascrivere la loro esperienza nei dettami della teoria.


L'alternativa è (se appunto non sei un genio) passare ore sullo strumento, indubbiamente se sei dotato qualcosa ci esce fuori, ma non abbastanza quanto sarebbe il risultato combinato con una conoscenza della teoria.

Ma anche no. Se sei dotato ti esce qualcosa anche senza teoria. Anche senza teoria, non è detto che conoscendola ti esce qualcosa di meglio. Anzi... spesso la teoria e il volerlo applicare snatura l'istintività di certa musica, e il volerla seguire a tutti i costi tende a mortificare l'istintualità musicale.
Se non sei dotato puoi anche essere ferratissimo in teoria: non è detto che quello che ti esce fuori debba necessariamente essere meglio di quello che esce da chi è a digiuno di teoria.

Basti semplicemente prendere in considerazione l'universo della musica etnica. Non è che lì i genii si sprecano.

Raziel7
05-11-2006, 22.43.24
Peter, non capisco questo accanimento "contro" la conoscienza, seppur autodidatta, della teoria musicale. Il discorso lo volgerei più su un altro fronte, ed esattamente da un tema che tu hai riportato. Secoli fà, quando tutto venne creato nessuno era a conoscenza della teoria perciò è stata trascitta negli anni, cosa che ha coniato STILI nel suonare i diversi strumenti che popolano il pianeta. Non conoscere la teoria significa come suonare lo strumento in una maniera propria che difficilmente troverà riscontro nei diversi metodi con cui uno strumento viene suonato. Spesso questo si traduce in una pochezza artistica, in quanto i geni che coniano nuovi STILI sono davvero pochi. Nel senso contrario, involontariamente, si và a suonare un proprio stile musicale in cui solo la persona che lo ha decodificato ci sà ritrovarci. Difficilmente artisti che non conoscono la teoria musicale suonano nella maniera in cui può fare un diplomato in tale strumento. Non si può pretendere di suonare COME qualcuno che ha studiato altri stili, in quanto o lì studi, o sei un genio, o ti devi adeguare adattandoti e creandone uno tuo personale.

Tutto nasce dai cromatismi, perciò questo semplifica l'autodidattismo.

Fabio
05-11-2006, 22.54.55
Peter, non capisco questo accanimento "contro" la conoscienza.

Io non capisco invece questo accanimento contro la lingua italiana. :asd:

Peter Pan
05-11-2006, 23.11.35
Peter, non capisco questo accanimento "contro" la conoscienza, seppur autodidatta, della teoria musicale.


E dove lo vedi questo mio accanimento?
Io non ho parlato mica di questo.


Non conoscere la teoria significa come suonare lo strumento in una maniera propria che difficilmente troverà riscontro nei diversi metodi con cui uno strumento viene suonato.

Ma anche no. E pure se fosse, che c'è di male?
Se non sbaglio, uno che fece quello che tu dici è stato Hendrix, non mi sembra che qualcuno abbia mai avuto da ridire sulla sua eterodossia.


Spesso questo si traduce in una pochezza artistica, in quanto i geni che coniano nuovi STILI sono davvero pochi.

Io credo che siano molti più di quello che il mercato riesce a venderci.
Per ogni Mozart che è salito alla ribalta, ce ne sono altri 1000 che sono morti sconosciuti.


Nel senso contrario, involontariamente, si và a suonare un proprio stile musicale in cui solo la persona che lo ha decodificato ci sà ritrovarci.

Ma anche no.


Non si può pretendere di suonare COME qualcuno che ha studiato altri stili, in quanto o lì studi, o sei un genio, o ti devi adeguare adattandoti e creandone uno tuo personale.

Questa non l'ho capita.


Comunque ribadisco il concetto: non ho espresso alcuna rimostranza contro lo studio teorico. Ma solo contro il suo considerarlo come unica fonte di musica.

Raziel7
05-11-2006, 23.24.34
Ho solo voluto fare questa osservazione, in quanto mi sembra che sia stata confusa la teoria musicale come fonte di musica e l'assenza di teoria musicale la non fonte di musica. Non ho assolutamente voluto dire che il metodo autodidatta fosse sbagliato, in quanto, anche io che "difendo" la teoria musicale sono per lo più un autodidatta. Stop. L'ultimo concetto che non è stato compreso cercherò di renderlo semplice in questa maniera: è come pensare che una tab fatta molto bene non suona come una partitura.

Peter Pan
05-11-2006, 23.34.32
Ho solo voluto fare questa osservazione, in quanto mi sembra che sia stata confusa la teoria musicale come fonte di musica e l'assenza di teoria musicale la non fonte di musica.

Non da me, non in senso assoluto almeno: è proprio per questo ho introdotto il concetto di tekné. ;)


Non ho assolutamente voluto dire che il metodo autodidatta fosse sbagliato.

Io neppure.


è come pensare che una tab fatta molto bene non suona come una partitura.

Io non l'ho mai pensato.

Abigail
06-11-2006, 10.46.50
Mah, per quanto riguarda il tema "comporre canzoni" posso dare il mio contributo in questo senso: nel mio gruppo siamo in 8, e comprendiamo buona parte delle tipologie "umano-musicali" conosciute: c'è il musicologo teorico uscito dal conservatorio, il jazzista, il casinaro, il minimalista, l'istintivo, l'incazzato, un po' tutti insomma. E in generale funziona così: qualcuno arriva con un giro d'accordi, o un riff, insomma con un elemento di base che gli piace, sul quale gli altri costruiscono, un po' alla volta, le proprie parti. Si imbastiscono le strofe, i ritornelli ed eventuali variazioni, il tutto mentre il cantante cerca di impostarci sopra una melodia.

Quando, alla fine, viene fuori qualcosa di identificabile come una "canzone", si passa al lavoro "di fino", dove le tipologie umane cominciano a manifestarsi. Il teorico ipotizza che forse in quel passaggio una settima diminuita è migliore di una minore, perché è armonicamente più corretto. Il jazzista chiede al cantante di adottare una cadenza diversa sul preinciso perché così sembra troppo scontato. L'incazzato cambia il suono della chitarra sul ritornello per staccare rispetto alla strofa. Il casinaro aggiunge sette note in più perché dice che così la voce è più sostenuta, e si mette a litigare con il minimalista che dice che così c'è troppo casino e non si capisce niente. Il batterista ci mette un paio di rullate in più, perché si diverte. E la canzone, in qualche modo, salta fuori.

Ora, mi rendo conto che componendo da soli non si può avere la pluralità di giudizio e di gusto di otto persone diverse, ma, in piccolo, il lavoro dovrebbe essere più o meno lo stesso. Parti da un'idea di base, armonica, melodica o lirica, cerca di estenderla, e poi lavora di fino. Noi di solito si fa così.

...Ma ovviamente è solo una delle possibili alternative.

Umilmente...
:) :) :)

Brian O'Blivion
06-11-2006, 12.01.35
Volevo aggiungere di non fare troppa confusione parlando di tablature,esse nascono come supporto cartaceo per cordofoni,non intendono assolutamente sostituire la tradizionale sheet music,ci mancherebbe...escludendo la loro diffusione per principianti,esse servono fondamentalmente per comode trascrizioni,ad esempio,di assoli chitarristici improvvisati,le tab hanno un'infinità di figure speciali e si può letteralmente riportare la linea considerando la moltitudine di effetti ed espressioni tecniche variegate eseguite in quella registrazione dunque,a livello didattico ha del buono,in fondo,ci sono anche altri sistemi,per lo più diagrammi,da quelli per sintetizzatori utilizzati da Klaus Schulze ai moduli matematico\metallurgici sviluppati dall'esperto di strumenti ad ancia,Anthony Braxton.

StrangeVibration
06-11-2006, 14.24.01
Dire sostanzialmente che la teoria puo non servire a niente e eresia.
Dire che al limite,un musicista non dotato ma teoricamente colto puo fare "l'esecutore" e eresia.

Il jazz e improvvisazione. Nell'esecuzione. Ma l'esecuzion si basa su fondamenta teoriche che non possono essere assolutamente ignorate. Poi che uno si formi queste basi con lo studio con l'esperienza non cambia il fatto che queste basi sono imprescindibili. Se vuoi fare del jazz senza saperne una h della sua struttura farai di tutto tranne cha jazz.
L'uomo non inventa mia niente. Prima studia, poi rielabora e ne tira fuori qualcosa di personale. Ma se non si conosce non si crea.

Riguardo all'esecuzione. Beh fare l'esecutore e una delle cose piu impegnative che ci siano in campo musicale. Certo si puo far tutto all'acqua di rose, ma si puo fare anche il compositore all'acqua di rose, e vi garantisco che e piu facile che fare l'esecutore.
Un esecutore deve studiare a fondo tutti contesti che riguardano un dato pezzo. Autore, periodo storico, influssi e tendenze. Oltre a questo deve avere la capacita tecnica di dominare il pezzo alla perfezione e saperlo rileggere in chiave personale.
Dire "al massimo sara un esecutore" significa non avere idea di cosa ci sia dietro ad una grande esecuzione.

Peter Pan
06-11-2006, 15.14.21
Dire sostanzialmente che la teoria puo non servire a niente e eresia.
Dire che al limite,un musicista non dotato ma teoricamente colto puo fare "l'esecutore" e eresia.

Secondo quale religione?


L'uomo non inventa mia niente. Prima studia, poi rielabora e ne tira fuori qualcosa di personale. Ma se non si conosce non si crea.

Quindi il jazz esisteva prima ancora che Art Tatum imparasse a suonare il pianoforte?


Se vuoi fare del jazz senza saperne una h della sua struttura farai di tutto tranne cha jazz.

Charlie Parker non sapeva né leggere nè scrivere musica, né tantomeno l'ha mai studiata. Quindi Charlie Parker non suonava jazz?

Anche Jaco Pastorius era digiuno di teoria musicale. Quindi anche lui non ha mai saputo suonare?


dire "al massimo sara un esecutore" significa non avere idea di cosa ci sia dietro ad una grande esecuzione.

Se lo dici tu...

StrangeVibration
06-11-2006, 16.08.03
Secondo quale religione?
Sicuramente non secondo la tua...



Quindi il jazz esisteva prima ancora che Art Tatum imparasse a suonare il pianoforte?
Ma leggi? Che pensi che il jazz sia nato da solo senza derivare da altre forme musicali?
Niente si crea da zero, neanche l'energia.Lo sapevi?



Charlie Parker non sapeva né leggere nè scrivere musica, né tantomeno l'ha mai studiata. Quindi Charlie Parker non suonava jazz?
Anche Jaco Pastorius era digiuno di teoria musicale. Quindi anche lui non ha mai saputo suonare?
Non penso proprio che da non sapere cosa sia una nota siano diventati grandi musicisti jazz. Credi che suonassero jazz gia nella pancia delle rispettive madri?



Se lo dici tu...
Ho perso tempo a quotare per nulla. Stai vaneggiando come al solito. :look:
Aspetta ora vado da un analfabeta a dirgli di scrivere un bel romanzo. Fara certamente un capolavoro:asd:
Tanto l'arte
Al contrario, chi ha musica dentro di sé sarà musicista anche senza saper leggere uno spartito.non ha bisogno di regole no?:sisi:
Basta che abbia il libro dentro, in qualche modo uscira. Spero non dal retto.

Raziel7
06-11-2006, 16.53.33
Dire sostanzialmente che la teoria puo non servire a niente e eresia...etc. etc.
Tempo fà girava su Google Video una intervista del nostrano pianista di fama mondiale Giovanni Allevi reduce dalla passata tourneè in Cina. Allevi sostiene che il frutto della sua composizione è un fatto matematico derivato dagli anni che ha passato a studiare pianoforte. Ha raccontato di un pezzo (che per chi ha avuto la fortuna ieri di vedere il programma della Dandini potrà confermare) che ha scritto all'interno di una ambulanza, senza toccare una nota sul pianoforte.

La teoria musicale porta a questo, è inevitabile. Non dico ne che la cosa è positiva ne che la cosa è negativa, ma l'aspetto esoterico che viene spesso citato riguardo l'autodidattismo mi sembra eccessivo; cosa che ho cercato di spiegare nel precedente intervento. Il Jazz, si è evoluto negli anni, nessuno ha inventato il jazz, attenzione Peter. Volendo prenderla più larga la questione, possiamo dire che magari tutti potessimo studiare il proprio strumento. Io odio lo studio imposto in generale, sia quello scolastico per un diploma, sia quello hobbystico per il pianoforte. Se avessi avuto la voglia di studiare, adesso potrei essere un giovane di talento, invece di sentirmi dire che sono un talento cocciuto che non ha intenzione di sbocciare. Personalmente ho evidenti limiti, vuoti, che solo con un mentore o appunto lo studio potrei colmare, ma niente di più. Già so che citerai Hendrix nel tuo prossimo intervento Peter, perchè non tutti fanno il mio ragionamento, però a chi più e a chi meno è un esempio piuttosto comune.

Raziel7
06-11-2006, 16.59.24
Riguardo la questione sull'esecutore una risposta tangibile si trova nel vibraphone. Questo strumento, o meglio, coloro che lo hanno suonato nella storia e quelli che lo continueranno a suonare fanno distinzione fra la pura e semplice esecuzione di un pezzo e la capacità adattativa che si ha nell'eseguire un determinato pezzo con tanto di integrazione propria. Al contrario di altri stumenti, dagli anni '70 ad oggi questo strumento si è collocato SOLO nella seconda tipologia di esecuzione. Siamo sinceri, il primo tipo di esecuzione, un qualunque diplomato (ma anche no) con uno spartito davanti è capace di eseguire il brano.