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Visualizza versione completa : [FOTO PESE] L'ultimo samurai: Cronache di un viaggio in Giappone



Mach 1
29-08-2006, 13.52.33
piccolo spin off dalla discussione precedente. E' arrivato il momento di postare qualche foto, e ho pensato che, non potendo modificare il titolo della precedente discussione, ed avendo intenzione di inserire una discreta quantità di fotografie qui dentro, forse era il caso di aprire una nuova discussione dove comparisse ben chiara la presenza di tali foto all'interno.

detto questo, se siete d'accordo, comincerei con le prime

Mach 1
29-08-2006, 14.03.37
le foto sono veramente tante ma le presenterò poche alla volta, col passare dei giorni, in modo da non floodare da subito tutto. Seguirò l'ordine cronologico del viaggio, pertanto mi sembra proprio il caso di cominciare con...........


TOKYO
quartiere Shiba

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Questo è il quartiere di Shiba, a Tokyo, una zona abbastanza centrale, a poche fermate dalla stazione di Tokyo, più precisamente vicina alla stazione di Hamamatsucho, stazione che mi resterà sempre nel cuore in quanto punto di partenza di ogni nostra escursione la prima settimana, dato che Shiba è stato il quartiere dove risiedevamo noi con l'albergo. La foto è una panoramica della strada principale del quartiere, e sullo sfondo si può vedere fare capolino la Tokyo Tower.

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questo è l'ingresso dello shiba park, nel medesimo quartiere. All'interno del parco, tanto per cambiare, si trova un templio, e quello è il suo ingresso: un ingresso tipico di tutti i templi buddisti giapponesi dove due demoni vengono messi come guardiani a protezione dei luoghi sacri. La foto mi piace particolarmente perchè racchiude un po' lo spirito di tutto il giappone, sempre in bilico tra la tradizione dei suoi templi e la modernità dei suoi grattacieli.

http://static.flickr.com/85/227446595_9d3ea59ab3_o.jpg
questo è il medesimo ingresso, sullo sfondo però si può vedere la torre di Tokyo. molti giapponesi la detestano perchè, effettivamente, stride non poco con il contesto urbano di tokyo, tuttavia resta comunque un attrattiva imperdibile per un turista, specie per la panoramica che si può godere a sopra di essa.

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qui ci troviamo già il giorno dopo all'interno del templio dello shiba park, il templio dovrebbe essere lo Zojoji .
se non ho preso una cantonata leggendo sulle guide quelle che compaiono in questa foto dovrebbero essere delle raffigurazioni di Jizo, una sorta di divinità buddista protettrice di coloro che soffrono, specialmente dei bambini, ed è colui che accudisce gli spiriti dei bambini morti prematuramente. Le pettornie e gli ornamenti rossi dovrebbero, a quanto ho letto, venire posti dalle madri che pregano per i loro figli, il che spiegherebbe anche la presenza di tutte quelle girandole colorate. Effettivamente la vista di queste sorte di altari non è la più confortante che potrete trovare in giappone e più di una volta, trovandomici davanti, mi sono chiesto se non fosse irrispettoso fare delle fotografie, ma poi lo spirito del reporter ha prevalso tutte le volte.

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ed eccoci alle pendici della torre di Tokyo, effettivamente a guardarla da sotto è piuttosto altina. La torre se non ho capito male è proprietà di un network televisivo, tanto che al suo interno potrete trovare la da noi soprannominata "merda rosa" ( la mascotte del network ) giocare con i bambini. All'interno della torre dovrebbero trovarsi anche un acquario e un museo delle cere ma è inutile negare che l'unico vero motivo per cui vi si sale è il panorama di tokyo che si può ammirare dai suoi belvedere, panorami che vedrete nelle prossime fotografie:

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ma da Shiba ora prendiamo la linea Yamanote, la linea ferroviaria della Japan Rail che con il suo percorso ad anello imbriglia le zone di Tokyo più importanti, e ci dirigiamo verso il centro di Tokyo

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il glorioso treno della linea Yamanote: se mai doveste andare a Tokyo sarà sicuramente la linea che più di tutte utilizzerete. Rapido, puntuale, comodo, pulito, e chi più ne ha più ne metta.

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questa è la stazione del treno di Hamamatsucho

Mach 1
29-08-2006, 14.19.41
TOKYO
Tokyo centro

http://static.flickr.com/79/228129453_2f55df41d6_o.jpg
e questa è un altra tipica stazione ferroviaria giapponese, presa direttamente dalla motrice del treno.

ci muoviamo quindi verso il centro di Tokyo, e quale meta può essere la prima se non il parco del palazzo imperiale?

http://static.flickr.com/97/228129454_28dea44b31_o.jpg
qui possiamo ammirare la skyline di Tokyo dai giardini del parco.

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qui l'ingresso al parco. é interessante sapere che all'ingresso del parco una guardia vi consegnerà un testimone di plastica che dovrete conservare e riconsegnare una volta usciti dal parco. Probabilmente serve solamente per avere una rapida stima di quanta gente sia all'interno del parco in ogni momento, in modo da non chiudervi nessuno dentro la sera, visto che alle 17 i cancelli vengono chiusi. Sistema semplice ma alquanto efficace. L'interno del parco non è nulla di che, forse fin troppo ordinato e preciso rispetto alla nostra idea di parco, pertanto vi risparmio ulteriori foto. Vi si trovano immensi prati tagliati all'inglese da una parte e una zona un po' più alberata a nord, incluso un piccolo laghetto.

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una delle fortificazioni del parco che si rispecchia nel fossato circostante, che abbraccia tutto il perimetro del parco.

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questo invece è l'incrocio del quartiere Ginza, il quartiere commerciale più alla moda di Tokyo. se siete alla ricerca di un capo firmato o di un vestito all'ultima moda recatevi qui, è pieno di centri commerciali enormi che vendono quasi esclusivamente vestiti ed atelier delle più importanti case di moda mondiali ( inutile dire che era pieno di negozi di armani, dolce & gabbana, prada, valentino.... )

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ed ora, col calare della sera, ci si trasferisce a Roppongi uno dei quartieri di Tokyo famosi per la vita notturna, assieme a Shinjuku e Shibuya. Sfortuna vuole che la metà dei locali sia scarsamente accessibile per i turisti alle prime armi come il sottoscritto in quanto tutte le insegne sono scritte in giapponese, inoltre trovandosi per la maggior parte all'interno dei piani superiori dei vari palazzi non avevano nemmeno a disposizione vetrine che permettessero di intuire di che attività si trattasse e quanto care potessero risultare tali attività.

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e queste sono alcuni scorci notturni del quartiere, illuminato dai neon. In giappone sembrano andare pazzi per i neon. Capite quanto un quartiere possa offrire sotto il profilo del divertimento dalla spropositata quantità di neon che vi si trovano. Vi assicuro che alcune zone di Tokyo e di altre città giapponesi la notte sono praticamente illuminate a giorno dalle insegne al neon e per la prima volta ho capito che sensazione devono provare le farfalle e le mosche che quotidianamente entrano in camera mia la notte attirate dalle luci di televisori, computer, lampadari e affini. A volte il senso di rincoglionimento e disorientamento che tutte queste luci provocano è palpabile.

Mach 1
29-08-2006, 14.33.28
e per ora ci fermiamo qui. Prossimamente su questi schermi, magari dopocena, i quartieri di Harajuku, Shinjuku e Shibuya.

Looky
29-08-2006, 15.05.39
Il mio sogno viaggiare in giappone :heart: :heart: :heart:
e visitare + che le città grandi i paesi che penso siano molto folkloristici :D
e se ci scappasse anche trovarmi una ragazza giappo visto che non sono niente male :sisi:.

cmq
l'inglese lo parlano in tanti o solo poche mosche bianche?
e se posso chiederti il costo del viaggio i giorni e la compagnia con cui hai volato , te ne sarei grato :Palka: ^^

uizz
29-08-2006, 15.23.28
Mammamia che spettacolo :eek2:

Belle foto, complimenti ;) :dentone:

PS: e scusa se ti ho insozzato il topic con i miei commenti :P

Mach 1
29-08-2006, 15.24.40
Il mio sogno viaggiare in giappone :heart: :heart: :heart:
e visitare + che le città grandi i paesi che penso siano molto folkloristici :D
e se ci scappasse anche trovarmi una ragazza giappo visto che non sono niente male :sisi:.

cmq
l'inglese lo parlano in tanti o solo poche mosche bianche?
e se posso chiederti il costo del viaggio i giorni e la compagnia con cui hai volato , te ne sarei grato :Palka: ^^

per le info del viaggio e i costi vai qui:
http://forums.multiplayer.it/showthread.php?t=277765
per le giapponesi posso confermare che sono mediamente molto belle. Non ho idea di come siano caratterialmente ma per gli occhi sono una gioia.
per quanto riguarda l'inglese, ora come ora è materia di studio nelle scuole, quindi in futuro si dovrebbero trovare via via più persone che parlano inglese. Io personalmente non ne ho trovate moltissime, ma in fin dei conti neanche pochissime, però ho riscontrato che in molti, anche se ti dicono che non lo parlano, probabilmente per timidezza, lo capiscono piuttosto bene, solo che poi non si fidano della propria pronuncia e ti rispondono in giapponese :asd:
Ad ogni modo io e il mio amico non sapevamo una parola di giapponese, io solamente conoscevo l'inglese e ce la siamo comunque cavata tranquillamente per 3 settimane intere, completamente da soli. Negli alberghi e nei posti più turistici qualcuno che parla inglese lo trovi sempre. Spesso i venditori di souvenir lo parlavano, essendo sempre a contatto con i turisti. Ora magari non potrai intavolare interessanti conversazioni con chiunque ma per la sopravvivenza di base te la cavi senza problemi.

billygoat
29-08-2006, 15.28.30
belle foto! :birra:

com'è strano vedere in alcune foto tanti giapponesi e nemmeno una macchina fotografica! allora non è parte integrante del loro corpo... :asd:

Hob Gadling
29-08-2006, 15.35.45
Ti invidio, Mach.
Il viaggio in Cina che feci qualche anno fa, finora è stata una delle esperienze migliori della mia vita: immagino come tu possa esserti sentito a visitare il Giappone, se anche per te l'Oriente è così affascinante.
Spero di potere quanto prima bissare la mia esperienza asiatica col Giappone.

Nel frattempo andrò a gustarmi il tuo resoconto del viaggio, che, se è scritto con la tua consueta precisione e lucidità, varrà sicuramente molto più di una qualsiasi guida turistica.

:birra: per te, a questo e a molti altri viaggi.

stan
29-08-2006, 15.41.31
Eh si, qui si rosica abbestia!

Vorrei racimolare una bella sommetta e girare un po' tutto il mondo. Oh si, prima o poi lo faccio.

Aspetto volentieri altre belle foto. :birra:

MarcoLaBestia
29-08-2006, 16.04.40
meraviglioso :birra:

Mach 1
29-08-2006, 16.27.09
visto che ho tempo, e magari dopo ne ho di meno, ne posto ancora qualcuna:

Harajuku

il quartiere di Harajuku è famoso per il parco Yoyogi all'interno del quale si trova il santuario Meiji Jingu, e per il viale commerciale Omotesando, dove i giapponesi amano andare a fare delle caotiche vasche, del quale vi posterò alcune foto più avanti.

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prima di entrare in un tempio Giapponese si trovano queste fonti, la cui funzione è simile ai nostri fonti battesimali. Tramite quelle specie di mestoli bisogna sciacquarsi le mani e la bocca in segno di purificazione, per non contaminare l'area sacra.

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questi li ho trovati all'interno di molti templi, ma francamente non ho capito bene cosa sono e a che servono. Penso siano una sorta di tamburi, probabilmente utilizzati in occasione di determinate cerimonie, se qualcuno dovesse saperne qualcosa di più me lo dica, grazie.

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questo è il Meiji Jingu all'interno dello Yoyogi park, il nostro secondo impatto con un tempio giapponese. Se un giorno avrete intenzione di visitare il giappone, scegliete con molta cura i templi da visitare. Molti meritano di essere visti per le proprie caratteristiche uniche, come una particolare architettura, o la presenza di particolari tipi di arredi, decorazioni o giardini, ma alla lunga tutti finiscono un po' per assomigliarsi, come se veniste a milano e vi faceste il giro di tutte le chiese, per intenderci. Pertanto cercate di limitarvi ai principali ed ai più interessanti altrimenti ora della fine ne avrete le scatole piene.

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all'interno di molti templi vi sarà data la possiblità di acquistare ad una modica cifra delle tavolette di legno vergini, sulle quali scrivere i vostri desideri o le vostre preghiere, per poi appenderle in posti come questo. E' interessante ogni tanto soffermarsi a leggerle perchè ve ne sono alcune davvero buffe. si va dai più classici e seri "vorrei che la mia famiglia sia felice" a vere perle come "vorrei che l'everton vincesse la coppa d'inghilterra"

Shinjuku
poche fermate più a nord si trova shinjuku, uno dei cuori di Tokyo. a sinistra della stazione potrete trovare la zona finanziaria, famosa per i suoi grattacieli, mentre sulla destra si trova un ampio quartiere di divertimenti, e poco più a nord il quartiere Kabukicho, dove sono concentrati tutti i locali di smaialeggio di Tokyo. Curioso anche notare come vi sia solo una strada a 4 corsie a delimitare un quartiere come Shinjuku est, ritrovo di teen-ager, con il quartiere di Kabukicho, ritrovo di zozzoni. Forse il modo in cui certi nostri Tabù vengono vissuti all'estero ci fa capire come in fin dei conti attorno a certi argomenti, come il sesso, ci facciamo per via della nostra cultura ben più problemi di quanti non dovremmo farci.

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ad ogni modo ecco come si presenta dapprima Shinjuku ovest. Nei pressi della stazione si trovano molte vie commerciali, specialmente di negozi di elettronica. Questo è Yodobashi camera, uno dei negozi di elettronica e fotografia più grandi di Tokyo. A differenza di quanto si potrebbe pensare, non vi si trovano all'interno novità sconcertanti rispetto a quanto viene venduto da noi, tutte cose che nel giro di pochi mesi vedremo anche sui nostri scaffali: e francamente consiglio di aspettare che arrivino da noi perchè acquistare prodotti di elettronica in giappone è un vero salasso.


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ed ora finalmente ci troviamo a passeggiare sotto i grattacieli. il colpo d'occhio è affascinante, non ho viaggiato molto fuori dall'italia e mai mi era capitato di camminare all'ombra di bestioni del genere di acciaio e cemento. Spettacolare. Sono talmente grandi che nemmeno una fotografia riesce a abbracciarli completamente e darne l'idea delle dimensioni. altro particolare interessante è che, sebbene ti aspetteresti di trovarti in un quartiere freddo, pieno di acciaio e cemento, i giapponesi hanno saputo ritagliarsi delle aree verdi anche alle pendici dei grattacieli, con addirittura piccole foreste e finte cascatelle all'uscita degli stessi.


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ovviamente non si può andare in un quartiere di grattacieli senza salire sopra qualcuno di essi ed ammirare il panorama, ed ecco cosa si vede. Questa è scattata dal Tokyo Government Building....

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mentre questo è proprio il Tokyo government Building ripreso da un grattacielo adiacente ad esso.

Mach 1
29-08-2006, 16.49.55
http://static.flickr.com/65/228141531_660d884c4c_o.jpg
questa invece è il lato est di Shinjuku, quartiere come vi dicevo di locali e divertimenti, in larga parte esclusivamente pedonale. come vi dicevo, in tutti i luoghi dove c'è vita e divertimento, insegne e luci la fanno da padrona.


abbandonato Shinjuku è tempo di vedere il cuore del casino di Tokyo:

Shibuya

anche il quartiere di shibuya è tagliato in due dalla linea Yamanote. A ovest della stazione troverete tanti locali notturni e il famoso "incrocio di Shibuya", simbolo della Tokyo notturna. A est della stazione invece alcuni viali commerciali sui quali, come potrete vedere fra poco, il caos è ordinaria amministrazione.

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ecco infatti come appare normalmente questo quartiere. Francamente non ricordo se si tratti del viale che parte da shibuya o di Omotesando che parte da Harajuku ( più probabile che sia quest'ultimo ). ad ogni modo l'apparenza inganna è ciò che appare come un intricatissima marea umana è invece una composta folla che, disposta per file parallele, viaggia come le automobili per strada, divisi su due corsie con differenti sensi di marcia. Tokyo è una città incredibilmente dinamica e se volete fare un esperimento provate a inchiodarvi di colpo mentre camminate su uno di questi viali: sicuramente verrete tamponati ogni volta da chi vi sta seguendo.

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e questo è lo stesso viale, visto da una differente prospettiva.

la cosa bella di Tokyo poi è che in un quartiere come questo potrete incontrare ogni genere di persona e di corrente modaiola, come nei tre esempi qui di seguito:

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ragazze ben curate ed eleganti.

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ragazze giovani fasciate nei più classici kimono.

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e adolescenti conciate a questa maniera!

per non parlare poi delle famose ragazze Ganguro, abbronzatissime, ossigenate e truccate e vestite in maniera alquanto improbabile, delle scolarette vestite con le loro classiche uniformi, di darkettoni e punk, sembpre però con quel tocco giapponese dal quale loro non riescono a staccarsi.

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questo è il famoso incrocio di Shibuya di cui vi parlavo, fotografato un po' di sgamo da un luogo in cui non si poteva ( che ci volete fare, sono italiano! ). la particolarità di questo incrocio è che l'attraversamento regolato da semafori viene prima garantito alle automobili in tutte le direzioni, dopodiché tutti i semafori contemporaneamente diventano verdi per i pedoni e, causa anche il fatto che vi sono attraversamenti diagonali dell'incrocio oltre ai classici perpendicolari, il colpo d'occhio che ne deriva è veramente affascinante.

Mach 1
29-08-2006, 16.56.16
continuerò sta sera o domani con le ultime 15 immagini di Tokyo, per poi intraprendere il viaggio nel resto del giappone.

Mach 1
29-08-2006, 21.04.15
ultimo intervento della giornata

Asakusa

quartiere nella zona nord-est di Tokyo, sede del più grande templio della città, meta decisamente da visitare per chi vada a Tokyo, per l'atmosfera che caratterizza il quartiere.

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prima di tutto, la via che porta verso il templio è decisamente caratteristica. Essa è costituita da un lungo e angusto vialetto, sempre caoticamente invaso da persone, coperto, e seguito sui due lati da file di negozietti e bancarelle che vendono dolci tipici, souvenir e altri articoli tipici giapponesi. Se siete a Tokyo e dovete acquistare qualche souvenir questa è una delle zone che non dovete mancare.

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ecco una delle bancarelle di cui vi parlavo: dolci per tutti! non provate mai per nessuna ragione al mondo dei biscottini rotondi gialli fatti a mano che sembrano tanto essere degli invitanti frittelloni. In realtà sono dei cracker salatissim e speziatissimi che fanno veramente schifo! ne abbiamo comprati 10, ne abbiamo mangiato 1 e mezzo, e gli altri sono finiti in un cestino. I giapponesi per certe cose hanno dei gusti veramente assurdi. Dovreste provare la loro Fante all'uva e la loro Fanta cream mellon per capire di cosa sto parlando.

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a sinistra del templio principale ad attendervi una tipica pagoda a cinque ordini in stile giapponese.

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e qui l'atrio e l'edificio principale del templio. Complice il fattore turismo, all'esterno dei templi si respira sempre un aria molto spensierata e allegra e solo entrando all'interno degli edifici, dove si prega o dove si ritirano i monaci, vi ricorderete che in fondo vi trovate all'interno di un edificio di culto.

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ed una delle decorazioni che potete ammirare sul soffitto del templio, un tipico dragone orientale.

Ueno
Ueno è un quartiere nella zona nord di Tokyo ed è famoso per il proprio parco. Il parco in se non è nulla di particolare, un comune parco, peraltro sede probabilmente della più grande comunità di senzatetto di Tokyo, realtà che non può mancare all'interno di una grande città. Tutte persone decorose, dignitose, che vivono in delle caratteristiche baracche tenute assieme con teli di plastica blu, e che forse per onore, forse per timore, evitano sistematicamente di importunare turisti e visitatori del parco.

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nel parco si trova un laghetto pieno zeppo di ninfee. La realtà è che le ninfee sono una vera selva, e il lago e talmente asciutto che il tutto, se non fosse per fiori come questi, assomiglierebbe ad una foresta di piante di zucca. La visione di persé è curiosa ma non molto piacevole.

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all'interno del parco poi sono soliti esibirsi numerosi artisti di strada, musicisti, pittori, intrattenitori e giocolieri come la signorina in questione.

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francamente il parco di Ueno non è un attrazione di Tokyo di quelle imperdibili, tuttavia al suo interno si trova forse uno dei più interessanti musei del giappone, nel quale sono esposte opere che spaziano lungo l'intera storia del giappone, partendo da reperti preistorici, e passando per armi e armature dei samurai, per kimono d'epoca, maschere del teatro, oggetti di vita quotidiana, sculture e pitture. Tutto molto bello, interessante, e con sufficienti descrizioni in inglese da non risultare ostico per un turista. Decisamente consigliata una visita.

Mach 1
29-08-2006, 21.25.51
concludiamo la visita della città con qualche scorcio generico di Tokyo:

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qui possiamo ammirare un colpo d'occhio catturato direttamente dalla linea yamanote in corsa e che ben sintetizza il caos di insegne, luci e scritte che contraddistingue in gran parte Tokyo.

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questo invece è un tipico vialone principale della città: come potete vedere carreggiate larghe, poco traffico e guida a sinistra se ancora non ve ne foste accorti.

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questo invece potete trovarlo parcheggiato a nord del parco imperiale. si trova all'interno del museo yushukan, dedicato alle guerre combattute dal giappone, nel quale viene posto ampio risalto alla guerra del pacifico, e situato all'interno di un santuario, lo Yasukuni Jinja, dedicato a tutte le vittime delle guerre combattute dal giappone. Al suo interno cimeli di guerra, descrizioni dettagliate di guerre e battaglie, ed una sala nella quale si trovano autentici Kaiten e Okha, assieme a modellini di navi e portaerei giapponesi. Molto toccanti le ultime sale del museo dove sulle pareti sono riportate le fotografie di migliaia di ragazzi caduti da soldati durante la seconda guerra mondiale. In quella sala l'unico pensiero che sono riuscito a formulare alla loro vista è stato "quante vite sprecate".

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qui invece un piccolo concertino improvvisato dalla stazione radiofonica che si trovava a due passi dal nostro albergo. la foto è un esclusiva visto che dopo pochi scatti sono stato raggiunto da un agente della security che con gentilezza e affabilità tutta nipponica mi ammoniva dal fare ulteriori foto con il flash, dato che si stavano svolgendo delle riprese televisive e che davano fastidio. Se dalle nuche riconoscete il gruppo che sta suonando fatemelo sapere perchè ci tengo molto.

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ed infine non possiamo non chiudere con una vista panoramica notturna di Tokyo, catturata dai grattacieli di Shinjuku, un colpo d'occhio che personalmente mi porterò nel cuore per la vita intera, probabilmente non vi sarà difficile capire il perchè.

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e così, in un giorno, e in qualche decina di scatti selezionati dalle centinaia che ho fatto, abbiamo esaurito Tokyo. Di certo non basterebbe una vita per riuscire a vederla tutta, e pochi scatti sono pochi, ma spero di essere riuscito a dare un idea di cosa sia questa città a tutti quelli che per mancanza di opportunità, di tempo, di soldi o di interesse non avranno mai la fortuna di visitarla.

Ci rivediamo nei prossimi giorni con Nikko, Kawaguchiko e Kamakura, sperando che questo resoconto sia di vostro interesse. Nel frattempo, se ne avete intenzione, sentitevi liberi di commentare o fare domande, non temete di interrompere il flusso di foto, visto che la mia intenzione è appunto quella di spezzettarlo nell'arco della settimana: altrimenti poi sembra che sia una roba tutta mia autocelebrativa ( se poi lo è ditemelo che chiudo tutto, non voglio passare per quello che si monopolizza il forum per i propri scopi :) ).

Helevorn
29-08-2006, 21.49.15
complimenti! foto sensazionali :hail:

kyjorkx
29-08-2006, 22.54.22
[img]http://static.flickr.com/84/228130917_4663864dc4_o.jpg[/7img]
questo invece è l'incrocio del quartiere Ginza, il quartiere commerciale più alla moda di Tokyo. se siete alla ricerca di un capo firmato o di un vestito all'ultima moda recatevi qui, è pieno di centri commerciali enormi che vendono quasi esclusivamente vestiti ed atelier delle più importanti case di moda mondiali ( inutile dire che era pieno di negozi di armani, dolce & gabbana, prada, valentino.... )

LOL
Non è che c'erano in questo quartiere dei negozi Misaki vero?
Non so (probabilmente nemmeno loro lo sanno) quante tonnellate di roba D&G gli ho spedito negli ultimi giorni di Luglio. Impressionante.

Comunque, splendide foto: tokyo notturna, il templio (e la decorazione) di Asakusa, ecc...

Attendendo Nikko :hail:

The_Elf
29-08-2006, 23.21.09
No no, oè :nono:

stai monopolizzando il forum per i tuoi scopi :tsk:







































minchia che figata :eek2:

ancora... ancora... :hail:

Mach 1
29-08-2006, 23.24.05
LOL
Non è che c'erano in questo quartiere dei negozi Misaki vero?
Non so (probabilmente nemmeno loro lo sanno) quante tonnellate di roba D&G gli ho spedito negli ultimi giorni di Luglio. Impressionante.

Comunque, splendide foto: tokyo notturna, il templio (e la decorazione) di Asakusa, ecc...

Attendendo Nikko :hail:

francamente non saprei dirlo. Ho visto tanti di quei negozi che sicuramente ci sarà stato anche un Misaki, se si tratta di una catena. Sta di fatto che in giappone i nostri marchi di alta moda ( ammesso che D&G siano alta moda ) vanno veramente via come il pane. Hanno un ossessione per i vestiti quasi maniacale.

per quanto riguarda Nikko, arriverà giusto giusto domani ;)

aries
30-08-2006, 00.46.38
monopolizza pure tutto, sono talmente belle da mozzare il fiato.
complimenti! (e rosico!)

stan
30-08-2006, 00.48.10
monopolizza pure tutto, sono talmente belle da mozzare il fiato.
complimenti! (e rosico!)

Concordo il monopolio e rinnovo i complimenti e il rosico. :D

Giant Lizard
30-08-2006, 01.59.37
oddio oddio me lo stavo per perdere :eek2:

BELLISSIME-STRATOSFERICHE-INCREDIBILI-FANTASTICHE!!!


Mamma mia, mi son venute le lacrime a vedere questi bei posti...che voglia che ho di andarci, cavolo :D le ho studiate tutte molto attentamente e ho letto tutte le tue descrizioni (che tra l'altro sono davvero perfette e per nulla noiose).

Che dire, complimenti...e beato te che hai potuto vedere un posto così :) Spero di poterlo fare anch'io, un giorno.

Hob Gadling
30-08-2006, 02.00.18
Stocazzo!!! :eek2: (e mi si conceda il latinorum)
Ma sono bellissime, 'ste foto, Mach, che macchina hai usato??




Questa è stupenda, mi è piaciuta moltissimo.

http://static.flickr.com/98/228131886_757a48318e_o.jpg

Giant Lizard
30-08-2006, 02.03.35
Questa è stupenda, mi è piaciuta moltissimo.

anche a me, ma...


"vorrei che l'everton vincesse la coppa d'inghilterra"

se vabbè, sogna :asd:

X_Spider
30-08-2006, 08.08.12
Aspettando il resto delle foto, ti faccio i miei complimenti. Sono davvero belle!:sisi:

perladiluna
30-08-2006, 11.12.42
Meravigliose....sei proprio bravo a fotografare e raccontare :D.....!!!! Complimentsssssssss!!! :birra:

Akubo
30-08-2006, 12.09.55
Grazie Mach, foto stupende e belle descrizioni. :birra:

MarcoLaBestia
30-08-2006, 13.15.55
pulsante dx > registra pagina con nome... > Archivio Web > Registra

click

Mach 1
30-08-2006, 13.59.45
grazie a tutti, mi fa piacere che tutto questo sia di vostro gradimento.

pertanto oggi si continua e si va in un paio di posti che è possibile raggiungere direttamente da Tokyo in treno.
Cominciamo quindi con......

Kawaguchi-ko

si tratta di una località turistica ai piedi del monte fuji, caratterizzata da 5 laghi, a circa un paio d'ore di distanza da Tokyo. La località è molto carina, il paesaggio e il paese sono i tipici lacustri di villeggiatura, simili a quelli che potete ammirare anche in italia se andate in posti come sirmione e affini. Questo luogo è il punto di partenza di coloro che decidono di intraprendere l'arrampicata del monte. Da qui si prende un ulteriore mezzo che porta ad un rifugio alle pendici del monte, dal quale la mattina successiva è usanza partire di buon ora per l'arrampicata, al fine di arrivare in cima in tempo per godersi l'alba dalla cima del monte. Inutile dire che mi sarebbe piaciuto un sacco fare questa esperienza, ma vuoi la mancanza di tempo, vuoi il fatto che la signora dell'agenzia me l'ha quasi vietato in quanto secondo lei per due turisti alle prime armi che non parlano la lingua perdersi è un attimo, vuoi per il fatto che avremmo dovuto portare in giappone attrezzatura, ingombrante e pesante, appositamente per questa singola esperienza, abbiamo giocoforza rinunciato: chissàmai che un giorno......
Ad ogni modo Kawaguchiko si raggiunge tramite un caratteristico trenino panoramico, simile a quello famoso del Bernina in svizzera per chi lo conoscesse, anche se ovviamente l'altitudine raggiunta è molto minore. lo scopo principale della gita era quello di vedere bene il monte fuji: purtroppo la giornata, che la mattina sembrava promettente, si è trasformata in terribilmente afosa e la foschia e le nubi che ne sono scaturite ci hanno impedito di avere una chiara e piacevole vista del monte. In pratica più che vedere il monte fuji, abbiamo intuito che doveva essere da quelle parti: peccato. Ad ogni modo ci siamo rifatti il giorno della nostra partenza con la vista dall'aereo, che ce lo ha fatto ammirare in tutta la sua maestà.

http://static.flickr.com/57/228283167_cfe18815dd_o.jpg
questa infatti è l'immagine più chiara che sono riuscito a scattare al fuji e l'ho scattata la mattina direttamente dal treno in corsa, quando le nubi ancora non ne impedivano la visuale. Abbiamo poi trascorso la giornata facendoci un piacevole giro in traghetto sul lago e ammirando il paese dall'alto del belvedere, raggiunto in funivia. sulla sommità del belvedere c'era una sorta di piccolo parco giochi per bambini, a tema con numerose statue di un coniglietto e di un procione.

http://static.flickr.com/58/228283171_68b993d6c9_o.jpg
Come potete immaginare l'attrattiva era troppo ghiotta per un giapponese medio che è incapace di resistere alla tentazione di farsi una voto con le classiche dita a "v" difianco a cotanto pezzo di arte moderna :asd:
ovviamente il suo ragazzo le stava facendo la foto ma io da bravo opportunista ho colto l'occasione e gliel'ho fatta meglio e più in fretta: fa niente se poi lei non lo saprà mai, potere del teleobiettivo :asd:

Mach 1
30-08-2006, 14.14.48
ed ora, per la gioia di kyjorkx, andiamo a......

Nikko

Nikko è una località nota in tutto il giappone, nonché dichiarata patrimonio dell'umanità, per la bellezza del suo complesso di templi. Se volete fare un tuffo nel giappone più classico, questo è il posto dove dovete andare. La località si trova a Nord di Tokyo, a circa 3 ore di treno, tant'è che quando vi siamo andati ci siamo dovuti svegliare alle 5 e mezza di mattino per poter fare in tempo a visitare in una giornata tutto ciò che c'era da vedere, con il conseguente rischio di addormentarci sullo shinkansen ( s'è trattato del nostro primo viaggio sui famosi treni proiettile, decisamente confortevoli, rapidi e puntualissimi ) e di risvegliarci ad Hokkaido.
inutile dire che, e fra poco spero capirete il perchè, non rimpiango affatto quella levataccia.

inizialmente Nikko si presenta, appena scesi dal treno, come un comunissimo paese di campagna. Da qui infatti bisogna prendere l'autobus e raggiungere l'inizio del complesso dei templi. Lungo la strada, lunga circa un chilometro, è possibile ammirare numerose botteghe di artigianato locale, con esposti un sacco di prodotti in legno veramente belli. Inutile dire che se avete voglia di spendere una bella cifra e non temete che si possano distruggere in valigia, si tratta veramente di uno dei più bei souvenir che potete portare a casa dal giappone ( il più bello sarebbe una giapponesa in carne e ossa, sognare non costa nulla ). Abbiamo però optato di raggiungere i templi con l'autobus e di posticipare il giro botteghe al ritorno, sfruttando peraltro il fatto che al ritorno la strada sarebbe stata in discesa, mica scemi! Si è trattato del nostro primo viaggio in autobus ed è stato effettivamente, piuttosto traumatico. a differenza di tutti i mezzi che avevamo preso fino a quel momento, infatti, le indicazioni sulla fermata dell'autobus erano solo in giapponese, il che ci ha subito mandato nel panico. inoltre, trattandosi del nostro primo viaggio in autobus non avevamo idea di come comportarci. Gli autobus giapponesi infatti, a differenza che da noi, funzionano alla seguente maniera: salendo si riceve da una macchinetta un bigliettino di carta con stampigliato un numero. Il numero è indicativo della fermata a cui si è saliti. Di fianco al conducente si trova un pannello con tutti i numeri delle fermate riportati, e difianco ad essi un secondo insieme di cifre, che cresce man mano e che indica l'importo da pagare. L'autista, se non ci sono passeggeri che devono salire alle singole fermate, tira dritto fino a quando qualcuno non prenota la discesa. A quel punto si prepara l'importo da pagare e lo si getta all'interno di una macchinetta posta a lato dell'autista. Fortunatamente un giapponese che doveva salire alla nostra fermata ha capito la situazione, e si è offerto spontaneamente di aiutarci, spiegandoci in inglese come funzionava il tutto e indicandoci dove scendere. Dio, Buddha, Kannon, Jizo, o sailcazzo, ringrazi la buona predisposizione dei giapponesi nei confronti dei turisti, che più di una volta ci ha salvato.
Fantastico anche la scena che ci ha visti protagonisti al ritorno dal complesso dei templi. Non sapendo che autobus prendere per tornare indietro, abbiamo chiesto a un poliziotto indicazioni. Questo non parlava inglese, ma da buon giapponese ha subito preso a cuore il nostro caso e una volta capito dove dovevamo andare è corso nel suo gabbiotto, ha ravanato per 5 minuti rovistando tra carte di tutti i tipi alla ricerca degli orari dei bus, ci ha indicato quale autobus prendere e a che ora sarebbe passato. Dopodiché, quando ci siamo diretti alla fermata, è rimasto a guardarci per assicurarsi che prendessimo l'autobus corretto. Qui abbiamo anche capito che se un giapponese ti guarda incrociando le braccia e formando una "x" con le braccia, significa "NO", e l'abbiamo capito mentre stavamo salendo sull'autobus sbagliato, arrivato alla fermata prima di quello che dovevamo effettivamente prendere, perchè il poliziotto in questione ha cercato in tutti i modi di attirare la nostra attenzione, prodigandosi nel gesto appena descritto per dirci che appunto stavamo sbagliando autobus.

http://static.flickr.com/67/228278579_fda46faba9_o.jpg
ad ogni modo, appena scesi dal bus, ci si presenta questa visione. Si tratta del ponte Shinkyo che attraversa il fiume Daiya di Nikko, e che una volta rappresentava il vero e proprio punto d'accesso all'area dei templi. Il ponte color vermiglio spicca tra il verde della vegetazione, e ci offre un primo assaggio di ciò che ci attende, dato che di vermiglio è pitturata la quasi totalità dei templi, creando perlappunto un magnifico contrappunto con il verde della vegetazione del bosco secolare nel quale i singoli edifici sono letteralmente immersi. Come potrete vedere dalla foto, il cielo quel giorno non era decisamente bello, ed infatti, porca miseria, l'elevato riverbero determinato dalle nubi ha rovinato la maggior parte delle foto scattate a Nikko, un vero peccato al quale spero photoshop potrà in parte porre rimedio.

http://static.flickr.com/65/228280688_2558af1977_o.jpg
ecco come si presenta la foresta. piante altissime, dai tronchi immensi, che giganteggiano protese come pertiche verso il cielo, al cospetto delle quali ci si sente veramente insignificanti. ed in spiazzi ricavati tra le stesse, si possono ammirare i palazzi che compongono il complesso dei templi.

i due principali complessi sono noti con il nome di Tosho-gu e Taiyuin-byo. ciascuno di essi comprende decine di edifici, il loro stile architettonico è molto simile, e la visita di entrambi rappresenta una vera e propria esperienza. Vi consiglio di googlare i loro nomi e cercare qualche info su internet perchè le mie foto sapranno regalarvi solo in minimissima parte la magnificenza di questi templi.

http://static.flickr.com/88/228278572_7e04c4d47e_o.jpg
qui potete vedere un torii: questi cancelli indicano l'accesso ai luoghi sacri, e ne troverete in tutto il giappone. Il più famoso del giappone è forse quello di Miyajima, che potrete ammirare nei prossimi giorni, quando ve ne parlerò. Questo in realtà è piuttosto piccolino, alto come una persona, ma non è difficile trovarne di veramente giganteschi, alti più di una decina di metri. a Tokyo per esempio, ve ne era uno realizzato in legno con i tronchi di due cipressi di 600 anni di età.

http://static.flickr.com/96/228277248_c57698ced7_o.jpg
questa occhio e croce dovrebbe essere la porta Nitenmon, del santuario Taiyuin-byo. Queste porte, simili per concetto a quelle già viste a Tokyo, sono le porte poste d'accesso ai templi buddisti. al loro interno vengono poste delle statue di guardiani, a difesa del tempio stesso.
E' incredibile la quantità e la qualità di decorazioni, intarsi e fantasie in legno e dipinte che si trovano su ogni singolo edificio del complesso. Non basterebbe un libro intero per poter raccogliere ogni singolo dettaglio di questi edifici.

http://static.flickr.com/77/228281652_93f6ab9f6c_o.jpg
http://static.flickr.com/65/228281656_d93936358d_o.jpg
questi sono alcuni esempi di statue di guardiani presenti all'interno delle porte.

http://static.flickr.com/98/228278576_7f8a1b562c_o.jpg
http://static.flickr.com/95/228280677_b1b75aac58_o.jpg
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http://static.flickr.com/87/228277251_7b6178e926_o.jpg
questi sono alcuni esempi di panoramiche all'interno dei complessi, giusto per cercare di darvi l'idea di come questi si presentano. Se mai doveste andarvi un giorno, andateci la mattina presto. Col passare delle ore il tutto si riempie di gente in maniera al limite del fastidioso, per non parlare delle numerose scolaresche che vi si recano in visita.

Mach 1
30-08-2006, 14.48.21
http://static.flickr.com/70/228278584_1e76884c3a_o.jpg
http://static.flickr.com/87/228277256_a1371aad91_o.jpg

queste riprendono l'edificio principale del Tosho-Gu, riconoscibile per via del differente motivo seguito dalle decorazioni. Nella prima foto è raffigurata la Porta Yomeimon, che da accesso appunto al cortile principale. Vi è un curioso aneddoto legato a questa porta. La sua costruzione comprende 12 colonne decorate con il medesimo motivo. In una di esse il motivo è riportato al contrario rispetto alle altre 11. Si dice che questo difetto sia stato realizzato volutamente allo scopo di non fare arrabbiare gli spiriti per via dell'eccessiva perfezione dell'intero santuario.

http://static.flickr.com/85/228280681_62d52bd6db_o.jpg
questo è uno degli arceri che sono posti all'interno della porta Yomeimon, anch'essi a guardia del templio.

purtroppo è vietato riprendere l'interno di molti degli edifici dei templi di Nikko, ed è un vero peccato perchè all'interno vi si trovano statue e decorazioni di un gusto e una raffinatezza estremi. All'interno del Sanbutsu-do, uno degli edifici, si trovano 3 statue di Kannon, e di Budda, dorate, alte 4 metri e finemente decorate. Forse potrete trovare la loro immagine con google, provate a inserire il nome dell'edificio. Un altro edificio, l' Honji-do, è famoso per via della sua "sala del drago ruggente". Sul soffitto vi trova una bellissima rappresentazione di un drago, mentre battendo due bastoncini in un unico punto ben preciso della stanza, guardacaso corrispondente alla testa del drago, si può sentire un particolare eco che si dice essere il ruggito del drago stesso: il tutto ovviamente seguito da perentoria dimostrazione di un monaco, decisamente suggestivo.

http://static.flickr.com/69/228281650_64db4e2d55_o.jpg
qui potrete vedere altri particolari, come per esempio qeusta fonte sacra.

http://static.flickr.com/57/228281660_90df208b86_o.jpg
le caratteristiche lanterne di pietra, che almeno una volta avrete sicuramente avuto modo di vedere scorrendo immagini riguardanti il giappone. Chissà che effetto deve avere dato nel passato la vista di questi templi la notte, immersi nel verde, con le lanterne di pietra accesa, la luce delle candele che trema fioca all'interno dei templi e la luna piena che rischiara i boschi. Un altra delle caratteristiche di questo luogo è che quelli che a prima vista sembrano dei prati sono invece infinite distese di muschio, la cui crescita è favorita dall'elevata umidità che si percepisce nella zona, le quali creano un soffice manto verde alla base degli alberi.

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ed un piccolo scorcio caratteristico, variegato dalle rosse foglie di un acero. Il giappone in autunno deve decisamente offrire dei colpi d'occhio mozzafiato.

http://static.flickr.com/76/228281658_6f90f1c9c1_o.jpg
http://static.flickr.com/59/228277244_72cd9ef3d7_o.jpg
particolari di altre statue di guardiani poste a difesa dei templi. la prima purtroppo è un po' rovinata, ma i restauratori nel complesso sono sempre all'opera. abbiamo trovato infatti un intero edificio impacchettato per via dei restauri ( cosa che accade spesso ai turisti ) ed inoltre su numerose decorazioni si vedeva chiaramente la mano dei restauratori che avevano appena operato, a differenza di altre decorazioni decisamente più vissute. E' quindi logico pensare che questa statua tornerà a risplendere di gloria già nel giro di qualche anno, se non di qualche mese.

bejita
30-08-2006, 14.58.19
quelli che suonano sono i gazasu, gruppo gemellato con i gazosa che hanno anche fatto una cover di una famosa canzone del gruppo italiano intitolandola www konnichiwa

PS io rosik assai, hai visitato anche la sacra scuola di hokuto :(

Mach 1
30-08-2006, 15.09.14
ed infine alcuni dettagli delle mille decorazioni che letteralmente ricoprono questi templi. immaginatevele moltiplicate per dieci, cento, mille, e avrete un idea di cosa aspettarvi quando varcherete la loro soglia.

http://static.flickr.com/75/228277259_cda2803272_o.jpg
un dragone.

http://static.flickr.com/82/228277260_89bb007373_o.jpg
dei delicatissimi motivi decorativi.

http://static.flickr.com/67/228278581_b25c643e41_o.jpg
e le tre scimmiette. Se ve lo siete mai chiesto, sappiate che è proprio da questa decorazione presente in questo tempio che nasce la celeberrima icona delle tre scimmiette "non vedo, non sento non parlo", famosa e ripresa in tutto il mondo. Questa è l'originale. Curioso il fatto che l'edificio con le decorazioni delle scimmie venga usato come stalla e al suo interno si trovi un cavallo purosangue bianco ( sembra ombromanto di Gandalf ) donato dal governo della nuova zelanda.

http://static.flickr.com/64/228280684_59cedc5754_o.jpg
ed alcuni motivi con pavoni.

http://static.flickr.com/67/228280686_0e17042155_o.jpg
e nuovamente draghi. Sarei potuto rimanere delle ore incantato davanti a ciascuno di essi. Giusto un paio di informazioni, prese dalla guida turistica, per stuzzicare la vostra curiosità. Il complesso in questione è stato realizzato con il lavoro di 15 mila artigiani che da tutto il giappone si sono riuniti per realizzare le fantastiche decorazioni presenti al suo interno. Il tutto è stato costruito all'incirca nel 1600 dopo Cristo.

con questo abbiamo finito il nostro piccolo giro a Nikko. Vi lascio con un ultima foto: prendendo un autobus e compiendo un percorso di circa un ora, che si inerpica lungo stradine montane a strapiombo sulla montagna, potrete raggiungere ed ammirare questa fantastica cascata:

http://static.flickr.com/89/228278571_8df49f1d76_o.jpg
si tratta della cascata Kegon, alta circa 100 metri e che scava il suo letto all'interno di una vallata vulcanica. La cascata è veramente imponente, roboante, e circondata da una corona di piccole cascatelle minori che contribuiscono a rendere magico lo spettacolo che si mostra dinnanzi ai vostri occhi. E' possibile poi prendere un ascensore ricavato all'interno della roccia, e raggiungere un punto d'osservazione posto all'altezza della base della cascata ( quello da cui è stata scattata questa foto ). Inutile dire che se decidete d'andarvi dovete tenere in conto di finire all'interno di una vera e propria nube di vapore.
lo spettacolo, se avete voglia di spendere un po' di soldi ( mi pare che il viaggio in autobus fosse attorno agli 8 euro ) e se l'orologio ve lo consente ( ci vogliono circa 3 ore per compiere l'intero giro ) è veramente mozzafiato.

Mach 1
30-08-2006, 15.12.28
e anche per oggi il giretto quotidiano per il giappone si conclude. Domani passeremo per Kamakura e Takayama e in un solo giorno vedremo come si presenta l'oceano pacifico e le alpi giapponesi. Con la speranza che poche decine di foto riescano a trasmettervi almeno un milionesimo delle sensazioni che ho avuto la fortuna di provare recandomici di persona, vi saluto e vi ringrazio per l'attenzione.

kyjorkx
30-08-2006, 15.20.38
E' valsa la pena attendere :sbav:
Spettacolo puro, sia per l'architettura, le statue e come tutto si incastra con la foresta. Fantastico.
LE TRE SCIMMIETTE!! :D

Looky
30-08-2006, 17.45.00
raga per chi volesse trasferirsi in giappone questo --> http://www.sakura-house.com/index.htm è il primo passo da fare :sisi:
e se non fosse che non saprei minimamente che lavoro potrei fare in giappone, mi trasferirei senza pensarci 2 volte :sisi:

Giant Lizard
31-08-2006, 00.00.16
raga per chi volesse trasferirsi in giappone questo --> http://www.sakura-house.com/index.htm è il primo passo da fare :sisi:
e se non fosse che non saprei minimamente che lavoro potrei fare in giappone, mi trasferirei senza pensarci 2 volte :sisi:

sono con te :sisi:

TsubyJap
31-08-2006, 02.04.16
trasferirsi in giappone NON è spettacolare quanto si creda...:sisi:

http://www.spoletium.com/tokyo/viewforum.php?f=7

Cambo in Japan
31-08-2006, 02.26.47
trasferirsi in giappone NON è spettacolare quanto si creda...:sisi:

http://www.spoletium.com/tokyo/viewforum.php?f=7

Quoto.

Complimenti per le foto, meravigliose...

jazz2
31-08-2006, 11.04.11
spettacolari..
un giorno (non lontano) ci andro' anchio :mad:

Strasbuli
31-08-2006, 11.58.48
Cacchio che spettacolo! COmplimenti, le foto sono bellissime!

Voglio le scimmiette! :sisi:

^shining^
31-08-2006, 12.00.24
decisamente megafavoloso!!

forse vado l'anno prossimo sono indecisa tra la Thailandia e il Giappone...dalle tue foto mi vien da andare lì ....quanti giorni hai soggiornato e quanto hai speso in tutto comprese le escursioni? con quale operatore turistico se sei stato con un viaggio organizzato.?

Con tutte le foto che hai fatto eri tu il giapponese in vacanza per l'occidente!!

Looky
31-08-2006, 12.22.19
sono con te :sisi:

inizio a prenotare i biglietti per sola andata :sisi:

Mach 1
31-08-2006, 14.52.12
trasferirsi in giappone NON è spettacolare quanto si creda...:sisi:

http://www.spoletium.com/tokyo/viewforum.php?f=7

sono d'accordo. Quando si è innamorati di un paese si tende a accentuarne i pregi e dimenticarne i difetti, tuttavia bisogna ricordarsi che quella a cui si anela è l'idealizzazione di un paese, che spesso cade quando ci si trova a fare i conti con la realtà del paese stesso. Per quel poco che so del giappone, ci sono diversi aspetti della sua cultura e della sua società che probabilmente risulterebbero alquanto poco digeribili da una persona di mentalità latina, tant'è che ho letto in giro le esperienze di un sacco di persone che hanno deciso di compiere il grande passo e di recarsi in pianta stabile in giappone, e che dopo poco tempo hanno cambiato la loro visione di tale paese, prova ne sono anche alcune esperienze e considerazioni riportate nel forum linkato da Tsubyjap.
Intendiamoci, una vacanza in giappone è un esperienza eccezionale e se avessi l'opportunità di partire per altre tre settimane salterei sull'aereo domani, tuttavia non penso che si tratterebbe di un paese dove mi piacerebbe trascorrere la mia intera vita.


Stocazzo!!! (e mi si conceda il latinorum)
Ma sono bellissime, 'ste foto, Mach, che macchina hai usato??
[/url]
una Reflex Digitale, Canon Eos 10D. francamente non sono poi così soddisfatto dalle foto, sono più foto da turista che da fotografo, se avessi dovuto stare ad aspettare luci e inquadrature perfette per l'occasione il risultato ne avrebbe giovato ancora di più ma il mio compagno di viaggio mi avrebbe ucciso dopo pochi giorni. Tuttavia, vuoi anche solo per una questione di statistica, qualcuna buona ogni tanto l'ho azzeccata ;)


quanti giorni hai soggiornato e quanto hai speso in tutto comprese le escursioni? con quale operatore turistico se sei stato con un viaggio organizzato.?
[/url]
le informazioni dettagliate le trovi al link ad inizio discussione. Rispondendo sinteticamente per evitarti una lunga lettura. Soggiorno 22 giorni. Spesa, circa 2500 euro il pacchetto del viaggio comprendente volo, alberghi, e japan rail pass. circa 3100 euro compreso di tutto, ovvero il pacchetto più mangiare, spostamenti non compresi nel pass e biglietti d'ingresso a templi e musei. Operatore turistico Jalpak, eravamo io e un mio amico, abbiamo deciso quale sarebbe stato il nostro itinerario, l'abbiamo presentato all'agenzia che ci ha realizzato un pacchetto su misura per le nostre esigenze.

^shining^
31-08-2006, 15.02.19
le informazioni dettagliate ............


grazieeeeee...:sisi: davvero gentile

Mach 1
31-08-2006, 15.11.22
se non erro è arrivato il momento per andare a fare un giretto a

KAMAKURA

Kamakura è una cittadina a 50 minuti a sud di Tokyo, la cui baia si affaccia sull'oceano pacifico. In passato e' stata essa stessa per un breve periodo capitale del giappone ed a testimonianza di questo vi è una grande quantità di templi. La si raggiunge comodamente con un unico treno che sembra più simile ad una metropolitana. di primo acchito se ne riconoscono subito i tratti da cittadina di mare, anche se poi la camminata per raggiungere la spiaggia dalla stazione è tutt'altro che breve.

aneddoto divertente: appena arrivati in stazione cerchiamo subito di orientarci e di trovare il nostro albergo dove depositare i bagagli. Seguiamo quindi la cartina e giungiamo nel luogo dove doveva trovarsi l'albergo. Il nostro bagaglio comprendeva uno zainetto da spalla e una borsa-valigia-zaino del peso di 15-20 kg e più o meno delle dimensioni della schiena di Alberto Tomba ciascuno. Dicevamo, arrivati dove doveva essere l'albergo chiediamo informazioni ad un giardiniere che stava curando una siepe. Questo dimostra di avere capito, scompare dietro l'angolo della strada e torna con un signore che subito si presenta come dipendente del nostro albergo. Scopriamo quindi che quello a cui ci trovavamo davanti era esattamente il nostro albergo, solo che essendo coinvolto da lavori di ristrutturazione non presentava insegne, e per entrare bisognava sfruttare l'ingresso sul retro. Il giapponese allora si offre subito senza esitazione di prendersi carico dei nostri bagagli. Immaginatevi quindi la scena di una persona che sarà stata alta un metro e settanta, pesante sessanta chili scarsi, che si carica sulla schiena due valige delle dimensioni poc'anzi citate e che si accinge a percorrere così sovraccaricato la strada di alcune decine di metri che distava dall'albergo! Il giapponese si rende subito conto del fatto che si tratta di un impresa improba e di avere sovrastimato le proprie forze ma il tipico orgoglio nipponico gli impediscono di rinunciare e dunque, barcollando come un ubriaco sulle proprie gambe che sembrano spezzarsi sotto quel peso, prosegue lungo la sua strada: io e il mio amico lo seguivamo da dietro, ridento in silenzio come due deficenti, alla vista di quella scena. Non ultimo, ecco che l'ingresso dell'albergo si trova al primo piano e il giapponese imperterrito decide di percorrere anche la strettissima e ripida rampa di scale che lo separa dalla reception con i due zaini a carico. Giunti alla reception l'uomo depone a terra la sua croce. Noi cominciamo a parlargli in inglese e lui, in uno stato che sembrava realmente prossimo all'infarto, prova a parlarci ma desiste, in preda al fiatone. Mamma mia, vi giuro, una scena fantastica.

http://static.flickr.com/46/229159235_ee852c7a7a_o.jpg
http://static.flickr.com/66/229159239_3a68de9e44_o.jpg
Morale, sbrigate le formalità con l'albergo ci mettiamo in marcia sotto il sole. La prima meta è stata il Daibutsu, una statua di Buddha in bronzo alta 11 metri, situata alla base delle colline che circondano la cittadina. nella foto potete ammirare il buddone in tutta la sua maestosità. Vi era pure la possibilità di farsi un giro all'interno della statua, un esperienza che decidiamo di cogliere ma che non auguro a nessuno. Angusta, buia e incredibilmente calda, oltre che piena di giapponesi.

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nei dettagli, lo sguardo severo del Buddha.

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e l'usanza tutta giapponese di lasciare doni, come cibo, frutta, ma anche lattine di bibite e birra, per sfamare e dissetare le divinità.

da lì decidiamo di trasferirci al templio Hase-Dera. Il templio è molto bello. Immerso all'interno di squisiti e pacifici giardini, racchiude molte curiosità. ai comuni edifici presenti in ogni templio, si affiancano:

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sale da te e da scrittura, in cui partecipare alla cerimonia del te o impratichirsi nell'arte dello shodo, la bella calligrafia.

poi una sorta di grotta seminascosta e completamente buia, all'interno della quale si trovano delle statue direttamente scolpite nella roccia della montagna, e che non sarete in grado di vedere per via del buio. incredibilmente sono riuscito a vederle chiaramente solamente nelle fotografie scattate con la mia macchina grazie al suo potente flash ( ancora non capisco come abbia fatto a mettere a fuoco ).

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dopodiché un angolo piuttosto triste e toccante del templio, dove le madri vengono a pregare per i propri figli scomparsi prematuramente, o prima di venire alla luce. questo angolo del templio è letteralmente invaso da piccole statuette, ciascuna delle quali dovrebbe essere stata deposta dalla madre in ricordo del proprio bimbo scomparso. Nella foto si vede solo il particolare di una parete, ma moltiplicate almeno per una decina di volte, e distribuite su tre lati le statue che vedete nella figura e vi farete un idea dello spettacolo che vi si para d'innanzi. A amplificare ancora di più la sensazione di sconforto, la presenza su alcune di dette statue di copertine, vestitini, o piccoli oggetti appartenuti ai defunti. decisamente deprimente.

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passando ad argomenti più allegri, dal templio è possibili godere di una bellissima panoramica della baia di kamakura.
quello che potete ammirare è proprio l'oceano pacifico.

abbandonato il templio e dopo esserci recati a mangiare, il programma della giornata prevedeva un rilassante pomeriggio trascorso su una spiaggia dell'oceano. ed ecco alcune curiosità delle spiaggie giapponesi.

chiunque sia mai andato almeno una volta al mare in italia avrà familiarità con i gabbiani, i simpatici uccelli bianchi che popolano le nostre spiaggie. Ebbene, anche sotto questo aspetto, il Giappone ha saputo offrirci la sua variante sul tema. Guardate cosa vola sulle spiaggie giapponesi, almeno per quanto riguarda Kamakura, a meno di una decina di metri sopra le vostre teste:
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decisamente più cool di un semplice gabbiano.

altre piccole curiosità.
a differenza di quanto mi aspettassi, la spiaggia dell'oceano sembra quella del mare adriatico: acqua sporca e piuttosto bassa, tant'è che vedevo giapponesi starsene comodamente in piedi in acqua a diversi metri dalla costa.
secondo: i giapponesi non penso siano grandi amanti delle spiaggie e dell'abbronzatura. Infatti in spiaggia c'era si gente, ma poca rispetto a quanta ne vedresti da noi nel medesimo periodo dell'anno e molti facevano abbondante uso di cappelli e creme.
inoltre le giapponesi, in proporzione, si spogliano di più per strada che non in spiaggia. Per strada le vedi tranquillamente girare con degli hotpants di jeans a filo chiappa ( roba da infarto immediato per come gli stanno bene ) o con gonne altrettanto corte. In spiaggia indossano avvolgenti costumi antistupro. Per non parlare di alcuni uomini ai quali abbiamo visto fare il bagno con indosso tanto di camicia.
infine l'amore dei giapponesi per il cellulare non si ferma nemmeno in spiaggia tant'è che è possibile vedere negozi di telefonia persino in spiaggia, affiancati ai classici baretti e cabine per cambiarsi.

perladiluna
31-08-2006, 15.39.51
Eheh si vede che hai utilizzato una Reflex, le foto sono molto belle.
Anche io volevo comprarne una ma ocsta troppissimooooo. Anche se a Bangkok costava 100dollari ma non mi fidavo :tsk:

Anche io ho pensato di trasferirmi ad Hanoi o Saigon o a Luang Prabang ma è difficile vivere la. Innanzi tutto per la situazione igienica e sanitaria e poi per la cultura delle persone. Io avrei ammazzatto la stragrande maggioranza dei vietnamiti.....
Farei non più di un anno per città...:sisi:

perladiluna
31-08-2006, 16.04.27
che macchina fotografica hai usato?

Reflex Digitale, Canon Eos 10D
L'ha scritto prima :uiui:

Mach 1
31-08-2006, 16.04.38
torniamo quindi la sera in albergo e ci attende una sorpresa: l'albergo la sera chiude alle 22. Chiediamo quindi se è possibile rientrare più tardi, dato che è l'unica sera che abbiamo a disposizione per vedere il paese la sera, e ci viene detto con un po' di riluttanza che è possibile e di chiamare un determinato numero di telefono e sarebbero venuti ad aprirci la porta. Uscendo dall'albergo ci attende una seconda sorpresa: la sera a Kamakura non c'è un cazzo da fare.
Il paese era monopolizzato dal "bonbori matsuri" una sorta di festa paesana, al confronto della quale la festa dell'unità sembra il carnevale di Rio, in cui delle lanterne dipinte dagli studenti delle scuole vengono accese davanti ad un templio e nulla più. Niente bancarelle, niente danze, niente, solo lanterne. Nulla di particolarmente suggestivo o movimentato, bensì una semplice festa di paese che, come per le feste di paese in italia, solo gli abitanti del paese possono apprezzare a pieno.
decidiamo quindi di abbandonare la zona del templio e di girare per la città, aspettandoci di trovare la vita di una delle nostre città di mare. arriviamo fin sulla spiaggia ma niente: niente luci, niente locali, niente persone in giro. Sembrava ci fosse il coprifuoco. Probabilmente i giovani di kamakura per divertirsi la sera vanno a Tokyo, che non dista molto. decidiamo quindi di rientrare in albergo, in orario per la chiusura, al fine di non avere problemi ( sembra una stronzata ma anche fare una telefonata per avvertire del nostro rientro ritardato si sarebbe potuta tradurre in un operazione alquanto complicata, e tra poco capirete perchè )
entriamo in camera, e decido di comporre il numero interno dell'albergo per avvertire del nostro rientro anticipato, in modo che se qualcuno avesse avuto intenzione di rimanere sveglio in attesa del nostro arrivo si sarebbe potuto mettere il cuore in pace e andare a dormire. Ed ecco un altra grande scena prospettarsi: alzo la cornetta, compongo il numero e mi risponde uno dell'albergo in giapponese. Chiedo se parla inglese, risposta negativa. Chiedo se può passarmi qualcuno che parli inglese: non capisce. Il personaggio dall'altra parte della cornetta attacca con una filippica in giapponese. Chiaramente sta cercando di capire, con la solità cordialità, cosa voglio. Il mio amico intanto intuisce la situazione, mi guarda e si mette a ridere come un disperato. io cerco di inframezzare le parole del giapponese con una raffica di "wakarimasen" ( trad. "non capisco" ). il giapponese anzichè non capire che non parlo un acca di giapponese, prova a rispiegarmi il tutto con parole sempre diverse, non ottenendo ovviamente alcun risultato. Ormai io ho la cornetta staccata dall'orecchio, non presto più la minima attenzione alle sue parole e guardo il mio amico, entrambi con le lacrime agli occhi. Inizio ad avvicinare il ricevitore alla base del telefono dicendo al mio amico: "metto giù, metto giù" e lui: "no che cazzo fai". Io: "metto giù metto giù" e lui sempre: "no non lo fare" l'immagine di chiusura della scena è la cornetta del telefono che si abbassa sulle base, con ancora le parole del giapponese che si sentono provenire flebili dalla stessa. Poi il silenzio e le risate.
Alla fine il mio senso del dovere e la mia posizione di ospite mi spingono ad andare alla reception e lasciare sul bancone un bigliettino in inglese con scritto che ero rientrato e di non preoccuparsi. Mi muovo quindi per i corridoi dell'albergo come una sorta di ninja, con il terrore di beccarmi al bancone lo stesso personaggio del telefono a cui avevo attaccato la cornetta poc'anzi. Scivolo lungo i muri, sbircio da dietro gli spigoli, lascio il foglio in bella vista e fuggo in camera. Il pensiero poi è stato che se fossimo rientrati tardi in albergo, e telefonando per farci aprire avesse risposto quest'uomo, probabilmente avremmo dovuto dormire in spiaggia.
la mia vendetta per l'accaduto è poi arrivata involontaria ma vi tralascerò i particolari a meno che non li vogliate sapere a tutti i costi :asd:

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vi lascio con un immagine notturna di kamakura, con una porzione del templio rischiarata dalla luna.

Mach 1
31-08-2006, 16.21.43
giorno successivo. Sveglia all'alba sottu un improvviso e inaspettato acquazzone, con come meta Takayama. Impagabile lo sguardo dei giapponesi che ci guardavano andare in giro sotto l'acqua battente senza ombrello, con poncho di plastica addosso e Poncho di plastica identico sul trolley, per impermeabilizzarlo, mentre il mio amico aveva optato per un più pratico keeway per se stesso e sacco della rumenta per lo zaino :asd:

TAKAYAMA
si tratta di una città dell'entroterra giapponese, nascosta tra le alpi giapponesi della regione nota come Hida, sede di uno dei matsuri ( feste ) più importanti del giappone ( che però ben inteso si teneva in un altro periodo dell'anno). il viaggio è lungo e richiede la bellezza di 5-6 ore di treno con tre cambi. Una da Kamakura fino a Tokyo. 2 ore da Tokyo a Nagoya con lo Shinkansen. e 2 ore da Nagoya a Takayama con un rapido locale: il tutto ovviamente coperto dal japan rail pass. Francamente, come ho già avuto modo di dire, credo che il treno sia il miglior modo per visitare il giappone, se si decide di approfittare del japan rail pass. I treni sono rapidi, frequenti, affidabili e puntuali. Inoltre una volta che scopri su che treno devi salire, cosa che con un po' di esperienza diventa anche piuttosto facile, ti basta sederti e ammirare il panorama. In auto invece dev'essere un vero macello: strade che non conosci il costante rischio di perderti, problemi a cercare parcheggio e lo stress di dovere guidare per centinaia di chilometri, quando invece con un treno che viaggia a 300 all'ora copri l'equivalente della distanza tra roma e milano in circa 2 ore e mezza.
Ad ogni modo attraversiamo panorami bellissimi dell'entroterra giapponese, natura incontaminata inframezzata da piccoli paesini, foreste, gole, torrenti, foreste di bambù, ed alla fine ad attenderci c'è un piacevole paese raccolto attorno ad un fiume.
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Il paese è famoso in tutto il giappone, oltre che per il festival, per il suo quartiere antico, una serie di vie e di incorci che sono stati preservati nell'aspetto così come erano nell'antico giappone.
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la sera, passeggiando in questi viali, quando la massa di turisti che li invade nel pomeriggio è scomparsa e il rumore delle automobili è lontano, sembra veramente di attraversare un passaggio nel tempo e di tuffarsi nel giappone più classico. se poi si ha la fortuna di sorprendere una coppia di giapponesi che se ne va in giro in kimono e si ha la lucidità di trascurare dettagli come i quadri della corrente delle case o gli orologi digitali al polso dei due, allora il quadro è completo.
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alcune case sono persino aperte al pubblico, una sorta di case museo, al cui interno potrete vivere gli aspetti della vità nel giappone tradizionale. Entrando in questa casa mi aspettavo di vedere spuntare da un momento all'altro Tom Cruise vestito appunto da "l'ultimo samurai"

la città è decisamente piacevole da visitare, specialmente se siete amanti del giappone tradizionale, sia per queste sue attrattive, sia perchè rappresenta un alternativa a quanto già visto altrove, tuttavia sconsiglio di pernottarvi per più di due notti. Anche qui la sera non vi è nulla da fare, e una volta visto tutto ciò che c'è da vedere, che richiede massimo un paio di giorni, non resta nulla da fare.

la mattina dopo abbiamo fatto un giro per il mercatino del paese, dopodichè ci siamo recati al "villaggio folcloristico Hida", a 10 minuti di autobus dalla stazione del treno di Takayama.
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Il villaggio è molto interessante e se vi recate a Takayama assicuratevi di non perderlo. In pratica si tratta di un villaggio ricostruito ad hoc con case tradizionali recuperate in tutta la regione dell'hida-kanto e trasportate fino a questo luogo. Ciascuna casa gode delle proprie caratteristiche, è visitabile all'interno e numerosi pannelli inglesi vi informeranno su quella che era la vita in giappone uno o due secoli fa.
Il villaggio è appunto "finto" ma costruito con cura dei dettagli, ordine e gusto, e pertanto pur essendo un attrazione squisitamente turistica è comunque fatta piuttosto bene. L'idea originale infatti era quella di raggiungere la località di Shirakawa-go, patrimonio mondiale dell'unesco, e appunto villaggio montano originale, preservato e famoso per via delle sue caratteristiche case. Quando però ci siamo informati sui mezzi, sui prezzi e sugli orari necessari per raggiungerlo abbiamo capito che era irrealizzabile e abbiamo preferito ripiegare, alla fine senza troppi rimpianti.

abbandonato il villaggio e recuperate le nostre cose in albergo, ci siamo diretti col treno a Nagoya, dove avremmo semplicemente passato la notte, per spezzare il viaggio che il giorno dopo ci avrebbe portato a Hiroshima e alla vicina isola di Miyajima, di cui vi parlerò ovviamente domani.

Altro piccolo aneddoto divertente: in giappone, dovete sapere, trovare un cestino per strada è impresa biblica. Non si sa com'è, riescono ad avere delle strade pulitissime ma non hanno ne cestini ne bidoni dell'immondizia. Se siete fortunati ne trovate qualcuno vicino ai distriibutori di bibite ma solitamente sono esclusivi per la raccolta differenziata e vi si possono buttare dentro solo appunto i contenitori delle bibite. Decidiamo quindi di mangiare a mezzogiorno, prima di partire per nagoya, da un sushi take away. In pratica ci prepara il piattino di sushi da portar via, noi gli chiediamo se possiamo consumarlo all'interno del negozietto ( perchè mangiare per strada è un altro tabù tutto giapponese e non si può fare ) e lui acconsente. Finiamo di pranzare, gettiamo le bacchette e le cartacce in un minuscolo cestino all'interno del negozio, ma ci resta in mano l'enorme piatto di sushi di plastica. Decidiamo di portarlo con noi e di gettarlo nel primo cestino, dimenticando che i cestini sono appunto cosa rara. Camminiamo e camminiamo con sto disco di plastica del diametro di 30-40cm, e non troviamo un posto dove gettarlo. Alla fine arriviamo davanti al nostro albergo, dove avremmo dovuto raccogliere i bagagli per andare in stazione, e decidiamo per la soluzione drastica. Entriamo col piatto di sushi, vado al bancone dell'albergo e con una stupenda faccia da poker, in inglese mi pronuncio: " senta, io in questo paese non riesco a trovare un cestino, perfavore ci pensi lei"
alla fine ho lasciato in mano il piattone del sushi tutto sporco di riso, pesce, soia e sughetti al metre in divisa dell'albergo, che non sapeva che farsene :asd: scena da oscar!

Looky
31-08-2006, 16.40.59
I miei complimenti mach 1 per il dettagliatissimo racconto delle tue giornate :birra:

Mach 1
31-08-2006, 16.42.36
Farei non più di un anno per città...:sisi:
Penso anch'io che sarebbe il modo migliore: riesci a goderti il meglio di ciascun paese, senza fare intempo a scoprirne il peggio, vivere una vita con gli occhi del turista. Sarebbe un modo bellissimo di vivere, ma comporterebbe anche troppe rinunce. Ogni volta dover ricominciare da capo, con il lavoro, la burocrazia e la cultura, non avere radici, non poter creare amicizie e legami duraturi. L'ideale sarebbe inventarsi un lavoro come il duo Blady&Roversi con turisti per caso o Licia Colò e Alberto Angela, tutta gente pagata per andare a vedersi il mondo, beati loro.

Giant Lizard
31-08-2006, 18.41.57
inizio a prenotare i biglietti per sola andata :sisi:

se paghi tu, no problem :asd:

Looky
31-08-2006, 19.30.28
:maddeche: eh no ad ognuno il suo :asd: :sisi:

Serge
31-08-2006, 21.25.23
Mi sono rosicato le braccia. Ora passo alle gambe :(

Complimenti per le foto :uiui:

Mach 1
31-08-2006, 23.09.31
siccome domani avrò probabilmente un po' da fare anticipo a questasera il resoconto che avrei dovuto fare domani. Siamo ormai alla terzultima puntata del viaggio.

HIROSHIMA
Da Nagoya quindi sveglia presto, e lungo viaggio in treno sullo Shinkansen, sul quale ormai siamo di casa, in direzione Hiroshima, alla quale giungiamo a cavallo del mezzogiorno.
la sensazione all'arrivo di Hiroshima è particolare e difficile da spiegare: sembra strano a dirsi ma usciti dalla stazione si prova un irrazionale sensazione di stupore nel trovarsi davanti una città normale: razionalmente sai che sono passati 60 anni da quel fatidico giorno, sai che la città è stata ricostruita e che la gente ne ha ripreso possesso ma cazzo, è pur sempre Hiroshima. Hiroshima. La stessa Tokyo è stata per metà rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale grazie ai bombardamenti americani, subendo probabilmente più vittime di quelle mietute dalla stessa bomba atomica, ma quando arrivi alla stazione della capitale nipponica questo è l'ultimo pensiero che ti passa per la testa, ammesso che mai ti venga da pensare una cosa del genere. Hiroshima invece suscita in noi ( o quantomeno a me ), che l'abbiamo studiata solamente sui libri di storia, questo costante e irrazionale pensiero. Ci si rende conto quindi come Hiroshima sia qualcosa più di una città. Sia un idea, sia una sorta di monumento, e di come per tutti noi, inconsciamente, il tempo in questa città si sia fermato alle 8.15 del 6 agosto 1945, assieme a quel famoso orologio la cui immagine è impressa nelle nostre menti.
Tra l'altro, ad essere sinceri, Hiroshima dimostra più della sua reale età: pensandoci bene se mi guardo attorno non c'è una casa che abbia più di 60 anni ma osservandone i palazzi e l'urbanistica sembra di trovarsi in una città molto più vecchia, un po' come guardare una giovane ragazza che porta male i suoi anni.
come di consueto, visto l'armamentario con cui andiamo in giro, dopo aver recuperato un po' di cartine al centro informazioni della stazione, il primo nostro pensiero è quello di raggiungere l'albergo, dove svolgere le solite pratiche e depositare il bagaglio. Fatto questo ci resta libero il pomeriggio, giusto il tempo per la visita al parco della pace, probabilmente la prima meta di un qualsiasi turista che si rechi in questa città. Ecco un altro aspetto curioso e controverso della città: 60 anni prima la città viene distrutta dalla bomba atomica, e 60 anni dopo, proprio per via del suo passato, diviene meta turistica mondiale e vive anche su questo.
saltiamo quindi subito su un autobus ( a questo punto del viaggio ormai ci orientiamo meglio dei giapponesi stessi e, veramente senza voler esagerare, potremmo anche permetterci di dare consigli ai giapponesi che non siano in grado di trovare la strada ) e dopo aver superato un paio di ponti ed il lungo viale commerciale, si apre davanti a noi la vista del museo e del parco.

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il parco è molto curato, pieno di riferimenti all'atomica, e molto diverso da un qualsiasi parco. Forse è la suggestione, ma più che il caos tipico dei parchi cittadini si respira un aria di solennità e pace. Nella foto, al centro, potete vedere il cenotafio in onore delle vittime della bomba, all'interno del quale brucia la fiamma della pace, che si dice verrà spenta il giorno in cui tutte le armi nucleari verranno bandite dalla terra: l'intento è nobile, ma è sufficiente il minimo sindacale di cinismo per capire che sarà più facile che finisca prima il gas che alimenta la fiamma stessa. Duro da dire, spiacevole, doloroso, ma difficilmente sarò smentito.
Sullo sfondo l' "A-bomb dome".
prima di visitare il parco decidiamo però di entrare al "museo della pace". Per chi fosse interessato suggerisco di visitare questo link:
http://www.pcf.city.hiroshima.jp/virtual/index.html
al quale è possibile eseguire una sorta di tour virtuale molto ben realizzato all'interno del museo e vedere tutte le cose che è possibile vedere visitundolo realmente.
Il nome del museo è anche il suo grido: "pace!". visitando il museo, infatti ci si rende conto di come lo spirito che lo stesso vuole trasmettere non sia di vendetta, o di rabbia, o di sconforto ma di pace, un desiderio che ciascuna delle storie che potrete leggere o ciascuno degli oggetti che potrete vedere al suo interno gridano a gran voce. Perchè nulla più della pace potrebbe dare un senso a ciò che è accaduto a Hiroshima, dare un significato alla morte di coloro che quel giorno sono stati sacrificati.
l'esposizione all'interno del museo ti accompagna per mano all'interno del dramma vissuto dalla città.
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Fa particolare piacere vedere quanti bambini vengano portati a visitare questo museo ed il senso di stupore, misto a incomprensione che esso suscita sui loro volti. Forse sarebbe il caso che non siano solamente i bambini giapponesi ad avere il privilegio di potere visitare un museo del genere. Nelle prime sale viene presentata la situazione prima della guerra, mostrando da una parte qual'era la vita e la realtà di Hiroshima quando ancora era una anonima città del giappone e dall'altra quello che è stata la nascita dell'atomica e il successivo sviluppo del potenziale atomico nel mondo.
Superato questa breve esposizione introduttiva si entra nel vivo del dramma vissuto da Hiroshima. Nella seconda ala del museo infatti è ospitata una lunga serie di reperti e testimonianze dell'esplosione e l'emozione si rende via via più palpabile.
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questo per esempio è il famoso orologio portato al polso da una delle vittime dell'esplosione ed arrestatosi esattamente alle otto e quindici della mattina del 6 agosto: come vi dicevo, le nostre menti pensando ad hiroshima si sono fermate proprio come questo orologio.

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su questo triciclo il bambino che vedete nella foto stava giocando sereno e spensierato al momento della deflagrazione. La sua vita sarebbe terminata quella sera, in preda ad atroci sofferenze dovute alle ustioni.

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queste sono invece alcune delle gru di carta realizzate dalla piccola Sadako, della cui storia vi narrerò fra breve.

Mach 1
31-08-2006, 23.59.58
All'interno del museo tantissime altre testimonianze di questo genere. Piccole uniformi scolastiche rese stracci dall'esplosione e recuperate direttamente dai corpi di coloro che le indossavano, fotografie, oggetti di ogni tipo divelti dal calore dell'esplosione, da bottiglie di vetro ormai irriconoscibili a tegole, occhiali, travi di ferro, statue di templi, ciascuno dei quali accompagnato dalla propria storia, o dalla storia di chi li possedeva. I gradini di una banca, sui quali è impressa, come una fotografia, l'ombra della persona che vi stava seduta sopra al momento dell'esplosione. Addirittura capelli umani, unghie, e brandelli di chelomi formatisi intorno alle ferite dei sopravvissuti.
Ciascuno di questi oggetti contribuisce a ridare la giusta dimensione all'accaduto, contribuendo a dare un identità a ciascuna delle vittime e cercando di mostrare la dimensione umana di questo dramma. Non più una singola esplosione, non più 150.000 morti, ma 150.000 singoli individui, ciascuno con una propria identità, una propria vita, una propria storia da raccontare. 150.000 pugni nello stomaco che ti colpiscono con dolore osservando quegli oggetti.
E questo museo tra l'altro è stato sede di un altro dei tipici aneddoti ai quali la convivenza con i giapponesi vi sottoporrà quotidianamente. Facendo attenzione si potevano infatti sentire distintamente un certo numero di persone tirare su col naso. Anche ossevandole bene è però impossibile capire se si tratti di persone commosse dalla visione di tutto questo, oppure se si tratti semplicemente di giapponesi che, complice la fortissima aria condizionata, debbano semplicemente soffiarsi il naso. Se non l'ho ancora detto è bene infatti che sappiate che in giappone soffiarsi il naso in pubblico è un vero e proprio tabù, mi hanno spiegato che, per capirci, è come se da noi una persona si abbassasse i pantaloni e si mettesse a defecare in mezzo alla strada. Pertanto tirare sonoramente su con il naso è considerato fine ed educato, mentre soffiarselo in pubblico è la cosa peggiore che potreste mai fare davanti a un giapponese. Dunque, complice la riservatezza e la riluttanza dei giapponesi nel mostrare apertamente i propri sentimenti non mi è difficile credere che quelle persone dovessero semplicemente svuotarsi le narici e fossero ben lungi dal piangere.

Abbandonato il museo, del quale vi consiglio nuovamente il tour virtuale al link precedente, decidiamo di fare due passi per il parco.

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giungiamo quindi di fronte alla famosa statua di Sadako, la bambina che ho menzionato precedentemente a proposito delle gru di carta. Ecco la sua storia: Sadako è il nome di una bimba che fu esposta alle radiazioni della deflagrazione di Hiroshima. Sopravvisse alla bomba, apparentemente senza alcuna ripercussione e proseguì con normalità la sua vita, andando a scuola e facendo tutte le cose che una bambina della sua età può fare. Dodici anni dopo si ammalò di leucemia. Durante la sua degenza, ricordandosi di una leggenda giapponese secondo la quale sarebbe guarita se avesse piegato mille gru di carta cominciò a realizzare questi origami, con caparbietà e tenacia. Arrivò a realizzarne mille, e non doma proseguì. Inutile dire che nonostante questo ammirevole sforzo la ragazza non riuscì a sfuggire alla propria sorte e morì. Essa divenne uno dei più forti e famosi simboli del dramma di Hiroshima, tanto che sotto questa statua vengono persone e specialmente scolaresche da tutto il giappone, realizzando decorazioni e quadri colorati interamente e unicamente con delle grù di carta che vengono depositati all'interno di apposite teche sistemate a lato del monumento.

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infine l' "A-bomb dome". questo edificio si trova all'esterno del parco della pace, sull'altra sponda del fiume. Esso è uno degli edifici trovatisi sotto la bomba ed uno dei pochi dei quali sia rimasto qualcosa dopo l'esplosione nonostante si trovasse a soli 100 metri dall'epicentro. Questo perchè anche uno dei pochi realizzati in cemento, quando la quasi totalità delle case era realizzata in legno e carta. L'edificio è stato conservato immutato, e il suo scheletro, anch'esso considerato patrimonio dell'umanità, è un silenzioso monito che chi ammonisce sulle conseguenze dell'esplosione.

curioso come, a differenza di altre città, non mi sia venuto in mente di fare altre foto alla città. Ho solamente fotografie del museo e del parco. Finita questa nostra triste ma doverosa visita, siamo tornati in albergo, approfittando tra l'altro di due computer messi gratuitamente a disposizione dall'albergo stesso per collegarci a internet e fare due chiacchiere su msn con un nostro amico rimasto in italia. Lo diamo sempre praticamente per scontato ma è sorprendente come al giorno d'oggi basti un click per mettersi in contatto con l'altro capo del mondo.
La sera un piccolo giro per il quartiere notturno di Hiroshima, che poi tanto notturno non è visto che alle undici di sera la maggioranza delle persone erano già sparite, inclusi noi, complice il fatto che bus e tram chiudono il servizio attorno a quell'ora ( e questo è stata l'unica seccatura ricorrente del viaggio, visto che i nostri movimenti erano vincolati ai mezzi pubblici ). Ad ogni modo tanto è bastato per risollevarsi un po' dall'esperienza del pomeriggio e per rendersi conto di quanto la vita a Hiroshima sia comunque normale come in una qualsiasi altra città del giappone.

Aneddoto curioso: entriamo in camera d'albergo, guardiamo il televisore ed il decoder ad esso collegato, un modello veramente antichissimo. Nel commentare questo al mio amico involontariamente scappa ( come da suo consueto modo di dire quando vede qualcosa di particolarmente datato ): "cavoli hai visto quel decoder, sarà del 42!" ci guardiamo in faccia, seguono diversi secondi di silenzio, dopodichè entrambi: "no, probabilmente sarà difficile che sia del 42": un po' di umorismo nero, del tutto involontario.

il giorno seguente decidiamo di andare a :

MIYAJIMA

si tratta di un isoletta poco distante da Hiroshima ( che per chi non lo sapesse da direttamente sul pacifico ) e sede di uno dei paesaggi da cartolina più famosi del giappone. Si trova a meno di mezz'ora dalla stazione di Tokyo e per raggiungerla è necessario prendere un traghetto, fortunatamente operato dalla JR e quindi compreso all'interno del pass. L'isola è fantastica. Si presenta come un isola verde, quasi tropicale, simile a quelle che si possono vedere in farcry. Su di essa si trova un piccolo paesino che si stende lungo la costa e un templio famosissimo per la sua caratteristica peculiare che fra poco vedrete. Dal traghetto è bellissima.

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questa è un immagine del torii che si trova davanti al templio. Il Torii in questione è costruito su una zona di terra che con la bassa marea diviene accessibile ma completamente sommersa dall'acqua con l'alta marea, una sorta di Mont Saint Michelle alla giapponese, regalando quindi una stupenda immagine di questo Torii che sembra galleggiare sulle acque. La foto in questione è fatta già dall'isola quindi quella che vedete sulla sfondo è proprio Hiroshima. sicuramente se siete amanti del giappone questa immagine vi risulterà molto familiare.

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Particolarità dell'isola è che essa è letteralmente invasa da centinaia di cervi abbondantemente abituati alla presenza di esseri umani, e quindi particolarmente affabili. Si prestano volentieri per fare foto, per giocare, e sono particolarmente felici se date loro da mangiare. Attenti però che mangiano veramente di tutto, pertanto evitate di avere cartine, sacchetti di plastica o fazzoletti che spuntano dalle vostre tasche o se ne faranno realmente un sol boccone.

Mach 1
01-09-2006, 00.35.40
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ed ecco qui un immagine che riassume le due peculiarità dell'isola, i cervi e il torii.

come vi dicevo l'isola è sede anche di un bellissimo e famosissimo templio, ed ecco qui la peculiarità a cui vi accennavo prima:

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come il torii, esso stesso è costruito a sbalzo sull'acqua, su palafitte, e con l'alta marea sembra galleggiare su di essa, regalando un altra immagine indelebile del giappone e dimostrando una volta di più, come se ce ne fosse bisogno, la spiccata sensibilità dei giapponesi per la bellezza e l'armonia delle proprie architetture e per l'incredibile equilibrio di queste ultime nell'interagire con la natura che le circonda. Decidiamo quindi di mangiare e ci rendiamo subito conto di essere entrati in un ristorante di quelli buoni dal fatto che fosse frequentato dai muratori del paese. Come saprete infatti, e come da regola valida sicuramente in tutto il mondo se entrate in un ristorante e dentro vi trovate muratori o camionisti in pausa pranzo, allora sicuramente lì dentro si deve mangiare bene.
Consumato il pranzo, e soffiatomi il naso di nascosto come un drogato all'interno del bagno del locale, riprendiamo la gita. La seconda cosa da fare sull'isola sarebbe stata quella di raggiungere una funivia ( spettacolare il cartello che indicava la funivia e che recitava, testuali parole: "10 minute walk for the ropeway, 7 minutes if you run a little!" ) e di salire grazie a questa sulla sommità della stessa ma la sfortuna si è accanita su di noi ed un avviso di temporale, che da lì a poco si sarebbe tramutato in un temporale con i controcazzi, ha spinto il personale della funivia a interrompere preventivamente il servizio. Peccato, perchè il panorama dalla cima dev'essere stato stupendo, ed oltretutto la guida diceva che avremmo visto anche delle scimmie in libertà, attrattiva piuttosto curiosa. Come contentino invece, non avendo visto le scimmie, ho però potuto ammirare un "insetto stecco" che con coraggio mi sono persino spinto a farmi camminare addosso. Alla base della funivia abbiamo anche incontrato degli italiani, con i quali abbiamo fatto due chiacchiere. Una di loro ci ha poi seguito a spasso per l'isola, partecipando tra l'altro ad una delle scene madri della vacanza. A poca distanza dalla stazione della funivia infatti si trovava la stazione degli autobus, alla quale, una volta scoppiato il temporale decidiamo di recarci per risparmiarci una lunga camminata sotto l'acqua fino al paese. Ci rifugiamo quindi sotto una tettoietta di legno, di due metri per due, adibità ad area picnic, nell'attesa che arrivi l'autobus. Di li a poco viene a farci compagnia un cervo che per evitare l'acqua si rifugia con noi. La scena è quindi la seguente: io, il mio amico, una perfetta sconosciuta ed un cervo giapponese, tutti sotto una tettoia di 2metri per 2 in mezzo ad un grosso temporale, in un bosco giapponese, lontani da tutto e da tutti, ad aspettare l'arrivo dell'autobus: roba da film. Ad ogni modo abbandoniamo l'isola e, maledicendo il brutto scherzo che ci ha giocato il tempo, torniamo verso l'albergo. Dopodiché dopo avere scoperto un ottimo ristorante di Okonomiyaki, una sorta di pizza/frittatona mista giapponese, più difficile da pronunciare che da mangiare, che si mangia direttamente dalla piastra calda, ci concediamo un altro giro nella downtown di Hiroshima e concludiamo così la seconda settimana della nostra vacanza.
Meta del giorno seguente: Kyoto.

Giant Lizard
01-09-2006, 01.26.23
bè ormai è inutile farti altri complimenti per le foto e le descrizioni :) dico soltanto che ho salvato questo post nei preferiti, affinchè possa riguardarlo nel tempo (oh, però non de-hostarmi le foto, nè? :D )

Comunque è particolare come ci si ricordi tanto e quasi solo di Hiroshima come città in cui cadde la bomba atomica, quando invece anche Nagasaki ebbe la stessa tragedia.

Cosmica
01-09-2006, 10.12.47
Ecco la sua storia: Sadako è il nome di una bimba che fu esposta alle radiazioni della deflagrazione di Hiroshima. Sopravvisse alla bomba, apparentemente senza alcuna ripercussione e proseguì con normalità la sua vita, andando a scuola e facendo tutte le cose che una bambina della sua età può fare. Dodici anni dopo si ammalò di leucemia. Durante la sua degenza, ricordandosi di una leggenda giapponese secondo la quale sarebbe guarita se avesse piegato mille gru di carta cominciò a realizzare questi origami, con caparbietà e tenacia. Arrivò a realizzarne mille, e non doma proseguì. Inutile dire che nonostante questo ammirevole sforzo la ragazza non riuscì a sfuggire alla propria sorte e morì. Essa divenne uno dei più forti e famosi simboli del dramma di Hiroshima, tanto che sotto questa statua vengono persone e specialmente scolaresche da tutto il giappone, realizzando decorazioni e quadri colorati interamente e unicamente con delle grù di carta che vengono depositati all'interno di apposite teche sistemate a lato del monumento.

A tal proposito consiglierei, a chi non l'avesse mai fatto, di leggere "Il gran sole di Hiroshima" di Karl Bruckner ("Sadako will leben" è il titolo in lingua originale).

Complimenti x1000. Hai fatto un reportage meraviglioso. :love:

Eowyn.
01-09-2006, 10.33.52
A tal proposito consiglierei, a chi non l'avesse mai fatto, di leggere "Il gran sole di Hiroshima" di Karl Bruckner ("Sadako will leben" è il titolo in lingua originale)Molto bello. L'ho regalato a mia sorella per Natale lo scorso anno.

billygoat
01-09-2006, 11.45.40
solo a leggere il tuo racconto di cosa si prova a visitare hiroshima e il museo fa venire la pelle d'oca...
posso solo immaginare cosa si provi a mettere i piedi su quella terra e vedere quelle cose con i propri occhi...
e credo che comunque sia un'immagine molto sbiadita.

Mach 1
01-09-2006, 18.48.02
approfitto di una mezz'oretta di tempo e ora vi parlerò un po' del primo giorno trascorso a ......


KYOTO

Se Tokyo idealmente rappresenta tutto ciò che del giappone significa modernità, Kyoto può tranquillamente essere considerata il suo contrappunto, raccogliendo idealmente tra le sue mura tutto ciò che è antico e tradizionale.
Pensando a Kyoto il pensiero subito corre ai suoi templi, alle sue pagode, agli Okaya, alle Geishe, ai suoi tradizionali giardini. Proprio per questo riponevo grandi aspettative nella nostra ultima settimana a Kyoto.

Arriviamo dunque da Hiroshima e facciamo scalo nella modernissima stazione di Kyoto, un immenso palazzo di acciaio e vetro, nel quale perdersi risulta di una facilità quasi imbarazzante, tant'è vero che appena arrivati ci siamo subito persi. Fortunatamente dopo alcuni giorni abbiamo scoperto il trucco della stazione di Kyoto: è sufficiente accedervi da una determinata entrata, dalla quale parte un corridoio che l'attraversa completamente e che passa anche per le banchine dei treni. Qualsiasi altro modo di accedere alla stazione porterà come risultato il fatto di perdervisi irrimediabilmente tra negozi, ristoranti, grandi magazzini e corridoi senza vie d'uscita. Sarà difficile persino riuscire a capire a quale piano vi state trovando. Tant'è vero che, nei giorni seguenti, dopo la terza volta che ci siamo persi al suo interno, abbiamo fortunosamente raggiunto uno dei centri informazioni e abbiamo chiesto alla signora testuali parole: "mi scusi, come si fa a uscire da questo inferno?"
la risposta è stata una risata e, dopo averci fatto capire che non siamo assolutamente i primi e di certo non saremo gli ultimi ad averle fatto una domanda del genere, ci offre una cartina della stazione ( rendetevi conto che hanno addirittura fatto una cartina della stazione per quelli che si perdono! bastava progettarla meglio, cazzo! ) e ci spiega appunto il trucco poc'anzi citato.
Ad ogni modo, torniamo al nostro arrivo. Giungiamo a Kyoto all'ora di pranzo. Decidiamo quindi di pranzare direttamente in stazione e così, per pura curiosità, riesco a convincere il mio amico a entrare in un "ristorante italiano" per vedere come i giapponesi intendono la nostra cucina. Avrei dovuto fiutare la fregatura dagli sguardi dei dipendenti, tutti giapponesi, quando hanno intuito che due italiani veri stavano entrando nel loro locale, però ero veramente curioso. Ordino quindi una pizza. Non l'avessi mai fatto!!! mi portano una specie di disco di pasta, probabilmente nemmeno lievitata, totalmente diversa da quella da noi usata per fare la pizza. Il disco in questione avrà avuto un diametro di non più di 15-20 cm. Sopra questo oggetto discoidale, niente salsa o polpa di pomodoro, ma direttamente dei pezzettoni poggiati sopra, come fosse un insalata. Per finire del formaggio poco sciolto, spacciato per mozzarella di bufala. La pizza in questione mi viene servita su un tagliere, con forchetta e rotella per tagliarla. Ne taglio una fetta, provo a sollevarla, ed ha la stessa consistenza di un pezzo di stoffa: cade perpendicolare, senza un minimo di tonicità. Decido, sprezzante, di mangiarla con le mani, dopo averla tagliata in spicchi: noto che alcuni giapponesi mi guardano con curiosità, mista a leggera disapprovazione. In pratica i giapponesi avevano la pretesa di insegnara a me come mangiare la pizza, fantastico. Il mio amico, decide invece di ordinare della pasta. La mangia non molto disgustato ma entrambi ci lamentiamo delle porzioni realmente micragnose e pensando al pastarito pizzarito ci scende una lacrima. Scopro poi, uscendo dal ristorante, che nel frigorifero erano stipate una gran quantità di bottiglie di Birra Moretti.
ci dirigiamo quindi verso il Ryokan. il programma infatti prevedeva di passare una prima notte in un Ryokan piuttosto rinomato e costoso, nel quale gustare una tipica cena Kaiseki, l'alta cucina di Tokyo, servita in camera. Per chi non lo sapesse i Ryokan sono le sistemazioni alla giapponese, pertanto con pareti di carta, pavimento in tatami e Futon nel quale dormire. In seguito ci saremmo trasferiti in un comune albergo nel quale trascorrere l'intera settimana.
il primo impatto con la città di Kyoto non è assolutamente dei migliori, per tre motivi:
il caldo: a Kyoto si crepa di caldo. Era agosto, abbiamo trovato caldo ovunque, ma Kyoto è una città lontana dal mare e distesa in un piano racchiuso su tre lati da montagne. Qui si può quindi provare una nuova qualità di caldo, umido, stagnante, afoso, che ti fiacca dopo pochi passi.
il caos: Tokyo è una città organizzata e funzionale. Raggiungere un qualsiasi quartiere di Tokyo, nella zona centrale, da un qualsiasi altro quartiere non richiede più di mezz'ora grazie all'efficente rete di mezzi e metropolitane. Kyoto invece è una città caotica, dalle strade strette e trafficatissime ad ogni ora. Ci si muove quasi unicamente con i bus di superficie e pertanto dover raggiungere il lato opposto della città, pur essendo quest'ultima non molto grande, può richiedere anche più di un ora. Inoltre la frequenza degli autobus non è elevatissima, specie la sera, quando poi il servizio termina verso le 23, e tutto questo complica ulteriormente le cose.
i turisti: ci trovavamo a Kyoto nella settimana dell'o-bon, la festa dei morti giapponese, forse la ricorrenza più importante e più celebrata del paese. Pertanto la città era murata di turisti, sia stranieri che giapponesi stessi, e ciò lo si poteva capire dalla grande quantità di giapponesi che giravano con cartine al seguito e che si muovevano con impaccio sulle linee degli autobus. Per quanto riguarda i turisti stranieri invece, erano quasi tutti italiani. Ne avremo beccati un centinaio minimo, e, consci che da lì ad una settimana saremmo tornati nel nostro paese, ed ormai sufficientemente dotati di esperienza da non aver più bisogno di alcun tipo di appoggio, evitavamo accuratamente di attaccare bottone con questi ultimi.

Ad ogni modo, ecco la prima sorpresa che ci riserva la città. Arriviamo nel quartiere di Gion, il quartiere tradizionale di Kyoto, il quartiere dove si dice risieda la maggior parte delle Geishe, e guardate cosa ci aspetta quando ci approcciamo ad un piccolo ruscentello, in piena città?
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come si può non rimanere affascinati da un simile benvenuto, quando si viene da una città come Milano dove sono solo due i tipi di uccelli che riescono a viverci: i piccioni, e gli uccelli dei milanesi.

Giungiamo dunque al Ryokan, e veniamo accolti calorosamente, fortunatamente da personale che se la cavava ottimamente con l'inglese. Quantomeno se la cavavano tutti, tranne una signora sulla sessantina, che parlava unicamente giapponese. Veniamo accompagnati dunque alla nostra camera, e scopriamo che ad ogni stanza viene assegnata una signora dell'albergo, che si occuperà di introdurre gli ospiti alla stanza e alle usanze giapponesi, di servire loro il te e la cena, di preparare loro i letti e di servire loro la colazione il giorno dopo. Indovinate a noi chi ci tocca? ovviamente la sessantenne che parlava solo giapponese, yuppi!
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Veniamo quindi portati alla stanza, ed ecco come ci si mostra. balconcino ovviamente separato dalla tipica parete in carta ( dalla quale nella foto sbuca la mano del mio amico, arredi essenziali, tatami e comodi Yukata ( una sorta di vestaglie da camera ) nei quali infilarci. Ci viene spiegato come funzionano le stanze giapponesi, come verremo trattati e balle varie. Ci vengono poi offerti dalla signora in kimono degli ottimi biscottini e un ottimo te verde, che per una volta sembra meno amaro del solito, anzi, è particolarmente buono.

Mach 1
01-09-2006, 19.25.43
facciamo dunque un piccolo giro fuori dal Ryokan, giusto per familiarizzare con il quartiere:
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diverse vie di Gion sono state esse stesse mantenute in stile classico ed è piacevole passegiarvici. Torniamo giusto in tempo per farci due docce e prepararci alla cena. Brutta scoperta: il bagno del Ryokan è ovviamente alla giapponese, quindi consta di una vasca in legno quadrata di meno di 1metrox1metro in cui immergersi per rilassarsi una volta lavatisi e di un angolo a fianco della vasca, ancor più angusto, munito di sgabellino sul quale sedersi e doccino, ad altezza caviglie e dal cavo molto corto in cui lavarsi. Riusciamo quindi in maniera alquanto acrobatica a lavarci in tale loculo e aspettiamo che arrivi la signora con la nostra cena. Veniamo quindi a scontrarci nuovamente con la dura realtà del Ryokan: Suddetto Ryokan in particolare, infatti, è considerato posto piuttosto lussuoso ed è stato ovviamente pagato, conseguentemente, molto caro. Diciamo che è stato il vero lusso che ci siamo voluti concedere e, pur non rimpiangendo l'esperienza, ed anzi ricordandola con piacere, mi sorgono numerosi dubbi riguardo alla cifra sborsata per essa. Dopo avere fatto i conti con la doccia dei nani, ed uno scarafaggio di dimensioni spropositate, sbucato dal tubo del lavandino e ricacciato nello stesso con la maestria di un domatore di bacarozzi, ci aspettava dunque la cena Kaiseki. Come precedentemente accennato, la cucina Kaiseki è considerata una delle massime espressioni della cucina giapponese. Prima di partire dall'italia ci aspettavamo quindi grandi prelibatezze, dopo due settimane di pranzi e cene in giappone invece, stavamo già fiutando la fregatura....
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la cena consta di molte microportate, da gustare in ordine sparso e totalmente arbitrario, portate a più riprese. Quella che vedete nella fotografia è solo la prima serie di portate, e l'eloquente sguardo del mio amico vi fa capire quale fosse il suo pensiero a riguardo. In seguito Ad ogni modo ci tuffiamo in questo ricco set di pietanze, invero più belle da vedere che gustose da mangiare, e purtroppo mi rendo conto definitivamente di come io e la cucina giapponese non potremo mai andare profondamente d'accordo. Nulla di particolarmente disgustoso, per carità, ma d'altro canto nemmeno niente il cui sapore mi sia risultato indimenticabile. Mi sono pure mangiato una lumaca di mare, una cosa che avevo giurato di non fare mai nella vita, il cui guscio conservo ancora ( e tra l'altro dopo 3 settimane puzza ancora nonostante sia stata più volte lavata ).
Una cena diversa, senz'altro da provare, gastronomicamente curiosa, ma se dopo tre o quattro giri di piattini il mio stomaco non si sentiva in realtà ne appagato ne sazio, allora c'è un incompatibilità di fondo. Una cosa che il mio amico mi rinfaccerà sempre tra l'altro, dato che una volta in un centro informazioni ci diedero da compilare dei moduli, a scopo di sondaggio, sui quali si chiedeva quali fossero i principali motivi che ci avessero spinto in giappone: tra questi feci l'errore di segnare "la cucina" e il mio amico per 20 giorni decise di prendermi per il culo ogni qualvolta entrassimo in un ristorante perchè convinto che un italiano, abituato alla cucina mediterranea, non può trovare realmente appetitose le specialità giapponesi. E per quanto ogni tanto si resti stupiti dal particolare sapore di alcuni piatti, in fondo in fondo, qualsiasi italiano non potrà che, anche se a malincuore, dargli ragione.

la sera, appena terminata la cena, veniamo gentilmente invitati assieme agli altri ospiti del Ryokan, ad assistere ad una cerimonia del te che viene tenuta a scopo dimostrativo all'interno del Ryokan stesso. Ci viene detto che siamo molto fortunati perchè quella in cui si tiene la cerimonia, una piccola costruzione all'interno del giardino del ryokan, è una vera sala del te, come se ne trovano poce ancora a Kyoto, solitamente possedute da privati e quindi inaccessibili. Confidando di non essere stati presi in giro, ci accingiamo ad entrare.
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la sala da te presenta, presenta un ingresso particolare: si tratta di un piccolo ingresso quadrato di mezzo metro di lato nel quale, per potervi entrare, bisogna giocoforza inchinarsi. Ci viene spiegato che questa soluzione è legata alla sacralità della cerimonia stessa. A tale cerimonia, ci viene detto, spesso partecipavano persone di ceti molto differenti. La società giapponese era organizzata in rigide classi, ma durante la cerimonia bisognava dimenticarsi di queste differenze sociali e pertanto l'inchino obbligato dall'angusto ingresso veniva interpretato come segno di umiltà: entrando quindi nella sala, ci si spogliava del proprio ruolo sociale, e si era solamente una persona in mezzo ad altre persone. all'interno della stanza, oltre agli altri ospiti, vi sono la signora che con abile maestria e indubbia eleganza prepara la bevanda, mentre altre due persone del Ryokan ci spiegano in inglese i significati della cerimonia,
decisamente molto interessante, anche se ovviamente si respira in ogni istante l'aspetto prettamente turistico della manifestazione. Terminata anche quest'ultima, visto che la notte era ancora giovane, decidiamo di recarci nella vicina zona di Pontocho, il vero, e poi scopriremo unico, cuore della vita notturna di Kyoto.
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La zona si sviluppa accanto al fiume Kamo, è ricca di locali e luci, e ricorda molto da vicino la zona dei navigli a Milano. Le due sponde del fiume sono meta preferita di giovani coppiette giapponesi che camminano lungo le acque del Kamo o che si siedono ad ammirare le stelle, oppure di artisti di strada che suonano musica o eseguono esercizi di giocoleria con palle e bastoni infuocati. Concludiamo così la nostra prima giornata a Kyoto e dopo esserci fatti delle bellissime e stupidissime fotografie in tenuta giapponese all'interno della stanza del Ryokan decidiamo di andare a dormire. Ad attenderci in camera nostra i futon, i letti tipo "sacco a pelo" nei quali i giapponesi sono soliti dormire. Altro trauma: il letto di persè non è scomodo, anzi, ma è cortissimo. Mi sdraio, mi tiro la coperta fin sotto il naso e mi accorgo che essa, all'altra estremità, ha raggiunto la zona delle ginocchia. si cerca quindi di studiare una posizione, del tutto innaturale, nella quale raggomitolarsi al fine di rimanere il più possibile coperti da questo cazzo di mini piumone formato Hobbit. Tra le risate e la stanchezza dunque prendiamo sonno, e diciamo così addio alla prima delle sette giornate che ci vedranno a Kyoto.

perladiluna
01-09-2006, 19.35.58
Sempre belle le foto e il racconto!
Sul cibo hai perfettamente ragione, io sono diventata bravissima a mangiare il riso con i bastoncini.
In vietnam ti danno la ciotolina di riso + qualsiasi altra cosa che ha un sapore che non è ne buono ne schifoso... è X ...
Io ho assaggiato consapevolemente grilli fritti e inconsapevolmente credo cane e piccione... :eek2:

Mach 1
01-09-2006, 20.22.51
Sempre belle le foto e il racconto!
Sul cibo hai perfettamente ragione, io sono diventata bravissima a mangiare il riso con i bastoncini.
In vietnam ti danno la ciotolina di riso + qualsiasi altra cosa che ha un sapore che non è ne buono ne schifoso... è X ...
Io ho assaggiato consapevolemente grilli fritti e inconsapevolmente credo cane e piccione... :eek2:

Io, nonostante tre settimane d'esperienza, ogni volta che mangiavo il riso determinavo un piccolo "effetto detonazione", spargendo riso ovunque, come se mi avessero messo una miccetta nella ciotola :asd:

Mach 1
02-09-2006, 16.40.32
giriamo quindi un po' per Kyoto, per quella che sarà la penultima puntata di questo resoconto. Qui ci siamo concessi tre itinerari, consigliati dalle guide:
due passeggiate nella zona est della città, tra cui la famosa "passeggiata del filosofo" e un itinerario a nord.
La sfortuna di Kyoto infatti è che tutte le zone interessanti da vedere sono posizionate nella maniera più scomoda possibile, tutte alle pendici delle montagne, sui tre lati della città e tutte piuttosto distanti tra loro.

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la prima passeggiata attraversa altri quartieri e viuzze tipiche del giappone classico, ricche di negozietti di souvenir e ristoranti. l'atmosfera qui ricorda le più tipiche vie di SanMarino.
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Tra l'altro si vedono in giro molti ragazzi che si offrono di accompagnare i turisti con i loro risciò, noncuranti del caldo soffocante e del fatto che l'intero quartiere è un continuo sali scendi: complimenti per il coraggio.

E qui scopriamo tra l'altro una cosa importante. Come vi dicevo ci troviamo nella settimana dell'o-bon, la festa giapponese dei morti, una sorta di 2 novembre nostrano, però un po' meno lugubre.
pertanto se in questo periodo vi trovate a Kyoto seguite le cartine e non i fiumi di giapponesi, altrimenti vi potreste continuamente ritrovare all'interno di cimiteri, nei quali le persone vanno ovviamente a rendere omaggio ai loro defunti.
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c'è da dire che anche i cimiteri giapponesi sono piuttosto curiosi. per quanto c'è stato dato modo di vedere e di capire, non vi sono grosse necropoli come da noi, ma piccoli e intimi campi santi sparsi un po' ovunque. Va detto che a Kyoto, pur essendo una grandissima attrattiva turistica e culturale, le indicazioni in inglese sono molto scarse rispetto a numerosi altri posti, pertanto orientarsi e trovare i propri obiettivi sarà meno facile che altrove, il che potrebbe facilmente portarvi a deviazioni non volute come quelle poc'anzi citate.
Ad ogni modo, tornando al nostro percorso originale, ci troviamo a visitare i templi del Chion-in, Shoren-in e Kiyomizu.

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lo Shoren-in è un classico templio giapponese nel quale ci viene concesso di entrare. Camminiamo quindi su dei soffici tatami, ovviamente a piedi nudi, e visitiamo un po' di camere dove i monaci sono soliti pregare,
ammirando tra l'altro uno splendido giardino.
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finalmente vediamo un giardino giapponese come si deve, equilibrato nelle forme e nei colori, curato maniacalmente in ogni più piccolo dettaglio, dona, complice l'atmosfera, una piacevole sensazione di serenità.

poco più avanti si trova il templio Chion-in:
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il templio chion-in è un complesso enorme, il quale tra l'altro ospita la campana in bronzo più grande del giappone. Si dice che ci vogliano 31 monaci per riuscire a manovrarne il batacchio, costituito da un vero e proprio tronco d'albero. Al suo interno assistiamo ad una vera cerimonia tenuta da monaci e, un po' per la curiosità, un po' per sfuggire alla calura, ci accostiamo e la seguiamo per una decina di minuti. Qui alcuni monaci, suonavano ossessivamente dei piatti di metallo con dei martelletti, producendo un suono che ricordava quello di un cantiere siderurgico, mentre altri monaci intonavano delle preghiere. decisamente curioso ma sconsigliato a chiunque soffra di emicranie.

Infine, affaticati come mai prima d'ora per via della calura, ci dirigiamo verso il Kiyomizu-Dera.
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la particolarità del templio, come potete vedere, è quella di essere costruito su palafitte, nel mezzo di un bosco. Distrutti dalla calura ci conforta l'idea che all'interno del templio la guida indichi la presenza di una famosa fonte sacra alla quale, caso unico, è lecito abbeverarsi. La cerchiamo e scopriamo che , trattandosi di una tradizione particolarmente cara ai giapponesi, per "dissetarsi" non solo si deve pagare ma si deve anche percorrere una lunga e lenta coda: decidiamo quindi di ripiegare sul primo distributore automatico che incontreremo.

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inoltre sui gradini che portano al templio, mentre io mi ero allontanato per rinfrescarmi, il mio amico ha la fortuna di imbattersi in una vera Geisha e fortunatamente, pur non avendo idea di come utilizzarla, prende in mano
la macchina fotografica che gli avevo lasciato in custodia e scatta questa foto.

Mach 1
02-09-2006, 16.45.44
il secondo itinerario comprende la passeggiata del filosofo: questa è sistematicamente indicata e suggerita da tutte le guide turistiche che mi sono capitate per le mani. Anche qui, però, si paventa una mezza delusione. la passeggiata infatti si dipana costeggiando un canale, all'ombra di alcune piante di ciliegio. Sarà senz'altro suggestiva in primavera con la fioritura delle piante ma in piena estate la sensazione è quella di costeggiare un canale di scolo, una sorta di cloaca a cielo aperto, in un quartiere dall'aspetto piuttosto periferico e poco curato. Fortunatamente ci fanno compagnia in questo viaggio due ragazze che, poco davanti a noi, allietano la nostra camminata intonando canzoncine giapponesi.

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prima tappa della passeggiata, il Ginkakuji, noto come il padiglione d'argento. L'edificio nasce infatti come un omaggio al Kinkakuji, o padiglione d'oro. l'intenzione originale era di ricoprire l'edificio di foglie d'argento ma l'opera non fu portata a termine.
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girando per i giardini che circondano il palazzo è possibile godere di una bellissima vista sulla città.

proseguiamo quindi l'itinerario e ci ficchiamo all'interno di un secondo templio, del quale francamente non ricordo il nome, molto piacevole perchè al difuori dei comuni itinerari turistici, quindi piuttosto intimo inquanto anch'esso immerso all'interno di un bosco e privo di turisti.
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l'unica nostra compagnia era questo corvaccio che ci guardava dall'alto di un ramo.
infine, sempre seguendo il canale, raggiungiamo il Nanzenji, altro famoso templio di kyoto. Anche questo sparpagliato lungo un'area piuttosto vasta e dotato di una piccola particolarita. Doveste andarvici non perdetelo per nulla al mondo, per via della bellezza dei pannelli che ne decorano le stanze, e che purtroppo, e comprensibilmente, non sono fotografabili.
Arrampicandosi lungo un sentiero che parte da questo templio e si perde in un bosco è possibile raggiungere uno dei luoghi di culto a mio avviso più autentici della città.
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nascosti tra le piante e lontano dagli itinerari turistici compaiono infatti questi altarini votivi. Un cartello, seccato dal fatto che tale itinerario sia stato introdotto all'interno di una famosa guida turistica ( sarà forse la lonely planet? ) ci avvisa che il bosco nel quale stiamo entrando è considerato sacro e pertanto è doveroso comportarsi in maniera decorosa, evitando schiamazzi e quant'altro di sconveniente. Questa fotografia va quindi considerata come un autentica primizia.

l'ultimo itinerario percorso si trova a nord della città e richiede più di un ora di bus, causa traffico, per arrivarci. Permette di visitare l'attrazione forse più spettacolare di Kyoto, il padiglione d'oro.
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ecco infatti in tutto il suo splendore il Kinkakuji. l'edificio è ricoperto da foglie d'oro e il sole, che fortunatamente ci concede la sua presenza in un cielo fino a quel momento coperto da nubi, ne fa risaltare la brillantezza e la magnificienza. L'edificio si specchia nelle acque del laghetto antistante, regalando l'ennesima immagine indelebile del Giappone. Ci accoglie tra l'altro, nei giardini del templio, una processione di monaci intonanti canti e preghiere tradizionali.
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da qui ci perdiamo lungo la strada che ci porterà fino al Ryoanji, strada invero piuttosto brutta e insignificante. Il Ryoanji è il templio Zen più famoso di Kyoto, noto in tutto il mondo per via del suo giardino secco:
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la particolarità del giardino è quella di essere realizzato con 15 grandi rocce delle quali, si dice, una rimarrà sempre nascosta al vostro sguardo, in qualsiasi punto vi mettiate ad osservare la composizione. Qui ci siamo tra l'altro imbattuti in una nutrita, quanto caciarona, comitiva di italiani. E' curioso notare come gli italiani, dapprima anelati e cercati all'inizio della nostra vacanza, si siano pian piano tramutati in seccature da evitare accuratamente, tanto da rimanere completamente in silenzio in loro presenza onde evitare che ci attaccassero bottone.
Unica eccezzione, una simpatica ragazza di Milano che ci ha fatto capire quanto sia vero il detto "piccolo il mondo". la incontrammo la prima volta a Miyajima, durante l'acquazzone di cui vi ho parlato. La reincontrammo per caso il giorno seguente alla stazione di Hiroshima, mentre stavamo correndo per prendere il nostro treno. Giunti a Kyoto, la reincontrammo due volte nuovamente, sempre per caso, all'interno di due templi. La reincontrammo nuovamente il giorno successivo in un templio e su un autobus. La reincontrammo infine addirittura all'interno di un negozio un giorno che eravamo dediti allo shopping. Tutto questo assolutamente per caso, tutto questo a 10 mila chilometri da casa nostra.
altra particolarità del Ryoanji è la fonte che si trova in un angolo del suo giardino:
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fonte famosa in tutto il giappone. I quattro ideogrammi che vi compaiono compongono la scritta "io imparo solo per la mia felicità" uno dei concetti alla base del buddismo zen.

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si conclude così il nostro piccolo itinerario culturale per Kyoto. Il consiglio che posso darvi è, a meno che non siate dei veri e propri amanti dei templi, di selezionare con cura quelli che volete visitare. Kyoto è veramente tempestata da un numero incalcolabile di templi, pertanto è inutile che vi facciate il giro di tutti, spinti da quanto leggete sulle guide, dopo un po' ne avrete le palle piene. Scegliete quelli che più vi interessa vedere e visitateli ma non cercate di strafare. Cercate anche di ottimizzare i vostri giri perchè, per via della scomodità della rete urbana della città, se riuscite a concentrare in ciascuna giornata una differente zona della città, la cosa sarà per voi molto più funzionale.

Di Kyoto ci sono ancora un paio di cose da dire. Prima di tutto bisogna segnalare il quartiere di Pontocho, che si snoda a sinistra del fiume dopo la Kawaramachi-dori: se siete in vena di Shopping questo è il posto che fa per voi: potrete trovarvi un sacco di negozi di vestiti, di giapponeserie, di musica, libri, di pupazzetti giapponesi, di ristoranti e quant'altro. Tutta la zona è costituita da un insieme di vie coperte e con musica in filodiffusione, una sorta di variante giapponese sul tema del centro commerciale. Zona in cui è piacevole passeggiare anche solo per farsi un idea della gioventù giapponese che ama farsi lunghe vasche in questi viali a qualsiasi ora del giorno. Segnalo tra le altre cose un negozietto fighissimo che vende a pochi euro migliaia di pupazzetti dei cartoni animati, dalle serie più recenti fino a quelle più storiche come I Cyborg, Carletto, Arale, Lupin e il Mago Pancione. I pupazzetti sono bellissimi, costano poco, e ne ho portati ovviamente a casa un po'. Nella zona nord del quartiere commerciale invece potrete trovare articoli più seri e rinomati, e di conseguenza anche molto più costosi, come carta pregiata, libri da collezionismo, articoli in legno, antiquari, ventagli dipinti a mano e altro ancora.

Mach 1
02-09-2006, 17.27.31
l'ultima cosa che mi resta da segnalare è la festività che a Kyoto si tiene la sera del 16 agosto, in occasione della fine dell'o-bon. Sulle montagne circostanti Kyoto vengono preparati diversi braceri a forma di Kanji, ovvero quegli incomprensibili ideogrammi giapponesi, in realtà di origine cinese, dai diversi significati. La sera del 16 migliaia di persone si radunano in tutta kyoto per godere dell'accensione di questi braceri. Una sorta di variante sul tema dei fuochi artificiali. Non potete immaginare quante migliaia di persone si fossero assiepate sulle sponde del fiume Kamo per assistere allo spettacolo, una vera bolgia. E poi, a conferma della passione di molti giapponesi per la fotografia, una selva di macchine fotografiche e cavalletti disposti lungo le rive, incluso il mio ovviamente.
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ed ecco l'accensione del primo kanji, il quale se non ricordo male si legge "dai" e significa "grande", accompagnata da un composto applauso da parte degli astanti. Seguiranno, a distanza di venti minuti, l'accensione di altri sei braceri disposti lungo tutta la corona della città. su alcuni laghi viene poi celebrata l'usanza di liberare delle lanterne galleggianti, simboleggianti le anime dei defunti. Sapevamo dove si teneva la cerimonia in questione ma, complice il fatto che il luogo si trovava decisamente in periferia e che gli unici due autobus che battevano la zona terminavano il servizio decisamente presto, lasciandoci quindi a piedi a chilometri dal nostro albergo, abbiamo deciso di ripiegare per la più vicina e centrale zona del fiume kamo. Ed ecco che se ne andava così anche il ferragosto giapponese: il giro di boa delle vacanze estive è ugualmente triste in tutto il mondo.

Mach 1
02-09-2006, 17.32.21
e visto che siamon all'ultima puntata, mi levo il pensiero e vi presento le ultime foto in programma, e l'ultima parte del racconto, che racchiude le nostre escursioni svolte da Kyoto.

innanzitutto permettetemi di colmare una piccola mancanza del mio resoconto. Non vi ho ancora fatto vedere il nostro destriero, colui che ci ha permesso di girare il giappone in totale libertà, comodità e rapidità:

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lo Shinkansen. Vi sono tre tipi di Shinkansen, i nozomi, gli Hikari e i Kodami. I tre treni non si differenziano per via dei vettori, ma per via della tratta da essi percorsa. I Nozomi sono i più rapidi, perchè compiono meno fermate e coprono distanze più lunghe, oltre al fatto che, osservando l'orario dei treni, sono anche i più frequenti. Non è possibile però salire su questi con il Japan Rail Pass. Gli Hikari sono più o meno altrettanto rapidi, perchè fanno scalo in poche fermate in più rispetto ai Nozomi ma presentano lo svantaggio di richiedere scali in alcune città, come Okayama, percorrendo essi tratte più brevi, e di essere meno frequenti. I Kodami invece sono quelli da evitare perchè fanno scalo ad ogni fermata e pertanto allungano di molto i tempi di percorrenza. Ad ogni modo grazie al Japan Rail Pass potrete prenotare negli appositi uffici delle stazioni, i posti a sedere sul treno di vostro gradimento ed avere quindi la certezza di potervi sedere. Ogni tanto vi capiteranno dipendente allo sportello che non parlano inglese, ma non sarà un problema. Sarà sufficiente dire loro la stazione che volete raggiungere e in men che non si dica vi ritroverete in mano i biglietti del treno. Altra particolarità dei treni a cui forse non ho accennato: il personale del treno, su qualsiasi treno giapponese, viaggia in divisa, come fossero piloti d'aereo, e ogni volta che entreranno o usciranno dalla vostra carrozza, si prodigheranno in un profondo inchino rivolto ai passeggeri. Tutto ciò vi risulterà piuttosto buffo le prime volte che prenderete il treno ma presto vi farete l'abitudine.

ma ora è tempo di svelarvi la destinazione del nostro primo viaggio:

HIMEJI
Himeji è una cittadina che si trova a circa 1 ora di distanza a sud da Kyoto, sulla linea dello Shinkansen, ed è famosa in tutto il giappone per via del suo castello, l'himeji-jo, noto anche con l'appellativo di "airone bianco". Il castello fa capolino già dal finestrino del treno, ma potrete accorgervi della sua magnificienza solamente una volta che vi troverete al disotto delle sue mura.
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percorso questo stradone che separa il castello dalla stazione, vi troverete d'innanzi al fossato che lo circonda. Il castello è l'analogo giapponese dei castelli nostrani, solamente realizzato con lo stile ed il gusto tipicamente giapponesi: vi troverete un fossato, diverse cerchie di mura, la torre principale, feritoie per gli arcieri, sportelli dai quali lanciare pietre e olio bollente sugli assedianti, tutto quanto si trova in uno dei nostri castelli. Ma come vi dicevo, a differenza dei nostri castelli, guardate come si presenta quest'ultimo:
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a mio avviso è di una bellezza sconvolgente. Quella che vedete nelle fotografie è solo la torre principale del castello. Attorno ad esso, come vi dicevo vi sono diverse cerchie di mura, oltre a numerosi edifici come granai, magazzini e sale delle guardie, come in questa foto scattata proprio dalle finestre della torre principale:
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il castello è riccamente decorato: ogni tegola presenta il simbolo della casata regnante che l'ha deposta, e sui tetti si possono ammirare queste bellissime decorazioni a forma di carpa:
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tema ricorrente all'interno di tutto il castello ed in molti edifici giapponesi.
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la torre principale, come vi dicevo, è visitabile anche al suo interno. L'edificio ha una larga base realizzata in pietra mentre la struttura vera e propria è completamente realizzata in legno, è piuttosto angusto e scarno all'interno e presenta una vasta esposizione di oggetti legati alla storia del castello.
Francamente non c'è molto da dire di questa visita, l'unica cosa da fare è rimanere affascinati dalla bellezza del castello stesso. Inutile dire che è una delle escursioni che consiglio di non perdersi per nulla al mondo se si ha la possibilità di compierla.
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a fianco del castello anche un bellissimo giardino, molto grande, che potrete visitare facendo l'apposito biglietto, ideale per sfuggire alla calura delle giornate estive, dopo la visita al castello.

Mach 1
02-09-2006, 17.53.37
dopo Himeji andiamo a

NARA
questa è una località raggiungibile direttamente da Kyoto per mezzo di un treno locale della Nara-Line, in circa 50 minuti. La località, tanto per cambiare, è famosissima per via dei suoi templi. La zona di principale interesse di Nara è racchiusa all'interno di un parco, che assomiglia più a una foresta che a un classico parco. Sul treno incontriamo degli italiani che ci attaccano bottone e che ci fanno riflettere su quanto sarebbe stata poco soddisfacente una vacanza della durata di una sola settimana. Era evidente infatti che i signori avessero pochissimo tempo a loro disposizione e quindi iniziano a tempestarci di domande sui luoghi che abbiamo visto, focalizzando l'attenzione non tanto sul fatto che fossero belli o meno ma su quanto tempo avesse richiesto la visita di ciascuno di essi. Domande del tipo: "ma Himeji, tutto compreso, dalla discesa dal treno al ritorno alla stazione con giro del castello quanto ci si mette a vederlo?" risposta: "almeno un 4 ore" controdomanda: "ma non si riesce a farcela in meno?"
oppure: "hiroshima: ci siete stati? merita di farci un giro al museo della pace o lo si può saltare?" un po' come chiedere a uno che è stato a roma se vale la pena vedere il colosseo e il vaticano o li si può saltare. Cazzo, hiroshima è famosa solo per quello e tu mi chiedi se si può saltare? Pensateci quindi: se volete andare in giappone, visto che il grosso della spesa ricade all'interno del biglietto aereo, che vi costa uguale sia che stiate via una settimana o un mese, cercate, compatiblilmente con i vostri impegni e i vostri soldi, di starci il maggior tempo possibile. Andare dall'altro capo del mondo non è cosa di tutti i giorni, approfittatene al massimo, il tempo non vi basterà comunque mai. Ad ogni modo arriviamo a Nara e ci dirigiamo verso il parco, dopo avere sbrigato le solite formalità di caccia alle cartine e ai depliant.
Come a Miyajima, anche a Nara il parco è invaso di cervi:
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uno di questi ci renderà particolarmente popolari presso i passanti. Decidiamo infatti nel pomeriggio di comprare una granita che vedevamo acquistare da molti giapponesi. La granita viene innaffiata con uno sciroppo dolcissimo, roba da farsi venire il diabete dopo due cucchiaiate. Non riuscendone a mangiare più di metà, decido di provare a darne una cucchiaiata a un cervo. Questo la apprezza tantissimo e comincia a seguirmi. Segue una scena con me che un po' scappo dal cervo, e un po mi metto a imboccarlo con la granita direttamente dal cucchiaino, suscitano l'ilarità di tutti i nippo che si trovavano nei paraggi. E' incredibile infatti come i Giapponesi apparentemente vadano pazzi per bevande e affini dai gusti più improbabili: nei distributori abbiamo trovato bevande come la fanta all'uva e la fanta cream mellon, che sapevano entrambe di chewingum big bubble in forma liquida. Una vera schifezza. Un giorno in un distributore troviamo una aranciata della fanta, evento più unico che raro. Ci fiondiamo entrambi sulla bevanda sperando di sorseggiare finalmente un aranciata ( a tal proposito se vi capita trincatevi l'aranciata della Asahi, buonissima ) e scopriamo che pure la fanta normale in giappone è dolcissima e caramellata. Un vero schifo.
prima di tutto questo però.

Ad ogni modo, dopo esserci persi un paio di volte per il parco, raggiungiamo una via costeggiata da centinaia di lanterne in cemento, la quale ci porta dapprima ad un complesso di templi nel quale si sta svolgendo una funzione, con i monaci intonanti una nenia in giapponese, poi verso un secondo complesso di templi molto curato e piacevole da visitare. infine raggiungiamo una delle più famose attrattive di Nara:
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spero che la foto riesca a rendere le reali proporzioni dell'edificio in questione perchè questo, stando alle guide, è l'edificio in legno più grande del mondo e quando giungerete al suo cospetto ve ne renderete ben conto. Che cosa può custodire al suo interno un edificio di tale fattura? semplice:
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la statua del buddha più grande del mondo, alta 16 metri. Fate le proporzioni con il monaco che davanti ad essa sta allestendo l'altare. All'interno dell'edificio, oltre al buddha, altre statue più piccole, ma sempre enormi, rappresentanti altre figure del pantheon buddista. Sul retro una curiosa colonna con un buco, nel quale dei bimbi fanno la fila per inserirvisi. Si dice infatti che il buco presente in questa colonna sia largo come una narice della statua di buddha, e chiunque riesca ad attraversarlo nella vità riuscirà a raggiungere l'illuminazione. Inutile dire che solo i bambini riescono in questa impresa mentre, narra la guida, numerosi adulti che vi hanno provato siano poi stati disincastrati dall'intervento dei pompieri.
si conclude così, con questo aneddoto, anche il nostro giro in quel di Nara.

l'ultima nostra visita si è svolta a :

OSAKA
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Osaka è una città molto grande e molto simile a Tokyo per molti aspetti, anche se offre meno attrattive in generale.
francamente ci siamo recati ad Osaka, che dista meno di mezz'ora da Kyoto, con il solo intento di comprare un po' di souvenir e di trovare un negozietto, che avevamo visto su internet, che vendeva altri pupazzetti e manga giapponesi.
Girare a Osaka è molto comodo se si è dotati di Japan Rail Pass in quanto anche qui, come a Tokyo, esiste una linea circolare, utilizzabile con il pass, che abbraccia tutto il centro della città. Principalmente, visto il nostro proposito, ci siamo messi a bazzicare unicamente le due downtown, come le chiamano loro, o quartieri commerciali, come li chiamiamo noi. uno subito fuori dalla stazione di Osaka, nel quale, in un negozio Yodobashi-Camera mi sono regalato due bellissimi gundam, e l'altro, più grosso, dall'altra parte della città. Qui potrete trovare di tutto. Un interminabile viale dedicato unicamente alla moda, e nel quale hanno fatto nuovamente la loro comparsa le ragazze Ganguro, già viste a Tokyo ma di cui si erano perse le tracce nella più tradizionale Kyoto, inoltre altrettanto lunghi viali dedicati unicamente a giocattoli e modellismo, viale nel quale troneggiava un palazzo di sei piani esclusivamente dedicato ai gundam, e con un gundam di sei piani raffigurato sulla facciata. Oltre a numerosi negozi dedicati ai treni elettrici ( sembra che in giappone vadano proprio pazzi per i treni ) al modellismo in generale ( così, per curiosità, una macchinina della BBurago in scala 1/18 costa meno in giappone che in italia ) e ai pupazzetti dei cartoni animati e dei manga ( suggerisco i negozi Mandarake, dei quali potete trovare anche il sito internet ). Se volete comprare souvenir di questo tipo e vi trovate a Kyoto o Osaka questa è senz'altro la meta che fa per voi. Altri negozi di tutti i tipi e luminosissime e stroposcopiche sale giochi saranno sparsi in lungo e in largo per l'intera downtown.


e con questo, direi che ho concluso il resoconto del mio escursus in lungo e in largo per il giappone ( sembra di aver visto tanto, in realtà mi sono limitato ad una zona molto circoscritta del paese, di cose da vedere ce ne sarebbero ancora a milioni ). Non vi tedio ulteriormente perchè vi dovrei parlare del viaggio aereo di ritorno, pensando al quale mi viene addosso tanta tristezza, pertanto direi che possiamo concludere in questo modo.

Mach 1
02-09-2006, 18.24.23
spero dunque di avere fatto cosa gradita con questo piccolo resoconto, di avervi affascinato con questi incredibili luoghi e magari, perché no, di avervi stimolato a sufficienza per farvi decidere un giorno, quando ne avrete la possibilità, di non privarvi di un esperienza simile. Con questo mi congedo, magari, se ne avrò voglia e se ne avrete voglia voi, fra qualche giorno metterò online qualche altra fotografia ma per ora accontentatevi di queste.





Larga la foglia, stretta la via
dite la vostra che io ho detto la mia




.......... e adesso passo la palla a Perlina che volente o nolente ora ci dovrà parlare del suo viaggio in giro per il vietnam! :evil:

Angelo75
02-09-2006, 21.22.31
Sei un grande! Complimenti per il fotoreport! :hail:
Io propongo di conservare il topic a scopo divulgativo :)

*Lorenzo*
02-09-2006, 21.53.34
Mach, ho aspettato apposta che tu finissi di postare per dire che
HAI FATTO UN LAVORO FA-VO-LO-SO :hail:

E' stupendo, sei stato molto più bravo di qualsiasi Geo&Geo o di quei quattro sciagurati sulle camionette arancioni :asd:

Mach 1
16-10-2006, 22.49.52
piccolo update: un mio amico mi ha chiesto di mettere online qualche altra foto dell viaggio. A sto punto visto che ormai sono online, faccio un piccolo agiornamento e le butto qui dentro, sperando di fare un piacere a chi in origine ha apprezzato la cosa. Siccome il raccontino l'ho già fatto mi limiterò a delle piccole didascalie giusto per descrivere di che si tratta

ricominciamo quindi da capo, ovvero dalla capitale, ovvero dalla impareggiabile Tokyo.

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questo è il templio Zojo-ji visto dall'alto della Tokyo Tower. Sul retro si può notare il classico piccolo cimitero giapponese, nei quali sicuramente finirete per imbattervi vostro malgrado se girerete per le vie di kyoto.

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sempre in tema di Tokyo Tower, ecco la mascotte del network proprietario della torre, intenta nel farsi fotografare con dei piccoli giapponesi. Non so cosa rappresenti esattamente questo costume, io e il mio amico l'abbiamo simpaticamente soprannominata "la merda rosa"

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altra veduta della rete ferroviaria giapponese. La carrozza di testa infatti ha il pregio di avere un vetro trasparente che separa la cabina del conducente dal resto del vagone e pertanto salendo su quest'ultima potrete godervi il viaggio come se foste seduti di fianco a lui.

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i tanto temuti distributori automatici di biglietti della metropolitana. La prima volta che avrete a che fare con uno di questi cosi andrete nel panico, ma dopo i primi 10 minuti di disorientamento vi renderete conto che sono veramente facilissimi da usare anche se non capite un singolo ideogramma kanji stampato sulle stesse.

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questo è l'interno del Tokyo international forum, poco a sud della stazione centrale di tokyo, è un centro convegni, molto particolare per via della sua architettura. al suo interno potrete trovare internet point e ristoranti.

Mach 1
16-10-2006, 22.50.59
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questo è il famoso gettone che vi sarà consegnato all'ingresso del parco imperiale e che dovrete riconsegnare una volta usciti. Attenzione, non si paga nulla, probabilmente serve loro solamente per tenere una stima delle persone presenti all'interno del parco. Mi raccomando, attenzione a non perderlo: non so cosa possa succedervi se lo perdiate ma provate a spiegarlo a un giapponese se siete capaci!! Oltretutto nel DNA dei giapponesi è insito un gene che gli impedisce di perdere qualsivoglia oggetto, pertanto dubito persino che siano preparati ad una simile evenienza ahahahaah

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grandi magazzini Wako che si affacciano sulla piazza principale del quartiere di Ginza. Anche se non siete patiti dello shopping fateci un giro, è comunque un esperienza da provare.

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e questo è uno dei tanti fantastici contrasti che vi si paleseranno in terra nipponica. Meglio due bei giapponesi in abito tradizionale o una bella occidentale mezza nuda?

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ci trasferiamo nella tokyo occidentale, ad Harajuku. questo è il torii che indica l'ingresso del paroc Yoyogi. le due colonne del torii sono realizzate con cipressi di 600 anni!

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e questa è la classica esposizione di botti di Sakè che sarà frequente osservare nella maggior parte dei templi che visiterete.

Mach 1
16-10-2006, 22.51.41
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questo è il vero e proprio ingresso del santuario Meiji all'interno del parco Yoyogi.

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precedentemente vi ho parlato e vi ho fatto vedere le tavolette di legno votive che si possono trovare all'interno di molti templi. Su questa potete vedere come non esistano solo italiani che sognano di visitare il giappone ma è anche pieno di giapponesi che amerebbero vedere il nostro paese.

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e di come invece gli inglesi non smettano di gonfiarsi di birra anche a centinaia di migliaia di chilometri dal loro paese! ahahahah

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una giovane religiosa a passeggio nei giardini del templio.

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ed una sala da the d'epoca all'interno dei bei giardini del parco yoyogi.

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ci muoviamo poco più a nord a Shinjuku, dove oltre ai grattacieli potrete vedere alcune caratteristiche drogherie.

Mach 1
16-10-2006, 22.52.17
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questo è l'atrio antistante agli edifici governativi di Shinjuku.

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e questa se non vado errato è la strada che separa il quartiere di shinjuku est dal quartiere di Kabukicho. Varcata questa strada verrete braccati ad ogni metro da persone di colore il cui lavoro è quello di convincervi ad entrare nei locali per cui lavorano. La cosa più triste è che sono gli unici a Tokyo con i quali avrete la matematica certezza di poter parlare in inglese. Se non volete farvi rompere i coglioni fate finta di parlare una lingua stranissima e di non parlare inglese, non potranno che arrendersi.

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questo è il parco antistante al santuario Yasukuni, dedicato alle vittime delle guerre del giappone.

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e questo è proprio lo Yasukuni.

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piccolo intervallo dedicato a qualche fanciulla del sol levante.

Mach 1
16-10-2006, 22.52.56
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tutti a comprare souvenir nei negozietti di Asakusa, assieme a questo gruppo di ragazze e ragazzi in Kimono.

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se alzate la testa al soffitto del templio Senso-ji potrete ammirare queste bellissime decorazioni.

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alla sinistra del senso-ji vi è un piccolo giardino con alcune curiose statue tra cui questa. Se qualcuno può spiegarmi perchè è vestita da cuoco mi farà un grande favore.

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se poi vi piacciono le cose un po' pacchiane non lasciatevi sfuggire un giro in risciò. Notare la particolarità delle calzature del ragazzo.

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andando a ueno potremo ammirare alcuni templi all'interno del parco, come il Tosho-gu.

Mach 1
16-10-2006, 22.52.56
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tutti a comprare souvenir nei negozietti di Asakusa, assieme a questo gruppo di ragazze e ragazzi in Kimono.

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se alzate la testa al soffitto del templio Senso-ji potrete ammirare queste bellissime decorazioni.

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alla sinistra del senso-ji vi è un piccolo giardino con alcune curiose statue tra cui questa. Se qualcuno può spiegarmi perchè è vestita da cuoco mi farà un grande favore.

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se poi vi piacciono le cose un po' pacchiane non lasciatevi sfuggire un giro in risciò. Notare la particolarità delle calzature del ragazzo.

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andando a ueno potremo ammirare alcuni templi all'interno del parco, come il Tosho-gu.

Mach 1
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ma se andate a Ueno fate un salto al suo museo, quantomeno all'Honkan che è l'edificio principale.

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all'interno potrete ammirare numerosi pezzi che raccontano la storia del giappone. Si va da spade ed armature dei samurai.

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a pettini, spille e Kimono delle Geishe e delle donne di corte.

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a bellissime opere Ukiyo-e

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la qualità di queste foto è piuttosto scarsa perchè non avevo con me il cavalletto e all'interno del museo è possibile scattare fotografie ma senza l'ausilio del flash.

Mach 1
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chiudiamo il giro di Tokyo con alcuni scorci della città:

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quest'ultimo è un tipico menù che potrete gustare in un ristorante. comprende una ciotola di Katsudon, ovvero del riso con sopra una cotoletta e delle uova, un piatto di soba, spaghetti che d'estate vi vengono serviti freddi, una zuppa, un bicchiere pieno di salsa di soia per intingere i soba e una ciotolina con condimenti vari. il tutto a 1150 yen, circa 8 euro.

Mach 1
16-10-2006, 22.55.58
anche di Nikko vi ho già parlato, pertanto mi limito a postare qualche altra fotografia sparsa:

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questo è l'ingresso del Rinno-ji, il primo templio che vi troverete davanti dopo aver superato il ponte Shinkyo ed aver attraversato un piccolo sentiero all'interno di un bosco. All'interno troverete tre bellissime e grandissime statue di Buddha, che però è proibito fotografare.

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e questo è il secondo edificio del Rinno-ji.

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la bellissima pagoda del Tosho-Gu, il primo dei due grandi complessi di Nikko. Seppur bellissimo infati il Rinno-ji rappresenta solo un antipasto in confronto a ciò che vi aspetta visitando il Tosho-Gu e il Tajuin-byo.

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altro particolare dell'ingresso della pagoda.

Mach 1
16-10-2006, 22.56.38
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la fonte sacra del Tosho-gu. riccamente decorata, come del resto qualsiasi cosa presente nei templi di Nikko.

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la bellissima porta Yomeimon del Tosho-Gu

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questi arcieri, seduti ai lati della porta Yomeimon, difendono l'edificio principale del Toshu-go

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varcata la porta Yomeimon vi troverete in questo piccolo atrio, il cuore del Tosho-gu.

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ed infine il complesso dell Haiden, ovvero il santuario principale al quale si accede attraversando la porta Karamon.

Mach 1
16-10-2006, 22.57.18
ecco gli ultimi particolari che vi mostro del Tosho-gu

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ed un pittore giapponese che immortala tutta questa bellezza.

spostandoci al Taiyuin Byo possiamo ammirare anche qui stupefacenti architetture come

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la porta Niomon che rappresenta l'ingresso vero e proprio al Tayuin.

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e la porta Yashamon, riccamente ornata con motivi floreali e ospitante quattro statue di Yasha un feroce spirito guardiano.

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16-10-2006, 22.57.58
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ed ecco una piccola curiosità! "non gettate monete nella fonte sacra" ahahah

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questi non so proprio che stessero facendo. sono passati davanti al ristorante fuori dai templi suonando tamburi e cantando canzoni!

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la cascata Kegon che già vi ho mostrato

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ed ecco come appare il paese di Nikko. Questa è la piazza subito fuori dalla stazione della Japan Rail. Non perdetevi le numerose botteghe di artigianato presenti lungo la strada che porta ai templi, si possono trovare oggetti molto belli ( e purtroppo anche molto cari )

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16-10-2006, 22.58.30
Kawaguchiko

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la stazione, appena arrivati. il treno sulla sinistra è quello che vi porterà fino a Kawaguchi-ko. Pagando un piccolo supplemento potrete sedervi sul vagone panoramico, su dei comodi divanetti posizionati davanti ad ampie vetrate.

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piccolo intermezzo pubblicitario. una delle tante bevande che alla modica cifra di 120 yen potrete comprare ai distributori. Questa era una sorta di bevanda acqua e limone leggermente gassata, ottima per dissetarsi.

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il battello con il quale potrete fare un piacevole e rilassante giro sul lago.

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e la vista della cittadina e del lago dall'alto della stazione della funivia. come potete vedere la foschia era elevata e ciò, cazzarola, ci ha impedito di ammirare il monte fuji in tutto il suo splendore

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se vi siete mai chiesti come fanno i giapponesi a dare la forma alle loro piante, ecco svelato il trucco.

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16-10-2006, 22.59.08
kamakura.

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l'edificio del buddha del templio Hase-dera

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un particolare dei suoi giardini

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e la vista che la sua particolare posizione offre sulla baia.

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infine ecco la spiaggia di Kamakura. il pomeriggio prendevamo il sole sulla baia, la mattina dopo prendevamo un diluvio mentre ci recevamo alla stazione della città per poi raggiungere Takayama.

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infine un immagine di un templio di Kamakura, illuminato in occasione della festa del bonbori matsuri.

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16-10-2006, 22.59.40
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andando verso takayama verrete lentamente inghiottiti dal panorama montano giapponese.

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la città

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il quartiere storico.

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16-10-2006, 23.00.28
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il templio in cui vi dissi, mi persi la sera. la fotografia non rende l'idea, suggestivo e dir poco.

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alcuni oggetti esposti all'interno di una casa museo.

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e le case dell'hida folk village. all'esterno

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e all'interno.

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16-10-2006, 23.00.58
Hiroshima.

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alcuni particolari colti all'interno del museo.

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un particolare della città come appariva prima.......

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e dopo il bombardamento.

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16-10-2006, 23.01.33
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una ricostruzione di come la città appariva subito dopo il bombardamento: fantasmi sbandati tra le strade in fiamme.

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e l'interminabile serie di cimeli raccolti all'interno del museo. i compiti di calligrafia di un bambino

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oggetti vari che portano su di loro i segni dell'esplosione

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le gru di carta di Sadako

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ed una vista dai piedi dell'a-bomb dome.

Mach 1
16-10-2006, 23.02.04
alcuni particolari dell'isola di Miyajima

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il santuario galleggiante immortalato dal traghetto

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e dalle sue palafitte.

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e la pagoda vermiglia che spicca dal verde della vegetazione

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la carica dei cervi

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un altro risciò

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ed una vista del paese che si trova sull'isola.

Mach 1
16-10-2006, 23.02.37
andiamo quindi a Kyoto

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e passeggiamo per le strade del vecchio quartiere di Gion,

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che possiamo ammirare anche dall'alto della terraza del nostro Ryokan, per poi racchiuderci tra le sue pareti

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dove è possibile ammirare alcune suppellettili d'epoca come questa delicatissima bambolina

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e dopo aver partecipato alla cerimonia del The, seguiti da questo simpatico giapponese che con il suo perfetto inglese ( finalmente! ) accompagnava e spiegava le fasi della cerimonia.

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ci ritiriamo nella nostra camera, con il suo tipico tavolino

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ed i suoi futon, dimensionati perfettamente per dei nani da circo.

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Mach 1
16-10-2006, 23.03.15
ci trasferiamo prima nel quartiere orientale di Higashiyama

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anch'esso custode dello spirito dell'antico giappone

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con le sue anguste viette piene di tipiche botteghe

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e invase da scolaresche in visita per i templi.

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la fonte sacra dell Kyomizu-dera

Mach 1
16-10-2006, 23.04.05
per poi cambiare totalmente direzione recandoci al quartiere settentrionale di Kyoto al quale ammirare nuovamente il padiglione d'oro

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offertovi da un altra prospettiva

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e questo giardino zen

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dove la gente fa finta di meditare.

infine qualche foto sparsa della città:

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una veduta d'insieme del complesso del padiglione d'argento

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due fanciulle che si rinfrescano all'ombra di un templio.

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una curiosa insegna di un negozio di alimentari

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e l'indole tamarra dei giapponesi palesata in tutta la sua forza: non evitano di tabozzare nemmeno le ferrari.

Mach 1
16-10-2006, 23.04.39
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ed infine un immagine della conclusione della festa dell o-bona kyoto.

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un pannello dipinto all'interno di un templio

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degli artisti di strada che la sera si adoperavano in esercizi di giocoleria con le loro clavette infuocate lungo le sponde del fiume Kamo

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le famose macchinette degli autobus giapponesi nelle quale gettare i soldi al momento di scendere.

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e perchè non concludere con due immagini di quanto di meglio la tecnologia giapponese abbia da offrire a noi occidentali? ahahahah
provatelo e ve ne innamorerete.

Mach 1
16-10-2006, 23.05.31
concludiamo con uno scatto realizzato ad Himeji

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ad una riproduzione molto bella della camera delle dame all'interno del castello

per poi andare a Nara

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ad osservare il lento ritmo delle giornate dei Monaci

e per concludere in bellezza..........


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il sottoscritto che si mette ad imboccare i cervi di Nara con una granita che avrebbe ucciso sul colpo un diabetico.
( e qui si scopre come mai è saltata fuori la foto nell'altra discussione :asd: )

e con questo anche la seconda ondata di fotografie si è conclusa.
Sperando di aver fatto cosa gradita, ora mi congedo :wink:

aries
16-10-2006, 23.05.47
bellissime... grazie :)


P.S. Ma il tempio galleggiante è quello di Samurai Shodown :D

AbcdefgReVolution
17-10-2006, 00.47.07
Che splendore.
Non c'è altro da dire.

Sono posti stupendi, sarebbe fortissimo trasferircisi fissi.

mVm
17-10-2006, 14.43.30
Reportage veramente bello. Bello, interessante e ben fatto. :birra:

Eowyn.
17-10-2006, 14.51.56
Bellissimo, davvero. Spero di poter rovare un giorno un'esperienza simile. :)

perladiluna
17-10-2006, 15.12.52
...ma come...?? il mio reporter preferito inserisce nuove foto e commenti e non me lo dice????

Bellissime!!!!!!!!!!!! bravoooo!!!

andrea383
17-10-2006, 19.05.56
Reportage veramente bello. Bello, interessante e ben fatto. :birra:



E aggiungo...mettetelo nella lista delle discussioni interessanti, non merita di essere sepolto tra tutti i vecchi topic

perladiluna
17-10-2006, 19.23.10
E aggiungo...mettetelo nella lista delle discussioni interessanti, non merita di essere sepolto tra tutti i vecchi topic

...volevo farlo ma no nso come si fa! ^^'

AbcdefgReVolution
17-10-2006, 19.48.20
E voglio aggiungere anche che le giapponesi sono tra le donne secondo me più belle del mondo.
E secondo per profumano...ovunque...:look:
:asd:

perladiluna
18-10-2006, 21.35.18
Come faccio a mettere questo topic nella mia lista delle sottosrizioni? (non mi ricordo più!)

Mach 1
18-10-2006, 22.37.35
Come faccio a mettere questo topic nella mia lista delle sottosrizioni? (non mi ricordo più!)

perchè? esiste un opzione per segnarsi le discussioni interessanti? io di solito le salvo tra i preferiti. dopo 5 anni scopro ancora cose nuove.