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Visualizza versione completa : Psicologia e psicologi: che ne pensate?



Braveheart1984
28-07-2006, 16.31.19
Cosa ne pensate della psicologia come scienze e della figura dello psicologo? Può davvero tale figura aiutare una persona a migliorare la propria vita? Mi sembra che oggi tale mestiere sia un po' snobbato dai più, poiché si dice che la psicologia sia una scienza astratta che non può operare su nulla di concreto. Io non sono assolutamente d'accordo.
Voi che ne pensate?

stan
28-07-2006, 16.33.47
Mai stato dallo psicologo, non so se possa aiutare, se mi capitasse l'occasione ci andrei.

Può darsi che sia utile.

SuperGrem
28-07-2006, 16.36.03
Innanzitutto c'è da distinguere fra le varie figure professionali esistenti.
Oltre allo psicologo c'è lo psichiatra, il neurologo, lo psicanalista e lo psicoterapeuta.
L'individuo è come un oceano, quello che vedi è la superficie, placida o in tempesta, ma quello che si trova in profondità è invisibile e c'è tanta roba sotto la superficie e che andrebbe tirata fuori, per vivere meglio.
La psicanalisi mi ha sempre affascinato, sin da ragazzino, mi piaceva l'idea di far stendere i pazienti sul lettino ed intervistarli col taccuino alla mano, soprattutto se erano giovani e carine! :asd:

Leetah
28-07-2006, 16.36.31
Può davvero tale figura aiutare una persona a migliorare la propria vita?



Immagino quindi che tu parli di psicanalisi, più che di psicologia (che in sé contiene moltissimi tipi di studio, non necessariamente interessati in modo diretto a migliorare la vita dei singoli).

Sarebbe un discorso complicato, cerco di riassumerlo.

in linea teorica, ci credo.
Nella pratica (non so se sia dovuto a un dilagare di psicanalisti incapaci, a delle correnti di pensiero attuali o che), vedo moltissime persone andare in analisi e uscirne, nella migliore delle ipotesi, tali e quali, solo con la falsa convinzione di aver cambiato la propria vita.
Oppure con una giustificazione pronta per continuare a commettere un comportamento che reca danno a loro stesse o agli altri.

Leetah
28-07-2006, 16.37.32
intervistarli col taccuino alla mano, soprattutto se erano giovani e carine! :asd:

Quello non si chiama "intervistare", e quell'altro non si chiama "taccuino". :teach:

SuperGrem
28-07-2006, 16.40.09
Quello non si chiama "intervistare", e quell'altro non si chiama "taccuino". :teach:

Vabbè, ma lei mi disquisisce sul dettaglio! :teach:

billygoat
28-07-2006, 16.43.39
molte cose della psicologia sono riconducibili al puro buon senso.
mi sono accorto mentre preparavo gli esami di psicologia che dovevo dare che il 90% delle cose che leggevo erano cose banalissime, intuitive, ma spiegate in termini aulici! :sisi:

mVm
28-07-2006, 16.49.24
Bah, alcune delle persone che conosco, entrate in terapia, hanno lasciato sul lettino il loro bagaglio di debolezze, dubbi e paure che ne facevano persone adorabili e ricche di umanità e ne sono usciti individui più freddi di un ghiacciolo.

SuperGrem
28-07-2006, 17.01.28
Bah, alcune delle persone che conosco, entrate in terapia, hanno lasciato sul lettino il loro bagaglio di debolezze, dubbi e paure che ne facevano persone adorabili e ricche di umanità e ne sono usciti individui più freddi di un ghiacciolo.

Evidentemente queste persone, nel loro intimo, erano realmente così. Tolta la maschera dovuta ai dubbi, paure ed incertezze, hanno mostrato una nuova faccia, non meno vera.
E poi non è detto che costoro siano meno "umani" solo perchè ostentano maggiore sicurezza, semplicemente adesso hanno un volto in più a cui voi dovete abituarvi.

Peter Pan
28-07-2006, 17.10.46
Può davvero tale figura aiutare una persona a migliorare la propria vita?

Molti pensano che lo psicologo sia uno stregone con la bacchetta magica che risolve i problemi e migliora la vita.
Pochi sono consci del fatto che non può essere aiutato chi non vuol essere aiutato.
Uno psicologo può anche essere una persona che sa fare le giuste domande ponendole nel modo più adeguato, ma le risposte le deve trovare il paziente.
Ovvio che qui si sta parlando di psicoterapia e di psicanalisi, e non si deve trascurare il fatto che queste sono solo due aspetti diversi di una scienza più ampia, qual'è la psicologia.



si dice che la psicologia sia una scienza astratta che non può operare su nulla di concreto.

Falso. La psicologia clinica ad esempio non opera su cose astratte ma su cose concrete con altrettanti riusultati concreti.

Un impressionante numero di persone ignorano cosa sia la psicologia.
E quale lavoro gli psicologi fanno ogni giorno su un numero impressionante di disabili: molti pensano chelo psicologi sia la persona che ti ascolta mentre sei seduto sul lettino.

Non si pensa mai allo psicologo come quella persona che ogni giorno cerca di aiutare i disabili a compiere un semplice gesto, come riempire un bicchiere d'acqua e berlo da solo. Per una persona può essere un gesto insignificante, ma per un disabile è una conquista: dimmi tu se questa è una cosa astratta.


Innanzitutto c'è da distinguere fra le varie figure professionali esistenti.
Oltre allo psicologo c'è lo psichiatra, il neurologo, lo psicanalista e lo psicoterapeuta.

Hai fatto una bella confusione.

La psicologia e la psichiatria sono due cose ben diverse.

Lo psicologo è una persona che ha conseguito una laurea in Psicologia. Psicanalisi e psicoterapia sono due scuole diverse nelle quali lo psicologo si specializza dopo la laurea.
Psichiatria e neurologia sono invece due specializzazioni che seguono alla laurea in Medicina.


mi sono accorto mentre preparavo gli esami di psicologia che dovevo dare che il 90% delle cose che leggevo erano cose banalissime, intuitive, ma spiegate in termini aulici!

Non sempre, dipende dall'autore del libro.

Spesso le cose più banali e insignificanti sono le più importanti, ma proprio perché banali e insignificanti si tende a dargli una scarsa importanza, minore di quella che in realtà hanno.

SuperGrem
28-07-2006, 17.19.09
Hai fatto una bella confusione.

La psicologia e la psichiatria sono due cose ben diverse.

Lo psicologo è una persona che ha conseguito una laurea in Psicologia. Psicanalisi e psicoterapia sono due scuole diverse nelle quali lo psicologo si specializza dopo la laurea.
Psichiatria e neurologia sono invece due specializzazioni che seguono alla laurea in Medicina.


Si, lo so, semplicemente volevo mettere in evidenza che non esiste solo lo psicologo come figura professionale. Tutto qui. :)

Fabio
28-07-2006, 17.20.12
Sono stato in analisi per tre anni, da fine 2002 ad inizio 2005. L'unica cosa che ero riuscito a sistemare (dico ero, perchè negli ultimi tempi è tornata, più forte che mai), è stata la colite nervosa. Per il resto, continuo ad essere dell'idea che con le parole non si possa curare nulla. Almeno, questa è stata la mia esperienza. Può darsi che cambiando psicologo/a le cose sarebbero state diverse, ma questo non mi è dato saperlo.

MarcoLaBestia
28-07-2006, 17.27.01
Io credo ke come ci sta il dottore della clinica per i guai fisici, ci sta pure il dottore del divano per quelli mentali.

(dottore del divano :asd:)

ne conseguono tutte le medesime cose ke si hanno in medicina, per esempio il paziente più vuole guarire e più guarisce, o il dottore più è bravo e più fa un buon lavoro. (o se è cesso fa uno sgorbio)



mi sono accorto mentre preparavo gli esami di psicologia che dovevo dare che il 90% delle cose che leggevo erano cose banalissime, intuitive, ma spiegate in termini aulici!ecco, io i libri così li brucerei tutti. Non sono libri, sono pantomime, lo studente per quanto possa studiarli ed assorbirli non li applikerà mai sul serio.





Per il resto, continuo ad essere dell'idea che con le parole non si possa curare nulla.Le parole servono solo a preparare il campo, poi devono essere le azioni ad avallarle. E si vede lì se c'è stata la crescita o meno ;)

SuperGrem
28-07-2006, 17.31.55
Io credo ke come ci sta il dottore della clinica per i guai fisici, ci sta pure il dottore del divano per quelli mentali.

http://www.primessence.co.uk/images/hail.gif

billygoat
28-07-2006, 17.33.50
ecco, io i libri così li brucerei tutti. Non sono libri, sono pantomime, lo studente per quanto possa studiarli ed assorbirli non li applikerà mai sul serio.


bah, più che altro dopo un po' lo capisci e fai senza studiarli...
io ho preso un 27 avendo letto i primi 2 capitoli del libro di psicologia del lavoro... ho inventato tutto... evidentemente il buon senso funziona! :D

MarcoLaBestia
28-07-2006, 17.36.29
evidentemente il buon senso funziona! :DSu questo ci gioco le mie convalescenti palle :metal:



@Grem: lol :D

Kiara
28-07-2006, 17.57.02
bah, più che altro dopo un po' lo capisci e fai senza studiarli...
io ho preso un 27 avendo letto i primi 2 capitoli del libro di psicologia del lavoro... ho inventato tutto... evidentemente il buon senso funziona! :D
fatti Psico Cognitiva e non sopravvivi all'estate.:sisi:

DIAZE
28-07-2006, 18.06.36
Secondo me mai come oggi abbiamo bisogno di psicologi...
Io mi faccio curare da uno bravo (Brian via PM) :asd:

nageki
28-07-2006, 18.06.54
A morte questo topic, sto studiando psicologia generale (ma anche sociale e dello sviluppo) :asd: :shooter:

Raphael_Ravil
28-07-2006, 18.11.48
La question è piuttosto spinosa in effetti.

Per poter dare una risposta soddisfacente devo, per cominciare, tracciare un limite fra la psicologia e la psicanalisi, due dottrine che nel tempo sono rimaste intrecciate l'una a l'altra e hanno finito, nel tempo, per confondersi. Il chè, inutile dirlo, è male.

La psicologia è sostanzialmente un movimento di pensiero a cavallo fra la filosofia e la scienza, che si occupa di indagare determinati fenomeni comportamentali nell'ambito umano. Dico "a cavallo fra la filosofia e la scienza" perchè sebbene essa sia nata come un movimento di tipo speculativo/filosofico ben presto, nel corso della sua evoluzione, ha cominciato ad adottare metodi scientifici di osservazioni di tipo induttivo. Elevandosi, quindi, al di là della semplice filosofia. Il collegamento fra le due dottrine rimane comunque molto saldo, tantè che alcune delle teorie della psicologia prenderanno poi simbolicamente il nome di concetti filosofici (per esempio la volontà di potenza di Adler)

La psicanalisi nasce invece come un sottoprodotto della psicologia, una braca mirata che si propone obiettivi principalmente clinici (la psichiatria appunto). I due movimenti furono, specialmente all'inizio, tutt'altro che arminizzati fra di loro. Con il tempo sfortunatamente, come ho detto, le due cose si confiusero. La psichiatria divenne estremamente diffusa e con essa lo studio psicanalitico, si creò quindi quella pietosa condizione di mescolanza che vediamo oggi.

Gli studi di psicologia pura diventarono sempre di meno, mentre sempre di più diventavano quelli a carattere psicanalitico che, per loro stessa natura, erano però limitati all'ambiente clinico.



Fatta questa piccola introduzione, risponderò alla domanda.

La psicologia altro non è che un'aleboratissima scienza del comportamento, ed in quanto tale io la considero un grande strumento per l'avvenire. Una scienza che ci possa permettere di comprendere a pieno le complicate meccaniche del comportamento è potenzialmente una delle scienze più utili nel campo pratico. Provate solo a pensare le meravigliose applicazioni che potrebbe avere la psicologia delle masse nella gestione di società civili future, pensate a quanto riuscire a comprendere a pieno i singoli individui, riuscendo a categorizzarli per poi trovare loro l'occupazione migliore, possa giovare al fine di eliminare l'ingiusizia sociale, e ultima cosa, ma non ultima ,pensate a quanto una scienza in grado di individuare le meccaniche dei comportamenti criminali e antisociali possa giovare ai fini della sicurezza publica (e non parlo di tracciare profili a posteriori, parlo di isolarle i soggetti pericolosi prima ancora che si rendano tali, oppure meglio ancora, grazie all'eugenetica, evitare che simili individui vengano al mondo).

La psicanalisi invece, sebbene al giorno d'oggi sia decisamente la dottrina più in voga, non la vedo molto di buon occhio. In parte perchè ho l'impressione che essa sia completamente fuori controllo, specialmente dal punto di vista teorico. Psicologi e psichiatri esercitano sulla mente dei pazienti senza che, secondo me, nessuno si occupi di controllare che genere di lavoro stiano eseguendo. E, da parte loro, la maggior parte dei pazienti scelgono se andare in terapia e quando andarci... Inutile che sia io a spiegarvi che non è così che dovrebbe funzionare, insomma uno psicologo non dovrebbe essere usato alla stregua di un gelataio.
Inoltre la psicanalisi pecca troppo di moralità, nel senso espanso del termine, una buona scienza dovrebbe studiare sia quello che è possibile fare ed è giusto fare, sia quello che è possibile fare e sbagliato fare. La psicanalisi invece sembra solo occuparsi del "giusto", essa tende a creare percorsi di categorie a priori e poi ci passa dentro i propri pazienti, nemmeno dovesse farli con lo stampino.
Ultima cosa, sebbene credo sia vero che la psicanalisi sia concretamente in grado di aiutare una persona nella norma ad equilibrarsi ed aiutarsi, nello stesso tempo ho paura che avrebbe invece un effetto devastante su quelle che noi consideriamo persone "eccezionali", o comunque persone che non sono nella norma. Bisogna infatti riconoscere che una vita di penoso tormento emotivo che culmini nel suicidio, e che proprio grazie a quella spinta abbia realizzato magari una grande opera d'arte, è da preferirsi ad una vita vissuta nella sua interezza nell'anonimato (e parlo con il senno del poi).
Ultimo appunto va fatto a riguardo delle varie incarnazioni della pratica psicanalitica, se da una parte, infatti, psicanalisti e psicoterapeuti lavorano molto sulla parte teorica, dall'altra gli psichiatri hanno la pessima tendenza a lavorare su quella farmacologica. Di loro dico solo che li considero alla stregua degli spacciatori...

Daniel_san
28-07-2006, 18.15.07
Il discorso non può essere ridotto in questi termini. Perchè la Psicologia è una scienza moderna ed è composta da tante sfaccettature. Lo psicologo non è solo quello che cura la mente è quello che principalmente la studia. Quello che cura la mente è lo psicoterapeuta.

Detto questo, a mio avviso la Psicologia come tutte le scienze del 900 risente troppo dell'atteggiamente riduzionista, significa che studia la mente in maniera troppo astratta senza prendere seriamente in considerazione tutta la struttura fisiologica che la determina, in coincidenza di questo sono piuttosto convinto che i Neuroscienziati siano più competenti in maniera, se non altro hanno approccio medico allo studio della mente, rispetto agli psicologici tradizionali. In sostanza gli psicologici non sono medici.

Attualmente nelle Neuroscienze convergono tutti i campi che studiano la mente (psicologia, fisiologia, neuropsichiatria). Gli studiosi delle neuroscienze studiano e indagano scientificamente i limiti psicofisiologici del cervello indagando attraverso lo studio di cervelli danneggiati, oppure affidandosi allo studie di cavie da laboratorio sottoponendo cervelli meno dotati a particolari ed ingegnosi test.

Poi ci sono i psicoterapeuti, queste studiosi a mio avviso non hanno un buon atteggiamento scientifico. Studiano la mente a livello comportamentale_cognitivo, grosso modo si basano sull'idea che non c'è bisogno di conoscere come funziona il cervello (hardware) per studiare il funzionamente del pensiero (software), alla stessa stregua del programmatore che non ha bisogno di conoscere strettamente l'hardware per programmare il software. All'interno della psicoterapia esistono varie correnti sicuramente quella più conosciuta è quella sistemico_relazionale che dovrebbe servire a capire e curare i disturbi comportamentali e relazionali delle persone. Io guardo con sospetto a queste scienze (e sono molto scettico quando la identifico come scienza) perchè a mio avviso (ma è un discorso tremendamente lugno e complesso) le premesse di questi studi sono piuttosto opinabili e discutibili sull'aspetto epistemico. In sostanza i presupposti che la generano sono piuttosto lacunosi in molti, e di questa scienza non mi fido perchè non produce dati certi e inappellabili.

Peter Pan
28-07-2006, 18.32.27
La psicanalisi [...] si propone obiettivi principalmente clinici (la psichiatria appunto).

Che c'entra la psicanalisi con la Psichiatria, che è una specializzazione di Medicina? :mumble:

La psicanalisi non ha alcunché da condividere con la psichiatria: sono due cose diverse e per certi versi antagoniste.

Peter Pan
28-07-2006, 18.36.27
Il discorso non può essere ridotto in questi termini. Perchè la Psicologia è una scienza moderna ed è composta da tante sfaccettature. Lo psicologo non è solo quello che cura la mente è quello che principalmente la studia. Quello che cura la mente è lo psicoterapeuta.

Infatti. Si può dire che la psicologia moderna ha appena 40 anni.
Ma non solo è una scienza giovane, è anche ancora in via di sviluppo.

Siamo in una fase in cui ancora adesso nascono scole di pensiero e teorie diverse, che mentre si stanno affermando vengono di nuovo messe in discussione.

Raphael_Ravil
28-07-2006, 18.41.58
Che c'entra la psicanalisi con la Psichiatria, che è una specializzazione di Medicina? :mumble:

La psicanalisi non ha alcunché da condividere con la psichiatria: sono due cose diverse e per certi versi antagoniste.
Ma non dire cazzate, la psicanalisi, come tralaltro ho spiegato, è la base scientifica teorica che c'è dietro sia alla psichiatria che alla psicoterapia. Loro prendono lauree diverse perchè hanno bisogno di diverse competenze, le une più vicine alla neurologia e le altre più vicine alla psicologia classica, si tratta quindi di una pura formalità.
La baste teorica tuttavia è sempre la stessa, e prende il nome di psicanalisi.
E' proprio questo che distingue la neurologia (base medica) e la psichiatria (base psicanalitica).

Peter Pan
28-07-2006, 19.02.34
Ma non dire cazzate,

Modera i termini e non cominciare ad allargarti.
Sto parlando civilmente e sei pregato di attenerti.


la psicanalisi, come tralaltro ho spiegato, è la base scientifica teorica che c'è dietro sia alla psichiatria

La psichiatria non ha nulla da condividere con la psicanalisi.
La psicanalisi è una branca della Psicologia, e nasce da questa, non il contrario.
La psichiatria invece è Medicina, e non si interessa della pscihe ma del cervello, delle sue disfunzioni che causano le malattie mentali e ne studia le cure attraverso la farmacologia.
Non si occupa affatto di psicologia.

Non ti dice nulla il fatto che lo psichiatra prescrive medicinali mentre lo pscinalista non può?
E che lo psicanalista non cura le malattie mentali ma le persone clinicamente sane?

E che Freud e Jung erano neurologi?
Quindi al massimo la neurologia è il punto di partenza per la psicanalisi, discostandosi di molto da questa, non il contrario.


si tratta quindi di una pura formalità.

Si tratta di due campi completamente diversi.
Uno psicologo psicanalista non è un medico.


La baste teorica tuttavia è sempre la stessa, e prende il nome di psicanalisi.
E' proprio questo che distingue la neurologia (base medica) e la psichiatria (base psicanalitica).

La neurologia studia il sistema nervoso, compreso il cervello. Ed è medicina.
La psichiatria si concentra sul cervello e sulle sue patologie. Ed è medicina.
La psicanalisi è una scuola della psicoterapia, che è una specializzazione di Psicologia. E non è Medicina.
Al massimo lo psichiatra usa la psicoterapia come strumento, ma non necessariamente la psicanalisi.

DIAZE
28-07-2006, 19.06.24
La psichiatria non ha nulla da condividere con la psicanalisi.
La psicanalisi è una branca della Psicologia, e nasce da questa, non il contrario.
La psichiatria invece è Medicina, e non si interessa della pscihe ma del cervello, delle sue disfunzioni che causano le malattie mentali e ne studia le cure attraverso la farmacologia.
Non si occupa affatto di psicologia.


:sisi: quoto...

Raphael_Ravil
28-07-2006, 19.11.40
Peter quale parte del termine "base scientifica teorica" non ti è stata chiara?:ihih:
E poi perchè confondi (nelle mie parole) psicologia e psicoterapia?:ihih:
Ma imparare a leggere no èh?:ihih:

Peter Pan
28-07-2006, 19.17.32
Ma imparare a leggere no èh?

Ribadisco il concetto: modera le parole, per piacere.

Ho già ampliamente argomentato sulle imprecisazioni da te espresse.

Raphael_Ravil
28-07-2006, 19.18.31
Ribadisco il concetto: modera le parole, per piacere.
Altrimenti ti metti a piangere?

Il_Boia
28-07-2006, 19.33.36
Dal basso della mia ignoranza in materia, ritengo che l'uomo ricerchi nello psicologo/psichiatra o chi per essi, una persona che sappia ascoltare semplicemente, nella vita nessuno ti da tempo di parlare, di raccontarti, di dire liberamente ciò che pensi, quaste figure anche se costose ti permttono di fare ciò, ascoltano nn giudicano e mantengono ( si spera ) il segreto professionale.

La maggior parte dei consigli che ho sentito dare ( escludendo patologie ) sono semplici consigli che a rifletterci come detto da qualcuno, sono banali ed ovvi ma evidentemente, nn tutti vi arrivano autonomamente o hanno semplicemente bisogno che sia una figura esterna e superpartes a dar loro quell'imput per migliorarsi ( si spera ).

:Palka:

Alex64
28-07-2006, 19.45.12
Altrimenti ti metti a piangere?
Cos'è piscologia pure questa? :D

Comunque io lo psicoterapeuta me lo immagino come un tizio inutile che fa solo domande. :D

Qualcosa tipo:
Paziente: E' successo questa cosa ma non so se ha molto importanza.
Dottore: Per lei ha importanza?

- Sarò matto?
- Lei si sente matto?
- Parlare con lei è come essere su una cazzo di giostra. Ti si rigira sempre tutto. [cit] :D

Raphael_Ravil
28-07-2006, 20.03.03
Qualcosa tipo:
Paziente: E' successo questa cosa ma non so se ha molto importanza.
Dottore: Per lei ha importanza?
E' così. Sorprendentemente però questo è tutt'altro che è inutile... A meno che a te non sembri inutile naturalmente.

milo74_ver.1.1
28-07-2006, 20.13.24
La maggior parte dei consigli che ho sentito dare


Dare consigli è l'unica cosa che un buon psicologo non fa - solitamente.
A meno che non percepisca che il paziente è spalle al muro e ne ha bisogno per mobilitarsi.

Ha ragione Alex, essenzialmente nel percorso terapeutico noi aiutiamo il paziente a capire meglio le proprie domande. Solo che non è una cacchiata come sembra.

(ne riparliamo se riesco a ritagliarmi un po' di tempo. cmq Peter Pan la sa lunga)

:)

Daniel_san
28-07-2006, 20.18.31
La psicologia altro non è che un'aleboratissima scienza del comportamento, ed in quanto tale io la considero un grande strumento per l'avvenire.

A me sembra che la psicologia in sè sembri piuttosto un sapere un declino e che sempre di più ormai si parli di neuroscienze quale campo di convergenza dove più discipline scientifiche (tra le quali trova ancora uno spazio la psicologia cognitiva) si incontrano all'insegna di atteggiamente epistemico olistico in totale contrapposizione a quel riduzionismo che rende lacunosa la psicologia e soprattutto la psicanalisi.
Ma poi questa è una mia opinione, cmq per me i psicoterapeuti saranno prima o poi prontamente confutati a 360 gradi, ora come ora è imprenscindibile non contemplare nello studio comportamentale dell'uomo aspetti quali la biologia e la genomica, solo per questi aspetti la psicoterapia è uno studio troppo inesatto per potersi appellare scienza.

milo74_ver.1.1
28-07-2006, 20.18.33
Ma non dire cazzate, la psicanalisi, come tralaltro ho spiegato, è la base scientifica teorica che c'è dietro sia alla psichiatria che alla psicoterapia..

assolutamente falso: la psicoanalisi è un metodo di indagine e terapia psicologica del profondo che ha preso le mosse sia da tradizioni mediche sia psichiatriche, sia neurologiche.

la psichiatria c'era ben prima della psicoanalisi: nomi come Kraepelin, Janet, Bleuler ti dicono nulla?

la psicoanalisi è una forma di psicoterapia, se cerchi in giro ne trovi altri mille: cognitivo-comportamentale, individuale comparata, sistemica, relazionale, rogersiana.... bla bla bla....

milo74_ver.1.1
28-07-2006, 20.22.28
cmq per me i psicoterapeuti saranno prima o poi prontamente confutati a 360 gradi

stai tenendo un approccio imho troppo assolutista e scientista in senso stretto: la psicoterapia ha a che fare con il senso, con il significato, non con le dimostrazioni empiriche - delle quali si occupa egregiamente la psicologia sperimentale e applicata, che peraltro dialoga molto più apertamente e "olisticamente" (parole tue) con altre discipline quali medicina e neurologia, più di quanto queste facciano con essa.

uno psicoterapeuta non può essere confutato, perchè non cerca LA verità, ma una veirtà, quella del suo paziente.

può essere misurata e valutata l'efficacia dei mezzi che usa per avvicinarvisi, questo si, ma non può essere discusso il senso e il valore di quello che fa

(e te lo dico da PhD, la ricerca la mastico ogni giorno :) )

Raphael_Ravil
28-07-2006, 21.07.31
A me sembra che la psicologia in sè sembri piuttosto un sapere un declino e che sempre di più ormai si parli di neuroscienze quale campo di convergenza dove più discipline scientifiche (tra le quali trova ancora uno spazio la psicologia cognitiva) si incontrano all'insegna di atteggiamente epistemico olistico in totale contrapposizione a quel riduzionismo che rende lacunosa la psicologia e soprattutto la psicanalisi.
Quando parlo di strumento per l'avvenire ovviamente sottointendo che essa deba prima o poi armonizzarsi olisticamente a tutte le altre branche scientifiche che studiano l'uomo. Non per niente la ho accostata all'eugenetica, ma avrei potuto accostarla a mille altre manifestazioni.
Ma tuttavia non disprezzare la natura riduzionista di una teoria, infatti proprio andando a sinergizzare ogni scienza nel tentativo di originare una grande "teoria del uomo" (che è la tendenza scientifica in tutti i campi) si finirebbe appunto per ottenere comunque un risultato riduzionalista. Quindi non parlare di "Contrapposizione" quando in realtà stai osservando diverse sfaccettature di una stessa tendenza.

E non dimenticare che la psicologia è proprio l'ultima e la più grande realizzazione dell'epistemologia, in quanto solo la psicologia, fino ad ora, si è proposta di studiare le meccaniche della mente umana sino ad arrivare a spiegare le origini della conoscenza stessa (Bhè oddio... Kant ci ha creduto.:asd: ). Anche ammesso che essa abbia parzialmente fallito, non bisogna dimenticare che le moderne teorie scientifiche si aggiornano per principio di falsificazione e di conseguenza sono soggette ad essere riscritte e migliorate in continuazione.

Ma poi questa è una mia opinione, cmq per me i psicoterapeuti saranno prima o poi prontamente confutati a 360 gradi, ora come ora è imprenscindibile non contemplare nello studio comportamentale dell'uomo aspetti quali la biologia e la genomica, solo per questi aspetti la psicoterapia è uno studio troppo inesatto per potersi appellare scienza.
Io sono il primo a sparlare degli psicoterapeuti, e la psicanalisi in generale è, come ho detto, secondo me più un fenomeno di massa che altro.
Ma la psicologia è ben altro, non dimenticare che nel significato semantico del termine essa significa "studio dell'anima". E' ovvio quindi che essa sia destinata a rimanere in parte separata dalle altre discipline, e solo dopo, forse, trovare una completa congiunzione (come ho auspicato su).


Ps: Una carammellina a milo che sostiene che la la psicoanalisi è una forma di psicoterapia.:asd: Cercare prima su Wikipedia no?:ihih:

Braveheart1984
28-07-2006, 22.59.13
Sono stato in analisi per tre anni, da fine 2002 ad inizio 2005. L'unica cosa che ero riuscito a sistemare (dico ero, perchè negli ultimi tempi è tornata, più forte che mai), è stata la colite nervosa. Per il resto, continuo ad essere dell'idea che con le parole non si possa curare nulla. Almeno, questa è stata la mia esperienza. Può darsi che cambiando psicologo/a le cose sarebbero state diverse, ma questo non mi è dato saperlo.


Può darsi che tu abbia beccato un dottore incapace o cmq non adatto al tuo caso. Ma ricorda, come qualcuno giustamente ha fatto notare in questo forum, che non è lo psicologo a risolvere i problemi, ma devi essere TU a risolverli. Lo psicologo ti indica delle vie da percorrere, ma per il resto sta a te seguirle o meno. E' come andare dal dietologo pensando poi di dimagrire: lui ti da la dieta, si, ma poi tu devi seguirla;)

Fabio
28-07-2006, 23.03.25
Può darsi che tu abbia beccato un dottore incapace o cmq non adatto al tuo caso. Ma ricorda, come qualcuno giustamente ha fatto notare in questo forum, che non è lo psicologo a risolvere i problemi, ma devi essere TU a risolverli. Lo psicologo ti indica delle vie da percorrere, ma per il resto sta a te seguirle o meno. E' come andare dal dietologo pensando poi di dimagrire: lui ti da la dieta, si, ma poi tu devi seguirla;)

Vuoi dire un altro po' di banalità? :asd:

Braveheart1984
28-07-2006, 23.07.26
Vuoi dire un altro po' di banalità? :asd:


saranno banalità, ma è cmq il tuo caso :asd:

Fabio
28-07-2006, 23.09.28
saranno banalità, ma è cmq il tuo caso :asd:

Appunto, lo sapevo già da me. Non mi serviva che me lo venissi a dire tu. :asd:

Daniel_san
28-07-2006, 23.49.35
stai tenendo un approccio imho troppo assolutista e scientista in senso stretto: la psicoterapia ha a che fare con il senso, con il significato, non con le dimostrazioni empiriche - delle quali si occupa egregiamente la psicologia sperimentale e applicata, che peraltro dialoga molto più apertamente e "olisticamente" (parole tue) con altre discipline quali medicina e neurologia, più di quanto queste facciano con essa.

uno psicoterapeuta non può essere confutato, perchè non cerca LA verità, ma una veirtà, quella del suo paziente.

può essere misurata e valutata l'efficacia dei mezzi che usa per avvicinarvisi, questo si, ma non può essere discusso il senso e il valore di quello che fa

(e te lo dico da PhD, la ricerca la mastico ogni giorno :) )


C'è una cosa che mi rende profondamente scettico nei confronti della tua disamina ed è qualcosa che possa spiegarti meglio ponendo un'analogia con l'aritmetica.
C'è un principio in aritmetica che vuole che da una proposizione falsa sia possibile derivare teoremi veri (cioè formalmente corretti). Il fatto che questi teoremi siano corretti è vero solo nella forma ma non nella sostanza, perchè regredendo alla radice delle derivate si potrà riscontrare l'inesattezza della proposizione o del postulato.
Alla stessa stregua i termini su cui si fonda la psicanalisi e parte della psicologia è IMHO inficiata da una cattiva impostazione epistemica per cui ha generato una serie di condizioni successive che sono profondamente falsate.
Mi fermo qui perchè il concetto è stato chiarito, approfondirlo sarebbe ridicolo (da parte mia).
La psicoanalisi e la psicoterapia, come la psicologia ortodossa mi interessano marginalmente osservo con più interesse il corso delle nuove dottrine che si incuneano nella sigla Neuroscienza, ma ovviamente questa non studia la psike come anima ma il cervello nel suo reale e corretto funzionamento.

Peter Pan
29-07-2006, 01.30.11
Purtroppo la matematica è una scienza esatta, i numeri sono quelli e quelli restano.

Ma la psiche non è mai certa, né stabile, né costante.

hiroshi
29-07-2006, 01.32.47
Purtroppo la matematica è una scienza esatta, i numeri sono quelli e quelli restano.

Ma la psiche non è mai certa, né stabile, né costante.
la matematica nn è un scienza...ne tantomeno esatta

Peter Pan
29-07-2006, 02.00.54
la matematica nn è un scienza...ne tantomeno esatta

E che cosa è la matematica secondo te?
E perché non sarebbe precisa?

milo74_ver.1.1
29-07-2006, 09.58.50
Ps: Una carammellina a milo che sostiene che la la psicoanalisi è una forma di psicoterapia.:asd: Cercare prima su Wikipedia no?:ihih:

guardaci tu su wikipedia - a tua differenza io scrivo di quello che pratico tutti i giorni.

ah, le caramelline dalle pure ai cavalli, io sono a dieta.

DIAZE
29-07-2006, 13.42.45
Certo che quando si arriva a perculare chi per anni ha studiato la materia e soprattutto oggi ne è protagonista, vuol dire che siamo alla frutta!

:tsk:

Peter Pan
29-07-2006, 14.05.46
Altrimenti ti metti a piangere?

:rolleyes: ah... quanto è facile fare gli spavaldi dietro a un monitor... davvero facile.


guardaci tu su wikipedia - a tua differenza io scrivo di quello che pratico tutti i giorni.

Che ci vuoi fare, per molti basta aprire la Wikipedia per sentirsi competenti in una certa materia. Anche quando magari non leggono bene quello che è scritto (http://it.wikipedia.org/wiki/Psicoterapia#Definizioni_e_scuole).

128BIT
29-07-2006, 14.10.34
Cosa ne pensate della psicologia come scienze e della figura dello psicologo? Può davvero tale figura aiutare una persona a migliorare la propria vita? Mi sembra che oggi tale mestiere sia un po' snobbato dai più, poiché si dice che la psicologia sia una scienza astratta che non può operare su nulla di concreto. Io non sono assolutamente d'accordo.
Voi che ne pensate?
penso che i psicologi so' come i maghi o quelli che fanno i tarocchi inculano i sordi alla gente oltre che piano pure per culo senza neanche accorgersene :sisi:
mi stanno proprio sul cazzo :sisi:

Peter Pan
29-07-2006, 14.20.54
penso che i psicologi so' come i maghi o quelli che fanno i tarocchi inculano i sordi alla gente oltre che piano pure per culo senza neanche accorgersene :sisi:
mi stanno proprio sul cazzo :sisi:

Inculano i sordi? :brr:

Ma che idea c'hai degli psicologi? :asd:

MarcoLaBestia
29-07-2006, 14.21.10
penso che i psicologi so' come i maghi o quelli che fanno i tarocchi inculano i sordi alla gente oltre che piano pure per culo senza neanche accorgersene :sisi:
mi stanno proprio sul cazzo :sisi:Perkè, credi ke i farmacisti, i dottori di clinica privata etc. non stiano solo a spillare soldi?

Ricorda ke per ogni medicinale consigliato, ne esiste uno identico ke però costa la decima parte. ;)

Peter Pan
29-07-2006, 15.17.54
Perkè, credi ke i farmacisti, i dottori di clinica privata etc. non stiano solo a spillare soldi?


Non generalizziamo. Gli ambiti della psicologia sono troppi e troppo vasti, e di certo abbastanza lontani dal cliche del cinico dottore con la barbetta seduto alla poltrona mentre ti ascolta raccontare i tuoi sogni su un divanetto.


Ce ne sono, ad esempio, molti che per quattro soldi passano giornate intere ad insegnare ad un bambino disabile a bere da un bicchiere.

MarcoLaBestia
29-07-2006, 15.49.37
Certo, concordo, volevo solo evidenziare ke i mariuoli ci stanno ovunque. ;)

Braveheart1984
29-07-2006, 21.22.34
Ieri sera stavo girando per i forum, ed ad un certo punto ho beccato un forum di psicologia dove degli studenti si lamentavano del fatto che nella facoltà di medicina, tra un po' di tempo, verrà inserito un corso di psicologia che permetterà poi di diventare psicoterapeuti a tutti gli effetti. Francamente, non mi sembra una cosa molto giusta verso gli studenti di psicologia.

Peter Pan
29-07-2006, 21.29.17
non mi sembra una cosa molto giusta verso gli studenti di psicologia.

Stendiamo un velo pietoso su questo argomento: a parlarne staremmo fino a domani, disgustandoci sempre più.

mVm
29-07-2006, 23.11.52
Ermeticamente, freudianamente e anche iunghianamente... andiamo oltre.
Secondo voi, cosa porta alla psicoterapia?

Fabio
29-07-2006, 23.14.39
Secondo voi, cosa porta alla psicoterapia?

La necessità di risolvere problemi mentali, comportamenti sbagliati e via dicendo, irrisolvibili in altro modo. O più semplicemente la volontà di portar fuori un lato di sè stessi che si sa di possedere ma che non si riesce a far uscire per tutta una serie di limitazioni imposte mentalmente.

Raphael_Ravil
30-07-2006, 12.00.11
:rolleyes: ah... quanto è facile fare gli spavaldi dietro a un monitor... davvero facile.
Parla il maestro.:ihih:

Peter Pan
30-07-2006, 14.21.30
Parla il maestro

E parla allora, che tanto è l'unica cosa che sai fare.
Altrimenti come fai a rimpolpare il tuo ego? Sarò mica io a toglierti l'unica soddisfazione che riesci ad avere nella tua vita. :asd:

Raphael_Ravil
30-07-2006, 15.41.05
Sarò mica io a toglierti l'unica soddisfazione che riesci ad avere nella tua vita. :asd:
No, appunto, sicuramente non sarai te.:asd:

Peter Pan
30-07-2006, 16.12.50
No, appunto, sicuramente non sarai te.:asd:

Ecco si, da bravo: ridici sopra che poi ti senti meglio ;)

Raphael_Ravil
30-07-2006, 16.25.27
Ecco si, da bravo: ridici sopra che poi ti senti meglio ;):ihih:

Di0
30-07-2006, 16.46.16
la matematica nn è un scienza...ne tantomeno esatta

Corretto. E' La Scienza.

Brian O'Blivion
30-07-2006, 17.25.04
Corretto. E' La Scienza.

Ma lassalo perdere...pensa che mi ha consigliato l'uso del prozac senza uno straccio di anamnesi:rolleyes:

Elrond.
30-07-2006, 17.25.14
pensate a quanto una scienza in grado di individuare le meccaniche dei comportamenti criminali e antisociali possa giovare ai fini della sicurezza publica (e non parlo di tracciare profili a posteriori, parlo di isolarle i soggetti pericolosi prima ancora che si rendano tali...).
Martox, come fai ad affidare un compito tanto peculiare ad una disciplina che tu stesso consideri alla confluenza della filosofia con la scienza? Leggo, anche nei successivi interventi, che tu auspichi un completamento olistico della psicologia, nondimeno l'applicazione che tu prefiguri mi sembra in ogni caso non rifornibile di basi scientifiche. L'unico e solo metodo scientifico è fondato su predizioni verificate (e ripetibili). Perchè una predizione sia verificabile, essa deve controllare la totalità dei fenomeni incidenti, altrimenti un numero indeterminato di incognite renderà il risultato oscillante entro una forbice statistica. Quindi, perchè l'ipotesi che Tizio agisca da criminale sia scientificamente fondata, gli elementi presumibilmente criminogeni di Tizio dovrebbero essere stati precedentemente studiati in relazione alla totalità degli elementi (endogeni ed esogeni) coi quali potrebbero venire a contatto; in caso contrario non avremo un'ipotesi scientifica, ma un'ipotesi statistica, più o meno accurata ma pur sempre statistica, cioè assolutamente non scientifica. Ebbene, a meno che non vogliamo ragionare assumento come postulato una ben precisa filosofia della libertà e della scelta, ho ragione di ritenere che la totalità dei fenomeni incidenti non potrà mai essere controllata integralmente. Non che, a prescindere dalle scelte, il resto sia scientificamente configurabile, visto che neppure riusciamo a descrivere integralmente l'iter di una slavina :asd:
Quindi, non condividi le mie osservazioni, oppure credi che il compito suddetto possa affidarsi ad una scienza a fondamento statistico?

http://www.net-monster.com/minorityreport_1.jpg

:D

Peter Pan
30-07-2006, 18.05.09
Ma lassalo perdere...pensa che mi ha consigliato l'uso del prozac senza uno straccio di anamnesi:rolleyes:

Vuol dire che la cosa ti dispiace :asd:

Brian O'Blivion
30-07-2006, 18.38.38
Vuol dire che la cosa ti dispiace :asd:


Quello manco capisce dove sta,se respira o meno:figurati se può capire me (http://www.fileden.com/files/2006/7/11/123453/ich%20nicht.mp3):metal:

Peter Pan
30-07-2006, 18.46.49
Mi riferivo al prozac offerto da uno sconosciuto. :look:
Ma hai ragione: mai accettare caramelle da uno sconosciuto, c'è il rischio che siano caramelle per davvero. :asd:

Raphael_Ravil
30-07-2006, 19.23.13
Quindi, non condividi le mie osservazioni, oppure credi che il compito suddetto possa affidarsi ad una scienza a fondamento statistico?
Si tratta di obiezioni fondate oggi, ma non necessariamente fondate in futuro. Ed io era prospetticamente volto verso il futuro che stavo parlando. Se domani, o fra dieci anni, delle persone suggerissero di poter realizzare ciò che io suggerivo, io stesso sarei piuttosto scettico a riguardo, probabilmente mi pronuncerei contrariamente.
Tanto per cominciare ti consiglio di non dimenticare che anche il metodo induttivo, di per se, può essere considerato non affidabile. Per ricalcare le considerazioni di Popper l'osservazione di mille atomi di idrogeno uguali non significa necessariamente che il milleunesimo osservato non possa essere diverso. Nel caso specifico il principio applicabile deve essere quello di falsificazione. Il metodo induttivo quindi non lo definirei "L'unico e solo metodo scientifico". Diciamo solo che è quello più applicabile da creature contingenti, come noi, ma teniamo sempre presente che a volte le teorie ottenute induttivamente hanno la tendenza a diventare statistiche quando vengono confutate. Mi pare che l'esempio su tutti sia la gravitazione newtoniana.
Detto questo io credo che la scienza sia più esatta tanto meno essa sia statistica, e quindi ritengo che il processo di perfezionamento di una scienza consista fondamentalmente in un progressivo miglioramento delle osservazioni che nè riduca l'indice statistico.
Come si può ottenere un simile miglioramento? I metodi che mi vengono in mente sono principalmente tre: allargamento del campo di osservazione, allargamento degli orizzonti tecnici e allargamento degli ideali della componente umana.

Ora io, ricalcando la tua affermazione iniziale, ti chiedo quante persone, secondo te, avrebbero affidato un compito tanto peculiare come la propria sopravvivenza ad un polmone di acciaio nel 1700? O quante, nello stesso periodo, avrebbero con nonchalance guidato un mezzo di locomozione che sapessero alimentato da costanti esplosioni...
Per non parlare del fatto che la stessa medicina, alla quale noi tutti affidiamo quotidianamente le nostre vite, ha una base estremamente statistica e spesso si affida al principio di falsificazione per progredire. Reazioni inaspettate a terapie o farmaci, svilupparsi di patologie sconosciute e intolleranze ed allergie improvvise ed inspiegabili sono all'ordine del giorno nella scienza medica.

Allo stesso modo io ritengo che la psicologia possa effettivamente, in futuro, farsi carico di compiti così onerosi. Essa è destinata a progredire, miglioreranno i suoi mezzi, si allargheranno i suoi orizzonti, essa si armonizzerà con le altre scienze mediche, migliorandosi e migliorandole.
Esattamente come lo scopo della fisica è quello di trovare una grande "teoria del tutto" che possa in se stessa spiegare ogni cosa, allo stesso modo io credo che il destino della scienza che studia l'uomo sia quello di formulare una "teoria dell'uomo" (o tendere all'infinito verso di essa) che in se stessa possa spiegare ogni sfaccettatura degli esseri umani.

Altro appunto appunto va fatto riguardo alla presunta casualità alla quale fai riferimento, stabilito che nel progredire della scienza, che io auspico, le componenti endogene siano destinate ad essere completamente penetrate nella loro completezza, allo stesso modo credo che solamente ad esse si possa imputare il comportamento umano.
Ritengo infatti che le componenti esogene possano scatenare determinate reazioni solo laddove trovino "terreno fertile".
Ammesso che sia possibile, quindi, comprendere i fattori endogeni, i fattori esogeni non contano ai fini di uno studio. Per lo stesso motivo per cui non si studia il comportamento di un pendolo con un bambino che lo colpisce casualmente.
Quindi un eventuale scienza che possa comprendere nella sua completezza sia i fenomeni endogeni alla mente che quelli esogeni, sarebbe successiva e non ci interesserebbe ai fini di questo discorso.

Ultima cosa che va considerata è il fattore puramente pratico. Nel quote che hai fatto hai tagliato l'ultima parte della mia parentesi, che era invece importante.
Ai fini di realizzare la sicurezza pubblica sarebbe più che accettabile anche il presunto errore statistico, soprattutto e si tratterebbe solo di una misura temporanea che coinvolgerebbe non più di tre generazioni con misure che potrebbero essere più o meno severe ma non necessariamente drastiche.
Infatti al giorno d'oggi si tanta di curare il crimine attraverso la punizione del criminale. E' il modo più semplice. Il secondo passo, quello più traumatico, potrebbe essere quello di curare il crimine prima che si verifichi attraverso l'individuazione di chi lo commetterà, che è ciò di cui stiamo parlando.
Ma il terzo passo che auspicavo era quello in cui il criminale nemmeno nasca. Che è la prevenzione più definitiva.

Ps: Bentornato su questi lidi.

Mischa
30-07-2006, 20.40.24
Ai fini di realizzare la sicurezza pubblica sarebbe più che accettabile anche il presunto errore statistico, soprattutto e si tratterebbe solo di una misura temporanea che coinvolgerebbe non più di tre generazioni con misure che potrebbero essere più o meno severe ma non necessariamente drastiche.
Infatti al giorno d'oggi si tanta di curare il crimine attraverso la punizione del criminale. E' il modo più semplice. Il secondo passo, quello più traumatico, potrebbe essere quello di curare il crimine prima che si verifichi attraverso l'individuazione di chi lo commetterà, che è ciò di cui stiamo parlando.
Ma il terzo passo che auspicavo era quello in cui il criminale nemmeno nasca. Che è la prevenzione più definitiva.

Ps: Bentornato su questi lidi.La mia compagna è una psicoterapeuta. Non entro nel merito del topic in sé e per sé, perché parlando con lei (e limitatamente: se è fuori lavoro, non sto a scassarle il cazzo sul suo lavoro, ovviamente, però si chiacchiera della giornata, e man mano qualcosa impari), mi son reso conto che molte idee che avevo, erano troiate madornali, frutto di convinzioni errate. Leggendo questo topic, ne ho viste molte altre (sia in negativo, come prevedibile, che paradossalmente, in positivo), e non ho intenzione di commentarle. Non sta a me, e per quel poco che ho imparato sinora, potrei solo aggiungerne. Quel che so, è che la mia compagna ha lavorato parecchio in carcere, in diversi progetti, e lei stessa riconosce differenza tra "persone che fanno cazzate" e "delinquenti", tra "chi non ha bisogno di essere curato, e se deve esserlo, al massimo è per altro", e chi "non può essere curato e stop, è una bestia". NB: altra cosa che so per riferito (sia da lei, che da varie amicizie che hanno fatto determinati percorsi), è che il carcere di per sé ti porta ad un livello di alienazione tale, che chi riesce a "restare normale" lì dentro, era in linea di massima già fuori prima. Quanto tu ipotizzi, non giungerà (e qui, imho, derivata da contatto), se non dopo molto tempo. Perché si realizzi, intanto, la psicologia, in ogni sua forma, dovrebbe venire sdoganata, perdere quell'aura di mistero e voodoo che troppa gente le conferisce. E a torto, perché molta roba, è fondata neppure su teorie astruse, ma su semplice statistica (sai, se verifichi che a dedicare x psicologi a progetto y, relativo a affiancamento servizi sociali per tossicodipendenti e famiglie, da un anno all'altro la media di suicidi o di "casuali" morti per overdose scende del 70 e rotti%, e vedi diminuzioni significative anche negli "incidenti" domestici, nei traumi infantili e simili, allora "forse" conviene farlo, e allora "forse" un effetto, ce l'hanno). Una maggiore integrazione di simili discipline con altre, è solo auspicabile, ma è già in atto - vedi psicologia del lavoro, che sarà una cazzata all'apparenza, ma funziona, e molto bene. La psicostoriografia di mr. Asimov, alla fin fine, non è altro che un possibile futuro. Sicuramente non così, e non a breve termine, ma prima o poi, ci si arriva.

*PS: mi aggiungo al "bentornato" per Elrond. E lancio un "respect" a milo, che si tirerà probabilmente il culo su ste minchiate tutti i giorni, tutto il giorno, e nonostante ciò trova il tempo per rispondere su un forum, in un topic la cui utilità sarà pari a zero per il 90% dei lettori, visto che tanto si parte da preconcetti, e solo quelli contano.

Raphael_Ravil
30-07-2006, 20.49.58
Mischa sono perfettamenmte d'accordo con te, che poi servisse MOLTO tempo per poter arrivare a risultati simili credevo fosse scontato. Io parlo di risvolti ai quali non mi illudo di poter assistere di persona.
Un appunto particolare va però fatto per far notare che io non ho mai usato la parola "curare". E' la psicanalisi che ha quei risvolti. Io mi sono limitato a categorizzare, poi per la "cura" ho lasciato il finale aperto.:asd:

Mischa
30-07-2006, 21.00.21
Mischa sono perfettamenmte d'accordo con te, che poi servisse MOLTO tempo per poter arrivare a risultati simili credevo fosse scontato. Io parlo di risvolti ai quali non mi illudo di poter assistere di persona.
Un appunto particolare va però fatto per far notare che io non ho mai usato la parola "curare". E' la psicanalisi che ha quei risvolti. Io mi sono limitato a categorizzare, poi per la "cura" ho lasciato il finale aperto.:asd:Sì, il termine "curare" in effetti l'ho usato a cazzo, era giusto per rendere il concetto, però hai assolutamente ragione, è errato di per sé. Come detto, non mi ritengo abbastanza qualificato per dare definizioni, al massimo una opinione che lascia il tempo che trova. e non avevo voglia di scrivere per ore, anche perché dovrei dire cose solo per "sentito dire", o "esperienza personale", che a loro volta lascerebbero il tempo che trovano. Ho evitato di commentare il topic, e mi sono soffermato solo sul tuo commento (e di passaggio, su elrond e milo) perché mi parevano le poche cose costituenti la "realtà" del discorso, invece del voodoo :D

Fabio
30-07-2006, 21.10.20
La mia compagna è una psicoterapeuta.

Adesso si spiegano molte cose. :asd:

Mischa
30-07-2006, 21.14.22
Adesso si spiegano molte cose. :asd:Nevvero? Però non mi vuole in terapia, mi manda sempre da altri, uffa.

Elrond.
30-07-2006, 21.29.50
Dunque, Martox, accolgo le tue obiezioni circa la validità del metodo induttivo. Non ne ho fatta menzione per non complicare il discorso con ulteriori variabili, certo è che non possono essere ignorate da una teoria scientifica che si collochi dopo la crisi della fisica tradizionale. Le tue obiezioni sono corrette anzitutto per una prima ragione: la difficoltà di controllare l'intera somma dei fenomeni incidenti; anche negli esperimenti a livello subatomico è difficile operare in ambienti totalmente neutri, nonostante tutti gli sbarramenti e i contatori che si possano predisporre. Ancora più seria è poi l'ipotesi che, studiando un determinato fenomeno e riuscendo a controllare tutti i fattori conosciuti, interagiscano egualmente terzi fenomeni ignoti.
Tuttavia esistono dei margini che possono farci ritenere talune teorie solo latamente statistiche, avendo un così elevato grado di conferma che, alla probabilità statistica (inaccettabile in un modello scientifico) si sostituisce la probabilità logica (condimento inevitabile della scienza).


Circa la fenomenologia del comportamento umano, non sono granchè d'accordo. Reputo l'io il mero frutto dell'incontro col mondo, in continuo divenire, mai eguale a se stesso. Vedi, persino assunto con una discreta sicurezza che Tizio sia predisposto verso il crimine (in conseguenza di sue trascorse esperienze o per naturale inclinazione), nel momento in cui tu lo arresti e gli dici 'ti arresto perchè altrimenti commetteresti dei crimini', così facendo sconvolgi la già prevista sequenza degli eventi, per cui Tizio potrebbe non commettere affatto alcun crimine qualora lo lasciassi libero. In teoria il problema è facilmente aggirabile: la teoria che tu auspichi sarebbe anche in grado di stabilire se, in presenza di un deterrente di questo genere, prevarrebbe infine la tendenza criminosa oppure una forza opposta.

In pratica conservo molte perplessità. La natura dell'io non è determinata unicamente da fattori molecolari: uno studio dell'uomo che faccia al caso nostro, pertanto, dovrebbe confrontarsi con una infinità di tipi umani che sono il derivato di realmente infinite esperienze che hanno concorso a formarli. Ricordando sempre e comunque che non esistono esperienze identiche. Non si tratta, in questa sede, di difendere i criminali dando la colpa alla società, non credo che l'avere avuto un'infanzia difficile sia una giustificazione per il criminale, essendoci molte persone che, pur avendo avuto un'infanzia analoga, non lo diventano. Questo se vogliamo parlare in termini etici. Se vogliamo parlare in altri termini, invece, dobbiamo tener presente questo: esperienze sussumibili sotto la medesima tipologia o addirittura simili in ogni loro aspetto, avvenendo in circostanze di tempo e di spazio differenti possono produrre conseguenze diverse persino sulla stessa persona, immaginiamo su persone differenti.
Inoltre non si deve sottovalutare il fattore 'casualità': una goccia d'acqua che cade, lo yogurt che manca nel frigo, una gomma bucata e altri fatti minimali, possono segnare il discrimine tra la commissione di un crimine e l'astensione dal commetterlo. Questo poichè l'individuo, nel momento in cui sceglie, è influenzato - oltre che dal proprio io, cioè dalla propria memoria - da una miriade di eventi concomitanti che non possono essere previsti.


Ho tagliato, invece, le tue parole sull'eugenetica perchè, pur serbando molte perplessità sulla pratica nel suo complesso, in teoria non ho nulla da ridire contro il tuo auspicio. Ma, vista la mia concezione della persona, ti sarà chiaro che non reputo risolutiva una simile pratica, se non in ben determinati casi patologici.



P.S.: ciao Mischa :D

Raphael_Ravil
30-07-2006, 22.06.49
Ho tagliato, invece, le tue parole sull'eugenetica perchè, pur serbando molte perplessità sulla pratica nel suo complesso, in teoria non ho nulla da ridire contro il tuo auspicio. Ma, vista la mia concezione della persona, ti sarà chiaro che non reputo risolutiva una simile pratica, se non in ben determinati casi patologici.
Quella frase era importante proprio perchè chiariva la natura della fase intermedia di cui ho parlato (e di cui stiamo parlando).
Come giustamente tu dici arrivare a comprendere una determinata fenomenologia a fondo, come io auspico, darebbe luogo ad una scienza tutt'altro che statistica. E non si tratterebbe di una questione puramente fisica (per ricalcare il tuo "molrcolare") quanto teorica.

Di fronte all'imperfezione, in ogni caso, bisogna mettere l'utilità pratica sociale. Un valido esempio credo siano le centrali atomiche con le loro scorie letali: non si è rinunciato a quella preziosa fonte di energia solo perchè aveva un difetto grave eppure marginale.
Nello stesso modo una società civile moderna potrebbe trarre giovamento da forme di catalogazione come quelle che io immagino, anche se su di esse ci fossero determinati dubbi. Tantopiù che si tratterebbe di una misura cautelativa limitata al tempo in cui il 100% della nuova generazione fosse stata controllata eugeneticamente.

Se poi, invece, se ne vuole fare una questione morale allora io non sono decisamente la persona migliore con cui parlarne. Mi sono pronunciato più volte contro lo squallore e l'inutilità dei giudizi a priori come le forme di morale, sino esse etiche o idieali. E sono fondamentalmente convinto che esse vadano superate.

Peter Pan
30-07-2006, 22.09.39
mi son reso conto che molte idee che avevo, erano troiate madornali, frutto di convinzioni errate. Leggendo questo topic, ne ho viste molte altre

Allora non sono solo io a vedere che sull'argomento ci sia solamente una enorme disinformazione. Peccato che ad essa non si possa rimediare leggendo qualche libro, ma occorre vivere ogni giorno la realtà accademica e pratica per sapere qualcosa dell'argomento.


Però non mi vuole in terapia, mi manda sempre da altri, uffa.

Non funzionerebbe: se il terapeuta è coinvolto dal paziente, non ci sono le condizioni per poterlo avere in cura. ;)

Fabio
30-07-2006, 22.10.18
Non funzionerebbe: se il terapeuta è coinvolto dal paziente, non ci sono le condizioni per poterlo avere in cura. ;)

Era una battuta.

Peter Pan
30-07-2006, 22.22.46
Era una battuta.

Che dovevo fare, dire a Misha che lui è un caso irrecuperabile? :asd:
E dai, lasciamogli un barlume di speranza :uiui:

Mischa
30-07-2006, 22.34.33
Non funzionerebbe...... asd, son mica orton: a volte sei troppo serio. Lanciando questa pallina da ping pong hai appena vinto un piraña disposto a fiondarsi su o giù per un tuo orifizio a scelta. E poi, che vuoi fare, togliermi il barlume di speranza? Spero bene di restare irrecuperabile.

Peter Pan
30-07-2006, 23.16.13
hai appena vinto un piraña disposto a fiondarsi su o giù per un tuo orifizio a scelta.

Stai cercando di eccitarmi, porcellina? :nice:

Elrond.
30-07-2006, 23.57.41
Di fronte all'imperfezione, in ogni caso, bisogna mettere l'utilità pratica sociale...
Sì, il tuo discorso mi è chiaro. Ho voluto essere così scrupoloso perchè, dovendosi punire una persona per un fatto che non ha commesso e che non commetterà, non ci si può accontentare di una teoria del "più probabile anzi che no".
Comunque ci sarebbe da ridere: "Stanotte hanno beccato anche Charlie, pare che fosse un potenziale assassino. L'ho sempre detto io" :asd:

Raphael_Ravil
31-07-2006, 13.31.53
"Stanotte hanno beccato anche Charlie, pare che fosse un potenziale assassino. L'ho sempre detto io" :asd:
Sai quale è il problema? Questa frase suona strana perchè ci è aliena, ma in realtà potrebbe risultare applicabilissima. Questo perchè di fatto anche anche le stesse sentenze a posteriori sono possibilmente fallaci: basti pensare a tutti gli scandali che emergono, scagionando persone che hanno passato decine di anni in prigione o peggio ancora sono già state giustiziate...
La veritè è che anche quando si scrive un codice penale non lo si fa illudendosi che esso, da solo, possa assicurare la giustizia. Insomma come seguendo le leggi si rischia, per mancanza delle leggi o per mancanza di chi le applica, di mettere in prigione un innocente, allo stesso modo si potrebbe rischiare di isolare un individuo che fosse destinato a rimanere innocente.
La giurisprudenza, in effetti, non è una scienza a tutti gli effetti. Ma la sua utilità sociale è innegabile...

Alla fine, buffamente, è tutta questione di fiducia nel sistema.

Elrond.
31-07-2006, 19.58.00
Questo perchè di fatto anche anche le stesse sentenze a posteriori sono possibilmente fallaci...
Certo, nel nostro sistema di diritto penale l'errore è possibile, tuttavia il problema è diverso. Il sistema del diritto penale, infatti, è predisposto perchè si addivenga alla punizione solo e soltanto quando si ha la certezza che l'imputato ha commesso il fatto. Quando l'assunzione delle prove si ferma ad un esito incerto, prevale la regola in dubio pro reo. Con tutto ciò, ovviamente, rimane sempre spazio per gli errori umani nonchè per i 'vizi' dei giudici.
Circa il caso del quale andiamo discorrendo, invece, a preoccuparmi non è la possibilità dell'errore, ma l'impossibilità di conseguire quella certezza che, invece, è la sola a poter fondare una condanna.

Cambo in Japan
31-07-2006, 22.52.18
La question è piuttosto spinosa in effetti.

Per poter dare una risposta soddisfacente devo, per cominciare, tracciare un limite fra la psicologia e la psicanalisi, due dottrine che nel tempo sono rimaste intrecciate l'una a l'altra e hanno finito, nel tempo, per confondersi. Il chè, inutile dirlo, è male.

La psicologia è sostanzialmente un movimento di pensiero a cavallo fra la filosofia e la scienza, che si occupa di indagare determinati fenomeni comportamentali nell'ambito umano. Dico "a cavallo fra la filosofia e la scienza" perchè sebbene essa sia nata come un movimento di tipo speculativo/filosofico ben presto, nel corso della sua evoluzione, ha cominciato ad adottare metodi scientifici di osservazioni di tipo induttivo. Elevandosi, quindi, al di là della semplice filosofia. Il collegamento fra le due dottrine rimane comunque molto saldo, tantè che alcune delle teorie della psicologia prenderanno poi simbolicamente il nome di concetti filosofici (per esempio la volontà di potenza di Adler)

La psicanalisi nasce invece come un sottoprodotto della psicologia, una braca mirata che si propone obiettivi principalmente clinici (la psichiatria appunto). I due movimenti furono, specialmente all'inizio, tutt'altro che arminizzati fra di loro. Con il tempo sfortunatamente, come ho detto, le due cose si confiusero. La psichiatria divenne estremamente diffusa e con essa lo studio psicanalitico, si creò quindi quella pietosa condizione di mescolanza che vediamo oggi.

Gli studi di psicologia pura diventarono sempre di meno, mentre sempre di più diventavano quelli a carattere psicanalitico che, per loro stessa natura, erano però limitati all'ambiente clinico.



Fatta questa piccola introduzione, risponderò alla domanda.

La psicologia altro non è che un'aleboratissima scienza del comportamento, ed in quanto tale io la considero un grande strumento per l'avvenire. Una scienza che ci possa permettere di comprendere a pieno le complicate meccaniche del comportamento è potenzialmente una delle scienze più utili nel campo pratico. Provate solo a pensare le meravigliose applicazioni che potrebbe avere la psicologia delle masse nella gestione di società civili future, pensate a quanto riuscire a comprendere a pieno i singoli individui, riuscendo a categorizzarli per poi trovare loro l'occupazione migliore, possa giovare al fine di eliminare l'ingiusizia sociale, e ultima cosa, ma non ultima ,pensate a quanto una scienza in grado di individuare le meccaniche dei comportamenti criminali e antisociali possa giovare ai fini della sicurezza publica (e non parlo di tracciare profili a posteriori, parlo di isolarle i soggetti pericolosi prima ancora che si rendano tali, oppure meglio ancora, grazie all'eugenetica, evitare che simili individui vengano al mondo).

La psicanalisi invece, sebbene al giorno d'oggi sia decisamente la dottrina più in voga, non la vedo molto di buon occhio. In parte perchè ho l'impressione che essa sia completamente fuori controllo, specialmente dal punto di vista teorico. Psicologi e psichiatri esercitano sulla mente dei pazienti senza che, secondo me, nessuno si occupi di controllare che genere di lavoro stiano eseguendo. E, da parte loro, la maggior parte dei pazienti scelgono se andare in terapia e quando andarci... Inutile che sia io a spiegarvi che non è così che dovrebbe funzionare, insomma uno psicologo non dovrebbe essere usato alla stregua di un gelataio.
Inoltre la psicanalisi pecca troppo di moralità, nel senso espanso del termine, una buona scienza dovrebbe studiare sia quello che è possibile fare ed è giusto fare, sia quello che è possibile fare e sbagliato fare. La psicanalisi invece sembra solo occuparsi del "giusto", essa tende a creare percorsi di categorie a priori e poi ci passa dentro i propri pazienti, nemmeno dovesse farli con lo stampino.
Ultima cosa, sebbene credo sia vero che la psicanalisi sia concretamente in grado di aiutare una persona nella norma ad equilibrarsi ed aiutarsi, nello stesso tempo ho paura che avrebbe invece un effetto devastante su quelle che noi consideriamo persone "eccezionali", o comunque persone che non sono nella norma. Bisogna infatti riconoscere che una vita di penoso tormento emotivo che culmini nel suicidio, e che proprio grazie a quella spinta abbia realizzato magari una grande opera d'arte, è da preferirsi ad una vita vissuta nella sua interezza nell'anonimato (e parlo con il senno del poi).
Ultimo appunto va fatto a riguardo delle varie incarnazioni della pratica psicanalitica, se da una parte, infatti, psicanalisti e psicoterapeuti lavorano molto sulla parte teorica, dall'altra gli psichiatri hanno la pessima tendenza a lavorare su quella farmacologica. Di loro dico solo che li considero alla stregua degli spacciatori...


Fai un po di confusione.

La psicanalisi non la fanno gli psicologi, ma gli psicanalisti.

E tra le due figure c'è un mare di differenza.

Peter Pan
01-08-2006, 00.27.03
Secondo me si sta facendo solamente troppa filosofia in un campo che di filosofico ha veramente poco.

Quando sei in clinica con uno psicopatico soggetto a attacchi di aggressività violenta ed è affetto da malattie infettive, c'è davvero poco da filosofeggiare.
Quando sei in un centro di riabilitazione e un ragazzo che passati i trent'anni ancora non riesce a prepararsi la prima colazione, c'è davvero poco da filosofeggiare.
Quando hai a colloquio un adolescente incapace di vivere, c'è davvero poco da filosofeggiare.
Quando hai in cura un tossicodipendente in un centro di recupero, c'è davvero poco da filosofeggiare.
Quando sei seduto a un tavolo con davanti 5000 curriculum e devi decidere quali tra questi sono i 15 candidati idonei, c'è davvero poco da filosofeggiare.

Perché la psicologia è tutto questo, la psicologia è anche questa.

La psicologia si occupa di cose troppo diverse tra loro e in modi troppo diversi, per poter perdere tempo a fare filosofia.

Questo, ovviamente, secondo me e secondo moltissime persone che ho conosciuto fuori e dentro la facoltà.
C'è, ovviamente, chi la penserà diversamente.
Ma comunque la si voglia pensare, le cose da fare ci saranno sempre e comunque, e sempre e comunque ci sarà chi se ne occuperà senza pensare a chi sul suo lavoro vuole filosofeggiare o meno.

Raphael_Ravil
01-08-2006, 01.05.43
Fai un po di confusione.

La psicanalisi non la fanno gli psicologi, ma gli psicanalisti.

E tra le due figure c'è un mare di differenza.
Ma perchè invece di andare a rompere il cazzo a me non andate a fare un po' di sano studio da qualche parte? Che basta, e lo ripeto, cercare su internet per sapere in che modo è nata la psicanalisi e quando, che basterebbe così poco, invece che sfondare i coglioni a me con la vostra ignoranza, per avere una visione d'insieme anche non fidandosi di me.:asd:

Basta scrivere le due parole su google e guardate che esce fuori:
http://www.psicologiaonline.it/Psicologia_e_psicoanalisi.htm
Dove guarda caso è scritto chiaramente che:

La psicoanalisi nacque accanto ed in contrasto con queste tendenze accademiche, nel campo clinico, ad opera di alcuni medici: in particolare, esso ebbe inizio a Vienna verso la fine dell'ottocento attraverso il lavoro terapeutico e le riflessioni di Sigmund Freud, il quale pose al centro dei suoi interessi proprio l’indagine di quella soggettività psichica che gli psicologi accademici stavano, nel frattempo, rifiutando, individuando in essa la chiave per l’accesso all’uomo nella sua realtà oggettiva. L’opera di Freud fu avversata anche dalla società medica del tempo, che considerava le sue affermazioni alla stregua di farneticazioni. Nonostante le difficoltà incontrate, nacque attorno a Freud un importante movimento, che si sviluppò nel tempo, dando luogo anche a molte correnti dissidenti, ma pur sempre affini e sostanzialmente appartenenti alla medesima branca. Il merito principale di questi pensatori è stato di portare un autentico interesse psicologico nelle applicazioni cliniche, cioè nella psichiatria, che, prima di allora, era prevalentemente classificatoria, e di fondare così una psicologia scientifica alternativa agli schemi accademici, che tanto sono costati a questa scienza, fino allo snaturamento di sé.
Quindi smettetela di rendervi ridicoli, quà gli unici che fanno confusione siete voi tutti, che vi limitate a guardare intorno e a trarre coclusioni, senza un minimo di cognizione storica. Senza un minimo di conoscenza nè della dottrina nè della contestualizzazione storica.
Ciò che è oggi è il risultato di ciò che è stato, io ho tracciato una storia, passata presente e ipoteticamente futura, non mi sono limitato a ripetere a bacchettina i vostri squallidi luoghi comuni.

Approposito, prima di parlare di "filosofeggiare" le persone dovrebbero imparare a farlo, perchè ormai ho visto che i pochi che ci riescono certi problemi non li hanno mai.:asd:

Get Some Knowledge First.


Circa il caso del quale andiamo discorrendo, invece, a preoccuparmi non è la possibilità dell'errore, ma l'impossibilità di conseguire quella certezza che, invece, è la sola a poter fondare una condanna.
Ma la "certezza" è possibilmente errata, e il sistema può sbagliarsi e condannare un uomo per un crimine che non ha commesso.
Che differenza c'è, allora, a rischiare di commettere l'errore a priori piuttosto che a posteriori?
Si tratta solo di due "certezze" diverse, ma come si può affermare che una sia migliore dell'altra?

Elrond.
01-08-2006, 01.24.53
Senz'altro, la 'certezza' non può essere assolutamente certa, se neppure possiamo essere certi che il mondo esiste :asd:
E' chiaro, comunque, che il grado di certezza che si può raggiungere nel ricostruire l'anello causale intermedio di un evento lesivo accaduto (in modo, appunto, da accertare l'eventuale collegamento causale del comportamento dell'agente) è assai più elevato di quello che si può sperare di conseguire nel caso del quale stiamo discutendo, dovendosi prevedere una somma immane di nessi causali (a prescindere dal fatto che, come ho già evidenziato, alcuni nessi causali non potranno mai essere previsti, in quanto dipendenti da situazioni meramente contingenti che influenzano i meccanismi comportamentali dell'individuo). Nel nostro caso, a mio avvisto, non si potrebbe mai andare oltre il caso del dubio, un dubbio molto forte in presenza del quale non potrebbe erogarsi provvedimento alcuno.
Nel diritto penale l'errore è contingente, nel nostro caso - a mio avviso - l'errore sarebbe sistematico.

Raphael_Ravil
01-08-2006, 01.29.20
Elrond. smettila di dimenticare la parola "oggi" nei tuoi discorsi.:D

Elrond.
01-08-2006, 01.30.50
Elrond. smettila di dimenticare la parola "oggi" nei tuoi discorsi.:D
Sì, ok, hai ragione, il tuo discorso aveva una premessa ben chiara :asd:
E' che non ti facevo così ottimista nel progresso :D

Peter Pan
01-08-2006, 01.38.45
Cosa ne pensate della psicologia come scienze e della figura dello psicologo? Può davvero tale figura aiutare una persona a migliorare la propria vita? Mi sembra che oggi tale mestiere sia un po' snobbato dai più, poiché si dice che la psicologia sia una scienza astratta che non può operare su nulla di concreto. Io non sono assolutamente d'accordo.
Voi che ne pensate?


Questo è il tema del topic: la psicologia, con particolare riferimento alla psicologia clinica e alla psicoterapia, oggi.

Cosa c'entrano le mere nozioni storiche sulla Psicanalisi e sulla Filosofia?

Raphael_Ravil
01-08-2006, 01.38.48
E' che non ti facevo così ottimista nel progresso :D
La parola "progresso" è una parola abbastanza volgare alla fine... Qualcosa che ci trascina a fondo nelle spire del materialismo più profondamente legato alla nostra esistenza fisica.
Creiamo una bella cosa, questa ci migliora la vita e noi diciamo: "progresso".

Io credo in qualcosa di molto più grande di questo. Mi pare che ne abbiamo già parlato noi due, non si tratta di progresso: si tratta di perpetua e necessaria tendenza verso Dio, a prescindere dalla sua esistenza. Il "progresso" è solo una delle tante sfaccettature di questo cammino.

Inutile dire che, a riguardo, sono ottimista come un bambino la mattina di Natale.:asd:

Raphael_Ravil
01-08-2006, 01.41.40
Cosa c'entrano le mere nozioni storiche sulla Psicanalisi, carpite da qualche sito in giro per la rete e disquisite senza aver mai messo piede in una clinica o in un'aula di facoltà di Psicologia, non riesco ad afferrarlo.
Dio quanto sei squallido. Credi veramente di poter capire dove sei senza avere una minima cognizione di dove sei stato? E di come ti sei mosso?
Illuso.

Approposito, Facoltà di Psicologia ne ho frequentate fin troppe in questo periodo.:asd:
Anzi è ora di darci un taglio, non mi interessano tutte quelle speculazioni cliniche, di "psicologico" c'è molto di più nella filosofia classica che non lì.

Elrond.
01-08-2006, 01.43.14
Questo è il tema del topic: la psicologia clinica, oggi.

Cosa c'entrano le mere nozioni storiche sulla Psicanalisi e sulla Filosofia?
Peter, qui si è chiesto cosa ne pensiamo degli psicologi, se questi possono aiutarci a migliorare le nostre vite, etc. C'è qualcosa di male se la discussione, lungi dal tradire le proprie premesse, ha allargato i propri orizzonti? In fondo Martox ha detto come, a suo avviso, una scienza in discredito potrà tornare nuovamente utile all'uomo. Basta, un po' di silenzio.

Peter Pan
01-08-2006, 01.59.58
Peter, qui si è chiesto cosa ne pensiamo degli psicologi, se questi possono aiutarci a migliorare le nostre vite, etc. C'è qualcosa di male se la discussione, lungi dal tradire le proprie premesse, ha allargato i propri orizzonti?

Nessuno ha detto che c'è qualcosa di male, semplicemente ho fatto notare quanto le argomentazioni a mio parere sono OFF TOPIC, e non inerenti la realtà della psicologia odierna. Ho espresso il parere da "addetto ai lavori" che di filosofia ne vede proprio nulla nella vita quotidiana di uno psicologo.
Tutto qui. :birra:

Che poi la psicologia sia una scienza in discredito, è una affermazione opinabile e poco veritiera, alla luce degli esempi di applicazioni di questa scienza da me riportati e da quanto ho potuto riscontrare "sul campo".

Elrond.
01-08-2006, 02.04.28
Che poi la psicologia sia una scienza in discredito, è una affermazione opinabile e poco veritiera, alla luce degli esempi di applicazioni di questa scienza da me riportati.
Sì, ho alzato troppo il tiro.

Peter Pan
01-08-2006, 02.08.11
Sì, ho alzato troppo il tiro.

Ma figurati: non sarebbe nemmeno bene trascurare che quella in questione sia una opinione ben diffusa, come ho già ampliamente specificato nei miei primi post sull'argomento. Ed è proprio questa convinzione una delle più grandi difficoltà che uno spicologo si ritrova a dover affrontare. Con distacco, certo, ma è sempre qualcosa che rende più difficile il lavoro. :)

Elrond.
01-08-2006, 02.18.13
Ma figurati: non sarebbe nemmeno bene trascurare che quella in questione sia una opinione ben diffusa, come ho già ampliamente specificato nei miei primi post sull'argomento. Ed è proprio questa convinzione una delle più grandi difficoltà che uno spicologo si ritrova a dover affrontare. Con distacco, certo, ma è sempre qualcosa che rende più difficile il lavoro. :)
Sì, ecco, non volevo disquisire sulle reali capacità della psicologia. Volevo riferirmi alla mancanza di fiducia nei confronti della figura professionale 'psicologo'.
Il discredito non è un mio parere personale: se anche io sottostimassi la psicologia, non chiamerei discredito questo sentimento, poichè non sono ancora tanto arrogante da identificare il mio io col mondo :asd:

Peter Pan
01-08-2006, 02.38.44
Sì, ecco, non volevo disquisire sulle reali capacità della psicologia. Volevo riferirmi alla mancanza di fiducia nei confronti della figura professionale 'psicologo'.

Questione reale, purtroppo. Su questo siamo d'accordo.
Che poi uno possa crederci o non crederci, è liberissimo di farlo.

Per quanto riguarda la fiducia, anche questa è soggettiva e purtroppo è un'ombra che grava sul lavoro di molti.
Seppure non sia quello l'ostacolo principale, quanto quello che si riassume nella massima: "non può essere aiutato chi non vuole essere aiutato".
Se una persona ha un problema, e non ha coscienza di avere un problema, non si sentirà certo malato e sarà convinto di non avere bisogno di psicologi e cure. Di certo non è la mancanza di coscienza che rende sana una persona.

Questa è la sostanziale differenza tra nevrosi e psicosi.

Non sai quante sono le persone che sono così convinte di stare bene e di non avere alcun bisogno di dottori, che se gli dici che hanno un problema non ci credono nemmeno e ti deridono.

Purtroppo non è però solo questione di fiducia nella psicologia. Nella società infatti è ancora viva la paura dell'anormalità e della pazzia, che se solo proponi ad una persona stressata di parlare con uno psicologo c'è la possibilitò che subito creda che gli stai dando del pazzo, e ti reagisce con una pletora di reazioni spropositate.
Perché secondo molti, solo i pazzi hanno bisogno di uno psicologo.
E questo è parte di quella disinformazione in materia di cui abbiamo già parlato.

Di0
01-08-2006, 12.29.30
Anzi è ora di darci un taglio, non mi interessano tutte quelle speculazioni cliniche, di "psicologico" c'è molto di più nella filosofia classica che non lì.

:birra: :birra: :birra:

E, chissà perché, ma mi sento di concludere, per completare il mio personale quadro riguardo anche all'importanza che do a queste cose, con l'abusata ma emblematica:
"Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia"

Peter Pan
01-08-2006, 12.53.09
"Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia"


Peccato solo che la psicologia non la trovi tanto nelle aule di facoltà, quanto nelle cliniche e nei centri specializzati.