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Visualizza versione completa : Ho interrogato il vento...



Maharet
14-04-2006, 22.48.34
Tu, tu che non credi alle carezze del vento,
ascolta la sua voce e cerca, corri
calpesta l’erba umida di brina
o le secche piante de deserto
o le bestie sguscianti della palude
trema per il morso del gelo
godi dell’abbraccio de sol
e cerca... cerca..
Ascolta la risata del mare, il chiacchierio dei ruscelli
il fruscio degli animali, lo sbatter d'ali ,degli ,uccelli.
Tutto ti parlerà dell’Uomo.
[...]
Fuori dal Cortile c'è... la vera vita



E la visione si allontanò velocemente portandolo lontano da quella rozza tana dove un uomo metallico osservava con sguardo felice i suoi nuovi figli.
E, scevra d'ogni tabù, d'ogni peso, la sua mente cominciò a cercare.
Il vento ai suoi piedi sollevò un mulinello di polvere.
Ma non disse più nulla.


(Donato Altomare, "Tu che non credi alle carezze del vento")



Ho interrogato il vento, gli ho chiesto di svelarmi i segreti del mio cuore.
"Danza con me" mi ha sussurrato, ed io mi sono lasciata rapire dalle sue dita vorticose, che forti e leggere mi hanno cinto la vita, accompagnandomi in un volo di foglie e rugiada, una stola di stelle brillanti come candelabri balbuzienti nel cielo indeciso fra la notte e l'alba.
Avevo una domanda da fargli, una domanda importante come il sangue, importante come la vita, importante come il mio cuore.
Avevo una domanda che ho scordato, perduta sull'altare del presente, immolata al Dio dell'incertezza, vittima sacrificale di ansie e timori.
Avevo una domanda, che incerta tremava sulle mie labbra, mentre il vento mi riconsegnava alla terra, tremante, stanca, smarrita.
La polvere accarezzo' le mie caviglie, distraendomi dalla tortura della ritrovata solitudine dei miei fianchi.
Avevo una domanda.


Ma il vento non rispose.

Skywards
15-04-2006, 01.04.40
Ho interrogato il vento...

Ho osservato il vento, lo ho visto nella sorpresa che colmava lo sguardo dei passanti, lo ho visto nei sorrisi dei bambini, lo ho visto negli amanti, abbracciati l’un l’altro nel freddo. Ho osservato il vento. Lo ho visto rapire cappelli e ombrelli, lo ho visto gonfiare le vele di grandi galeoni, lo ho visto tormentare i nuovi boccioli primaverili e portare sollievo alle stanche foglie autunnali. Lo ho osservato silenzioso, non so per quanto tempo, è stato come un sogno da sveglio, come una perversione taciuta, come un capriccio irrinunciabile.
Tutte le mattine, verso oriente, lo vedevo scuotere le sommità degli alberi che decoravano l’alba, e tutto il giorno covavo in me quel ricordo surreale, come di guglie gotiche che venissero sottomesse e piegate dal cielo, come di grandi giganti che incontrassero in quegli assurdi zeffiri il loro Davide.
Ho ascoltato il vento, non so per quanto tempo, sono stato in silenzio ad ascoltare le poesie del vento, le sue storie, i suoi intrighi, portati a me da terre lontane e perse. Ricordi, di vite già vissute chissà dove. Ricordi, di storie già raccontate chissà a chi. Ricordi, sfatti e confusi, eppure belli, come quelli di una vita che sia valsa la pena di aver vissuto.
Ho ascoltato e osservato il vento, negli istanti più lunghi di tutta la mia vita. Il suo immenso fluire mi ha ricordato il lento disfacimento del tempo. Le sue carezze sulla mia pelle, come i sussurri di un’amante irreale. Le sue parole confuse, come i versi di un poeta addormentato. Il suo incessante mutare, pigro eppure risoluto. Il continuo rinnovarsi dei suoi flussi, la continua genesi delle correnti. Tutto in lui mi ha ricordato le delizie dell’inafferrabile divenire e di come ogni istante vissuto non fosse mai più stato destinato a ripetersi.
Allora ruppi il mio silenzio, fu come un abbraccio atteso e lungo, fu come la carezza di un amore ritrovato, come il sorriso di un figlio. Ruppi il silenzio con una domanda.

Quel giorno ho interrogato il vento. Non credo abbia risposto. Ma la polvere che sporcava la terra, come quella che ingrigiva le nostre vite, è stata soffiata via.

Pratti
15-04-2006, 02.36.22
Ho interrogato il vento...


Ho visto il vento. Picchia sul parabrezza come sintomo di nubifragio. ai lati scorre un’ala di neve limacciosa. abbiamo in cuspide e tra le dita una promessa esile, di appartenenza proibita.
sfoglio thread infiniti e complicati. non mi aggiorno, ma sto senza peso e languore in un pronto soccorso. Andrea scivola tra vecchie lesbiche, fiore carnivoro e occhi troppo lesti.
a lei non sfugge il tono, e nemmeno il silenzio elettrico, io ti divoro in carne e lessico. afferro le mie caviglie, mi duole il domani e il bacino magro.
il campanile batte ore, alle finestre un mondo alluvionato, in testa un ritmo di sponda desolata.
Poi eccolo, di nuovo, il vento. Una danza di mani e strade vuote, tornanti e vallate apostrofate dal respiro, dall’anelito, dal desiderio, dal cibo contaminato.
in un piazzale, vento avvelenato. catene a bordo e svincoli d’aorta, tango morboso e svolte accuminate.
parole di niente e viso scolorato.
i miei fianchi, i tuoi picchetti assedianti, il mio sorriso rassegnato, il tuo cuore vendicato.
avevo un’idea di me, e di gazze e di cielo strapazzato.
non ho più nulla, se non il vento sul mio corpo massacrato.
davati alla locanda, i vetri bevuti, le lattine just married, qualche mozzicone. tra le bottiglie scolate in cocci: il marciapiede è la muraglia: nessuna meraviglia. il sole recapitato all’altro emisfero, l’etichetta del mio nome dispersa in un tombino.
così, ieri e oggi.
e adesso.
io e il vento.

Mach 1
15-04-2006, 03.46.32
ho interrogato il vento. Mi ha detto che ieri il suo gatto è morto e non ha potuto studiare. Lunedì dovrà presentarsi accompagnato dai genitori. :tsk:

FALLEN_ANGEL_664
15-04-2006, 05.03.38
Ho interrogato il vento...

ma lui non mi ha sentito. «Portami via! Portami via!» gli ho chiesto. Ma lui non m'ha accontentato. Forte e veloce lui cavalcava, come chi dalla guerra torna verso casa, come chi ad un'oasi si dirige per placare la sete, come chi dall'uscio della porta corre incontro alla persona amata. Cieco o sordo egli è passato senza mai voltarsi, senza mai tornare indietro, senza fermarsi un attimo. Fugge lontano, via da me, lasciandomi solo tra la polvere e il buio mentre all'orizzonte tramontano le mie speranze. Nessuno con me è rimasto, tutti sono spariti col vento, tutti tramutati in leggere piume, colorate foglie, argentati soffioni, sollevati dalla sua mano e spinti oltre le colline. Tutti. Sol ora mi accorgo che non è stato il vento ad ignorarmi, sol ora capisco che il vento non ha colpa, sol ora mi accorgo che sono stato io a non farmi cogliere. Se solo una volta mi fossi lanciato fra le sue braccia, se solo una volta mi fossi lasciato sollevare sopra le sue spalle, se solo una volta mi fossi deciso a staccarmi da questa polvere, da queste secche radici, e mi fossi tramutato in soffione argentato... Il vento è un amato che passa senza bussare, che sussurra sull'uscio prima di fuggire. Non tentate di trattenerlo, non chiedetegli di entrare, non illudetevi perchè non potrà a lungo restare. Abbiate la forza e la follia di seguirlo, di coglierlo, di catturarlo solo per qualche istante, di stringerlo tra le mani, solo per un attimo, prima ch'egli passi lasciandovi per sempre...

LD'86

Peter Pan
15-04-2006, 16.12.16
Non interrogo il vento poiché domande non ce ne sono.
Solamente...
chiedo al vento
di portare via da me
il ricordo del dolore
poiché
come del dolore di cui è ricordo
duole.

stan
15-04-2006, 17.30.04
Ho interrogato il vento...

Lui mi ha sussurato di suoni lontani, ritmi dal timbro scuro e fumoso. Mi ha parlato della notte calda che avvolge le anime sole, del gelo con cui la luna ci osserva. Lui bisbiglia di bicchieri vuoti e di corpi che ballano, di pallidi ricordi che alleviano la solitudine di vecchi clochard. Alla fine si spegne dicendo di un sole, che riporta alla vita giovani sognatori di incerte speranze.

Brian O'Blivion
15-04-2006, 18.26.44
http://www.marktkreisel.ch/fun/002/frames/dreh/tornado.gif
I talk to the wind
My words are all carried away
I talk to the wind
The wind does not hear
The wind cannot hear
http://www.marktkreisel.ch/fun/002/frames/alarm/help_ap.gif (http://www.inventury.com/public/membri/wayland/NewAudio/windtalker.mp3)

Pigmy_Twilight
17-04-2006, 11.19.04
Esci dallo specchio
non restare imprigionata dentro
altra metà di me,
spirito del mio «di fronte»
soprammobile matrioska
che rinchiudi le mie cinque anime.

Se rifrango l'immagine mia
dentro schegge argento-mercurio
mi riconosco figura di Picasso
con dita blu di Prussia
e vene giallo cromo.
Si profila nello spazio
il mio posto «occupato»
trasparente, etereo,
fatto di pensieri, entusiasmi
e urgenze sulfuree.

Il vento sbeffeggia
questo dialogo assurdo
tra me
e la mia immagine impalpabile
ma io
riesco a trarne fuori l'anima verde
con un guizzo
che pare
una coda di seta.