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Symo
02-09-2000, 21.45.00
...la storia di un essere notturno proprio come noi, una storia triste che spero apprezzerete.

Erano ormai le quattro del mattino, sentivo il mio sangue pulsare avido di caldo sangue, appena prelevato da alcune giovani passeggiatrici, le quali avevo accolto nella camera di hotel, pessimo e malvagio, che avevo affittato per sfamare i miei istinti.
Le giovani ragazze, due, erano morte, ancora una volta non ero riuscito a controllarmi. Mi sentivo in colpa, e ogni sguardo che davo a quei poveri corpi senz'anima il cuore mi stringeva, non in senso materiale naturalmente, ma morale.
La stanza era coperta dal sangue e allora decisi di di scappare dalla finestra. Uscii fuori; sentivo freddo, il caldo sangue a contatto con la notte invernale mi aveva fatto sobbalzare, incominciai a correre senza meta, cercando di allontanare i miei pensieri il più possibile, come se stessi cercando di sfuggire dall'immagine delle nuove vittime. La mia oscura figura balzava da tetto a tetto, da inferriata a inferriata, fino ad quando giunsi nei pressi del mio monolocale.
Scesi in strada e quando mi accertai che nessuno mi spiasse, spaccai un indrante e mi ripuletti di tutto il nero liuido che le miei mani e la mia bocca portavano.
Furtivamente ritornai in stanza dalla finestra, ma quella notte qualcosa era diverso.

CAPITOLO 1

Symo
02-09-2000, 21.50.00
Me ne accorsi subito, nella camera c'era odore di benzina, un fortissimo odore acre e fastidioso, non ebbi neanche il tempo per rendermene conto che le fiamme incominciarono a propagarsi, i miei piedi erano impregnati, ero in pericolo.
Il fuoco si propagava, faceva strane figure, mi feriva e rincorreva. A quel punto non riuscivo più a distinguere la porta dalle parti, vedevo tutto necro e rosso.
Strana metafora nero e rosso, il sangue rosso nelle vittime che diventa subito nero quando si ossida, e quando va in circolo ai vampiri.
Il mio corpo era invasato dalle fiamme, ma a quel punto, quando ero spacciato, riusci a scorgere la finestra. Senza esitare avvolto dalle fiamme la sfondai cadendo suelle scalle antincendio, una costola aveva ceduto e avevo conficcato in mezzo alla fronte un frammento di vetro della finestra. Barcollavo. Caddi, circa 10 metri di caduta e poi silenzio.
Ero steso lì immobile sull'asfalto, in una pozza di sangue. Stavo morendo ? Quando il sangue sarebbe sgorgato del tutto la mia fine sarebbe arrivata inerosabile.

CAPITOLO 2

Symo
02-09-2000, 21.59.00
Prego ai visitatori dell'elysium di non mettere reply in questo topic. Per i commenti ne ho aperto uno gemello.

Sto per perdere i sensi, la vista è opaca, una signora mi scorge, nota che perdo sangue ed accorre in mio aiuto.
Con la mano cerco in tutti i modi di cacciarla, facendo gesti e scuotendola, ma non riuscendo a parlare la signora non capisce si avvicina e...
l'istinto di sopravvivenza vince ancora una volta il morale, gli saltai alla carotide trafiggendola con i miei agunni canini, dai miei occhi erano scomparse le pupille e i bulbi oculari erano inniettati di rosso sangue. Mi dissetai del sacro sangue fino alla fine, la donna era ormai stata "fruttata" fino alla fine. L'avevo finita di consumare al buoi, tra i vicoli, per non farmi vedere dal qualche curioso o, peggio, da qualche polizziotto.

CAPITOLO 3

Symo
02-09-2000, 23.44.00
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Pensai che l'unica cosa da fare era scappare dalla città, così feci infatti, uscii da New York. Camminai per ore e ore, di giorno mi rifuggiavo nei cassonetti dell'immondizia nei vicoli più sudici e bui e di notte percorrevo numerose miglia, era una settimana che non parlavo con nessuno, quasi avessi perso l'uso della parola, incominciai a reagire d'istinto, non riuscivo più a pensare lucidamente come prima.
L'animale che è in me prendeva ogni giorno sempre più piede.
Mi sfamavo sempre più spesso, qualche volta semplicemnte per lussuria, aggredivo giovani donne.
La notte del nono giorno uscii dal mio nascondiglio. Pensavo che era il momento di risistemarsi. Avevo perso tutti i miei soldi e quindi non potevo permettermi nessun appartamento, la disperazione mi attanagliava...

CAPITOLO 4

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Symo
02-09-2000, 23.56.00
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Rubai degli indumenti puliti, mi rinfrescai nella fontana del parco. Ero pronto per cercare un lavoro notturno. E quale migliore lavoro per un vampiro... che un tassista. Era la copertura perfetta, avrei lavorato da mezza notte alle 6 e riposato il giorno, nessuno avrebbe scoperto niente.
Mi anticiparono il 20% dello stipendo, in questo modo potetti affittare un spartanissima stanza in un motel. Il motel era un lurido luogo di perdizione, nido di protettori e spacciatori, insomma l'unica cosa che potessi permettermi.
Avevo dimenticato ormai lo strano avvenimento che mi era successo un mese prima (il rogo della casa). Per sfamarmi quotidianamente usufruivo di un passeggero del taxi, ma infondo anche il demone della furia in me imprigionato andava calmandosi. Tutto stava andando per. Ma una sera, qualcosa di diverso salì sul TAXI. Non un uomo d'affari, nè una prostituta...

CAPITOLO 5



[This message has been edited by Symo (edited 03 September 2000).]

Symo
03-09-2000, 21.41.00
...nemmeno uno di quegli stupidi tossicodipendenti. Sul mio sgangerato Taxi a scacchi era salita una splendida ragazza, talmente bella che attirò la mia attenzione particolarmente, lei era pallida, ma dalle labbra di fuoco. Labbra intense e carnose, lussuriose, le quali avrebbero potuto incantare qualsiasi uomo.
Appena si accorse cha la stavo osservando dallo specchitto sorrise gentilmente, in quel momento il sangue si gelò nelle vene. Mostrò i canini cainiti. Ero terrorizzato, una vampira nel Taxi, cosa voleva ? Mi conosceva ? Perchè mi aveva mostrato i canini ? A quel punto un'ombra oscurò il suo volto. Dal vestito nero estrasse un pugnale, frenai bruscamente, ma lei penetrò la lunga lama nel mio schienale, ferendomi. Il pugnale era talmente lungo che mi traverò completamente. Del sangue fluì dalla mia bocca, si stava avvicinandomi al collo, ma a quel momento mostrai anch'io cosa ero veramente. I canini si erano allungati e la mia faccia terribilmente deformata. Spaventata dall'inaspettabile abbandonò il taxi correndo. La rincorsi, finchè non scomparve in alcuni sudici vicoli.
Svenni, qualcuno mi aveva colpito violentemente alle spalle.

CAPITOLO 6

Symo
04-09-2000, 21.57.00
Mi risvegliai tramortito, avevo gli occhi sporchi di sangue e non riuscivo a distinguere le figure correttamente, vedevo solo luci di torce che si affiluppavano nell’oscurità. Appena si accorsero, si pensai subito che fosse un gruppo di vampiri, che avevo gli occhi aperti, mi colpirono di nuovo, facendomi collassare nuovamente al suolo.Mi stavano trasportando trascinandomi due vampiri, uno per braccio e un capofila con la torcia. Dopo alcune ore mi risvegliai, avevo un coltello nello stomaco, il quale trapassava a sua volta un foglietto di carta con la frase: saluti da Sashal, il tutto scritto col sangue. Avevo su tutto il corpo vistose ferite di pugnali e di cinghiate, ero stordito, confuso, forse anche drogato. Persi nuovamente i sensi, il mio corpo rimase nella caverna, in cui mi ero risvegliato, per tutto il giorno esanime.
La notte mi rinvigorì e riuscì ad uscire da quel maniacale inferno, non avevo mai visto quel posto. Le domande mi tartassavano nuovamente. Dov’ero ? Mi trovavo ancora in America ? Forse in quella Latina ? Non riuscvivo nemmeno a stabilire il tempo dei maltrattamenti, quanto erano durati ? Ore ? Giorni ?

CAPITOLO 7

Symo
05-09-2000, 21.14.00
Dopo ore di cammino scorsi delle luci molto distanti, sicuramente quelle di qualche città, veloce come un’ombra, incominciai a correre in direzione della luce, ero di nuovo speranzoso.
Ad un certo punto però sentì un ringhiare, di scatto mi girai, ero nervosissimo, dinnanzi a me era comparso un lupo azzurro, di quelli che compaiono solo nelle favole, un bellissimo manto argenteo scintillante d’azzuro. Il lupo ringhiava ferocemente, aveva forse intercettato una forza maligna in me. Lo guardai fisso in quegli intensi occhi gridi, incominciò a calmarsi, si avvicinò a me ed incomincio a strusciare il suo magro ma forte corpo contro la mia gamba. A quel punto incominciai ad accarezzarlo. Io ed il lupo eravamo ormai una cosa sola, ognuno l’estenzione vivente dell’altro.
Un rapporto psitico, un qualcosa di sovrannaturale. Ricominciai il mio viaggio, questa volta non solo, avevo la mia Body Guard a proteggermi. Ero vicinissimo alla città mancavano all’incirca due miglia, mi fermai di scatto, anche il mio astuto amico aveva captato qualcosa di sospetto. Mi guardavo attorno nervosamente, estrassi il pugnale (che avevo raccolto in precedenza) dalla cinta. Poi capì. Eravamo circondati, circa 20 persone dotate di fucile accesero le loro torce. Vampiri ?

CAPITOLO 8

Symo
05-09-2000, 21.17.00
Incominciarono a scagliarci le torce infuocate addosso, non mi arrecarono molto dolore, ma il lupo, o meglio Blood, così avevo chiamato l’animale, era molto spavetato. Una delle persone aveva una tanica ai suoi piedi la sollevo svitò il tappo. Avevo intuito, diedi un fugace sguardo a Blood che misticamente mi comprese, ci scagliammo contro l’uomo, col pugnale lo trafissi violentemente, mentre Blood azzannava coloro che tentavano di avvicinarsi. Purtroppo nemmeno Blood potè fare niente contro le fucilate e dovette presto allontanarsi. Avevo però guadagnato tempo prezioso, e dopo aver assestato altre coltellata lasciando al suolo qualche persona, mseguì nella boscaglia il mio caninide amico.
Correvamo disperatamente, seguiti costantemente da fucilate. La sboscaglia mi feriva e ci impediva di fuggire velocemente. Davanti a noi si prostò un burrone, ne avevamo tre alle calcagna, armati e pericolosi. Senza esitare mi lanciai, gli inseguitori si fermarono, guardarono nel fossato per assicurarsi della mia marte, mentre uno di loro aveva bloccato Blood con una corda spinata, appena si sporsero, li afferrai e li feci cadere giù nel fossato, salì sul borso e guardai negli occhi il terzo mostrando i miei canini, egli incominciò a fuggire, a quel punto afferrai il fucile, che aveva lasciato cadere e gli sparai alle spalle, proprio dietro le scapole.

CAPITOLO 9

Symo
05-09-2000, 21.18.00
Dopo essere uscito dalla boscaglia, con il fucile imbracciato e seguito ancora dal mio fedele amico dagli occhi di ghiaccio, ripresi il cammino. Ancora più dubbioso, le persone che mi avevano attaccato non erano vampiri, la situazione si era complicata.
Giunsi in città, nascosi il fucile sotto il mio impermeabile, camminavo da ormai 3 ore, ovunque andassi sembrava che portassi terrore, appena mi avvistavano (nonostante l’orario in giro c’erano molte persone, molte armate) tutti scappavano, pensai fosse per causa di Blood, ma ben presto capì che mi sbagliavo. Mi trovavo in Romania ex Transilvania, patria del terrore, dei lupi e soprattutto del più famoso dei vampiri: Dracula.
Lì conoscevano bene i vampiri e forse, molto probabilmente avevano sentito la mia presenza in quei luoghi. Pensai che non sarei mai riuscito a concludere niente a quel modo, e dato che mancavano poche ore all’alba, incominciai a ringhiare spumoso mostrando il miei canini, sbraitando e distruggendo alcune barracche, sperando che prima o poi qualcuno uscisse. Ad un certo punto udì un rumore, volsi lo sguardo verso Blood, stava subendo una trasformazione, un’orrenda trasformazione. Blood stava assumendo una forma umana.... una forma femminile, la stessa donna che era entrata sul mio taxi... sorrisi.

CAPITOLO 10

Symo
05-09-2000, 21.30.00
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[This message has been edited by Symo (edited 05 September 2000).]