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Visualizza versione completa : Luce, tenebra ed altre amenita'



Maharet
14-02-2006, 16.43.43
"Chiunque abbia buon senso, ricordera' che le confusioni degli occhi sono di due sorte e derivano da due cause: o perche' si proviene dalla luce o perche' si e' diretti nella luce, il che e' valido tanto per l'occhio della mente quanto per quelli del corpo; e chi ricordi questo, quando vede qualcuno la cui visione sia perplessa e debole, non sara' troppo incline a ridere; per prima cosa domandera' se l'anima di quell'uomo sia emersa dalla vita piu' luminosa e non possa vedere perche' non e' assuefatta all'oscurita', oppure se, essendo passata dalle tenebre al giorno, sia abbacinata da un eccesso di luce. E riterra' l'uno felice nella sua condizione e nel suo stato e compassionera' l'altro; oppure, qualora si senta propenso a ridere dell'anima che emerge dal basso alla luce, questa sua ilarita' sara' piu' giustificata dalla risata che accoglie colui il quale torna dall'altro fuori della luce e nella tana."
Platone, La Repubblica

Luce o tenebra?
Le nostre vite, le nostre giornate, le nostre storie camminano a volte nelle tenebre, a volte nella luce. Credo che pochi uomini possano affermare di non conoscere uno di questi due elementi, ed onestamente credo che appartengano alla follia, nella quale luce e tenebra si fondono, annullandosi a vicenda.
Ma al di la' dell'illuminazione o dell'oscurita' che possano caratterizzare le stanze della nostra vita, io credo che ognuno di noi appartenga all'uno o all'altro elemento.
Quanto questo segna un confine?

(Chiedo perdono :asd: )

bounty
14-02-2006, 16.55.28
Ciao mancata moglie :Palka: :kiss:
buon s.valentino :asd: :asd:

Mi chiedo da quali perplessità nasce il tuo topic.
restando IT :
penso che siamo tutti un misto,penso che non sia come sulla luna dove non c'è penombra.
Noi cerchiamo di vivere nella penombra,ma per varie cause ci ritroviamo spesso a vagare in luce o in buio,percorrendo una strada che come citi te è verso luce o verso buio.

Ho riletto quello che hai citato....potrebbe essere anche l'nverso.
Il tuo anonimo autore,ha una visione troppo unilaterale,non si rende conto che c'è anche l'esatto opposto,come non si rende conto che c'è la penombra

Peter Pan
14-02-2006, 17.08.47
Far, far, far away - way
People heard him say - say
I will find a way - way
There will come a day - day
Something will be done.

Then at last the mighty ship
Descending on a point of flame
Made contact with the human race
at Mildenhall

Now, now, now is the time - time
Time to be - be - be aware

Carter's father saw him there and
Knew the road revealed to him
The living soul of of Hereward the Wake

Oh, my, something in my eye - eye
Something in the sky - sky
Waiting there for me

The outer lock rolled slowly back
The service men were heard to sigh
For there revealed in glowing robes
Was Lucy in the sky

Oh - oh - did you ever know - know
Never ever will they
I cannot say

Something in his cosmic art
And glowing slightly from his toes
His psychic emanations flowed

(ROGER WATERS -Let There Be More Light, 1968)

Brian O'Blivion
14-02-2006, 17.47.36
Voglio costruirmi una casa più in alto
Voglio trovare un mondo dove l’amore sia l’unico suono
In alto su questa strada piena di ombre e dubbi
voglio scrollarmi questo peso e mettere tutto a posto
con Leah

Cammino per questa strada con un martello e una torcia
Con questa mano ho costruito, con questa mano ho bruciato
Voglio vivere nella stessa casa, sotto lo stesso tetto
dormire nello stesso letto, cercare la stessa verità
di Leah

C’è qualcosa nel mio cuore, che attendevo di dare
C’è una vita che voglio cominciare, che attendevo di vivere
Niente più attese, stanotte sento la luce e vedo la preghiera
Apro la porta, salgo le scale…

Maharet
14-02-2006, 18.15.44
Ciao mancata moglie :Palka: :kiss:

:azz:


Mi chiedo da quali perplessità nasce il tuo topic.

A questo sarebbe lungo rispondere, magari piu' tardi.
Per ora accontentati di mancanza di caffe'.


penso che siamo tutti un misto,penso che non sia come sulla luna dove non c'è penombra.
Noi cerchiamo di vivere nella penombra,ma per varie cause ci ritroviamo spesso a vagare in luce o in buio,percorrendo una strada che come citi te è verso luce o verso buio.

Discordo.
La penombra esiste sul confine fra il buio e la luce, come zona crepuscolare che pero', come tale, non puo' che essere di passaggio fra un mondo ed un altro.
La domanda principale, pero', era di altra natura :Palka:


Il tuo anonimo autore

Uh, l'autore mi e' rimasto nella tastiera :D
Edito :P

follettomalefico
14-02-2006, 18.21.06
Ho visto persone divorate così a lungo nel loro dolore da risultare cagne,
escrementi di una vita che fu e che ora non può più.

Ho visto persone fulgide come soli capaci di sorgere la notte,
apici di una vita condotta seguendo la propria voce interiore.

Ho visto però ancor più persone oscillare, ondeggiare,
indecisi sul cosa perseguire e forse ancora più sul come,
dubbiosi verso la luce e messi all'erta dal buio,
confidenti comunque, tutte, che un giorno qualcosa troveranno.

bounty
14-02-2006, 18.23.15
:azz:




La domanda principale, pero', era di altra natura :Palka:
P
dai non prendertela sai che scherzo :asd:

la domanda principale mi è sfuggita come sempre:azz: :azz:

SuperGrem
14-02-2006, 19.23.22
Allora, io non credo che ognuno di noi appartenga solo o alla luce o solo alle tenebre, credo invece che dentro siamo come un alveare, dove ogni cella può essere più o meno piena di luce (o mancante di essa).
Sono molto attaccato all'idea che dentro di noi ci siano tanti minuscoli meccanismi che funzionano insieme per creare un risultato compiuto ed armonico nella sua totalità.
Non mi piace classificare in maniera così marcata, bianco/nero o luce/tenebra.
Premesso questo, le mie fasi interiori sono spesso molto (ma moooolto) altalenanti e contraddittorie e, spesso, molte lucine si spengono o si accendono tutte insieme.


Quanto questo segna un confine?

Segna un confine nel senso che le mie capacità di relazionarmi sono direttamente influenzate dal mio stato interiore, non tanto da quello altrui.

Maharet
14-02-2006, 19.44.18
Dunque.. vedo che la mia posizione non e' comunemente condivisa.
Per me, infatti, esistono sicuramente millanta sfumature di grigi e di colori, non vivo in black&white.
E come ho detto, ogni fase della mia vita e' caratterizzata da luci ed ombre, e si passa continuamente dall'abbraccio delle tenebre allo splendore della luce.
Quello che io credo, pero', e' che le nostre anime non siano affatto uguali. Credo che alcuni di noi (le nostre anime) appartengano alle tenebre o alla luce.
Io, personalmente, per quanto a volte mi piaccia moltissimo prendermi dei momenti di soggiorno nelle tenebre, appartengo alla luce.
So' fatta cosi', e' un prenderne atto, c'e' poco da analizzare.
Fatto questo mio personalissimo assunto, piu' o meno opinabile, mi ritrovavo a riflettere, sulla scia delle parole di Platone, anche, se volete, a cio' che questo comporta in materia di relazioni, di rapporti umani.
E mi chiedevo: cosa accade quando i due mondi si incontrano?

destino
14-02-2006, 20.08.44
E mi chiedevo: cosa accade quando i due mondi si incontrano?

cercando di nn essere banale credo che la risposta sia semplicemente l'essere umano, o qualunque altro essere vivente nell'universo in grado di riflettere e dare un giudizio relativo alle proprie azioni.

Jimmy Woodman
14-02-2006, 22.25.18
.......e' che le nostre anime ......
...(le nostre anime) appartengano alle tenebre o alla luce.
...
Dimostrami l'esistenza dell'anima, e forse risponderò al 3d.

:birra: :birra:

follettomalefico
14-02-2006, 22.59.26
Dimostrami l'esistenza dell'anima, e forse risponderò al 3d.

:birra: :birra:

Anima è il nome occidentale dell'inspiegabile umano,
quello che trascende la nostra realtà terrena.

Poveri, poveri scienziati: nei loro castelli di logica
non sono in grado di comprendere la semplicità,
tentando, in ogni cosa, di affondare il bisturi della ratio,
ignari che il taglio uccide quello che si sta cercando.

Un giorno capiranno, come anima senza corpo non ha senso,
esattamente come i cocci di un vaso non sono più né il vaso,
né quello che contenevano.

Skywards
14-02-2006, 23.05.16
overi, poveri scienziati: nei loro castelli di logica
non sono in grado di comprendere la semplicità,
tentando, in ogni cosa, di affondare il bisturi della ratio,
ignari che il taglio uccide quello che si sta cercando.

Un positivista (e non me, bada bene) risponderebbe che la scienza aveva avuto lo stesso problema con lo studio delle particelle elementari e la fisica quantistica, ma lo aveva risolto brillantemente barricandosi in un castello di logica e sollevando il ponte levatoio...:asd:
:birra:

Skywards
15-02-2006, 00.19.55
"At once, as far as Angels ken, he views
The dismal situation waste and wild.
A dungeon horrible, on all sides round,
As one great furnace flamed; yet from those flames
No light; but rather darkness visible
Served only to discover sights of woe,
Regions of sorrow, doleful shades, where peace
And rest can never dwell, hope never comes
That comes to all, but torture without end
Still urges, and a fiery deluge, fed
With ever-burning sulphur unconsumed.
Such place Eternal Justice has prepared
For those rebellious; here their prison ordained
In utter darkness, and their portion set,
As far removed from God and light of Heaven
As from the centre thrice to th' utmost pole."

Non c'è niente da fare, deve essere una malattia, ma quando mi parlano di luce e tenebra non riesco a non pensare a questi versi del Paradiso Perduto di Milton. Forse perchè in questi versi emerge una visione della contrapposizione luce/tenebra estremamente moderna e, se mi permettete un gioco di parole, illuminante.
Come è la luce di Milton? Luce che simboleggia e rappresenta la sfera celeste e il creatore e tenebra che rappresenta la punizione dei dannati... Ma è veramente così semplice? Le tenebre di cui si parla nel testo sono tenebre veramente piene di luce, tantè che se fossero delle tenebre tradizionali non si potrebbe vedere niente. Sarebbe piuttosto triste il libro così: Satana si alza, si guarda intorno, non vede un cazzo e si rimette seduto, fine di Paradise Lost.:asd:
Ma invece le tenebre di cui parla Milton, le tenebre in cui io credo, sono "trasparenti" permettono la visione, e si squarciano per far intravedere gli spazi infernali descritti nel testo, insomma la punizione degli angeli ribelli non è tanto l'oscurità, ma piuttosto una luce diversa, corrotta dalla loro arroganza e quello che satana vede è ciò che satana è. E Satana è tenebra, è un oppositore, è per principio lontano da Dio e dalla luce, a prescindere dalla sua reale posizione.
La punizione quindi, la tenebra, consiste nell'esteriorizzazione dei caratteri interiori di chi guarda... Insomma, gli angeli ribelli di Milton hanno esattamente quello che meritano.

Vi ho fatto la lezione su Paradise Lost, contenti? Tanto lo sapevo che non lo stavate ascoltando il professore quel giorno, e anche se lo aveste ascoltato di certo non vi avrebbe detto questo.
Queste sono infatti mie considerazioni personali e, casomai doveste affrontare un qualche test sull'argomento, non so quanto utili vi possano essere.
La verità è che io non credo nel binomio luce/tenebra come due opposti, sebbene infatti io sia estremamente interessato allo studio sugli opposti, luce e ombra non si comportano come due opposti tradizionali, sono più ambigui, più indecifrabili. Tanto per cominciare non sono due elementi del tutto distinti nemmeno nella loro forma più pura, non sono antitetici e non sono sintetizzabili (rifuggono le leggi della dialettica idealistica per intenderci) perchè l'uno è l'assenza dell'altro. Non si può quindi parlare di un conflitto fra di loro, quanto piuttosto di una alternanza. E anche nell'alternanza sanno essere estremamente ambigui, l'ombra apparentemente sembrerebbe essere una condizione contingente, e cioè l'assenza di luce, eppure la luce è una variante causata anch'essa perchè presuppone una fonte, e quindi è anch'essa contingente. Si potrebbe pensare quindi che l'ombra sia lo stato naturale e basilare del sistema... Ma se così fosse l'ombra sarebbe necessaria, ma non lo è perchè dipende dall'assenza della luce. Insomma, non è nemmeno un'alternanza in piena regola, è qualcosa di diverso, una convivenza, una linea di confine, una sorta di zona neutrale.
E questa ambiguità è ereditata anche dalla stragrande maggioranza degli stereotipi che si costruiscono sul connubio luce/tenebra, ad esempio se l'ombra fosse veramente il caos come è descritto in molte metafisiche, anche moderne, come sarebbe possibile che la luce fosse la sua controparte? La tenebra è uniforme e duratura, la luce porta invece la caratterizzazione, la diversità e, soprattutto, non è eterna. Sembra quindi più probabile il contrario di quanto precedentemente affermato.
D'altro canto la luce è vita, porta la vita e sostiene la vita, l'alternanza della luce sembra quindi parafrasare la flebile condizione umana, e l'oscurità, come la morte del resto, simboleggia l'indecifrabilità dell'ignoto, l'impossibilità di conoscere.
La luce è invece conoscenza, ma la conoscienza porta al dolore, conoscere significa addentare il frutto proibito, affondare il proprio ego in verità che prolungano la sofferenza, conoscere significa perdere l'eden, provare improvvisamente il pudore e razionalizzare la propria condizione tanto da rimanerne terrorizzati. E' quindi veramente positiva la luce? E la vita?
Non è forse la tenebra uno stato naturale, permanente e durevole, perturbato dal caos della luce? E non è forse la morte lo stato più permanente e durevole dell'esistenza, momentaneamente perturbato dalla vita, vita che si nutre di luce, e attraverso di essa conosce e si addolora...

Mi pare quindi chiaro che tenebra e luce non possono essere associati a concetti umani quali bene e male, si creano strane ambiguità se si tenta di indealizzare la natura (e luce e ombra sono fenomeni naturali), nel migliore dei casi si cade nel giustificazionalismo, nel peggiore si diventa malati come me... E poi quando cominciate a rompere il cazzo alla gente con Milton non è divertente...:asd:
Anzi, se mi si permette una piccola generalizzazione, non credo che si possano individuare affatto degli opposti in natura, gli "opposti" puri sono solo costruzioni della mente umana, non per questo disprezzabili ma comunque non naturali (e non venitemi a scassare le balle con cazzate tipo l'antimateria perchè mi fareste solo morire da ridere).




[Ecco che non mi basta mai lo spazio... Adesso state a vedere che arriva qualche testa di cazzo come l'altra volta e mi risepara l'intervento... Continua...]

Skywards
15-02-2006, 00.23.15
[...Continua]




Detto questo io credo che si possa tuttavia parlare della luce e della tenebra dell'anima come le intende il 3d starter, si tratterebbe di stereotipi, di simboli citati per facilitare lo scambio di opinioni, e non credo ci sia nulla di male in ciò.
E per affrontare questo discorso si ritorna a Milton ( :evil: Non vi libererete di Milton tanto facilmente... Muhahaha!), insomma la luce e la tenebra che caratterizzano l'animo umano hanno ben poco a che fare con i sensi e con lo studio del fenomeno, sono qualcosa di radicato all'interno dell'uomo e l'uomo se li porta appresso ovunque vada.
in poche parole sono come le tenebre trasparenti che caratterizzano l'inferno degli angeli ribelli: non sono una caratteristica del posto ma sono piuttosto la logica caratteristica di chi in quel posto ci vive. Quindi gli uomini, proprio come gli angeli caduti di Milton, sono in grado di portarsi dietro il proprio inferno o il proprio paradiso personale e sono in grado di viverlo al modo che preferiscono. E' una caratteristica della mente umana, la scelta della luce o dell'ombra poi è solo una mera formalità, ognuna ha i suoi vantaggi, ognuna i suoi bassi.
Io tanto tempo fa scelsi la via dell'oscurità, e raramente da allora sono tornato a godere della luce del sole, l'oscurità non mi ha gelato come fa con altri, ma piuttosto mi ha protetto, mi ha offerto riparo e, alla fine, credo mi abbia reso migliore. Perchè sebbene io la luce la abbia vista molto di rado sono diventato incredibilmente sensibile ad essa, e in essa ho imparato a vedere cose che molti altri non vedono. Questa è stata la mia scelta, nè buona nè cattiva, ma piuttosto azzeccata per come sono io.

E visto che ho cominciato con una splendida citazione di Paradiso Perduto, lasciate che io termini nello stesso modo ( :evil: ), citando un'altra frase particolarmente significativa ai fini di quest'ultima parte del mio discorso.


"Is this the region, this the soil, the clime,"
Said then the lost Archangel, "this the seat
That we must change for Heaven? this mournful gloom
For that celestial light? Be it so, since he
Who now is sovereign can dispose and bid
What shall be right: farthest from him is best
Whom reason hath equalled, force hath made supreme
Above his equals. Farewell, happy fields,
Where joy for ever dwells! Hail, horrors! hail,
Infernal world! and thou, profoundest Hell,
Receive thy new possessor one who brings
A mind not to be changed by place or time.
The mind is its own place, and in itself
Can make a Heaven of Hell, a Hell of Heaven.
What matter where, if I be still the same,
And what I should be, all but less than he
Whom thunder hath made greater? Here at least
We shall be free; th' Almighty hath not built
Here for his envy, will not drive us hence:
Here we may reigh secure; and, in my choice,
To reign is worth ambition, though in Hell:
Better to reign in Hell than serve in Heaven."