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Visualizza versione completa : Pink Floyd: la fine.



Mach 1
03-02-2006, 12.05.47
http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/spettacoli_e_cultura/gilmo/gilmo/gilmo.html

ora, a quanto pare, è realmente e totalmente finita.

TrustNoOne
03-02-2006, 12.08.18
mah per quanto mi riguarda e' come se non fosse cambiato nulla.. C'ha 60 anni lo dice pure lui... Un po' di dignita', non come i rotfling stones :asd:

The El-Dox
03-02-2006, 12.14.25
lasciamoli nella loro leggenda. (e poi kon tutte le royalties ke stakkano ki glielo fa fare?)

stan
03-02-2006, 12.16.43
Mi piange il cuore :(

Però è vero, in effetti giustamente a 60 anni non può aver voglia di smazzarsi più di tanto...

L'intervista in compenso mi ha acceso una forte curiosità per il suo disco solista.

Quaro.
03-02-2006, 12.17.12
Chissà perchè, ma me l'aspettavo... hanno fatyto la storia della musica, questo mi basta e avanza :)

Fabio
03-02-2006, 13.10.21
Beh, era ovvio. Io nel frattempo continuo a riguardarmi almeno due volte al giorno l'ultima esibizione, quella del Live 8 (20 Euro spesi magnificamente per il cofanetto).

Abigail
03-02-2006, 13.10.46
Boh, sarà ma la notizia non mi provoca particolari sconvolgimenti. Più che una decisione mi sembra una constatazione.

Umilmente...
:) :) :)

Simbul
03-02-2006, 13.13.54
Come diceva trust, non è cambiato granché: i Pink Floyd erano già sciolti ufficiosamente da tempo.
E poi sempre meglio ricordarli nell'olimpo della musica mondiale piuttosto che assitere al triste sfruttamento di un marchio storico solo a fini commerciali, per raggranellare gli ultimi euro, finchè ce n'è.

Che poi chi glie lo fa fare di uscire con dischi nuovi? Dark Side of the Moon ha lo stesso prezzo da 30 anni :asd:

Di0
03-02-2006, 13.17.22
Dovevano essere finiti anche prima del live8 e quella è stata "un'occasione eccezionale". Quindi magari sarà bello pensare che, di tanto in tanto, si ripresenti qualche occasione altrettando eccezionale (anche perché altre interviste di Dave lasciano supporre questo: niente tour, niente date fisse, però se si presenta l'opportunità di fare qualcosa di unico, ben venga per tutti).

Insomma, mi sembra la cosa migliore. Il meccanismo ormai non è più ben oliato ed è giusto che queste icone possano ritirarsi dalla scena finché sono in tempo. Di loro restano alcuni tra i più bei CD della storia della musica, le loro canzoni, un'eredità spirituale sterminata, dei concerti memorabili e fenomenali, qualche lavoro da solista ancora in produzione e, soprattutto, la speranza che possa sempre accadere un live9.

E, scusate non è poco, I whish you where here.

Raziel7
03-02-2006, 13.26.13
Sono d'accordo con Abigail. :)

azanoth
03-02-2006, 16.23.00
Personalmente,sin dalle prime voci adesso confermate,ho iniziato a considerare On A Island un lavoro dei Floyd,qui la questione è morire giovani e lasciare un bel cadavere,stessa sorte toccata al dirigiibile in concomitanza alla tragica scomparsa di Bonzo Bonham,due marchi eccellenti che decidono di concludere la storia con coerenza,lasciando dietro un nome che in se racchiude tutta la perfezione di un diamante tagliato ad Arte,in fondo,come ha detto Dave "è la Musica ad avere voce in capitolo indipendentemente dalla griffe".

Onore & Gloria,abbiamo avuto il privilegio di viverla nella propria contemporaneità.

:birra:

azanoth
04-02-2006, 10.48.45
The Dark Side of The Moon
Guida al'ascolto

a cura di Alessandro Desimoni


The Dark Side of the Moon viene pubblicato il 24 marzo 1973 e diverrà, negli anni, l’album più osannato, celebrato e mitizzato, ma allo stesso tempo criticato e stroncato, della storia dei Pink Floyd.
Senza dubbio sarà l’album più venduto: The Dark Side of the Moon rimarrà nella classifica Top 200 di Billboard per 724 settimane, di cui 591 consecutive tra il 1976 ed il 1988, vendendo, secondo alcune stime, oltre 40 milioni di copie in tutto il mondo.
Da un punto di vista strettamente musicale, l’album segna un punto di svolta nel lavoro della band, sia sotto l’aspetto del risultato prodotto, sia per il modo con cui esso è ottenuto.
Fino ad ora, la produzione floydiana era articolata prevalentemente su due tipologie di brani: lunghe ed articolate suite, con marcata componente strumentale (dalle barrettiane Astronomy Domine ed Interstellar Overdrive fino a giungere ad Atom Heart Mother ed Echoes), oppure brani prettamente lirici, concepiti per esaltare i testi prima di Barret e poi di Waters.
Un qualcosa di diverso, in questo senso, era stato concepito con lo studio album di Ummagumma; ma il lavoro non incontrò il favore del grande pubblico.
Con The Dark Side of the Moon la strada intrapresa è diversa: si tratta infatti di un’opera organica, in cui il lato lirico e quello musicale si fondono dando origine ad un lavoro fluido, continuo pur nella sua varietà ed impreziosito da effetti sonori che arricchiscono la musica di ulteriori dimensioni.

Il segreto di queste estreme fluidità e continuità risiede probabilmente nel modo in cui l’album è venuto alla luce: infatti, tranne alcuni brani (come Speak to Me e Money) che vengono aggiunti durante le registrazioni in studio, quasi tutte le canzoni venivano già eseguite dalla band da più di un anno, durante la precedente tournée di concerti, nei quali veniva proposta la lunga suite Eclipse.
Una volta entrati in studio, molti dei brani avevano già subito un lungo processo di sedimentazione e successivo affinamento, dando origine ad un prodotto privo di spigolosità giovanili.
Certamente anche il lavoro in studio si è rivelato di grande importanza: alcuni brani sono stati rieseguiti con l’utilizzo di strumentazione d’avanguardia e l’aggiunta di effetti sonori ha contribuito a rendere l’opera unica nel panorama musicale del tempo. A tale riguardo, è da sottolineare un aspetto sul quale tutti i critici concordano: il geniale e certosino lavoro eseguito dai tecnici del suono, in particolare da Alan Parson.



traccia 1 Il lavoro si apre con Speak To Me, brano strumentale elaborato da Mason, concepito come un’ouverture, nella quale sono presentati brevi assaggi di quello che attende l’ascoltatore nei successivi quarantadue minuti.
Il suono del battito cardiaco è un’idea di Waters, esposta ai colleghi durante una delle riunioni preparatorie all’album svoltesi a casa di Mason; esso vuole introdurre all’analisi della vita, condotta attraverso un percorso cosparso di paura, follia e denaro, partendo proprio dall’elemento da cui la vita trae il suo sostentamento.
Inizialmente si è cercato di utilizzare delle registrazioni ospedaliere di pulsazioni cardiache reali, ma il loro suono è risultato troppo forzato; si è quindi ricorsi all’utilizzo di un padded bass drum, che produce un suono più realistico.
Al battito cardiaco si sovrappongono in un crescendo emozionale rumori ed effetti presenti nei successivi brani: ticchettii di orologi, risate, suoni di registratori di cassa e voci varie (per ottenere le quali si sono fatte pronunciare a persone comuni ed a tecnici degli studi di Abbey Road frasi di uso quotidiano).


traccia 2 Il crescendo si stempera con l’inizio di Breathe, una ballata di ampio respiro caratterizzata da un’atmosfera più rilassata e rilassante, definita da alcuni critici con sonorità hawajane, probabilmente per l’utilizzo della chitarra slide da parte di Gilmour.
Il tappeto sonoro è realizzato dai synth di Wright, impreziositi nel finale dall’utilizzo di un organo hammond con leslie, autentica icona timbrica del periodo.
Breathe rappresenta anche un esperimento di utilizzo della stessa melodia in due fasi diverse dell’album, infatti viene ripresa al termine di Time.


traccia 3 Il brano successivo, On the Run è sostanzialmente una rielaborazione di un ponte strumentale eseguito nella versione live ed è uno degli ultimi pezzi aggiunti all’album; rispetto alla versione live, risulta quasi integralmente riscritto.
Un apporto decisivo alla sua realizzazione viene dato dall’utilizzo di un sintetizzatore EMS SynthiA, il successore del VCS3 (Voltage Controlled Studio); la sequenza di note che realizzano l’ostinato che caratterizza tutto il brano, viene inizialmente suonata a bassa velocità e successivamente accelerata elettronicamente (operazione visibile anche nel video del Live at Pompeii).
Sull’ostinato, si innestano altri effetti realizzati con sintetizzatori e una serie di rumori ed effetti sonori, come le voci dell’aeroporto, il respiro affannoso ed i passi concitati. Per la realizzazione di tali suoni si è ricorsi alla libreria degli effetti sonori della EMI.
Il risultato che si ottiene è di grande effetto: un tangibile disagio pervade tutto il brano e comunica un senso di affannoso movimento alla ricerca di un qual cosa di non ben definito.


traccia 4 La corsa si esaurisce quando si entra nella stanza degli orologi di Time; non si tratta di una semplice allegoria, ma di ciò che è avvenuto in realtà per la realizzazione del brano: un paio di mesi prima dell’incisione, Alan Parson aveva registrato in un antico negozio di orologi il ticchettio ed i successivi rintocchi e scampanellii di un numero impressionante di pendole, orologi da muro e quant’altro, tutti perfettamente sincronizzati.
Il risultato è di grande impatto e costituisce senza dubbio uno degli effetti sonori di maggior inventiva e suggestione presenti nell’intera discografia dei Pink Floyd.
Una sequenza percussiva di pregevole fattura funge da ponte verso la parte vocale, seguita da un debordante assolo di chitarra di un’ispiratissimo Gilmour, il quale si esibisce in una delle performance chitarristiche più intense ed emozionanti della storia della band.
Anche il resto dell’arrangiamento è di altrettanta pregevole fattura, seppur non così pieno e sofisticato come nelle versioni live registrate oltre vent’anni dopo (si pensi a Pulse, nel quale l’arrangiamento di Time rasenta la perfezione). Questo è legato sostanzialmente alle possibilità tecniche ed alle mode dell’epoca, ma anche ad una certa ritrosia da parte di Waters ad arricchire ed elaborare troppo gli arrangiamenti.
Rispetto alla versione contenuta nella suite live da cui trae origine, l’esecuzione è molto più rapida ed anche la parte vocale è diversa, in quanto nei concerti veniva eseguita da Gilmour e Wright che cantavano con voci molto basse.
La ripresa di Breathe, al termine di Time, serve ad introdurre le dolci ma nello stesso tempo strazianti atmosfere di


traccia 5 The Great Gig in the Sky, uno dei brani di maggior suggestione dell’album, scritto ed arrangiato da Wright. In esso, il piano di Rick si fonde splendidamente con i vocalizzi femminili di derivazione soul-gospel della bravissima Clare Torry, cantante di colore suggerita alla band da Alan Parson, che in passato aveva collaborato con lei. La stessa Torry rivendicherà in tempi recenti una sua partecipazione al brano in veste di autrice, in quanto molti dei vocalizzi sono stati studiati al momento della registrazione da lei e Rick.
Il risultato è di tale suggestione da far immaginare ai critici i più svariati viaggi di fantasia, per descrivere ciò che questo brano possa portare a far sognare.

azanoth
04-02-2006, 10.51.33
traccia 6 Un suono di registratori di cassa misto a fogli di carta strappati (loop realizzato da Mason e Waters) riporta l’ascoltatore nella più cruda realtà ed introduce all’autentica hit dell’album: Money, che sarà la prima numero uno in America per il gruppo.
Money è forse il pezzo più ritmicamente staccato dal complesso dell’album; ciò è dovuto anche all’origine del brano: non faceva parte della suite Eclipse, ma è stato composto con la chitarra acustica da Waters, il quale lo presentò al resto della band per la prima volta durante le registrazioni dell’album.
Al brano va comunque riconosciuta un’innegabile funzione di traino per tutto l’album: le sue melodie orecchiabili ed il testo accattivante faranno breccia anche nelle orecchie di ascoltatori che prima di quel momento non avrebbero mai acquistato un disco dei Pink Floyd, anche se suoneranno come una sorta di tradimento alle orecchie dei fans storici.
La versione live, eseguita nei concerti successivi, si allungherà considerevolmente, lasciando maggior spazio alle digressioni strumentali, in particolar modo al ruvido sax di Dick Parry, il quale darà comunque il meglio di sé nel brano successivo del lavoro, Us and Them.


traccia 7 Us and Them è il brano che vanta una maggior anzianità: fu infatti scritto da Wright per la colonna sonora del film Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni, con il titolo originario di The Violent Sequence, ma poi non venne utilizzato, senza peraltro averne una valida giustificazione.
Forse proprio per il suo lunghissimo affinamento, Us and Them è una delle melodie più spiccatamente floydiane, in cui vi è una ricerca timbrica dell’armonia, o, per meglio dire, una ricerca di una dimensione più melodica che armonica, in cui le funzioni armoniche non sono subordinate l’una all’altra ma coordinate tra di loro.
L’arrangiamento del brano presenta inoltre un’amalgama difficilmente riscontrabile in altri brani, sia precedenti che successivi. Degne di nota sono le performance di Wright al piano ed all’organo hammond (questa volta senza la distorsione del leslie) e di Parry al sax.
Come afferma Mason nel suo recente libro, Us and Them è la dimostrazione di come la musica possa essere interpretata come “lo spazio tra le note”; in quest’ottica il lavoro di Wright è da ritenersi magistrale.


traccia 8 Any Colour You Like è fondamentalmente un brano di collegamento, che da quasi l’impressione di essere frutto di un’improvvisazione, anche se in realtà gli arrangiamenti sono frutto di una lunga rielaborazione. Nella prima parte sono predominanti i sintetizzatori, nella seconda la chitarra accompagnata da vocalizzi, mentre nella terza tutto si fonde insieme, giungendo alla modulazione finale che porta all’ingresso di Brain Damage. A voler fare un’appunto, i set strumentali utilizzati in questi due brani sono piuttosto differenti e, di conseguenza, il passaggio avviene in modo non perfettamente raccordato.


traccia 9 In Brain Damage la parte lirica è senza dubbio predominante su quella strumentale, che si limita ad un accompagnamento di chitarra arpeggiata sulla strofa con aggiunta di organo hammond e vocalizzi sul ritornello.
Il brano è uno di quelli che ha goduto più di altri dell’affinamento nelle performance live, in quanto è stato uno dei primi composti. Inizialmente era il brano conclusivo della suite live; solo dopo molte esibizioni, Waters decise di inserire una coda nella quale concludere, seppur non in modo chiaro ed univoco, il discorso lirico intrapreso con Brain Damage.


traccia 10 Nasce così Eclipse, che da punto di vista musicale si apre con uno splendido intro d’organo hammond di Wright e poi si sviluppa con un accompagnamento molto simile a quello del brano precedente, quasi a volerne rappresentale l’ideale conclusione.
L’intero lavoro termina con la ripresa del battito cardiaco proposto all’inizio, volendo forse lasciar intendere come dopo tutto il viaggio affrontato durante l’album, il risultato sia un sostanziale ritorno al punto di partenza.



Infine, una curiosità: per molto tempo si è discusso su una leggenda metropolitana, secondo la quale ascoltando The Dark Side of The Moon (alcuni suggeriscono al contrario) e visionando contemporaneamente il film “Il Mago di Oz”, si riscontra un’impressionante sincronia.
Esistono addirittura siti internet in cui è presente la descrizione di cosa occorra fare per riprodurre tale sincronia, quali siano i punti in cui far ripartire l’ascolto dell’album e via dicendo.
A parte la palese incongruenza sui tempi (l’album dura circa quarantare minuti, il film intorno ai cento) e alle improbabili modalità di ascolto in senso contrario dell’album, è Gilmour in una recente intervista a smentire l’assenza di ogni legame volontario tra i due lavori.

*Lorenzo*
04-02-2006, 16.52.42
mah per quanto mi riguarda e' come se non fosse cambiato nulla.. C'ha 60 anni lo dice pure lui... Un po' di dignita', non come i rotfling stones :asd:

Quoto a mille!

Brian O'Blivion
16-02-2006, 18.10.08
...c'è la possibiltà di una serie di concerti di Roger Waters in compagnia di Eric Clapton,che se confermate, vedranno partecipi l'Italia da Verona a Palermo.:eek2:
Nell'attesa, tutti pronti amici dei Floyd, per l'uscita del disco di Gilmour che IMHO sarà a tutti gli effetti da considerare come il vero e proprio epitaffio della grande band.



http://www.brain-damage.co.uk/pics/dgisland.jpg
David Gilmour - On an Island (http://www.cymbaline.it/Pink%20Floyd%20News.htm)

Non vedo l'ora,buon trip a tutti amici :birra:



http://coolandclever.altervista.org/floyd_prism.gif
In Floyd We Trust

bejita
16-02-2006, 20.19.01
ammazz che bella quella cover, la voglio a 1280 :sbav:

Salsiccia_Definitiva
17-02-2006, 00.46.48
Mah, non codivido, la musica non è uno sport, 60 anni sono troppo pochi per ritirarsi, si possono dire ancora tante cose, soprattutto si vede il mondo da un punto di vista diverso... A 60 anni uno scrittore non smette certo di scrivere, per dire, anzi, spesso quello è il momento migliore...

Brian O'Blivion
17-02-2006, 09.50.47
Mah, non codivido, la musica non è uno sport, 60 anni sono troppo pochi per ritirarsi, si possono dire ancora tante cose, soprattutto si vede il mondo da un punto di vista diverso... A 60 anni uno scrittore non smette certo di scrivere, per dire, anzi, spesso quello è il momento migliore...

Dipende sempre dal modus espressivo dell'Artista:Zappa sfornava regolarmente quattro lavori l'anno,altri come i Pink,uno ogni 5 anni...c'è da dire che gente come Frank si applica ai progetti a tavolino (com'è in uso per i jazzisti) mentre i Pink non si sono mai distinti per applicazione profonda,emblematiche le lavorazioni per Zabriskie Point di Antonioni o lo stesso Dark Side che li vide impegnati più di un anno del quale,la maggior parte del tempo impiegata in amene conversazioni e tempi morti a non finire...personalmente sono della tua idea: produrre instancabilmente fino alla morte...prendi i Jethro Tull,sfornano un lavoro l'anno anche se,Ian Anderson ha dichiarato 15 anni fa di fare Musica per hobby,visto che la sua attività commerciale è da tempo avviata su allevamenti di salmoni,caprioli e agricoltura,eppure Martin Barre ha dichiarato che Anderson utilizza il 10% del materiale che compone regolarmente.
:birra:

Brian O'Blivion
06-03-2006, 09.24.31
Tanti Auguri Dave

http://www.inventury.com/public/membri/wayland/fairly/auguri-David.jpg
:birra: :birra: :birra: :birra: :birra: :birra:

Di0
06-03-2006, 10.11.17
Tanti Auguri Dave


:birra: :birra: :birra: :birra: :birra: :birra:


Anche da parte mia, buon proseguimento su questi "schermi". Cazzo, ma poteva nascere lui un giorno prima o io un giorno dopo! :asd:

Luca236
07-03-2006, 12.05.56
è stato il mio primo idolo chitarristicamente parlando quando fecero vedere un concerto intero su rai1 negli anni 90

The El-Dox
10-03-2006, 21.09.25
Allora, l'ho visto sugli sçaffali (e altrove :asd: ) qualçuno ha asçoltato On an Island?

Quaro.
11-03-2006, 11.04.08
Io l'ho ascoltato grazie ad EManUeLE e devo dire che ci sono delle buone idee, ma non mi ha entusiasmato più di tanto... Non riesco a dare un genere a questo album, visto che le canzoni sono piuttosto varie, ma come voto gli do un 6,5 (per ora)

Però la title track è stupenda:sisi:

Brian O'Blivion
11-03-2006, 18.53.58
Allora, l'ho visto sugli sçaffali (e altrove :asd: ) qualçuno ha asçoltato On an Island?

Si e domani (lagnusia domenicale permettendo) spero di stilare una breve,ma esaustiva, recensione...se vai cercando dolce melanconia è l'acquisto che fa al caso tuo,o Sommo.
:birra:

Zio Fella
12-03-2006, 10.54.52
posterai il link in questo topic reve?
Son curioso di leggerla!

Brian O'Blivion
12-03-2006, 13.16.41
posterai il link in questo topic reve?
Son curioso di leggerla!

Carissimo Fratello prediletto,certo che posterò qui,mi sento sempre a casa:birra:

Intanto sciroppati un paio di pics del Birthday;)


http://cache.gettyimages.com/xc/57015637.jpg?v=1&c=MS_GINS&k=2&d=17A4AD9FDB9CF19390335F8FA9CA92A6561CAEAFCBB35F09 329DF394FE942516

http://cache.gettyimages.com/xc/57015634.jpg?v=1&c=MS_GINS&k=2&d=17A4AD9FDB9CF19390335F8FA9CA92A6561CAEAFCBB35F09 F06BF04B24B4128C

http://cache.gettyimages.com/xc/57015626.jpg?v=1&c=MS_GINS&k=2&d=17A4AD9FDB9CF19390335F8FA9CA92A6A335DE3AB35DE0AA 4EF3EA9A178B7582

http://cache.gettyimages.com/xc/57015619.jpg?v=1&c=MS_GINS&k=2&d=17A4AD9FDB9CF19390335F8FA9CA92A6E2B61F25F06D2C51 810F755E003CBEB8

http://cache.gettyimages.com/xc/57015617.jpg?v=1&c=MS_GINS&k=2&d=17A4AD9FDB9CF19390335F8FA9CA92A6E2B61F25F06D2C51 329DF394FE942516

http://cache.gettyimages.com/xc/57015516.jpg?v=1&c=MS_GINS&k=2&d=17A4AD9FDB9CF19390335F8FA9CA92A6B2E3633C56D4DD83 4EF3EA9A178B7582

http://cache.gettyimages.com/xc/57015197.jpg?v=1&c=MS_GINS&k=2&d=17A4AD9FDB9CF19390335F8FA9CA92A659A08D5B4524DC77 329DF394FE942516