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Visualizza versione completa : Rapimento e riscatto... e non è un film



_Enza_
12-01-2006, 02.40.07
dal blog di Pino Scaccia, il più importante giornalista della Rai (http://pinoscaccia.splinder.com/post/6818524)



Vacanze a rischio: pagare di tasca propria

E' arrivato sul tavolo del Procuratore Generale della Corte dei Conti della Regione Lazio l'esposto del Codacons relativo alla vicenda dei cinque italiani rapiti nello Yemen. L'associazione ha annunciato l'iniziativa legale, volta a ottenere da parte degli ostaggi la restituzione dei 600.000 euro spesi dallo Stato italiano per la vicenda del rapimento, soldi della collettività che non sarebbero stati spesi se i protagonisti di questa storia avessero seguito i consigli della Farnesina e degli altri enti preposti alla sicurezza, e non si fossero recati a fare una vacanza "originale" in un Paese fortemente a rischio. Alla base dell'iniziativa del Codacons vi sono le attribuzioni stesse della Corte dei Conti, la quale "giudica sulle responsabilità per danni arrecati all'erario da pubblici funzionari, retribuiti dallo Stato, nell'esercizio delle loro funzioni". In questo caso - spiega l'associazione - ad essere coinvolto è il Ministero degli Esteri, che dovrà poi rivalersi sui cinque italiani rapiti, secondo le regole ordinarie della responsabilità civile. Per questo il Codacons ha chiesto anche il sequestro dei beni personali degli ex ostaggi, che dovranno essere utilizzati per risarcire lo Stato. L'associazione rende noto che l'esposto "ha incontrato il consenso dei cittadini italiani: finora sono state quasi cinquemila le segnalazioni giunte da tutta Italia al Codacons da parte di cittadini che appoggiano in pieno l'iniziativa, stanchi di veder i soldi pubblici spesi per l'incoscienza di qualcuno". I calcoli sono ancora ufficiosi, ma sembra che siano anche superiori alla stima del Codacons e sfiorino il milione di euro. Fra le proposte per il futuro c’e’ anche quella di "firmare una dichiarazione di responsabilita', stipulare una polizza d'assicurazione obbligatoria prima di partire per i Paesi indicati a rischio dalla Farnesina e pagare quindi di tasca propria i costi di eventuali necessita' di intervento da parte dello Stato.”


e da quello di Beppe Grillo (http://www.beppegrillo.it/2006/01/post_6.html#trackbacks)



Rapimenti (costosi?) a lieto fine


La storia si svolge sempre nello stesso modo:

- alcuni turisti italiani, di solito fuori stagione per risparmiare, partono per le vacanze
- scelgono un Paese a scelta tra Iraq, Sudan, Yemen, Iran, Giordania o Siria
- vengono rapiti
- i giornali ne parlano per giorni in prima pagina
- i rapitori dettano le condizioni
- la Farnesina rassicura gli italiani
- la Farnesina giura che non pagherà alcun riscatto
- gli ostaggi vengono liberati
- i parroci suonano le campane
- gli ex ostaggi vengono intervistati dai giornali in prima pagina
- gli ex ostaggi vengono fotografati con un ministro, sempre sorridente, del Paese di turno
- gli ex ostaggi ritornano in Patria a bordo di un aereo dell’aeronautica militare
- gli ex ostaggi vengono intervistati al loro rientro dai giornali (prima pagina) e dalle televisioni
- il governo italiano esprime soddisfazione
- la Farnesina giura di non aver pagato alcun riscatto.

La parola del nostro Ministro degli Esteri non può essere messa in discussione.
Però, per toglierci anche il più piccolo dubbio, suggerisco una nuova regola: chi va in vacanza in Paesi a rischio si assicura contro il rapimento prima di partire.
Il riscatto lo paga la sua assicurazione.
Se poi non volesse assicurarsi e partire lo stesso dovrà cedere il quinto dello stipendio allo Stato che potrà pagare alla luce del sole il riscatto, e rivalersi in seguito con tutto comodo.


per chi non ha voglia di leggersi tutto: chi va in vacanza in Paesi a rischio deve assicurarsi contro il rapimento prima di partire.
noi (tutti!) abbiamo pagato 600.000 euro di riscatto per far fare le vacanze a questi tizi che invece di scegliere le mete tranquille hanno preferito andare nello Yemen, un paese che il nostro ministero degli Esteri aveva messo fra quelli altamente a rischio.

è giusto che le spese di riscatto siano a carico del contribuente?
per quanto mi riguarda anche se il primo pensiero (cattivo) sarebbe "ma per me se li possono tenere lì" credo che la scelta dell'assicurazione potrebbe essere una buona soluzione...

opinioni? pareri?


sito del codacons (http://www.codacons.it/)

Mach 1
12-01-2006, 02.50.05
non saprei. Ci sono molti costi dei singoli che ricadono sulla collettività. Pensiamo ai soldi che la sanità pubblica investe per curare i malati di tumore ai polmoni causato magari dal fumo delle sigarette ( e sappiamo tutti che fumare fa male ), oppure per curare le malattie al fegato degli alcolizzati ( e sappiamo che l'abuso di alchool fa male ), o la disintossicazione ai drogati ( e sappiamo tutti che la droga fa male ) o la galera ai carcerati ( e sappiamo tutti che se uno delinque va in galera ) o i costi degli incidenti stradali causati da chi voleva fare un po' il figo con l'automobile ( e sappiamo tutti che i limiti vanno rispettati ) e potrei andare avanti ancora.
Che differenza c'è nel concreto tra tutti questi costi sociali che accettiamo di accolarci e quello dei 6 italiani che sono andati nello yemen ( e sapevano che potenzialmente era un paese a rischio )?
credo che queste cose facciano parte dello spirito di mutuo soccorso che vige in una repubblica. Nessuno di noi è perfetto, ognuno ha le sue debolezze, ed è comunque più confortante per tutti sapere che nell'eventualità in cui si dovesse compiere una cazzata si avrà comunque garantito un certo aiuto.

quella del codacons mi sembra la tipica "questione di principio" atta a farsi un po' di pubblicità visto che quando debbono intervenire nel concreto per difendere i consumatori da angherie ben più gravi se ne stanno sempre a grattarsi le balle e fare politica.

Peter Pan
12-01-2006, 03.11.38
non saprei. Ci sono molti costi dei singoli che ricadono sulla collettività. Pensiamo ai soldi che la sanità pubblica investe per curare i malati di tumore ai polmoni causato magari dal fumo delle sigarette


o da quelli esposti ai fumi delle acciairei come a Taranto (primato europeo per tumori ai polmoni).
E le sigarette sono vendute dallo Stato. Quindi, responsabili di quei tumori.


oppure per curare le malattie al fegato degli alcolizzati ( e sappiamo che l'abuso di alchool fa male)[QUOTE]

Anche l'alcool è venduto dallo Stato.
Ma sono moltissimi i malati di fegato per via dell'epatite C, molti dei quali casi causati da mancati controlli dello Stato nell'ambito delle trasfusioni infette (conosci l'Epac (http://www.epac.it)?)

[QUOTE=Mach 1]o la disintossicazione ai drogati ( e sappiamo tutti che la droga fa male )

Una persona che inizia a drogarsi è un coglione. Su questo non ci piove.
Ma quando uno ormai è drogato, è una persona malata.
Ed è suo diritto sancito dalla Costituzione essere curato.


Che differenza c'è nel concreto tra tutti questi costi sociali che accettiamo di accolarci e quello dei 6 italiani che sono andati nello yemen ( e sapevano che potenzialmente era un paese a rischio )?


Bé, la Salute e la sua tutela sono diritti inalienabili dell'UOmo.
Andarsi a infognare in vacanze in nazioni in cui è risaputo che ci sono alti tassi di rapimento, è da coglioni.

La questione sollevata è questa.

La Legge garantisce la salute di tutti, non le pezze a colori alla stupidità di alcuni.


quella del codacons mi sembra la tipica "questione di principio" atta a farsi un po' di pubblicità visto che quando debbono intervenire nel concreto per difendere i consumatori da angherie ben più gravi se ne stanno sempre a grattarsi le balle e fare politica.

Tipica affermazione che non merita alcuna replica. Si commenta da sé. :tsk:

Mach 1
12-01-2006, 03.28.30
lo stato ti venderà le sigarette e l'alchool però fa anche informazione e prevenzione e ti viene a dire che fanno molto male. A quel punto, dal mio punto di vista, non essendo ne fumatore ne alcolizzato, potrei anche pensare che fumatori e alcolisti se ne possono andare anche affanculo perchè la loro scelta l'hanno fatta e ora ne paghino le conseguenze.
Per il viaggio è la stessa questione del fumo. Lo stato non ti vieta di andare in Yemen, e magari ci sono anche voli di compagnie italiane che partono dall'italia e arrivano in Yemen. Lo stato però fa anche prevenzione e ti dice che se vai in Yemen rischi la vita.

ora spiegami perchè se ti vende le sigarette ma ti dice che fanno male poi ha il dovere di curarti e se ti mette a disposizione i voli per lo yemen e poi ti dice di non andarci allora in yemen ci devi crepare. Forse sei un fumatore a cui non piace viaggiare?

Peter Pan
12-01-2006, 03.49.11
lo stato ti venderà le sigarette e l'alchool però fa anche informazione e prevenzione e ti viene a dire che fanno molto male.


Lo Stato ha lasciato che venisse inoculato il virus dell'HCV in milioni di Italiani e adesso fa di tutto perché questo non si sappia.
Mentre continua a tenere nascosta la verità poiché se dovesse ammetterlo, i risarcimenti ai malati di Epatite sarebbero esorbitanti.

E giusti.

Lo Stato che ti vende le sigarette e ti dice che fanno male, è solamente ipocrita.
Un lavarsi le mani che, come vedi, non ha alcuna efficacia in sede legale poiché tutti i tribunali del mondo hanno fino ad ora riconosciuto le colpe delle Multinazionali del Tabacco, obbligando a risarcire quei fumatori che si sono costituiti parte civile.

Su ogni contratto che si stipula sul suolo italiano, si possono apporre tutte le clausole che vuoi.
Ma per Legge, se queste sono contrarie all'rdinamento legislativo in vigore, automaticamente decadono.
Se così non fosse, chiunque potrebbe fare ciò che vuole perché tanto, è scritto su un pezzetto di cartone.



ora spiegami perchè se ti vende le sigarette ma ti dice che fanno male poi ha il dovere di curarti e se ti mette a disposizione i voli per lo yemen e poi ti dice di non andarci allora in yemen ci devi crepare. Forse sei un fumatore a cui non piace viaggiare?

Non sono fumatore e mi piace viaggiare.
Ma lo Stato non ti vende i viaggi nello Yemen.

La Costituzione garantisce il diritto alla Salute, non il diritto a viaggiare.
Il viaggio è un bene di lusso e come tale è considerato.
Il fumo è un vizio di cui è riconosciuta la responabilità dello Stato, e come tale deve risponderne.


La questione che non stai afferrnado è che non si possono associare le due cose perché sono due cose completamente diverse.

Reggono solo sulla carta come ragionamento, seppure possiamo stare fino a domani che tu mi dici una cosa ed io te la smonto.

Inoltre, ho cercato di fartio capire che lo Stato cura i malati di tumore, non le vittime del fumo.
Quando ti viene diagnosticato un tumore, se si dovesse fare distinzione tra fumatori e non fumatori, si violerebbero le elementari leggi della Costituzione secondo le quali siamo tutti uguali davanti alla Legge, che ci garantisce la sanità pubblica.

Non è scientificamente provato che il fumo provoca il tumore. Ma che "può" provocarlo. E che non si più stabilire se un tumore è stato causato dal fumo o da qualcos'altro.
Ci sono fumatori che arrivano a 100 anni e muoiono per cause naturali.
E non fumatori che a 29 anni hanno già il mieloblastoma.

Lo Stato offre le cure al malato, non al fumatore.

La questione del turista rapito è diversa: pagare il riscatto ad un rapitore per liberare un turista è una contrattazione tra lo Stato ed una persona al di fuori di essa.
Un fumatore è comunque un cittadino che ha pagato per anni le tasse affinché lo Stato lo curasse nel momento del bisogno.
Nessuno di noi ha mai pagato tasse perché un turista potesse permettersi di fare il viaggio di piacere in territori caldi e poi essere liberato se viene rapito.
È un fenomeno nuovo che non è ancora regolamentato.
Se tu vai a farti le vacanze nello Yemen pur sapendo che c'è alto rischio di rapimento sei uno stronzo.
Te la sei cercata.
Ed è chiaro che sei lì perché sei un turista.

Se invece sei su un letto di ospedale, anche se sei un fumatore, come puoi dire che sia stato il fumo a provocargli il cancro, e non un'altra causa?
In fondo, sappiamo ancora così poco dei tumori perché si possa elargire giudizio così alla leggera su un malato
.
Inoltre, pagare il riscatto ai rapitori è un incentivo perché altri seguano il loro esempio.
Andare nei posti a rischio è una responsabilità che un turista ha dovuto mettere in conto, e sulla quale è l'unico responsabile.

Mach 1
12-01-2006, 04.08.43
adesso vado a letto e non ho voglia di rispondere a tutto punto per punto. Spero solo tu ti renda conto che affermando questo:


Stato che ti vende le sigarette e ti dice che fanno male, è solamente ipocrita.
Un lavarsi le mani che, come vedi, non ha alcuna efficacia in sede legale poiché tutti i tribunali del mondo hanno fino ad ora riconosciuto le colpe delle Multinazionali del Tabacco, obbligando a risarcire quei fumatori che si sono costituiti parte civile.


e subito dopo questo:


Quando ti viene diagnosticato un tumore, se si dovesse fare distinzione tra fumatori e non fumatori, si violerebbero le elementari leggi della Costituzione secondo le quali siamo tutti uguali davanti alla Legge, che ci garantisce la sanità pubblica.

Non è scientificamente provato che il fumo provoca il tumore. Ma che "può" provocarlo. E che non si più stabilire se un tumore è stato causato dal fumo o da qualcos'altro.


tu cada in contraddizione da solo.

Mach 1
12-01-2006, 04.12.15
Inoltre, pagare il riscatto ai rapitori è un incentivo perché altri seguano il loro esempio

su questo invece sono su per giù d'accordo. Infatti è in contraddizione l'idea che in politica interna lo stato rifiuti per principio ogni qualsiasi forma di contrattazione con i rapitori nel caso di sequestri, proprio per disincentivare il fenomeno, mentre in politica internazionale ciò venga comunemente fatto, anche se sotto silenzio ( ma tanto le cifre poi vengono sempre fuori )
probabilmente 600.000 euro sono semplicemente visti dal governo ( e parlo di un qualsiasi governo, quasi sicuramente sarebbe stato lo stesso anche se ci fosse stata la sinistra al potere ) come una spesa accettabile per farsi pubblicità positiva, visto che il rilascio di ostaggi è sempre comunque una medaglia che è possibile sfoggiare.

Peter Pan
12-01-2006, 04.23.37
Spero solo tu ti renda conto che affermando questo:

e subito dopo questo:

tu cada in contraddizione da solo.

Mi sembra evidente che di quello che hai letto non hai capito granché.

BlackLinX
12-01-2006, 10.00.20
Io sono dell'idea di Peter, anche se non troverei parole più appropriate delle sue per esprimerla.
Pagare anche solo una Lira per dei turisti (nemmeno giornalisti o operatori di associazioni di volontariato un pelo zelanti) mi sembra un impegno gravoso per le nostre già tartassate tasche di contribuenti. Non auguro a nessuno di finire prigioniero di Yemeniti incazzati, sia ben chiaro, però non trovo giusto il pagamento (del riscatto) senza restituzione di quel danaro pubblico da parte di quei cittadini troppo "furbi" (della serie: vacanze alternative così sai come schiattano di invidia i colleghi e i vicini!).

E per giusto non intendo moralmente accettabile, anche questo sia ben chiaro... Però ci dovrebbe essere una regolamentazione in questo campo; ci sono migliaia di leggi in questo paese, mi aspetto una risposta dagli organi preposti in questo senso.

mVm
12-01-2006, 10.14.10
Lo Stato non vende alcool. Ci mette una tassa sopra, come su tanti altri prodotti (tralasciando l'iva, che è anche sulle casse da morto).

Tornando IT, quella del Codacons la reputo una decisione giusta, nel contesto in cui è stata presa. Ognuno deve essere responsabile delle proprie scelte e delle conseguenze che ne possono derivare.

Di0
12-01-2006, 12.59.01
Sbagliato. Sbagliato da entrambi i punti di vista.

Ha sbagliato la Farnesina a pagare un riscatto e quindi scendere a trattative coi terroristi.
Ha sbagliato a dichiarare che non è stato pagato alcuna cifra, quando invece ora si vuole rivalere sui 5 italiani, in contraddizione.
Hanno sbagliato loro a recarsi nello Yemen senza informazioni e precauzioni.

Comunque l'errore più grave è stato dimostrarsi deboli di fronte a queste organizzazioni e aver dato loro una parte di ciò che chiedevano.
Non è una vittoria diplomatica: è esserci abbasati le brache e aver fatto la figura dei debosciati.

Pazienza, abbiamo così dimostrato che rapire ostaggi italiani è un'attività fruttuosa e remunerativa. Vuol dire che vale la pena di continuare. ;)

gefri
12-01-2006, 13.08.36
Far pagare adesso quei coglioni imho è sbagliato, ma rendere immediato l'obbligo dell'assicurazione è un'ottima idea.

Francesco_frzgrz
12-01-2006, 13.09.10
E cmq resta da dire che lo Yemen, pur trattandosi di meta "sconsigliata", è inserita nei cataloghi di molti tour operator.
Al momento del rapimento, avevo sentito che gli italiani presenti nel paese erano circa 300.. E che dire poi degli stranieri? Mica ci vanno solo gli italiani in yemen!

E poi, qualcuno si ricorda, pochi mesi fa, una puntata (molto bella) di "Turisti per caso" (quello con Roversi/Blady) che si recavano in Yemen?

Il codacons vuole solo farsi pubblicità e Beppe Grillo, accettando questa tesi, ha dimostrato ancora una volta il suo qualunquismo.

Boe.
12-01-2006, 13.32.09
Da me in ufficio - come in tutte le agenzie di viaggi - arrivano tonnelate di fax e mail da Fiavet e Farnesina con bollettini di sicurezza. Noi sconsigliamo alcune mete, la stessa agenzia di viaggi - a quanto trapelato in una intervista - avrebbe sconsigliato lo Yemen proprio in virtù della situazione sicurezza.

Secondo me deve essere introdotto l'obbligo di assicurazione - che non darebbe nessuna compagnia cmq - o cmq la firma di una liberatoria per il venditore e sopratutto di assunzione totale di responsabilità.

Se mi rapiscono in Italia non mi caga nessuno, all'estero tutti i media e il governo che paga pure il riscatto a questi deficienti

Di0
12-01-2006, 13.40.50
Sì, l'idea dell'assicurazione è buona come principio, ma dovete trovarla una compagnia di assicurazione così idiota da assicurare contro il sequestro una persona che sta andando proprio in un paese ad alto rischio di sequestri. :asd:

E' proprio l'esatto contrario del modus operandi di una compagnia assicuratrice. Oppure dovrebbe far pagare indenizzi assurdi (ma davvero tanto assurdi!) per ogni giorno in territorio a rischio, ma allora equivarrebbe a rendere improbi i viaggi.

Peter Pan
12-01-2006, 16.18.59
Il codacons vuole solo farsi pubblicità e Beppe Grillo, accettando questa tesi, ha dimostrato ancora una volta il suo qualunquismo.


Pubblicità se la fa un azienda cher vende un prodotto. Non una associazione no-profit.

Pubblicità per che cosa? Per informare gli italiani che c'è una organizzazione che difende i loro diritti di consumatori? Ben venga allora.

Ma se sostieni che il Codacons ha fatto tutto questo per pubblicità, scusami tanto amico mio, ma sei tu che adesso fai del qualunquismo ;)

Beppe Grillo alle volte lo trovo fuori luogo anche io.

Ma una cosa è certa, pur non avendo una tessera di giornalista, in 30 anni ha sempre svolto un ottimo servizio di informazione. Che più volte ha anche avuto conseguenze e soluzioni a molti problemi (chi si ricorda la storia delle compagnie di telefonia cellulare che comunicavano un credito sbagliato ai propri clienti?).

Io lo leggoi spesso, alle volte mi viene da pensare che certi articoli li usa solo come riempitivi... ma se succede qualcosa in Italia, è giusto parlarne, soprattutto quando la televisione, ormai in mano ad un vero e proprio manipolo di Minculpop, di propaganda di regime, non è più in grado di assolvere al suo dovere etico, morale e civile.

Etichettare come qualunquista una persona che fa informazione, è sintomo di non aver capito mica poi tanto di quello che sta accadendo attorno ;) :birra:

UAranger
12-01-2006, 16.49.34
L'idea dell'assicurazione mi sembra buona; del resto non vedo perchè l'intera collettivita' debba accollarsi il pagamento di un riscatto per gente che era consapevole dei rischi e nonostante questo non ha rinunciato alla vacanza.
Ovviamente se il rapimento avesse coinvolto dei volontari che svolgevano attivita' umanitaria o altro..... il discorso sarebbe diverso.

Peter Pan
12-01-2006, 17.17.08
L'idea dell'assicurazione mi sembra buona; del resto non vedo perchè l'intera collettivita' debba accollarsi il pagamento di un riscatto per gente che era consapevole dei rischi e nonostante questo non ha rinunciato alla vacanza.



Soprattutto perché, vaffanculo, io sono 10 anni che non vado in vacanza :mad: Alla faccia mia lo Stato paga loro pure le SPESE EXTRA pure da sopra.

E perché non pagare anche l'eccedenza al ristorante? O un bagno termale non preventivato? O il souvenir di un vibratore asiatico di ultima generaizone? O il rapimento da parte degli indigeni? :bah:


Ovviamente se il rapimento avesse coinvolto dei volontari che svolgevano attivita' umanitaria o altro..... il discorso sarebbe diverso.


Concordo.

Mister X
12-01-2006, 18.07.01
Sarei anche io favorevole al rimborso ma SOLO perché si trattava di una meta sconsigliata dalla farnesina. Se la vicenda fosse accaduta in canada (solo per fare il nome di un territorio sicuro) avrei ritenuto giusto che lo stato avesse fatti di tutto a sue spese per salvare i suoi cittadini ("tutto" esclude il pagamento di un riscatto verso i terroristi).

Francesco_frzgrz
12-01-2006, 19.17.23
Pubblicità se la fa un azienda cher vende un prodotto. Non una associazione no-profit.

Pubblicità per che cosa? Per informare gli italiani che c'è una organizzazione che difende i loro diritti di consumatori? Ben venga allora.

Come tu saprai, le associazioni no profit non si "nutrono" di aria ma di contibuti, che possono venire o da privati cittadini, o da istituzioni.
La pubblicità serve eccome alle organizzazioni No profit! Guarda un pò che fa Emergency...

Ma una cosa è certa, pur non avendo una tessera di giornalista, in 30 anni ha sempre svolto un ottimo servizio di informazione. Che più volte ha anche avuto conseguenze e soluzioni a molti problemi (chi si ricorda la storia delle compagnie di telefonia cellulare che comunicavano un credito sbagliato ai propri clienti?).


Io lo leggoi spesso, alle volte mi viene da pensare che certi articoli li usa solo come riempitivi...


Etichettare come qualunquista una persona che fa informazione, è sintomo di non aver capito mica poi tanto di quello che sta accadendo attorno ;) :birra:

La fa o la fa l'informazione? la fa a momenti alterni? e nei momenti che non fa informazione cosa fa? una cosa qualunque? :) :birra:

Peter Pan
12-01-2006, 19.25.53
La fa o la fa l'informazione? la fa a momenti alterni? e nei momenti che non fa informazione cosa fa? una cosa qualunque?


Per riempitivo intendevo una notizia di alcuna rilevcanza, come le cacche dei cani sul marciapiede.
Per quello che riguarda l'informazione, è risultato al 34° posto nella graduatoria mondiale dei siti e blog di informazione (http://www.casaleggio.it/rapporto.asp?articleID=286&titolo=Focus:%20La%20Blogosfera%20e%20i%20Media).

http://www.beppegrillo.it/immagini/classifica%20siti%20e%20blog%20di%20informazione.j pg


In quella graduatoria, io non leggo il nome di alcuna altra testata italiana.

Francesco_frzgrz
12-01-2006, 19.48.54
In quella graduatoria, io non leggo il nome di alcuna altra testata italiana.

E' vero.
Però occhio a ritenere il blog di beppe grillo più autorevole solo in base "all'audience" del suo sito: in USA Fox News è uno tra i tg più seguiti in assoluto, ma uno tra i meno affidabili oggettivamente.
E lo stesso può valere per i quotidiani (italia compresa).

Personalmente, condivido le battaglie di Grillo in materia ecologica/ambientale o quelle in difesa dei consumatori: dice cose che nemmeno i verdi italiani dicono.

Se però lasciamo questi ambiti è a tratti estremamente traballante (basti vedere come si sta comportando con il caso Fassino o come ha fatto nel caso aviaria, dove prima ha detto una cosa e dopo un pò ha cambiato idea).
Nel caso degli ostaggi in yemen, il suo pensiero è estremamente massimalista: anche ammettendo i 600mila euro, divisi per 56 milioni fanno meno di 10 centesimi pro-capite.

10 centesimi a testa: questo è stato il costo per far riavere la libertà (o la vita) di 5 italiani.
Non mi pare molto...

Peter Pan
12-01-2006, 20.05.51
(basti vedere come si sta comportando con il caso Fassino o come ha fatto nel caso aviaria, dove prima ha detto una cosa e dopo un pò ha cambiato idea)


A cosa ti riferisci per l'aviaria? Per quello che riguarda il caso fassino, invece, cosa dovrebbe dire?
E per di più Grillo non è mai stato politicamente fazioso. Basti guardare il suo ultimo intervento:

Ho deciso di fare il capitano coraggioso, quello, che se un presidente del consiglio gli offre una grande azienda statale, la compra a debito con i soldi delle banche.
Il debito poi lo scarica sulla società e, in seguito, se la vende , ci fa pure i soldi, la plusvalenza.

Io il coraggio ce l’ho e chiedo a questo governo di vendermi la sua quota nell’ENI e a Banca Intesa, Unicredit e San Paolo IMI di prestarmi i soldi.

Non possono dirmi di no.
Lo fanno tutti.
Lo hanno fatto i capitani coraggiosi con la vendita di Telecom Italia, lo ha fatto il tronchetto con la ri-vendita di Telecom Italia.
Perché io no?

L’Italia è una terra di navigatori, santi e altre cose che non mi ricordo, ma anche di capitalisti senza capitali come ha scritto Newsweek.

Capitalisti con le pezze al culo che comprano le società indebitandole, che per rientrare del debito non fanno investimenti, che pensano solo al valore puntuale dell’azione in borsa, che vendono a pezzi la società per fare i risultati e alla fine, quando ci hanno guadagnato abbastanza, passano la mano.

Ebbene, io credo di essere capace di fare il capitano coraggioso senza alcun problema.
Mi manca solo un dalemino.

Per il resto cosa avrebbe dovuto fare? Dare credito alle accuse di una Destra che fino ad ora è l'unica ad essere uscita colpevole dal banco degli imputati dalla Magistratura?
Quella sinistra di cui Berlusconi parla sempre male, prima di Tangentopoli aveva il colore del PSI, lo stesso che indossava lui prima che Craxi fuggisse dall'Italia in un paese che non prevede l'estradizione. Lo stesso Craxi, colpevole e ladro, che il nostro governo sta cercando in tutti i modi di riabilitare.



E'10 centesimi a testa: questo è stato il costo per far riavere la libertà (o la vita) di 5 italiani.
Non mi pare molto...

5 individui che sapevano bene a cosa stavano andando incontro e in nome di un menefreghista soddisfazione del proprio lusso si sono andati a impelagare in quella situazione di cui da anni sono consci i turisti.

Hanno sbagliato, che paghino di tasca loro. Non tutti noi.

10 cent a testa non sono molti? Ma che ragionamento è? Hai idea di quante cose lo Stato avrebbe potuto fare con quei 600.000 euro, in campi molto più finanziati al pagamento delle tasse?

Le tasse non sono fatte per togliere dai pasticci turitsi sprovveduti e incoscienti.
Ma per mandare avanti questo paese.

BESTIA_kPk
12-01-2006, 23.01.02
..
10 centesimi a testa: questo è stato il costo per far riavere la libertà (o la vita) di 5 italiani.
Non mi pare molto...

Come detto da Peter, non sono i 10 centesimi ma il loro insieme, che possono esser molto più utili per altro.
Esempio a caso: un'ambulanza o dell'attrezzatura ospedaliera, quante vite avrebbero salvato in futuro?

Io gli farei pagare una % del totale. Hanno approfittato indirettamente della situazione: gli è stato salvato il culo e bon, evviva. Ma che non ricapiti più.

Se però hanno intenzione di tornare ancora in mete a rischio, da oggi a fra 200 anni, che paghino al 100% tutto. Vuoi la bicicletta? pedala.
Troppo facile fare i fighi coi soldi dei contribuenti.

Per il discorso che dei soldi abbian salvato delle vite, bene.
I soldi in sè non valgono una vita, vero.
Ma se impiegati in modo differente salvano più vite...

Di0
12-01-2006, 23.04.21
Ma non solo: non si scende a patti coi terroristi. Punto.

Se sequestrano una persona in patria, scatta il blocco dei beni.
Se questo avviene all'estero, gli organi dello stato si dividono in quattro perché bisogna liberare i concittadini e fare bella figura sul palco internazionale.

Mi dispiace, ma non si fa così. Finché ci si abbassa a questi mezzi, i terroristi continueranno ad aver ragione a fare quello che fanno. IMHO.

Peter Pan
12-01-2006, 23.15.51
Ma non solo: non si scende a patti coi terroristi.


Un solo appuntO. andiamoci piano con questo termine.

Ormai "terrorista" è qualunque delinquente al di fuori dei confini italiani? :doubt:


Nei paesi Asiatici e Africani il rapimento è una pratica abbastanza diffusa che esula dal fondamentalismo islamico.

Evitiamo di chiamarli a priori terroristi, riusciremo a tenerci nella qualità della discussione e eviteremmo il solito qualunquismo proprio dei giornalisti di regime italiani.

Di0
12-01-2006, 23.19.49
Sì, hai ragione.
Scusa, terrorista è per lo meno un termine improprio, forza dell'abitudine a sentirli chiamare così dai giornalisti, hai detto bene.
Il mio concetto però non cambia, chiamiamoli pure sequestratori, delinquenti, anonima sequestri internazionale.

Come ti pare, non si tratta con i sequestratori.

FALLEN_ANGEL_664
13-01-2006, 04.52.40
E' proprio l'esatto contrario del modus operandi di una compagnia assicuratrice. Oppure dovrebbe far pagare indenizzi assurdi (ma davvero tanto assurdi!) per ogni giorno in territorio a rischio, ma allora equivarrebbe a rendere improbi i viaggi.

Non avremmo comunque lo stesso risultato? Se sono tanto ricchi e pazzi da spendere soldi per rischiare la pelle, allora potranno farsi la vacanza e uscirne di tasca loro. Se non lo sono, si faranno la vacanza in un posto non dichiarato a rischio. E' quello che vogliamo, no?

Comunque, dubito che i 5 si vedranno costretti a pagare i soldi. In fondo, non hanno infranto leggi, non si volevano certo far rapire e lo Stato era tenuto a tirarli fuori di lì.

Secondo me, la storia dell'assicurazione può funzionare. :sisi:

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

TrustNoOne
13-01-2006, 05.29.24
suvvia, saran coglioni ma fargliela pagare DOPO non e' assolutamente corretto. Mandare a fanculo e umiliarli pubblicamente ok, e mettere leggi ora ok, ma loro (che non erano di certo gli unici) non ci rimettessero.

Come detto, evitare in futuro. Basta fargli fare una semplice firma prima di partire... mbah

Francesco_frzgrz
13-01-2006, 11.26.56
5 individui che sapevano bene a cosa stavano andando incontro e in nome di un menefreghista soddisfazione del proprio lusso
Non so se hai letto l'analisi di Vattimo sulla Stampa circa questa vicenda: in pratica, diceva che è cambiata la percezione dell'opinione pubblica sul viaggio.
In pratica, secondo la mentalità attuale, chiunque si sposta per diletto è un TURISTA. Questa figura è quella dell'italiano che va in mete massificate, nel villaggio vacanze "all-inclusive", una vacanza tutta certezze e rassicurazioni: non è più concepibile, bell'era del turismo globalizzato, la figura del "viaggiatore" che viaggia per scoprire una nuova cultura. Chiunque si sposta con la mentalità del viaggiatore è "avventato" secondo il parere comune e, nel momento in cui gli succede qualcosa, "se l'è andata a cercare". E non parlo solo di morte, ma anche di cose meno gravi come furti, rapimenti, problemi di salute ecc.
Oggigiorno però, diceva Vattimo, è forse più sicuro il viaggiatore che non il turista: basti vedere gli attentati a Bali, Sharm, Taba o i continui allarmi nelle grandi città d'arte/capitali europee. La sua tesi diceva che, mentre i terroristi non hanno una logica razionale e colpiscono a caso e senza pietà, i rapitori yemeniti sono persone guidate da una loro logica (sbagliata, ma razionale), con le quali è possibile trovare dei punti in comune (e risolvere le questioni con il dialogo).
Per approfondire clicca qui (http://www.lastampa.it/_settimanali/ttl/estrattore/Tutto_Libri/art11.asp).

E poi, per un viaggio in Yemen non parlerei di "lusso": è lusso dormire in una tenda nel deserto? E' lusso conoscere un mondo diverso dal tuo?
Se poi confronti i prezzi di un viaggio in Yemen con uno (per esempio) in Polinesia o un megatour negli USA, la differenza non è così sensibile.



si sono andati a impelagare in quella situazione di cui da anni sono consci i turisti.
Questo è vero (http://www.panorama.it/mondo/medioriente/articolo/ix1-A020001034220). Tra le vittime di rapimenti c'è però anche un personaggio "prestigioso", tedesco...un viceministro agli esteri!


10 cent a testa non sono molti? Ma che ragionamento è? Hai idea di quante cose lo Stato avrebbe potuto fare con quei 600.000 euro, in campi molto più finanziati al pagamento delle tasse?
Mi chiedo che ragionamento sia il tuo: secondo te, quei 600mila euro da dove venivano fuori? dal budget annuale del ministro degli esteri: con quel "conto corrente" (chiamiamolo così), il ministero può gestire le più comuni emergenze. Se quei soldi non fossero stati spesi, alla fine dell'anno sai cosa avrebbe fatto il ministero? li avrebbe sprecati nel patrocinio di qualche festa, viaggio, iniziativa ecc. Di certo non li avrebbero lasciati li, con il rischio di vedere ridimensionato il budget per l'anno successivo.

Affermare che quei soldi sarebbero potuti servire ad altre cose ben più importanti è fare qualunquismo: quei soldi non sarebbero MAI andati a finanziare l'acquisto di ambulanze, ospedali ecc perchè non è di competenza del ministro degli esteri fare queste cose.
Spostare anche solo 10 euro, a livelli così alti, è una pratica, credimi perchè ci lavoro, difficilissima. Figuriamoci comprare un'ambulanza!

Francesco_frzgrz
13-01-2006, 11.37.09
Come detto da Peter, non sono i 10 centesimi ma il loro insieme, che possono esser molto più utili per altro.
Esempio a caso: un'ambulanza o dell'attrezzatura ospedaliera, quante vite avrebbero salvato in futuro?

Condivido appieno l'idea di fondo del tuo ragionamento, ma quei soldi non sono stati tolti dal fondo spese del ministero della sanità, ma da quello del ministero degli esteri.

Ci indignamo per i 600mila euro spesi per riportare a casa 5 (cinque) cittadini italiani che (a quanto pare dalla loro figura professionale) pagano regolarmente (e bene, dico io..) le tasse?
Che dobbiamo dire allora dei MILIONI di euro che vanno a finanziare il fondo per il cinema? Soldi con i quali si finanziano film che vedranno si e no in 50 persone?
http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=188

E poi, nessuno si indigna sulla sorte dei rapitori yemeniti?
Sapete quale (dicono..) possa essere la loro condanna per aver compiuto il fatto? PENA DI MORTE.
Su questo però non si indigna nessuno...

arcobalenotturno
13-01-2006, 11.39.49
Non so se hai letto l'analisi di Vattimo sulla Stampa circa questa vicenda: in pratica, diceva che è cambiata la percezione dell'opinione pubblica sul viaggio.
In pratica, secondo la mentalità attuale, chiunque si sposta per diletto è un TURISTA. Questa figura è quella dell'italiano che va in mete massificate, nel villaggio vacanze "all-inclusive", una vacanza tutta certezze e rassicurazioni: non è più concepibile, bell'era del turismo globalizzato, la figura del "viaggiatore" che viaggia per scoprire una nuova cultura. Chiunque si sposta con la mentalità del viaggiatore è "avventato" secondo il parere comune e, nel momento in cui gli succede qualcosa, "se l'è andata a cercare". E non parlo solo di morte, ma anche di cose meno gravi come furti, rapimenti, problemi di salute ecc.
Oggigiorno però, diceva Vattimo, è forse più sicuro il viaggiatore che non il turista: basti vedere gli attentati a Bali, Sharm, Taba o i continui allarmi nelle grandi città d'arte/capitali europee. La sua tesi diceva che, mentre i terroristi non hanno una logica razionale e colpiscono a caso e senza pietà, i rapitori yemeniti sono persone guidate da una loro logica (sbagliata, ma razionale), con le quali è possibile trovare dei punti in comune (e risolvere le questioni con il dialogo).
Per approfondire clicca qui (http://www.lastampa.it/_settimanali/ttl/estrattore/Tutto_Libri/art11.asp).


si ma quelli erano là con un viagigo organizzato... non con mezzi loro... quindi turisti secondo il ragionamento di cui sopra

Di0
13-01-2006, 11.45.48
Mi chiedo che ragionamento sia il tuo: secondo te, quei 600mila euro da dove venivano fuori? dal budget annuale del ministro degli esteri: con quel "conto corrente" (chiamiamolo così), il ministero può gestire le più comuni emergenze. Se quei soldi non fossero stati spesi, alla fine dell'anno sai cosa avrebbe fatto il ministero? li avrebbe sprecati nel patrocinio di qualche festa, viaggio, iniziativa ecc. Di certo non li avrebbero lasciati li, con il rischio di vedere ridimensionato il budget per l'anno successivo.
[...]


Questo mi sembra un discorso un po' eccessivo, dire che quei soldi era giusto spenderli perché altrimenti li avrebbero comunque spesi in altra maniera.
Al di là del principio che ho già ripetuto, ragionando così non mi meraviglio che ad ogni nuovo controllo dei conti pubblici si scoprano buchi, buconi e buchi neri nelle finanze dei vari ministeri.
Quelli erano soldi dello stato, soldi nostri, e li hanno spesi per finanziare un gruppo di delinquenti. Mi sta bene, probabilmente sarebbero finiti nelle tasche di qualche politico, ma non dire che "tanto un modo per spenderli si trova sempre", perché è ragionando così che l'Italia si è trovata con le pezze al culo.


Ah, ed infine:


Se quei soldi non fossero stati spesi, alla fine dell'anno sai cosa avrebbe fatto il ministero? li avrebbe sprecati nel patrocinio di qualche festa, viaggio, iniziativa ecc.
[...]

http://www.arcobaleno.net/personaggi/Re%20Sole1.jpg
????


Mi scuso con te se sono stato un po' polemico, ma non è niente di personale, solo che vedere spesi così dei soldi e poi vedere giornali che parlano a vanvera solo perché hanno paginone da riempire mi fa un po' inacidire (sì, come lo yogurt...).


EDIT: 'azzo, avevo scritto un post molto più lungo, ma mancano le prime due parti. Devo aver fatto casino con I quote: copia-incolla :(

Di0
13-01-2006, 11.57.32
In pratica, secondo la mentalità attuale, chiunque si sposta per diletto è un TURISTA. Questa figura è quella dell'italiano che va in mete massificate, nel villaggio vacanze "all-inclusive", una vacanza tutta certezze e rassicurazioni: non è più concepibile, bell'era del turismo globalizzato, la figura del "viaggiatore" che viaggia per scoprire una nuova cultura. Chiunque si sposta con la mentalità del viaggiatore è "avventato" secondo il parere comune e, nel momento in cui gli succede qualcosa, "se l'è andata a cercare". E non parlo solo di morte, ma anche di cose meno gravi come furti, rapimenti, problemi di salute ecc.

L'analisi riportata è totalmente sbagliata.
Oggigiorno lo spirito del viaggiatore è perso o per lo meno non era quello che animava veramente i turisti yemeniti.
Il viaggiatore corre dei rischi elevati, ne è ben conscio ed è ben preparato ad affrontarli. Ciò nonostante sa che le probabilità che qualcosa vada storto sono sempre presenti, ma accetta il rischio calcolato di chi "se la va a cercare" con spirito d'avventura e studio.
Invece, questi cinque imprenditori padovani volevano lo spirito d'avventura per turisti, volevano le emozioni forti ed il viaggio "molto in", ma senza preparazione agli imprevisti o anche solo spirito d'avventura proprio di un vero viaggiatore.
Te lo dice uno che vorrebbe molto viaggiare, questa sorta di imprevisti è sempre in agguato, ma quelli non erano viaggiatori: erano turisti con nikon che volevano giocare per una settimana agli Indiana Jones.
Volevano fare i turisti dell'avventura ed è ciò che hanno ottenuto.



E poi, per un viaggio in Yemen non parlerei di "lusso": è lusso dormire in una tenda nel deserto? E' lusso conoscere un mondo diverso dal tuo?

Credo che il pernottamento fosse organzizzato negli alberghi cittadini e solo le escursioni ai siti archeologici fossero percorsi fuori dai normali itinerari turistici, questo a conferma di quanto detto in precedenza.
Insomma erano esploratori dalle 08 alle 16.
Volevano fare gli archeologi e sono stati rapiti: avevano dimenticato le fruste a casa.




P.S. Doppio post lo so: ma credo che non entrasse tutto in uno. :birra:

Francesco_frzgrz
13-01-2006, 12.08.04
La differenza tra il turista e il viaggiatore è in quello che le due figure cercano dal viaggio, non da come vanno.

E' logico che il viaggio sia organizzato anche in yemen: come ci vai? la lingua?
Permettimi comunque che tra un viaggio in Yemen e uno a Sharm, si potrà parlare in entrambi i casi di turismo, ma c'è un abisso.

Di0
13-01-2006, 12.12.58
Non so.
Io ho sempre ritenuto anche il viaggio (inteso solo come spostamento) un'esperienza in sè. Credo sia questa la differenza, però è l'idea che mi sono fatto leggendo libri come quelli di Konrad o altri. Magari ormai è una romanticheria persa per sempre.

Sono portato a distinguere tra il "journey" inglese: attraversare il deserto con una carovana; ed il "travel" una gita organizzata in pullmann alle piramidi.

In ogni caso, anche fosse come dici tu: il fatto che volessero approfondire la loro conoscenza della cultura yemenita (condivido l'idea, perché è una cosa che affascina anche me), li dispensa in qualche modo dal dover rispondere della loro imprudenza, costata piuttosto cara?

Francesco_frzgrz
13-01-2006, 12.32.01
Questo mi sembra un discorso un po' eccessivo, dire che quei soldi era giusto spenderli perché altrimenti li avrebbero comunque spesi in altra maniera.
Non dico che sia giusto spenderli così, ma il budget annuale deve sempre essere speso. Ti spiego perchè:
Anno 2005, il ministero ha a disposizione 100 e ne spende, per le sue spese, 90. Gliene restano 10.
Con quei 10 avanzati si possono fare 2 cose:

- non spenderli: nel 2006 allora, siccome ne ho 10 da parte, il budget che la finanziaria mi darà, sarà minore perchè sanno che, evidentemente, spendo poco. Se ci fossero problemi nel 2006 (devo spendere 110), potrei correre il rischio di andare sotto: qualcuno potrebbe perdere l'incarico, non si potrebbero fare tutte le cose programmate, si potrebbero gestire male alcune situazioni.
- spenderli: li uso per pagare un collaboratore in più, metto il patrocinio a un evento (=> do soldi), li uso!
Il budget del 2006 sarà uguale e magari potrò anche chiedere un aumento perchè preventivo una crescita delle spese.

Quei 600.000 euro erano soldi nel budget annuale: il mio "feste" era riferito che, magari, vedremo un evento in meno patrocinato dal ministero degli esteri, o quando il ministro va in viaggio ci sta un giorno di meno.


Mi scuso con te se sono stato un po' polemico, ma non è niente di personale, solo che vedere spesi così dei soldi e poi vedere giornali che parlano a vanvera solo perché hanno paginone da riempire mi fa un po' inacidire (sì, come lo yogurt...).
Ci mancherebbe! :birra:
Anche a me da fastidio che vengano spesi male i soldi dei contribuenti, ma i giornali, nella loro ricerca della notizia, su queste cose, sul malcontento e, permettimi, su un pizzico di demagogia, ci marciano anche troppo.

Francesco_frzgrz
13-01-2006, 13.09.24
In ogni caso, anche fosse come dici tu: il fatto che volessero approfondire la loro conoscenza della cultura yemenita (condivido l'idea, perché è una cosa che affascina anche me), li dispensa in qualche modo dal dover rispondere della loro imprudenza, costata piuttosto cara?

Perchè allora non dire qualcosa anche al tour operator che ce li ha portati?
Perchè è sempre colpa dei turisti?

Peter Pan
13-01-2006, 13.25.34
Non so se hai letto l'analisi di Vattimo sulla Stampa circa questa vicenda:


Sono vissuto serenamente fino ad ora senza mai sapere chi sia costui.


Chiunque si sposta con la mentalità del viaggiatore è "avventato" secondo il parere comune e, nel momento in cui gli succede qualcosa, "se l'è andata a cercare".


Io non ho parlato di un "avventato" in quanto turista, ma di un individuo che ha scelto una meta di viaggio nonostante sia ormai ben chiaro a tutti che in quei luoghi la criminalità è fuori controllo e i rapimenti sono all'ordine del giorno.

Non parlo di avventatezza da turista, ma di teste di cazzo che, e ce ne sono molte, in queste cose cercano il "brivido dell'avventura".
Non so se tale Vattimo lo sappia, ma ti posso assicurare che nei miei ambienti si sta cercando di capire (ma non ci vuole poi molto) cosa spinga tranquilli cittadini a scegliere di proposito proprio queste destinazioni.
Di certo, non voglio dire che tutti siano così, ma molti queste avventure se le vanno a cercare con lo stesso piglio di chi fa le gare clandestine o se ne va sulle montagne russe.
Il senso del pericolo ha un fascino che agisce violentemente sulle scelte degli individui.

Poi puoi pure pensare che stia vaneggiando.
Io credo al risultato delle ricerche che ho letto. ;)


La sua tesi diceva che, mentre i terroristi non hanno una logica razionale e colpiscono a caso e senza pietà, i rapitori yemeniti sono persone guidate da una loro logica (sbagliata, ma razionale), con le quali è possibile trovare dei punti in comune (e risolvere le questioni con il dialogo).


Mi sembra una baggianata enorme.
I terroristi sono una organizzazione molto raffinata.
Non colpiscono a caso, ma studiano bene prima di agire.
Ma chi è costui? :mumble:
Lo pagano per scrivere su un giornale?

Se i terroristi colpissero a casaccio, vuoi dire che stiamo dando per vero che l'11 Settembre sia stato davvero organizzato dalla CIA!
E le bombe di Londra e Madrid? A casaccio anche quelle?
Direi che se agiscono a casaccio, questi terroristi sono davvero fortunati...
...come si dice dalle mie parti, hanno pi culo che sentimento! ;)


E poi, per un viaggio in Yemen non parlerei di "lusso": è lusso dormire in una tenda nel deserto? E' lusso conoscere un mondo diverso dal tuo?

Sì. Assolutamente. Un lusso è tutto ciò che non è un bene necessario.
Il pane e i vestiti sono un bene necessario.
Ormai, anche la benzina lo è.
Il riscaldamento non è un lusso.

Viaggiare, invece, lo è sempre. Anche se dormi in tenda. Anzi, ci sono persone che trovano più affascinante questo che non l'alberghetto.
Non è il modo in cui ti godi le vacanze, ma sono le vacanze di per sé ad essere un lusso.

Altrimenti cos'è, Berlusconi che se na va in Sardegna nella sua villa in Costa Azzurra, è un poveraccio perché le vacanze se le sta facendo a nemmeno 500 Km da casa?


Mi chiedo che ragionamento sia il tuo: secondo te, quei 600mila euro da dove venivano fuori? dal budget annuale del ministro degli esteri


Ok. Questo non l'ho preso in considerazione.
Ma a questo punto, mi viene da chiedere: quali sono le impellenze del Ministero degli Esteri? Cosa ci fa con quel budget un Ministero degli Esteri?

Siamo proprio certi che il Ministero degli Esteri non avesse compiti più utili alla intera società di cittadini italiani, piuttosto che andare a pagare il riscatto per quattro incoscienti?


Detto ciò, cerchiamo di tornare IT.

Si parla della questione di far pagare l'assicurazione ai viaggiatori in terre note come a rischio.

Bene.

Perché il Ministero degli Esteri non risarcisce i turisti italiani che subiscono furti, perdite, incidenti?
E allora, perché un rapimento dev'essere tanto diverso da tutto questo?