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Visualizza versione completa : Ignoranza e cattiveria sono collegate?



Braveheart1984
08-01-2006, 18.43.58
Secondo voi, la cattiveria di una persona può essere figlia di mancanza d'istruzione ed ignoranza? Può l'ignoranza indurire il cuore di un uomo, mentre la conoscenza scioglierlo?

:birra:

azanoth
08-01-2006, 18.51.17
Sicuramente si,almeno nei soggetti medi che non soffrono di psicosi violente o sadici congeniti;)

SuperGrem
08-01-2006, 19.29.15
mmm... ci sono tante persone ignoranti ma buone nell'animo, non mi pare che sia facile trovare una correlazione fra le due cose.
Sicuramente l'ignoranza rende più indefiniti i confini morali, ma conta molto anche l'ambiente in cui cresce la persona.

Khorne
08-01-2006, 19.34.13
L'ignoranza porta paura.
La paura porta violenza.

Maharet
08-01-2006, 19.40.33
L'ignoranza porta paura.
La paura porta violenza.

Quoto.

SuperGrem
08-01-2006, 19.42.50
L'ignoranza porta paura.

Non ne sarei tanto sicuro.
C'è l'ignorante che sa di esserlo e l'ignorante che non sa di esserlo. L'ignorante che sa di esserlo può aver paura di ciò che non conosce, è vero, ma l'ignorante che non sa di esserlo si sente al sicuro perchè non conosce la limitatezza del suo spazio mentale.
Un po' come un pesce in un acquario.

Raziel7
08-01-2006, 19.43.19
C'è violenza e violenza. Non si può fare dell'erba un fascio. Ci sono quelle dettate dall'ignoranza come dici tu, e quelle dettate dalla paura come dice Khorne. Il fatto che l'ignoranza possa portare paura, di solito, non sta in piedi. Ma ripeto di nuovo, c'è violenza e violenza.

Ape_Africanizzata
08-01-2006, 19.46.46
No,non credo siano correlate nella maniera più assoluta.

La cattiveria può caratterizzare tanto l'ignorante quanto l'erudito...SE deve essere correlata con qualche cosa la vedrei bene accoppiata con la poca apertura mentale.

TheDarkAlcatraz
08-01-2006, 20.00.06
Vi dirò di più: io invece vedo la cattiveria come strettamente legata alla cultura. L'uomo ignorante ( ovvero che non ha ricevuto un' istruzione adeguata ) il più delle volte pratica una crudeltà diversa rispetto a quella dell' individuo colto: una crudeltà inconscia, quasi involontaria. Naturalmente esistono le eccezioni, ma nella maggior parte dei casi io credo che si possa prendere per buona questa ipotesi...

Peter Pan
08-01-2006, 20.15.53
No.

La cattiveria è una componente dell'animo umano che prescinde dalla sua conoscenza.

Anzi, la Storia ci parla di persone che spiccavano nell'intellighenzia della loro epoca e sono ricordate come malvagie.

Anzi, a volte la conoscenza dà solamente nuovi mezzi per esprimere la propria cattiveria.

SuperGrem
08-01-2006, 20.22.24
Io direi che c'è una mescolanza fra cultura e moralità che produce risultati non prevedibili. Ignoranza e cattiveria sono comunque subordinate all'animo della persona alla quale si fa riferimento.

follettomalefico
08-01-2006, 20.23.40
No. Assolutamente no.


Il ragionamento di Khorne non è collegato con la cattiveria. L'ignoranza è vero che può portare a paure, ma in questo caso non si reagisce per cattiveria, ma per paura.

Braveheart1984
08-01-2006, 20.40.03
No.


Anzi, la Storia ci parla di persone che spiccavano nell'intellighenzia della loro epoca e sono ricordate come malvagie.

.

Sicuramente è così. Però sul libro I personaggi più malvagi della storia di Klein e Twiss, nell'introduzione, c'è scritto: "Esaminando la vita di questi uomini, è interessante notare che molti di essi sono accomunati dalla mancanza di istruzione o dall'incapacità di portare a termine la formazione scolastica. Saddam Hussein e Amin Dada erano semianalfabeti, mentre Adolf Hitler,Pol Pot, Kilm Il sung e Nicolae Ceausescu non terminarono mai gli studi.
L'istruzione è un denominatore comune anhe per quanto riguarda ciò che i dittatori odiano di più. Pol Pot e Amin Dada, ad esempio, perseguitarono e uccisero quanti consideravano intelletuali, poiché vedevano in essi una minaccia per i loro regimi."

Insomma, a quanto pare la macanza d'istruzione non aiuta di certo!

Peter Pan
08-01-2006, 20.42.01
L'ignoranza è vero che può portare a paure


Fino ad un certo punto.

Per sua natura l'uomo ha paura dell'ignoto. È vero.

Ma sono molte le cose che l'uomo ignora e di cui dovrebbe aver paura, intendendo questa come metro di giudizio e di controllo delle proprie azioni.


Mi spiego definendo il coraggio.

Se un bambino tocca la fiammella, si brucia. Ma non lo ha fatto per coraggio, ma per ignoranza: non sapeva che il fuoco fa male. Adesso lo sa, e avrà paura a toccarlo. Paura dettata dalla conoscenza.

Un soldato che si lancia in battaglia, sa bene che una pallottola può porre fine alla sua vita da un momento all'altro. Eppure lui si slancia nella battaglia: questo è coraggio.

Il coraggio è affrontare cose note.

Ma elucubrando, posso dire anche che Ulisse era coraggioso, seppure egli si slanciasse nell'ignoto. Così come molte altre persone che si slanciano con coraggio dentro il buio...

E quindi mi sono impantanato e vado a prendermi una pizza. Io mi sono perso. :ihih:

Peter Pan
08-01-2006, 20.48.45
Klein e Twiss


E chi sono??? :mumble:


Alla stessa maniera... vogliamo parlare delle ricerche sperimentali effettuiate dagli ufficiali delle S.S., che da molti sono state definite crudeli? (no, non mi riferisco alle ricerche effettuate su Logan!)

Eppure, questi medici erano acculturati...

Vlad Tepes possedeva una vastissima biblioteca, e di lui si ricorda la sua cultura erudita. Sappiamo tutti che è passato alla storia anche come l'Impalatore".

Savonarola non era un ignorante.

E così ce ne sono tanti altri...

Mettere Saddam Hussein, Adolf Hitler, Pol Pot, Kilm Il Sung, Nicolae Ceausescu ed altri dittatori tra gli uomini più crudeli la trovo pretenziosa come cosa.
Perché loro erano solo uomini che davano un comando.

Non eseguivano direttamente l'ordine. Non eseguivano direttamente i lmale sugli esseri viventi.

C'è una toria interessante secondo la quale se noi avessimo un pulsante sul comodino, premendo il quale dall'altra parte del mondo muoiono 10 cinesi, e della quale morte è assicurato noi non fossimo collegati né incolpati né accusati, molti di noi lo premerebbero un paio di volte prima di coricarsi...

Quando si ha davanti la morte e il male che si fa, si può parlare di cattiveria: godere del male, godere della sofferenza altrui.

Ma quando si dice: andate e uccidete 8lontano dai miei occhi) non ci si ritiene direttamente responsabili in quanto non esecutori materiali.
Quindi, non si può parlare di esercizio diretto della cattiveria.

Erano uominmi

follettomalefico
08-01-2006, 20.50.05
Zio bon, Peter, ho detto PUO', non DEVE, non PUOI ( :asd: ) partirmi con un papiro di 40 righe su qualcosa che ho già sott'inteso :asd: ...post precedente...


~


@ Brave
La mancanza d'istruzione non aiuta, e mi citi pochi casi. Non è statisticamente rilevante. Posso citati altrettanti casi di persone istruite che hanno commesso 'cattiverie'. ;)
Peraltro l'aver interrotto gli studi non è cmq descrittivo del loro livello di conoscenza, perché le discipline scolastiche sono solamente una frazione di tutta la conoscenza esistente. :)

Peter Pan
08-01-2006, 21.02.46
Zio bon, Peter, ho detto PUO', non DEVE


Appunto. ;)

follettomalefico
08-01-2006, 21.04.40
Appunto? Lo sai che la storia dell'"appunto" nasce nel 1500 quando i monaci appuntisti giravano per l'europa blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah

blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah Berlusconi blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah

blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah

blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah

blahblahblahblah blah blah blahblahblahblah blah blah
blahblahblahblah blah blah

(tipica risposta di Peter sul niente :asd: )

sheena
08-01-2006, 21.25.12
alcuni interessanti punti di vista (e relativi esperimenti) (http://www.psicolinea.it/c_e/mr._hyde_dentro_di_noi.htm). ;)

ma se vi state riferendo ad una "cattiveria" insita nel soggetto... forse bisognerebbe conoscere un po' la psicologia della personalità... quel genere di cattiveria, come ha gia' detto qualcuno mi pare, non e' necessariamente legata alla sua cultura o al suo grado d'istruzione/conoscenza del mondo. dipende da ben altri fattori. di fatto, per i personaggi come quelli piu' sopra citati, combattere l'istruzione e la cultura (vietandola agli altri) significa ridurre il rischio d'essere "smascherati" e/o contraddetti.

inoltre, io distinguerei tra cultura ed istruzione. mi e' capitato spesso di conoscere persone scarsamente istruite, ma con una cultura incredibile e mi capita di incontrare gente con istruzione universitaria e la cultura (e l'educazione) di un protozoo

Alceo
08-01-2006, 21.50.22
Braveheart1984 mi faresti degli esempi di persona cattiva?

FALLEN_ANGEL_664
08-01-2006, 21.51.24
Secondo voi, la cattiveria di una persona può essere figlia di mancanza d'istruzione ed ignoranza? Può l'ignoranza indurire il cuore di un uomo, mentre la conoscenza scioglierlo?

:birra:

Si parla d'istruzione? Di erudizione? Non di cultura, giusto?

Secondo me le due cose non sono affatto interpretabili come causa-effetto. Anzi, non sono nemmeno direttamente collegate. Un uomo erudito può essere immensamente malvagio come un uomo ignorante può essere immensamente buono.

Sapere che una coltello può uccidere, non ti impedisce di utilizzarlo per tagliare una mela o per trafiggere il costato di qualcuno. Se però non conosci le potenzialità del coltello e accidentalmente fai del male, in quel caso non si parlerà di cattiveria ma di "ignoranza", perchè se non sapevi (e se non sospettavi) che il coltello poteva ferire non poteva essere certo quella la tua intenzione.

Il concetto di cattiveria, poi, è piuttosto vago.

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

Peter Pan
08-01-2006, 21.58.35
tipica risposta di Peter sul niente

Se non hai capito ciò che ho detto e il perché, evita di sparlare sul mio conto, che sei anche mostruosamente OT. ;)

SuperGrem
08-01-2006, 23.32.40
Esaminando la vita di questi uomini, è interessante notare che molti di essi sono accomunati dalla mancanza di istruzione o dall'incapacità di portare a termine la formazione scolastica. Saddam Hussein e Amin Dada erano semianalfabeti, mentre Adolf Hitler,Pol Pot, Kilm Il sung e Nicolae Ceausescu non terminarono mai gli studi.

Ma in questi casi probabilmente la mancanza di istruzione era l'effetto non la causa della loro cattiveria. Si parla di incapacità a portare a termine gli studi, evidentemente queste persone erano così bacate mentalmente che i loro demoni gli impedivano persino di condurre una vita scolastica/formativa normale.
Ma non credo che se fossero riusciti ad avere una istruzione migliore si sarebbero salvati da se stessi, eh.

PS - condivido il punto di vista di Fallen Angel.

follettomalefico
09-01-2006, 00.21.49
Se non hai capito ciò che ho detto e il perché, evita di sparlare sul mio conto, che sei anche mostruosamente OT. ;)
Hahahha certo, mo' non fare l'offeso perché ti ho fatto notare che ampli discorsi quando non ce n'è bisogno. E' una tua abitudine, se poi ti offendi vuol dire che forse la vedi tu stesso come un difetto? Boh, pensaci. :)


Poi, se vuoi anche chiamare la mamma, fai pure :asd:

SuperGrem
09-01-2006, 00.23.01
orsù, basta

Ungern
09-01-2006, 00.25.15
L'idea che ignoranza e cattiveria siano indissolubilmente collegate è un assunto tipico dell'ottimismo antropologico che contraddistingueva il pensiero filosofico greco. Anche lo stesso Socrate ribadiva che il male non poteva essere compiuto volontariamente dal momento che colui che operava in vista del male ignorava semplicemente quale fosse il vero bene da perseguire. Si tratta ovviamente di un'argomentazione filosofica di portata limitata, che non tiene conto del progresso della scienza antropologica e psicanalitica e che risultà altresì carente anche nel più limitato ambito filosofico; infatti la filosofia greca in generale, e Socrate in particolare, attribuivano all'intelletto la suprema capacità di saper riconoscere ed operare il bene, senza pertanto distinguere dall'intelletto stesso la volontà e l'istintualità proprie dell'essere umano né, conseguentemente, la loro importanza.

SuperGrem
09-01-2006, 00.29.07
risultà

:doubt:

Peter Pan
09-01-2006, 00.30.14
Hahahha certo, mo' non fare l'offeso perché ti ho fatto notare che ampli discorsi quando non ce n'è bisogno. ' una tua abitudine

Che siccome hai deciso che io mi sono offeso, allora devo esserlo davvero? :mumble:

Che siccome tu hai deciso che io amplio i discorsi senza che ce ne sia bisogno, allora è così?
Che poi hai deciso che sei tu a decidere quando di una cosa c'è bisogno o meno?

E lo sai tu che è una mia abitudine? O hai deciso che dev'essere così?

Hai mai sentito parlare di: "prendere spunto"?


se poi ti offendi vuol dire che forse la vedi tu stesso come un difetto? Boh, pensaci.


Ripeto, che se tu hai deciso che io sono offeso, non è detto che io lo sia.
Poi questa psicologia spicciola mi sembra presa da Cioé è un altro discorso...

Bò, a me quello che viene da pensare è che ultimamente hai deciso di rompermi il cazzo di proposito su qualunque cosa dico... ma che ti ho fatto? :mumble:


Poi, se vuoi anche chiamare la mamma, fai pure :asd:

Mi vengono una serie di risposte a riguardo. :ihih:


...preferisco evitare il flame :Prrr:

follettomalefico
09-01-2006, 00.38.57
Nono, flamma pure. Eh se non prendi seriamente quello che dico di serio, tanto vale no? :asd:

Cmq hai appena dato dimostrazione di quello che ti ho detto sopra per cui non ti sei offeso (complimenti per le seghe mentali successive): da 3 righe e una battura, un post faraonico :asd:


Ma sono io che mi sogno tuttoooooo! Torno a farmi di LSD vah :asd:

Braveheart1984
09-01-2006, 00.39.46
Mah, secondo me, l'ignoranza non facilita comunque le persone ad essere più buone. ovvio poi che ci sono incolti dal cuore d'oro e sapienti marci dentro. Il punto è che spesso gli ignoranti sono anche molto manovrabili, e possono essere seguaci di ideologie assurde senza nemmeno rendersene conto (e come si spiegano allora i successi di Hitler e Stalin? io non trovo altre soluzione). Ma questo cmq è già un altro discorso:)
PEr Alceo: una persona cattiva è colui che danneggia il suo prossimo per vantaggi personali

follettomalefico
09-01-2006, 00.41.16
Se sono manovrati, non è cattiveria. No? ;)

Factorx84
09-01-2006, 00.48.01
Il fatto che una persona ignorante compia involontariamente una cattiveria, può essere considerata la causa e la scusa, una persona che compie volontariamente una cattiveria, che sia ignorante o no, non ha scuse.

follettomalefico
09-01-2006, 00.49.55
Ma il mio punto è: se è involontaria, rientra ancora nella definizione di cattiveria?

CATTIVERIA
s. f.
1 l'essere cattivo; disposizione al male: è noto per la sua cattiveria
2 azione cattiva: è una cattiveria infierire sui deboli.

CATTIVO
Lat. capti¯vu(m) 'prigioniero', passato attraverso l'espressione lat. cristiana capti¯vus diabo°li 'prigioniero del diavolo' al significato di 'malvagio'

TheDarkAlcatraz
09-01-2006, 00.59.50
PEr Alceo: una persona cattiva è colui che danneggia il suo prossimo per vantaggi personali


Per me il cattivo è non solo colui che danneggia il suo prossimo per ottenere dei vantaggi, ma soprattutto colui che danneggia senza alcuno scopo prefissato, gratuitamente.

Peter Pan
09-01-2006, 01.13.45
Nono, flamma pure. Eh se non prendi seriamente quello che dico di serio, tanto vale no? :asd:

Cmq hai appena dato dimostrazione di quello che ti ho detto sopra per cui non ti sei offeso (complimenti per le seghe mentali successive): da 3 righe e una battura, un post faraonico :asd:


Ma sono io che mi sogno tuttoooooo! Torno a farmi di LSD vah :asd:


Che tipo :|

Se hai finito tira lo scarico.




Il fatto che una persona ignorante compia involontariamente una cattiveria, può essere considerata la causa e la scusa, una persona che compie volontariamente una cattiveria, che sia ignorante o no, non ha scuse.


Penso che la Giurisprudenza abbia risolto brillantemente la quesitone.

Per la Legge c'è una netta distinzione tra dolo e preterintenzione.
Una persona che commette un reato viene trattata diversamente a seconda se ha voluto compierlo o si è reso solo parte attiva senza volontà.

Se uno prende una pistola e va a casa di uno a ucciderlo, è preterintenzionale e la pena è gravissima.
Se uno per sbaglio con la macchina stira una vecchia, commette un crimine ma non viene trattato come un criminale.

Soprattutto, la Legge punisce l'intenzionalità, ma non l'intenzione (cosa che qualche saputello confuse clamorosamente qualche tempo fa su una quesitone del genere).

La Legge va applicata a seconda dei casi, ovvio, che vengono analizzati di volta in volta.
Con questo presupposto, posso fare una generalizzazione che non ha valore assoluto.
La Legge non punisce l'intenzione.

Se io decido di uccidere Tizio, gli sparo e lo manco, non vengo processato per omicidio. Seppure io avessi l'intenzione di farlo. Al massimo posso essere processato per uso di arma da fuoco.
Se invece uso un coltello, e lo ferisco dalla cintola in giù, non vengo accusato di tentato omicidio ma per lesioni personali.
La Legge considera molto attentamente non solo l'intenzione, ma anche la mancata attenzione nell'evitare qualcosa.
Se voglio solamente spaventarlo o ferirlo, e lo prendo in petto, vengo processato per tentato omicidio.
Se poi questo muore anche dopo tre mesi, allora divento omicida!
Ecco perché esiste il dolo. Io devo sapere che se mi metto a lanciare graste dal balcone, rischio di colpire qualcuno.
Anche perché, sempre per Legge, l'ignoranza non è una giustificazione.
Inoltre la Legge, appunto, non punisce l'intenzione.
Se io decido di uccidere Tizio, ma colpisco Caio, non vengo punito per tentato omicidio di Tizio, ma di Caio.

Alla stessa maniera, occorrerebbe considerare il male.
Non tanto in sé per sé, quanto il suo prodotto.
Se io sono una persona collerica e attaccabrighe, ma poi non faccio del male ad una mosca, non vengo considerato una persona cattiva ma rompicoglioni.
Se io sto zitto zitto ma poi vado a appendere i gatti ai pali della luce, senza dare nell'occhio, senza dubbio sono un bastardo.

Dal punto di vista clinico (e Legale) si considera anche il rapporto tra l'individuo e il male.
Un deviato che non comprende di fare del male con una sua azione, non può essere trattato come un criminale che è capace di intendere e di volere.

In un certo posto in una certa città, vaga per una struttura pubblica un malato di mente aggressivo e pericoloso.
Ha già più di una volta tentato violenza carnale verso le infermiere e le dottoresse, senza mai esserci riuscito.
Questa persona è anche affetta da AIDS. Se dovesse riuscire nel suo intento, farebbe danni allucinanti.
Qui il dilemma morale. Questa persona è potenzialmente pericolosa. Ma fino ad ora non ha commesso alcun crimine. Quindi non può essere presa in considerazione dalla Legge.
Cosa si fa? Si aspetta che faccia del male a qualcunjo perché si prendano provvedimenti?
Oppure si prendono a priori, rischiando di mettere in galera una persona innocente?

Quindi, può essere considerata malvagia una persona che non si rende conto di fare del male?

Per male, intendo arrecare dolore e sofferenza, ovvero privare della dignità e della serenità il prossimo o sé stesso.

follettomalefico
09-01-2006, 01.19.30
[...] Se uno prende una pistola e va a casa di uno a ucciderlo, è preterintenzionale e la pena è gravissima. [...]

Peter ziobon, io volevo anche smetterla di stuzzicarti, ma se ti metti a cannare le definizioni! E' il momento in cui intervenga SuperFoll! :asd: ...zitto Grem... :asd:

Quella di cui hai parlato non è la preterintenzione (http://it.wikipedia.org/wiki/Reato_preterintenzionale). In giurisprudenza penale la distinzione è fra dolo e colpa. :)

Ora siete due saputelli ad aver sbagliato :asd:

Ungern
09-01-2006, 01.27.56
E-S-A-T-T-O !

Peter Pan
09-01-2006, 01.39.01
In giurisprudenza penale la distinzione è fra dolo e colpa.


Errore mio.

Hamneth
09-01-2006, 02.09.24
Risposta breve:
Non è questione di cattiveria o meno, è questione di quale tipo di cattiveria...

Risposta allungata:
Come tutte le questioni sulla natura umana a questo quesito non si può rispondere con un semplice "no" od un semplice "si". Bisogna fare un ragionamento più espanso, prendere a capione una certa casistica e vedere cosa ne viene fuori...
Fondamentalmente ne viene fuori quello che è stato scritto nelle prime pagine del 3d, e cioè che in effetti ci sono tantissime persone "ignoranti" ma buone d'animo, e ci sono altresì molte persone istruite e intelligenti che sanno macchiarsi di crimini orrendi. E' anche vero, però, che una certa dose di ignoranza favorisce la nascita e il prosperare di determinati "modus operandi deviati" e considerabili "cattivi" quali, ad esempio, la microcriminalità o la propensione verso la truffa. A questo si va ad aggiungere il fenomeno opposto: e cioè si nota che una certa istruzione spesso previene la nascita di "individui socialmente negativi".

Ci si trova quindi di fronte a quattro fattori contrastnti fra di loro: l'unico modo per risolvere il problema è far cessare la catalogazione per qualità e introdurre quella per genere, e cioè chidersi: Cattivo... Come?
Ed ecco spiegato il mistero: scarsa istruzione e erudizione portano al nascere di forme di "malvagità" e "bontà" semplici e spontane e facilmente comprensibili. Insomma la classica bontà che si può ritrovare nei piccoli paesi, la soliedarità che si può offrire ad un viandante perso oltre l'uscio di casa... Oppure quella malignità insita nella stessa cornice culturale che può finalizzarsi nella quasi totale distruzione di determinati individui deboli.
Allo stesso tempo l'intelligenza e l'istruzione portano ad un fenomeno dello stesso tipo e fevoriscono lo sviluppo di forme di "malvagità" e "bontà" più complesse e performanti... Criminalità organizzata, guerre, genocidi, tutte cose più spiacevoli ma dietro alle quali non può non celarsi il lume della ragione in tutto il suo splendore. E ovviamente ad esse si contrappongono le grandi organizzazioni a scopo umanitario e sanitario e tutte quelle altre organizzazioni che puntano nella dirazione opposta.

Insomma "bene e male" abitano nell'animo umano a prescindere dai fattori ambientali, crescono insieme all'individuo e diventano tantopiù "dotati" tantopiù l'individuo è dotato. Per sapere perchè uno dei due elementi prevalga sull'altro non ti basta studiare le capacità di un individuo, perchè quelle capacità sono alla stregua di uno strumento, e uno strumento, per sua stessa natura, non può portare verso il male o verso il bene.
L'unica pratica attuale che ha la pretresa di comprendere i "motivi" del bene e del male è la psicoianalisi, dovrai cercare le tue risposte lì se sei veramente sicuro di volerle...

La seconda risposta.
Sebbene io non lo abbia menzionato in precedenza esiste un'altra risposta plausibile per questo dilemma. Una risposta intellettualmente più complessa ma che allo stesso tempo fa leva su uno dei concetti più semplici e antichi sull'argomento: "non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". Quella che sarebbe la "chiave" della bontà secondo gli insegnamento di Cristo. E che può essere espansa e rivista attraverso il termine di "immedesimazione" o più semplicemente ancora attraverso il concetto di "simpatia" della filosofia di Scheler e cioè un elemento di "comunione immedesimativa":

Sicché l’azione morale è tanto più facile quanto più si avverte tale comunanza e c’è immedesimazione (Einfühlung): tale immedesimazione simpatetica implica un “sentire dentro” e, al contempo, un “sentire insieme”. La persona, come abbiamo visto, è l'uomo nella sua totalità ed individualità, nell'unità di tutti i suoi atti ed ha per correlato costitutivo il mondo e la partecipazione emotiva alla vita delle altre persone: in questo consiste propriamente la simpatia. La simpatia è un fenomeno originario, una funzione innata, grazie alla quale si va oltre se stessi e si riconosce l'altro a partire da una partecipazione affettiva. Quotando delle parole che rendono più giustizia al concetto...

Quelli di voi più ferrati nella filosofia di Scheler avranno sicuramente capito dove stanno per andare a parare le mie parole... Ma probabilmente sto per sorprendere anche loro. Infatti quello che sto per andare a sostenere è ben più ampio della semplice "simpatia".
Io parto infatti dall'ipotesi che la simpatia di Scheler non sia che la radice di un sistema teosofico ben più grande, un sistema il cui apice sarebbe la totale comunanza con gli altri esseri umani, e cioè una "simpatia" che trascende l'immedesimazione (perchè non ne ha bisogno) e arriva al "tutto". Una sorta di "senso" che solo Dio stesso potrebbe vantare e che sarebbe in grado di portare l'umanità al di là del bene e del male in ogni forma ipotizzabile.

La risultante di una simile evoluzione sarebbe una "umanità-divinità" in cui il concetto di consapevolezza trascenderebbe la semplice conoscenza della propria condizione ma abbracerebbe piuttosto un orizzonte più ampio: quello della realtà. Che senso avrebbero allora il "male" o la "cattiveria" se sarebbero solamente male e cattiveria contro noi stessi?

In questa ottica, e da un punto di vista esclusivamente semantico della domanda iniziale, si potrebbe interpretare come "ignoranza" la "mancanza di una tale consapevolezza" e di conseguenza la risposta alla domanda sarebbe un "si" secco. Perchè il male sarebbe possibile solo in mancanza di quella condizione.
Ed essendo quella condizione una sorta di totem idealistico ed essendo l'immedesimazione sempre necessaria, si spiegherebbe comunque la condizione umana attuale.

La risposta, quindi, a

Secondo voi, la cattiveria di una persona può essere figlia di mancanza d'istruzione ed ignoranza? Può l'ignoranza indurire il cuore di un uomo, mentre la conoscenza scioglierlo? Sarebbe:
Si, ma non come lo intendi te.

Peter Pan
09-01-2006, 02.24.59
Come tutte le questioni sulla natura umana a questo quesito non si può rispondere con un semplice "no" od un semplice "si". Bisogna fare un ragionamento più espanso, prendere a capione una certa casistica e vedere cosa ne viene fuori...

Bé... Sheena ha postato un documento scientifico che dice e fa tutto questo.

follettomalefico
09-01-2006, 03.01.27
E a Peter aggiungo che:


L'unica pratica attuale che ha la pretresa di comprendere i "motivi" del bene e del male è la psicoianalisi, dovrai cercare le tue risposte lì se sei veramente sicuro di volerle... Come ti ho già detto più volte Martox hai una visione oltremodo distorta di psicologia e psicanalisi. Nonostante il tuo virgolettare i "motivi". ;)


Per il resto carina come digressione Martox, anche se mi pare un po' stiracchiato estendere "ignoranza" a "mancanza di una tale consapevolezza". Ma questo è un parere strettamente personale che esula dal resto tuo discorso. :)

Hamneth
09-01-2006, 03.13.02
Come ti ho già detto più volte Martox hai una visione oltremodo distorta di psicologia e psicanalisi. Nonostante il tuo virgolettare i "motivi". ;)
Dal mio punto di vista ad avere una visione "distorta" sono tutti gli altri... Ah già ma mi ero scordato che autoconsiderarsi l'unica persona sana al mondo è un sintomo di pazzia...
Errore mio.

Comunque diffidate di quel link di Sheena, ci sono scritte solo un paio di storielline, vecchie quanto il mondo e altrettanto poco affidabili, le conclusioni a cui giunge sono poche e male espresse e nel complesso è scientifico come la suola delle mie scarpe.


E riguardo alla "stiracchiatura"... Bhè avevo avvertito che avrei giocato un po' di semantica.:)

Klaud
09-01-2006, 03.56.45
L'idea che ignoranza e cattiveria siano indissolubilmente collegate è un assunto tipico dell'ottimismo antropologico che contraddistingueva il pensiero filosofico greco. Anche lo stesso Socrate ribadiva che il male non poteva essere compiuto volontariamente dal momento che colui che operava in vista del male ignorava semplicemente quale fosse il vero bene da perseguire...
Permettimi di annotare qualche puntualizzazione. Alla base delle asserzioni di Socrate vi è una concezione della obiettività e subiettività del male forse differente dalla nostra. Per Socrate e per larga parte del pensiero greco, il bene ed il male hanno natura eminentemente soggettiva, ovvero non si identificano con i fatti naturali, bensì con le disposizioni/intenzioni dell'animo.
Ora, chi agisce per il male, attua il male su ambedue i piani: sul piano soggettivo, dell'intenzione, nonchè sul piano fattuale; ma, per le scuole socratiche, quest'ultimo non viene in considerazione quale male etico. Agendo per il male, l'individuo è sì consapevole di realizzare il male sul piano fattuale (ma questo non è il male!), mentre crede di agire per il bene sul piano subiettivo, poichè identifica il bene con il soddisfacimento delle proprie intenzioni. Ovvero: agisce per il male ma vuole il bene.
Pertanto, osservare che, ad esempio, si può tranquillamente uccidere Tizio nella consapevolezza che si sta facendo del male e smentire con ciò l'insegnamento di Socrate, equivale ad ignorare le peculiarità della concezione socratica del male e del bene che, ripeto, è concezione eminentemente soggettiva: uccidendo Tizio, secondo il pensiero greco, non si opera il male in quanto Tizio è ucciso (questo "male" è sì conosciuto e voluto dal sogetto agente), bensì in quanto Caio (discostandosi dalla virtù) ha voluto ucciderlo per il soddisfacimento del proprio interesse, identificato erroneamente con il (proprio) bene: un male, dunque, voluto solo in quanto erroneamente reputato bene.
In conclusione, se per "male" e per "bene" intendiamo gli stessi concetti intesi da Socrate, mi pare che l'asserzione "nessuno può compiere volontariamente il male" sia inappuntabile: chi agisce per il male, in realtà vuole il bene, ma ignora quale esso sia. Obiezioni?



Penso che la Giurisprudenza abbia risolto brillantemente la quesitone.

Per la Legge c'è una netta distinzione tra dolo e preterintenzione.
Una persona che commette un reato viene trattata diversamente a seconda se ha voluto compierlo o si è reso solo parte attiva senza volontà.
Se uno prende una pistola e va a casa di uno a ucciderlo, è preterintenzionale e la pena è gravissima.
Se uno per sbaglio con la macchina stira una vecchia, commette un crimine ma non viene trattato come un criminale.
Soprattutto, la Legge punisce l'intenzionalità, ma non l'intenzione (cosa che qualche saputello confuse clamorosamente qualche tempo fa su una quesitone del genere).
La Legge va applicata a seconda dei casi, ovvio, che vengono analizzati di volta in volta.
Con questo presupposto, posso fare una generalizzazione che non ha valore assoluto.
La Legge non punisce l'intenzione.
Se io decido di uccidere Tizio, gli sparo e lo manco, non vengo processato per omicidio. Seppure io avessi l'intenzione di farlo. Al massimo posso essere processato per uso di arma da fuoco.
Se invece uso un coltello, e lo ferisco dalla cintola in giù, non vengo accusato di tentato omicidio ma per lesioni personali.
La Legge considera molto attentamente non solo l'intenzione, ma anche la mancata attenzione nell'evitare qualcosa.
Se voglio solamente spaventarlo o ferirlo, e lo prendo in petto, vengo processato per tentato omicidio.
Se poi questo muore anche dopo tre mesi, allora divento omicida!
Ecco perché esiste il dolo. Io devo sapere che se mi metto a lanciare graste dal balcone, rischio di colpire qualcuno.
Anche perché, sempre per Legge, l'ignoranza non è una giustificazione.
Inoltre la Legge, appunto, non punisce l'intenzione.
Se io decido di uccidere Tizio, ma colpisco Caio, non vengo punito per tentato omicidio di Tizio, ma di Caio.
A parte il fatto che la distinzione, come ti è già stato fatto notare, è tra dolo e colpa, sicuro che chi commette un crimine possa non essere considerato un criminale?
Com'è poi che l'intenzione si distingue dall'intenzionalità, stante il fatto che l'intenzionalità è l'essere intenzionale, e intenzionale è ciò che è detto o fatto con intenzione? In particolare non mi è chiaro l'assunto secondo il quale la legge non punisce l'intenzione, per non dire del fatto che, se io sparo a Tizio e lo manco, vengo processato al massimo "per uso di arma da fuoco" (?); anche nella storia del coltello qualcosa non quadra;
è assurdo poi sostenere che, se procuro lesioni a Tizio volendo invece intimidirlo, io possa essere processato per tentato omicidio non avendolo affatto tentato;
bada poi che, rapportando al tuo esempio il principo secondo il quale l'ignoranza non è una giustificazione (parole tue), sembra di capire che "l'ignoranza delle leggi fisiche non è una giustificazione"... Forse hai confuso due principi differenti;
stessa questione di sopra: com'è che, avendo tentato di uccidere Tizio, ma avendo colpito Caio, sono punito per aver tentato un omicidio che non ho tentato?
Infine, non capisco come un individuo che abbia più di una volta tentato violenza carnale verso le infermiere e le dottoresse, senza mai esserci riuscito possa essere del pari un soggetto che fino ad ora non ha commesso alcun crimine :.:

Forse la giurisprudenza avrà anche risolto brillantemente la questione (uhm...), ma tu no :D


Quanto all'argomento del thread, io mi domanderei piuttosto se ad esser collegate siano cattiveria e stupidità.

follettomalefico
09-01-2006, 11.52.41
Ma che cazzo c'entra mo la pazzia Martox. Se tu fai uscite come "la psicanalisi ha la pretesa di capire i motivi del bene e del male" significa che non sai cosa fa la psicanalisi, e non c'entra nulla tutto il resto (e mi limito solo a questo topic).

Se poi hai piacere ad interpretare la parola "psicanalisi" con altri significati, è solamente qualcosa che fai tu ma tieni bene a mente che stai parlando di tutt'altro. E non c'entra nulla sanità o pazzia, ma una semplice definizione da dizionario. :)


~


Sulla scientificità, vorrei solamente farti notare che fra il tuo post e il link di Sheena non è che vi siano grosse differente dal punto di vista scientifico. Lungi da me questionare su "chi abbia ragione", voglio solamente puntualizzare il relativismo. ;)

SuperGrem
09-01-2006, 13.14.45
Se uno prende una pistola e va a casa di uno a ucciderlo, è preterintenzionale e la pena è gravissima.

No, è volontario.
Preterintenzionale vuol dire che va al di là delle intenzioni, quindi non è volontario.
Uno prende la pistola, va a casa tua, ti dice "o la smetti di scrivere post chilometrici o ti ficco la canna... ", poi inciampa in un ossimoro, scivola su di un costrutto verbale, si accartoccia contro un muro di congiunzioni e gli parte un colpo.
Ecco, questo è preterintenzionale. :p



E riguardo alla "stiracchiatura"... Bhè avevo avvertito che avrei giocato un po' di semantica.:)

Un po' tanto. :asd:

Hamneth
09-01-2006, 13.24.33
Ma che cazzo c'entra mo la pazzia Martox. Se tu fai uscite come "la psicanalisi ha la pretesa di capire i motivi del bene e del male" significa che non sai cosa fa la psicanalisi, e non c'entra nulla tutto il resto (e mi limito solo a questo topic).
Io so cosa "fa" la psicoanalisi e lo disapprovo... Dsapprovo un sacco di altre cose del resto. Penso sia un mio diritto.

follettomalefico
09-01-2006, 13.46.16
Forse. Ma da come scrivi, parli, dici, si vede o che ne conosci troppo poca, o che ne hai una visione pesantemente distorta. Cattive esperienze? Può darsi.

Nessuno, e sottolineo nessuno, ti toglie alcun diritto. Inutile puntualizzarlo.

Braveheart1984
09-01-2006, 14.28.18
Ringrazio tutti per la viva partecipazione:)
Cmq se la bontà d'animo, in effetti, non può dipendere dall'istruzione, l'educazione e, sopratutto, la perspicacia, secondo me si. Faccio un esempio: supponiamo che un uomo di 30 anni faccia ancora la pipì a letto e lo confessi. Un coetaneo coatto sicuramente si burlerà di lui chiamandolo pisciasotto, mentre uno laureato in psicologia capirà che dietro tale evento si celano problemi psicologici, e di conseguenza risulterà comprensivo. Insomma, avere un istruzione aiuta anche a sapersi comportare in certe situazioni, evitando così di risultare offensivi.

follettomalefico
09-01-2006, 14.29.40
...quella non è però cattiveria, zio bon :D

Riapri un topic con una domanda più precisa :asd:

Hamneth
09-01-2006, 14.37.10
Forse. Ma da come scrivi, parli, dici, si vede o che ne conosci troppo poca, o che ne hai una visione pesantemente distorta. Cattive esperienze? Può darsi. Nessuna cattiva esperienza credo, e le mie conoscienze di psicoanalisi sono facilmente quantificabili: buona parte di Freud e un po di Jung. E poi mi sono fermato perchè dopo di quello l'elemento che più disprezzavo di Freud e di Jung (e cioè la pretesa di poter "curare" qualcosa) è diventato il perno di tutto il movimento, insomma io la ho studiata fintanto che era ancora legata alla filosofia, quando è diventato un modo di prostituirsi ha cessato di suscitare il mio interesse (e all'inizio ne suscitava molto, sebbene mantenessi sempre e comunque delle forti riserve).

Edit: comunque ho la seria sensazione che le mie parole siano state interpretate male, o forse erano proprio espresse nel modo sbagliato. Se infatti le riassumi così: "la psicanalisi ha la pretesa di capire i motivi del bene e del male" forse c'è una punta di malcomprensione. Io non affermo che la psicoanalisi pretenda di spiegare "il bene e il male" in senso lato, anche perchè dubito che si possa parlare di bene e male in senso lato. Quello che secondo me la psicoanalisi pretende di spiegare (o meglio giustificare) sono le manifestazioni degli stessi nell'uomo.
Insomma, facendo un esempio: persona normalissima, con vita normalissima, moglie e figli un giorno uccide il vicino di casa perchè butta le foglie sul suo prato. E' un fatto difficile da spiegare, ma la psicoanalisi sostiene di poterci riuscire se messa in possesso delle giuste informazioni...

Quaro.
09-01-2006, 14.38.36
Ma a me se uno mi chiama pisciasotto come minimo lo mando a *********

Eppure non mi ritengo un'ignorante o almeno penso...

follettomalefico
09-01-2006, 14.42.10
Nessuna cattiva esperienza credo, e le mie conoscienze di psicoanalisi sono facilmente quantificabili: buona parte di Freud e un po di Jung. E poi mi sono fermato perchè dopo di quello l'elemento che più disprezzavo di Freud e di Jung (e cioè la pretesa di poter "curare" qualcosa) è diventato il perno di tutto il movimento, insomma io la ho studiata fintanto che era ancora legata alla filosofia, quando è diventato un modo di prostituirsi ha cessato di suscitare il mio interesse (e all'inizio ne suscitava molto, sebbene mantenessi sempre e comunque delle forti riserve).
Dalla tua descrizione ti posso allora confermare che hai una visione più che parziale dell'argomento psicologico e psicanalitico. Sono solo due esponenti, peraltro i "primi" per quanto riguarda la psicanalisi, e peraltro fra tutti sono quelli più orientati alla "cura", appunto. Ci credo che hai quell'opinione. ;)

Anche se non mi è del tutto chiaro se tale tua opinione si ricude alla psicanalisi o anche alla psicologia in generale come invece mi è parso di capire.

Hamneth
09-01-2006, 14.52.14
Ho fatto un edit... Ho anche spedito un pm ma non me lo ritrovo nella cartella di messaggi inviati quindi mi sorgono dei dubbi... In caso riposto quì per farti notare l'edit.

Braveheart1984
09-01-2006, 14.55.22
Ma a me se uno mi chiama pisciasotto come minimo lo mando a *********

Eppure non mi ritengo un'ignorante o almeno penso...


Assolutamente no. E' ignorante chi in quel caso prende in giro senza sapere che c'è un problema dietro (lo ignora, appunto).

follettomalefico
09-01-2006, 14.58.14
Ho fatto un edit... Ho anche spedito un pm ma non me lo ritrovo nella cartella di messaggi inviati quindi mi sorgono dei dubbi... In caso riposto quì per farti notare l'edit.
A riguardo dell'edit: la psicoanalisi per mia idea -che naturalmente può essere sbagliata- non mi pare si arroghi tale pretesa. E' una scienza -anche se bistrattata- e come tale assume sia di poter fallire sia di non aver una comprensione perfetta.

Quello che si "arroga" forse è la possibilità di fornire strumenti aggiuntivi, ma questo lo fa ed è un dato oggettivo... il problema è che questi strumenti sono molto delicati, molto più che quelli di altre scienze e vengono più spesso usati male... :|


Puoi chiarirmi il tuo punto su psicologia/psicanalisi?

Hamneth
09-01-2006, 15.09.00
Puoi chiarirmi il tuo punto su psicologia/psicanalisi?
Penso che nel complesso sia una forma di prostituzione dell'intelletto umano, sono partiti benissimo tentando di spiegare il "modus" umano nel modo più rivoluzionario mai pensato, sono finiti malissimo facendo chicacchierate a 70 euro l'ora...

follettomalefico
09-01-2006, 15.21.07
Ok allora fai anche confusione fra psicologia e psicanalisi, ma questo in effetti succede spesso a chiunque non si addentri nella disciplina. :|

Hamneth
09-01-2006, 15.31.10
Ok allora fai anche confusione fra psicologia e psicanalisi, ma questo in effetti succede spesso a chiunque non si addentri nella disciplina. :|
Tu parti troppo dal principio che io non mi sia addentrato e che mi manchi qualcosa, peccato che invece a queste mie conclusioni io ci sia giunto dopo essermi addentrato anche troppo...
Mettiamola così: Fra psicoanalisi e psicologia c'è la stessa differenza che c'è fra l'idealismo e il giustificazionalismo... :asd: Chi ha orecchie per intendere...

follettomalefico
09-01-2006, 15.41.18
Come preferisci, in fondo dirtelo un'altra volta non cambia le cose ;)

E mi son trattenuto da dire altro, ringrazia :asd:

Hamneth
09-01-2006, 15.46.33
Grazie:asd:

Peter Pan
09-01-2006, 17.23.27
Comunque diffidate di quel link di Sheena, ci sono scritte solo un paio di storielline, vecchie quanto il mondo e altrettanto poco affidabili, le conclusioni a cui giunge sono poche e male espresse e nel complesso è scientifico come la suola delle mie scarpe.



Puoi dirci, di grazia, quali competenze hai tu nel campo per poter dire ciò che hai detto?
Immagino che avrai una vasta cultura su ognuno dei riferimenti fatti dal dottor La Gatta... no perché occorrerà avvisare le Università di tutto il mondo che studiano quei casi riportati nell'articolo.

Magari ne sai anche più di me e Sheena (che dovrebbe avere un pezzettino di carta sotto a qualche scaffale se non mi sbaglio...), ma sei certo di avere pi autorità di La Gatta per poter dire ciò che hai detto?
Che sò... qualche titolo in più di lui?

Laurea in Psicologia, indirizzo applicativo, con tesi di ricerca sulla comunicazione interpersonale mediata nelle agenzie matrimoniali, Università di Padova;
Abilitazione alla professione di psicologo, Università di Padova;
Autorizzazione, definitiva e permanente, all’attività psicoterapeutica ai sensi dell’art. 35 L. 56-89, Ordine degli Psicologi;
Laurea in Sociologia, con tesi di ricerca sugli aspetti della comunicazione sociale nelle agenzie matrimoniali, Università di Urbino.

FORMAZIONE in Psicologia Clinica

Formazione in Sessuologia clinica presso la scuola CIS, Direzione Scientifica del Servizio di Sessuologia Clinica del Dipartimento di Psicologia dell’Università agli Studi di Bologna;
Formazione sul TRAINING AUTOGENO, 40 ore, A. C. La Nuova Era, Terni.

FORMAZIONE in Psicologia del Lavoro

Formazione sulla GESTIONE DELLE RISORSE UMANE: Ricerca, Selezione, Valutazione, Carriera e Organizzazione, 80 ore, organizzato dalla A. C. La Nuova Era, Terni.


ATTIVITA’ PROFESSIONALE, Psicologia Clinica

Libera professione di psicologo-psicoterapeuta della persona e della coppia;
Ideazione e Conduzione di programmi televisivi e radiofonici, con pluriennale esperienza nella divulgazione scientifica psicologica e sessuologia, per televisioni e radio private a diffusione interregionale (TeleRegione Adriatica, TeleTerni, Radio TNA, Radio Serena, Radio Arancia, etc.);
Ideazione e Conduzione di Corsi e Conferenze sulla Sessualità, di Psicologia Generale, di Comunicazione per le scuole ed altri Enti, sulle Tecniche di Rilassamento occidentali (training autogeno, rilassamento muscolare);
Partecipazione come esperto a programmi televisivi e radiofonici a diffusione nazionale (Rai2, Rai3, RTL, RDS, etc.);

ATTIVITA' PROFESSIONALE Psicologia del Lavoro:

Ricerca e Selezione del personale per enti ed aziende;
Consulente nel settore interinale dalla sua introduzione, per la ricerca, la selezione, la formazione e la gestione delle Risorse Umane;

ATTIVITA' PROFESSIONALE Psicologia Scolastica:

Organizzazione, Ideazione e Conduzione di Corsi di educazione alla sessualità ed alla affettività nelle scuole, rivolti agli allievi;
Organizzazione, Ideazione e Conduzione di Corsi di educazione alla sessualità ed alla affettività, Psicologia della Comunicazione, di Orientamento, ed altri, rivolti al Personale della scuola ed autorizzati dai Provveditorati Provinciali agli Studi;
Ideazione e Conduzione di Corsi di aggiornamento in servizio per il Personale della scuola.

PUBLICAZIONI

L’adolescenza (di G. Proietti e W. La Gatta) ed. Xenia Milano 2004
La Pet Therapy, (di G. Proietti e W. La Gatta) ed. Xenia Milano Gennaio 2005

INTERNET
www.clinicadellatimidezza.it, Direttore Scientifico;
www.psicolinea.it , Consulente di Sessuologia Clinica;

MEMBERSHIPS

Iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi Italiani Regione Marche n. 1039
Socio ordinario del CIS, Centro Italiano di Sessuologia, dal 1998, dal 2003 Delegato Regionale per le Marche.

Klaud
09-01-2006, 21.25.26
Evviva, il ritorno dell'ipse dixit :asd:

FALLEN_ANGEL_664
09-01-2006, 21.31.31
Ringrazio tutti per la viva partecipazione:)
Cmq se la bontà d'animo, in effetti, non può dipendere dall'istruzione, l'educazione e, sopratutto, la perspicacia, secondo me si. Faccio un esempio: supponiamo che un uomo di 30 anni faccia ancora la pipì a letto e lo confessi. Un coetaneo coatto sicuramente si burlerà di lui chiamandolo pisciasotto, mentre uno laureato in psicologia capirà che dietro tale evento si celano problemi psicologici, e di conseguenza risulterà comprensivo. Insomma, avere un istruzione aiuta anche a sapersi comportare in certe situazioni, evitando così di risultare offensivi.

Ma l'educazione intesa come le "regole d'etichetta" (la "buona educazione")?

Secondo me hai ragione, avere un'istruzione aiuta a saper riconoscere il comportamento da adottare per non nuocere (per non essere cattivi). Il problema però è: l'istruito tende a commettere meno cattiverie dell'ignorante (o "meglio", del non istruito)?

Una cosa è saper di non dover varcare una porta, un altra è non varcarla.

http://img.photobucket.com/albums/v653/noel85/morpheus.jpg

Scegliete la pillola bianca :asd:

:maddeche:...l'aspirina, che credete!? :look: :roll3:

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

Peter Pan
09-01-2006, 23.30.20
Ma l'educazione intesa come le "regole d'etichetta" (la "buona educazione")?


Bhà... l'etichetta cambia con i tempi e con la società... così come l'educazione.

Ed una cosa così instabile e futile come può essere un punto di riferimento?

Sono altri i principi, imho, ad avere importanza. Primi fra tutti il rispetto (scevro da ogni forma di vigliaccheria).
Verso sé stessi innanzitutto. Ma qui si chiede troppo dalle menti piccole di certi uomini.

SuperGrem
09-01-2006, 23.35.20
Chi ha orecchie per intendere...

...tutti gli altri in camper! :asd:



:look:

Ape_Africanizzata
10-01-2006, 00.17.22
Bhà... l'etichetta cambia con i tempi e con la società... così come l'educazione.

Ed una cosa così instabile e futile come può essere un punto di riferimento?

Sono altri i principi, imho, ad avere importanza. Primi fra tutti il rispetto (scevro da ogni forma di vigliaccheria).
Verso sé stessi innanzitutto. Ma qui si chiede troppo dalle menti piccole di certi uomini.


Sarei d'accordo.Ma il rispetto è una cosa legata a doppio filo al tipo di educazione ricevuta,e quindi ancora meno adottabile come paradigma di comportamento.

Ape_Africanizzata
10-01-2006, 00.17.58
Bhà... l'etichetta cambia con i tempi e con la società... così come l'educazione.

Ed una cosa così instabile e futile come può essere un punto di riferimento?

Sono altri i principi, imho, ad avere importanza. Primi fra tutti il rispetto (scevro da ogni forma di vigliaccheria).
Verso sé stessi innanzitutto. Ma qui si chiede troppo dalle menti piccole di certi uomini.


Sarei d'accordo.Ma il rispetto è una cosa legata a doppio filo al tipo di educazione ricevuta,e quindi ancora meno adottabile come paradigma di comportamento.

Ape_Africanizzata
10-01-2006, 00.19.36
Bhà... l'etichetta cambia con i tempi e con la società... così come l'educazione.

Ed una cosa così instabile e futile come può essere un punto di riferimento?

Sono altri i principi, imho, ad avere importanza. Primi fra tutti il rispetto (scevro da ogni forma di vigliaccheria).
Verso sé stessi innanzitutto. Ma qui si chiede troppo dalle menti piccole di certi uomini.


Sarei d'accordo.Ma il rispetto è una cosa legata a doppio filo al tipo di educazione ricevuta,e quindi ancora meno adottabile come paradigma di comportamento.

Ape_Africanizzata
10-01-2006, 00.20.40
Bhà... l'etichetta cambia con i tempi e con la società... così come l'educazione.

Ed una cosa così instabile e futile come può essere un punto di riferimento?

Sono altri i principi, imho, ad avere importanza. Primi fra tutti il rispetto (scevro da ogni forma di vigliaccheria).
Verso sé stessi innanzitutto. Ma qui si chiede troppo dalle menti piccole di certi uomini.


Sarei d'accordo,ma il rispetto è una cosa legata a doppio filo al tipo di educazione ricevuta,e quindi ancora meno adottabile come paradigma di comportamento.

follettomalefico
10-01-2006, 00.21.11
Mi hai ciulato la battuta! Se funzionasse il search te lo dimostrerei! :asd:

Peter Pan
10-01-2006, 00.52.19
Sarei d'accordo,ma il rispetto è una cosa legata a doppio filo al tipo di educazione ricevuta,e quindi ancora meno adottabile come paradigma di comportamento.

Anche questo è vero. Soprattutto perché l'educazione è strettamente correlata alla cultura di appartenenza.

Secondo il popolo eschimese c'è l'usanza di offrire all'ospite il giaciglio riscaldato dalla propria moglie.
Una usanza che ha una certa utilità sociale, anche abbastanza comprensibile se la si conosce.
Ma di certo, un Eschimese ci rimarrebbe male se venisse a dormire da noi e non si scopasse nostra moglie... :sisi:
Noi saremmo considerate persone scostumate... solo perché lui vuole farsi tua moglie e lei non vuole dargliela.

Hamneth
10-01-2006, 02.39.09
Puoi dirci, di grazia, quali competenze hai tu nel campo per poter dire ciò che hai detto?
Immagino che avrai una vasta cultura su ognuno dei riferimenti fatti dal dottor La Gatta... no perché occorrerà avvisare le Università di tutto il mondo che studiano quei casi riportati nell'articolo.
:asd: Le mie competenze consistono in uno sconfinato background culturale unito e arricchito dalla mia squisita padronanza del lume della ragione.
Gli psicoterapisti possono anche piegarsi e farmi delle grandissime pompe, almeno avrebbero una qualche utilità al mondo.
Inoltre tutti quegli esperimenti a cui si faceva riferimento nell'articolo sono delle emerite cazzate sia dal punto di vista scientifico che da quello psicoanalitico, per alcuni di quegli esperimenti è stato addirittura messo in dubbio che siano veramente stati svolti (e mi riferisco a quello di stanford che in effetti puzza di storiellina a un miglio di distenza).

Se poi ci si aggiungono le banalità con le quali è commentato quel testo tantopiù ci si rende conto di quanto quello strizzacervelli dovrebbe andare in pensione...:asd:

Peter Pan
10-01-2006, 07.01.52
Gli psicoterapisti possono anche piegarsi e farmi delle grandissime pompe, almeno avrebbero una qualche utilità al mondo.
Inoltre tutti quegli esperimenti a cui si faceva riferimento nell'articolo sono delle emerite cazzate sia dal punto di vista scientifico che da quello psicoanalitico, per alcuni di quegli esperimenti è stato addirittura messo in dubbio che siano veramente stati svolti (e mi riferisco a quello di stanford che in effetti puzza di storiellina a un miglio di distenza).

Se poi ci si aggiungono le banalità con le quali è commentato quel testo tantopiù ci si rende conto di quanto quello strizzacervelli dovrebbe andare in pensione...

Vabbé... stamattina comincerò con il telefonare al Policlinico e a dire a tutti loro di smetterla di applicare quelle ricerche perché tu hai detto che non hanno rilevanza scientifica.

Meno male che ci sei tu... :asd:
Soprattutto a dire che qualcosa è stato messo in dubbio... Mi piacerebbe proprio sapere quali sono le tue fonti... o sei convinto di queste tue invenzioni di fantasia? Massì, bruciamo i documenti della Ricerca e tutti i testi universitari :roll:

A quanto pare continui a voler parlare di una cosa di cui è ormai chiaro non hai alcuna competenza né hai capito ancora di cosa stai parlando.
Se continui a fare confusione tra Psicologia e Psicanalisi... ma se proprio vuoi continuare fai pure, siamo in un paese libero.

L'importante è che tu sia contento... :)

Intanto, hai ampliamente dato dimostrazione esaustiva di quanto l'ignoranza abbia un peso rilevante nella relazione tra gli uomini. E di quanto questa non sarebbe sufficiente senza la presunzione.

Almeno, 30 anni fa, gli ignoranti tacevano sulle cose che non conoscevano. Adesso la Sindrome della Lecciso miete vittime. Sei solo un altro prodotto dell'Era di Costantino ;)

Hamneth
10-01-2006, 08.17.19
Peter, proprio perchè ogni volta che apri bocca mi trovo costretto a intimarti di farti una vita ti avevo già suggerito di ignorarmi, tanto per la gente stupida e ignorante come te la semplice idea che esistano delle "opinioni libere" è un isulto al proprio bigottismo, unico sollievo e unica via di fuga.
Per questo ribadisco il concetto: ignorami, non c'è niente che io possa insegnarti, non c'è più niente che io possa fare per te, non hai più niente da guadagnare a starmi a sentire.
Abbassa nuovamente la cortina e fuggi il più lontano possibile da te stesso, perchè non troverai altro sollievo nel mondo: la vita non è clemente con gli sfigati come te, nemmeno Dio, se credi in lui, prova pena alcuna per i suoi fallimenti...

FALLEN_ANGEL_664
10-01-2006, 15.49.29
Caaaaalma ragazzi... Beccatevi stò santino e rilassatevi...

http://usuarios.lycos.es/chopitea/Despues%20de%20la%20tormenta%20viene%20la%20calma. jpg

Hamneth? Bastava scrivere qualcosa come:

SECONDO ME Gli psicoterapisti possono anche piegarsi e ecc ecc...

E chiunque avrebbe capito che la tua è un'opinione...

:Palka:

:birra:

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

azanoth
10-01-2006, 15.59.35
:doubt:

Guardate che sta storia dei santini è ®,non cominciamo con l'appropriazione indebita,peppiacere,che sò 'gnorante,quindi,vi frakkìo tutti quanti a vastunate!:mad:

Peter Pan
10-01-2006, 16.14.19
Peter, proprio perchè ogni volta che apri bocca mi trovo costretto a intimarti di farti una vita ti avevo già suggerito di ignorarmi,

Ma questa legge che non si è più liberi di postare sul Forum l'hai fatta tu oppure l'hai letta da qualche parte?
Tu mi intimi? :mumble:

Sei tu quello che non regge il dialogo. Non io.
Non sai più cosa dire e cominci a tirare fuori sproloqui patetici sul mio conto e su come io sono in realtà... A quanto pare un ban non t'è bastato... Oppure sì ed hai ancora il dente avvelenato nei miei confronti, come se fossi io il responsabile del tuo modo di fare...
Perché non mi metti tu in ignore? Così non mi leggi quando esercito il mio diritto alla partecipazione ad una conversazione sulla base degli interventi degli utenti.
Non puoi mica proibirmi di quotarti.
Soprattutto quando hai sparato una marea di cazzate su un argomento che non conosci ma pretendi che ciò che hai detto debba essere preso pure in considerazione e senza replica...

Apriti un blog se senti questa necessità. Non partecipare ad un Forum pubblico.

Petanto per la gente stupida e ignorante come te la semplice idea che esistano delle "opinioni libere" è un isulto al proprio bigottismo, unico sollievo e unica via di fuga.

Una libera opinione dire che sono cazzate 30 anni di ricerca scientifica, su cui non hai alcuna preparazione né competenza? E pretendi pure di non essere controbattuto? :mumble:


Per questo ribadisco il concetto: ignorami, non c'è niente che io possa insegnarti, non c'è più niente che io possa fare per te, non hai più niente da guadagnare a starmi a sentire.


Ma chi ti caga??? Io riibatto le cazzate che hai detto, mica te. Tu nemmeno esisti. ;)


Abbassa nuovamente la cortina e fuggi il più lontano possibile da te stesso, perchè non troverai altro sollievo nel mondo: la vita non è clemente con gli sfigati come te, nemmeno Dio, se credi in lui, prova pena alcuna per i suoi fallimenti...


Che commozione. Grazie maestro. :hihi:


Che tipo... :tsk:

Senza considerare che io nei miei interventi faccio riferimento a ciò che dici. Tu ti prendi la briga di sollevare offese nei confronti della mia persona... Non segnalo nemmeno il tuo post ai moderatori perché so che sono impegnati a fare altro e non hanno tempo per capire cosa è accaduto in questi ultimi post...

Hamneth
10-01-2006, 18.52.00
Ribadisco il concetto: Get a life:cheppalle
Che con quella di adesso sei a pari punti con un aborto fallito:asd:
Se poi ti va di sprecare caratteri sei libero di farlo, del resto io lo ho detto che sei un bigotto rompiballe, dimostrando la mia tesi non puoi che farmi un favore.

Ps: Di quello che dici te non me ne potrebbe fregar di meno, dei tui post leggo le prime tre righe poi il resto sono tutti uguali. Del resto sarebbe controproducente per me pronunciarmi a riguardo: Marxismo e Psicoanalisi li ha già smontati Popper, c'è ben poco di stimolante a discutere qualcosa che è già stato cannibalizzato.:roll3:

Di0
10-01-2006, 19.15.18
Qui ci sono gli estremi per un bel procedimento legale.
Occhio, che le carceri sono già abbastanza piene, ma per l'amnistia è ancora presto. (http://punto-informatico.it/p.asp?i=57138&r=PI)

:ihih: :ihih: :ihih:

Peter Pan
10-01-2006, 20.12.52
A proposito di Psicologia, sarebbe interessante qualche informazione sul processo di "proiezione" :sisi:

follettomalefico
10-01-2006, 20.32.31
Hamneth? Bastava scrivere qualcosa come:
"Secondo me"

E chiunque avrebbe capito che la tua è un'opinione...
Perché, da quando l'opinione di qualcuno NON è un "secondo me"? :doubt:


...e piantala di attendere nell'ombra che ogni volta che quoto perdo 0.5 sec a rimuovere la tua firma... mettila in firma, la firma!

Peter Pan
10-01-2006, 20.44.46
Perché, da quando l'opinione di qualcuno NON è un "secondo me"? [/size]


Forse da quando un "secondo me" è diventato una verità assoluta e incontrastabile, nonostante tutto.


Hai presente il Fondamentalismo?

È l'ennesima dimostrazione, oltre a quella di cui siamo stati tutti testimoni, che la cattiveria non ha origine tanto dall'ignoranza, che da sola non basterebbe, ma piuttosto dalla stupidità di un uomo.

FALLEN_ANGEL_664
10-01-2006, 21.32.07
Perché, da quando l'opinione di qualcuno NON è un "secondo me"? :doubt:

Che? :doubt: :doubt: :doubt:


...e piantala di attendere nell'ombra che ogni volta che quoto perdo 0.5 sec a rimuovere la tua firma... mettila in firma, la firma!

:asd:

Bho, mi và di scrivelo ogni volta :look:

Lascialo pure, non fà male a nessuno :)

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

FALLEN_ANGEL_664
10-01-2006, 21.34.11
Guardate che sta storia dei santini...

Mi dispiace... per scusarmi ti regalo stò sant... ops, meglio di no, eh? :)

:Palka: Perdonato? :nice:

Attendendo nell'ombra,
FALLEN ANGEL 664

Peter Pan
10-01-2006, 21.56.44
Perdonato?


Non sai a cosa stai andando incontro. Adesso ti dovrà dare la sua benedizione... e contrariamente a ciò che dice... il suo batacchio con il quale asperge l'acquasanta è di proporzioni destabilizzanti :ihih:

Ray McCoy
10-01-2006, 23.11.25
Hamneth e Peter Pan, siete pregati di non postare più in questo topic.

Hamneth
11-01-2006, 01.40.41
Hamneth e Peter Pan, siete pregati di non postare più in questo topic.
Posto dove cazzo mi pare, se smetto di postare quando comincio a divertirmi che lo faccio a fare?:asd:

Ray McCoy
11-01-2006, 10.58.02
Posto dove cazzo mi pare

Allora andrai incontro a determinate conseguenze, dalle quali sei molto poco distante.

Hamneth
11-01-2006, 12.03.39
Allora andrai incontro a determinate conseguenze, dalle quali sei molto poco distante.
Esistono almeno tre persone al mondo (e più specificatamente a Roma) che stanno concretamente tentando di realizzare la mia eliminazione fisica. E tanto sanno essere petulanti che presto sarò costretto, finito di discutere con commercialisti, avvocati e altri succhia cazzi di genere vario, a lasciare la mia casa per cercare la pace altrove.
Questo mi fa abbastanza paura, delle "conseguenze" invece non me ne frega una benemerita mazza, tant'è che per quello che mi riguarda puoi anche farci un cartocetto e ficcartele su per il culo le tue conseguenze. Chissà che in questo modo non possa tu trovare quel piacere che ti è stato fin'ora negato e la cui mancanza ti sta facendo diventare una testa di cazzo?

Di0
11-01-2006, 12.15.12
Esistono almeno tre persone al mondo [...] che stanno concretamente tentando di realizzare la mia eliminazione fisica.
[...]
tant'è che per quello che mi riguarda puoi anche farci un cartocetto e ficcartele su per il culo le tue conseguenze.
Chissà che in questo modo non possa tu trovare quel piacere che ti è stato fin'ora negato e la cui mancanza ti sta facendo diventare una testa di cazzo?

A vedere come ti relazioni con le altre persone, considero la tua stima iniziale piuttosto ottimistica :asd:

Ray McCoy
11-01-2006, 12.15.29
Se al di fuori di qua la tua vita è molto peggio, non sei autorizzato per questo a comportarti male.