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Visualizza versione completa : La TV di Stato, in Spagna..



Peter Pan
13-12-2005, 03.20.38
In molte dichiarazioni da parte del Governo italiano, il primo ministro spagnolo Zapatero non è mai stato messo in buona luce. Agli inizi si pensava perché fosse di Sinistra, quindi... COMUNISTA!

E tutti i leccaculo del nanetto da giardino, utilizzando l'unico neurone che si spartiscono, adesso chiamano zapateriano qualunque individuo metta in discussione le cazzate del Governo.

Adesso, forse, si capisce perchè questo ostracismo nei confronti dell'unico uomo politico che finalmente sta riuscendo a dare un impulso di sviluppo alla Spagna dopo anni di letargia...


Dal libro “Inciucio” di Marco Travaglio, giornalista formatosi nella scuola di Indro Montanelli, e quindi di DESTRA:


“La Spagna di José Luís Rodriguez Zapatero è soltanto l’ultimo fra i grandi paesi europei a svincolare almeno parzialmente la televisione pubblica dal controllo diretto dei partiti e/o del governo.
Da anni, da decenni l’aveva fatto quasi tutto il resto d’Europa. Sarebbe lungo descrivere nei particolari il funzionamento dei vari sistemi televisivi continentali. Ma qualche cenno riassuntivo può aiutare a capire perché il caso italiano fa tanto scandalo all’estero (e poco in Italia).

In Spagna fino a pochi mesi fa, il consiglio di amministrazione di Rtve, che irradia Tve1 e Tve2, era nominato dal Parlamento (con maggioranza dei due terzi) e il direttore generale dal governo. E duravano in carica 4 anni, tanti quanti il governo.

Come in Italia, mutavano colore col cambiare del governo.

Poi è arrivato Zapatero, in un clima di crescente insofferenza dell’opinione pubblica contro la tv pubblica politicizzata, che aveva nascosto le grandi manifestazioni di piazza contro Aznar (ma non era riuscita a mascherare le bugie del premier conservatore uscente sugli attentati di Al Qaeda a Madrid).
Appena insediato, Zapatero ha messo a capo della Rtve una docente universitaria di comunicazioni, molto prestigiosa e non iscritta ad alcun partito, che ha iniziato a ripulire i teleschermi dalla telebasura, cioè della tv spazzatura dei reality e del trash. Poi ha nominato una commissione di cinque saggi super partes, presieduta dal filosofo Emilio Lledó e formata da massmediologi e intellettuali (compreso un docente di etica) per riscrivere la legge sull’emittenza.

Nel giugno 2005 la riforma è diventata legge.

Il caposaldo è la drastica modifica del sistema di elezione dei vertici di Rtve. Il direttore generale sarà eletto dal Cda, non più dal governo, con maggioranza dei due terzi, ed esclusivamente fra i partecipanti a un concorso pubblico.
Il Cda avrà un mandato di 6 anni per non coincidere con le scadenze delle legislature, e sarà composto da 2 membri eletti dal Senato e 2 dal Congresso (sempre con i due terzi dei voti); 2 scelti dai sindacati e 2 dal Consiglio audiovisivo (che regola frequenze, costi, flussi pubblicitari).

Un’Authority indipendente, il Consejo de información vigilerà sul pluralismo e sulle scelte del Cda, e avrà il potere di bloccare il direttore generale.

Intanto Zapatero ha aperto il mercato delle frequenze a nuovi soggetti privati. Prima la tv commerciale era monopolizzata dalla berlusconiana Telecinco e da Antena3, che fa capo a De Agostini e a Maurizio Carlotti (ex dirigente Fininvest).Ora arriveranno anche la Prisa di Jesús Polanco (già proprietario di «El País» e della radio Cadena Ser) e almeno un altro gruppo ancora. Fra le proteste dei rappresentanti spagnoli di Mediaset, che al solo rischio di un po’ di concorrenza hanno gridato al «golpe». (me lo immagino l'Emilio fede spagnolo: ATTENTATOS! :asd: n.d.P.P.)

[…]

In nessun paese d’Europa, comunque, il capo del governo possiede televisioni, essendo i conflitti d’interessi severamente vietati dappertutto. E il pluralismo televisivo, ora più ora meno, è garantito dalla presenza sul mercato di varie emittenti private.”

-Marco Travaglio-

Hob Gadling
13-12-2005, 03.56.40
Appena insediato, Zapatero ha messo a capo della Rtve una docente universitaria di comunicazioni, molto prestigiosa e non iscritta ad alcun partito, che ha iniziato a ripulire i teleschermi dalla telebasura, cioè della tv spazzatura dei reality e del trash. Poi ha nominato una commissione di cinque saggi super partes, presieduta dal filosofo Emilio Lledó e formata da massmediologi e intellettuali (compreso un docente di etica) per riscrivere la legge sull’emittenza.
Vedremo mai in Italia una cosa del genere?

Peter Pan
13-12-2005, 04.03.34
Dopo processo di indebolimento e di destabilizzazione delle Università? Uhm...

Qui in Italia ci sono reti la cui direzione artistica è affidata a Maurizio Costanzo e le testate giornalistiche a Emilio Fede!!! vedi tu... :sisi:

TrustNoOne
13-12-2005, 05.10.40
Dopo processo di indebolimento e di destabilizzazione delle Università? Uhm...

Qui in Italia ci sono reti la cui direzione artistica è affidata a Maurizio Costanzo e le testate giornalistiche a Emilio Fede!!! vedi tu... :sisi:
tra qualche decina d'anni una "docente universitaria di comunicazioni, molto prestigiosa e non iscritta ad alcun partito" neanche esistera' piu', in italia. Avremo un esercito di imbecilli, me in testa se continuo a sorbirmi altre riforme.

.Imrahil
13-12-2005, 12.00.32
"Zapatero... l'un per ciento de to carisma ce serve aquiiiiiii!!!" :asd:

Peter Pan
13-12-2005, 17.32.18
Saverio: Che si dice a Ugualos?
mario: Olé