PDA

Visualizza versione completa : Intolleranza



lenina
09-12-2005, 11.36.09
Questo post nasce da un dibattito che ho avuto in questi giorni...

Mi stavo chiedendo qual'è il limite fra l'inollteranza è il razzismo.

Se io me la prendo con una persona di Colore insultando tutte le persone di colore sono razzista su questo non ho dubbi.

Se io me la prendo con qualcuno di una nazionalità decidendo che tutti quelli di quella nazionalità sono come lui sono razzista o lo sono solo se me la prendo con una Nazione debole?

Io sono anti tante Nazioni...ma non ho nulla con chi le popola, sono contraria alla loro politica Nazionale e Internazionale.

Credo però che conoscendone le culture (che sono giustamente tutte diverse) tutti i popoli abbiano il bene e il male.

Mi sento offesa quando viene lesa la mia cultura, sono piemontese e per metà della zona occitana (sempre piemonte).

Abito in una città dove di Piemontesi siamo rimasti pochissimi...dove la multiculturalità è fortissima e vedo persone che sono anni fa state accolte dal piemonte odiare il nuovo immigrato...

Sento persone dirmi che i Piemontesi sono tutti Insopportabili...

Ora io credo che in ogni popolo ci siano le perosne migliori e quelle peggiori.

Penso che ovunque possa essere difficile inserirsi quando sei Straniero e hai una cultura diversa, purtroppo quando sei uno in mezzo a tanti sei tu che devi adattarti un po'.

Ci sono certo forme più gravi di intolleranza...ma il primo principio per non essere intolleranti e non caderci mai.

Neanche quando è facile...neanche quando si cita uno stereotipo comune.

L'intolleranza genera Intolleranza...nient'altro...non ne nascerà mai nulla di buono

(mi scuso per eventuali errori di ortografia..sono un tantino dislessica e non ho riltto bene)

Ale555
09-12-2005, 11.43.53
Tutto quello che generalizza a partire dai preconcetti che si hanno di una comunità è discriminazione. La parola "razzismo" deriva da razza e quindi siamo portati a legare questo concetto a tratti somatici, visibili, esteriorizzabili.
Ma per quel che mi riguarda lo si può estendere a tutto e in tutto è segno di superficialità e di ignoranza.
Dire che in una certa parte del mondo (o d'Italia, o di qualsiasi altra regione) sono tutti in una certa maniera è un'ignorante e presuntuoso calcio al concetto fondamentale di individualità, per cui se io appartengo a una certa area geografica o ad una certa comunità ne assorbo tutte le caratteristiche preconcette, in barba a quello che io, come individuo a sé stante, posso fare, pensare, provare.
La cosa triste è che è sgradevole anche per i preconcetti in positivo.
Quando sento parlare di tedeschi rigorosi, puntuali e precisi mi vengono quasi i nervi, avendo conosciuto ragazzi tedeschi più svegli e amanti del divertimento di tanti miei connazionali.

LaSuoraNecrofila
09-12-2005, 11.44.39
Se io me la prendo con qualcuno di una nazionalità decidendo che tutti quelli di quella nazionalità sono come lui sono razzista o lo sono solo se me la prendo con una Nazione debole?

Io sono anti tante Nazioni...ma non ho nulla con chi le popola, sono contraria alla loro politica Nazionale e Internazionale.
ma cosa centrano le nazioni con le razze?
te l'antropologia manco sai che è, vero?
PS a titolo informativo la razza dei negri è la razza negroide, e da li deriva l'appellativo negro e coloro con la pelle scura.
percio se ne vedo uno e lo chiamo negro e non nero non mi deve scartavetrare lo scroto.

Ale555
09-12-2005, 11.51.12
Magari si riferiva alle intenzioni e non prettamente al vocabolario ;)

azanoth
09-12-2005, 11.52.03
Magari si riferiva alle intenzioni e non prettamente al vocabolario ;)

Don't Feed The Troll Brother;)

MaGiKLauDe
09-12-2005, 11.52.52
Quindi se ti dico ignorante perche nel 2005 parli ancora di razze non mi scartavetri lo scroto, giusto?!

destino
09-12-2005, 11.55.21
se nn avessi la certezza che è un fake anche mal riuscito inizierei a pensare che esiste sul serio gente che pensa che la parola negro nn è offensiva

arcobalenotturno
09-12-2005, 12.00.59
Quindi se ti dico ignorante perche nel 2005 parli ancora di razze non mi scartavetri lo scroto, giusto?!

perchè ignorante a parlare di razze nel 2005? le razze che ti piaccia o no ci sono...
che poi abbiano tutte gli stessi diritti e che nessuna sia superiore all'altra è un altro discorso.

edit: essendo il mio interevento non chiarissimo: per me me non c'è nessuna differenza tra un uomini di razze diverse

UAranger
09-12-2005, 12.04.48
ma cosa centrano le nazioni con le razze?
te l'antropologia manco sai che è, vero?
PS a titolo informativo la razza dei negri è la razza negroide, e da li deriva l'appellativo negro e coloro con la pelle scura.
percio se ne vedo uno e lo chiamo negro e non nero non mi deve scartavetrare lo scroto.

i tuoi interventi sono sempre molto costruttivi a quanto vedo :azz: :sisi:

LaSuoraNecrofila
09-12-2005, 12.14.26
Quindi se ti dico ignorante perche nel 2005 parli ancora di razze non mi scartavetri lo scroto, giusto?!
ah beh allora buttiamo tutti gli studi sulle razze nel cesso perchè ora è di moda dire che le razze non esistono e siamo tutti uguali.
Mi sa che quello che vuole ignorare queste cose sei tu, e perciò gradirei che tenessi quegli appellativi per te.

Ps destino:
né|gro
agg., s.m.
AD
1 agg., s.m., che, chi appartiene alle diverse razze del ceppo negride, originarie del continente africano, caratterizzate da pelle scura, naso largo e schiacciato, capelli crespi, labbra pronunciate (il termine talvolta è avvertito o usato con valore spreg. e sostituito da nero)

Perciò non si deve menargliela a uno che vuole parlare in modo corretto solo perchè loro sono malpensanti e sentono il diritto di offendersi. Quella parola li identifica, ma non gli appartiene perchè non l'hanno coniata loro, perciò dovrebbero prendersi la briga di saperne il significato.


i tuoi interventi sono sempre molto costruttivi a quanto vedo :azz: :sisi:
Eh perchè questo è di uno spessore non indifferente (pm per sta roba raga)

.Orfeo.
09-12-2005, 12.15.36
L'incapacità di concepire e accettare l'altro-da-sé è qualcosa che si annida nei meandri della coscienza umana .
Spesso tendiamo a connotare come inferiore l'altro-da-noi solo perché diverso da come noi siamo. Ed allora vediamo in ciò che si differisce da noi il riflesso di ciò che non vorremmo essere, disprezzandolo. Forse perché, non facendolo, temiamo di assomigliargli un po' di più.
Il discorso si può estendere a qualsiasi livello. Spesso ad esempio si ha l'idea che i toscani siano più simpatici dei liguri o che i francesi siano più nazionalisti degli spagnoli.Scendendo nella piramide sociale esistono scalini costruiti su differenze di base continentale, etnica, razziale, religiosa. E poi arriviamo a creare limiti al confine fra esseri umani e animali.Possiamo inorridire se sentiamo parlare di sevizie subite da un essere umano,ma non avremmo la stessa reazione se il protagonista fosse un gatto. E un gatto ci farà sempre più compassione di una rana. Questo perché col gatto o col cane abbiamo più affinità: il loro carattere a tratti ci somiglia...Non altrettanto una rana, ma questa se non altro ha due occhi per fissarci come noi e allora le diamo più importanza di una formica.
Esistono poi ovviamente paletti posti al confine fra i due sessi. Ed ecco il maschilismo o il femminismo. E paletti al confine della sessualità.

Si potrebbe ancora andare avanti con il discorso, tutto sta dove decidiamo di porre i paletti dei confini del nostro pregiudizio. Qualcuno li pone quasi subito, qualcuno al confine fra le religioni, qualcun altro al confine fra le speci.

Di certo l'ignoranza, la frustazione, e la stupidità umana sono un buon combustibile per mettere in moto le discriminazioni razziali di ogni tipo.

Alceo
09-12-2005, 12.18.17
né|gro
agg., s.m.
AD
1 agg., s.m., che, chi appartiene alle diverse razze del ceppo negride, originarie del continente africano, caratterizzate da pelle scura, naso largo e schiacciato, capelli crespi, labbra pronunciate (il termine talvolta è avvertito o usato con valore spreg. e sostituito da nero)


LaSuoraNecrofila, mi copieresti anche la definizione di razza dallo stesso vocabolario? Grazie.

azanoth
09-12-2005, 12.20.01
Di certo l'ignoranza, la frustazione, e la stupidità umana sono un buon combustibile per mettere in moto le discriminazioni razziali di ogni tipo.

Soprattutto la frustrazione:sisi:

LaSuoraNecrofila
09-12-2005, 12.24.38
LaSuoraNecrofila, mi copieresti anche la definizione di razza dallo stesso vocabolario? Grazie.
1b FO TS antrop., popolazione o insieme di popolazioni con una particolare frequenza distributiva di alcuni geni, contraddistinta da alcune caratteristiche dinamiche e mutevoli nel tempo, mentre in passato sono state ritenute talora rigide, implicanti separazioni durevoli e aventi riflessi culturali e intellettuali: r. gialla, r. africana. Prego

Ale555
09-12-2005, 12.28.53
Fantastico avevo detto che si parlava di intenzione e non di vocabolario e mi becco subito una citazione paro paro...
Ci sono tantissime parole che a seconda dell'intenzione o del tono possono avere valenze diverse: nano, negro, spilungone, vecchio, giovane, rosso, biondo... ah beh ma per qualcuno se la parola è corretta va bene così, basta sia scritta nel vocabolario lol :D
Ps. dire che esistono ancora razze pure al giorno d'oggi è pura utopia, se parliamo di origine e di tratti di riferimento ok, ma se consideriamo la genetica pura nessuna delle persone con cui possiamo venir a contatto noi appartiene ad una razza ben definita :D
Peraltro vorrei vedere molti se li chiamassero caucasici in continuazione :D

lenina
09-12-2005, 13.18.22
perchè ignorante a parlare di razze nel 2005? le razze che ti piaccia o no ci sono...
che poi abbiano tutte gli stessi diritti e che nessuna sia superiore all'altra è un altro discorso.

edit: essendo il mio interevento non chiarissimo: per me me non c'è nessuna differenza tra un uomini di razze diverse

Parlare di razza per ciò che riguarda il genere umano non è completamente corretto.
Sono più conformazioni...ma poi comunque è solo una parola...è conta poco visto che le parole hanno il significato che gli si da...

L'importante è evitare l'atteggiamento intollerante nei confronti di chi ha aspetto, usi, abiutidini differenti...

lenina
09-12-2005, 13.20.57
L'incapacità di concepire e accettare l'altro-da-sé è qualcosa che si annida nei meandri della coscienza umana .
Spesso tendiamo a connotare come inferiore l'altro-da-noi solo perché diverso da come noi siamo. Ed allora vediamo in ciò che si differisce da noi il riflesso di ciò che non vorremmo essere, disprezzandolo. Forse perché, non facendolo, temiamo di assomigliargli un po' di più.
Il discorso si può estendere a qualsiasi livello. Spesso ad esempio si ha l'idea che i toscani siano più simpatici dei liguri o che i francesi siano più nazionalisti degli spagnoli.Scendendo nella piramide sociale esistono scalini costruiti su differenze di base continentale, etnica, razziale, religiosa. E poi arriviamo a creare limiti al confine fra esseri umani e animali.Possiamo inorridire se sentiamo parlare di sevizie subite da un essere umano,ma non avremmo la stessa reazione se il protagonista fosse un gatto. E un gatto ci farà sempre più compassione di una rana. Questo perché col gatto o col cane abbiamo più affinità: il loro carattere a tratti ci somiglia...Non altrettanto una rana, ma questa se non altro ha due occhi per fissarci come noi e allora le diamo più importanza di una formica.
Esistono poi ovviamente paletti posti al confine fra i due sessi. Ed ecco il maschilismo o il femminismo. E paletti al confine della sessualità.

Si potrebbe ancora andare avanti con il discorso, tutto sta dove decidiamo di porre i paletti dei confini del nostro pregiudizio. Qualcuno li pone quasi subito, qualcuno al confine fra le religioni, qualcun altro al confine fra le speci.

Di certo l'ignoranza, la frustazione, e la stupidità umana sono un buon combustibile per mettere in moto le discriminazioni razziali di ogni tipo.

bellissimo post...:)

Ale555
09-12-2005, 13.29.44
Però calma, i pregiudizi sul pensiero possono anche non essere tali. Anzitutto si ha libertà di scelta su ciò che si segue e si crede (almeno a livello interiore... poi lo so che esistono parti del mondo in cui se non professi una certa fede politica o religiosa passi dei guai seri). Riguardo alla conformazione del corpo invece si ricade nella più cieca e abietta cattiveria (oltre ad un'ignoranza palese), perché ci sono conformazioni del corpo che non si possono cambiare. O che comunque non sono nulla di vergognoso.
Molto saggia poi la considerazione di Orfeo, e aggiungo: non solo spesso consideriamo l'altro per ciò che è diverso da noi, ma di queste diversità ci sale alla mente spesso solo quella che più ci dà fastidio.
Vorrei chiedere ai razzisti di tutto il mondo se quando vedono Eddie Murphy o Will Smith gli viene prima in mente che sono dei miliardari o che sono neri.

MaGiKLauDe
09-12-2005, 14.28.41
ah beh allora buttiamo tutti gli studi sulle razze nel cesso perchè ora è di moda dire che le razze non esistono e siamo tutti uguali.
Mi sa che quello che vuole ignorare queste cose sei tu, e perciò gradirei che tenessi quegli appellativi per te.




Anni e anni di eugenetica nazista buttati nel cesso, eh?!:asd:

Scrockman
09-12-2005, 14.38.40
Vogliamo parlare di razze? beh, le razze non esistono. Esistono peculiarità genetiche legate all'origine delle diverse popolazioni che sono nient'altro che il frutto dell'adattamento all'ambiente: più melanina nei negroidi, occhi fortemente chiusi negli inuit per scampare al forte riverbero del ghiaccio e della neve, per esempio. Differenze genetiche che non inficiano minimamente la grande omogeneità degli esseri umani, ancor più se si considera ormai il meticciamento delle polazioni. I termini "negroide", "caucasico" e via dicendo sono solo il riflesso dell'antropologia fisica di stampo ottocentesco e ormai hanno (e devono avere) solo valore puramente classificatorio in base alla geografia e ai tratti somatici utici a delineare le specificità di un individuo (pensate all'antropologia forense).
Il razzismo, pertanto, ha solo una matrice culturale dietro di sé, e proprio per questo è tanto infondato quanto non sradicabile. Come diceva Orfeo, è tutta nella natura umana la propensione a delineare le differenze con il più o meno vicino e a stigmatizzarle; l'etnocentrismo è una - purtroppo - caratteristica della mente umana (statisticamente parlando).
È interessante notare come, al razzismo di stampo classico (che si basa sull'equazione differenze anatomiche=differenze di status umano), ormai un tantinello in disuso (vuoi il politically correct, vuoi che l'ignoranza scientifica n po' è diminuita), si stia affiancando il cosiddetto "neorazzismo". Questa forma di pensiero trova l'appoggio non tanto nelle differenze somatiche, quanto in quelle culturali, portando a un'altra equazione: differenza culturale=differenza di umanità. Da qui, tutta una serie di disquisizioni sulla presunta incompatibilità di diverse genti per via di invalicabili differenze culturali, disquisizioni che portano a meravigliose perle dialettiche del tipo "Io li rispetto, purché restino nel loro paese", oppure "La purezza della nostra identità va difesa dagli attacchi esterni".
Inutile sottolineare quanto le cosiddette "identità pure" non siano nient'altro che la falsata percezione immobilistica di un qualcosa che è frutto di commistioni, meticciamenti, incontri/scontri tutti riconducibili a processi storici.
Tanto per capirci, ponetevi il problema dell'"Identità Italiana" e pensate a un industriale del bergamasco, a uno scrittore toscano, a un contadino Lucano e a un venditore di sfincioni siculo... Poi, fate un saltino indietro, non dico nel '700, basta solo il 1930.
Il fatto è che, spesso, questa farlocche idee, siano classico-razziste o neorazziste, sono il frutto di interessi economici, politici o sociali. Aldilà dei problemi che possono realmente scaturire da un'immigrazione selvaggia (e qui ci vorrebbe un discorso con topic annesso a parte), mi viene da riflettere facendo un collegamento tra il bingo-bongo di leghista memoria, e il fatto che (dagli anni '80 in poi, credo) buona parte delle industrie italiane del nordest fecero e fanno uso di manovalanza straniera; al punto che nonmiricordo quale paese lombardo contiene la più grande comunità senegalese italiana, perfettamente integrata. Più li affossi, meglio li sfrutti. E ancora non hatto possibilità alcuna di voto stranieri integrati e lavoratori da anni sul suolo patrio... Penso a quando i primi albanesi arrivarono in Italia accolti come vittime di un regime, eroi esuli politici, per poi divenire fautori di un'invasione e infine termini d'offesa. Penso al "marocchino" vu'cumprà che indica qualunque nordafricano, di qualunque stato, penso a tutti gli esteuropei che sono polacchi e lavavetri, penso ai criminali che parlano con "accento slavo", come se esistesse un accento e una lingua slava. (dall'ANSA dei Pigmei: "sorpreso bracconiere ammazza-elefanti: è sfuggito alla cattura, ma aveva chiaramente un accento europeo"...)
Per quando riguarda il razzismo ideologico, gli antropologi si pongono questo criterio: tutto è buono e giusto, tranne quello che è nocivo alla dignità e all'integrità psicofisica dell'essere umano. Per intenderci: la poliandria tibetana non ha nulla di male in sé, così come non ha niente di male la castità prematrimoniale dei cattolici, mentre l'infibulazione come pratica sociale e pseudoreligiosa è un abomino.
:teach: e grazie per l'attenzione. :)

Heavymetaller
09-12-2005, 15.27.43
Anni e anni di eugenetica nazista buttati nel cesso, eh?!:asd:

Sei molto più intollerante tu con i tuoi sfottò che il tuo fantomatico "nazista".

azanoth
09-12-2005, 15.40.13
e grazie per l'attenzione. :)

Grazie a te per il parere illuminato:birra:

@Heavymetaller: avere questo atteggiamento verso i nazi non è intolleranza:è prevenzione;)

Alceo
09-12-2005, 15.41.45
1b FO TS antrop., popolazione o insieme di popolazioni con una particolare frequenza distributiva di alcuni geni, contraddistinta da alcune caratteristiche dinamiche e mutevoli nel tempo, mentre in passato sono state ritenute talora rigide, implicanti separazioni durevoli e aventi riflessi culturali e intellettuali: r. gialla, r. africana. Prego

L'aggiornamento a tale definizione andrebbe fatto dicendo che dal punto di vista genetico non ha senso parlare di razza in quanto le differenze tra i singoli individui appartenenti di una stessa razza sono più importanti di quelle che si vedono fra gruppi razziali.
Per questo in zoologia si utilizza oramai la parola popolazione che sottointende una valenza statistica e non biologica.

Heavymetaller
09-12-2005, 15.42.57
Non siate così precipitosi ad etichettare le persone, cosa ne sapete se è in realtà un nazi? Non ha mica parlato di nazismo o altro. Inoltre, anche se ha in comune alcune idee con il nazismo (fatto da dimostrare), ciò non fa di lui un nazista.

azanoth
09-12-2005, 15.45.57
Non siate così precipitosi ad etichettare le persone, cosa ne sapete se è in realtà un nazi? Non ha mica parlato di nazismo o altro. Inoltre, anche se ha in comune alcune idee con il nazismo (fatto da dimostrare), ciò non fa di lui un nazista.

Si è già esibito come troll finto sadico (speriamo),o ci vuoi insegnare in due minuti come vanno le cose qui dentro!?Ah,capito,sei amico suo o un suo fake.

Il soggetto in neanche 50 post si è fatto ben conoscere da questa comunità per inciviltà aggravata.

Heavymetaller
09-12-2005, 15.51.05
Non sono un fake e non lo conosco assolutamente, e dei suoi 50 post ho letto solo questi due o tre di questo topic e mi baso su questi. Se poi ha detto altro al di fuori di questo topic, io lo ignoro

azanoth
09-12-2005, 15.55.36
Non sono un fake e non lo conosco assolutamente, e dei suoi 50 post ho letto solo questi due o tre di questo topic e mi baso su questi. Se poi ha detto altro al di fuori di questo topic, io lo ignoro

Allora puoi fidarti tranquillamente delle mie parole...personalmente,spero lui rivaluti il suo approccio ad animali,persone e cose,lo dico per il suo bene,ora come ora è un quadro pietoso.
:birra:

blamecanada
09-12-2005, 16.01.42
se nn avessi la certezza che è un fake anche mal riuscito inizierei a pensare che esiste sul serio gente che pensa che la parola negro nn è offensiva
Eccomi.
Negro non è offensivo in italiano, anche se è visto come offensivo da una larga fetta della popolazione italiana (ma è risaputo che gl'italiani l'italiano non lo conoscono).

Il termine "negro" ha iniziato ad essere visto come dispregiativo poiché nei film americani è stato utilizzato per tradurre "nigger", che in italiano non ha precisi corrispettivi, quello che più gli s'avvicina è "negraccio".

Come ho riportato anche in un altro topic:
Sei nella terra fredda,
Sei nella terra negra;
Né il sol più ti rallegra
Né ti risveglia amor.
(Carducci, Pianto Antico)

Il libro "Black boy" di Richard Wright è stato tradotto in Italiano con "Ragazzo negro".

LaSuoraNecrofila
09-12-2005, 16.45.55
L'aggiornamento a tale definizione andrebbe fatto dicendo che dal punto di vista genetico non ha senso parlare di razza in quanto le differenze tra i singoli individui appartenenti di una stessa razza sono più importanti di quelle che si vedono fra gruppi razziali.
Per questo in zoologia si utilizza oramai la parola popolazione che sottointende una valenza statistica e non biologica.
Premetto che se il topic continua sulla piega che ha preso (a causa mia, innegabile) eviterò di rispondere per continuare il dirottamento in qualcosa di molto poco interessante.
Io considero le razze utili dal punto di vista antropologico in quanto permettono di capire meglio la storia dell'essere umano.
Poi è innegabile che gli esseri umani siano tutti diversi, ma cestinare lo studio sulle razze mi è sembrato eccessivo.
Io credo che ogni essere umano è simile ad un altro, e lo studio delle razze permette di capire, in base agli insediamenti umani in varie regioni del mondo, i connotati che hanno preso. Poi la storia ci insegna anche che grazie al rimescolamento genetico è impossibile definirsi appartenenti a una determinata razza, ma questo è un altro discorso.
Il punto è che a mio avviso la parola negro non ha assolutamente un significato dispregiativo, in quanto è stata volgarizzata in maniera dispregiativa quanto il marchio BIC lo è stato per indicare una comune penna a sfera.
Probabilmente a sbagliare è stato il razzista, che volgarizzando questa parola in maniera dispregiativa ne ha alterato il significato, ma l' uomo di colore, offendendosi quando la si usa, non fa altro che incrementare l'intolleranza razziale, perchè il semplice fatto che esista una parola che identifica una razza disprezzandola è un ostacolo alla tolleranza.

Spero non venga frainteso ciò che è scritto, rileggendomi effettivamente il discorso è stato impostato in maniera un po confusa.
PS: Sieg heil & http://felicitari.alege.net/18/niggers.jpg

Alceo
09-12-2005, 17.53.30
Premetto che se il topic continua sulla piega che ha preso (a causa mia, innegabile) eviterò di rispondere per continuare il dirottamento in qualcosa di molto poco interessante.
Io considero le razze utili dal punto di vista antropologico in quanto permettono di capire meglio la storia dell'essere umano.
Poi è innegabile che gli esseri umani siano tutti diversi, ma cestinare lo studio sulle razze mi è sembrato eccessivo.
Io credo che ogni essere umano è simile ad un altro, e lo studio delle razze permette di capire, in base agli insediamenti umani in varie regioni del mondo, i connotati che hanno preso. Poi la storia ci insegna anche che grazie al rimescolamento genetico è impossibile definirsi appartenenti a una determinata razza, ma questo è un altro discorso.

Ma anche senza rimescolamento genetico.
Dal punto di vista genetico io e te (se abitiamo in città diverse) probabilmente risulteremmo appartenenti a due razze diverse presentando una differenza del patrimonio genetico più importante di quella che vi è tra la "razza" caucasica e quella negroide.

Dal punto di vista antropoligico possiamo parlare tranquillamente di popolo, gruppo, senza usare la parola razza che in passato è stata erroneamente legato alla biologia e in paricolare alla genetica creando la base alle politiche razziste (superiorità genetica, delinquenza atavica, ...).