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Visualizza versione completa : Risate ontologiche!



BVZM
29-11-2005, 12.18.09
http://blog.libero.it/RIVOLTA/view.php?msg=566039
oh noooo!!!! E adesso come faremo?

Angus_McGyver
29-11-2005, 12.28.29
oh noooo!!!! E adesso come faremo?
Beh... rimangono sempre Lambada e Macarena.

Akujin
29-11-2005, 12.35.43
e il movimiento sexy? :asd:

Hamneth
29-11-2005, 12.36.37
:climbmir:

Alceo
29-11-2005, 12.39.16
Beh... rimangono sempre Lambada e Macarena.

lol

Una rivolto buona la notizia lo ha: forse ora nelle missioni diminuiranno i battesimi ottenuti con l'inganno al solo scopo di salvare l'anima.

Di0
29-11-2005, 12.43.07
No Problema:
ora alla Moratti non resta che censurare anche il primo canto dell'Inferno e sarà come se non fosse successo nulla.

Ray McCoy
29-11-2005, 12.56.41
E adesso il dilemma: Isaia ed Elia, Avicenna e Averroè, Ippocrate e Tolomeo, che fine faranno?! :.:

Di0
29-11-2005, 12.59.27
E adesso il dilemma: Isaia ed Elia, Avicenna e Averroè, Ippocrate e Tolomeo, che fine faranno?! :.:

C'è sempre il Limbo della Cassa Integrazione...

fppiccolo
29-11-2005, 13.09.02
voglio il limbo-rock

Ungern
29-11-2005, 13.11.27
Non riscuotendo eccessivo successo a causa della concezione elitaria che esso stesso postula della Chiesa Cattolica e la sua missione salvifica, il limbo era già stato da lungo tempo accantonato dal dibattito teologico contemporaneo. E sebbene il battesimo degli infanti sia stato spesso praticato dalla Chiesa onde evitare che delle anime potessero passare all'altro mondo in peccato mortale, il concetto di Limbo non è mai rientrato nell'insegnamento ufficiale della Chiesa Cattolica; già nel Catechismo della stessa Chiesa è possibile leggere che i bambini defunti senza aver potuto ricevere il conforto del Battesimo vengono affidati alla misericordia divina, confidando nella salvezza che Dio accorda alle anime probe ed immacolate. Espungere il limbo proclamando nettamente e chiaramente la sua non esistenza è solo l'atto conclusivo di un lungo processo di distacco da una concezione mai del tutto assimilata.

BVZM
29-11-2005, 14.09.10
Ciò comunque non scalfisce affatto l'episteme ilare di tutta questa storia. Non trovi?
Anzi, se vogliamo ne accresce il valore comico, se ci son voluti addirittura "lunghi dibattiti" per giungerne a capo.

Di0
29-11-2005, 14.15.35
Dichiarazione Ufficiale della CEI:
Dopo lunghe discussioni e interpellanze che hanno coinvolto i maggiori studiosi e i più accreditati teologi, si è finalmente giunti alla conclusione sull'annoso problema riguardante il sesso degli angeli.
Gli angeli non fanno sesso.
La notifica ufficiale verrà data con la prossima Bolla Papale, nel frattempo si approfondisce se le polluzioni notturne dei cherubini in età pre-adolescenziale possano essere considerate "pratiche onaniche".

MaGiKLauDe
29-11-2005, 14.17.02
Mi chiedo... come si può avere Fede, se i termini della suddetta Fede vengono cambiati a tavolino da comuni mortali ogni tot anni?!

Ungern
29-11-2005, 14.25.46
Ciò comunque non scalfisce affatto l'episteme ilare di tutta questa storia. Non trovi?
Anzi, se vogliamo ne accresce il valore comico, se ci son voluti addirittura "lunghi dibattiti" per giungerne a capo.

Per un individuo che si ritenga raziocinante l'inutilità di tali lunghe e complesse diatribe teologiche appare in modo lampante; e, volendo, qualsiasi dibattito teologico risulterà altresì fonte di notevole ilarità, basato com'è su questioni del tutto indimostrabili. Che le disquisizioni teologiche siano irresistibilmente umoristiche, d'altronde, è dato già ampiamente posto in risalto da Erasmo da Rotterdam nel suo celeberrimo "Elogio della Follia". Eppure, ogni volta, mi riservo di esaminare tali problematiche con la dovuta cautela e con la pacatezza di giudizio che meritano in virtà di due fondamentali implicazioni. In primis, qualsiasi evoluzione della dottrina di un credo nasconde la più profonda necessità di adeguamento dello stesso alle mutate condizioni storico-sociali. Nel caso specifico vi è, chiara ed evidente, l'esigenza da parte della Chiesa di allargare la sua base di consensi di fronte ad una emorragia di fedeli scaturita dalla progressiva secolarizzazione delle società occidentali; ragion per cui sarà interesse del Cattolicesimo Romano promuovere una visione meno angusta ed elitaria di se stesso, accordando una intepretazione più flessibile del celeberrimo dogma "non v'è salvezza al di fuori della Chiesa". In secundis, tali mutamenti dottrinali, scaturite dalle suddette necessità di adattamento, finiscono a loro volta per plasmare ed orientare il pensiero di quei settori della società che credo, e fermamente, nel messaggio religioso e morale promosso dalla Chiesa. Ragion per cui, per quanto razionalmente ed oggettivamente risibile, qualsiasi mutamento incorso al corpus dottrinario del cattolicesimo non dovrebbe mai vedersi riconosciuto un valore trascurabile.

fppiccolo
29-11-2005, 14.27.10
Mi chiedo... come si può avere Fede, se i termini della suddetta Fede vengono cambiati a tavolino da comuni mortali ogni tot anni?!

bhè la Fede è in ognuno di noi...ma come disse qualcuno è sbagliata (Quero docet)

chim77
29-11-2005, 14.30.51
Mi chiedo... come si può avere Fede, se i termini della suddetta Fede vengono cambiati a tavolino da comuni mortali ogni tot anni?!

questo non c'entra niente. e te lo dico da "non-fedele" (come potrei altrimenti stare col BVZM senza essere colta da possessioni sataniche?!?!).
le scritture devono essere interpretate, per cui è chiaro che l'intervento umano ci deve essere necessariamente.
che poi uno creda che sono tutte cazzate è un altro discorso... non puoi porre gli "aggiornamenti" teologici come prova della non esistenza di Dio.
detto questo, saluto il BVZM che credo diventerà istantaneamente il mio
ex-fidanzato!

Di0
29-11-2005, 14.36.52
O mio dio... la schizzofrenia ci mancava, in questo forum. D'oh!

chim77
29-11-2005, 14.45.14
O mio dio... la schizzofrenia ci mancava, in questo forum. D'oh!
perchè scusa? che ho detto di strano?
mah....

Ungern
29-11-2005, 14.45.52
Suppongo non sappia che siete due persone distinte.

chim77
29-11-2005, 14.48.30
Suppongo non sappia che siete due persone distinte.
vabbè pensare che il BVZM è un segaiolo, ma se dico che sono la sua fidanzata mi sembra chiaro che siamo distinti!!!

BVZM
29-11-2005, 14.51.07
le scritture devono essere interpretate, per cui è chiaro che l'intervento umano ci deve essere necessariamente.

No amore. Esse SONO. Nessuna interpretazione. Anch'io credevo fosse così.
Poi c'è la teoria dei "prelievi", ma è un'altra storia (leggi M. Onfray).


... non puoi porre gli "aggiornamenti" teologici come prova della non esistenza di Dio.
No. Quelli sono solo prova di goffaggine nella gestione di una bufala millenaria. Quella che qualcuno, in assoluta buona fede, vede come aggiornamento. Ma come si può aggiornare l'assoluto senza farlo passare per il "discutibile" umano?
Dio non esiste per altri motivi tesoro.


Suppongo non sappia che siete due persone distinte.
No, io sono casual.

chim77
29-11-2005, 14.58.35
No amore. Esse SONO. Nessuna interpretazione. Anch'io credevo fosse così.
Poi c'è la teoria dei "prelievi", ma è un'altra storia (leggi M. Onfray).


No. Quelli sono solo prova di goffaggine nella gestione di una bufala millenaria. Quella che qualcuno, in assoluta buona fede, vede come aggiornamento. Ma come si può aggiornare l'assoluto senza farlo passare per il "discutibile" umano?
Dio non esiste per altri motivi tesoro.

non hai capito. sto cercando di avere un approccio matematico (anche se l'approccio matematico associato alla religione fa un po' sorridere).
supponiamo che Dio esista. non è il fatto che le scritture vengono interpretate dagli esseri umani che inficia l'esistenza di Dio. come potrebbe essere altrimenti? qualcuno dovrà pur applicare i dettami religiosi alla vita quotidiana. e siccome la realtà e le situazioni cambiano nel tempo è chiaro che degli aggiornamenti devono esserci.
detto questo, l'esistenza o meno di Dio non può essere provata (tant'è che si parla di fede), per cui ogni discussione sull'argomento risulta sterile.
dai... tu lo sai come la penso... il fatto che io faccia l'avvocato del diavolo (si può dire "diavolo" in questo topic?!) non significa nulla!

Alceo
29-11-2005, 15.04.26
...
In primis, qualsiasi evoluzione della dottrina di un credo nasconde la più profonda necessità di adeguamento dello stesso alle mutate condizioni storico-sociali
...

*

D'accordissimo anche sulle ripercussioni che tali scelte hanno sulla vita di molti. La mia frase di prima sui missionari e il battesimo non era solo una battuta.

L'anno scorso ho visto un film-documentario francese che raccontava la conversione delle popolazioni aborigene del Borneo.
Il film era stato girato in due riprese a cavallo dell'anno duemila e riprendeva soprattutto le discussioni che i capi aborigeni avevano tra loro per decidere se e quale fede abbracciare.
Sebbene le chiese protestanti americane siano molti più aggressive nell'opera di evangelizzazione nell'anno duemila le missioni cattoliche ottennero il primato nel numero dei battesimi, primato ottenuto paventando la fine del mondo per il capodanno del 2000: era quindi imperativo battezzarsi per avere la salvezza e non finire nel limbo.
L'opera di convincimento era stata portata avanti dal vescovo locale, un vecchio di quasi ottanta anni che aveva passato gli ultimi quarant'anni della sua vita nella missione. Una persona estremamente buona che in buona fede era convinto di fare del bene agli altri spingendoli, anche con l'inganno, verso la salvezza.
Nel dibattito dopo il film il regista raccontò qualcosa che ancora oggi mi fa pensare.
Il vescovo lasciò per la prima volta la sua missione per assistere alla prima del film a New York, per lui era un'occasione speciale perché era come se si parlasse dei suoi figli. Dopo aver sentito per la prima volta i discorsi degli aborigeni egli disse al regista che il suo mondo era crollato, perché si era accorto di aver fatto per anni del male a quel popolo, rubandogli la loro cultura e la loro identità.

BVZM
29-11-2005, 15.21.43
supponiamo che Dio esista. non è il fatto che le scritture vengono interpretate dagli esseri umani che inficia l'esistenza di Dio.
E infatti. Dio esisterebbe al di là delle scritture. Quelle sono la vera sciocchezza. Il fatto stesso che qualche UMANO si sia eretto a redattore di Dio, a me fa ridere. Anche se, viste le conseguenze di tali scritture, c'è ben poco da ridere.
Ma questo esula totalmente dall'esistenza o meno di Dio, che appartiene ad un altro ragionamento.


qualcuno dovrà pur applicare i dettami religiosi alla vita quotidiana. e siccome la realtà e le situazioni cambiano nel tempo è chiaro che degli aggiornamenti devono esserci.
No. Nessuno.
Il risultato altrimenti è quello tristemente noto e lampante.
Manipolazione del mistico a scopo di dominio sulle masse. Nient'altro.

MaGiKLauDe
29-11-2005, 15.24.17
Il fatto che il volere di Dio dipenda da una riunione di una decina di vecchi non è prova che questo Dio è quantomeno un concetto vacuo?

MIKELE88
29-11-2005, 15.39.49
Beh... rimangono sempre Lambada e Macarena.

:sisi: c'ha ragione lui :sisi:

Ungern
29-11-2005, 16.43.11
Dopo aver sentito per la prima volta i discorsi degli aborigeni egli disse al regista che il suo mondo era crollato, perché si era accorto di aver fatto per anni del male a quel popolo, rubandogli la loro cultura e la loro identità.

Mi permetto di raccordarmi alla tematica riguardante la perdita delle tradizioni sociali e dell'identità culturale, che costituisce probabilmente la problematica dominante nei fenomeni di evangelizzazione. Storicamente l'approccio della Chiesa nei confronti delle culture preesistenti è stato di radicale estirpazione dei valori preesistenti a beneficio di una integrale ricezione del cattolicesimo. Pur senza lanciarmi in una apologia della Chiesa Cattolica, che non è nel mio interesse e che personalmente avverso, è tuttavia dubbio che il cattolicesimo potesse operare differentemente da una classica dinamica di rimozione e sovrapposizione; benché tale opera, storicamente, abbia dato luogo alla nascita di disparati sincretismi evidenti soprattutto in territorio sudamericano, nell'evangelizzazione di un popolo si assiste ad uno scontro di differenti modelli di crescita culturale prima che di differenti sistemi religiosi.

Sapendo, infatti, come i valori culturali siano sovente mutuati dal credo religioso e che la stessa fede sia spesso soggetta ad evoluzioni all'indipendente evolversi dei suddetti valori, non è possibile pensare all'imposizione di un credo senza postulare la necessaria assimilazione anche di quel retroterra culturale che ne ha permesso la nascita, lo sviluppo e l'affermazione. In sintesi, poichè il il cristianesimo è inscindibile dai caratteri socio-culturali salienti dei paesi occidentali, sarebbe stato impensabile procedere ad una evangelizzazione senza l'imposizione di quei dati culturali preesistenti al cristianesimo su cui, pur tuttavia, questi appoggia le fondamenta del proprio insegnamento etico e morale in ambito sociale; un caso su tutti la monogamia, che era sconosciuta sia nelle Americhe che in Africa.

L'accettazione dell'istituto della monogamia, che pure a prima vista non parrebbe fondamentale nell'economia dell'accettazione della fede in Dio, lo diviene nella pratica quotidiana imposta dalle norme religiose. Si ha così una sostanziale occidentalizzazione delle minoranze culturali indotta dall'evangelizzazione e di cui la stessa accettazione del cristianesimo (che sia cattolicesimo o luteranesimo poco importa) costituisce solamente il presupposto di un inevitabile processo di assimilazione. Potremmo quasi dire che nell'evangelizzazione la sostanza della Fede, ovvero credere in Dio, conti tanto quanto la forma del culto; e questa stessa caratteristica costituisce parimenti sia il punto di forza di un programma di omologazione culturale, sia il limite stesso del processo di evangelizzazione.

Di fronte ad un popolo che abbia dato una salda ed organica strutturazione alle proprie tradizione e pratiche sociali, che le abbia adeguatamente sedimentate nel corso di una lunga evoluzione storica di cui è cosciente e pertanto fiero, l'evangelizzazione è destinata a fallire proprio in virtù del conflitto che si viene a creare fra differenti tradizioni a prescindere dalla disponibilità a ricevere la parola di Dio teoricamente nutrita da quello stesso popolo. E' proprio per questo motivo che, storicamente, l'evangelizzazione della Cina e del Giappone ha ottenuto scarsi successi; in questi due paesi il cristianesimo si trovò ad affrontare civiltà di straordinaria raffinatezza e complessità, coscienti della loro storia e profondamente attaccate ai loro stili di vita. Per tale ragione ben poco spazio rimaneva alla già esplicata opera di rimozione e sovrapposizione altresì possibile nei confronti di popoli privi di una affermata e largamente condivisa tradizione storica e pertanto esposti al pericolo di una integrale perdita della loro identità.

In tale ambito, il notorio e straordinario successo ottenuto dai Gesuiti in Giappone e soprattutto in Cina (basterebbe ricordare padre Matteo Ricci e le altre centinaia di gesuiti che la corte degli imperatori Ming assunse per le loro competenze pittoriche, astronomiche e cartografiche) si può spiegare solamente alla luce di un nuovo modello di evangelizzazione promosso dall'Ordine autonomamente rispetto alle direttive provenienti da Roma. Era infatti opinione dei Gesuiti che l'evangelizzazione potesse limitarsi al diffondersi del Verbo e delle fondamentali strutture del Credo (come ad esempio la sua natura trinitaria), limitandosi per il resto a coesistere con le diffusissime pratiche proprie, rispettivamente, dello shintoismo e del confucianesimo. Il cosiddetto "catechismo cinese" e la naturale religiosità del popolo del Drago rappresentarono problematiche accesamente dibattute per tutto il corso del secolo XVIII, ed in esse si cimentò con numerosi scritti (rintracciabili nel suo "Dizionario Filosofico") lo stesso Voltaire. L'opera di evangelizzazione dei Gesuiti, infatti, che lasciava ai convertiti la facoltà di continuare ad esercitare le proprie tradizioni confuciane come ad esempio quella del culto dei defunti sostenendo come esse non fossero necessariamente in contrasto con lo spirito del cattolicesimo tridentino, era fortemente osteggiata dall'opinione contraria di domenicani e francescani i quali propendevano invece per un'opera di conversione basata sull'irrinunciabile presupposto dell'accettazione non solo del credo, ma anche delle relative pratiche e dei modelli sociali di innegabile derivazione occidentale. L'assunzione da parte della Santa Sede di un atteggiamento fortemente critico nei confronti dei Gesuiti che faceva proprie le obiezioni domenicane e francescane in merito ai rischi di eterodossia dei convertiti cinesi portò alla sospensione di qualsiasi opera missionaria da parte della Compagnia di Gesù, che d'altronde verrà sciolta da papa Clemente XIV nel 1773; e lo scarso successo dell'opera di evangelizzazione intrapresa dai due rimanenti ordini, (scarso successo le cui ragioni sono già state esplicate) portò alla conclusione di qualsiasi seria attività missionaria.