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Visualizza versione completa : L'italia è sottomessa alla burocrazia?



Cicerus
19-07-2000, 03.39.00
Volevo discutere con voi di un argomento importantissimo riguardante il diario (http://www.multiplayer.it/oldnews/2000.php3?id=1039) di Pucci, ovvero quello riguardante sulla soggiogazione burocratica di internet in italia. Bene dico la mia e vorrei un parere anche da voi.
Secondo me i provvedimenti che intende prendere Cheli sulla questione Internet in italia saranno disastrosi se messi in atto veramente. Molti siti saranno costretti a chiudere i battenti perchè non possibilitati a mettere sotto contratto i proprio collaboratori e pagare una tassazione allo stato italiano. E' una questione assai grave che va affrontata con molta calma e serietà e in questo modo lo stato italiano finirà per stroncare sul nascere l'e-business italiano. In pratica i siti internet italiani sarebbero solamente a scopo pubblicitario (se anche quelli non verranno presi di mira dai provvedimenti proposti da Cheli) o di altro genere che attualmente sono la minoranza (penso) sulla rete italiana. Detto questo mi ritiro e aspetto vostri pareri e giudizi. Naturalmente quello che ho scritto potrebbe essere compromesso dall'orario assai tardo, ma cmq penso di aver esposto abbastanza chiaramente quello che penso.

^RaVeN^
19-07-2000, 16.53.00
E' una vergogna, in Italia molti non hanno ancora capito il vero potenziale della rete e dei suoi utilizzi, si è vero, nella rete girano senza controllo molti Mb di materiale illegale tra i quali le foto di pedofilia, crack, warez e quant'altro... Quello che non capisco è perchè si vuole "regolamentare" un ambiente come quello di internet, è un contro senso bello e buono, sarebbe come limitare la nostra libertà di espressione. I siti che raccolgono news e le rendono pubbliche lo fanno proprio perchè c'è questa libertà e non vedo perchè si dovrebbe limitarla in questo modo. Come hai detto tu se tutto dovesse andare in porto (grattatina...) la maggior parte dei siti chiuderebbe, e sarebbe l'inizio della fine della rete in Italia... Sembrerò apocalittico, ma è quello che spero non succederà mai.

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|-Alex ^RaVeN^ D.B.-|
|---ICQ #44366370---

pabex
19-07-2000, 18.11.00
mi associo al 100% , è squallido davvero....
come aveva detto pucci al termine del diario, speriamo che la burocrazia italiana farà cadere questa proposta nelle braccia di morfeo......

QuakeMan
20-07-2000, 03.58.00
Logicamente mi aggancio per solidarietà alle speranze del Pucci (io che di news campo...), ma vorrei mettere sul piatto una nota abbastanza dolente. Difatti il discorso sulla tassazione (dei bit), va oramai avanti nel resto del mondo da parecchi anni e, prima o poi sarà inevitabile, proprio per cercare in qualche modo di arginare o almeno regolarizzare la diffusione di materiale 'inconsistente' per la rete, che si muove però per sostituire quello 'consistente' in cui ci imbattiamo nelle nostre giornate.
La tassazione è quasi necessaria ed è il solito discorso trito e ritrito, basta pensare alle E-Mail che rimpiazzano le lettere non solo perchè più immediate nella spedizione, ma anche per il costo praticamente nullo (il francobollo non c'è). Ma anche agli acquisti online che, fatti all'estero, scampano alla tassazione applicata quando si compra 'materialmente' un oggetto...
Diciamo che in qualche modo Internet è qualcosa che grava sullo Stato e logicamente si inizierà prima o poi (spero poi) a rimediare...

Grem
20-07-2000, 14.00.00
Il discorso è molto lungo e delicato, perchè non è concepibile tassare i bit, in quanto si tratta di informazione e non si può tassare l'informazione, allora dovremmo pagare anche per ogni parola letta su di un quotidiano?
E poi, quando invii una mail, tu non paghi il francobollo ma paghi la telefonata, paghi il provider, se non è uno di questi free, paghi il consumo elettrico. Il server di posta paga fior di tasse e - immagino - paga qualcosa anche alla telecom per avere una porzione di banda consistente.
Il discorso di tassare i bit è l'ennesimo sopruso fatto dal governo (qualunque, non solo quello italiano) ai danni del cittadino, serve soprattutto a controllare il traffico di informazioni e, quindi, a tenere un occhio puntato costantemente su di noi. E' vero che il web è territorio selvaggio, però ci sono altri modi per regolamentarne l'uso, ed in maniera più leggittima.
Le poste ricevono un danno a causa delle e-mail?
Ma allora un pacco come lo invio, per e-mail?
E poi non dimentichiamo i disservizi delle poste italiane che proseguono senza vergogna in pieno 2000....
Non credo che sarà facile tassare i bit, esistono troppe vie di fuga, troppe persone contrarie, ed è anticostituzionale tassare l'informazione, così come lo è tassare l'aria che respiriamo.
Purtroppo, però, gli interessi sono troppo alti e, si sa, chi comanda veramente è il lucro.
http://forums.multiplayer.it/frown.gif

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ho vissuto tempi di piccole battaglie
e senz'altro molte cose non le rifarei
ho cercato di restare immobile
anche quando non mettevo a fuoco il vuoto

Rincewind
21-07-2000, 00.55.00
Comincio a riflettere dal titolo del topic: L'italia è sottomessa alla burocrazia? Risposta: l'Italia può essere sottomessa a chi vuole ma la rete è libera. Libera!!! Cheli non può impedire che le idee, le opinioni e le informazioni circolino liberamente. Questa è la mia opinione. Luoghi come Multiplayer sono preziosi per diffondere conoscenze, o più semplicemente, opinioni. Cheli può far passare tutto ciò che vuole, ma siti come questo esisteranno sempre, perchè gestiti da gente che non risponde ai soldi, come primo imperativo, ma alla voglia di far bene il proprio lavoro e di estendere la propria passione a centinaia di altri User.

QuakeMan
21-07-2000, 21.04.00
Aspetta Grem, non ci siamo capiti...
Prima di tutto, i bit e le informazioni sono due cose molto distanti... I bit non è altro che corrente elettrica opportunamente modificata e le informazioni sono dati reali, immediatamente leggibili da un utente... Poi che le informazioni vengono trasmesse tramite bit è un altro discorso...
Quindi i bit possono essere tassati, il discorso è complesso solo dal punto di vista dell'apparecchio (su cui si stanno effettuando degli studi per la costruzione), che dovrebbe essere installato in ogni casa...
Poi quando intendo che l'e-mail è gratis rispetto alla lettera, intendo dire gratis nei confronti dello Stato. Difatti quando spediamo una lettera o compriamo qualcosa all'estero tramite Internet lo Stato Italiano (e logicamente qualsiasi Stato mondiale) non può applicare nessuna tassazione e di conseguenza c'è una specie di frode anche se completamente legale...
Con il mio post intendevo spostare il discorso in questo campo...

Rincewind
22-07-2000, 13.25.00
Io la penso in modo differente da QuakeMan. Per me il punto centrale non è una eventuale questione economica, ma sociale del problema. Chiediamoci cosa comporta per una Internet-Società italiana una proposta come quella di Cheli? Non focalizziamoci, quindi, sulla tassazione in se, ma sui cambiamenti che questa porterà. Qui chiedo ai lettori di questo post: come è la situazione dei naviganti di Internet ora e come muterà in fururo?