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Visualizza versione completa : Porno vietato dalla costituzione?



Mister X
08-09-2005, 16.46.14
Stavo frequentando una discussione sulla pornografia quando ad un certo punto ho letto:

Art 21. comma 6; Costituzione della Repubblica Italiana: Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Quindi tutti i giornaletti erotici che troviamo in edicola sono palesemente illegali, vietati pure dalla costituzione? E perchè nessuno ha mai fatto niente allora, anche se sono contro alla prima fonte giuridica in assoluto? Perchè sono esposti liberamente in edicola? Perchè l'edicolante non li smercia illegalmente sottobanco a prezzi esorbitanti?

Ma ancora...



Art. 528 c.p.
Pubblicazioni e spettacoli osceni

Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri atti osceni di qualsiasi specie, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa non inferiore a lire duecentomila.
Alla stessa pena soggiace chi fa commercio, anche se clandestino, degli oggetti indicati nella disposizione precedente, ovvero li distribuisce o espone pubblicamente.
Tale pena si applica inoltre a chi:
1) adopera qualsiasi mezzo di pubblicità atto a favorire la circolazione o il commercio degli oggetti indicati nella prima parte di questo articolo;
2) dà pubblici spettacoli teatrali o cinematografici, ovvero audizioni o recitazioni pubbliche, che abbiano carattere di oscenità.
Nel caso preveduto dal n. 2, la pena è aumentata se il fatto è commesso nonostante il divieto dell'Autorità.


Quindi ogni pubblicazione (non solo stampa) a scopo di lucro o distribzione è punita. Anche gli show osè nei locali a luci rosse sono vietati.
Non se n'è accorto nessuno fin'ora o mi sfugge qualcosa? :mumble

azanoth
08-09-2005, 16.51.08
Vedi?!

Lo dico sempre di non sentirmi rappresentato da questo paese:con tutte le seghe che mi faccio...:nerdsaw

Soothe
08-09-2005, 16.53.34
Da qualche anno giornali e/o riviste a luci rosse sono vendute debitamente incellophanate e la copertina non è sessualmente esplicita o perlomeno ci sono le stelline della censura.

Per il resto non so. :)

Raziel7
08-09-2005, 16.53.55
Secondo me ti sfugge che la legge non è uguale per tutti.
Se si vieta il porno, qualsiasi nazione fallisce, gli adolescenti crescono con il porno e a 14 oltre che sniffare il gas e farsi canne troveremo anche bambini che fanno sesso pubblicamente come se niente fosse dietro un angolo.

EyeSky
08-09-2005, 16.54.10
Comincia da qua.

Nella normativa italiana vigente in materia di pubblicazioni pornografiche, emergono i divieti penali di cui agli artt.528 e 725 del Codice Penale.

Il primo punisce come delitto la produzione, lo scambio, la detenzione e la messa in circolazione, "allo scopo di farne commercio, o distribuzione, ovvero di esporli pubblicamente", di "scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni" ; mentre il secondo punisce come contravvenzione l’esposizione al pubblico, l’offerta in vendita e la distribuzione di "scritti, disegni o qualsiasi oggetto figurato, che offenda la pubblica decenza"(4).

Il primo fulcro attorno a cui ruota la disciplina penale in commento è costituito dal concetto di "oscenità", che l’art.529 c.p. definisce come "offesa al pudore", da intendersi quest’ultimo "secondo il comune sentimento"(5).

Assumendosi la difficoltà di puntualizzare il concetto di pudore, si è sollevata la questione di legittimità costituzionale ex art.25, comma 2, Cost., degli art.527, 528 e 529 c.p. ; la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione giacchè il concetto di pudore rientra tra quelli diffusi e generalmente compresi di cui il giudice, pur nel mutare delle condizioni storiche, d’ambiente, di cultura, è sempre in grado di identificare il valore positivo(6).

Il pudore consiste in un senso di riserbo e di dignità personale per tutto ciò che si riferisce allo stimolo dei sensi e più specialmente alla sfera sessuale(7).

L’inciso "secondo il comune sentimento" sta ad indicare che il legislatore ha inteso adeguare il pudore alla serena ed equilibrata concezione della vita umana e sociale in un determinato momento storico. Ma tale relatività del senso del pudore a seconda dei tempi, dei luoghi e degli individui non potrebbe mai portare alla distruzione di ciò che è il valore etico e il patrimonio della collettività(8). Dunque, è osceno tutto ciò che, secondo il comune sentimento, offende il pudore.

Pertanto, è pur sempre il comune sentimento il metro obbiettivo di valutazione per attribuire ad un fatto il carattere antigiuridico.

Per puntualizzare il concetto di comune sentimento, la giurisprudenza, un tempo, si è ispirata a vari criteri, fra i quali, quelli di indubbia prevalenza e che hanno ricevuto più credito, sono :

il criterio storico – statistico : è stato affermato, dandosi rilevanza all’aspetto cronologico ambientale, che il pudore, oggetto giuridico del reato di cui all’articolo in commento, si concreta nel sentimento e nell’opinione collettiva della pudicizia inerente alla nostra civiltà, sentimento ed opinione che sono propri della generalità degli individui del nostro tempo e della nostra popolazione(9);
il criterio etico o di valore : per comune sentimento deve intendersi non il sentimento medio della collettività, bensì il sentimento dell’uomo medio, cioè dell’uomo normale, equilibrato ed equidistante da ogni eccesso ; precisando : il contenuto del comune sentimento del pudore deve desumersi dalla coscienza collettiva, avuto riguardo ai valori della coscienza sociale ed alle reazioni dell’uomo medio(10).
Il secondo fulcro della disposizione penale in esame concerne le modalità di utilizzazione del materiale osceno, per le quali la legge penale concentra la sua attenzione sulla destinazione e sull’esposizione al pubblico di esso(11). Dall’originaria costruzione dell’art.528, osserva Pica(12), si deduce che non esiste un divieto di creazione privata di immagini o scritti osceni, bensì sono vietati e puniti la creazione a scopo di commercio ed la libera esposizione al pubblico degli oggetti osceni.

Mister X
08-09-2005, 17.01.18
si deduce che non esiste un divieto di creazione privata di immagini o scritti osceni, bensì sono vietati e puniti la creazione a scopo di commercio ed la libera esposizione al pubblico degli oggetti osceni

L'esposizione al pubblico è comunque vietata.

Si deduce asd. Vivo in uno stato dove le leggi cambiano da provincia a provincia in base all'interpretazione che gli assegna il giudice :asd:
Solo in Italia potrebbe esisistere un codice legislativo elasticissimo e libero per qualunque interpretazione personale.
Se il giudice è un ex-monaco? :doubt2:

EyeSky
08-09-2005, 17.14.17
Originally posted by Mister X
L'esposizione al pubblico è comunque vietata.

Si deduce asd. Vivo in uno stato dove le leggi cambiano da provincia a provincia in base all'interpretazione che gli assegna il giudice :asd:
Solo in Italia potrebbe esisistere un codice legislativo elasticissimo e libero per qualunque interpretazione personale.
Se il giudice è un ex-monaco? :doubt2:

Evidentemente non hai prestato attenzione al punto cruciale della faccenda, ovvero alla definizione di materiale osceno. Si presume che il giudice sia persona obiettiva inserita in un contesto reale e realistico. Questo dovrebbe garantire che egli sia in grado di giudicare cosa offenda il comune senso del pudore e cosa no.
Se passi in edicola, solitamente, le riviste hard presentano i dettagli intimi coperti, o sovracoperte che si rifanno al comune senso del pudore pur pubblicizzando in modo inequivocabile il contenuto della rivista stessa. Se dovesse essere esposa una rivista che non soddisfa questa criterio è ovvio che l'editore sia passibile di denuncia (e qua ci sarebbe da vedere altra sentenza della corte costituzionale sulla perseguibilità dell'editore ecc. ).
Allo stesso modo, mentre venti anni fa una foto "artistica" della Arcuri in prima pagina avrebbe scatenato il finimondo, oggi è tranquillamente accettata e tollerata.
Se la Legge indivuasse in modo assoluto cosa è osceno e cosa non lo è, annullando l'interpretazione di ciò che osceno e rifiutando l'evoluzione (o involuzione, per i benpensanti) dei costumi, avremmo seri e grossi problemi alla libertà di stampa e di espressione, che è costituzionalente garantita.

Su www.diritto.it trovi un bel po di materiale per documentarti meglio. :)

Mister X
08-09-2005, 17.28.58
Tu dici che "si presume che il giudice sia persona obiettiva inserita in un contesto reale e realistico". Il problema è che il parlamento delega troppo potere alla magistratura. Il parlamento è controllabile in linea di massima dai cittadini, la magistratura viaggia per conto suo. Non si può lasciare un incarico così importante nelle mani di un qualsiasi Mario Rossi, presumendo che sia inserito in un contesto reale. E se non lo fosse? La casualità benchè minima esiste.
Non vorrei trovarmi davanti un soggetto isolato dal mondo, inserito in una elite di signori colti e dotti, magari figli dell'800.
Essere soggettivi e lasciare libertà di interpretazione non porta a nulla (vedi topic terroristi o partigiani). Qualcuno prima o poi fraintende (anche se non fa apposta). Un giudice in mancanza di una interpretazione ufficiale può stravolgere compleamente il senso della normativa. Se lo Stato per primo non sa avere una mano ferma, come crede di poter condizionare i cittadini per fare ciò che vuole? Libertà sì, ma saper definire con chiari paletti i propri obiettivi è essenziale.

Riguardo all'ultima parte del tuo post


Se la Legge indivuasse in modo assoluto cosa è osceno e cosa non lo è, annullando l'interpretazione di ciò che osceno e rifiutando l'evoluzione (o involuzione, per i benpensanti) dei costumi, avremmo seri e grossi problemi alla libertà di stampa e di espressione, che è costituzionalente garantita.

beh, capisco ciò che vuoi dire ma io sono uno della schiera di: "Meglio due innocenti dentro che un colpevole fuori". :birra:
Se il parlamento facesse il suo lavoro FORSE basterebbe ritoccare quando ce ne fosse bisogno. Il problema però effettivamente esiste...

EDIT: Hmmm ho dilagato. Dal porno sono passato al sistema giuridico.

EyeSky
08-09-2005, 17.54.59
Originally posted by Mister X
Tu dici che "si presume che il giudice sia persona obiettiva inserita in un contesto reale e realistico".

Gran parte del nostro sistema di norme, nella sua applicazione, è basato su una presunzione di qualcosa. Non è un elemento negativo, anche perchè è un elemento comune a qualsiasi legislazione di qualsiasi paese democratico.
Capisco comunque ciò che intendi e se, da un lato, dico che in ogni caso il sistema che presuppone l'interpretazione della norma nella sua applicazione è l'unico che permetta di non soffocare il cittadino e la vita stessa di uno stato che deve essere vista in modo lungimirante. Ovvio che nessun legislatore oggi può sapere, nella fattispecie, cosa sarà osceno domani, e non sarebbe neppure immaginabile di costringere il prossimo governo o quello dopo o quello che verrà tra 10 anni di rimettere mano ad un sistema di norma o ad un concetto giuridico per poi vederlo evaporare nel giro di pochissimo. Ed in ogni caso, anche in tale ipotesi, i paletti sarebbe comunque fissati su base soggettiva pur interpretando nel modo più oggettivo possibile i costumi. Non se ne esce.
D'altro canto mi rendo conto che non sarebbe male se la magistratura (e qua scatterà il solito coro di flammini) venisse assoggettata ad un controllo più rigoroso ed oggettivo e che i magistrati stessi da un lato giungessero ad occupare un determinato ufficio in base ad una effettiva e comprovata esperienza nel settore e/o obbiettività nel giudizio, dall'altra che rispondessero in modo più severo dell'applicazione palesemente distorta di una norma o di un insieme di norme, magari sotto l'influenza culturale, religiosa, politica o altro.
Un giorni ci arriveremo, spero. :)

Iomla_Warrior
08-09-2005, 18.09.15
non possono illegalizzare il porno in italia,
perchè senza il porno non ci sono le pugnette,
e senza pugnette,
si rischia che i politici si mettano a fare il proprio lavoro,
e questo manderebbe al catafascio l' italia:asd:

Cerosky
08-09-2005, 18.23.05
Originally posted by Iomla_Warrior
non possono illegalizzare il porno in italia,
perchè senza il porno non ci sono le pugnette,
e senza pugnette,
si rischia che i politici si mettano a fare il proprio lavoro,
e questo manderebbe al catafascio l' italia:asd:

Come non quotarti:roll3:

Vincent Vega-r
09-09-2005, 02.16.00
edit mi autocensuro... meglio va ;)

Mister X
09-09-2005, 09.05.21
Originally posted by EyeSky

D'altro canto mi rendo conto che non sarebbe male se la magistratura (e qua scatterà il solito coro di flammini) venisse assoggettata ad un controllo più rigoroso ed oggettivo e che i magistrati stessi da un lato giungessero ad occupare un determinato ufficio in base ad una effettiva e comprovata esperienza nel settore e/o obbiettività nel giudizio, dall'altra che rispondessero in modo più severo dell'applicazione palesemente distorta di una norma o di un insieme di norme, magari sotto l'influenza culturale, religiosa, politica o altro.
Un giorni ci arriveremo, spero. :)
* :birra:
Una riforma ''seria'' della magistratura la apprezzerei pure io.


Originally posted by Iomla_Warrior
non possono illegalizzare il porno in italia,
perchè senza il porno non ci sono le pugnette,
e senza pugnette,
si rischia che i politici si mettano a fare il proprio lavoro,
e questo manderebbe al catafascio l' italia:asd:
:roll3:

Questo mi ricorda una barzelletta oscena (nel senso che non fa ridere):
Sei contento che abbiano alzato lo stipendio ai parlamentari?
Sì, così al posto di dormire in parlamento lo fanno in un 5 stelle :asd:

Ef.Di.Gi
09-09-2005, 10.58.56
Se lo Stato per primo non sa avere una mano ferma, come crede di poter condizionare i cittadini per fare ciò che vuole?

Questa frase mi mette i brividi, sul serio. Ti conviene ripensare totalmente al tuo sistema filosofico di riferimento, perchè non esiste uno stato democratico che "faccia fare ciò che lui vuole" ai suoi cittadini - sarebbe un sistema totalmente autoreferenziale, con un feedback senza alcun senso, data la corrispondenza tra totalità dei cittadini e stato stesso.

Mister X
09-09-2005, 12.54.04
Originally posted by Ef.Di.Gi
Questa frase mi mette i brividi, sul serio. Ti conviene ripensare totalmente al tuo sistema filosofico di riferimento, perchè non esiste uno stato democratico che "faccia fare ciò che lui vuole" ai suoi cittadini - sarebbe un sistema totalmente autoreferenziale, con un feedback senza alcun senso, data la corrispondenza tra totalità dei cittadini e stato stesso.

Guarda, può sembrare un cerchio senza punti di ingresso ma non è così. Io metto in dubbio il concetto stesso di Stato per quello che riguarda la gestione dei tre poteri essenziali.
Lo Stato sta diventando sempre di più quel signore grande e grosso, che da esterno si intromette nelle faccende personali per imporre il suo volere (un po' come il modello americano). Non c'è più nessuno che lo vede come proprio, ergo lo Stato sta diventando un soggetto autonomo che viaggia da solo, anche se è proprietà dei cittadini.
La situazione sta sfuggendo di mano a molti, la sedia del potere piace a tutti e intanto lo Stato continua ad andare avanti senza essere controllato da nessuno. I politici non lo controllano visto che pensano solo a ottenere consenso, i magistrati però agiscono in suo nome i poliziotti pure.

Chi è lo Stato? Un soggetto nato e controllato tempo fa, ormai svezzatto che sta viaggiando per conto proprio e imponendo la propria autorità fregandonsene di tutto e di tutti. Come fa la macchina ad andare avanti? Semplice! Non ci si rende conto della situazione, si crede di poter fare tutto, ma questo non è vero e non si sente la necessità di contestare dei principi accettati de facto anni fa e ora ci stiamo ustionando nel passare la palla (riferito specialmente alla classe politica).
E' un monarca ideale creato dalla nostra voglia di libertà e democrazia. Un salvachiappe, un po come chi crede in Dio per poter pensare che dopo la morte c'è qualcosa...
Siamo schiavi di noi stessi, del sistema creato inizialmente per poterci tutelare.

NOTE: Il mio pensiero è ambiguo e contorto. Non ho ancora formato un pensiero omogeneo, dovete scusarmi. -- Lo Stato può essere posto sul piano di una divinità: termina di esistere quando nessuno lo riconosce più. -- Non sono anarchico e credo fermamente nei principi democratici

Cocitu
09-09-2005, 13.33.17
Vi consiglio di leggervi un bel saggio di filosofia del diritto scritto possibilmente dal "Lombardi-Vallauri" oppure direttamente da kelsen per capire cosa sia il normale senso del pudore e l'evoluzione interpretativa delle norme.

ciao

EyeSky
09-09-2005, 13.51.59
Originally posted by Mister X
NOTE: Il mio pensiero è ambiguo e contorto. Non ho ancora formato un pensiero omogeneo, dovete scusarmi. -- Lo Stato può essere posto sul piano di una divinità: termina di esistere quando nessuno lo riconosce più. -- Non sono anarchico e credo fermamente nei principi democratici

Il tuo pensiero, per quanto contorto o disomogeneo, credo sia perfettamente in linea con quella che è la situazione italiana. Io credo sempre nella massima di un certo signore, che all'indomani di un certo evento disse: "abbiamo fatto l'Italia, adesso dobbiamo fare gli italiani". Bè, purtroppo, in larga parte temo ci sia stato un fallimento in quel secondo obiettivo. :)