PDA

Visualizza versione completa : Persepolis - Storia di un'infanzia e non solo



Chrean
15-04-2005, 14.53.01
Ho appena finito di leggere i due volumi di Persepolis (http://www.amazon.com/exec/obidos/tg/detail/-/037571457X/qid=1113569114/sr=8-1/ref=pd_csp_1/103-0403677-8243063?v=glance&s=books&n=507846) di Marjane Satrapi, giovane autrice iraniana.
I libri, sviluppati in forma di fumetto, sono una autobiografia della Satrapi dall'infanzia all'età adulta.
Che li abbiate letti o meno, gli spunti in essi contenuti fanno riflettere.
Qualche esempio:

Non si possono fare festini, neppure in casa propria. Niente musica, niente alcool, niente promiscuità fra maschi e femmine.
Se un uomo e una donna vengono visti insieme per strada, viene loro chiesto il certificato di matrimonio. Se non ce l'hanno, vengono portati alla centrale di polizia dove i parenti potranno andare a liberarli corrispondendo l'equivalente di uno stipendio mensile medio iraniano. Nella peggiore delle ipotesi, i due potrebbero tornare a casa con delle scudisciate o con qualche osso rotto.
Una donna non può correre per strada per non perdere l'autobus, perchè i suoi movimenti potrebbero essere visti come osceni.
Il make-up è fuori legge, mentre gli uomini non possono portare cravatte, nè tantomeno abiti di marca o fattura o sembiante occidentale.
Niente spille, jeans, ecc.

L'autrice analizza questa situazione e giunge a una conclusione interessante: quando si ha paura di sbagliare qualsiasi cosa, anche la più insignificante, ci si dimentica dei veri valori e delle cose che contano davvero.
Tradotto: essere toccati da restrizioni pesanti della libertà personale quali il divieto di comportarsi normalmente, fa sì che le questioni più importanti ma più "astratte" passino in secondo piano.

Un interessante spaccato di un mondo che conosciamo soltanto in maniera approssimativa e propagandistica attraverso ciò che ci raccontano i media.

fabiettone
15-04-2005, 15.49.46
I media al massimo accennano al chador.

Ma la situazione della donna (e più in generale la situazione di come intendiamo noi la libertà) nei paesi musulmani è veramente triste.

La cosa più triste è che tutto questo avviene in nome del Corano (che sto leggendo proprio in questo periodo) , ancor più terribile è che una società prettamente islamica (islam significa obbedienza ricordiamolo) non concepisce uno stato laico -potere temporale- e una o più religioni (così come avviene nei nostri sistemi democratici) ma un'unico stato in cui le leggi sono uniformate ad un libro scritto (sotto dettatura dell'arcangelo Gabriele) tanti tanti anni fa .....

Ed in questo libro la donna ha solo funzione di "ventre procreativo", null'altro.

:rolleyes:

ciz

fabiettone
15-04-2005, 16.11.09
Originally posted by Chr34n


L'autrice analizza questa situazione e giunge a una conclusione interessante: quando si ha paura di sbagliare qualsiasi cosa, anche la più insignificante, ci si dimentica dei veri valori e delle cose che contano davvero.
Tradotto: essere toccati da restrizioni pesanti della libertà personale quali il divieto di comportarsi normalmente, fa sì che le questioni più importanti ma più "astratte" passino in secondo piano.


Posto nuovamente per quotare tutto quello che hai scritto. E questa conclusione è veramente drammatica. Per la libertà bisognerebbe morire e lottare, invece alla fine finisci per adattarti pur di continuare a respirare (e il solo respiro, lo ricordo, non è propriamente libertà).

ciz

Ale555
15-04-2005, 21.20.40
Purtroppo sembra che ci sia anche l'interesse da parte di certe parti politiche a celare queste realtà, magari per dar contro solo all'immagine e ai luoghi comuni occidentali, che, pur essendo carichi di perversioni e di controsensi, non sono evidentemente i soli al mondo ad esserlo...

Chrean
16-04-2005, 00.01.50
Originally posted by fabiettone
Per la libertà bisognerebbe morire e lottare, invece alla fine finisci per adattarti pur di continuare a respirare (e il solo respiro, lo ricordo, non è propriamente libertà).

ciz

Esattamente. Quando già sopravvivere è una fatica, non ti resta tempo nè forza per vivere. O ribellarti...