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Visualizza versione completa : Monarchie



*Svevy*
09-03-2005, 14.24.40
Nel 2005, ancora in diverse nazioni Europee c'è la monarchia costituzionale: cosa ne pensate?

erixal
09-03-2005, 14.38.53
che offre le stesse libertà e garanzie con una forma diversa dovuta all sviluppo storico :p
noto nella domanda una tacita disapprovazione per la monarchia costituzionale, sbaglio?

billygoat
09-03-2005, 14.42.33
in europa una monarchia costituzionale è abbastanza equivalente ad una repubblica parlamentare come quella italiana.
il re conta poco, molto poco, come il presidente della repubblica italiano...
più che altro è un simbolo della nazione ma di potere ne ha ben poco.

quindi non ho niente in contrario alle monarchie europee...

*Svevy*
09-03-2005, 14.46.48
Originally posted by erixal
che offre le stesse libertà e garanzie con una forma diversa dovuta all sviluppo storico :p
noto nella domanda una tacita disapprovazione per la monarchia costituzionale, sbaglio?

Dal punto di vista pratico non cambia molto, come ha detto billy, rispetto a una repubblica parlamentare, però secondo me se un giorno si volesse e si potesse arrivare a un'unione più stretta tra gli stati europei, come per esempio una federazione, sarebbe meglio che in tutti ci fosse più o meno la stessa forma di governo che per forza di cose sarebbe la repubblica...

erixal
09-03-2005, 14.52.37
Originally posted by svevy90
Dal punto di vista pratico non cambia molto, come ha detto billy, rispetto a una repubblica parlamentare, però secondo me se un giorno si volesse e si potesse arrivare a un'unione più stretta tra gli stati europei, come per esempio una federazione, sarebbe meglio che in tutti ci fosse più o meno la stessa forma di governo che per forza di cose sarebbe la repubblica...

e questo è esattamente il motivo per cui vogliamo un'unione di stati e NON una federazione :brr:
sono forme -più o meno vuote- derivate dalla storia della nazione e dal suo sviluppo, perchè appiattirsi? non riesco a immaginare, ad esempio, i norvegesi che rinunciano di buon grado al loro re, e nei rapporti internazionali (visto che in quelli interni come ho già detto le garanzie sono le stesse) che uno sia Presidente della Repubblica, Primo Ministro o Re, finchè si fa portatore degli interessi della sua nazione, mi sembra che sia assolutamente indifferente :)

destino
09-03-2005, 14.53.25
Originally posted by svevy90
Dal punto di vista pratico non cambia molto, come ha detto billy, rispetto a una repubblica parlamentare, però secondo me se un giorno si volesse e si potesse arrivare a un'unione più stretta tra gli stati europei, come per esempio una federazione, sarebbe meglio che in tutti ci fosse più o meno la stessa forma di governo che per forza di cose sarebbe la repubblica...

basta confrontare 3 tipi diversi di repubblica

1) francia ( repubblica presidenziale )
2) germania ( repubblica federale )
3) italia ( repubblica parlamentare )

per capire ke spesso quando si parla di repubblica ci si riferisce a modi di gestire lo stato e la rappresentanza popolare totalmente diversi fra di loro sve ;)

Zaorunner
09-03-2005, 14.59.31
Non vorrei mai essere un "suddito".

KappaGiBi
09-03-2005, 15.01.01
Che i temi li devi fare da te :asd:



[ :* :flower: ]

erixal
09-03-2005, 15.03.09
Originally posted by Zaorunner
Non vorrei mai essere un "suddito".

certo, appunto perchè l'italia ha avuto un determinato passato :dentone:

*Svevy*
09-03-2005, 15.24.37
Originally posted by Zaorunner
Non vorrei mai essere un "suddito".

zao ha espresso in 6 parole il mio pensiero :asd:

@kappa: ma che temi? :confused:

Abigail
09-03-2005, 15.24.44
Sono perfettamente d'accordo con chi ha parlato di sostanziale identità fra la forma attuale di monarchia praticata in molti stati europei e le repubbliche che governano gli altri. Ciononostante rimane un aspetto che mi fa "storcere il naso" dei regimi monarchici: sto parlando del c.d. "diritto di nascita", che dà ad alcune persone (i membri della famiglia reale, oltre a tutta una serie di nobili con relativi familiari) una prelazione sociale, e talvolta economica, rispetto al resto dei cittadini, senza che essi ne abbiano alcun merito.

Qualcuno potrà obiettare che determinati privilegi spettano anche ai nostri politici, o ai rampolli dei nostri magnati della finanza e dell'economia, ma in entrambe i casi si tratta di persone che, in un modo o nell'altro, se li sono conquistati personalmente, o al massimo un paio di generazioni fa. In Inghilterra esistono fior di nobili nullafacenti ricchi sfondati, che campano sulle fortune di antenati vissuti secoli prima. Almeno da noi possiamo risparmiarci di chiamarli "Lord".

Umilmente...
:D :D :D

Akujin
09-03-2005, 15.30.05
a me le monarchie stanno sulle palle per un semplice motivo... non approvo l'essere suddito di una persona che mi ritrovo come re soltanto perchè appartiene ad una stirpe di persone che hanno sempre avuto di +, alla faccia di un popolo che soffriva...

UAranger
09-03-2005, 15.43.04
capisco che puo' dare fastidio vedere dei giovani rampolli che per effetto della loro origine nobile hanno tutto dalla vita senza doversi impegnare tanto pero' si trovano nella stessa posizione di un giovane in Italia la cui famiglia e' molto ricca e in forza di questo lui puo' permettersi una vita senza problemi.......cosi' e' la vita.

mVm
09-03-2005, 16.08.14
Se non mi sbaglio, l'esito di molte indagini condotte nei paesi in cui è presente la monarchia, parlo di Europa, era di attaccamento a quel sistema, da parte della maggioranza del popolo.
Potremo chedere al rompi fatto persona, lui, di condurne una spicciola per il Blah.

Comunque io da piccolo volevo fare l'Imperatore del mondo, poi ho conosciuto le ragazze. Non mi fosse capitato quella disgrazia, lo sarei e a Zao, cui si aggiunge la Sve, non sarebbe restato altro che farsi lanciare in orbita. Almeno fino a che non fossi riuscito a conquistare l'intera galassia. Eccetera. :D

Qfwfq
09-03-2005, 16.11.25
Occorre in primis effettuare dei distinguo; le residue monarchie europee costituiscono una scoria del passato, ove la figura del regnante assolve compiti puramente rappresentativi; unica parziale eccezione quella del Regno Unito, ove il legittimo monarca continua a rappresentare anche il formale capo della Chiesa Anglicana, come sancito dall'Act of Supremacy del 1534, sebbene la vera autorità in materia di fede continui ad essere l'arcivescovo di Canterbury. Il potere è affidato ai rispettivi parlamenti ed al regnante è preclusa ogni ingerenza nella vita politica a prescindere dall'adempimento di una mera funzione di legittimazione.

Per quel riguarda i paesi extraeuropei è bene ricordare come la sopravvivenza di regimi monarchici rifletta fondamentalmente una tendenza all'autoritarismo che costituisce una costante politica per il resto del mondo, non certo un'eccezione. La democrazia, così come noi la conosciamo, risulta essere un prodotto dell'evoluzione culturale occidentale e dello stesso concetto di laicismo, abbozzato con l'Illuminismo del secolo XVIII, e teorizzante una netta suddivisione degli affari politici da quelli religiosi. Si poneva termine, in questo modo, all'annosa questione mutuata dal medioevo circa i rapporti fra potere temporale e spirituale, che sino a Federico II trovò la sua massima espressione nel contrasto fra il Papato ed il Sacro Romano Impero. Benchè la dottrina medievale dei due soli avesse stabilito una teorica e soddisfacente suddivisione delle responsabilità, i rapporti fra papa ed imperatore sin dall'ascesa al trono di Ottone I di Sassonia si svolsero più propriamente all'insegna dei tentativi operati per usurpare uno l'autorità dell'altro, e viceversa; relazioni dettate più propriamente dai rapporti di forza contingenti. Un papa autorevole, autoritario e carismatico come Gregorio VII ebbe successo nell'espandere i domini pontifici grazie agli stretti rapporti allacciati con la contessa Matilde di Canossa, sino a giungere alla teorizzazione di una validità della carica imperiale solo previa incoronazione da parte dello stesso pontefice; l'imperatore Enrico IV, bisognoso della legittimazione papale al fine di tenere a freno i suoi baroni, dovette piegarsi al diktat papale così come nel X secolo il Papato a sua volta si era conformato ai dettami del potente Ottone I, il quale aveva stabilito come l'elezione del pontefice potesse ritenersi valida solo dietro approvazione imperiale, asservendo difatto il soglio di Pietro alla volontà imperiale.

Come precisato, il pensiero Illuminista supera tale diatriba formulando la necessità di una completa indipedenza di tali due ambiti alla luce della necessità di governare uno stato od una comunità solo sulla base delle leggi della ragione. Venivano peraltro a cadere, con tale asserzione, i caratteri semidivini assunti dai monarchi europei e mantenuti sino al secolo XVIII. Al re di Francia era comunemente attribuito il titolo di re taumaturgo insieme alla capacità, da ricondursi al volere divino, di poter guarire malattie come la scrofola o la gotta con la semplice imposizione delle mani; parimenti in Spagna cadeva l'identificazione del monarca con il campione della Cristianità che nel XVII secolo, sotto l'Olivares, aveva portato alla formulazione del concetto del Rey Planeta; ovvero di una figura ideale, inaccessibile, dai caratteri semidivini, assolvente alla funzione di un sole attorno al quale ruotavano gli astri costituiti dai ministri dello Stato, dagli uomini della corte ed infine dagli stessi cittadini spagnoli.

Qfwfq
09-03-2005, 16.13.16
Ora la formulazione di una netta distinzione fra potere politico e potere spirituale è, come si vede, esclusivamente di natura occidentale; il mondo musulmano non è approdato alle medesime conclusioni, mantenendo invece idealmente l’identificazione della guida politica con il padre religioso di una determinata comunità o di uno stato; è il principio alla base della Repubblica Islamica dell'Iran, ove agli ayatollah ( Khomeini prima, Khamenei ora ), costituendo questi le massima autorità in materia di fede, è riservata anche l'ultima parola in materia di orientamenti politici, diplomatici ed internazionali. Lo stesso Impero Ottomano si basò sul medesimo principio, rappresentando il sultano ottomano la summa di ambedue i poteri sin da quando Selìm I assunse il titolo di Khalifa ( Califfo ) in seguito alla conquista dell'Egitto mamelucco nel 1517. Le medesime correnti politiche islamiche si sono da sempre orientate verso il principio di un capo politico che sia anche guida spirituale; il wahabismo, corrente religiosa improntata al massimo rigorismo ed al pedissequo conformarsi ai dettami dei Testi Sacri assunse una precisa connotazione politica allorquando il suo massimo esponente, Ibn al'Wahab, convertì nel 1744 il principe Muhammar ben Saud alla sua causa, ponendo le basi per la nascita dell'odierna Arabia Saudita; sarebbe opportuno ricordare come il massimo obiettivo politico professato dal wahabismo consistesse nell'abbattimento dell'Impero Ottomano a confessione sunnita e la reistituzione dell'antico Califfato, la cui massima guida politica rappresentasse anche il legittimo successore del Profeta e quindi suprema autorità in materia di fede. Lo stesso Osama bin Laden, in tempi più recenti, si è professato fervente sostenitore del wahabismo, i cui orientamenti politici e religiosi sono inscindibili.

L'esemplificazione storica che ho testé formulato, limitandomi a comparare l'esperienza occidentale con quella islamica, tende a dimostrare come la democrazia sia non soltanto una mera forma di governo, ma un prodotto di una determinata maturazione del pensiero politico e sociale posta in essere dall'Occidente a partire dal secolo XVIII; anzi, è un beneficio di cui non tutti possono godere, giustificando in tal senso la nascita o la sopravvivenza di regimi monarchici, autoritari o tirannici al di fuori dell’Occidente, come nel caso dell'Arabia Saudita. Proprio alla luce delle argomentazioni sopra esposte si criticava e si critica tuttora il fondamento teorico ed ipocrita della guerra in Iraq quale azione di democratizzazione del paese; qualora qualcuno avesse nutrito speranze nei confronti di un eventuale successo di tale opera di introduzione forzata della democrazia, mi auguro che queste stesse speranze siano state cancellate dagli esiti del recente voto iracheno. Gran parte degli otto milioni di votanti, e non solo perché a maggioranza sciita, hanno votato per il partito islamico dell'ayatollah Al Sistani, attuale massima guida spirituale del paese, omaggiando ancora una volta l'assunto del pensiero islamico di identificazione, in una sola carica od in una sola persona, di massima autorità politica e spirituale.


Piccola nota a piè pagina. Rileggendo la gran maggioranza dei precedenti interventi mi rendo conto come un post del genere possa tranquillamente ricadere nella categorizzazione di perle ai porci; mi auguro che almeno qualcuno possa beneficiarne.

erixal
09-03-2005, 16.41.33
Originally posted by Qfwfq
Piccola nota a piè pagina. Rileggendo la gran maggioranza dei precedenti interventi mi rendo conto come un post del genere possa tranquillamente ricadere nella categorizzazione di perle ai porci; mi auguro che almeno qualcuno possa beneficiarne.

beh, hai parlato di democrazie Vs monarchie assolute, mentre il topic era sulle repubbliche Vs monarchie costituzionali, entrambe, queste ultime, improntate alla democrazia. :)

comunque io direi che il germe della separazione regno di Cesare - regno di Dio è ben precedente all'illuminismo e risale appunto alla nascita del Cristianesimo (date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio) che in ciò si differenziava infatti da Islam, Giudaismo e in certa misura dall'Impero.
ma adesso si parlava di Europa moderna, non di Islam nè di Giudaismo nè di Impero.

Ef.Di.Gi
09-03-2005, 17.04.07
Originally posted by Zaorunner
Non vorrei mai essere un "suddito".

Bah, siamo comunque sudditi di quell'entita impersonale detta "Stato". Certo, idealmente questo stato dovremmo essere noi stessi, ma in pratica...

Ef.Di.Gi
09-03-2005, 17.12.32
La separazione tra potere politico e potere spirituale vede le sue fondamenta nella rinnovata fede nel razionalismo scientifico, sostituente l'obsoleta (?) spiritualità cristiana. Credo che le cause siano radicate anche nella crescente necessità da parte delle elites industriali, al tempo rampanti, di togliere quei freni che il cristianesimo poneva in essere per quanto riguarda lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Passaggio questo che manca al mondo islamico - non travolto da una rivoluzione simile all'avvenimento settecentesco. Mi sembra quindi normale che il meme democratico non sia lì radicato; d'altro canto, è risultata evidente l'impossibilità di diffusione del meme "democrazia" sulla base della sua antitesi, cioè l'autoritarismo. Impossibile tentare di trascendere un totalitarismo imponendo un regime democratico tramite metodi autoritari.

erixal
09-03-2005, 18.05.47
Originally posted by Ef.Di.Gi
La separazione tra potere politico e potere spirituale vede le sue fondamenta nella rinnovata fede nel razionalismo scientifico, sostituente l'obsoleta (?) spiritualità cristiana.

sarà, ma a me pare che la famosa citazione di cui sopra (date a cesare etc.) seguita da una sfilza di "il mio regno non è di questo mondo" etc sia la prova che questo principio è del cristianesimo :)
che poi la chiesa abbia travisato il messaggio Cristiano non mi pare che sia una cosa discutibile, ma la religione cristiana è intimistica e privata, proprio in contrasto con la pubblicità dello zio giudaismo e dell'islam (e della "religione" romana, mi pare che le persecuzioni fossero generate anche da questo :p )

Qfwfq
09-03-2005, 18.44.55
Originally posted by erixal
beh, hai parlato di democrazie Vs monarchie assolute, mentre il topic era sulle repubbliche Vs monarchie costituzionali, entrambe, queste ultime, improntate alla democrazia. :)

comunque io direi che il germe della separazione regno di Cesare - regno di Dio è ben precedente all'illuminismo e risale appunto alla nascita del Cristianesimo (date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio) che in ciò si differenziava infatti da Islam, Giudaismo e in certa misura dall'Impero.
ma adesso si parlava di Europa moderna, non di Islam nè di Giudaismo nè di Impero.

Ho deciso di articolare ed ampliare l'intervento a mia discrezione; non ritenendo particolarmente indicativa la sopravvivenza di quelle monarchia costituzionali in ambito occidentale che vedano i poteri del monarca estremamente ridotti se non meramente legati ad un ruolo rappresentativo, ho preferito concentrarmi su di un argomento di maggiore attualità quale un'ipotetica comparazione (a mio avviso improbabile) fra i modelli democratici di stampo occidentale e le autocrazia orientali, con particolare riferimento ai regimi mediorientali.

In merito alla questione della separazione della sfera politica da quella religiosa, è corretto affermare come la dottrina cristiana abbia certamente favorito, per sua stessa natura e per merito delle sue teorizzazioni un'originaria differenziazione di principio fra ambito spirituale ed ambito temporale. Tuttavia, fermo restando come il cristianesimo costituisca un fattore cruciale nell'evoluzione del pensiero sociale e politico europeo, tale differenziazione di massima viene meno per tutto il corso del Medioevo e dell'Evo Moderno sino alla metà del XVIII secolo (basterebbe ricordarsi le velleità gallicane di Luigi XIV, tanto per citare un esempio illuminante), allorquando proprio il movimento Illuminista sancisce per la prima volta in forma coerente, ragionata ed esaustiva, l'esclusione di ogni precetto e principio religioso vincolante nell'amministrazione di uno stato come di una comunità, pur ovviamente assorbendo nel contempo i caratteri più genuinamente umanitari ed antropocentrici del messaggio cristiano.

Elrond.
09-03-2005, 18.47.11
Originally posted by Ef.Di.Gi
La separazione tra potere politico e potere spirituale vede le sue fondamenta nella rinnovata fede nel razionalismo scientifico, sostituente l'obsoleta (?) spiritualità cristiana. Credo che le cause siano radicate anche nella crescente necessità da parte delle elites industriali, al tempo rampanti, di togliere quei freni che il cristianesimo poneva in essere per quanto riguarda lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Attenzione: la nascita della politologia moderna, l'assolutizzazione delle monarchie e la crescente burocratizzazione dello stato ( tutti elementi caratterizzanti la separazione della sfera temporale da quella spirituale di cui parli ) risalgono alla fine del secolo XVI ed al susseguente, molto prima della rivoluzione industriale e dell'illuminismo; protagonista è la Francia e le fondamenta di tale sviluppo vanno individuate nelle conseguenze della Rinascenza, vero punto di svolta rispetto al sistema teocentrico che aveva caratterizzato il medioevo anche a livello politico-giuridico.

erixal
09-03-2005, 18.49.11
Originally posted by Qfwfq
Ho deciso di articolare ed ampliare l'intervento a mia discrezione;

sì beh ero rimasto un po' alterato dalla classificazione tuo intervento = perla, precedenti autori di post = porci :p

Ef.Di.Gi
09-03-2005, 18.55.16
Originally posted by Elrond.
Attenzione: la nascita della politologia moderna, l'assolutizzazione delle monarchie e la crescente burocratizzazione dello stato ( tutti elementi caratterizzanti la separazione della sfera temporale da quella spirituale di cui parli ) risalgono alla fine del secolo XVI ed al susseguente, molto prima della rivoluzione industriale e dell'illuminismo; protagonista è la Francia e le fondamenta di tale sviluppo vanno individuate nelle conseguenze della Rinascenza, vero punto di svolta rispetto al sistema teocentrico che aveva caratterizzato il medioevo anche a livello politico-giuridico.

Non posso che concordare. Ma credo (potrebbe essere una visione erronea,eh) che per l'estensione della laicizzazione a tutta la sfera sociale sia necessario attendere l'avvento della società industriale...

Ef.Di.Gi
09-03-2005, 18.57.03
Originally posted by erixal
sarà, ma a me pare che la famosa citazione di cui sopra (date a cesare etc.) seguita da una sfilza di "il mio regno non è di questo mondo" etc sia la prova che questo principio è del cristianesimo :)
che poi la chiesa abbia travisato il messaggio Cristiano non mi pare che sia una cosa discutibile, ma la religione cristiana è intimistica e privata, proprio in contrasto con la pubblicità dello zio giudaismo e dell'islam (e della "religione" romana, mi pare che le persecuzioni fossero generate anche da questo :p )

Il razionalismo pervade anche la sfera privata; quando attuato, diventa modalità di analisi della vita intera, svuotando di significato la religiosità...

Elrond.
09-03-2005, 20.20.59
Originally posted by erixal
sarà, ma a me pare che la famosa citazione di cui sopra (date a cesare etc.) seguita da una sfilza di "il mio regno non è di questo mondo" etc sia la prova che questo principio è del cristianesimo :)
che poi la chiesa abbia travisato il messaggio Cristiano non mi pare che sia una cosa discutibile, ma la religione cristiana è intimistica e privata, proprio in contrasto con la pubblicità dello zio giudaismo e dell'islam (e della "religione" romana, mi pare che le persecuzioni fossero generate anche da questo :p )
La religione cristiana è anche una religione comunitaria, come testimonia l'esperienza delle comunità paleocristiane: il rito cristiano per eccellenza - l'eucarestia - è comunitario ( istituito da Cristo medesimo ); lo stesso potrebbe dirsi di molti altri rituali e abitudini propri delle chiese primitive.
Ubi societas, ibi ius: ciascuna comunità, come è naturale, si dava un regolamento e sceglieva delle guide, gli episcopi, ai quali i fedeli dovevano obbedienza - come attesta l'epistolario paolino. Fin dal principio, pertanto, la Chiesa si interessa al rapporto del fedele con la comunità: l'esperienza cristiana NON è integralmente intimistica, non in origine.

Cosa accade nel momento in cui tutto l'ecumene si cristianizza, in modo tale da porre in risalto il carattere universale dell'ecclesia, pur presente fin dal principio ? L'episcopo diventa Cesare: avremo un solo capo che, al tempo stesso, sarà guida politica e vicario di Dio. A costui, pertanto, spetterà sia la cura delle anime che dei negozi terreni: a costui, insomma, si dovrà rendere conto sia di quel che è di Dio, sia di quel che è di Cesare.
Lo zelo impiegato negli affari temporali ( almeno negli intenti dichiarati ), ovviamente, sarà sempre motivato da ragioni pastorali: la necessitas Salutis è il fine ultimo. Tuttavia, poichè la Salvezza è determinata dall'attività dell'uomo su questa terra, essa presuppone una certa organizzazione della vita materiale; la suddivisione tra i due piani spirituale e temporale perde valore: se il pontefice deve occuparsi della cura delle anime, non sarà suo compito evitare il dilagare dell'errore dottrinario o del malcostume morale ?

In conclusione, il detto di Cristo poteva avere un immediato risvolto pratico fintantoché Cesare fosse rimasto un pagano, estraneo alla comunità cristiana, alla sua fede ed alle sue regole.

Purple.Haze
09-03-2005, 20.42.38
Io sono un monarca....:sisi:

erixal
09-03-2005, 21.00.56
Originally posted by Ef.Di.Gi
Il razionalismo pervade anche la sfera privata; quando attuato, diventa modalità di analisi della vita intera, svuotando di significato la religiosità...

e con ciò? :mumble questo non toglie che il principio fosse anche cristiano (e non vorrei dire vaccate ma mi pare che l'avvento del cristianesimo sia precedente all'illuminismo)


@elrond: le cose che hai detto sono vere, ma non puoi negare che il cristianesimo si differenziava dalle principali religioni di allora, tra le altre cose, proprio per questo aspetto privatistico. lo ius di cui parli è interno alla societates cristiane perchè non potrebbe essere altrimenti ma non ne è una peculiarità. I libri del Pentateuco ebraico regolano la vita sociale e religiosa indistintamente, così come il Corano e anche nel diritto romano la distinzione tra fas e ius non è certo delle origini, è il pater familias-istituzione che guida i sacrifici ai Penati o ai Lari, quindi l'unico aspetto privato (cioè il culto degli antenati) della religione romana è affidato a una sorta di istituzione pubblica quale è il pater. per non parlare poi dei sacrifici pubblici e del culto, successivamente, dell'imperatore.
nella religione Cristiana invece al centro dell'attenzione non c'è il pater, o lo stato, ma l'individuo nel suo rapporto con Dio: lo stato si occupa delle faccende amministrative terrene, l'individuo e la comunità religiosa che lo circonda si occupano dell'anima.

ovviamente come hai detto tu poi si è affermato -forse inevitabilmente- il fenomeno del cesaropapismo, ma questo non toglie che il messaggio fosse un altro ;)

KappaGiBi
10-03-2005, 10.41.55
Originally posted by svevy90
@kappa: ma che temi? :confused:

Niente, e' una cosa che il tuo thread mi ha fatto tornare in mente, np :)

angelheart
10-03-2005, 14.09.24
Originally posted by Zaorunner
Non vorrei mai essere un "suddito".
perchè di base non lo sei :) fossi nato in UK probabilmente non ti porresti il problema.

Zaorunner
10-03-2005, 14.46.29
Originally posted by angelheart
perchè di base non lo sei :) fossi nato in UK probabilmente non ti porresti il problema.

Allora chi e' che ha abbattuto le monarchie ai tempi?
Gli alieni?

angelheart
10-03-2005, 14.51.20
Originally posted by Zaorunner
Allora chi e' che ha abbattuto le monarchie ai tempi?
Gli alieni? :look: eh?

Qfwfq
10-03-2005, 15.16.48
Originally posted by Zaorunner
Allora chi e' che ha abbattuto le monarchie ai tempi?


http://www.ac-strasbourg.fr/pedago/lettres/Victor%20Hugo/Notes/Cromwell.jpg

:asd:

erixal
10-03-2005, 16.20.19
Originally posted by Zaorunner
Allora chi e' che ha abbattuto le monarchie ai tempi?
Gli alieni?

il problema difatti si poneva generalmente quando le monarchie diventavano tiranniche o succedevano crisi imputabili ad esse direi. ma di base non è che un "suddito" deve per forza sentirsi oppresso :p

erixal
10-03-2005, 16.21.30
Originally posted by Qfwfq
http://www.ac-strasbourg.fr/pedago/lettres/Victor%20Hugo/Notes/Cromwell.jpg

:asd:

la Gloriosa è opera degli alieni? :.:

:asd:

Zaorunner
10-03-2005, 16.43.05
Originally posted by erixal
il problema difatti si poneva generalmente quando le monarchie diventavano tiranniche o succedevano crisi imputabili ad esse direi. ma di base non è che un "suddito" deve per forza sentirsi oppresso :p

"Suddito" vuol dire inferiore a qualcuno.
E io credo nell'eguaglianza, non nella sudditanza.

Tollerare di avere un sovrano, re, imperatore, ai giorni d'oggi, e' davvero incredibile.

blamecanada
10-03-2005, 17.09.23
Originally posted by Zaorunner
Allora chi e' che ha abbattuto le monarchie ai tempi?
Gli alieni?

Beh, erano tutte monarchie assolute.

La stessa Italia è diventata repubblica solo dopo la seconda guerra mondiale, a causa di vicende che tutti conosciamo.

Non mi risulta che in UK o in Norvegia il popolo abbia pensato di rivoltarsi per istituire la repubblica.

Sicuramente in questi stati vi sono dei repubblicani (lo sarei anche io al loro posto), ma evidentemente pensano non ne valga la pena di scatenare una rivoluzione per liberarsi della monarchia

erixal
10-03-2005, 20.21.11
Originally posted by Zaorunner

Tollerare di avere un sovrano, re, imperatore, ai giorni d'oggi, e' davvero incredibile.

Sono d'accordo con chi non lo tollera ma se un popolo lo accetta, con un certo affetto anche (per esperienza in Norvegia, per sentito dire in Spagna e in Gran Bretagna) non vedo il motivo di scandalizzarsi.

Poi in effetti ho appena detto sta cosa a un mio amico che mi ha risposto più o meno "cioè m,a perchè devi essere sempre reazionario, devi sempre fare il cattivo" quindi ognuno pensi un po' quello che più gli pare :dentone:

Qfwfq
10-03-2005, 20.56.15
Originally posted by erixal
la Gloriosa è opera degli alieni? :.:


Non per essere pignoli, ma per Glorious Revolution o Bloodless Revolution si intendono gli eventi del 1688-89 che portarono all'incruenta deposizione di James II Stuart ed all'incoronazione di William III of Orange-Nassau.

Joe_Miller
10-03-2005, 20.57.39
Non vedo cosa ci sia di male io sono pro monarchia. Ovviamente la legge deve essere uguale per tutti ma deve esistere una figura carismatica che guidi il paese come un re.

Per esempio i re Spartani erano sottomessi alle leggi di sparta, ma sempre re erano.

ding
10-03-2005, 22.37.33
Originally posted by Zaorunner
"Suddito" vuol dire inferiore a qualcuno.
E io credo nell'eguaglianza, non nella sudditanza.

Tollerare di avere un sovrano, re, imperatore, ai giorni d'oggi, e' davvero incredibile. il discorso è che molti, spesso, se ne sbattono del re\regina che hanno, ma guardano ai fatti quotidiani che accadono attorno a loro, dove i reali non c'entrano niente.. se poi non è una dittatura ma solamente monarchia non vedo motivo di scandalizzarsi.. se è una monarchia costituzionale, si chiama re\regina, invece di presidente

blamecanada
10-03-2005, 22.38.33
Originally posted by Joe_Miller
Non vedo cosa ci sia di male io sono pro monarchia. Ovviamente la legge deve essere uguale per tutti ma deve esistere una figura carismatica che guidi il paese come un re.

Pensa a Emanuele Filiberto di Savoia.

Secondo te è una figura carismatica o un emerito imbecille? :asd:

Il principe Carlo ti sembra una persona carismatica? In base a quale principio il Re è una persona carismatica? Potrebbe benissimo essere un completo incompetente, mentre (teoricamente) un presidente della repubblica è scelto per il suo valore.

Comunque io sarei pro-monarchia se fossi il re :asd:.

erixal
10-03-2005, 23.24.54
Originally posted by Qfwfq
Non per essere pignoli, ma per Glorious Revolution o Bloodless Revolution si intendono gli eventi del 1688-89 che portarono all'incruenta deposizione di James II Stuart ed all'incoronazione di William III of Orange-Nassau.

ehm no sii pure pignolo, diciamo che non sono per niente ferrato in storia inglese e ho confuso due avvenimenti più o meno vicini :asd:
figura di merda insomma :approved

:D

Elrond.
11-03-2005, 00.55.46
Originally posted by Joe_Miller
Non vedo cosa ci sia di male io sono pro monarchia. Ovviamente la legge deve essere uguale per tutti ma deve esistere una figura carismatica che guidi il paese come un re.

Per esempio i re Spartani erano sottomessi alle leggi di sparta, ma sempre re erano.
Beh, anche il re sacro della Grecia arcaica era un re, eppure finiva squartato con una bipenne :asd:
Non si possono accostare le istituzioni spartane alle monarchie europee degli stati nazionali, solo in base ad una questione terminologica. Fai conto che i re spartani si chiamassero in altro modo, giacchè la loro figura aveva tutt'altri caratteri rispetto ai re delle forme di governo monarchiche.