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Visualizza versione completa : Il grande pesce di Tim Burton



Chrean
02-02-2005, 17.12.44
Probabilmente dovrei aprire questo topic nella sezione cinema, ma qui fra le vecchie conoscenze mi sento più a mio agio (e poi immagino che se ne sia già parlato in altra sede).

Ribadisco quanto da me affermato altrove: quanto è bello questo film?
Dopo tanto tempo sono riuscito a regalarmi una magia: un film che mi ha divertito, stupito, commosso. Una piccola perla che, dopo la prima mezz'ora di spiazzamento più totale a ritmo lento, in cui quasi si maledice l'acquisto del disco, crea uno strato di emozioni varie e variegate (per restare in tema).
E' una parabola sul senso della vita, su come essa si possa plasmare e far diventare un sogno, su come si possano vivere con l'occhio entusiasta di un bambino tutti i piccoli eventi che quotidianamente si avvicendano.

Per ora basta così, mi piacerebbe sentire dei commenti da chi l'ha visto.
Voi sapete chi siete. :)

ribes
02-02-2005, 17.19.39
di primo acchito l'ho trovato in eccesso di buonismo, per i miei gusti.
Il film è molto bello, niente da dire, con citazione felliniana finale.
Ma, il giorno in cui l'ho visto, non mi ha pienamente soddisfatto e coinvolto; troppo made in holliwood, troppo (magistrale) favola di natale quando volevo tutt'altro.

Comunque, del valore intrinseco e della bravura di Tim Burton non si discute.
appena uscito dal cinema, su un altro forum, scrissi:


Ieri alle 17 e trenta ho assistito a quella che viene descritta come la raggiunta maturità di Tim Burton.
E mi è costato i soliti 14 Euro.

Ciò che temevo, cosa che McA può tra l'altro confermare, era di trovarmi di fronte a una favola fantastica, fantasiosa e buonista.


· Sai pilotare un aereo?
· Certo, ne hai uno?


Le mie preoccupazioni, a conti fatti, erano fondate, dato che Big Fish è la storia della riconciliazione tra un padre sognatore in fin di vita e un figlio vagamente materialista, che detesta l'egocentrismo del suo vecchio, e che allo stesso tempo vuole saperne finalmente di più.

In questo teatrino di anziani boccaloni che prendono ogni spunto per raccontare di se stessi e figli modello che sono stufi di stare ad ascoltare "frottole", si inseriscono le sequenze stesse della vita fantastica del capo famiglia Bloom.

Bloom: un nome probabilmente non casuale, dato che nel corso delle peregrinazioni mirabolanti narrate dal letto di morte, il padre è stato anche un agente di commercio, il che non dista troppo da quel "pubblicitario affamato", Leopold Bloom, protagonista assieme a Stephen Dedalus (che in fin dei conti è il suo figlio mancato) di una ordinaria giornata Dublinese di un celebre romanzo del '900.

Le somiglianze con l'Ulisse, tuttavia si chiudono qui; perché The Big Fish, seppure sia di ambientazione per così dire contemporanea, prende spunto soprattutto da quelli che sono i "classici" del genere eroicomico. Giganti e mezzi-giganti (il riferimento a Gargantua e Pantagruele credo sia abbastanza esplicito), pesci enormi, streghe, villaggi più o meno incantati, circhi itineranti, foreste impenetrabili, grandi (e assurde) imprese: Burton pesca con maestria dalle ricorrenze del genere.

Quella che forse è identificata dalla critica come l'acquisita maturità Burtoniana coincide probabilmente con la scelta di non scadere nell'espressionismo più spinto, di gestire in modo pacato gli elementi introdotti, rimarcando sempre i buoni sentimenti dell'eroe, che è un uomo eccezionale, fedele, operoso.

Ecco cos'è la maturità: buonismo Hollywoodiano sommato a dotte citazioni, mescolati con la maestria di un regista che di classe ha già dimostrato di averne parecchia.

Wow.

Beh, che (bella) merda, però.
Non c'è traccia di saraceni, di relazioni incestuose tra ecclesiastici; non ci sono bordelli, non ci sono tradimenti nascosti, non c'è un filo psicologico coerente (né interessante); non c'è uno schizzo di sangue ( o quasi), non c'è ombra di pulsione fisica, non c'è abbandono alla tentazione, non c'è gusto per l'accumulo.
Mi chiedo in che chiave Tim Burton abbia "letto" quel ciclo di poemi eroicomici e romanzi picareschi. Ne ha estratto la parte digeribile e l'ha riproposte saggiamente, creando un artificio bello da vedere, ma che è privo della sua anima.
Non mi piace questo tipo di maturità artistica ed intellettuale, francamente.

ribes
02-02-2005, 17.22.13
ora, nello scrivere quel post volevo un po' flammare :p
ho parecchio estremizzato il concetto, che, da sfumare, rimane.

Bruko_
02-02-2005, 17.32.31
Il mio primo approccio immediato a qualsiasi film e' di tipo molto visivo. Probabilmente se anche Dario Argento girasse dei capolavori (non ci provate nemmeno: non lo fa) io li odierei perche' ogni suo film sembra girato su pellicola scaduta.
Big Fish e' innegabilmente bello. Alcune inquadrature, come quella di Ewan Mc Gregor che allarga le braccia sul campo di asfodeli, lasciano senza fiato per la saturazione dei colori, per la luce, per la fotografia.

Il casting secondo me e' azzeccatissimo (io non avevo praticamente riconosciuto il ragazzino di almost Famous nella parte del figlio, tra l'altro) e la storia narrata in modo leggero e toccante.
Ewan McGregor e' strepitoso e Marion Cotillard (Josephine) secondo me e' bellissima.

C'e' una scena in cui il padre, malato e' nella vasca da bagno e la madre vi entra vestita e si appoggia a lui, che secondo me e' tenerissima e straziante.

C'e' anche da dire che io probabilmente soffro di un complesso di Elettra mai completamente risolto per cui il mio papa' e' il mio supereroo supersuper e tutti i film che parlano di papa' che devono morire mi creano dei grossissimi problemi, per cui io tutta la parte finale del film l'ho vista mordicchiandomi una manica della maglia mentre singhiozzavo inconsolabile.

Chrean
02-02-2005, 17.32.35
Le critiche che muovi al film sono comprensibili, ma forse anche le aspettative che vi riponevi erano un po' fuori mira.
Io mi sono messo davanti allo schermo pensando che mi avrebbe aspettato una fiaba sognante, ma non allucinata, sicuramente non di taglio "adulto".

Chrean
02-02-2005, 17.35.19
Originally posted by Bruko_
Alcune inquadrature, come quella di Ewan Mc Gregor che allarga le braccia sul campo di asfodeli, lasciano senza fiato per la saturazione dei colori, per la luce, per la fotografia.

C'e' una scena in cui il padre, malato e' nella vasca da bagno e la madre vi entra vestita e si appoggia a lui, che secondo me e' tenerissima e straziante.


Sono due delle scene che ho trovato più intense in assoluto, insieme al finale ed altre (che mi verranno in mente :p).

ribes
02-02-2005, 17.38.14
Originally posted by Bruko_
Cioè, tu seghi a priori tutti i Bmovie, tutti gli 8mm :P

Chief, Mars Attack è uno dei film che più mi hanno stupito, per così dire.
E' probabile che io Tim Burton non lo abbia mai capito e non lo capitò mai; cinematograficamente siamo 2 persone diverse :D Quindi fatico ad amarlo in tutto e per tutto, pur stimandolo tantissimo come dairector.

Chrean
02-02-2005, 17.40.52
Riberio, io non volevo leggere pareri positivi sul film, ma pareri. Sono seriamente interessato all'argomento e mi ha fatto piacere sentire la tua campana. Meglio così che un topic in cui tutti si fanno i servizietti a vicenda. ;)

ribes
02-02-2005, 17.44.45
Originally posted by Chr34n
Riberio, io non volevo leggere pareri positivi sul film, ma pareri. Sono seriamente interessato all'argomento e mi ha fatto piacere sentire la tua campana. Meglio così che un topic in cui tutti si fanno i servizietti a vicenda. ;)
possiamo sempre spompinarci un po' a vicenda sul fatto che noi siamo abbastanza maturi e intelligenti per confrontarci nella nostra divergenza di opinioni senza arroganza, litigi e supponenza inutili.

we're cool, aren't we?
:cool:

Chrean
02-02-2005, 17.46.45
Usti, devo andare a cercare l'emoticon :ciula: per l'occasione. :nice:

Bruko_
02-02-2005, 17.54.29
Originally posted by ribes
Cioè, tu seghi a priori tutti i Bmovie, tutti gli 8mm :P


Ci sono 8mm che ho visto che hanno un'estetica interessantissima.
Io sego tutto quello che e' girato a basso budget con pretese di film ad alto budget.
E non sto parlando di un'estetica "puffolosa e holliwoodiana"... Gummo non e' sicuramente "bello" dal punto di vista delle cose che si vedono o dei colori, ma e' comunque curato in quello che decide di far vedere e come. E' difficile spiegare.

ribes
02-02-2005, 18.02.50
Originally posted by Bruko_
Ci sono 8mm che ho visto che hanno un'estetica interessantissima.
Io sego tutto quello che e' girato a basso budget con pretese di film ad alto budget.
E non sto parlando di un'estetica "puffolosa e holliwoodiana"... Gummo non e' sicuramente "bello" dal punto di vista delle cose che si vedono o dei colori, ma e' comunque curato in quello che decide di far vedere e come. E' difficile spiegare.
Sì credo di avere capito.

Magari non hai visto un famoso film sterile e fine a se stesso di soderbergh: Full Frontal (in concorso qualche anno fa a venezia nella rassegna di cinema alternativo di Ghezzi).
Aldilà del fatto che sia un film fondamentalmente (e mai questo avverbio fu usato più adeguatamente) inutile, ci sono degli spezzoni in 8mm che sono veramente godibili a vedersi. Sono "coerenti".

Tuttavia ti interpreto comunque restia di fronte a un bellissimo "Il Boss" di Fernando di Leo. Inguardabile, ma IMHO stupendo.

discepolo85
02-02-2005, 20.28.07
ragazzi questo e tim burton ogni suo film e un capolavoro
big fish,edward mani di forbice,mars attack.

P.S. aspettate di vedere il remake di willy wonka e la fabbrica di cioccolato

ginkobilobav2
02-02-2005, 20.30.17
come parlare della memoria romantica senza retorica?
è retorica nella sua forma migliore e immaginifica..
è una favola sulla vita che utilizza quel che hollywood ha regalato di buono senza immergerlo nello zucchero filato..
per un appassionato di cinema a trecentosessanta gradi è una perla senza tempo..

Fellini, per la cronaca, con la sua Masina ha dato fuoco alle polveri della retorica da Centocelle, non solo per questo Amarcord, che si sposta ad orizzonti più ampi, da della gran birra agli altri film del "maestro"...
il richiamo storico apoliticizzato e l'astratto sovrapposto al reale legano i due film indissolubilmente, ma per dare vita alla magia , ed è anche questione di epoca sociale, a Tim Burton sono bastati un circo ed un viaggio verso la città...

l'atto inconscio del non voler vedere la realtà è una piaga che prende sempre più campo, ma ha le sue radici nell'animo umano anche in forma poetica dove la consapevolezza non nega l'esaltazione fiabesca del ricordo... il figlio ha il modo di predere la strada nel mezzo cavalcando proprio il rifiuto che una grande intelligenza gli suggerisce...
è un paradosso complicatissimo ma reso bene cinematograficamente, in pratica un vero film...

ginkobilobav2
02-02-2005, 20.32.05
Originally posted by discepolo85

P.S. aspettate di vedere il remake di willy wonka e la fabbrica di cioccolato

non è un remake, è un'interpretazione diretta della controparte cartacea :)

funker
03-02-2005, 09.40.34
Nightmare before Christmas & Big Fish. Questo è Tim Burton, e a me piace così :) .


Originally posted by Chr34n
Meglio così che un topic in cui tutti si fanno i servizietti a vicenda.

Che genere di servizietti? :|

Chrean
03-02-2005, 10.08.00
Originally posted by ginkobilobav2
l'atto inconscio del non voler vedere la realtà è una piaga che prende sempre più campo, ma ha le sue radici nell'animo umano anche in forma poetica dove la consapevolezza non nega l'esaltazione fiabesca del ricordo... il figlio ha il modo di predere la strada nel mezzo cavalcando proprio il rifiuto che una grande intelligenza gli suggerisce...
è un paradosso complicatissimo ma reso bene cinematograficamente, in pratica un vero film...

Non sono totalmente d'accordo: in "Big Fish" il rifiuto della realtà è un atto conscio di un uomo oltremodo lucido, che però ha deciso di renderla più colorata che mai nella sua mente.
Bloom è un romantico che spesso guarda il mondo con gli occhi di un bimbo, ma non è un ingenuo.
Se tanti ricordi fossero meno grigi, quanto sarebbero più vivi in noi? E se dovessimo tirare le somme della nostra vita, quanto sarebbe più bello voltarsi e vedere avventure magnifiche?
Le nostre vite sono tutte uguali, il grande pesce le rende tutte uniche e inimitabili.

ginkobilobav2
03-02-2005, 17.57.45
Originally posted by Chr34n
Non sono totalmente d'accordo: in "Big Fish" il rifiuto della realtà è un atto conscio di un uomo oltremodo lucido, che però ha deciso di renderla più colorata che mai nella sua mente.
Bloom è un romantico che spesso guarda il mondo con gli occhi di un bimbo, ma non è un ingenuo.
Se tanti ricordi fossero meno grigi, quanto sarebbero più vivi in noi?

non ho detto nulla di diverso se non che, secondo me, il padre si rende conto di alcune cose solo a fine binario e non è così svincolato dall'illusione...
gli errori di Bloom dati dal non voler vedere si contrappongono con importanza al lato romantico nel film stesso, è li che perde totalmente la retorica alla Mary Poppins dove basta l'immaginazione per rendere tutto fiabesco...
eccezionale la scelta di tempi con il bagno freddo del cinismo che traspare poco prima del ricovero e successivamente la ripresa in ospedale che sa di delirio ma che regala al singolo una morte epocale con il figlio che decide di fare quel pezzo assieme al padre..
ma quello che raccoglie le fantasie e ha ben chiari gli errori del padre è il figlio, quello che ha ripercorso tutta la storia sia nel reale che nell'immaginario è il figlio, quello che ha visto gli errori del padre 30 anni dopo è il figlio...
Bloom non è ossessionato e in preda a un fantasma, questo è chiaro e te ne do atto, ma in parte è vittima delle necessità di una vita meravigliosa, e una vita roboante porta con se i suoi danni...

Big Fish è l'incontro tra l'immaginifico e l'illusorio ed è sicuramente un omaggio alla figura del regista cinematografico

Alex64
07-02-2005, 16.52.01
Era da un pezzo che volevo vederlo, e alla fine mi sono deciso. Premettendo che mi ha lasciato piuttosto indifferente, nel senso che non mi ha commosso/meravigliato/stuzzicato/illuminato, ma mi sa che io l'ho interpretato proprio alla chez leggendovi. Cioè io molto concretamente ho concluso che tutte le storie del padre erano vere se non esagerate da lui che le ha raccontate o dalle orecchie di chi le ha ascoltate. :dentone:

Anche perchè lui si incazza a bestia quando il figlio gli dice di non conoscerlo, perchè lui le cosa le aveva raccontate come erano, era il figlio che non ne aveva colto il punto.

No...direi che non mi è piaciuto...come in generale non mi piace burton devo dire...

Chrean
07-02-2005, 16.54.47
Secondo me è un film per sognatori... Cosa ne vuoi sapere tu, rozzo giocatore live di Halo 2. :dentone:

Alex64
07-02-2005, 17.02.10
Sono un nintendarp paciocco io. Sognatore ma concreto, se me la passi !
Cioè io i giochi sognati di nintendo me li gioco concretamente :D