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Visualizza versione completa : 27 gennaio



samgamgee
26-01-2005, 20.14.51
Nel vero Anno Zero

Meno male lui disse, il più festante: che meno male c’erano tutti
Tutti alle Case dei Sassoni – rifacendo la conta.
Mai stato in Sachsenhausen? Mai stato.
A mangiare ginocchio di porco? Mai stato.
Ma certo, alle case dei Sassoni.
Alle Case dei Sassoni, in Sachsenhausen, cosa c’è di strano?
Ma quante Sachsenhausen in Germania, quante case.
Dei Sassoni, dice rassicurante
caso mai svincolasse tra le nebbie
un’ombra di recluso nel suo gabbano.
No non c’ero mai stato in Sachsenhausen.

E gli altri allora – mi legge nel pensiero –
quegli altri carponi fuori da Stalingrado
mummie di già soldati
dentro quel sole di sciagura fermo
sui loro anni aquilonari… dopo tanti anni
non è la stessa cosa?

Tutto ingoiano le nuove belve, tutto –
si mangiano cuore e memoria queste belve onnivore.
A balzi nel chiaro di luna s’infilano in un night.


(V. Sereni)

Wiz
26-01-2005, 21.00.43
Volevo mettere la poesia di apertura di Se questo e' un uomo, ma ho optato per questo passo.
Cosi' mori' Emilia, che aveva tre anni; poiche' ai tedeschi appariva palese la necessita' storica di mettere a morte i bambini degli ebrei. Emilia, figlia dell'ingegner Aldo Levi di Milano, che era una bambina curiosa, ambiziosa, allegra e intelligente; alla quale, durante il viaggio nel vagone gremito, il padre e la madre erano riusciti a fare il bagno in un mastello di zinco, in acqua tiepida che il degenere macchinista tedesco aveva acconsentito a spillare dalla locomotiva che ci trascinava tutti alla morte.
Scomparvero cosi', in un istante, a tradimento, le nostre donne, i nostri genitori, i nostri figli… Li vedemmo un po’ di tempo come una massa oscura all’altra estremita' dalla banchina, poi non vedemmo piu' nulla.

E virtualmente riposo qui il mio sasso come feci tempo fa.

samgamgee
27-01-2005, 03.09.26
Pubblico anche questo pezzo di Elie Wiesel, da Ritorno ad Auschwitz . Per far capire che tacere non è una bella cosa, al di là della retorica, al di là delle giornate di commemorazione. Perchè "Il dolore rende muti gli uomini affamati e deboli, la loro umiliazione pesante come una maledizione"

°°

Il silenzio.
Il silenzio di Birkenau.
Il silenzio di Birkenau non assomiglia a nessun altro silenzio: ha in sé le grida di disperazione, le preghiere strangolate di migliaia e migliaia di comunità che il nemico condannò ad essere ingoiate dall'oscurità di una notte infinita, una notte senza nome.
Il tacere degli uomini congelato nel cuore della disumanità.
Silenzio eterno sotto un cielo azzurro.
Silenzio di morte nel cuore della morte...
Nel regno delle ombre che è Auschwitz nessuno cammina lentamente: la morte si getta contro la sua preda.
Non ha tempo, la morte: dev'essere contemporaneamente dappertutto.
La vita, la morte: tutto si unisce in una folle velocità. Il futuro si limita qui all'attimo che precede la selezione; qui bisogna correre dietro al presente, perché non scompaia del tutto.
Si corre a lavarsi, si corre mentre ci si veste, si corre alla distribuzione del pane, della margarina, della zuppa.
Si corre all'appello, si corre al lavoro, si corre da un blocco all'altro, alla ricerca di uno sguardo famigliare.
Alla ricerca di una parola di consolazione.
L'abbaiare dei cani... le grida dei carnefici, il rumore dei randelli di gomma che si abbattono sulla nuca dei prigionieri.
Il dolore rende muti gli uomini affamati e deboli, la loro umiliazione pesante come una maledizione

ding
27-01-2005, 03.38.32
visto che mi tocca da vicino, solo un *

Mach 1
27-01-2005, 03.45.32
la domanda è: a che serve ricordare, se per ricordarci di un avvenimento, ne dimentichiamo altri 100?

non voglio essere polemico e credo sia giusto e doveroso che, specie in periodi come questo, in cui in alcune persone spirano venti di nostalgia nei confronti di certi movimenti, venga mostrato e rivissuto senza ipocrisie l'orrore che si cela dietro un ideologia deviata come quella del nazismo, mostrando quali apici di sadica perfezione e lucida follia riesca a raggiungere la mente umana se vengono sciolte le briglie dei demoni che vi albergano.

Ma forse sarebbe giusto ricordare anche altri morti, perchè i morti, se non hanno colpe, hanno tutti la stessa dignità. e perchè se faccio il nome di Hitler tutti sanno di chi parlo, ma se nomino Pol Pot, per dirne uno, solo pochissimi sono a conoscenza dei milioni di morti che si celano dietro tale nome.

e forse ancor più giusto sarebbe ricordarsi delle persone che si possono salvare adesso nel mondo, piuttosto che doverne celebrare l'ingiusta morte fra 60 anni. Altrimenti ricordare non serve a nulla se non a cercare di pulire le nostre coscienze dalla nostra ipocrisia.

non voglio fare polemica, la mia è solo una constatazione, se volete è il mio modo di ricordare, perchè ricordare senza riflettere è come leggere un libro senza capire cosa si stia leggendo e perchè: spero che la mia riflessione quindi venga presa come tale.

azanoth
27-01-2005, 09.18.46
L'ERBA ANCORA
DOBBIAMO STRAPPARE
AFFINCHÉ POSSA
RESTARE VERDE

Ad Auschwitz
La traccia delle unghie
Uomo su donna
Su bambino

I canti rotti

Il coro di chiesa
Delle mitragliatrici

Il canto
Delle corde vocali
Spezzate
Di Marsia
Contro Apollo
Nella cava dei popoli

La carne degli strumenti

Mondo senza martello e chiodo

Inaudito.

TheDarkAlcatraz
27-01-2005, 09.36.10
La memoria è pericolosa
ma in questo caso è impossibile dimenticare!

Tutta la mia solidarietà va alle famiglie delle vittime del delirio nazista.

destino
27-01-2005, 10.03.59
genocidio armeno (http://freeweb.dnet.it/liberi/genoc_armeno/genoc_arm.htm)

indiani d'america (http://www.consapevolezza.it/aetos/indiani/indiani.asp)

Rom (http://www.zadigweb.it/amis/ric.asp?id=9)

Ruanda (http://www.sgrtv.it/link/numeroiraq/FortunaDaniele/ruanda.htm)

Timor Est (http://www.gfbv.it/2c-stampa/02-2/020517it.html)

perke questi nn sono figli di p|_|ttana :rolleyes:

destino
27-01-2005, 10.31.04
Originally posted by azanoth
non è il caso di montare una polemica sterile in un Topic commemorativo:aprine uno apposito,per favore.

è il giorno della memoria? :doubt:

forse sarebbe il caso di ricordare tutti, nn quelli ke ci dicono i media.
La polemica come al solito la cerchi tu

fppiccolo
27-01-2005, 11.14.38
Originally posted by destino


forse sarebbe il caso di ricordare tutti, nn quelli ke ci dicono i media.



*

samgamgee
27-01-2005, 12.23.30
Ragazzi, non voglio fare polemica, oggi non ho proprio voglia. Quindi vi prego, se volete esprimere cinismo o altro, esprimetelo da un'altra parte (questo è un avviso soprattutto rivolto ai futuri potenziali postatori). Per chi non crede al giorno della memoria: non credeteci, ma non dimenticate lo stesso. Un giorno da solo serve a pochissimo, ma almeno si ricorda quello che è successo anche a chi, tutto l'anno, crede di essere in pace con sè stesso. Meglio che niente, no?

Inoltre: se non ci fosse questa giornata, sinceramente, quanti (e non parlo di voi, parlo di tutti gli europei) cercherebbero di tener viva la memoria? Quanti si documenterebbero? E quanti invece includerebbero i dodici anni di sterminio nazista nelle "cose del passato"? Oggi la storia si tudia poco, spesso si studia male. Il 27 gennaio serve anche come monito. Ma attenzione, non un monito esclusivo, solo ed esclusivamente ebraico. Oggi si ricordano i perseguitati, le vittime di qualsiasi genocidio: zingari, omosessuali, cristiani, armeni, thailandesi, cileni, argentini, sandinisti, nativi americani, kossovari, bosniaci...tutti. Perchè se andando avanti con gli anni il massacro diventa solo una riga scritta su un libro, sarà più facile ripeterlo a cuor leggero. E' brutto sapere che ci sia gente che ricorda solo oggi, e domani e per il resto dell'anno, nulla. Ma non è forse molto, molto, molto peggiore disprezzare una giornata del ricordo? Non è forse molto più pericoloso? Come diceva wiz l'anno scorso (wiz che ha centrato il punto con una perfezione chirurgica) è il primo passo per l'oblio.

friskio
27-01-2005, 12.27.08
Originally posted by destino

forse sarebbe il caso di ricordare tutti, nn quelli ke ci dicono i media.



concordo!

per tutti!

*

Pigmy_Twilight
27-01-2005, 12.51.48
http://vigrid.clarence.com/archive/images/Cancello%20di%20Auschwitz.JPG

Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo.
Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile,
che non sia stata inutile la nostra morte.
Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell'odio,
di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme,
né domani né mai.

mVm
27-01-2005, 14.34.07
Purtroppo la storia ha fatto si che ogni giorno dell'anno abbia, oltre a un santo, anche qualcosa di triste da ricordare.

Oggi non provo tristezza, ma commozione per coloro che all'indomani si trovarono, finalmente, al di quà del filo spinato (http://gallery.quotidiano.net/olocausto_60_anni_dopo/big/03.jpg).

Ef.Di.Gi
27-01-2005, 14.39.07
In tutta sincerità, trovo l'intera inziativa (non quella forumistica) stucchevole.

Strasbuli
27-01-2005, 14.39.25
MEMORIA MEMORIA MEMORIA......

sheena
27-01-2005, 15.24.34
pienamente d'accordo sulla necessita' di ricordare e di riflettere. guardare in faccia il passato, ma... anche il presente ed il futuro. cosi' come stanno le cose, nn mi sembra che il ricordo sia accompagnato da un'adeguata riflessione. ed un minuto, un'ora, un giorno "speso" a rispolvererare l'album dei ricordi, nn aiuta a cambiare le cose, oggi. ed e' sotto gli occhi di tutti che altri destini si perdono per egoismo, per bestialita', per avidita', per sete di vendetta e/o di potere... oggi come allora, magari nn si chiamano campi di concentramento, ma hanno in comune la negazione di ogni dignita' di essere umano agli uomini che in certi luoghi hanno la sventura di nascere, che in certi valori hanno la pretesa di credere, che in certi orrori vorrebbero nn ricadere piu'. ecco, se il giorno della memoria servisse a questo, sarebbe un gran risultato: ricordare i vivi che soffrono oggi attraverso i morti che hanno sofferto allora. ricordare nel senso di muoversi, mobilitarsi, assumersi le proprie responsabilita' in questo preciso momento storico. invece che continuare a versare lacrime su un passato che ormai e' stato e dal quale si dovrebbe aver imparato che l'orrore in cui dei miseri esseri umani possono far precipitare i propri simili... nn ha fine. nn e' mai finito. e nn finira' mai, almeno finche' nn ci decideremo (tutti insieme) ad aprire gli occhi e lottare per i diritti di tutti (e nn solo quelli di chi piu' ci sta a cuore o ci abita accanto...). se veramente le immagini, i racconti, i vissuti delle vittime (sopravvissuti e non) dell'olocausto ci avessero insegnato a (con)vivere, a questo punto nn avremmo piu' bisogno di commemorare il 60° anniversario di una tale tragedia. sessanta anni. sessanta. piu' di mezzo secolo e... noi nn abbiamo ancora imparato nulla! nulla... e le vittime continuano a gridare vendetta. e le vittime continuano a diventare carnefici, nn appena ne hanno la possibilita'... carnefici e vittime lo siamo tutti. coi nostri silenzi, con il nostro chinare il capo e seguire i ricordi, piuttosto che darci da fare per impedire che altri se ne aggiungano.. in coda... :(

e pure questa e' retorica. pure questa e' polemica sterile. perche' nn e' accompagnata dai fatti. perche' io per prima (come altri che fanno lo stesso "ragionamento") sto qui. al calduccio delle mie quattro mura. perche' per quanto mi sforzi di aprire la mente, nn faccio nulla di concreto per aprire le porte della vita a chi e' costretto quotidianamente a lottare per sopravvivere. perche' mentre noi qui ci stiamo ad interrogare sulla necessita' di un giorno della memoria, c'e' gente che nn avra' mai la possibilita' di averne una, di memoria. di vita da raccontare. e c'e' chi di storia da raccontare ne avrebbe, ma su quei libri che andiamo a comprare (un po' scocciati, spesso) nelle nostre belle librerie nn ci sara' mai... che' i libri di storia nn sa nemmeno cosa siano... e poi ci sono quelli che su quelle stesse pagine ci "entreranno" chissa' tra quanto tempo... giusto per ricordare ai nostri discendenti a cosa puo' arrivare il genere umano, se nn si sta attenti.. se ci dimentichiamo di ricordare... circolo vizioso... di sempre.

ok. la mia l'ho detta. adesso posso tornare ai miei affari quotidiani. senza dovere piu' tornare sopra alla questione... anzi, sbuffando pure, se qualcuno tornera' ancora sull'argomento. che' la mia parte l'ho fatta. che diavolo si pretende ancora da me? (senza rancore, eh?).

:.:

destino
27-01-2005, 15.29.27
certo ke tu la coscienza te la lavi con poco eh? :.:

Mr.Deka
27-01-2005, 15.31.00
* per tutti

SnorriSturluson
27-01-2005, 16.08.42
forse sarebbe il caso di ricordare tutti, nn quelli ke ci dicono i media.

*

Qfwfq
27-01-2005, 17.10.14
Dopo solo una settimana di prigionia in me l'istinto di pulizia è sparito. Mi aggiro ciondolando per il lavatoio, ed ecco Steinlauf, il mio amico quasi cinquantenne, a torso nudo, che si strofina collo e spalle con scarso esito ( non ha sapone ) ma con estrema energia. Steinlauf mi vede e mi saluta, e senza ambagi mi domanda severamente perchè non mi lavo. Perchè dovrei lavarmi ? Starei forse meglio di quanto sto ? Piacerei di più a qualcuno ? Vivrei un giorno, un'ora di più ? Vivrei anzi di meno, perchè lavarsi è un lavoro, uno spreco di energie e di calore. Non sa Steinlauf che dopo mezz'ora ai sacchi di carbone ogni differenza fra lui e me sarà scomparsa ? Più ci penso, e più mi pare che lavarsi la faccia nelle nostre condizioni sia una faccenda insulsa, addirittura frivola: un'abitudine meccanica, o peggio, una lugubre ripetizione di un rito estinto. Morremo tutti, stiamo per morire: se mi avanzano dieci minuti fra la sveglia e il lavoro, voglio dedicarli ad altro, a chiudermi in me stesso, a tirare le somme, o magari a guardare il cielo e a pensare che lo vedo forse per l'ultima volta; o anche solo a lasciarmi vivere, a concedermi il lusso di un minuscolo ozio.
Ma Steinlauf mi dà sulla voce. Ha terminato di lavarsi, ora si sta asciugando con la giacca di tela che prima teneva arrotolata fra le ginocchia e che poi infilerà, e senza interrompere l'operazione mi somministra una lezione in piena regola.
Ho scordato ormai, e me ne duole, le parole diritte e chiare, le parole del già sergente Steinlauf dell'esercito austro-ungarico, croce di ferro della guerra '14-18. Me ne duole, perchè dovrò tradurre il suo italiano incerto e il suo discorso piano di buon soldato nel mio linguaggio di uomo incredulo. Ma questo ne era il senso, non dimenticato allora nè poi: che appunto perchè il Lager è una gran macchina per ridurci a bestie, noi bestie non dobbiamo diventare; che anche in questo luogo si può sopravvivere, e perciò si deve voler sopravvivere, per raccontare, per portare testimonianza; e che per vivere è importante sforzarci di salvare almeno lo scheletro, l'impalcatura, la forma della civiltà. Che siamo schiavi, privi di ogni diritto, esposti a ogni offesa, votati a morte quasi certa, ma che una facoltà ci è rimasta e dobbiamo difenderla con ogni vigore perchè è l'ultima: la facoltà di negare il nostro consenso. Dobbiamo quindi, certamente, lavarci la faccia senza sapone, nell'acqua sporca, e asciugarci nella giacca. Dobbiamo dare il nero alle scarpe, non perchè così prescrive il regolamento, ma per dignità e per proprietà. Dobbiamo camminare diritti, senza strascicare gli zoccoli, non già in omaggio alla disciplina prussiana, ma per restare vivi, per non cominciare a morire.

In questo luogo aggiungo il mio contributo, al di fuori ed al di sopra di ogni inutile forma di critico cinismo, di polemica sterile. Grandemente mi colpì, questo passo, sin dalla prima volta che ebbi modo di leggerlo; esso esprime come, a prescindere da ogni strumentalizzazione e retorica strucchevole, massimo compito dell'essere umano sia quello di difendere la sua e l'altrui dignità; dignità di essere vivente e di essere civile. E nel far questo il ricordo e la memoria storica e morale dei più oscuri episodi in cui tale dignità venne stracciata non poco, contrariamente all'opinione dei più, risultano essere di grande beneficio.

SnorriSturluson
27-01-2005, 18.26.17
E nel far questo il ricordo e la memoria storica e morale dei più oscuri episodi in cui tale dignità venne stracciata non poco, contrariamente all'opinione dei più, risultano essere di grande beneficio.

Ma non se questa memoria è "comandata".

.Imrahil
27-01-2005, 19.46.49
Buon riposo, a tutti. Anche a te, zio.

New_Alumir
27-01-2005, 19.58.08
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l' orrore progettato dalla feccia del genere umano