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Visualizza versione completa : Benessere e felicità



Alceo
20-12-2004, 10.57.56
Oggi su repubblica.it compare l'ennesima classifica delle città dove si vive meglio (prima Bologna e ultima Messina).

E io mi sono ricordato di uno studio condotto dalla presitgiosa London School of Economics intitolata "World Happiness Survey" che studiava la felicità percepita in rapporto alla capacità di spesa.
Secondo questo studio la nazione che si dichiarava più felice era il Bagladesh, l'India veniva al quinto posto e gli Stati Uniti solo 46 esimi.
La classifica in pratica rovesciava il concetto benessere=felicità anche se in coda alla classifica vi sono i paesi dell'ex URSS che sembrano non avere né l'uno né l'altro.

Ma allora cosa ci serve per essere felici?

Vale anche per voi il detto chi si accontenta gode?
(C'era chi propose un modello per la felicità utilizzando la seguente formula felicità = desideri appagati /desideri inappagati )


Avete una ricetta personale per essere più o meno felici?
Ricercate la felicità passando per il soddisfacimento di bisogni esteriori (nuova xbox, nuovo gioco), attraverso un'altra persona (amore, amicizia), il sentirvi utili (non prestando cose, sic!) o cos'altro?

Visto che i soldi non fanno la felicità dareste i vostri a me?

MIKELE88
20-12-2004, 11.13.54
Bah, secondo me cmq come hai detto tu la felicità dipende molto dai desideri appagati o meno :sisi: , è anke vero ke xo ki si accontenta gode :sisi: ...

...cmq personalmente x essere felice (in questo periodo) mi concedo beni materiali ecc... ke almeno un pizzico in + d felicità la danno ;)

zio_lucas
20-12-2004, 11.20.04
l'importante è vivere molto distanti da milano, così si è molto vicini alla felicità...
:birra: :birra: :birra:

shottolo
20-12-2004, 11.23.25
porsi un progetto, un limite troppo alto in quel momento, sbattersi e lavorarci e raggiungere l'obiettivo

azanoth
20-12-2004, 11.26.05
Originally posted by MIKELE88
...cmq personalmente x essere felice (in questo periodo) mi concedo beni materiali ecc... ke almeno un pizzico in + d felicità la danno ;)

se non altro,aiutano a distrarsi:birra:

non so,mi sembra effimero parlare di felicità in un'esistenza nella quale,al momento della nascita ti si è decretata la condanna a morte.

comunque,i soldi non faranno la felicità ma ti permettono di lenire molto dolore o convertire situazioni.

l'unica felicità per me è dentro le note della Musica,non posso permettermi altro,il gioco è chiuso.
:birra:

megakhann
20-12-2004, 11.32.11
Il concetto di felicità secondo me rimane un pò alterato da troppi fattori:
dove vivi
come ti tira su la tua famiglia
la situazione di chi ti sta intorno
la tua personalità
i costumi del tuo paese
...
e chi più ne ha più ne metta.

Personalmente, quando posso fare ciò che mi piace e dopo che mi sono fatto la casa e tutto ciò che mi sta intorno non risente di grossi problemi (famiglia, salute etc.) direi che sarei prossimo alla felicità... poi vedete voi...

Alceo
20-12-2004, 11.41.21
Originally posted by megakhann

Personalmente, quando posso fare ciò che mi piace e dopo che mi sono fatto la casa e tutto ciò che mi sta intorno non risente di grossi problemi (famiglia, salute etc.) direi che sarei prossimo alla felicità... poi vedete voi...


Quindi prima di allora non ti consideri felice?

palka
20-12-2004, 11.49.26
la felicità secondo me non può essere uno stato d'animo continuo e stabile. io vivo di emozioni, e sono davvero felice solo per pochi istanti, mi si torcono le budella, mi gira la testa, ho le lacrime e sono felice.
se durasse per più di 10 minuti morirei credo.
se durasse per più di 10 minuti mi ci abituerei e poi perderebbe di significato, anche.


restando invece con i piedi per terra, posso dire che cmq "stare bene" aiuta a raggiungere la felicità. e per stare bene intendo essere tranquilli (ma io sono piuttosto calmo e pacato in genere), sereni, e soprattutto sentirsi coinvolti in qualche cosa: che sia una relazione amorosa, un progetto di lavoro, o la realizzazione di un obiettivo nella vita.
non dico sentirsi per forza utili, ma coinvolti, impegnati, tesi al raggiungimento di un qualche scopo.

vivere soltanto perché siamo al mondo esclude già in partenza la possibilità di essere felici.

billygoat
20-12-2004, 11.52.47
Originally posted by HeadShot
porsi un progetto, un limite troppo alto in quel momento, sbattersi e lavorarci e raggiungere l'obiettivo

e una volta raggiunto, porsi subito un nuovo obiettivo... altrimenti scende la noia e l'apatia.

shottolo
20-12-2004, 11.54.19
esatto billygoat ;)
per esempio ieri ho preso delle bastonate arrampicando e il mio obiettivo è tornare in quella falesia fra qualche mese e chiudere quel maledetto tiro che mi ha fatto bestemmiare... e dopo quello ce ne sarà subito un altro sul quale sputare sangue

Fabio
20-12-2004, 12.01.57
Realizzarmi nelle mie ambizioni, soprattutto dal punto di vista del lavoro. Questa, per me, sarebbe la felicità. :)

Factorx84
20-12-2004, 12.02.33
Penso che la felicità sia un concetto molto personale, e che dipenda moltissimo dalla vita che uno passato / che passa adesso / come pensa la passerà in futuro. (Passera?)
Ad. Es.:
Per una persona, avere molte incognite davanti a se, la spaventa e la deprime.
Per un'altra persona, invece può essere oggetto di sfida e riempirlo di carica e gioia.
La felicità di una persona può essere l'esatto opposto per un'altra.
Bene, finito sto giro di cazzate, entriamo in termine Natalizio:
Penso che sotto Natale, le persone felici siano ben poche, la marea di ottimismo che dovrebbe esserci non vedo da cosa potrebbe essere stata scaturita.
Speriamo invece che almeno i bambini non ne risentano, che almeno in questo periodo possano essere felici il più possibile, perchè se il Natale non lo sentono, noi lo sentiremo ancora meno.

P.S.: concordo con il Reverendo che i soldi non creano la Felicità, però aiutano parecchio!

megakhann
20-12-2004, 12.08.09
Originally posted by Alceo
Quindi prima di allora non ti consideri felice?

Non esattamente... mi considero NON infelice, che è una via di mezzo, o meglio in cerca di una situazione più felice.

Quando ero piccolo invece ero felice quando mi portavano al circo o quando mi regalavano qualcosa...

Dipende insomma da quando me lo chiedi, se me lo chiedevi 5 anni fa ti avrei risposto in modo diverso...

azanoth
20-12-2004, 12.11.14
Originally posted by Factorx84
Penso che la felicità sia un concetto molto personale, e che dipenda moltissimo dalla vita che uno passato / che passa adesso / come pensa la passerà in futuro. (Passera?)
Ad. Es.:
Per una persona, avere molte incognite davanti a se, la spaventa e la deprime.
Per un'altra persona, invece può essere oggetto di sfida e riempirlo di carica e gioia.
La felicità di una persona può essere l'esatto opposto per un'altra.
Bene, finito sto giro di cazzate, entriamo in termine Natalizio:


non sono affatto cazzate,è un'analisi attenta e aperta:birra:

aggiungo che molto dipende appunto dall'habitat sociale...e se la razza umana fosse più solidale,molta più gente sarebbe ,quantomeno, serena: il cattolicesimo ha storpiato,devastato il pensiero di Cristo,ha sempre privato tutti di una cultura basata sull'onestà,ed ecco il risultato...persone che escono dopo la Messa e si allontanano con fastidio dagli eventuali questuanti.

ho fatto le medie dai salesiani: mi hanno psicologicamente torturato,mortificato e sminuito e dovevate vederli,pieni di se,con occhi che tutto trasmettevano tranne che il bene.

il cattolicesimo è la culla del maligno.

fppiccolo
20-12-2004, 12.12.06
benessere=felicita?
non direi
imho è ricco chi si contenta di poco...porsi sempre nuovi obbiettivi 1 volta raggiunto quello prefessito ti mette in un circolo dal quale non se ne esce + (infatti finito 1 se ne aggiunge un altro e così via)
meglio raggiungere poche cose ma buone (e le cose possono essere le + svariate...dalla musica a quella figurina dell'album panini introvabile ecc...) che saranno magari anche piccolezze, certo, ma se danno un'intima felicità chi se ne frega del resto?

Alceo
20-12-2004, 12.38.51
Ripensando al discorso sulla percezione della felicità relativamente al benessere.

Sono sicuro che molti di voi sottoscriverebbero la frase di Schopenhauer

"Il pendolo della vita oscilla inesorabilmente tra noia e dolore,
gli uomini chiamano felicità la momentanea assenza del dolore"


Eppure una frase simile non avrebbe senso in gran parte del mondo, soprattutto quelle più povere dove la vita è più dura e il dolore è sofferenza.
Chi conosce quei luoghi e quella gente sa quanto la loro felicità sia vera, come essa traspara semplicemente dal loro vivere.

Pensavo a come funziona il dolore fisico e come viene combattuto.
La sensazione del dolore è una combinazione de due fenomeni. Prima vi è la causa del dolore, che provoca lo stimolo elettrico verso il sistema nervoso centrale. Qui il nostro cervello decide se tale segnale è pericoloso al nostro organismo, se supera la cosiddetta soglia del dolore. Nel caso in cui il cervello decida di non ignorarlo viene mandato un segnale di risposta che provoca la sensazione di dolore vera e prorpia.

Ci sono quindi due modi per combattere il dolore: o elimini la causa del primo segnale, o alzi la tua "soglia del dolore".

Sembrerebbe che la felicità di queste persone che hanno la felicità ma non il benessere avvenga grazie ad un più alto livello della "soglia del dolore". Capacità a non sentire il peso delle sofferense e dell'incertezza della vita che tanto ci opprime.



Paura se tra un mese avrò ancora un lavoro? Che importa del domani oggi godo che ho il mio chapati!


Sono argomenti perfetti per i voli mentali di quel zozzone di Foll, ma lui ha deciso di abbandonarci. :tsk:

azanoth
20-12-2004, 12.47.41
mah,la Natura comunque,ha una componente molto forte nel discorso.

nel mio caso,la tossicodipendenza da oppiacei ha giocato un ruolo fondamentale: a distanza di anni,pur non facendone più uso,rilevo un lavoro molto ridotto a carico dei recettori d'endorfina e squilibri del binomio adrenalina-serotonina con tutte le ansie-depressive che ne conseguono...andare in centro o stare con gli altri,a volte,mi procura una forte sofferenza psicofisica.

Ef.Di.Gi
20-12-2004, 13.58.38
Alceo ha pienamente colto il punto.

La differenza tra una persona felice (mi ritengo tra queste) ed una perennemente infelice è proprio la "soglia del dolore"; riuscire a prendere decisioni importanti e affrontare difficoltà senza farsele pesare.

Factorx84
20-12-2004, 14.06.08
/OT mode On
A 14 anni avevo incominciato a frequentare brutte compagnie, purtroppo sono passato dalla cannabis all'ecstasy e all'anfetamina nel giro di 6 mesi.
Quel periodo è durato quasi 2 anni.
Conseguenze fisiche "quasi" irrisorie, ma mentalmente è stato traumatico.
Non riuscivo più a distinguere le cose che avevano valore e quali no, ad esempio l'annullamento dei buoni rapporti con la mia famiglia e i miei vecchi amici.
Grazie a una ragazza sono riuscito a uscirne. Non dico di aver smesso con tutto, ci mancherebbe, adesso c'è il giusto.
Mi ricordo che con lei ogni giorno (vabbè dai, quasi) era un giorno felice.
Ma anche quella felicità è durata poco. Il rapporto dopo due anni ha subito una lenta discesa, fino a quando ci siamo lasciati. Adesso ci frequentiamo comunque, ma non è più come prima.
Paradosso della situazione, adesso meno la vedo e meglio sto.
Non per un fatto di litigi, basta solo la presenza.
Essere felici per non vedere una persona che ancora ti ama, ci si può realmente definire tali o è solo una sensazione effimera?
Da parte sua invece, è possibile cercare la felicità amando una persona che non ti vuole più?
/OT mode Off

Quando vedo una persona ricca (tipo ragazzo di 20 anni, con un Sl 500 Amg e strafiga in parte) penso sempre robe del tipo che culo, beato te, c'hai i soldi... poi continuo con tanto anche a te possono capitare momenti tristi o difficili.
Non ho niente contro una persona ricca, ci mancherebbe, però vedere una persona che sta meglio di te economicamente star male, ti fa capire che quando sei felice, quello che hai ti basta.
Stessa cosa, dal lato opposto, vedere una persona che sta peggio di te economicamente che ti fa un sorriso, ti fà capire quanto forunato sei.

Caspita, robe da Orange County!
Californiaaaaaaaaaaaaaaaa!

Alex_j
20-12-2004, 14.42.03
Originally posted by azanoth
mi sembra effimero parlare di felicità in un'esistenza nella quale,al momento della nascita ti si è decretata la condanna a morte.
Quoto in pieno.

i soldi non faranno la felicità ma ti permettono di lenire molto dolore o convertire situazioni.
:sisi:


sto giro di cazzate
:nono: :|

redronin
20-12-2004, 16.39.30
sostanzialmente è stare bene con se stessi e accettarsi x quello ke si è....poi viene tutto il resto

Ef.Di.Gi
20-12-2004, 17.01.07
Originally posted by redronin
sostanzialmente è stare bene con se stessi e accettarsi x quello ke si è....poi viene tutto il resto

Exactly.

Ovviamente questo non preclude l'indirizzarsi verso un miglioramento, o cambiamento, ma sempre con serenità.

Squizzo
20-12-2004, 17.44.40
Non so cosa realmente serva a rendermi felice, so solo che con alcune persone sento di esserlo davvero. A mio parere, nulla può paragonarsi alla felicità che ti da la presenza di altre persone che ritieni importanti nella tua vita, siano amici, genitori, la persona che si ama o chi altro...Porsi degli obiettivi da raggiungere? Secondo me è solo un senso di appagamento e soddisfazione, magari molto sentito, ma non realmente felicità..determinati beni materiali non li metto nemmeno in conto, al massimo possono dare una contentezza temporanea, nulla più...altre cose per me al massimo possono darmi serenità, un certo senso di sentirmi bene, ma non è la stessa cosa di essere felici...