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aries
16-12-2004, 12.47.05
» Link (http://www.tgcom.it/mondo/articoli/articolo233807.shtml)

Cosa ne pensate?
Condividete la scelta del padre?

Certo, tutti hanno diritto alla vita, ma quella bambina dovrà sopportare 44 interventi, dovrà nutrirsi in malo modo, sarà cieca, muta e forse sorda, sarà condannata a sentirsi per tutta la vita una diversa, e tutti la guarderanno con aria incuriosita/disgustata o nel migliori dei casi con pietà.

E' vita questa?
Mah...

comunque rispetto la decisione dei genitori [anche se mandarla in tv mi sembra DAVVERO troppo]

GODZODDO
16-12-2004, 12.56.47
non condivido.

Chrean
16-12-2004, 14.00.00
Difficile esprimere un giudizio...
Razionalmente, è una mezza follia.
Sentimentalmente... La speranza di vedere il proprio figlio sano è l'ultima cosa che si perde. Non sappiamo quanto questa coppia avesse desiderato la bimba, quanto avessero riposto della loro esistenza nella sua attesa.
Non so cosa avrei fatto nei loro panni, forse la stessa cosa o forse no...
D'altra parte la scelta era fra un omicidio e la speranza (remota).

sharkone
16-12-2004, 14.13.23
penso che bisogna viverle queste cose...su due piedi direi di non condividere ma il mio ovvio e' solo un guidizio totalmente esterno.

GODZODDO
16-12-2004, 14.59.32
Originally posted by sharkone
penso che bisogna viverle queste cose...su due piedi direi di non condividere ma il mio ovvio e' solo un guidizio totalmente esterno.

giusto ma questa loro decisione mi sa di egoismo, a pelle dico.

Eyegore
16-12-2004, 15.02.04
...


Uno dei pochi, rari casi,in cui l'eutanasia o aborto dovrebbe essere attuato.......

vado contro me stesso....

Alex64
16-12-2004, 15.59.22
Non riesco a esprimere un giudizio, ma penso sia veramente un incubo vivere in quelle condizioni...

Jinhio
16-12-2004, 16.19.26
i casi sono principali 2.
se la bambina è sana anche mentalemente, sarà lei a decidere cosa fare + avanti.

se avrà dei problemi al cervello, non si accorgerà di nulla e vegetarà quindi senza problemi con il sostegno dei suoi.

Eyegore
16-12-2004, 16.22.26
Originally posted by Jinhio
vegetarà quindi senza problemi con il sostegno dei suoi.

non siamo piante...è questo il punto

Jinhio
16-12-2004, 16.29.30
Originally posted by Aigor_
non siamo piante...è questo il punto


a quei livelli probabilmente lo è

è un gesto di puro egoismo. se fosse i gentori mi preoccuperei se la bambina dovesse diventare un minimo autonoma. al suo posto sarei alquanto incazzato.

Chrean
16-12-2004, 16.32.20
Originally posted by GODZODDO
giusto ma questa loro decisione mi sa di egoismo, a pelle dico.

Non è così semplice, secondo me.
E' egoista tenere un bimbo solo per realizzare i propri sogni, ma non lo è evitare di uccidere qualcuno. Non si uccide per altruismo, di solito...

Jinhio
16-12-2004, 17.04.10
evitare di uccidere qualcuno??

qui parliamo di una bambina che è costretta a mangiare tramite una solda nello stomaco...
questo non è salvare qualcuno, ma farle del male

Chrean
16-12-2004, 17.20.03
Lo so, Jinhio, ma torniamo sempre al discorso sull'eutanasia... Giusta o no?

Io non sono ancora arrivato a una posizione, così come non ci sono arrivato sull'aborto. Sono questioni troppo spinose per poter prendere una decisione assolutista, per me.

endi
16-12-2004, 17.23.26
'accanimento terapeutico' è l'unico termine che mi viene in mente per descrivere questa vicenda, sempre che quei banfoni di tgcom non ne stiano sparando un'altra delle loro.

Eyegore
16-12-2004, 18.15.45
l'eutanasia in uno stato moderno, democratico e liberale dovrebbe essere una libera scelta, nonostante sia contrario, ognuno a coscienza propria deve scegliere cosa fare in alcuni casi, il fatto è che qui la bimba non può scegliere...non so...io staccherei tutto, ma soltanto il fatto che lo scriva mi mette in crisi...bo

fabiettone
16-12-2004, 18.28.54
Proprio perchè in questi casi ci sono mille opinioni diverse bisognerebbe lasciare la decisione agli unici diretti interessati.
I genitori.
Egoismo? Amore? Chi lo sa.

Mia sorella ha partorito il suo primo bimbo 16 gg fa, ha avuto un piccolo problemino, niente di grave, proprio all'ultima spinta. Da fuori e da "zio" già stavo male dopo averlo saputo e avevo paura di quello che poteva essere successo. Per qualsiasi motivo avrei voluto quel bimbo stavo male al pensiero di non poterlo veder vivo.
Immagina i genitori, e immagina che questo problemino è 1/1000000000000000000 di quanto successo alla bimba del link.

Penso che il desiderio di vederlo al mondo si amplifichi, piuttosto che ridursi.

Cmq dovrebbe esser così: decisione (ogni tipo di decisione) ai genitori in base alla propria coscienza. E rispetto da parte degli altri, sebbene favorevoli o contrari.

La vita è della bimba di sicuro, e solo i genitori possono decidere per lei in queste occasioni. Nessun medico o psicologo può intromettersi in un legame così stretto e unico.

ciz

Jinhio
16-12-2004, 18.38.02
fabiet mia cugina ha un problema ad una vena del cervello da quando è nata. è stata operata in francia con grossio rischio ma è viva. ora a 14 anni e un mese fa è stata ricoverata per un problema legato a questa vena, ha rischiato di rimanerci.

siccome non sanno se e come può succedere di nuovo, i suoi non vogliono limitarla in alcuno modo pechè vogliono che sia come gli altri, vogliono che viva e sia felice. Secondo me loro esagerano, si può condurre una bellissima esistenza anche con alcune limitazioni.... ma qui si parla di vegetare anche se tutto andasse a buon fine

ora mi spiegata come potra essere felice quella bambina?

kaiser77
16-12-2004, 19.59.07
è un gesto d'amore condannare una figlia a 30 e passa interventi chirurgici? se per un qualsiasi motivo i genitori muoiono, chi si prende la responsabilità di tutto? se per caso uno degli interventi va storto e si peggiorano le cose, cosa succederebbe ancora?
essere genitori è una cosa difficile si sa, ma in questo caso preferirei andare davanti alla tomba della mia bimba, deporre un mazzo di fiori e dire una preghiera.

Ef.Di.Gi
16-12-2004, 21.24.04
Io spero solo che quella bambina prenda il più tardi possibile coscienza della sua condizione...

ribes
16-12-2004, 23.04.34
ma dai, quella non è vita. E' chiaro che la bambina sarà sempre condannata ad essere una non persona in tutto e per tutto, con sofferenze atroci (44 interventi? Ma è uno scherzo?).
I genitori si sono presi la responsabilità di far nascere una persona che non potrà mai neanche avere la soddisfazione di comunicare quello che pensa (perché credo che comunque sia in grado di pensare).
L'unica "speranza" è che questa bambina non capisca assolutamente nulla, che non abbia il benché minimo cenno di coscienza di sè e di ciò che la circonda.
Altrimenti...

Io non la avrei fatta nascere, a sangue freddo.
Ciao

funker
17-12-2004, 09.28.55
Inconcepibile.

fabiettone
17-12-2004, 10.16.01
Originally posted by Jinhio
fabiet mia cugina ha un problema ad una vena del cervello da quando è nata. è stata operata in francia con grossio rischio ma è viva. ora a 14 anni e un mese fa è stata ricoverata per un problema legato a questa vena, ha rischiato di rimanerci.

siccome non sanno se e come può succedere di nuovo, i suoi non vogliono limitarla in alcuno modo pechè vogliono che sia come gli altri, vogliono che viva e sia felice. Secondo me loro esagerano, si può condurre una bellissima esistenza anche con alcune limitazioni.... ma qui si parla di vegetare anche se tutto andasse a buon fine

ora mi spiegata come potra essere felice quella bambina?

No forse non mi sono spiegato.
Io dico che possiamo star qui a discutere 3000 anni, ma son problemi grossissimi per noi. L'unica cosa da fare secondo me è lasciare la "decisione" (chiamiamola così) alle persone veramente interessate.
Nel caso di tua cugina, ha 14 anni ed è consapevole di se stessa . Il discorso cambia, entrano in ballo genitori, parenti, amici e tante tante altre cose. Insomma la vita oltre che essere tale ha già cominciato il suo corso.

Parlavo di bambini che nascono e che sono naturalmente vivi già quando sono nella madre.

In quel caso chiunque (e dico chiunque) a parte il genitore è l'ultimo che può parlare. So che è difficile ma la "società" in quei casi deve si aiutare il genitore nella scelta (se la richiede), ma deve saper anche accettarla. Perchè non possiamo entrare nel legame fra genitore e figlio, che è diverso da persona a persona.

Il bimbo nella mamma è parte della mamma, ve lo ricordo . E' una vita, non ci sono dubbi, ma è una vita legata alla mamma e lo sapete. E' così legata che esiste un cordone ombelicale che viene tagliato solo alla nascita. E in quel cordone ombelicale passa la vita. Anzi no , passa un rapporto che non possiamo capire e quindi non possiamo pretendere di giudicare. E tantomeno non possiamo decidere.

Puoi essere contro o con l'aborto, e io di principio sono contro. Ma bisogna saper rispettare le decisioni altrui. E se un genitore decide di tenere in vita in figlio lo rispetto, e se per motivazioni gravi decide di non tenerlo in vita lo rispetto. Non capirò come non capirai tu perchè avremo 1 000 000 di esempi da fare. Ma non me la sento di entrare nelle sue (spero motivatissime) decisioni.

Son parole che fanno male eh, lo sappiamo tutti. Ma ridurre il tutto ad una legge, ad un referendum o a quello che vuoi te mi pare ancora più irrispettoso.

Spero di esser stato chiaro. La mia è una posizione che non parte dalle masse, ma dal nucleo bambino-genitore.

ciz

funker
17-12-2004, 11.06.33
Originally posted by fabiettone
No forse non mi sono spiegato.
Io dico che possiamo star qui a discutere 3000 anni, ma son problemi grossissimi per noi. L'unica cosa da fare secondo me è lasciare la "decisione" (chiamiamola così) alle persone veramente interessate.
Nel caso di tua cugina, ha 14 anni ed è consapevole di se stessa . Il discorso cambia, entrano in ballo genitori, parenti, amici e tante tante altre cose. Insomma la vita oltre che essere tale ha già cominciato il suo corso.

Parlavo di bambini che nascono e che sono naturalmente vivi già quando sono nella madre.

In quel caso chiunque (e dico chiunque) a parte il genitore è l'ultimo che può parlare. So che è difficile ma la "società" in quei casi deve si aiutare il genitore nella scelta (se la richiede), ma deve saper anche accettarla. Perchè non possiamo entrare nel legame fra genitore e figlio, che è diverso da persona a persona.

Il bimbo nella mamma è parte della mamma, ve lo ricordo . E' una vita, non ci sono dubbi, ma è una vita legata alla mamma e lo sapete. E' così legata che esiste un cordone ombelicale che viene tagliato solo alla nascita. E in quel cordone ombelicale passa la vita. Anzi no , passa un rapporto che non possiamo capire e quindi non possiamo pretendere di giudicare. E tantomeno non possiamo decidere.

Puoi essere contro o con l'aborto, e io di principio sono contro. Ma bisogna saper rispettare le decisioni altrui. E se un genitore decide di tenere in vita in figlio lo rispetto, e se per motivazioni gravi decide di non tenerlo in vita lo rispetto. Non capirò come non capirai tu perchè avremo 1 000 000 di esempi da fare. Ma non me la sento di entrare nelle sue (spero motivatissime) decisioni.

Son parole che fanno male eh, lo sappiamo tutti. Ma ridurre il tutto ad una legge, ad un referendum o a quello che vuoi te mi pare ancora più irrispettoso.

Spero di esser stato chiaro. La mia è una posizione che non parte dalle masse, ma dal nucleo bambino-genitore.

ciz

Uomo del secolo.

Morfeo81
18-12-2004, 00.51.00
Originally posted by GODZODDO
giusto ma questa loro decisione mi sa di egoismo, a pelle dico.

A me no, sinceramente. Che cavolo di egoismo è accettare una bimba disabile e curarla per anni? E', detto volgarmente, una sofferenza continua per i genitori (anche per la bimba, ovviamente).

Mi pare stoicismo, altro che egoismo. Sotto certi aspetti li ammiro, per altri non so proprio cosa die...

Morfeo81
18-12-2004, 00.58.14
Originally posted by kaiser77
è un gesto d'amore condannare una figlia a 30 e passa interventi chirurgici?

Ragazzi, dovete guardarla da entrambi i lati. Il lato del bambino, e quello del genitore.

Non possiamo certo dire che far vivere questa bambina le darà una vita felice, però (porca §§§§§§§) NON si può non considerare la possibilità che (sbagliando, commettendo un crimine, anche da ergastolo magari) i genitori LA ACCETTINO PER COME E', e che quindi ci sia anche una base di TOLLERANZA, di SACRIFICIO, nella loro scelta, e non per forza cose negative.

E che soprattutto si sobbarchino il grandissimo peso di curare un figlio in queste condizioni.

In parole povere: non deducetene solo egoismo e cattiveria, provate a pensare che potrebbe essere anche SACRIFICIO e ACCETTAZIONE.

E di questo, lo sappiamo bene, sono a conoscenza solo i genitori.

ribes
18-12-2004, 10.00.28
Originally posted by fabiettone
No forse non mi sono spiegato.
Io dico che possiamo star qui a discutere 3000 anni, ma son problemi grossissimi per noi. L'unica cosa da fare secondo me è lasciare la "decisione" (chiamiamola così) alle persone veramente interessate.
Nel caso di tua cugina, ha 14 anni ed è consapevole di se stessa . Il discorso cambia, entrano in ballo genitori, parenti, amici e tante tante altre cose. Insomma la vita oltre che essere tale ha già cominciato il suo corso.

Parlavo di bambini che nascono e che sono naturalmente vivi già quando sono nella madre.

In quel caso chiunque (e dico chiunque) a parte il genitore è l'ultimo che può parlare. So che è difficile ma la "società" in quei casi deve si aiutare il genitore nella scelta (se la richiede), ma deve saper anche accettarla. Perchè non possiamo entrare nel legame fra genitore e figlio, che è diverso da persona a persona.

Il bimbo nella mamma è parte della mamma, ve lo ricordo . E' una vita, non ci sono dubbi, ma è una vita legata alla mamma e lo sapete. E' così legata che esiste un cordone ombelicale che viene tagliato solo alla nascita. E in quel cordone ombelicale passa la vita. Anzi no , passa un rapporto che non possiamo capire e quindi non possiamo pretendere di giudicare. E tantomeno non possiamo decidere.

Puoi essere contro o con l'aborto, e io di principio sono contro. Ma bisogna saper rispettare le decisioni altrui. E se un genitore decide di tenere in vita in figlio lo rispetto, e se per motivazioni gravi decide di non tenerlo in vita lo rispetto. Non capirò come non capirai tu perchè avremo 1 000 000 di esempi da fare. Ma non me la sento di entrare nelle sue (spero motivatissime) decisioni.

Son parole che fanno male eh, lo sappiamo tutti. Ma ridurre il tutto ad una legge, ad un referendum o a quello che vuoi te mi pare ancora più irrispettoso.

Spero di esser stato chiaro. La mia è una posizione che non parte dalle masse, ma dal nucleo bambino-genitore.

ciz
Io invece sono dalla parte del nucleo bambino, perché capisco benissimo che tra la mamma e il suo bambino ci sia un legame del tutto esclusivo e speciale che noi non possiamo capire, ma proprio per questo motivo "noi" che siamo esterni, e in un certo senso razionali, dobbiamo cercare di capire cosa è meglio (si badi, non cosa è giusto).
E allora comincio a riflettere sul fatto che la mamma potrà avere altre opportunità per essere felice; che la mamma, anzi, possibilmente felice lo è già stata. Ora, la bambina/bambino che porta in grembo, se afflitta dai problemi di questo tipo, a un certo punto non se ne farà più niente dell'accettazione e del sacrificio dei suoi genitori. Perché, e spero che non succeda mai per il suo bene (ma è legittimo che accada), un bel giorno, magari, vorrà starsene semplicemente per conto suo. Cosa che non le sarà mai possibile. Perché un giorno, magari, sentirà il bisogno che a volerle bene sia qualcun altro e in un modo diverso rispetto ai suoi genitori. Cosa altrettanto impossibile. Perché sempre quel giorno, avrà tanta voglia di mettersi a piangere, e manco potrà farlo.
Ma la verità è che probabilmente tutte queste cose non riuscirà nemmeno a sentirle, intontita come sarà tra un visita e l'altra, tra rieducazioni assurde per qualcosa che fondamentalmente non sistemerai mai; e poi, quante anestesie, quante operazioni (che lo ricordo non sono una passeggiata per nessuno, figuriamoci per una bambina che non sa cosa le stanno facendo...).

Proprio perché non siamo una mamma, ma siamo in grado di capire lucidamente cosa è meglio per il bambino, direi che un inferno di esistenza, segnata, sicuramente breve e sofferente non la vorremmo per nessuno. Figuriamoci per nostro figlio.


In parole povere: non deducetene solo egoismo e cattiveria, provate a pensare che potrebbe essere anche SACRIFICIO e ACCETTAZIONE.
Non voglio essere necessariamente cattivo con questi genitori, che probabilmente hanno deciso di votarsi a questo immane sacrificio con grande spirito, e mossi da "buoni" sentimenti.
Tuttavia, permettimi di obiettare che, a mio modo di vedere, questa non è stata affatto la scelta migliore per la loro bambina.

Cos'è che è più importante, dopo tutto?

Morfeo81
18-12-2004, 10.56.24
Originally posted by ribes
Non voglio essere necessariamente cattivo con questi genitori, che probabilmente hanno deciso di votarsi a questo immane sacrificio con grande spirito, e mossi da "buoni" sentimenti.
Tuttavia, permettimi di obiettare che, a mio modo di vedere, questa non è stata affatto la scelta migliore per la loro bambina.

Cos'è che è più importante, dopo tutto?

Il problema è il seguente: come decidere se devono essere loro a segnare il destino di un altro essere vivente, che pur essendo loro figlio, è COMUNQUE una vita (deturpata, sbagliata, ma sempre vita)?

In altre parole io non riesco a concepire il fatto di DECIDERE dell' esistenza o meno di un altro essere umano, che sia sano, abnorme, deformato, mio figlio, mio nipote, o anche un conoscente.

Non riesco a dare alcun tipo di eccezione a questa costante, è un istinto naturale. Non per particolare spirito di sacrificio, ma io proprio non ce l'avrei fatta (probabilmente), essendo al posto loro, a decidere per farla morire.

Non per buon cuore, perchè in quel momento sarei troppo disperato, da genitore.

Non per spirito di sacrificio, perchè una figlia in queste condizioni per me sarebbe un dolore enorme.

Semplicemente perchè personalmente non riesco a decidere la vita e la morte di un altro essere vivente, in qualunque condizione esso sia, dalla sanissima alla tragica. Non sono nessuno per deciderlo.

Una cosa è sicura: se al loro posto avessi deciso per la morte, avrei si evitato una vita deturpata per la bimba, ma avrei avuto un rimorso nella coscienza incredibile, riguardante il bruttissimo pensiero che tra virgolette sarebbe risultato brutalmente cosi esposto "Mi sono tolto una rogna".

ribes
18-12-2004, 11.00.47
Originally posted by Morfeo81
Il problema è il seguente: come decidere se devono essere loro a segnare il destino di un altro essere vivente, che pur essendo loro figlio, è COMUNQUE una vita (deturpata, sbagliata, ma sempre vita)?

In altre parole io non riesco a concepire il fatto di DECIDERE dell' esistenza o meno di un altro essere umano, che sia sano, abnorme, deformato, mio figlio, mio nipote, o anche un conoscente.

Non riesco a dare alcun tipo di eccezione a questa costante, è un istinto naturale. Non per particolare spirito di sacrificio, ma io proprio non ce l'avrei fatta (probabilmente), essendo al posto loro, a decidere per farla morire.

Non per buon cuore, perchè in quel momento sarei troppo disperato, da genitore.

Non per spirito di sacrificio, perchè una figlia in queste condizioni per me sarebbe un dolore enorme.

Semplicemente perchè personalmente non riesco a decidere la vita e la morte di un altro essere vivente, in qualunque condizione esso sia, dalla sanissima alla tragica. Non sono nessuno per deciderlo.

Una cosa è sicura: se al loro posto avessi deciso per la morte, avrei si evitato una vita deturpata per la bimba, ma avrei avuto un rimorso nella coscienza incredibile, riguardante il bruttissimo pensiero che tra virgolette sarebbe risultato brutalmente cosi esposto "Mi sono tolto una rogna".

Come mi dici anche te, l'argomento è spinosissimo.
Ti posso solo rigirare la frittata, e dirti che quando il genitore vede il figlio dopo l'ennesima operazione, magari stanco e sofferente, probabilmente si chiederà se abbia fatto bene a creare tanta sofferenza quando poteva risparmiarla.

Io mi sento di guardare nell'unico interesse della felicità del figlio, razionalmente le mie conclusioni sono queste. Tuttavia, chiaramente, non so se poi avrei il coraggio di comportarmi coerentemente.