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Visualizza versione completa : Doll di takeshi kitano



EncoreMan
12-12-2004, 15.49.29
CONTIENE SPOILER

Ieri notte mandato in onda da ghezzi senza pubblicità.
Il primo film di kitano che vedo.
Devo dire che tecnicamente è veramente un genio, resa delle immagini al massimo livello raggiungibile oggi, montaggio fantastico.
Voglio però muovere una critica a questo film, che forse nasce dalla mia ignoranza rispetto all'autore.
Il film è costruito su questi amori assoluti e impossibili, come la tradizione del teatro classico ci ha abituati (anche in occidente con sheakspeare ad esempio), e sulla poetica delle "piccole cose" però molto barocche: dai fiori agli alberi di pesco, ai cappeli che volano nel vento fino alle foglie che cadono, insomma tutto i lrepertotrio di immaginario sublime (ma a mio avviso molto trash) giapponese.
Insomma un immaginario che mi stà abbastanza sul culo, che trovo terribilmente trash.
Un film con una sensibilità di questo tipo, però occidentale, come american beauty, a mio avviso è mille volte più profondo.
La poesia della vita stà in un viale di alberi di pesco in fiore, che ostenta la sua bellezza? Oppure in un sacchetto di plastica sospinto dal vento su una strada di cemento?
Quello che vorrei capire è se kitano era consapevole di stare facendo un film teatrale costruito su queste cagate, e quindi con un rapporto critico rispetto alla società, oppure si compiacia di questa situazione e immaginario.
Prendiamo l'amore fra il fan e la idol... noi guardando quella scena vediamo l'esempio di alienazione contemporanea, dove un povero operaio sublima il suo bisogno di amore in una icona della società di massa, mentre kitano trasforma questa storia in un esempio di "vero amore" e dove il fan arriva a cavarsi gli occhi per poterla incontrare dopo l'incidente che l'ha sfigurata.
Mah, film sicuramente interessante ma che lascia anche perplessi...
Cmq mi procurerò al + prestop gli altri film di questo autore

RedCap
12-12-2004, 16.01.34
Originally posted by EncoreMan
Il film è costruito su questi amori assoluti e impossibili, come la tradizione del teatro classico ci ha abituati (anche in occidente con sheakspeare ad esempio), e sulla poetica delle "piccole cose" però molto barocche, dai fiori agli alberi di pesco ai cappeli che volano nel vento alle foglie che cadono insomma tutto i repertotrio di immaginario (a mio avvso trash) giapponese.
Insomma un immaginario che mi stà abbastanza sul culo, che trovo terribilmente trash.

oddio, definire trash l'immaginario giapponese mi sembra alquanto
deplorevole e di cattivo gusto, le Lecciso sono trash, non certamente i film di Kitano e l'immaginario giapponese(e tra l'altro le cose che dici tu sono banalzzanti nei confronti di tale immaginario.se vuoi proprio ricercare argomenti di immaginario io trovo che la citazione del teatro iniziale el a condizione di amore assoluto che va incontro al proprio destino sono i punti piu' ricorrenti, non certamente i capelli al vento o gli alberi di pesco)



Originally posted by EncoreMan
Un film con una sensibilità di questo tipo però occidentale come american beauty a mio avvis è mille volte più profondo.
Quello che vorrei capire è se kitano era consapevole di stare facendo un film "teatrale" e quindi con un rapporto critico rispetto alla società costruito su queste cagate oppure si compiace di questa situazione.


il problema è che non puoi vedere un film orientale ed analizzarlo con la nostra cultura occidentale europea. cosi' facendo non lo coglieresti nelle sue sfumature e non lo capiresti assolutamente(come,credo, sia successo nel tuo caso). Dolls è un CAPOLAVORO, ma se tenti di correalarlo a qualsisi altro film occidentale commetti un madornale errore. prova a rivederlo con una mente piu' aperta(okkio che non voglio assolutamente criticarti, è solo un consiglio spensierato!:) )


P.S=metti spoiler al titolo del topic, hai svelato una parte del film e magari qualcuno ci riamane male:birra:

EncoreMan
12-12-2004, 16.10.22
Il film è una sfilza di:
viali alberati di pesco in fiore
roseti
margheritine
foglie che cadono e sono trasportate dalla corrente
farfalle schiacciate dalle ruote di una macchina
cappelli che volano sospinti dal vento e cadono da una scogliera in mare
giocattolini di plastica colorati

insomma se non è trash questa cosa... sembra di vedere una cultura artistica premoderna, dove non sì ancora attivato un processo di critica rispetto alla realtà.

Con questo non voglio sminuire l'oriente in generale, perchè anche lì esistono film che criticano la società, ma per me è il lavoro di kitano presentato in questo film che scade sempre nello stereotipo del sublime orientale...

Io ho guardato questo film con gli occhi di chi è cresciuto annegato negli anime e nei manga, quindi credo di avere abbastanza consapevolezza di qual'è l'immaginario orientale, che a me piace molto, ma che in questo film trovo troppo forzato.

Mach 1
12-12-2004, 16.29.05
ieri sera ero arrabbiatissimo. L'avevo già visto in cassetta questo film e l'ho trovato stupendo. Ieri sono arrivato a casa dopo essere uscito coi miei amici e vedo che ne stavano trasmettendo gli ultimi 10 minuti. Mi sarebbe piaciuto rivederlo ma purtroppo figuriamoci se mandano qualche pubblicità per segnalare la sua trasmissione in tv. La realtà è che in prima serata trasmettono spazzatura e ti avvertono due settimane prima, poi quando c'è qualcosa che merita di essere visto lo rilegano alle 2 di notte del sabato sera e fanno di tutto purché passi inosservato.

Mach 1
12-12-2004, 16.37.25
sarò breve perchè sto uscendo e non ho tempo per dilungarmi. premetto di aver visto sia american beauty che dolls e che trovo entrambi stupendi. Personalmente penso che dolls viva in una dimensione sospesa e non lo paragonerei ad american beauty ne per stile ne per contenuti. American beauty è un film di profonda critica alla realtà contemporanea e per questo deve anche fare uso di una certa dose di cinismo.
Dolls invece secondo me si riallaccia profondamente alla tradizione giapponese, in cui la vita viene presentata per metafore, in una dimensione sospesa fatta da orchi, animali parlanti, e quant'altro. La stessa tradizione giapponese è molto legata alla teatralità e all'estetica, non come forma di compiacimento come avviene in occidente ma come forma di rispetto per la bellezza stessa e questo lo si può ritrovare in tutti gli aspetti della cultura giapponese, come la teatralità di alcune cerimonie ( per esempio l'antica cerimonia del te o le differenti forme di teatro, come lo stesso bunraku che viene citato nel film ) o la cura che viene riposta anche nella attività più comuni ( per esempio lo stesso giardinaggio o la cucina diventano delle vere e proprie forme d'arte ). E penso sia da questo che nasca il particolare, almeno per la nostra cultura, uso della fotografia che viene adottato in dolls ed in moltri altri film giapponesi e orientali come per esempio "dreams" di kurosawa per citarne uno. Definire dolls come un film "kitch" significa sputare su un intera cultura, solamente per il fatto che non la si conosce a fondo.
cercherò di approfondire il tutto quando avrò più tempo

EncoreMan
12-12-2004, 16.55.28
Quante volte dovrò ripetere in questo topic che la cultura orientale in se mi pace molto?
Io stò muovendo critica al film in particolare, che secondo me estremizza troppo questo aspetto rendendolo uno stereotipo forzato e kitch.

cymon
12-12-2004, 20.13.05
La mia posizione è:
- Venerazione totale per Kitano
- Odio viscerale per American Beauty
Ma cerchiamo di essere un po' più organici...

Dolls non è il film più semplice di Kitano, se vogliamo neanche il più bello (Kikujiro! Kikujiro!), ma trasuda Kitano da ogni inquadratura. Il film, come cerca di far capire anche l'incipit con le marionette, le dolls, appunto, a mio parere è costruito con un'impostazione teatrale nel senso orientale del termine, che è infinitamente più rigida di quanto non lo sia per la nostra cultura (si veda, sull'argomento, Addio mia Concubina di altro autore) e finisce col costruire dei quadri (scarsamente) in movimento piuttosto che avvolgersi intorno alla storia. Tali quadri, naturalmente, sono costituiti dagli elementi base della poetica orientale utilizzati, comunque, in un contesto fortemente quotidiano e con in testa, conoscendo Kitano appunto, una sottile ironia che fa da collante al tutto. E' un film massicciamente estetico, fatto d'immagini che però attraversano tutto lo spettro dell'immaginario orientale partendo dagli elementi più classici (mandorli in fiore, viali alberati) per arrivare ai più prosaici (la idol, la yakuza...) e a volte compenetrandosi con gran gusto dell'assurdo (come quando gli amanti legati indossano i costumi di scena teatrali, sul finale).
La mia idea è che tutto funzioni perchè Dolls, al contrario di American Beauty, ponga la poetica che ha al centro davanti allo spettatore senza ostentarla, senza cioè cercare di sottolineare "uè, guarda che questo è un pensiero profondo".
Comunque, considerate le mie premesse, sono probabilmente un critico poco attendibile...

[P]erfo
13-12-2004, 08.03.55
Originally posted by cymon
(si veda, sull'argomento, Addio mia Concubina di altro autore)

Da flebo questo film,
non ho mai capito xkè nn tengono bene conto dei tempi,
un film deve fluire, nn bloccarsi per 2 ore su un istante.
Posso comprendere i tempi di una diversa cultura certo, ma dateci un limite ogni tanto :D

cymon
13-12-2004, 20.04.17
Originally posted by PerfectCell
Da flebo questo film,
non ho mai capito xkè nn tengono bene conto dei tempi,
un film deve fluire, nn bloccarsi per 2 ore su un istante.
Posso comprendere i tempi di una diversa cultura certo, ma dateci un limite ogni tanto :D

Io mi ricordo che Addio mia concubina mi era piaciuto parecchio. Lanterne rosse, volendo, ha un ritmo di gran lunga inferiore...

EncoreMan
15-12-2004, 19.01.15
cymon io penso che a questo punto sia questione di cosa si cerca in un film, perchè quello che dici tu rispetto a kitano per me sono difetti, per te pregi...
e cmq american beauty non ostenta la sua profondità, anzi, è un film che molti avranno visto semplicemente come una "storia" ne senso narrativo senza notarne la profondità... nn è di certo un film che si ostenta come forzatamente intellettuale, anzi...