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Visualizza versione completa : [Saggistica] L'ironia negativa.



Ray McCoy
28-09-2004, 04.30.33
La mia ironia sta precipitando al minimo storico. O meglio, riformulo: la mia ironia sta scendendo sotto livelli che non credevo esistessero. Sapevate che esiste una ironia nell'insieme dei numeri interi, e non solo dei naturali? No? Strano, eppure l'ho detto tante volte. Insomma, capita a volte che gli sforzi fatti da una persona per mutare la propria ironia intorno all'asse Z (che possiamo ricondurre ad una semplice dicotomia migliore/peggiore) distorcano la realtà, trasformando la situazione. E invece di muoversi lateralmente, come stile dell'ironia (perchè uno tenta di migliorare la propria ironia, sull'asse Z, cambiando lo stile - da uno più becero e demenziale, ad uno più sottile e tipicamente ironico), si muova secondo la lunghezza, aumentando o diminuendo di intensità. Il problema è che si è sempre creduto (ed in questo caso, Thomas Khun ci propone grandi esempi nel libro "How to make a chicken laugh"(1), Harward University Press, 1987) che, man mano che diminuisce, l'ironia raggiunga lo zero, fino a diventare totalmente neutra, e quindi non-ironia. In effetti lo zero lo raggiunge, ma poi continua, lo supera, e prende l'autostrada per Mantova (fermandosi all'Area di Servizio Campogalliano Est, km 308).

Dunque magari io mi permetto peggiorare, contando sul fatto che, ad un certo punto, incontrerò lo zero, e basta. Invece lo zero è solo un muro di carta velina umida che mi rimane impiastricciata nei capelli. Per cui non solo la mia ironia scende sotto lo zero (esempio, un gruppo di persone ride a vedere una vecchietta uccisa da un branco di cani randagi - io arrivo, dico una cosa - loro smettono di ridere...) ma diventa negativa (... ma subito si rendono conto dell'ineluttabilità della morte, e corrono a soccorrere un povero bassotto che nella foga era rimasto travolto dai suoi compagni di merende).

Oggi, un barbone per strada mi ha chiesto che gli regalassi una moneta ed un sorriso. Passi per la moneta. Per il sorriso gli ho raccontato una battuta che giusto giusto stanotte avevo pensato. E' rimasto zitto un minuto d'orologio, poi ha detto "Mi daresti 10€? Voglio comprarmi "La malattia mortale"(2) di Kiekegaard e tentare la carriera diplomatica a Brazzaville. Per cui la mia ironia, oggi, diventa scopo e spinta di evoluzione sociale. Per quanto si possa definire "evoluzione" la lettura di Kierkegaard e per quanto possa il Congo avere bisogno di un diplomatico appassionato, da poco, di filosofia danese.

Consiglio la lettura di Aristotele: "L'ironia: questa sconosciuta" (ultima edizione, edita da Adelphi(3) è datata 1992, con introduzione di Umberto Bossi), libello che comincia con la celebre affermazione "Socrate sapeva di non sapere. Questo spiega le sue ripetute note sul registro al liceo". Contando oltretutto che il Liceo è la scuola di Aristotele siamo davanti anche ad un sottilissimo e piacevole paradosso.

Ma proseguendo il discorso, la negatività ironica della battuta finisce per divorare il creatore, come il fuoco divora l'ossigeno. Chi genera ironia negativa, ne viene catturato e, di solito, sconfitto. Guardavo la televisione, un idiota ha detto qualcosa di buffo, m'è venuto in mente un collegamento che mi ha fatto ridere, allora ho detto la battuta a voce alta (con darle vita, definitivamente), e dopo un attimo sono scoppiato in lacrime. E' come giocare a Squash... Si colpisce forte la palla, lei rimbalza contro il muro, e ritorna indietro colpendo i testicoli ad una velocità mantenuta uguale (ugualmente forte) dal rimbalzo. Azione e reazione seguono la prima legge di Newton.

[Tra parentesi, altro grande saggista dell'ironia, Newton scrisse "Ora che m'è caduta una mela in testa, spero mi cada un coltello in mano o col cazzo che mangio fertilizzanti per merenda" (Newton Compton, 1980, sicuramente la traduzione migliore). In fondo, cosa sarebbe oggi la fisica se quel bambino monello in cima all'albero non avesse tirato per gioco una mela addosso a Newton? Magari la fisica sarebbe migliore, magari l'ironia sarebbe migliore, magari Newton sarebbe rimasto quel grande artista di cabaret che era prima di darsi alla fisica.]

Ray McCoy
28-09-2004, 04.31.15
Con una sola differenza, che l'ironia quando rimbalza non ha la stessa intensità. Caso psico-sociale è che più gente ride ad una battuta, più gente vi riderà (questo per due motivi: spirito di gruppo, e paura di ritrovarsi isolati - "Chi ride ultimo probabilmente non ha capito la battuta" e "Chi ride ultimo, pensa più lento" diceva Murphy). Per cui, una battuta che ha, ad esempio, intensità 10, raggiungendo un pubblico numeroso potrebbe aumentare la sua intensità man mano che il pubblico apprezza. Ma questo vale anche per l'ironia negativa. Con segno inverso. L'ironia negativa non diventa sempre più debole man mano che si diffonde tra il pubblico, ma sempre più negativa. E' come una valanga ghiacciata che travolge il pubblico dalle prime file alle ultime. E se l'energia positiva di una battuta positiva, se cresce a sufficienza, può portare a (in ordine crescente) sorrisi, risate, risate forti, applausi, applausi scroscianti e duraturi, ovazioni, lancio di rose sul palco, elezione al Parlamento, arresto per disturbo della quiete pubblica per aver costretto 500 persone a ridere ininterrottamente per 78 ore... l'energia negativa di una battuta negativa, crescendo (ma in negativo) tende al "meno infinito" con silenzio di gelo, pianto, pianto diffuso, disperazione, organizzazione di un funerale per seppellire la risata, organizzazione di un funerale per seppellire chi ha fatto la battuta, lancio di pietre sul palco, inseguimenti con cani schnauzer, linciaggio, suicidio di massa per assicurarsi che l'anima di chi ha fatto la battuta non varchi i cancelli del Paradiso.

E se la persona è da sola? Per una battuta positiva, riuscirà (con buona probabilità) a cambiarsi la giornata, ed il buon umore gli porterà idee buone. Per una battuta negativa, arriveranno solo idee buone (ad esempio salto nel vuoto, cappio al collo, pastiglia di piombo alla tempia...). Attraversare lo zero comico è un rischio enorme, ma può, come detto sopra, portare ad innegabili vantaggi. Ad esempio se non è stato superato di molto (il rimbalzo(4) non potrà essere esponenzialmente rilevante), se il pubblico è numericamente limitato (il rimbalzo non crescerà oltre un certo limite), se determinate condizioni ambientali si verificano (ma non è il caso di dilungarci al momento).

L'ironia negativa è ancora poco studiata e conosciuta, ma molti psicologi e sociologi hanno tentato e stanno tentando ricerche in questo campo. Per ora, posso consigliarvi alcune opere interessanti, per quanto spesso incomplete, o ancora da confutare:
- Stein Rokkan: E se ridendo mi venisse un ictus?, Feltrinelli, 1983.
- Douglas W. Rae: Zero comico e partiti politici, il Mulino, 1979. Prima opera ad aver approfondito cosa c'è oltre (sotto) allo zero comico.
- Samuel P. Huntington: Battuta finale, Feltrinelli, 1988.
- Fareed Zakaria: Troppa comicità?, Rizzoli, 2001.

Note:
(1) Opera fondamentale. E' una breve storia del passaggio dalla contrapposizione zero comico/ironia a quella ironia positiva/ironia negativa. Purtroppo non è stato tradotto nella nostra lingua, ma d'altra parte è un volume molto tecnico e me la sento di consigliarlo solo a chi è veramente interessato all'argomento e pratico con l'inglese. In alternativa, si possono sempre leggere i due capitoli introduttivi del libro di Rokkan proposto poco sopra.
(2) Il titolo "La malattia mortale", oltretutto, viene da un curioso aneddoto che Kierkegaard raccontò ai suoi studenti nel 1850. Un uomo giovane stava camminando per le strade di Copenhagen, sotto la finestra del filosofo, "...crucciandosi della sua sorte, piangendo e lamentandosi..." Era visibilmente disperato, racconta Kierkegaard. Il giovane comincia a chiedersi brevemente il perchè dell'esistenza, continuando a piangere, e camminando lentamente, ascoltato di segreto tramite la finestra aperta. Ad un certo punto, il giovane non nota una lastra di ghiaccio per terra, vi scivola sopra e si frattura il cranio battendo la testa, morendo sul colpo. Kierkegaard, alla vista, scoppiò a ridere. La disperazione del giovane è La Malattia Mortale... Mortale per il giovane, comicamente mortale per Kierkegaard. Il filosofo agli studenti dichiarò di non aver mai riso tanto e di essere quasi morto dal ridere.
(3) Consiglio a tutti, edito dalla Adelphi, la recentissima (maggio 2004) raccolta di appunti e note di Schopenhauer, intitolata "L'arte di mandarvi affanculo". E' veramente una chicca.
(4) Rimbalzo (Bounce, usato da Zakaria) è il termine che ho preferito (d'altronde il paragone con lo Squash rende benissimo) a Ritorno (Return, termine usato da Rae), e a Contraccolpo (Repercussion, usato da Huntington).

Ringrazio chi era presente in chat intorno all'una per avermi permesso di raccogliere i miei appunti a riguardo, e la mia vita per il suo darmi continue occasioni di distruggermi il fegato.

Bertith
28-09-2004, 08.45.18
minkia ray ma non hai niente di meglio da fare alle 4 di mattina?:doubt:
cmq bel discorsone...:D

essere ironici a volte è un sistema di autodifesa, può servire a far calare la tensione nel momenti critici, può aiutare nei momenti di difficoltà, ma allo stesso tempo può anche peggiorare una situazione. sta a chi fà le battute riuscire a capire quando è il moemento di parlare e quando invece e meglio stare zitti......

ivanisevic
28-09-2004, 09.26.14
Avevo scritto mezzore MEZZORA un post enorme sull'ironia, ero felice e commesso per quello che avevo scritto e non so per quale cavolo di motivo, un tasto sbagliato..e M.it cancella TUTTO per un "indietro".
Che palle, vedi se ora non fossi ironico spaccherei il pc, che palle però mi ero impegnato tanto:(

destino
28-09-2004, 09.46.58
Manca a tutti la RED Faction allora... :(

elfebo
28-09-2004, 09.59.22
ci sono centinaia di persone che hanno fatto la fortuna con l'ironia negativa.
vedila dall'asse Y (quello della diminuzione dell'intensità,credo perchè secondo me sei in errore se citi la lunghezza paragonandola all'intensità, visto che la lunghezza di solito è un fattore tipicamente di x), magari inverso al negativo: potresti diventare un attore drammatico di successo, generare crisi di pianto istantanee tentando di far ridere; eh si caro ray, sarebbe una scoperta nel mondo dello spettacolo unica, quasi superiore alle performance di mandi mandi, che però, cristo, lo mettono li tentando di farla salire quella cazzo di barra y....che invece puntualmente finisce ai minimi storici accettati dalla numerica interplanetaria.
riflettici, e sopratutto...dalle quelle 10euro al barbone, per quella ridicola somma ti ha mostrato la strada da seguire, e al giorno d'oggi, con 10 euro è un vero colpo di culo.

azanoth
28-09-2004, 10.07.02
Originally posted by ivanisevic

Che palle, vedi se ora non fossi ironico spaccherei il pc, che palle però mi ero impegnato tanto:(

wordpad ruleZ,mai fidarsi di un browser in rete;)

follettomalefico
28-09-2004, 12.13.31
Dovrò documentarmi in proposito, mi sa. Effettivamente non riesco a concepire una ironia così a sinistra di quella destra da valicare la carta velina dello zero. :.:

Ray McCoy
29-09-2004, 00.13.40
Originally posted by elfebo
quello della diminuzione dell'intensità,credo perchè secondo me sei in errore se citi la lunghezza paragonandola all'intensità, visto che la lunghezza di solito è un fattore tipicamente di x

Beh, mi sono semplicemente rifatto agli ultimi testi, alla fine X o Y è cosa di poco conto. Solo un punto di vista.

elfebo
29-09-2004, 09.19.10
Originally posted by Ray McCoy
Beh, mi sono semplicemente rifatto agli ultimi testi, alla fine X o Y è cosa di poco conto. Solo un punto di vista.
:nono:

la matematica è importante. :teach:.



in ogni caso, mi preme chiederti una cosa: essendoti informato su un argomento articolato come questo, mi piacerebbe sapere una variante alla descrizione da te esposta al primo punto della seconda parte:
"chi ride per ultimo pensa più lento" o "non ha capito la battuta".
nel caso in cui la risata manchi completamente, ma invece si generi una specie di senso di benessere generale,possiamo collegare tutto ad'una velocità di pensiero egualmente più lenta?
esempio lampante, nel guardare zelig, non rido praticamente mai, ma mi genera una continua sensazione di benessere, in pratica come si suol dire (boh non lo ha detto mai nessuno ma la prendo per buona) "rido dentro".

si insomma, devo preoccuparmi? :.:

_Slash_
29-09-2004, 14.28.41
Originally posted by Ray McCoy
suicidio di massa per assicurarsi che l'anima di chi ha fatto la battuta non varchi i cancelli del Paradiso.


:roll3: :roll3: :roll3:

Ray McCoy
29-09-2004, 19.27.18
Originally posted by elfebo
:nono:

la matematica è importante. :teach:.

Ma sì, certamente. E' solo che in questo caso X ed Y servivano solo a generare una tridimensionalità della situazione, e nessuna delle variabili (stile di ironia, e sua intensità) è dipendente da altre.



Originally posted by elfebo
in ogni caso, mi preme chiederti una cosa: essendoti informato su un argomento articolato come questo, mi piacerebbe sapere una variante alla descrizione da te esposta al primo punto della seconda parte:
"chi ride per ultimo pensa più lento" o "non ha capito la battuta".
nel caso in cui la risata manchi completamente, ma invece si generi una specie di senso di benessere generale,possiamo collegare tutto ad'una velocità di pensiero egualmente più lenta?
esempio lampante, nel guardare zelig, non rido praticamente mai, ma mi genera una continua sensazione di benessere, in pratica come si suol dire (boh non lo ha detto mai nessuno ma la prendo per buona) "rido dentro".

si insomma, devo preoccuparmi? :.:

No, affatto.
Come dicevo prima, la risata è "contagiosa", cresce esponenzialmente. Magari guandandolo con altri (non dico solo una persona, ma due-tre, o più), finisci per ridere. Inoltre, alla televisione non interessa cosa fai mentre la guardi, quindi non sei neppure portato a ridere per far capire che hai apprezzato, cosa che faresti davanti ad un amico. Le due espressioni di Murphy sono riferite solamente al pubblico, sono più sociologiche, che psicologiche. Ancora può dipendere dal tipo di ironia. Oppure dall'umore che si ha quando ci si mette alla televisione. Il libro "Ridere interiormente: come lavare anche quei denti!", di Darby Conley spiega chiaramente (da pagina 76) che non è detto che si ricerchi l'ironia per ridere... magari solo per rilassarsi. Dipende dall'intensità di ironia, soprattutto.

Elrond.
29-09-2004, 21.34.28
Notevole intervento, soprattutto per la ricchezza delle fonti documentarie sulle quali si basa. Ho solo un dubbio: Ray, forse assieme alla regola generale ( ovvero la possibilità che l'ironia oltrepassi lo zero in valori negativi ) hai anche voluto darci un ricco esempio ? :ihih:
:clap: