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Visualizza versione completa : Patria + sacrificio



BESTIA_kPk
24-09-2004, 23.20.22
Mi quoto da un topic che aprii qualche tempo fa.


Posted by BESTIA_kPk on 14-06-2002 10:07:
Patria + Sacrificio

Vorrei sentire la definizione di "patria" e poi, DOPO averla data (TUTTI quelli che posteranno qui), chi si sacrificherebbe per essa.
Prima di postare, pensate a cosa sia la vita, a cosa sia la patria, e cosa sia il sacrificio... qui una risposta rapida e istintiva non conviene

Chi non mette la sua definizione di patria, eviti di postare plz, così si evitano incomprensioni ;)

PS: evitare decisamente anche le risposte tipo "si, no" e risposte sterili :)
PSS: se pensate che qualcuno ha già dato una definizione che vi calza a pennello, quotatela o nominatela ;)

Sir.Turalyon
24-09-2004, 23.27.32
Io che sono dell'esercito io che ho fatto domanda per andare in Iraq...non lo faccio per i soldi (rende la gente + cattiva di quanto lo è già) non lo faccio per la patria (l'italia proprio nn se lo merita) lo faccio per onore e gloria personale.

shottolo
24-09-2004, 23.28.43
per quanto mi riguarda io identifico la patria come un insieme di persone, luoghi ed 'emozioni' (passatemi questa roba poetica eheheh) che ti sta intorno
non la identifico come confine statale o come lingua che accomuna un popolo
la mia patria non è uguale a quella di un inglese, così come non lo è quella di un italiano... volendo potrebbe non essere nemmeno la stessa di uno che della mia provincia
la mia patria è tutto quello che mi sta intono, molto vicino e che mi dà emozioni, sono le mie terre, le opere dentro di essere, le persone che conosco, che ho intorno, la mia patria potrebbe essere casa mia come questo forum come le montagne dove scappo i weekend... darei la vita per tanto di tutto quanto citato prima, ma non per tutto... per l'ideale forse, ma non per tutto
spero di essere stato IT, non vorrei aver frainteso il tuo discorso
amen

gefri
25-09-2004, 01.09.06
per la definizione quoto headshot come tema di fondo, è una cosa che ti senti dentro difficile da spiegare; la tua terra, la tua gente, le tue usanze.
Sacrificarmi? dipende dal motivo, dalla posizione della patria e dal mio modo di pensare del momento.

azanoth
25-09-2004, 09.12.19
patria è un concetto obsoleto e dannoso...ormai serve solo ad accendere negativamente gli animi.
puoi essere orgoglioso degli artisti del tuo luogo d'origine o dei salumi e manicaretti...e basta lì.
i problemi della razza umana ormai,sono di caratura globale e a ramificazione cellulare: restare chiusi nell'ottica del nazionalismo può far sorridere ma resta un andare contro la corrente della logica e del tempo.

sharkone
25-09-2004, 10.22.09
La Patria e' qualcosa di difficilmente spiegabile, così come un ideale, forse proprio perche' anche la Patria per me e' un ideale. Non penso la mia sia una ottica nazionalista, ma comunque e' qualcosa di ristretto, che puo' essere grande quanto il mondo, o piccola quanto Catanzaro. E' qualcosa che accomuna le persone, piu' che un pezzo di terra, piu' che un confine nazionale, che comunque serve. E' un sentimento del sentirsi uniti, di far parte di qualcosa, di un modo di vivere, di sentire, di pensare. La Patria non ha colore, non ha luogo, è Internazionale, ma deve usare un qualcosa per definirsi rispetto l'esterno. La Patria Buona per me esiste, perche' dopo diverse letture strategico-militari e storiche, mi piace pensare che sia esistito qualcuno che abbia lottato, sofferto, e si sia sacrificato per qualcosa. Quel qualcosa e' la Patria. Per far parte della Patria bisogna sentirsi parte della Patria, il resto e' solo una danza volgare di razze e bandiere offensive.
Secondo me la Patria esiste, perche' ci sono posti che mi fanno sentire "a casa", e posti che invece mi fanno sentire spettatore, o comunque visitatore. Lo sento a pelle, e mi piace.

E non nascondo, di conoscere già la mia risposta alla seconda domanda.

destino
25-09-2004, 10.23.45
Patria?

Combatto per i miei ideali e nn per la patria ke è un concetto ottocentesco

thedarkmind
25-09-2004, 12.11.32
La patria è quel luogo (forse interiore) che ogni uomo ha e a cui sente di appartenere perchè legato da vincoli affettivi e culturali. Per questo per me la patria non è "tutto quello racchiuso nei confini dell'Italia", è un concetto più complicato, potrebbe essere ovunque la mia patria, ovunque le circostanze rappresentino quanto ho detto sopra. Per l'italia non sarei disposto a morire, per la patria, invece, se mi sento veramente coinvolto e legato nel senso + assoluto si, credo che forse sarei anche disposto a morire. La vedo un po come una madre che è pronta a morire per il proprio figlio, una cosa del genere.
Poi le circostanze sono tutte da vedere...

Brus
25-09-2004, 12.42.05
Originally posted by destino
Patria?

Combatto per i miei ideali e nn per la patria ke è un concetto ottocentesco

Idem

E' una specie di specchietto per le allodole, usato dall'esercito, per attirare fanatici ad arruolarsi :asd:

Io non mi sento parte dell'italia, non mi sento parte di niente; non ho patria. Sono un essere vivente che vive tra altra gente, non ho altro in comune, con loro. Non sono ne fiero ne disperato di essere italiano; non ha senso. Sono fiero/disperato di essere quello che sono.

Es. stupido: Non mi frega nulla se nei vari campionati/coppe/mondiali/salcazzo di calcio l'italia perde o meno...è una squadra come le altre :toh:

Edit: i sacrifici li faccio per le persone che conosco e a cui tengo. Non mi distruggo per chi, magari, un giorno me lo metterà nel culo :toh:

Zaorunner
25-09-2004, 13.07.55
Io ringrazio il cielo che ci sia gia' stato qualcuno che ha combattuto ed e' morto per la patria, e non tocchi a noi.

Per chi si ritiene senza patria, vada pure a farsi revocare la cittadinanza italiana.

Andrax.
25-09-2004, 13.26.15
Patria è un concetto che non mi è mai piaciuto... per me è un concetto che ti porta a combattere per esso, per farlo rispettare,per difenderlo ma perchè devo sacrificarmi per la patria se non condivido le sue scelte?
Io combatto per quello in cui credo, per quello che reputo giusto, per quei valori che ritengo importanti.

follettomalefico
25-09-2004, 13.48.07
Posso identificare patria come lo stato entro cui sono nato e con i cui valori potrei identificarmi.

Oppure, potrei identificare patria come le poche e limitate terre che sono state teatro della mia esistenza.


In entrambi i casi però, sacrificarsi in nome di una 'patria' è futile, perchè la vita è qui e ora, un sacrificio significa che non vi sarebbe poi nessuna patria da ritenere tale perchè non vi sarei io che la ritengo tale.

Gi01
25-09-2004, 15.15.33
Nazione: luogo in cui sono nato

Patria: insieme di valori morali che può portarmi ad avere qualcosa in comune con altri 57 milioni di tizi.

Sacrificio: questo è uno dei valori, semplicemente, non lo condivido. Non per una nazione che fa cazzate da decenni e che elegge Berlusca :angel2:

In altre cose, invece, posso sentire che la patria unisca sul serio. Ma nessuna purtroppo è importante...

Brus
25-09-2004, 15.22.08
Originally posted by Zaorunner
Io ringrazio il cielo che ci sia gia' stato qualcuno che ha combattuto ed e' morto per la patria, e non tocchi a noi.

Per chi si ritiene senza patria, vada pure a farsi revocare la cittadinanza italiana.

Ti arruoleresti VOLONTARIO per la patria?

Ef.Di.Gi
25-09-2004, 17.12.05
[QUOTE]Originally posted by azanoth
patria è un concetto obsoleto e dannoso...ormai serve solo ad accendere negativamente gli animi.
[QUOTE]

concordo in pieno.

e NO, non mi sacrificherei mai per la "patria". Per il semplice principio che una vita umana, qualunque sia, per me vale molto di più di un concetto...

BESTIA_kPk
25-09-2004, 21.16.13
Originally posted by Zaorunner
Io ringrazio il cielo che ci sia gia' stato qualcuno che ha combattuto ed e' morto per la patria, e non tocchi a noi.

Per chi si ritiene senza patria, vada pure a farsi revocare la cittadinanza italiana.


Farsi revocare la cittadinanza italiana? e perchè mai?

Se uno lavora in italia, paga le sue tasse e non arreca danno ad altri, chi può toccare la cittadinanza?

Domanda retorica.

Elrond.
26-09-2004, 02.46.44
Il limite massimo di caratteri è stato ridotto a 5'000, pertanto sono costretto a suddividere il mio intervento in due parti.

***

Il concetto di patria è una variante del concetto di nazione. Cos'è la nazione ? La nazione è un insieme di soggetti aventi in comune cultura, usanze, tradizioni e, soprattutto, aventi coscienza di tale comunanza. Le suddette esperienze comuni ( "sostanziali" ) possono essere esaltate da vincoli che definirei "esterni", "formali", come una storia unitaria, oppure una lingua che favorisca la diffusione ed il ricircolo del patrimonio nazionale. Se dal generico passiamo all'individuale, dall'oggettivo al soggettivo, abbiamo il concetto di patria, che altro non è se non la specifica coscienza ovvero il sentimento d'appartenenza di ciascun individuo alla propria nazione, secondo le caratteristiche che le sono proprie.
Per quel che mi riguarda, sentendomi erede di una tradizione italiana della quale sono intriso, il concetto di patria e tutt'altro che obsoleto. Non ignoro culture extranazionali, ma queste sono pur sempre assorbite attraverso la lente della mia italianità. Avvertendo quest'eredità, ed essendo la patria nient'altro che la percezione e la condivisione di un'appartenenza di fatto, ne consegue la mia adesione al concetto di patria. E, badate bene, è tutt'altra cosa che un sentimento vecchio e bigotto, magari intriso di pretesa superiorità o, peggio ancóra, poggiato su inesistenti basi etniche. Eppure esiste una tradizione italiana, in essa mi sono prevalentemente formato, la apprezzo ed in certo modo ne sono il continuatore.
D'altra parte la patria ( e, in un certo senso, la nazione ), non avendo nulla a che fare con il concetto politico di "stato", non si estende necessariamente entro i confini politici. Ci si può riconoscere nella patria europea, nella tradizione mediterranea ( e non mi riferisco alla cucina... ): è un concetto elastico. Mi rendo conto, in questo modo, di trasfigurarne il significato romantico ed ottocentesco, difatti reputo opportuno porre qualche "paletto": non basta "dichiararsi" cittadini della patria europea per effettuare una traslazione soggettiva della propria patria, se a questa dichiarazione non corrisponde una reale identificazione con la cultura europea, se non si è davvero europei prima ancóra che italiani. Pertanto, chi rifiuta il concetto di patria in ragione di velleità cosmopolitiche, non può rinnegare sic et simpliciter il concetto, se a tale verbosa manifestazione non corrisponde la reale integrazione in un contesto più vasto ( ad esempio l'Europa ), oppure l'ostilità ( o l'indifferenza ) nei confronti della cultura italiana. Se di fatto sussiste un'adesione al contesto nazionale ed ai suoi valori ( che non sono, badate bene, i valori della classe dominante o del partito politico al potere ), nonché un'affezione alla sua cultura, un formale ripudio del concetto di patria non modificherà la sostanza.
Forse è meglio chiarire ulteriormente l'elasticità del concetto di patria. Perché di patria si possa parlare, anzitutto è necessaria l'adesione ad una realtà che si possa definire nazionale, ovvero la coscienza ed il sentimento d'appartenenza ad un contesto socio-culturale che si sente complessivamente legato da vincoli comuni: gli Ebrei della Diaspora, ad esempio, potranno continuare a sentirsi membri di una patria comune pur in assenza di ogni riferimento territoriale, poichè ogni comunità ebraica sparsa nel mondo conserva la tradizione di quegli elementi inerenti al concetto di nazione. E si tratta, secondo punto, di elementi complessi: non basta riconoscersi in singoli e limitati aspetti di una cultura per affermarsi legati ad essa come ad una patria.

Elrond.
26-09-2004, 02.47.44
Definita la patria, cerchiamo di capire cosa significa sacrificarsi per essa. In condizioni estreme, la disposizione a sacrificarsi per la patria sottintende la volontà di far sopravvivere quei valori, quelle tradizioni e quella cultura nella quale ci identifichiamo e che, presumibilmente, riteniamo apportatrice di qualcosa di valido per l'umanità. Non c'è cosa più triste della fine di una civiltà: è come se milioni di voci si spegnessero all'unisono, non avendo più possibilità di comunicare con il presente chi ha lasciato un'impronta, se questa viene cancellata o resa inconoscibile. Senza il bisogno di prospettare apocalittiche catastrofi atlantiche, la disposizione al sacrificio può essere dettata semplicemente dalla volontà di far sopravvivere un contesto più ristretto che non sia quello dell'intera nazione: ad esempio per assicurare un futuro migliore ( o presunto tale ) ai propri figli ed ai propri cari. Nell'una e nell'altra ipotesi, si tratta di un moto profondamente altruistico, del quale non tutti sono capaci: significa sacrificare il godimento di un bene perché ne possano godere altri, rinunziare alla patria ed a ciò che ne consegue perché altri possano viverla in pace. Pochi sono capaci di rinunziare ad un qualsiasi bene a vantaggio altrui, ed ancóra più difficile è trovare chi sia disposto al sacrificio totale. Il sacrificio, per definizione, implica un fine, uno scambio, il dono della propria vita a beneficio di tutta la comunità; la creazione, con la propria morte, di una realtà della quale l'artefice stesso non potrà usufruire, un'eredità per coloro ai quali si è uniti da vincoli culturali o affettivi.
Morire per la patria, quindi, non significa morire nell'adempimento di un progetto pianificato dallo Stato, quasi che il sacrificio, rivestito dalla forma della canalizzazione statale, sia vuoto d'ogni altro contenuto. I contenuti del sacrificio sono precisamente quelli ai quali ho fatto cenno, indipendentemente da quella che sia la volontà statuale. Ad esempio, la disponibilità a partire per l'Iraq in questo frangente non implica necessariamente l'adesione ad un ideale d'estremo sacrificio: in siffatte circostanze la morte è piuttosto un incidente occorso al soldato nell'edificazione dell'edificio Iraq, a meno che non si sia ciecamente ( e stolidamente ) convinti che dall'occupazione armata dell'Iraq possa derivare - e non altrimenti - un futuro felice per la nostra patria: l'ottica del soldato mercenario tendenzialmente esclude il sentimento patrio ( a prescindere da peculiari situazioni soggettive che, ovviamente, non possiamo analizzare singolarmente ).
Detto questo, non saprei dire come mi comporterei praticamente dinanzi all'esigenza del sacrificio supremo. Ovviamente considero l'ipotesi in cui si verifichino le circostanze sopra esposte; non mi pongo il problema di quale sarebbe la mia reazione dinanzi ad una leva generale da parte dello Stato italiano al fine di spedirmi in Amazzonia per combattere contro i pigmei giganti. Ciò nonostante, continuo a non sapere quale potrebbe essere la mia reazione. Forse reagirei positivamente se avessi già realizzato i miei obiettivi, nella consapevolezza d'aver speso utilmente la mia vita e d'averne avuto la soddisfazione... ed il riconoscimento. Ora, rischierei d'andarmene con l'amaro in bocca e con poco entusiasmo. Ho sempre apprezzato quel passo de Les misérables in cui il giovane Enjorlas viene fucilato, ma non credo di saperlo imitare. Comunque non ho mai avuto occasione di mettermi alla prova, spero di mai averla, ed auguro lo stesso a chiunque.

Zaorunner
26-09-2004, 12.09.58
Originally posted by Brus
Ti arruoleresti VOLONTARIO per la patria?

Rileggi quello che ho scritto, mi sembra di essere stato chiaro.


X Bestia: perche' se non riconosci il valore delle cose che hai, forse non te le meriti.

Brus
26-09-2004, 12.52.56
Originally posted by Zaorunner
Rileggi quello che ho scritto, mi sembra di essere stato chiaro.



Io ringrazio il cielo che ci sia gia' stato qualcuno che ha combattuto ed e' morto per la patria, e non tocchi a noi.


Postato da me:
E' una specie di specchietto per le allodole, usato dall'esercito, per attirare fanatici ad arruolarsi

Ha funzionato bene :asd:

No, non hai risposto alla domanda, l'hai solo scansata.
Non c'è solo storia passata. La storia del futuro è ancora da costruire, sei sempre in tempo per arruolarti e difendere la patria da possibili minacce future.

Zaorunner
26-09-2004, 13.03.52
Originally posted by Brus

Ha funzionato bene :asd:

No, non hai risposto alla domanda, l'hai solo scansata.
Non c'è solo storia passata. La storia del futuro è ancora da costruire, sei sempre in tempo per arruolarti e difendere la patria da possibili minacce future.

Non capisco proprio che cazzo ci sia da ridere.

Esiste una cosa chiamata coscienza civile, dato che non la hai evita di scrivere stronzate, non perche' sono stronzate, ma perche' sono una mancanza di rispetto verso chi e' venuto prima di noi e ci ha permesso di essere qui, adesso.

Per ripondere alla tua domanda, se ci fosse un pericolo tale da dover andare a combattere, non ci sarebbe bisogno di andare volontari, dato che andremmo tutti, me e te compresi.

sharkone
26-09-2004, 13.08.57
Originally posted by Zaorunner
Per ripondere alla tua domanda, se ci fosse un pericolo tale da dover andare a combattere, non ci sarebbe bisogno di andare volontari, dato che andremmo tutti, me e te compresi. verissimo. naturalmente con pensieri e non pensieri diversi.

Brus
26-09-2004, 13.12.26
Originally posted by Zaorunner
Non capisco proprio che cazzo ci sia da ridere.

Esiste una cosa chiamata coscienza civile, dato che non la hai evita di scrivere stronzate, non perche' sono stronzate, ma perche' sono una mancanza di rispetto verso chi e' venuto prima di noi e ci ha permesso di essere qui, adesso.



Uhh come sei nervoso.
Non potrò MAI mancare di rispetto ai soldati caduti (e non) in guerra, anzi mi inchino e li ringrazio. Io rido della "scusa" usata dall'esercito per racimolare soldati, ovvero il "difendere la patria".




Per ripondere alla tua domanda, se ci fosse un pericolo tale da dover andare a combattere, non ci sarebbe bisogno di andare volontari, dato che andremmo tutti, me e te compresi.

Ancora non hai risposto . Tralasciando tutti i "se se se", tu, ORA, ti andresti ad arruolare come volontario. Va bè, fa nulla anche se non rispondi, penso di aver intuito la risposta

Zaorunner
26-09-2004, 13.26.30
Originally posted by Brus

Ancora non hai risposto . Tralasciando tutti i "se se se", tu, ORA, ti andresti ad arruolare come volontario. Va bè, fa nulla anche se non rispondi, penso di aver intuito la risposta

Non c'e bisogno dell'intuito di Sherlock Holmes per capire che adesso non c'e alcun motivo per cui dovrei andare ad arroularmi.
Ma se un giorno, fosse anche oggi, ci fosse una qualche minaccia e dovessi essere chiamato, non mi tirerei indietro.

Perche'?

Art. 52 della Costituzione Italiana:

"La difesa della Patria e' sacro dovere del cittadino."



Se non ti va bene, sii coerente e fatti togliere la cittadinaza.

Brus
26-09-2004, 13.36.27
Originally posted by Zaorunner
Non c'e bisogno dell'intuito di Sherlock Holmes per capire che adesso non c'e alcun motivo per cui dovrei andare ad arroularmi.
Ma se un giorno, fosse anche oggi, ci fosse una qualche minaccia e dovessi essere chiamato, non mi tirerei indietro.

Non ci si arruola solo quando c'è bisogno, ci si arruola e ci si addestra PRIMA che succeda qualcosa.
Se la chiamata non fosse obbligatoria, ci andresti?



Perche'?

Art. 52 della Costituzione Italiana:

"La difesa della Patria e' sacro dovere del cittadino."



Se non ti va bene, sii coerente e fatti togliere la cittadinaza.

La costituzione è stata scritta da uomini, non sono delle leggi fisiche. Possono essere stronzate oppure verità assolute.

Zaorunner
26-09-2004, 13.51.13
Originally posted by Brus
La costituzione è stata scritta da uomini, non sono delle leggi fisiche. Possono essere stronzate oppure verità assolute.

Certo, ma resta il fatto che il cittadino abbia anche dei doveri, oltre che a dei diritti.

Se non ricordo male tu sei uno di quelli favorevoli alla pena di morte.
Sappi che nel nostro stato in tempo di guerra c'e la pena di morte per i traditori.

Per questo ti consiglio di cambiare cittadinanza, prima di venire inevitabilmente stritolato negli ingranaggi dello stato.

Brus
26-09-2004, 14.44.34
Originally posted by Zaorunner
Certo, ma resta il fatto che il cittadino abbia anche dei doveri, oltre che a dei diritti.

Ovviamente, ma ciò non toglie che possa esprimere le mie opinioni su tali doveri/diritti.



Se non ricordo male tu sei uno di quelli favorevoli alla pena di morte.
Sappi che nel nostro stato in tempo di guerra c'e la pena di morte per i traditori.

Per questo ti consiglio di cambiare cittadinanza, prima di venire inevitabilmente stritolato negli ingranaggi dello stato.

Siccome è obbligatorio arruolarsi, mi arruolerei. Se fosse facoltativo, no. Anzi, dipende da come mi "girerebbe" in quel momento.

Ef.Di.Gi
26-09-2004, 14.58.40
Originally posted by Zaorunner
Certo, ma resta il fatto che il cittadino abbia anche dei doveri, oltre che a dei diritti.


Ovviamente, e li rispetto. Ma nessuno può togliermi il diritto di criticarli, no?

Zaorunner
26-09-2004, 15.04.15
Originally posted by Ef.Di.Gi
Ovviamente, e li rispetto. Ma nessuno può togliermi il diritto di criticarli, no?

Uno puo' criticare qualcunque cosa, ma se ha un po' di buon senso certi commenti sulle persone che hanno creduto e credono in certi valori, e non sui valori stessi, se li puo' tenere per se.

Brus
26-09-2004, 15.12.22
Originally posted by Zaorunner
Uno puo' criticare qualcunque cosa, ma se ha un po' di buon senso certi commenti sulle persone che hanno creduto e credono in certi valori, e non sui valori stessi, se li puo' tenere per se.

Appunto, io non ho criticato i soldati(anzi, ho detto che mi inchino davanti a loro), ne tantomeno le persone "normali" che credono nella patria. Ho solo detto che, per me, la patria non significa nulla.

Se dovessi andare a vivere in america/africa/quellochevuoi, sarei sempre e cmq me stesso, non mi strapperei i capelli pensando "cazzo non sono più un italiano!".

destino
26-09-2004, 15.26.10
Originally posted by Zaorunner


Per ripondere alla tua domanda, se ci fosse un pericolo tale da dover andare a combattere, non ci sarebbe bisogno di andare volontari, dato che andremmo tutti, me e te compresi.


le guerre oggi si vincono con le bombe nn coi soldati ammucchiati al fronte

Ef.Di.Gi
26-09-2004, 15.49.57
Originally posted by Brus
Se dovessi andare a vivere in america/africa/quellochevuoi, sarei sempre e cmq me stesso, non mi strapperei i capelli pensando "cazzo non sono più un italiano!".

anche perchè saresti comunque italiano :p

ivanisevic
26-09-2004, 18.10.40
Io non mi arruolerei mai per niente, sono anti-guerra anti-violenza. Se la mia patria vuole fare la guerra che se la combatta da sola.

BESTIA_kPk
26-09-2004, 20.14.04
Originally posted by Zaorunner
Rileggi quello che ho scritto, mi sembra di essere stato chiaro.


X Bestia: perche' se non riconosci il valore delle cose che hai, forse non te le meriti.


Uno non può riconoscere il valore di una cosa, ma non volervi sacrificar la propria vita?
Seconda domanda retorica.

Pendragon
26-09-2004, 23.58.02
Definizione di patria: a volte luogo di nascita, a volte no, di sicuro il luogo in cui decidiamo di trascorrere la nostra esistenza, a volte per scelta, a volte per caso, a volte semplicemente per nascita.
Sacrificarmi per la patria? No, la patria non appartiene a me, così come io non appartengo alla patria, se proprio vogliamo essere precisi vedo la patria come un contratto d'affitto a tempo più o meno determinato a seconda dei casi, lei mi fornisce determinati servizi, io con la mia presenza ed il mio lavoro la supporto nella realizzazione di questi servizi.
Al massimo potrei considerare di sacrificarmi per le persone che ci abitano, ma il discorso è completamente diverso.
La patria spesso deve fare i suoi interessi, e per questi veniamo spesso considerati meno di quanto meritiamo, di sicuro però, per quanto poco possiamo valere agli occhi della patria, non è detto che questo valga anche per le persone che ci stanno attorno.
Se ci sacrifichiamo salviamo la patria, e facciamo il suo comodo, ma la nostra famiglia poi come tira avanti senza di noi? Per i nostri familiari eravamo importanti...

Zaorunner
27-09-2004, 22.05.31
Ok, provero' a vedere il lato positivo di tutto cio': siete pacifisti per pigrizia e non per scelta.
Mi va bene lo stesso.

BESTIA_kPk
27-09-2004, 22.25.18
Originally posted by Zaorunner
Ok, provero' a vedere il lato positivo di tutto cio': siete pacifisti per pigrizia e non per scelta.
Mi va bene lo stesso.


Mi va bene lo stesso anche a me (a me, singolare e non plurale notare).

Non vuoi o non sai rispondere, va bene. Però meglio un "non so, bo" che frasi campate per aria.