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Visualizza versione completa : the quick and the dead (pronti a morire), sam raimi



jklITA
24-09-2004, 22.25.14
il western di raimi mette in scena un grandissimo cast, gente che obiettivamente sa fare il suo lavoro, che riesce a tenere alta l'attenzione anche durante le sequenze piu pallose, che insomma riesce bene o male a dare una "prestazione generale" sopra la media. ma cosa mette in scena raimi come regista? il film intriso di atmosfere leoniane estremizzate quel tanto che basta per riconoscere un raimi d.o.c. anche quando il film si spinge pericolosamente oltre la soglia della citazione, o dell'autocitazione. in ogni scena o in ogni spiraglio in cui raimi sceglie di portare a livelli sovraumani la sequenza, innegabile che la sua trilogia horror cult si rifaccia viva. l'esagerazioni sono degne di evil dead, l'atmosfera e persino la fotografia strizzano l'occhio a questa trilogia, e cio naturalmente nn dispiace per un fan di raimi come me. una delle cose che a raimi riesce meglio in questo film, lo stravolgimento delle solite figure dei western americani, dell'eroe patriottico, del duro braccio della legge, mantenendo comunque i principali punti per ogni caratterizzazione di queste figure, ma "distorcendole" leggermente. chi coglie questi cambiamenti, anche se piccoli in alcuni casi, coglie il cinema di raimi. il bravissimo sam strizza l'occhio al cinema di ford, valorizzando e ridicolizzando allo stesso tempo i personaggi, e anche questo un palese aspetto della caratterizzazione di quest'ultimi, forse quello fondamentale. l'aspetto leoniano si vede anche dalle cose piu banali, mantenendo allo stesso tempo stili e generi nn esattamente appartenenti al west selvaggio, come l'uso delle pistole che si rif alla trilogia del dollaro, avvalorato da duelli quasi pirotecnici che si avvicinano molto al cinema di woo. raimi mette in scena patriottismo e valori secondari (diciamo culturalmente bassini), portandoli in prima linea, mostrando esagerazione e critica allo stesso tempo. john wayne abbatteva con un colpo 100 indiani? bene, raimi sottolina molto l'aspetto estremizzandolo, ma mantiene e quasi rispetta l'epicit di quelle situazioni. una cavalcata nelle verdi praterie, e sempre un immagine d'effetto no? il film miscela storie classiche, quasi scontate (d'amore, di vendetta, di rancore) in uno scenario leggermente stravolto (una citt dove il resto del west nn esiste, anzi proprio nn serve...). anche se inizialmente rispetta i canoni del genere, raimi tende a concentrare tutta la vicenda caricando emotivamente lo spettatore, accalcando storie disconnesse fra loro ma che trovano omogeneit magicamente. le inquadrature sono stranamente quasi stabili, piu vicine a ford che a leone, anche se qualche soggettiva rimane fedele agli spaghetti western, strizzando l'occhio a qualche scena chiave del genere. in generale si pu notare uno stravolgimento della struttura narrativa, gia notando che una donna si prende il posto del "buono", quasi sbeffando lo spettatore. insomma il "buono" piu "buono" in questo modo, e nn IL "buono" che ogni buon spaghettaro si aspetta. la stone solitaria, taciturna, ma alla fine riesce a sciogliersi davanti ad un hackman "signorotto locale", cambiando un po le carte in tavola alla caratterizzazione del mitico personaggio di eastwood. il "cattivo" (ce n' uno solo, guardate bene...) invece molto piu votato alla folla che solitario (sempre prendendo come esempio il cinema di leone), piu sbruffone, sembra quasi portos dei tre moschiettieri in versione disneyiana. il "brutto" forse piu regale all'apparenza, ma certamente nn una anima candida. a grandi linee che ricalca le stesse caratteristiche leoniane, ma aggiunge forse qualcosa che stravolge l'insieme, quasi allontanandosi dal personaggio leoniano. un ultimo appunto sullo stile che raimi ama omaggiare in questo film (d'altronde un western, e tutto verte su cardini ben precisi): lo stile di leone palese durante i duelli, ma si nota il mix con evil dead (tagli all'altezza degli occhi valorizzate inquadrature storte e distorte). il resto, storie di redenzione, di vendetta, di dollari sono tasselli che compongono la cornice del film.

tocca alla conclusione ora, che giudizio dare a questo film?
un film piacevole, divertente, rilassante, che difficilmente annoia, ma io nn sono granch attendibile. tranne in casi particolarmente palesi, nn so giudicare negativamente raimi, quindi lascio il giudizio a voi, io quello che pensavo l'ho scritto.

cymon
25-09-2004, 00.53.03
Originally posted by jklITA

tocca alla conclusione ora, che giudizio dare a questo film?
un film piacevole, divertente, rilassante, che difficilmente annoia, ma io nn sono granch attendibile. tranne in casi particolarmente palesi, nn so giudicare negativamente raimi, quindi lascio il giudizio a voi, io quello che pensavo l'ho scritto.

Ho un'avversione viscerale per il western patinato moderno. Per patinato intendo quell'immagine pulita, tecnicamente definita, ben illuminata, ben fatta, ben leccata. Personaggi tutti in ordine, costumi stirati e inamidati, tutto assolutamente perfetto. In qualche modo non lo sopporto.
Nonostante sia bistrattato dai pi credo che l'unico autore moderno che sia mai riuscito a dare un'idea di western sia Kevin Kostner, tutti gli altri, a mio parere, hanno fallito sia nel confronto con Leone che nel confronto con il western epico a lui precedente (che amo meno, lo ammetto, ma non disprezzo).
Questo film sinceramente si appoggia assolutamente a questa mia premessa: personaggi piatti, immagini appiccicate una accanto all'altra per il piacere di metterle in scena, scimmiottamento del vero western e buonismo di fondo. Nonostante in gran parte il suo ricordo sia sbiadito perch lo vidi a suo tempo distinto mi rimane il dato che lo bocciai.

jklITA
25-09-2004, 07.39.19
beh ma questo una farsa, una presa in giro proprio a quello che nn sopporti...
una rispettosa presa in giro, ma sempre una farsa.

cymon
25-09-2004, 20.05.38
Originally posted by jklITA
beh ma questo una farsa, una presa in giro proprio a quello che nn sopporti...
una rispettosa presa in giro, ma sempre una farsa.

Bhe, non neanche che mi abbia provocato grandi risate...
Che L'armata delle tenebre sia una farsa palese, sar anche quello sguardo un po' cos di Campbell, ma qui non che saltasse agli occhi. Se vuoi interpretarla come una farsa e leggerla cos lecito, ma se la cosa non evidente comunque sia il regista ha sbagliato qualcosa.

J&B
27-09-2004, 15.28.31
E' l'unico film di Raimi che non riesco in pieno ad apprezzare.

Forse perch, amando molto Leone, non riesco a mandare gi il citazionismo esagerato del film, fatto forse anch'esso per amore, ma che diventa quasi irrispettoso, trasformato in farsa...



E poi a me, Di Caprio mi st sulle bolas.... :bah: