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Visualizza versione completa : [Lunghissimo, inutile ed autoreferenziale] Niente più cappuccini. Per ora.



Abigail
25-06-2004, 03.57.07
Fra poco più di una settimana lascerò il mio lavoro. Mi sono laureato, ho mandato in giro i miei curricula, ho fatto i miei bravi colloqui (quasi trenta, ad un conteggio finale) e alla fine mi hanno preso. Stage, sei mesi, quattro lire in croce, pressoché sicuro di NON essere assunto alla fine, un po' come tutti i neolaureati di questi tempi, insomma. Che bello il mercato del lavoro in Italia. Ma non divaghiamo.

Fra poco più di una settimana, dicevo, lascerò il mio lavoro di barista all'Autogrill di Malpensa. E la cosa, sarebbe stupido negarlo, mi fa parecchio piacere. Finalmente andrò a fare il mio lavoro, mi verrebbe da dire, anche se in realtà quale sia il "mio lavoro", almeno giù da un palco, non lo so. Ho una laurea e qualche idea per la testa. Vado a lavorare nel marketing, per una gran bella società, uno stage che forse qualcuno mi invidierà, e che potrò agevolmente "rivendere" se a dicembre decideranno di non tenermi. Ho anche rinunciato ad altre offerte, chissà se me ne pentirò.

Fra poco più di una settimana, insomma, lascerò il mio lavoro al bar delle partenze di Malpensa. E la cosa, sembra assurdo, un po' mi spiace. Forse è normale, in fondo lascio un posto in cui ho passato quasi un anno della mia vita, volato via senza che nemmeno me ne accorgessi. E non perché sia stato bello. Ho odiato questo lavoro, l'ho odiato molte volte. Perché è un lavoro duro, stressante, che dà pochissime soddisfazioni e tante delusioni. E' un part time che stanca come e più di un full time. Quando lo dicevo i miei amici mi prendevano in giro. Poi alcuni sono venuti a vedere.

Lavorare in un bar che serve cinquemila caffè al giorno è un'avventura quotidiana. Un esercizio acrobatico, una sfida con il destino, certi giorni una specie di impresa. Stare dietro a un bancone largo meno di un metro, con una pedana di un metro scarso su cui corrono avanti e indietro anche otto persone contemporaneamente, e dover servire anche cinque o sei clienti alla volta non è una cosa facile. Caffè, cappuccio, latte macchiato, spremuta d'arancia, tre, quattro, cinque brioches, cremacioccolatomarmellataovuota, me le mette in un sacchetto per favore? Certo, ci sono lavori più complicati, ma vi inviterei a provare.

In un contesto del genere la mente si spegne, e i rapporti umani, quando ci sono, sono spesso piuttosto bruschi. E' tutto portato all'estremo, dovunque ti volti vedi facce che ti fissano, spesso e volentieri con un'espressione affatto rilassata. E devi fare in fretta, qualunque cosa tu stia facendo. Molte mattine, tornando da una notte, ho sognato di servire cappuccini. E ho dormito malissimo.

Quante notti avrò fatto in aeroporto? Quaranta? Cinquanta? Da gennaio ad un mese fa me ne mettevano in continuazione, incuranti del mio contratto che, in teoria, ne prevede al massimo quattro al mese. D'altronde mi facevano comodo, e non protestavo. Malpensa di notte è un altro mondo. Sembra una di quelle città di mare, in cui ad ottobre i turisti vanno via e saltano di nuovo fuori gli abitanti, con i loro abiti tristi e i loro riti quotidiani. Malpensa è una piccola città, e i suoi abitanti sono i lavoratori della SEA con le loro giacchette arancioni, i poliziotti e i carabinieri, i militari, le guardie giurate, e i poveri cristi che hanno perso il volo e devono dormire sui divanetti fino alla mattina dopo. E se lavori nell'unico esercizio dell'intero aeroporto aperto ventiquattr'ore su ventiquattro, per tutta questa gente sei una specie di caposaldo, una sicurezza, l'unico avamposto di civiltà in mezzo ad una città fantasma. E tutti vengono a prendere il caffè.

Le notti in Malpensa non finivano mai. In due, a volte tre, di sabato, ma solo d'estate. Pulire un po' in giro, fare le brioches, due chiacchiere, e pregare Dio che al mattino non arrivi troppo casino. Clienti, per carità, ce n'è anche la notte. Ma dalle cinque alle sei l'aeroporto si sveglia, e al bancone si rimane da soli, con otto ore di veglia nella testa, perché la collega deve rimanere in cassa.

Di notte ne ho viste parecchie. Dal cinese che in un inglese stentoreo si lamentava che in aeroporto nessuno lo capiva (vorrei vedere se mi presento io all'aeroporto di Shanghai alle tre del mattino parlando solo italiano che brillanti conversazioni riesco a intavolare), al canadese che si è scolato mezza bottiglia di grappa artigianale regalatagli da "my friend in Gallarate", dopo aver invitato tutti i presenti a turno, me compreso, a bere con lui. Dall'hippy americano che viveva a Singapore e mi ha raccontato la storia dei suoi tatuaggi al mitico tassista che si presentava tutte le mattine alle cinque e cominciava la giornata con un Campari e due prosecchi. E' da febbraio che non lo vedo più, spero non gli sia successo niente di grave.

Abigail
25-06-2004, 03.58.06
Fra poco più di una settimana lascerò il mio lavoro. E mi mancherà. Mi mancherà lo sconfinato parcheggio dei dipendenti nel freddo delle cinque e mezza di mattina, il silenzio della notte in quell'enorme salone, l'odore delle brioches che pure certi giorni mi provoca dei veri e propri conati di vomito, il fischio della macchina delle spremute piena e la misteriosa boccia dei Chupa Chups che nessuno sa usare.

Mi mancheranno i clienti, i pochissimi gentili con cui scambiare quattro battute e che si degnano di lasciare qualche monetina di mancia, e i maleducati che con il bar pieno si lamentano che il caffè non è abbastanza macchiato perché "non mi sono impegnato abbastanza". Mi mancheranno persino quelle simpatiche famigliole di russi, brasiliani e thailandesi seduti ad un tavolino che non parlano né inglese, né francese, né tedesco, né spagnolo e ci mettono dieci minuti per ordinarmi una bottiglietta di acqua gasata.

Ma soprattutto mi mancheranno le mie colleghe. "Colleghe", perché così vuole la tradizione. D'altronde, mi si dice, fino a qualche mese fa in quel bar c'erano solo donne. Poi hanno cominciato ad arrivare anche parecchi uomini, e ora la percentuale è, diciamo, trenta per cento uomini e settanta per cento donne. Il fatto che il nuovo direttore sia dichiaratamente gay ha forse influito. Ma sta di fatto che gli operatori, nel nostro bar, sono per convenzione, "le ragazze".

Fra le mie colleghe ci sono alcune delle più grandi stronze che io abbia mai conosciuto. Ma un po' le capisco, il lavoro fa schifo, ed è probabilmente difficile rinunciare alla soddisfazione di fare le bastarde con un nuovo arrivato, ancora meglio se uomo. In compenso alcune di loro sono degli autentici fenomeni, le migliori bariste che io abbia mai visto. Magari la loro definizione di "cortesia" arrriva al massimo al non insultare il cliente, ma quando hai venti persone davanti e altrettanti ordini da fare non vorresti aver accanto nessun altro.

Mi mancheranno, le mie colleghe. Tante, tante ragazze (in totale siamo più di duecento), tutte diverse, tutte lontane anni luce dal mio modo di vivere... Io che a ventisette anni pensavo a studiare e a suonare, loro che alla mia età avevano due figli a casa e un divorzio alle spalle... Io che sogno di viaggare e fare carriera, loro di sposarsi e metter su una casetta a Ferno, con un ragazzo che magari fa la guardia giurata proprio in aeroporto... Io che penso a Dylan e a Tolkien, loro che guardano il Grande Fratello e sbavano per Costantino...

Per qualche mese mi sono sentito culturalmente un Dio, in confronto alle mie colleghe, non lo nego. E almeno altrettanto inutile. Perché loro, nella loro semplicità (che, ormai l'ho capito, non è ignoranza) avevano una visione della vita che io non ho, e che forse non avrò mai. Tante, tantissime volte ho sentito che quelle persone avevano pagine e pagine da insegnarmi, a me, figlio benestante di buona famiglia che ha visto mezzo mondo ma che fino a due anni fa non aveva mai dovuto guadagnarsi il pane. Certe notti mi sorprendevo ad ascoltare i miei discorsi, in un italiano sicuramente più corretto del loro, e a scoprirli vuoti, spenti, campati in aria.

Come quel giorno, poco dopo la mia laurea, quando il mitico Gaetano da Secondigliano mi ha fatto i complimenti e mi ha chiesto cosa sarei andato a fare... Io gli ho risposto che avrei cercato un lavoro in un'azienda, magari nel marketing, perché la mia formazione mi portava a cercare quel tipo di impiego piuttosto che un lavoro in banca, in consulenza o come libero professionista. Lui probabilmente non ha capito nemmeno mezza parola della mia risposta, mi ha guardato con una faccia fra lo stupito e il confuso e poi, senza smettere di affettare il prosciutto, mi ha detto "Beato te. Io ormai ho quarant'anni, e guarda cosa mi tocca fare. Ma lo faccio per i miei figli, perché un giorno diventino come te". Credo che non dimenticherò mai le sue parole.

Le mie colleghe mi hanno insegnato tante cose. Sono state le mie prime vere "colleghe", prima non avevo mai lavorato nello stesso posto per più di tre settimane, e la gente mi guardava sempre come un extraterrestre proveniente dal misterioso pianeta Adecco. E ora che me ne vado lascio tante persone che, a modo loro, mi sono rimaste nel cuore. Non posso dire di essermi fatto delle "amiche", in fondo con nessuna di loro sono mai uscito o ho intrattenuto rapporti al di fuori del lavoro, ma per ventiquattr'ore a settimana molte di loro sono state il mio mondo. E poi, inutile negarlo, con alcune si è instaurato un bel rapporto, che con ogni probabilità è destinato a rompersi.

Adesso andrò a lavorare in un bel posto, con la moquette per terra e le scrivanie di legno pregiato, insieme a tanti colleghi in giacca e cravatta che saranno molto più simili a me, e mi insegneranno altri due milioni di cose. Cose che forse mi riguardano di più, che mi serviranno di più, ma che forse, in fondo, non saranno che la versione evoluta di cose che so già. Il lavoro, certo, quello non lo conosco, e ho una gran voglia di impararlo. Ma le persone, persone come quelle intendo, ne ho conosciute a decine. O forse no. Chissà.

Domenica prossima, verso le due mezza, farò il mio ultimo cappuccino. Ci ho messo quasi due mesi per imparare a farli bene, e ora sono un vero professionista. Chissà che non mi possa servire di nuovo, prima o poi.

Umilmente...
:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

TrustNoOne
25-06-2004, 04.44.48
abi cosi' mi fai piangere :mecry:

Comunque sia... gg

Dal basso dei miei quasi 22 anni posso soltanto prendere coscienza di come un mondo come quello nel quale sei stato immerso in questo tempo mi sia totalmente ignoto.

Crescero' anche io, un giorno.
Per ora mi limito a studiare, giocare, suonare forse un po' meno (purtroppo... ma vedremo), esattamente come facevi tu.

Chi puo' dire dove tirera' il vento. Per ora non far posso altro che sperare che soffi in poppa, e mi porti dove voglio arrivare.
E chissa' che un giorno non riesca finalmente a trovare quella soddisfazione di me stesso che e' ancora cosi' lontana dall'essere raggiunta.

Buon viaggio ;)

Elrond.
25-06-2004, 04.47.15
Un thread di Abigail sul BB è un fatto raro. Letto tutto.
Che dire, è nella natura umana l'affezionarsi ai luoghi in cui, anche se per breve tempo e tra mille difficoltà, si conduce la propria vita. Il passato esercita un fascino crepuscolare: ciò che è trascorso, in ragione della sua irripetibilità, diviene spesso oggetto della nostra nostalgia. Vorremmo scolpire nell'eternità alcuni momenti, alcune sensazioni, ma è impossibile ed il ricordo non basta a soddisfare il desiderio. E se il passato è per di più sofferto, non tragico ma elegiaco, ci volgiamo a guardarlo con tenerezza, una malinconica tenerezza nei confronti della nostra persona smarrita in quell'altrove temporale che ora ci appare sfumato come un sogno; quanto più la vicenda vissuta è stata incerta e precaria, tanto più esercita su di noi un certo fascino decadente. E se di tale vicenda sono protagonisti anche la notte, il silenzio, la solitudine, le tacite intese stabilite con altri esseri umani, il quadro diventa completo. E' la bellezza dell'indefinito che ci attrae e che ci lega al passato nella dimensione della memoria.

Wiz
25-06-2004, 08.04.46
Non posso che augurarti: in bocca al lupo.
Hai dato nuovamente dimostrazione che sei una gran persona.
:)

MIKELE88
25-06-2004, 09.03.41
W Abigail W ;)...
..
.
....
.
.
.
.
.
...veramente un ottimo lavoro soldato !

azanoth
25-06-2004, 09.29.57
dedicherò questo ascolto mattutino alla tua sensibilità...e che ti porti fortuna e onore.

http://badlands.com.sapo.pt/pics/disco/tom_joad_xl.jpg

:birra:

.Dexx.
25-06-2004, 09.37.48
Dopo aver ottenuto il diploma cercai subito un posto di lavoro, al tempo era solo per permettermi qualche sfizio, nulla di veramente importante. L'università inizialmente neanche l'avevo presa in considerazione.

Fresco di diploma e con il servizio militare all'orizzonte non potevo certo pretendere un lavoro nel mio settore (fortunatamente mi sbagliavo, ma lo trovai solo in un momento successivo all'esperienza che vorrei raccontare). Misi un piccolo annucio su un giornale, "l'Occasione" per cercare una qualsiasi mansione nell'attesa di partire per naja.
Venni contattato da un'azienda piuttosto grossa che aveva due sedi proprio nella mia zona: una a Ferno e l'altra a Sacconago.
Dato che il tempo scorreva e non ricevetti poi moltissime offerte accettai anche sotto consiglio di un amico il quale mi disse era un ambiente tranquillo. L'unico problema è che accettavano ragazzi lavoratori solo atraverso cooperativa (come la ManPower per intenderci)... al tempo non mi ero interessato più di tanto alla questione, quindi mi iscrissi presso una coperativa di Gallarate e accettai l'impiego.

Il mio compito all'interno di quell'enorme magazzino non era propriamente un lavoro da sogno: scaricare container all'interno di un magazzino... a mano.
Ma come? Io perito informatico uscito con un voto piuttosto alto, esperto di programmazione, ricoperto dai complimenti dei mei professori ero finito lì? A fare un lavoro che consideravo da terzo mondo?
Già... il bel giovincello viziato nella sua grande autostima era finito a fare un lavoro che aveva sempre deriso chiaccherando con gli "amici".

Beh... che ci crediate o no, stare in mezzo a gente che consideravo culturalmente inferiore a me mi ha dato una grande e duratura lezione: l'umiltà. Sembra un paradosso... gente che a loro stessa ammissione (prima lezione) non vantava un grande potenziale intellettivo, con al massimo la licenza media inferiore che insegnava "al grande programmatore" come è la vita e che cosa è il lavoro.

Io ero li a guadagnare quattro soldi per qualche sfizio (ora iniziavo ad accorgermi di quanto fossero futili), i lavoratori dipendenti erano li a guadagnare poco più di me per mantenere una famiglia. e cercare di realizzare un sogno: una casa. Come potevo io immaginare quel mondo?

Già, a distanza di quasi quattro anni mi accorgo che quel mondo tutto sommato mi manca. Certo, adesso ho a che fare con gente uguale a me, con i miei stessi interessi... ma mi accorgo di una grande differenza: a molti di loro manca un'esperienza di umiltà come la mia, e nei discorsi altisonanti che ogni tanto vengono fuori manca quel briciolo di "lezione di vita".

Fanne tesoro Abi, anche se ho solo 23 anni e un'esperienza ridicola in confronto ad altre persone, posso solo dire che esperienza come queste contribuiscono a formare un uomo migliore per certi versi. Non ti arricchiranno a livello professionale, questo è certo... ma di sicuro possono aiutare a cambiare il modo con cui si vedono certe cose.

"Beato te. Io ormai ho quarant'anni, e guarda cosa mi tocca fare. Ma lo faccio per i miei figli, perché un giorno diventino come te".

Futaba
25-06-2004, 09.38.01
In bocca al lupo per la nuova vita! :birra:

Sei un uomo coi "coyotes", ti sarai meritato ogni gioia futura!

JEDI
25-06-2004, 11.45.14
Ecco uno dei motivi per cui vale la pena leggere queste pagine...

Esperienza, perdona la banalità, solo Esperienza. Il resto sono sensazioni delle quali ci hai dato un saporito assaggio ma che rimarranno sempre soltanto tue.
Mi hai ricordato molto il mio anno di servizio civile, o i miei lavoretti di consegne a domicilio.
Beh, ho già molta stima di te e se ti interessa la mia opinione, io preferirei sedermi ad un tavolo di un consiglio di amministrazione sapendo che chi illustrerà il piano marketing è un ragazzo molto umile che ha lavorato un anno da barista in orari notturni nel bar dell'aeroporto. Sono certo che potrei imparare qualcosa. In bocca al lupo.
http://www.handykult.de/plaudersmilies.de//happy/xyxthumbs.gif

friskio
25-06-2004, 11.52.38
In bocca al lupo ABI.........!! ;)

:approved

Sparpa
25-06-2004, 12.07.18
credo che solo poche altre volte la lettura di un post così lungo sia stata altrettanto piacevole...
Visto che in molti la conoscete, beh, era ciò che scriveva Bubusettete :)

non posso che augurarti buona fortuna, e non dubito che ne avrai, perchè una persona che sa "vivere" le cose in questo modo non è uno sprovveduto :)

Zaorunner
25-06-2004, 12.14.58
...e cmq complimenti per la laurea :D

zeder
25-06-2004, 12.19.10
si vales bene est, ego valeo.

Di cuore.

Elenina
25-06-2004, 12.25.35
Ecco... mi hai fatto piangere...

Qfwfq
25-06-2004, 12.36.25
Non ho più provato tanto piacere nel leggere il BlahBlah dall'ultimo topic di Mischa ( nel Mesozoico, probabilmente ). La tua sensibilità ti fa grande onore al pari dell'esperienza che hai saputo affrontare con intelligenza, umanità e costanza. Di molto ammirato per quel che ho potuto leggere con profonda partecipazione personale alle vicende narrate, ti porgo i miei migliori auguri per il tuo nuovo lavoro.

mVm
25-06-2004, 13.14.40
Sono arrivato a leggere fino in fondo via via che la commozione saliva su in alto.

E penso che le tue parole possano di diritto divenire lettura propedeutica a qualsiasi intervento in 3d sul tema del conosciamoci meglio.

Con rispetto

:birra:

KappaGiBi
25-06-2004, 14.17.46
Non avevo mai letto threads così...penetranti, ecco. Ed è stato illuminate. Si, illuminante.
Fatti onore, Abi.

blamecanada
25-06-2004, 14.34.40
Originally posted by KappaGiBi
Non avevo mai letto threads così...penetranti, ecco. Ed è stato illuminate. Si, illuminante.
Fatti onore, Abi.

vai Abi, e continua a fare le cose



Umilmente...


(in teoria dovrebbe far ridere, ma rileggendola l'effetto è molto più simile al piangere... vabbè)

Srzpzmrdfks
25-06-2004, 14.46.36
Ai bar in stazione centrale usano apposta gli immigrati come baristi.

TrustNoOne
25-06-2004, 15.37.13
Originally posted by Srzpzmrdfks
Ai bar in stazione centrale usano apposta gli immigrati come baristi.

VA VIA.

.Dexx.
25-06-2004, 15.38.20
Originally posted by Srzpzmrdfks
Ai bar in stazione centrale usano apposta gli immigrati come baristi.

E dire che il topic era partito veramente molto molto bene.

Disarm
25-06-2004, 15.46.52
Quello che hai scritto dimostra quanto la cosa più banale e inutile possa comunque rivelarsi quale un'esperienza di vita con i controcazzi. Qualcosa che ti da da pensare e che, in un modo o nell'altro ti fa ragionare su quanto conti la casualità nella vita, su quanto la vita stessa abbia da insegnarti, pur essendo a volte crudele e a volte magnanima.

Sabato scorso ero al bar delle partenze di Malpensa alle 2 o alle 3 del pomeriggio, forse c'eri anche tu. :D

Khorne
25-06-2004, 15.53.15
Nulla da aggiungere a quanto han già detto gli altri.
Spero unicamente di aver occasione di poterti incontrare nuovamente, per poterti fare i migliori auguri di persona :)

Berek
25-06-2004, 16.16.43
Come esprimersi quando non hai parole per farlo? Beh, molto è già stato detto dagli altri... l'unica cosa che posso dirti anche io è un sincerissimo :approved

Strasbuli
25-06-2004, 18.52.24
Abi, è sempre un piacere leggere i tuoi messaggi. Devo dire che un pò mi hai commosso!



Fanne tesoro Abi, anche se ho solo 23 anni e un'esperienza ridicola in confronto ad altre persone, posso solo dire che esperienza come queste contribuiscono a formare un uomo migliore per certi versi. Non ti arricchiranno a livello professionale, questo è certo... ma di sicuro possono aiutare a cambiare il modo con cui si vedono certe cose.

"Beato te. Io ormai ho quarant'anni, e guarda cosa mi tocca fare. Ma lo faccio per i miei figli, perché un giorno diventino come te".


:hail:

hackboyz
25-06-2004, 21.15.22
Mi hai emozionato, Abi. :)

In effetti il mio commento è simile a quello di Trust. Dal basso dei miei 20 anni, senza aver mai lavorato, pensando solo a studiare e divertirmi entrare in un mondo lavorativo di quel genere mi lascerebbe quantomeno spaesato. Prima o poi crescerò anch'io. E imparerò anch'io, spero, quelle cose che tui ha imparato con lavoro un così "duro". Così "reale". Imparerò anch'io quelle cose che neanche 100 lauree possono insegnare.

:birra:

.Imrahil
25-06-2004, 22.58.52
Abigail, nulla da dire... dimostri veramente di essere una grande persona. SUl serio.


Originally posted by Srzpzmrdfks
Ai bar in stazione centrale usano apposta gli immigrati come baristi.

ti commenti da solo.

follettomalefico
25-06-2004, 23.06.50
Voglio solamente dirti...
"Abigail, quando sarà la prossima volta che ci vediamo?"



Quello che hai scritto, davvero, salvalo. E' uno di quei testi che, un giorno, io apprezzerei di trovare manuscritto fra le pagine di un mio vecchio diario.

E rileggerle.

Tante cose, cambiano, mutano. Tu sei una persona speciale che ha fatto una esperienza unica.
Si, unica. Perchè in quel posto, per quei mesi, ci sei stato tu e nessun altro.

E qualcosa, oltre ad un lavoro, alle persone e alle parole, hai trovato in quel posto. E hai saputo farne tesoro.


Un abbraccio.

Mischa
25-06-2004, 23.48.58
Fossero tutti lunghissimi, inutili e autoreferenziali così, matrioska. Thx, gg.

Hob Gadling
26-06-2004, 00.02.04
Originally posted by TrustNoOne
abi cosi' mi fai piangere :mecry:
*

Fortuna che in mezzo ai tanti topic "estivi" ogni tanto si trovano delle perle così...

Pezzi di vita, di cuore che passano. Ma che lasciano un segno, come tutte le esperienze, per chi è una persona vera, e non solo un sacco vuoto.

In bocca al lupo, e... ha ragione Foll: salvalo, questo topic.
:birra:

Kiara
26-06-2004, 00.23.45
bello.tutto d'un fiato.ho sentito l'odore del cappuccino e m'è rimasto il dubbio sul contenitore dei ciupa.

bello tutto.

Ery89
26-06-2004, 01.03.59
bhe auguri
affascinante ..io mi guardo ora penso che non ho da pianificare nulla solo costruire ma mi spupisco pensando che la parola lavoro non ha un vero signifcato per me se non quello della stessa parola "lavoro".un significato quasi platonico...strano ma mi preoccupa doverlo imparare sopratutto perchè succederà tardi se mai imparerò perchè trovo che la parola lavoro abbia un più ampio significato lavorando in un bar che in azienda non che non ci sia meno lavoro anzi solo diverso

Vanessina
26-06-2004, 12.10.06
Originally posted by Hob Gadling


Fortuna che in mezzo ai tanti topic "estivi" ogni tanto si trovano delle perle così...

Pezzi di vita, di cuore che passano. Ma che lasciano un segno, come tutte le esperienze, per chi è una persona vera, e non solo un sacco vuoto.

In bocca al lupo, e... ha ragione Foll: salvalo, questo topic.
:birra:

*
Mi hai davvero fatto commuovere

samgamgee
26-06-2004, 12.36.36
anche io mi sono commosso, Abi. Una birra a te, e buona fortuna, anzi saggezza per il futuro: la fortuna non è durevole, la saggezza sì

:birra:

KaioH
26-06-2004, 13.48.05
Vivi auguri.

Sempre che a una persona capace di cogliere insegnamenti dalla vita possa servire un augurio di buona sorte. ;)

Strasbuli
26-06-2004, 14.12.27
Io l'ho salvato. Lo farò leggere al mio barista. :D

Apparte gli scherzi, lo conserverò con cura. :)

alcoolwarriors
26-06-2004, 14.48.31
...mi pare che tu lo sappia abi, che entrambi vediamo il mondo da dietro il bancone e anche per me questa è l'ultima settimana, meglio, stasera è l'ultima sera di lavoro...
Stanotte mentre pulivo la macchina del caffè e tiravo le somme di questi 2 anni passati a sacrificare venerdì e sabato sera tutte le settimane, ad essere insultato, minacciato e maltrattato, per una miseria; mi chiedevo perchè fossi così nervoso in quel momento e
dire il vero perchè lo sono anche oggi...

I "miei" colleghi non ci sono più...stefano e matteo che mi hanno insegnato il mestiere (quante sbronze... :) ), franky, melissa, vale, chiara e tutti gli altri; storie diverse, vite diverse, ognuna delle quali mi ha insegnato qualcosa...adesso c'è toba, a cui il mestiere l'ho insegnato io, e spero solo che fra qualche tempo ripenserà a me come io ripenso ai miei "maestri" ogni tanto...

I "miei" clienti non ci sono più, sono emigrati verso altri lidi seguendo a fiuto la scia dei locali "alla moda", adesso c'è una massa informe di 14enni fotocopiati e arroganti, condita con una spolveratina di mignotte in erba...

eppure sono sicuro che sabato prossimo, durante e dopo la doccia, vestendomi, e guidando fino a casa di bibi non sarò raggiante come la logica imporrebbe: fra le assi del banco del red, possibilmente in mezzo ai fusti della :birra:, lascio un altro piccolo pezzo di me...



Auguri, abi, mi hai onorato davvero con le tue parole....
auguri sia a te che al sottoscritto :birra:






p.s.: dedal :tsk:

BESTIA_kPk
26-06-2004, 21.23.35
Il giorno che hai postato questo topic, stavo pensando proprio che Abigail, Jedi, e altri utenti stavano postando col contagocce.
Un vero peccato.

Ma anche no da un altro punto di vista.

:birra: sia a un estratto di vita reso molto bene per scritto (cosa non facile), sia a chi saprà trarre insegnamento dalle tue parole (me compreso).

TrustNoOne
26-06-2004, 22.52.30
Originally posted by BESTIA_kPk
Il giorno che hai postato questo topic, stavo pensando proprio che Abigail, Jedi, e altri utenti stavano postando col contagocce.
Un vero peccato.

Ma anche no da un altro punto di vista.

:birra: sia a un estratto di vita reso molto bene per scritto (cosa non facile), sia a chi saprà trarre insegnamento dalle tue parole (me compreso).
fossi come loro anche io posterei col contagocce
direi che di gente all'altezza qui ce n'e' poca. Basta vedere come un dedal qualsiasi puo' rompere le palle in qualsiasi momento

Hex
27-06-2004, 01.37.25
Bel thread :approved ;)

Mi ha fatto riflettere ;)

Un post così vale più di mille post lammah :rolleyes:

Liga10
28-06-2004, 00.10.39
Originally posted by Abigail
...Di notte ne ho viste parecchie. Dal cinese che in un inglese stentoreo si lamentava che in aeroporto nessuno lo capiva (vorrei vedere se mi presento io all'aeroporto di Shanghai alle tre del mattino parlando solo italiano che brillanti conversazioni riesco a intavolare), al canadese che si è scolato mezza bottiglia di grappa artigianale regalatagli da "my friend in Gallarate", dopo aver invitato tutti i presenti a turno, me compreso, a bere con lui. Dall'hippy americano che viveva a Singapore e mi ha raccontato la storia dei suoi tatuaggi al mitico tassista che si presentava tutte le mattine alle cinque e cominciava la giornata con un Campari e due prosecchi. E' da febbraio che non lo vedo più, spero non gli sia successo niente di grave.
Dal Liga che passa a bere il caffè con la rossa e si trova uno al bancone che conosce ma col caxxo che si ricordava come si chiamava...lo stesso Liga che, dopo aver offerto alla rossa, viene piantato a fine serata...era un po che volevo chiedertelo...MA CHE CAXXO C'ERA NEL DONATS (o come si chiama la ciambella dell'autogrill) DELLA ROSSA????

Grevity
28-06-2004, 08.59.37
E' la terza volta che leggo il tuo thread, abi.
Lo sento, come raramente ho sentito altri scritti in questo forum...
Auguri per tutto.
Ti abbraccio. :)

azanoth
28-06-2004, 09.17.07
http://atom.physics.calpoly.edu/Graphics/sphere_nogs.gif
Qui nel Nordest Ohio
Indietro nel 1803
James e Dan Heaton
Trovarono le rocce metallifere nello Yellow Creek
Fecero una fonderia
Qui lungo la spiaggia
E costruirono le palle di cannone
Che aiutarono l'unione a vincere la guerra
http://www.thewho.org/plates/ohio.jpg
Qui in Youngstown
Qui in Youngstown
Mia dolce Jenny*, sto sprofondando
Qui cara in Youngstown
http://members.aol.com/tysh/Portfolio/youngstown.jpg
Bene mio padre lavorò alle fornaci
E le manteneva più calde dell'Inferno
Io ritornai dal Vietnam e ripresi il mio posto alla catena di montaggio
Un lavoro anche questo giusto per il diavolo
Taconite coke e calcare
Hanno nutrito i miei figli e fatto il mio stipendio
Quelle ciminiere che si allungano come le braccia di dio
In un bellissimo cielo di fuliggine e creta
http://youngstownsteel.com/images/yst/yst01.jpg
Qui in Youngstown
Qui in Youngstown
Mia dolce Jenny, sto sprofondando
Qui cara in Youngstown
http://www.powys-lannion.net/Powys/America/Youngstown.jpg
Bene mio papà giunse nelle officine dell'Ohio
Quando fece ritorno dalla seconda guerra mondiale
Ora i cantieri sono solo rovine e macerie
Diceva "quei grandi uomini hanno fatto quello che Hitler non fu in grado di fare"
Queste fabbriche che hanno prodotto i carri armati e le bombe
Con le quali vincemmo questa guerra civile
Abbiamo mandato i nostri figli in Korea e in Vietnam
Ora ci domandiamo per cosa siano morti
http://www.explorerbuildinggroup.com/projects/oh/youngstown/0002.jpg
Qui in Youngstown
Qui in Youngstown
Mia dolce Jenny, sto sprofondando
Qui cara in Youngstown
http://www.pcez.com/~artemis/NWSSaboutus-watts.gif
Dalla Monongahela Valley
Alle catene ferrose del Mesabi
Alle miniere di carbone degli Appalachi
La storia è sempre la stessa
Settecento tonnellate di metallo al giorno
Ora signore mi dici il mondo è cambiato
Una volta ti ho reso ricco abbastanza
Ricco abbastanza da dimenticare il mio nome
http://www.nevadanet.com/special/graphics/animated.gif
E Youngstown
E Youngstown
Mia dolce Jenny, sto sprofondando
Qui cara in Youngstown
http://66.113.204.26/mining/Cone_Ani.gif
Quando morirò non voglio nessun posto in Paradiso
Non farei bene i lavori che danno in Paradiso
Prego che venga il diavolo e mi porti
A stare nelle infuocate fornaci dell'Inferno
http://prrsteam.pennsyrr.com/images/prr7197.jpg

:birra:

sailor_moon
30-06-2004, 17.08.25
complimenti per la laurea e x il post :)

Ph@t3
30-06-2004, 18.36.17
Ti ho riletto 4 volte.... è uno dei post più belli che abbia mai letto...
Ho quasi pianto.
Io ho solo 17 anni e non so ancora niente di lavoro, a parte qualche sitino costruito per pochi soldi (cosa che non chiamo propriamente lavoro), ma quando verrà il mio turno spero di assomigliarti almeno un pochino, davvero.

Auguri per tutto
:)

ivanisevic
01-07-2004, 00.40.15
grazie.
A volte crescendo, sembra paradossale, ma ci si allontana da momenti di approfondimento e riflessione.
O anche da semplici emozioni...ci riempiamo di barriere, molto + di quando siamo adolescenti.
Grazie a te per aver risvegliato questo lato assopito da un po!

Thor
01-07-2004, 09.25.02
Volevo ringraziarti Abi, per questa rara perla che ci hai donato.

Un post bellissimo, profondo, commovente.

Un post di quelli che fanno riflettere.

Grazie e tantissimi auguri per lo stage.


Spero di incontrarti al prossimo concerto del Boss.


Ciao

FRANZcimmero
02-07-2004, 09.50.38
sia pure in ritardo complimenti anche da parte mia :birra:

debbbole
02-07-2004, 10.33.23
In bocca al lupo, e non fare come tutti: tra qualche anno ricordati di quello che hai scritto qui, ricordati di pensarlo ancora. ;)