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Visualizza versione completa : Quando il pubblico applaude



J&B
28-04-2004, 13.58.28
E’ tutto buio.
Il piccolo teatro si va piano piano riempiendo. Sul palco, seduti appoggiati alla parete, ci sono quattordici persone che attendono che le luci si accendano.
Sei mesi fa queste persone non si conoscevano.
Ora sono amici.
In sei mesi hanno riso e scherzato, ma anche pesantemente litigato.
Ora sono lì, tesi ed emozionati; alcuni si tengono per mano, altri non riescono a smettere di parlare.
Il pubblico è ormai entrato.
Le luci si accendono.
Il gruppo si muove. Movimenti lenti e ricercati si alternano ad altri veloci e confusi.
Poi ci si dispone , un gruppo a destra ed un altro a terra, a sinistra.
Un ragazzo pronuncia la prima battuta.

Sei mesi.
Tanto sono durate, le prove di questo spettacolo.
Il primo spettacolo “serio” a cui partecipo.
Il precedente era solo un saggio alla fine di un laboratorio teatrale.
Senza contare le varie recite fatte in gioventù.
Le prove se ne sonno andate via in un soffio.
Dopo mesi di discussioni e di ilarità (a livello di un ROTFL colossale!), e dopo una quantità di tempo passato sul palco a provare fino allo sfinimento, siamo infine, andati in scena.
La tensione diventa qualcosa di palpabile.
Durante le prove ci sei tu, i tuoi compagni, la regista, e pochi altri…
Ma la sera della prima, ci sono centociquantatre persone che hanno pagato il loro biglietto (5 euro :D ), e a cui di te non glie ne frega una cippa….
Non ti fischieranno….. Ma tu lo senti se poi non è piaciuto.
Stavolta è piaciuto.
Ed alla fine si è tutto risolto in due lunghi e sentiti applausi. Loro a noi e noi a loro.

E’ davvero un’emozione unica.
Quando si sente dire dagli attori “Io vivo per il mio pubblico” beh, forse esagerano… :asd:
Ma è tutto vero.
Il teatro è fatto tanto dagli attori, quanto dal pubblico.

Ora si replica il prossimo fine settimana.
Tre spettacoli. Poi si chiude.
Noi si chiude, questo gruppo. Almeno per alcuni.
Che mi mancheranno. Perché i rapporti che si creano lavorando a questo modo sono profondi.
Fino al prossimo spettacolo. Fine novembre?

Ho scritto queste righe perché volevo condividere con voi questa emozione fortissima, che mi ha pervaso e che mi ha fatto vivere gli ultimi giorni in uno stato di euforia costante.
Il teatro è davvero una straordinaria opportunità.
Apre le menti e ti mette in relazione con ciò che una persona è davvero.
Più che le parole, a volte contano i gesti.

Avete mai fatto teatro?


:birra:

alcoolwarriors
28-04-2004, 14.28.56
mai fatto teatro, ma hai reso incredibilmente l'idea di che cosa significhi stare su un palco, che sia per suonare, cantare, recitare o chissà cos'altro...

...in ogni caso complimenti. :birra:

Strasbuli
28-04-2004, 14.38.39
So cosa vuol dire essere davanti ad un pubblico.....e dico che il pubblico conta il 90% sulla tua performance!

alcoolwarriors
28-04-2004, 14.41.44
Originally posted by Strasbuli
So cosa vuol dire essere davanti ad un pubblico.....e dico che il pubblico conta il 90% sulla tua performance!

su questo non sono d'accordo...influisce sì, ma se ne sei in grado, puoi estraniarti dalla platea per tutta la durata della performance, solo che poi ti devi obbligatoriamente sottomettere al giudizio insindacabile del pubblico.

R.I.P
28-04-2004, 15.40.57
Originally posted by J&B
E’ tutto buio.
Il piccolo teatro si va piano piano riempiendo. Sul palco, seduti appoggiati alla parete, ci sono quattordici persone che attendono che le luci si accendano.
Sei mesi fa queste persone non si conoscevano.
Ora sono amici.
In sei mesi hanno riso e scherzato, ma anche pesantemente litigato.
Ora sono lì, tesi ed emozionati; alcuni si tengono per mano, altri non riescono a smettere di parlare.
Il pubblico è ormai entrato.
Le luci si accendono.
Il gruppo si muove. Movimenti lenti e ricercati si alternano ad altri veloci e confusi.
Poi ci si dispone , un gruppo a destra ed un altro a terra, a sinistra.
Un ragazzo pronuncia la prima battuta.

Sei mesi.
Tanto sono durate, le prove di questo spettacolo.
Il primo spettacolo “serio” a cui partecipo.
Il precedente era solo un saggio alla fine di un laboratorio teatrale.
Senza contare le varie recite fatte in gioventù.
Le prove se ne sonno andate via in un soffio.
Dopo mesi di discussioni e di ilarità (a livello di un ROTFL colossale!), e dopo una quantità di tempo passato sul palco a provare fino allo sfinimento, siamo infine, andati in scena.
La tensione diventa qualcosa di palpabile.
Durante le prove ci sei tu, i tuoi compagni, la regista, e pochi altri…
Ma la sera della prima, ci sono centociquantatre persone che hanno pagato il loro biglietto (5 euro :D ), e a cui di te non glie ne frega una cippa….
Non ti fischieranno….. Ma tu lo senti se poi non è piaciuto.
Stavolta è piaciuto.
Ed alla fine si è tutto risolto in due lunghi e sentiti applausi. Loro a noi e noi a loro.

E’ davvero un’emozione unica.
Quando si sente dire dagli attori “Io vivo per il mio pubblico” beh, forse esagerano… :asd:
Ma è tutto vero.
Il teatro è fatto tanto dagli attori, quanto dal pubblico.

Ora si replica il prossimo fine settimana.
Tre spettacoli. Poi si chiude.
Noi si chiude, questo gruppo. Almeno per alcuni.
Che mi mancheranno. Perché i rapporti che si creano lavorando a questo modo sono profondi.
Fino al prossimo spettacolo. Fine novembre?

Ho scritto queste righe perché volevo condividere con voi questa emozione fortissima, che mi ha pervaso e che mi ha fatto vivere gli ultimi giorni in uno stato di euforia costante.
Il teatro è davvero una straordinaria opportunità.
Apre le menti e ti mette in relazione con ciò che una persona è davvero.
Più che le parole, a volte contano i gesti.

Avete mai fatto teatro?


:birra:
So cosa significa
e non hai accennato al mal di stomaco che prende prima di essere spintonato sul palco ed aver pronunciato la prima battuta
ma quando va ...:clap: :clap:
Rip

danyD
28-04-2004, 15.55.16
Originally posted by J&B


E’ davvero un’emozione unica.


Ho scritto queste righe perché volevo condividere con voi questa emozione fortissima, che mi ha pervaso e che mi ha fatto vivere gli ultimi giorni in uno stato di euforia costante.
Il teatro è davvero una straordinaria opportunità.
Apre le menti e ti mette in relazione con ciò che una persona è davvero.
Più che le parole, a volte contano i gesti.

Avete mai fatto teatro?

:birra:
Ah….la polvere del palcoscenico !!! che nostalgia!!!!
Ho avuto(tanto tempo fa) l’opportunità di recitare (una porticina piccola piccola) con E.Maria Salerno in Questi Fantasmi…. bellissima e terrificante esperienza !!!
…quando dovevo entrare in scena il cuore impazziva….mi prendeva la paura di nn ricordarmi le battute o di nn dirle al momento giusto….la gola secca …ma appena sentivo l’attacco tutto spariva…(mmm anche perché lui è stato un ottimo Maestro!) per poi ricominciare la volta dopo…..7 mesi è durata….e tutte le volte…stessa emozione e paura …
quando è terminata ho deciso che nn faceva per me…nn riuscivo a convivere con queste emozioni troppo forti…..(nn riusivo a superare la timidezza)ho scelto di restare dietro le quinte…ho fatto un po’ di tutto dall’attrezzista alla fonica dalla sarta a la suggeritrice(qui è stata dura una volta ho pianto ,alla prima a Roma dopo che un attore è entrato nel pallone e nn partiva con la prima battuta…era immobile io ripetevo e man mano alzavo di mezzo ma lui niente….zitto…alla fine ho alzato un po’ troppo la voce ,si è sentito anche in sala…lui si è svegliato dal coma…è partito lo spettacolo…ma dopo mi ha fatto vedere i sorci verdi!!)
è veramente un grande sacrificio fare teatro….
respiro ancora quella polvere,ho madre padre fratelli cognata cugina zia….di teatranti ,chi in una compagnia chi in un’altra, ci si vede poco… molto poco,l’unico vantaggio per me è che quando vengono a Roma ho i biglietti gratis!!!
io ho rinunciato per amore del mio lui..nn si poteva stare lontani!!!!ho cambiato lavoro…ma..nn è detta l’ultima parola forse un giorno riprenderò…
:birra: complimenti e MERDA per le prossime!!!!!!!!!!

angelheart
28-04-2004, 15.56.13
non potrei mai, proprio per le emozioni di cui parli tu, troppe, il mio cuoricino non le regge :D

Phanheir
28-04-2004, 15.56.50
...Oh!!! :love: Il maldistomaco che ti prende quando devi salire sul palco...

Mi capita spesso, quando devo cantare la mia canzone solista... e sono sempre timorosa di non farla al meglio... invece poi tutto va bene... e gli applausi lo confermano!!! :dentone:

Ray McCoy
28-04-2004, 16.06.44
Bellissime parole, J&B, complimenti. :birra:

Mai fatto teatro, cmq, o poche cazzatine tempo fa. Nulla di abbastanza serio.

Zaorunner
28-04-2004, 17.16.42
Originally posted by Ray McCoy
Mai fatto teatro, cmq, o poche cazzatine tempo fa. Nulla di abbastanza serio.

Ma se ti eri proclamato Direttore Artistico della Sezione Teatrale della RF!

Il tuo primo spettacolo fu' una rivisitazione de "Il Don Giovanni" di Mozart adattato all'universo di Star Wars.

Fu' un fiasco colossale, anche perche', come l'Organizzazione stessa, era una una cosa segretissima.


Cmq complimenti J&B :birra:
Se non sbaglio mi devi ancora un biglietto del cinema per il Warner, giusto? :D

Fabio
28-04-2004, 17.53.44
Mai avuto esperienze simili, anche se mi sarebbe molto piaciuto (e mi piacerebbe ancora) farlo. :)

Credo che ne avrò la possibilità solamente il giorno in cui riuscirò a vendere (e pure realizzare) Motherless Town. Ergo, mai... :asd: :asd:

Themis
28-04-2004, 18.24.41
Io ho recitato su un palco una volta sola, ma non avevo battute, facevo una persona che non parlava, quindi mi esprimevo a gesti.
Quella volta dietro le quinte avevamo una terrina di arance che ad un certo punto si doveva portare in scena, e per l'agitazione mentre aspettavamo ce le siamo magnate tutte, così poi abbiamo portato in scena la terrina vuota! :D Ma si può? :rulez:

Poi ho suonato varie volte da sola. La prima volta in un teatro vero è stata una botta di adrenalina incredibile. Applausi. Esco. Chitarra in mano. Assi del palcoscenico. Silenzio. La sedia. Poi mi siedo e guardo verso la sala .... e la sala non c'è! Tutto buio, vuoto siderale, pieno di silenzio e di occhi che non vedo, ma sono lì, li sento respirare.
Fatto sta che non mi sentivo più le mani. Per fortuna loro sapevano cosa fare al posto mio. Ad un certo punto mentre suonavo ho capito che stava andando bene, mi sono rilassata e me la sono goduta.

Dopo ho cominciato ad accompagnare il coro, quando c'era qualcun altro a suonare ho cominciato a cantare, e lì mi sono divertita veramente tanto. Cantare mi dà delle emozioni bellissime. Senti la tua voce andare d'accordo con le altre, il tono, il respiro, l'emozione, sono cose che si mettono in comune cantando, senti l'emozione e la tensione degli altri. Si impara a seguire la propria linea melodica ascoltando le altre, e si percepisce, quando si fondono in modo perfetto, che il tutto è molto più della somma delle singole parti. E allora ti vengono di quei brividi!
Il mio coro non esiste più. A settembre spero di ricominciare, da un'altra parte, perchè mi manca molto.

Disarm
28-04-2004, 19.05.06
Io ho fatto la comparsa in alcune opere teatrali... ruoli piccoli con poche battute. Una volta dovevo impersonare un lacchè, praticamente stavo in scena per l'intera durata dello spettacolo ma le uniche battute che dicevo erano: "Signore è arrivato il maestro di scherma" e "Signori la cena è servita". Dopo questa performance aspettavo Hollywood :asd: invece nulla :stica:

Strasbuli
28-04-2004, 19.08.19
Originally posted by alcoolwarriors
su questo non sono d'accordo...influisce sì, ma se ne sei in grado, puoi estraniarti dalla platea per tutta la durata della performance, solo che poi ti devi obbligatoriamente sottomettere al giudizio insindacabile del pubblico. In teatro si, hai ragione, ma in un concerto per esempio, il pubblico conta molto. Se ti estranei mentre stai suonando live il pubblico si "stacca" da tè e ti tira i pomodoro! :D

J&B
29-04-2004, 13.14.07
Originally posted by Zaorunner

Cmq complimenti J&B :birra:
Se non sbaglio mi devi ancora un biglietto del cinema per il Warner, giusto? :D

Thx to all. :D

E si, Zao... Ti devo ancora un biglietto. :p
Quando capiti a Perugia? :D

Cmq, riguardo il discorso sul pubblico, è vero che devi saperti estraniare, ma è anche vero che se non sai relazionarti al pubblico, la tua performance cala paurosamente.
Del resto il pubblico è la cartina al tornasole dello spettacolo.
Durante la prova generale per la stampa e le autorità (detta così sembra una cosa seria... :asd: ), non riuscivamo a mantenere alta la tensione e il pubblico applaudiva durante i cambi scena, mentre, nelle nostre intenzioni, non avrebbe dovuto.
E per questo la regista ci ha duramente cazziato...

E ci pure fatto il ban&sodom&gomor&analfistwithdoppio&triplo&quadruploPeperoncino :sisi:


:D

JEDI
29-04-2004, 14.46.28
Io sono stato su un palcoscenico per una recita d beneficenza, in parrocchia. Si trattava di una imitazione di alcuni sketch tratti da un film di Verdone, si insomma, Laurence Olivier me fa nà sega :|.