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Visualizza versione completa : Essere o non Essere?



Sparpa
28-04-2004, 12.32.10
Utilizzo volutamente questo titolo perchè in qualche modo si addice all'argomento che voglio introdurre.

Il tutto consiste in un quesito, una domanda, un dilemma...o comunque vogliate chiamarlo. Oggi più che mai questa domanda ha molteplici risposte:
Chi siamo realmente?
Siamo ciò che facciamo?
Siamo ciò che abbiamo studiato?
Siamo ciò che appariamo?

Oggi siamo alla ribalta dell'immagine propria, fatta simbolo e massima espressione del nostro essere. Una immagine in continua evoluzione.

Ma sappiamo allo stesso modo, che il proprio io va coltivato ed arricchito?

La risposta sembra scontata...ma in fondo non lo è poi tanto.



Voi cosa vi sentite? che ne pensate?
Vedrete quante altre sfaccettature e contraddizioni possono uscirne ;)

Khorne
28-04-2004, 12.33.51
Siamo ciò che vogliamo nasondere agli altri di essere. Pochi si mostrano per come sono veramente, e questo non per falsità ma per paura.

Sparpa
28-04-2004, 12.39.10
Originally posted by Khorne
Siamo ciò che vogliamo nasondere agli altri di essere. Pochi si mostrano per come sono veramente, e questo non per falsità ma per paura. Ottima risposta, ma è difficile nascondersi per sempre, e non è detto che lo si faccia per forza.
La propria ed univoca personalità(a patto che sia veramente tale...e che esista) è costruita su molteplici fattori. Probabilmente da come l'ho messa io sembra che l'uno debba escludere l'altro, ma non è affatto così :)

Edwige
28-04-2004, 12.41.57
Non hai fatto delle domande facili.

Chi siamo realmente?
Siamo chi decidiamo di essere.

Siamo ciò che facciamo?
Purtroppo non sempre.

Siamo ciò che abbiamo studiato?
Non quello che abbiamo studiato, ma più che altro quello che abbiamo "imparato"

Siamo ciò che appariamo?
Per quanto mi riguarda il più delle volte si. Se a volte non lo sono è solo per paura.

Sparpa
28-04-2004, 12.50.22
Originally posted by Edwige
Non hai fatto delle domande facili.

forse è proprio per questo che le ho poste anche a voi :)


Chi siamo realmente?
Siamo chi decidiamo di essere mah...non ne sono poi così certo, perchè se parlassimo di desideri, non potrei mai dire di avere tutto ciò che desidero.
Troppe variabili possono determinare un risultato.
Ma ci possiamo andare vicini, e molto anche. Magari anche solo nel nostro piccolo.

Khorne
28-04-2004, 12.54.46
Beh Edwige, io non ritengo di essere chi decido di essere. Rimpiango molte cose di me, cose che son cambiate del mio carattere e che avrei voluto conservare, ma sono cambiate senza nemmeno che me ne accorgessi e mi ritrovo diverso da ciò che vorrei.

@Sparpa: è vero, non sempre è facile nascondersi e celare sé stessi. Prima o poi si rischia di cedere, ma una volta che riveleremo una parte di noi stessi ne nasconderemo un'altra, ed è in quest'altra parte che andrà cercata la vera essenza.
Per molto tempo si possono tener nascoste delle cose importanti, proprio perché ritenute tali. Quando non lo sono più -o lo son in modo diverso- si rivelano, ma nel contempo altre vengono celate. Credo sia un circolo vizioso molto difficile da interrompere, ma come nella maggior parte dei casi la verità è da cercare in ciò che non si vede, e non in ciò che risulta lampante.

Edwige
28-04-2004, 13.00.39
Originally posted by Sparpa
mah...non ne sono poi così certo, perchè se parlassimo di desideri, non potrei mai dire di avere tutto ciò che desidero.
Troppe variabili possono determinare un risultato.
Ma ci possiamo andare vicini, e molto anche. Magari anche solo nel nostro piccolo. [/B]

Io ritengo che ciò che sono derivi soprattutto dalle mie scelte e decisioni, certo possono presentarsi molte variabili, ma il risultato alla fine è determinato comunque da te.



Originally posted by Khorne
Beh Edwige, io non ritengo di essere chi decido di essere. Rimpiango molte cose di me, cose che son cambiate del mio carattere e che avrei voluto conservare, ma sono cambiate senza nemmeno che me ne accorgessi e mi ritrovo diverso da ciò che vorrei.

Ma se ti trovi diverso da ciò che vorresti puoi sempre cambiare ulteriormente. Personalmente cerco di non avere rimpianti, anche in me sono cambiate molte cose rispetto al passato, ma mi sono resa conto che non era necessariamente un male.

zio_lucas
28-04-2004, 13.03.34
Originally posted by Khorne


Siamo ciò che vogliamo nasondere agli altri di essere. Pochi si mostrano per come sono veramente, e questo non per falsità ma per paura.



intendi paura di essere accettati dagli altri???
se fosse questo ciò che intendi sono della stessa opinione...tutto è diventato un continuo apparire sotto forma di standard

follettomalefico
28-04-2004, 13.09.03
Originally posted by Sparpa
(1) Chi siamo realmente?
(2) Siamo ciò che facciamo?
(3) Siamo ciò che abbiamo studiato?
(4) Siamo ciò che appariamo?
(5) Ma sappiamo allo stesso modo, che il proprio io va coltivato ed arricchito?

(1) Questa risposta ognuno la può dare a sé stesso e nessun altro. E ci si arriva dopo un cammino molto lungo... sempre che si riesca a compierlo.

(2) Noi siamo assolutamente ciò che facciamo. In quanto esseri viventi, spaziali (ovvero che occupano uno spazio) e temporali (occupano un tempo) noi siamo attraverso i nostri gesti. Un essere vivente che non fa, non è vivente.

(3) Non siamo ciò che abbiamo studiato: ciò che studiamo è unicamente tecnica. Noi lo possiamo assimilare attraverso vari livelli (ho già scritto altrove in proposito, se volete lo riporto). Ma lo "studio" è un fattore molto differente da cio che è "assimilato".

(4) Siamo ciò che appariamo. No, ma mi spiego. Noi non siamo ciò che appariamo, questo è indubbiamente vero. Ma ciò che siamo traspare anche, sempre e comunque anche in ciò che appariamo. E meno conosciamo noi stessi, più appariamo "spaesati", cosa che "mediamente" (mediamente!) può assimilarsi anche al concetto di uniforme alla massa. Attenzione che, in questa accezione, anche l'anticonformismo è una conformità. :)

(5) No. Purtroppo questo è il punto. Noi siamo socialmente cresciuti ed educati ad avere un distacco dal nostro vero essere. Tutto quello che ci sta intorno, a livello di ambiente, stato, società, tende a dire "falsità" su quello che dobbiamo cercare.
E noi, spesso e malvolentieri, ci crediamo. E non siamo noi stessi.




[EDIT]
Piccola chiosa scaturita dalla riflessione di Khorne:
E' possibile celare sé stessi in misura maggiore se gli altri sono più "immaturi" di te. Ad una persona che ha compiuto un cammino più lungo percorrendo la propria strada, è più difficile celarsi.
Si giunge a punti in cui certe persone sono in grado di vederti meglio di quanto tu stesso sia conscio. :)

dexx.
28-04-2004, 13.09.51
Nemmeno il mio migliore amico sa come sono in realtà, e tanto meno i miei genitori... mi adatto a chi ho di fronte.
Non posso parlare seriamente con un buffone, non posso fare il buffone con gente matura.

Chi sono? Una maschera.
Con chi mi svelo apertamente? Con me stesso, nella maggior parte delle volte almeno...

Datemi del cinico, ma mai mi fiderò degli altri. E se sembra che mi stia fidando, bhe.. ecco una delle mie maschere...

Se aiuto per prima, voglio aiuto in cambio.
Se non ottengo aiuto, ricambierò con le stesse carte.


In ogni caso, siamo in un forum su Internet... ognuno può dire quello che vuole.

Khorne
28-04-2004, 13.45.35
Originally posted by Edwige
Ma se ti trovi diverso da ciò che vorresti puoi sempre cambiare ulteriormente. Personalmente cerco di non avere rimpianti, anche in me sono cambiate molte cose rispetto al passato, ma mi sono resa conto che non era necessariamente un male.

Molti cambiamenti sono stati positivi, è vero. Così come non è detto che quelle cose che ora rimpiango non tornino.

Il punto è che non sempre si cambia come si vuole, ma senza accorgersene si prende un binario diverso, ritrovandosi ad essere diversi da ciò che si era prefissi. È a quel punto che si guarda indietro con nostalgia, pensando a come si era e a come non si è più. Per questo dico che non sempre si è ciò che si decide di essere.


Originally posted by zio_lucas
intendi paura di essere accettati dagli altri???
se fosse questo ciò che intendi sono della stessa opinione...tutto è diventato un continuo apparire sotto forma di standard

Non mi limito alla paura di esser accettati. Ci sono tante paure. La paura di esser considerati in un certo modo. La paura di dare all'altro un'arma per attaccarci. Ci possono essere mille e mille paure che ci portano a nascondere noi stessi.


@Foll: è vero, ci son persone che sanno vedere. Ma ci sono anche persone -seppur con un cammino più corto- che sanno nascondere con un'abilità incredibile. Credo sia un dono naturale (se di dono si tratta). Vero in ogni caso che più si è "esperti" e più si riconoscono le cose... ma se una persona VUOLE tener nascosto qualcosa ed è abile, non la si scoprirà mai finché non vorrà lei.


@Gandalf: è vero, siamo su Internet. Puoi dire quel che vuoi, ma a mentire non c'è nessun pro. Allora, perché farlo? Almeno qui, tanto vale esser sinceri.
Se non ti fidi di nessuno, ma di nessunonessuno... mi spiace per te, perché spesso può essere un aiuto. Io ho poche persone di cui mi FIDO, ma quelle poche mi sono indispensabili.
È una scelta che rispetto, in ogni caso ;)

Wiz
28-04-2004, 13.46.15
Sono molto vicina a cio' che pensa Foll (che tra parentesi ha una capacita' esplicativa invidiabile) perche' credo che siamo un insieme di cio' che facciamo, diciamo, abbiamo visto, abbiamo imparato (e per imparato intendo appunto assimilato), delle persone che abbiamo conosciuto. In questo senso definirei l'uomo come una sorta di work in progress, un pezzo di pongo piu' o meno plasmabile (a seconda della durezza e della forza d'animo) da cio' che lo circonda (persone e cose indistintamente).

"La vita e' cio' che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Cio' che vediamo non e' cio' che vediamo, ma cio' che siamo".
Mischa una volta su una frase del genere aveva obiettato che cosi' facendo tolgo all'uomo la capacita' di interpretare un ruolo Come dire: un attore che interpreta Napoleone e' Napoleone. Credo sia un caso limite, ma a volte entrando cosi' nel fondo di una maschera puo' accadare di non essere piu' in grado di uscirne.
Per questo in linea di massima evito di assumere comportamenti stereotipati, di indossare maschere (se non per brevi periodi e per celarmi di fronte a persone che non intendo assolutamente far entrare nella mia vita), perche' ho quasi il timore di non riuscire poi a scrollarmela di dosso.

Khorne
28-04-2004, 13.49.26
Wiz, hai centrato -imho- il problema principale delle maschere: è dura uscirne. Questo è il pericolo più grande perché, se in un primo momento queste ultime posson aiutare e sostenere qualcuno, successivamente lo imprigionano impedendogli di esser sé stesso, volente o nolente.

Maschere da usare ce ne sono tante, e credo che nessuno ne faccia a meno; bisogna però sempre usarle con moderazione, o si rimane fregati.

elfebo
28-04-2004, 14.00.00
mi piace pensare di essere tutto,e a volte nessuno.
non ho una sola maschera, ho mille maschere, ma nessuna delle quali non ha almeno un fondo di verita'.
alcune maschere forse sono amplificate, e' vero, ma forse corrispondono a quel tipo di personalita' che ancora deve essere accettata da me stesso, ma che comunque, cova dentro di me.
se siamo cio' che facciamo?...assolutamente no.
quello che facciamo e' solo un mezzo per aspirare di sognare di diventare quello che vorremmo essere..ma e' un po come nel limbo,dove gli ignavi rincorrevano quella luce che non avrebbero mai raggiunto..(era cosi'? :D)...assolutamente non sono quello che ho studiato...o meglio dato che non ho studiato mai, o raramente non ho compreso la tua domanda pienamente..ma sopratutto...secondo me noi SIAMO quello che appariamo, perche' lo vedo come un gioco complesso...noi vorremmo essere quello che appariamo, pero' non ci riusciamo a farlo naturalmente, e allora ci sforziamo di farlo, ma la forza di volonta' ci spinge ad apparire sempre e comunque come vorremmo essere, per cui non trovo molta differenza tra essere e apparire..a meno che non sia una stupida maschera per prefiggersi un obiettivo ben preciso a breve scadenza.
ma nella vita...no nel corso della durata di tutta la vita, non si puo' sempre fingere, quindi alla fine apparire ed essere non sarebbero poi cosi' lontani....

ovviamente queste considerazioni sono sul mio corpo e i miei pensieri,non somministrare a persone diverse, leggere attentamente le avvertenze :|

J&B
28-04-2004, 14.02.35
Originally posted by Khorne
Wiz, hai centrato -imho- il problema principale delle maschere: è dura uscirne. Questo è il pericolo più grande perché, se in un primo momento queste ultime posson aiutare e sostenere qualcuno, successivamente lo imprigionano impedendogli di esser sé stesso, volente o nolente.

Maschere da usare ce ne sono tante, e credo che nessuno ne faccia a meno; bisogna però sempre usarle con moderazione, o si rimane fregati.

Vero.
Ma in coscenza, ognuno di noi sa se stà usando una maschera.
Quindi chi si ostina ad usarla, non fa altro che mentire a se stesso.

:birra:

alcoolwarriors
28-04-2004, 14.39.45
siamo la simbiosi di ciò che gli altri vedono di noi, e di ciò che noi stessi crediamo di essere...molto spesso sono più le cose che nascondiamo a noi che quelle che, volenti o nolenti, nascondiamo agli altri. credo...

R.I.P
28-04-2004, 15.23.18
1, nessuno e 100mila
Mi ritrovo ad essere d'accordo con Elfebo (a proposito, donde viene questo nick?), anch'io penso che dietro ogni maschera ci sia un po' di realtà.
Alle volte quando se ne parla sembra che la personalità, l'essere, debba essere un blocco granitico che noi al massimo possiamo un po' scolpire ed ammorbidire e che camuffiamo con maschere. Io non credo che sia il modo giusto di presentare la cosa: credo che la personalità abbia mote sfaccettature ed il caso o la volontà fa si che se ne mostrino agli altri (ad a noi stessi) alcune piuttosto che altre ma fanno sempre parte di noi, non sono maschere. Alle volte succede che un lato di noi stessi non ci piaccia o che gli altri ci considerino per una sola sfaccettatura piuttosto che altre che avremmo voluto mostrare allora ci difendiamo dicendoci "E' solo una maschera io non sono veramente così!", ma ne siamo sicuri?
Se poi si chiede come nasce una personalità la risposta è BOH! Se qualcuno di voi comincia col risolvere la questione di quanta parte del nostro comportamento ha una chiave genetica e quanta una chiave ambientale (dibattuta da fior fiore di psicologi, biologi, ecc... ecc...), chiamatemi perchè vorrei saperlo anch'io.
Rip

elfebo
28-04-2004, 15.39.08
Originally posted by R.I.P
1, nessuno e 100mila
Mi ritrovo ad essere d'accordo con Elfebo (a proposito, donde viene questo nick?)

[ot]
il nick e' na storia lunga...ma diciamo che viene da febo, cioe' apollo (ma in realta' e' il maschile di un nome di una ragazza di cui mi ero innamorato tanti anni fa...),e quel "el" viene da un gioco di golf del pc dove combattevo sempre con uno che si chiamava "el tino"..allora io per copiare misi "el febo" (prima era solo febo), poi tutto attaccato venne "elfebo"

;)

chiudo OT

dexx.
28-04-2004, 15.54.55
A quanto pare Pirandello aveva visto giusto... dopo tutto...

Kiara
28-04-2004, 16.02.54
sono ,prima di tutto.ma lo sono solo con me stessa e nessun altro.


il mio fittizio è diventato il mio io reale.a freud farei una sega,metaforicamente parlando.

Khorne
28-04-2004, 17.19.54
Originally posted by Kiara
il mio fittizio è diventato il mio io reale.a freud farei una sega,metaforicamente parlando.

Se sarà così per sempre, buon per te.
Se ad un certo punto sentirai che la maschera ti sta stretta, sarà dura liberarsene.
Questo è il problema: finché ci si trova bene dietro la maschera va tutto bene. Ma ad un certo punto, in genere, le cose si incrinano.

Kiara
29-04-2004, 10.06.02
Originally posted by Khorne
Se sarà così per sempre, buon per te.
Se ad un certo punto sentirai che la maschera ti sta stretta, sarà dura liberarsene.
Questo è il problema: finché ci si trova bene dietro la maschera va tutto bene. Ma ad un certo punto, in genere, le cose si incrinano.
vero.ma a volte fa paura quanto l'abitudine ti ci fa sguazzare largamente in quella maschera.a volte fa paura pensare che persino io mi sono dimenticata chi sono o potrei essere.

elfebo
29-04-2004, 10.13.37
Originally posted by Kiara
a volte fa paura pensare che persino io mi sono dimenticata chi sono o potrei essere.

sei una maschera talmente appetibile e misteriosa, da risultare non vera.

Pendragon
29-04-2004, 10.35.26
Originally posted by Sparpa
Utilizzo volutamente questo titolo perchè in qualche modo si addice all'argomento che voglio introdurre.

Il tutto consiste in un quesito, una domanda, un dilemma...o comunque vogliate chiamarlo. Oggi più che mai questa domanda ha molteplici risposte:
Chi siamo realmente?
Siamo ciò che facciamo?
Siamo ciò che abbiamo studiato?
Siamo ciò che appariamo?

Oggi siamo alla ribalta dell'immagine propria, fatta simbolo e massima espressione del nostro essere. Una immagine in continua evoluzione.

Ma sappiamo allo stesso modo, che il proprio io va coltivato ed arricchito?

La risposta sembra scontata...ma in fondo non lo è poi tanto.



Voi cosa vi sentite? che ne pensate?
Vedrete quante altre sfaccettature e contraddizioni possono uscirne ;)

1) Persone :)
2) Siamo quello che pensiamo (da non confondere con "quello che pensiamo di essere", quello che intendo io è che non siamo quello che facciamo ma quello che pensiamo sia giusto fare)
3) Non solo, diciamo che siamo ciò che abbiamo vissuto
4) Decisamente no, spesso per ragioni molteplici appariamo in modo diverso da quello che siamo.

Pendragon
29-04-2004, 10.41.29
Originally posted by Gandalf1981
In ogni caso, siamo in un forum su Internet... ognuno può dire quello che vuole.

Questo vale anche fuori da internet :)
Il discorso delle maschere è interessante quanto veritiero, tuttavia a volte può capitare che ci si svegli un giorno e si scopra di essere usciti senza la maschera, e ci si rende conto di ciò solo dopo aver combinato un disastro :)

Khorne
29-04-2004, 10.48.39
Originally posted by Kiara
vero.ma a volte fa paura quanto l'abitudine ti ci fa sguazzare largamente in quella maschera.a volte fa paura pensare che persino io mi sono dimenticata chi sono o potrei essere.

Non credo che ce ne si possa dimenticare. Nasconderlo a sé stessi sì, mascherarlo ai propri occhi anche. Nasconderlo no.
Tutto sta nel non raccontar balle a sé stessi. Tutt'altro che facile, of course.

La maschera È l'abitudine, è abitudine di apparire in un tal modo, è abitudine di reagire in una tal maniera a determinate situazioni. È questo che è così difficile da cambiare, in rapporto con gli altri e con sé stessi: ad una domanda a cui si risponde sempre "no" da anni, come fare a rispondere "sì"? È dura.

L'importante è almeno provarci, se ci si viene a trovar scomodi nella maschera, o quando si vede che la maschera non porterà da nessuna parte. Fino a quel momento, ce la si gode :D

Sparpa
29-04-2004, 18.56.11
Originally posted by Khorne
@Gandalf: è vero, siamo su Internet. Puoi dire quel che vuoi, ma a mentire non c'è nessun pro. Allora, perché farlo? Almeno qui, tanto vale esser sinceri.
E' vero che su internet puoi essere chi vuoi...puoi ostentare di tutto e di più, puoi pure essere dell'altro sesso, puoi addirittura sembrare l'esatto opposto di ciò che sei.
E la domanda è la stessa: Perchè farlo?

Ci si nasconde, ci si ribella a se stessi, ci si diverte, si diventa pure cinici e meschini, si passa il tempo, si cazzeggia nel vero senso della parola.

Ma rimane: Perchè farlo?

io non l'ho mai fatto...forse ho "arrotondato" un pò la mia figura, ciò che devo mostrare agli altri...ma solo perchè scrivendo trovo un pò la mia dimensione migliore.
C'è sempre quella punta di timidezza che fa capolino, seppure io abbia sempre il desiderio di prenderla a calci. Non la sopporto più, perchè non mi fa tirare fuori ciò che voglio.


Le mie domande iniziali erano piuttosto "pesanti".
Forse è vero che intendevo chiedere qualcosa che non fosse un argomento tanto ampio...ma è pur vero che quasi involontaiamente ne è venuto fuori un bel discorso :)

Potrei dire che mediamente siamo una amalgama di tutto ciò che avete citato.
Aspetto, averi, cultura, interessi, hobby.
Cose così insomma, ma che soggettivamente hanno un valore del tutto diverso da una persona all'altra...
Ciò che facciamo è espressione di ciò che abbiamo dentro, quasi sempre.
Dico quasi, già perchè è pur vero che per moltissime cose non abbiamo la possibilità di esprimerci come vorremmo...oppure proprio per niente.
Variabili....e proprio in virtù di queste non esiste una verità, ma tante verità.

Zaorunner
29-04-2004, 18.59.06
Tutto dipende da quel che siamo.
Quel che siamo dipende da tutto.

Quindi?
Quindi non c'e un inizio e una fine, ma solo un lento e inevitabile mutamento.

dexx.
29-04-2004, 19.17.37
Originally posted by Sparpa
E' vero che su internet puoi essere chi vuoi...puoi ostentare di tutto e di più, puoi pure essere dell'altro sesso, puoi addirittura sembrare l'esatto opposto di ciò che sei.
E la domanda è la stessa: Perchè farlo?


Centrato il punto: perchè farlo?
Eppure alcuni lo fanno... eccome se lo fanno.

Io ad esempio riesco a superare alcune paure (la prima è la mia timidezza con cui lotto da una vita), ma alcuni si passano per altri... è questo uno dei motivi per cui tutto quello che leggo lo prendo con le pinze.

@Pendragon: si, anche fuori da Internet si può indossare una maschera, ma è molto più difficile. Dietro ad un monitor ci sono molte paure in meno, che nella realtà possono portarti ad un errore, e quindi smascherarti.