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Visualizza versione completa : Religione Cristiana ed istinto di sopravvivenza



.NeMe.
18-04-2004, 01.31.29
(Premessa parlo della religione Cristiana)

Ecco . . ho pensato ancora :cazz: Mi è frullata x la testa questa cosa.

La religione cristiana afferma che la vera vita è quella dopo la morte. Questa è una vita in cui nn bisogna commettere peccate x bla bla e bla . . .

Xo l'uomo sin dall'antichità ha amato vivere in questa vita mortale e piena di piaceri.

Anzi ha cercato anche di renderla il più bella e comoda possibile. Ma xchè se dopo ci sta la vita vera?

Il denaro. Ora induce molte persone a "peccare di cupidigia".

Xo è stato indispensabile. Era impossibile continuare con il baratto. Insomma il denaro è stata un idea geniale.

Credo che sia stato San FRancesco che si spoglio di tutti i suoi beni x darli ai poveri, e condurre una vita da mendicante.
Beh questa va contro l'istinto di sopravvivenza.

SOlo x il fatto che questa religione mi dice che la vera vita è dopo la morte, mi fa scendere il mio istinto di sopravvivenza T_T

blamecanada
18-04-2004, 01.44.52
da ateo non ho questi problemi :)

.NeMe.
18-04-2004, 01.48.10
Beh anche io sono ateo.

blamecanada
18-04-2004, 01.49.35
Originally posted by .NeMe.
Beh anche io sono ateo.

io però sono più fico di te

..Omega.Rav..
18-04-2004, 07.19.51
Vorrei spendere molte parole riguardo questo argomento, ma rischierei di essere noioso ed eccessivamente dispersivo.
Non si deve considerare la religione Cristiana (Cattolica, nella fattispecie) come un invito al disinteresse per la vita terrena: la vita terrena e la vita eterna sono ben distinte tra loro ma di pari importanza; la vita terrena è considerata come un periodo di preparazione della propria anima al lungo viaggio della vita eterna, che comincerà con la morte: la nostra anima vede per la prima volta la terra con la nascita del nostro corpo e si sviluppa durante la vita terrena (a differenza di alcune religioni orientali che considerano l'anima come già formata e stazionante, di vita in vita, in corpi differenti).
In questa vita, praticamente, siamo degli "studenti".
Dobbiamo imparare il significato e il valore della purezza, concentrarci sul nostro sviluppo spirituale dal momento che sarà l'unica cosa che ci sarà concesso di portare nella nostra "seconda" vita. Naturalmente non ci è possibile raggiungere la purezza dell'anima in questa vita, sarà un passo completabile solamente nella nostra vita ultraterrena, motivo per cui la religione Cattolica (almeno nella sua forma puramente dogmatica) ammette la debolezza dell'uomo e "inventa" la tradizione del perdono, della confessione, del pentimento e dell'aiuto reciproco: esistono individui più forti e altri più deboli; i forti devono adoperarsi per aiutare chi è più debole, in modo da facilitarne il processo di ascesi e di purificazione dello spirito .
Nella pratica dell'aiuto al più debole viene compresa anche la cura degli ammalati... perchè? Ma perchè la nostra vita terrena è il campo di addestramento della nostra anima... quindi più lunga è la vita, più possibilità avremo di perfezionare il nostro livello di purezza: stesso motivo per cui il suicidio è considerato peccato, la vita terrena è il più grande dono fattoci da Dio, dal momento che solo su questa terra siamo in grado di sviluppare la nostra anima, di indirizzarla verso il paradiso o verso l'Inferno ed uscire così dal Limbo delle anime (combattendo così l'accidia, altro peccato mortale... il "non agire" il "non fare nulla, non prendere posizione" è maggiormente biasimabile dell'agire contro o ignorando il dogma).
Il denaro (così come il sesso) sono considerate delle distrazioni, dal momento che distolgono il nostro interesse per il processo d'ascesi indirizzandolo verso piaceri più immediati e allo stesso tempo incerti, motivo per cui devono essere [i]limitate.
Bada bene, la figura del prete casto e povero è una invenzione medievale, una interpretazione delle scritture (liberatevi di tutti i vostri beni e dateli ai poveri... ovvero "aiutate i bisognosi regalandogli qualcosa"... frase che non deve essere necessariamente interpretata come "buttate all'aria i vostri possedimenti, vestitevi di stracci e fango, frustatevi e mangiate merda per avvicinarvi di più a Dio... cosicchè Dio possa dirvi a gran tromba "bravo pirla!" a.k.a. Cristianesimo Protestante e ascesi dell'uomo mediante il lavoro). L'esempio particolare di S.Francesco D'Assisi (sì, era proprio lui) è stato successivamente sfruttato dalla chiesa Medioevale Latina come operazione di Marketing (avendolo fatto santo, ovvero "esempio") per convincere i grassi e ricchi signorotti feudali a donare i loro beni alla chiesa (ed ingrassare così ulteriormente la pancia della Curia) promettendo una sicura salvezza eterna (più mi paghi, più ti salvi... cfr. anche la "vendita delle indulgenze"). S.Francesco fu un uomo dall'indubbio coraggio, che decise di "estremizzare" il proprio apprendimento e l'ascesi concentrandosi esclusivamente sulla meditazione (o preghiera che dir si voglia) senza alcuna distrazione ulteriore (beni terreni)... diciamo che se fosse stato musulmano non si sarebbe comportato diversamente da coloro pronti a farsi saltare in aria per difendere il proprio credo... trattasi semplicemente di un diverso contesto storico-culturale.

spero di essere stato esauriente
Dimenticavo: non sono Cristiano (tantomeno Cattolico), tuttavia religioso.

Peter Pan
18-04-2004, 11.49.53
Originally posted by blamecanada
io però sono più fico di te

http://www.obiettivopsicologia.it/forum/images/smilies/chairfall.gif

maurin
18-04-2004, 12.02.07
Originally posted by ..Omega.Rav..
cut


e io mi chiedo e mi domando:ma che senso ha?
cioè; perchè io devo nascere,crescere e morire affrontando la vita come un banco di prova al fine di dimostrare a un'Entità superiore che sono degno di un eventuale Paradiso?

Supervinny
18-04-2004, 13.23.06
Soprattutto visto che l'entità superiore è onniscente, che senso ha che io mi comporti in un certo modo, se tanto lui da sempre sa già se io andrò in paradiso o all'inferno?
Forse è una sorta di prova per evitare le proteste delle anime...:D

..Omega.Rav..
18-04-2004, 14.17.34
Originally posted by maurin
e io mi chiedo e mi domando:ma che senso ha?
cioè; perchè io devo nascere,crescere e morire affrontando la vita come un banco di prova al fine di dimostrare a un'Entità superiore che sono degno di un eventuale Paradiso?

Perchè secondo le religioni e le fedi lo scopo della nostra vita è l'automiglioramento attraverso la "battaglia" (contro le tentazioni, contro i nemici della fede, contro noi stessi, ecc. ecc.). Guadagnare la pace interiore e il livello di purezza più alto a noi possibile è un altro tratto comune allevarie religioni/fedi. La nascita e la maggiore o minore diffusione di una determinata corrente religiosa corrisponde al bisogno di infondere sicurezza in popolazioni sottomesse (ex. Cristianesimo in età romana), o ragruppare tribù nomadi in "nazioni" più forti (ex. Corano e Bibbia) dando loro un rudimentale (ai nostri occhi barbaro) statuto comportamentale e sociale.
Lo scopo stesso dei libri sacri è fare in modo la gente abbia un testo e/o una tradizione comportamentale a cui riferirsi per migliorarsi di generazione in generazione... modello che non ci serve più poichè oggi, come in altre epoche passate, la qualità della vita non ha reso necessario lo sviluppo della religione e l'ateismo si è diffuso (ho la botte piena e la moglie ubriaca, a che mi serve pregare un Dio?) a scapito delle fedi. Nel momento in cui la sicurezza monetaria e/o psicologica decade, allora le religioni hanno nuovamente successo (oppure semplicemente invecchiando molte persone si avvicinano maggiormente alla religione).
Questo tipo di atteggiamento sbagliato ci è stato insegnato (parlo di noi occidentali) dalle chiese Cristiane stesse che non si sono preoccupate di cogliere il potenziale "individualista" del cristianesimo stesso (come automiglioramento della persona e DOPO della collettività... una persona può automigliorarsi, la folla no), preferendo creare una sorta di allucinazione collettiva nei suoi fedeli (lo stesso modo in cui viene insegnato il catechismo oggi è una pazzia: ci parlano di questo tizio in pigiama che va in giro a spandere amore gratuito e a farsi picchiare senza reagire, facendocelo passare come modello comportamentale giusto a prescindere... senza preoccuparsi di spiegarci PERCHE'... perchè così entriamo in paradiso? Perchè altrimenti i diavoli ci rosolano sul barbecue?).
Credo che il senso della religione stessa sia guadagnare un livello di coscienza superiore sia di noi stessi (individuo), sia del mondo che ci circonda (collettività), in modo da poter essere d'esempio per le generazioni a venire e migliorare la loro coscienza di questo stesso mondo, così come è guadagnare una consapevolezza di noi stessi e degli altri in grado di farci vivere e morire in pace.

Sia nobili che plebei, sia vecchi che giovani, sia illuminati che ignoranti, tutti dobbiamo morire. Questa è una verità di cui tutti siamo convinti. Tutti sappiamo di dover morire ma ci illudiamo di poter morire dopo tanti altri e che anchora non è venuto il nostro giorno.
Questo modo di pensare è vano, non serve a farmare la morte, ed è come parlare nel sonno. Non bisogna essere così negligenti da rimanere in questa illusione. Poichè la morte è sempre vicina, non c'è altro da fare che vivere con diligenza e prepararsi alla sua venuta

Yamamoto Tsunetomo - Hagakure

maurin
18-04-2004, 15.37.11
Originally posted by ..Omega.Rav..
taglione



quindi si rivela vero il fatto che la religione non è una verità ma il concretizzarsi del bisogno dell'uomo di avere spiegazioni a fenomeni oscuri, o comunque, un motivo per andare avanti di fronte a ingiustizie spesso inspiegabili.la "terra promessa" non è altro che il poter dire che visto che in vita mi sono sempre comportato bene ma non sono stato ricompensato,perchè il mondo è dei furbi,allora andrò in paradiso.oltre a essere stato un modello di comportamento specialmente in epoche passate.

non è tanto l'esistenza del Paradiso, ma l' autoconvincimento del fatto che esso esista, a far vivere una vita,e una conseguente morte,in modo sereno.poichè la morte è il più grande mistero,nonche la somma disgrazia,ed è una delle poche cose ancora ineluttabili, ecco spiegato il perchè della religione?

..Omega.Rav..
18-04-2004, 18.00.44
Originally posted by maurin
quindi si rivela vero il fatto che la religione non è una verità ma il concretizzarsi del bisogno dell'uomo di avere spiegazioni a fenomeni oscuri, o comunque, un motivo per andare avanti di fronte a ingiustizie spesso inspiegabili.la "terra promessa" non è altro che il poter dire che visto che in vita mi sono sempre comportato bene ma non sono stato ricompensato,perchè il mondo è dei furbi,allora andrò in paradiso.oltre a essere stato un modello di comportamento specialmente in epoche passate.

Si tratta di fede. Nessuno può sapere che cosa ci attende dopo la morte, siamo quindi liberi di credere alla teoria che più ci affascina.
La religione non è, almeno dal punto di vista puramente "teorico", una rivincita degli oppressi nei confronti dei tiranni... che poi l'animo umano sia naturalmente predisposto alla vendetta e al rancore è un altro discorso.
Non credo che una persona buona e gentile debba essere necessariamente anche stupida :)


non è tanto l'esistenza del Paradiso, ma l' autoconvincimento del fatto che esso esista, a far vivere una vita,e una conseguente morte,in modo sereno.poichè la morte è il più grande mistero,nonche la somma disgrazia,ed è una delle poche cose ancora ineluttabili, ecco spiegato il perchè della religione?

Credo che una persona saggia si debba preoccupare esclusivamente del presente, cosicchè da arrivare alla morte senza avere rimpianti. Proiettare le proprie pulsioni e i propri desideri verso un momento e un luogo di cui non abbiamo nemmeno la certezza dell'esistenza è inutile, dal momento che non ci è concesso di vivere nè il passato, nè il futuro, ma è nel presente che scriviamo la nostra storia. Compreso questo, tutto viene da sè.
Il Paradiso e l'Inferno sono stati inventati per coloro che non hanno la capacità o la voglia di comprendere più a fondo i limiti o le capacità del proprio spirito: è più facile accettare l'esistenza degli ufo che una malattia grave che ci colpisce; cerchiamo di trovare cure e soluzioni, perdendo tempo quando basterebbe invece vivere il nostro presente e non un futuro che ancora non esiste. L'unico momento futuro a cui dovremmo sempre pensare è quello della morte, dal momento che essa è già parte di noi.
E' un discorso molto complicato...

Themis
20-04-2004, 15.10.48
Originally posted by ..Omega.Rav..
S.Francesco fu un uomo dall'indubbio coraggio, che decise di "estremizzare" il proprio apprendimento e l'ascesi concentrandosi esclusivamente sulla meditazione (o preghiera che dir si voglia) senza alcuna distrazione ulteriore (beni terreni)... diciamo che se fosse stato musulmano non si sarebbe comportato diversamente da coloro pronti a farsi saltare in aria per difendere il proprio credo... trattasi semplicemente di un diverso contesto storico-culturale.


Su questo punto credo che dovresti distinguere l'estremismo dal misticismo perchè stai mischiando due cose che non c'entrano una con l'altra. S. Francesco era un mistico. Nel contesto culturale islamico i mistici sono i "sufi", non i kamikaze. La gente che si fa saltare per aria è estremista e fanatica. Sono due cose ben diverse.
I mistici, cristiani come musulmani e come qualli che professano altre religioni, si dedicano alla preghiera e alla meditazione, per raggiungere una comunione con Dio. In questo, nella ricerca della vita perfetta nella contemplazione, sono molto simili. Sono se vuoi delle specie di grandi saggi dell' umanità.