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Visualizza versione completa : Tornare indietro, psicologia degli errori



Wiz
11-03-2004, 10.20.34
Questo topic prende spunto da due film che ho visto, ma non posto su CinemaCinema perche' non mi interessa disquisire amabilmente di effetti speciali, trama, capacita' del regista, interpretazione degli attori. Vorrei un vostro parere. Su un pensiero che vi sara' capitato di fare chissa' quanti milioni di volte.

Premessa
Ho visto Solaris, non solo il remake con Giorgino Clooney, ma anche la pellicola del regista russo Tarkovskij.
Ora per chi non avesse avuto modo di vedere questi film, evitero' un mega spoilerone sulla trama.

Dubbio
Una delle idee di fondo e' questa: se vi fosse data una seconda possibilita' (con la cognizione degli errori che avete fatto) sareste in grado di ritoccare il passato oppure pensate che l'uomo sia condannato a commettere gli stessi identici errori? Una sorta di lungo ed eterno ritorno.

In piu'
Un tema che Tarkovskij tratta (a differenza del Solaris di Soderbergh) e' il diverso modo di porsi delle persone di fronte alla verita'.
C'e' chi la vede come un valore assoluto, un imperativo da perseguire indipendentemente dall'uomo.
C'e' chi invece vede l'indagine, il conoscere come un qualcosa al servizio dell'uomo stesso.
E chi, come il nostro Kelvin, ravvisa l'assurdita' del voler conoscere quando l'uomo e' cosi miserabile di fronte a se stesso. Perche' indagare sui misteri dell'universo se non conosciamo nemmeno noi stessi?

Conclusione
Tarkovskij non si limita a porre il primo interrogativo. Chi l'avesse visto potrebbe dirmi cosa ne pensa, che riflessioni sono scaturite.
E anche coloro che non avessero visto i/il film puo' tranquillamente dire come si comporta nei confronti delle verita' che gli vengono presentate e nei confronti delle seconde occasioni.
Spero di essere stata chiara. :)

zio_lucas
11-03-2004, 13.15.48
Originally posted by Wiz


Dubbio
Una delle idee di fondo e' questa: se vi fosse data una seconda possibilita' (con la cognizione degli errori che avete fatto) sareste in grado di ritoccare il passato oppure pensate che l'uomo sia condannato a commettere gli stessi identici errori? Una sorta di lungo ed eterno ritorno.

In piu'
Un tema che Tarkovskij tratta (a differenza del Solaris di Soderbergh) e' il diverso modo di porsi delle persone di fronte alla verita'.
C'e' chi la vede come un valore assoluto, un imperativo da perseguire indipendentemente dall'uomo.
C'e' chi invece vede l'indagine, il conoscere come un qualcosa al servizio dell'uomo stesso.
E chi, come il nostro Kelvin, ravvisa l'assurdita' del voler conoscere quando l'uomo e' cosi miserabile di fronte a se stesso. Perche' indagare sui misteri dell'universo se non conosciamo nemmeno noi stessi?

Conclusione
Tarkovskij non si limita a porre il primo interrogativo. Chi l'avesse visto potrebbe dirmi cosa ne pensa, che riflessioni sono scaturite.
E anche coloro che non avessero visto i/il film puo' tranquillamente dire come si comporta nei confronti delle verita' che gli vengono presentate e nei confronti delle seconde occasioni.
Spero di essere stata chiara. :)



gentilissima consorella, sei stata chiarissima :birra: :birra: :birra:
purtroppo il conoscere "se stessi" dipende molto dalla forza del nostro essere...
vedi consorella, quello che hai scritto [quando l'uomo e' cosi miserabile di fronte a se stesso. Perche' indagare sui misteri dell'universo se non conosciamo nemmeno noi stessi?] è una risposta...
la "falsa vita" che ci circonda, fa in modo che le apparenze siano lo scopo vero della vita, uno scopo che chiude ermeticamente l'"IO" di ognuno di noi, dando poca importanza al nostro essere e prosegundo per la strada esterna a noi...
Come nascono le imcomprensioni??? Le menzogne??? Le falsità??? La cattiveria??? ecc ecc... potrei elencare una lunga serie di istinti negativi di questa società...
Quando parlo di barriere, ecco la chiave, le barriere, non solo esse ci impediscono di conoscere il nostro "IO" ma anche comprendere l'"IO" altrui e da li ci si confonde...
chissà se un giorno, si comprenderà il perchè e il "chi" della regia occulta...
:birra: :birra: :birra:

angelheart
11-03-2004, 13.30.09
non sono sicura di aver capito bene, ma è perchè oggi sono molto distratta di mio.
in sostanza, sulle verità penso che ognuno veda sicuramente una sua verità che non sarà mai quella assoluta, perchè l'oggettività secondo me non esiste. Ognuno vede quello che più gli conviene vedere, inconsciamente.
Quanto a conoscerci, dubito che qualcuno sulla faccia della Terra possa dire di conoscersi veramente, non sappiamo come potremmo reagire di fronte a situazioni che non abbiamo mai affrontato, di consegenza arriviamo al primo dubbio, se avessimo la possibilità di tronare indietro, commetteremmo gli stessi errori o no? credo che non si possa dire. Non si può sapere cosa ci salterebbe in mente in quel momento.
Cmq sono sempre stata contraria alle seconde possibilità.

Wiz
11-03-2004, 13.39.03
Vediamo, mi spiego meglio...non volevo affatto tirare in ballo discorsi come oggettivita' o soggettivita' riguardo al discorso verita' e conoscenza.
Piuttosto vedere che tipo di atteggiamento assumete voi nei confronti delle situazioni che vi si parano davanti.
Esempio pratico: piove verde.
Il primo, quello che considera la verita' un imperativo assoluto, cerchera' di scoprire le cause, dando una spiegazione logica del colore verde della pioggia. Asettico. Preciso. Distaccato.
Il secondo si preoccupera' di questa pioggia verde che turba l'equilibrio umano. Cerchera' di scoprire la causa e vi porra' rimedio.
Il terzo, reduce da lunghi ragionamenti, dovrebbe arrivare persino a non porsi piu' questo problema. Perche' la pioggia verde e' qualcosa che va ben al di la' delle nostre capacita'. E tornerebbe ad occuparsi della sfera uomo.

O qualcosa di simile.

Per quel che riguarda le seconde occasioni (nel film con Clooney e' maggiormente posto l'accento sulla storia d'amore tra lui e la "ritrovata" moglie morta anni prima), ci sto ancora pensando.

Themis
11-03-2004, 14.10.36
Vedendo come sono andate le cose nella mia vita fino ad ora, credo che se potessi tornare indietro farei all'incirca quello che ho fatto, probabilmente rischiando di più, eliminando un po' di prudenza di troppo.

Per quanto riguarda gli errori, molti di essi nascono dalla poca conoscenza che si ha di se stessi e degli altri, o del mondo in generale. Infatti bene o male qualcosa ci insegnano. Se tornassimo indietro sarebbe come barare, affrontare certe situazioni con un surplus di esperienza ci farebbe evitare certe cazzate madornali, ma non lo troverei molto giusto.

Alle volte forse desideriamo tornare indietro perchè certe situazioni sono talmente compromesse da essere irrecuperabili al presente, e questo ci fa soffrire. Ma se le persone coinvolte ci concedessero al presente un'altra possibilità, per cambiare lo stato delle cose, magari chissà, potrebbe funzionare. E invece no, le persone si richiudono, è normale, sono rimaste ferite, e ci negano questa chance, e noi pensiamo che sia normale, anche noi siamo stati feriti tante volte, e vagheggiamo su un passato che non è stato.