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Visualizza versione completa : 7. SD4 - Alterazione



Mischa
25-12-2003, 06.46.05
Il discorso è: quanto è in realtà considerabile alterazione, l'alterazione in sé. Il cibo è un alterante: senza cibo, muori. Idem l'acqua. Idem la temperatura: oltre un certo livello no, sotto un certo livello nemmeno. I vestiti e il riscaldamento o i condizionatori, dunque, son alteranti dello stato "naturale". Quale? Perché se naturale è mangiare, allora non si vede perché non debba esser naturale alterare modalità di percezione con altre sostanze. Alla fine io mangio perché se non mangio muoio, vero, mentre non ho effettivamente bisogno di fumare o alcoolizzarmi per vivere: ma per quale motivo non posso esser libero di alterarmi quanto mi pare, sino a che non compio attività non dannose per altri in virtù della mia alterazione? Chi dice che la percezione debba essere di un certo tipo, per essere corretta? La maggioranza, ok. Fin qui nulla di nuovo: ma questo non definisce in ogni caso lo stato di alterazione. Voglio dire, se domani saltasse fuori una "droga" perfetta - stile: non altera le tue percezioni mentre compi attività comuni, non altera le tue emozioni in senso aggressivo, non altera la tua capacità di ragionare, anzi, la migliora, non comporta danni al tuo organismo, ma ti manda in ogni caso fuori come un cavallo, ti fa sentire flashato a livelli oltre cintura di orione e così via, meglio del sesso stesso. Sarebbe da imporre per legge, o sarebbe da penalizzare in quanto alterante? Per quale motivo l'essere "puri" dovrebbe esser "meglio"?

Alceo
25-12-2003, 12.55.59
Mi viene da dire: tutto ciò che altera e ti preserva è considerato buono.
Ciò che impedisce, anche in potenza, che tu possa beneficiare alla società del tuo sudore e rendere così qualcuno più grasso e male.

A conti fatti le sigarette fanno risparmiare un sacco di soldi: muori prima e quando non servi più.

Alla vostra.

destino
25-12-2003, 13.02.40
si potrebbe fare lo stesso discorso ke tu fai con la droga con gli ogm...

Se un giorno la comunità scintifica dimostrerà ke quel prodotto fa bene è salutare migliora la tua vita ma è modificato geneticamente la gente comincerà a comprarlo a continuerà ad avere paura e a comprare cibo "biologico"?

Il centro del discorso gira tutto sulla parola paura: un'alterazione è cmq una cosa nuova e fa paura tanto + ad una società bigotta ke preferisce rimanere kiusa in se stessa e prendere decisioni senza conoscere quello di cui sta parlando

Ray McCoy
25-12-2003, 14.24.10
Originally posted by Mischa
Per quale motivo l'essere "puri" dovrebbe esser "meglio"?

Perchè tanto peggio di così...

lasere
25-12-2003, 15.33.01
Originally posted by Alceo
Mi viene da dire: tutto ciò che altera e ti preserva è considerato buono.
Ciò che impedisce, anche in potenza, che tu possa beneficiare alla società del tuo sudore e rendere così qualcuno più grasso e male.

A conti fatti le sigarette fanno risparmiare un sacco di soldi: muori prima e quando non servi più.

Alla vostra.

Infatti è impossibile rispondere a mischa in assoluto. Ma basta scegliere l'ottica da cui guardare la faccenda e ogni punto di vista genererà la sua risposta. Nella nostra società l'alterazione è nociva se impedisce la "produzione", l'inserimento nell'ingranaggio. Non puoi o non vuoi lasciarti assorbire? Sei diverso, sei altro, alterato, scheggia incontrollabile, dannosa alla conservazione di un sistema, inutile allo stesso, allora sei sbagliato.

Sarebbe un gran lusso che pochi si sentono in diritto di accaparrarsi, vedere dal punto di vista, ad esempio, edonistico: il mio piacere sta nell'alterazione? L'alterazione delle percezioni è un bene.
Se poi fa male agli altri? Bè scegliamo il nostro punto di vista e da questo scaturirà il valore da dare al rispetto per gli altri...

Elrond.
25-12-2003, 17.01.49
Originally posted by Mischa
[...]
Il gioco verbale preferito di chi si diverte ad alterare la realtà è l'associazione di normalità con maggioranza piuttosto che con natura. Quel che è normale per l'uomo discende dalla stessa sua natura profonda e, solo in quanto tale, è passibile di accettazione da parte della maggioranza degli individui.
E "non adulterare la natura" è un altro possente imperativo categorico.

Glorfind3l
26-12-2003, 00.42.30
Cambiare, alterare, l'alterazione, il cambiamento, sono aspetti necessari alla vita dell'uomo, dell'umanità, senza la quale l'umanità non sarebbe dove è ora.
Se ora siamo qui, lo dobbiamo all'alterazione che la natura ha avuto su di noi, e di conseguenza noi su di essa.
D'altra parte, la crescita dell'uomo non è una continua alterazione fisica, mentale ed emotiva?


P.S. E poi na droga così, cioè che sballo:D

Drakos_Myst
26-12-2003, 14.58.19
Originally posted by destino
un'alterazione è una cosa che fa paura ad una società bigotta ke preferisce rimanere kiusa in se stessa e prendere decisioni senza conoscere quello di cui sta parlando

questo è il solo motivo.
Trovatene altri!
Non ditemi che l'alterazione non è naturale perchè le droghe come cocaina, marijuana e molte altre sono naturali. Semplicemente alla società fanno paura le cose diverse.
un esempio che rappresenta bene il tutto : Molti artisti sono considerati pazzi dalla società mentre sono considerati geni da coloro che qualcosa di arte capiscono.

ps. la droga che hai pensato , mischa.... :D :birra:

lasere
26-12-2003, 15.51.02
Originally posted by Drakos_Myst
questo è il solo motivo.
Trovatene altri!
Non ditemi che l'alterazione non è naturale perchè le droghe come cocaina, marijuana e molte altre sono naturali.

Il concetto di natura cui Elrond ha accennato, credo si riferisca non all'origine della sostanza che si assume, ma alle modalità percettive proprie dell'uomo, o almeno ad una media di queste stesse, visto che ognuno percepisce in modo diverso le informazioni, le tracce, provenienti da ciò che si esperisce...

Io continuo a vederla un po' come mischa (almeno credo :asd: ): Ogni cosa che viene a contatto col nostro corpo, ci altera. Il cibo altera i valori proteici, altera le vitamine i liquidi...la luce altera i messaggi alla cornea rispetto al buio, o all'ombra. Il mio osservare un edificio da 20 metri di distanza, altera l'edificio dandogli una certa forma (prospettiva) piuttosto che un'altra che vedrei se mi ponessi a due metri dallo stesso.
Qual'è la forma "normale", naturale, dell'edificio? Quella dall'alto? dal punto di vista della facciata? O quella di un osservatore posto a nord est, alla distanza di 15 metri? Qual'è il vero edificio? A seconda di dove mi pongo ad osservarlo, esso ha una forma talmente diversa! E' oblungo, schiacciato,allungato, altissimo, bassissimo...
Gli antichi greci deformavano le loro statue in vista del fatto che sarebbero state sistemate in luoghi alti, ad esempio ad ornamento dei templi, allo scopo di permettere all'osservatore di vederle perfettamente proporzionate. Avevano studiato il fatto che un osservatore dal basso avrebbe deformato le proporzioni della statua (fatta perfettamente secondo proporzioni umane) ingrandendo le parti basse, e vedendo più piccole le parti in alto.
Esempio di realizzazione e presa di coscienza della continua alterità delle cose esperite.

Prendiamo ad esempio un dipinto. La percezione "normale" e "naturale" di un dipinto, qual'è? Arriva un uomo che vede i colori più sbiaditi...ti dirà che quello che tu vedi rosso come il sangue, è un rosso simile a quello di una mattonella di cotto; arriva una nuvola, tutto sarà più scuro. Qual'è la percezione esatta, essenziale, di quel quadro? quella del daltonico, quella alle ore 12 con più luce, quella alle ore 17 con meno luce, quella del 20 dicembre, quando è nuvoloso o quella del 21 giugno, quando sta iniziando l'estate?
Esiste la percezione normale? Uguale per tutti e naturale? La stessa percezione del tempo (non quello oggettivo inventato dall'uomo e che si misura, ma il tempo della vita, quello che si avverte) è alterata di persona in persona e se qualcuno molto diverso da me potesse provare la mia percezione del tempo, forse crederebbe di essere in preda a sostanze allucinogene ( :ihih: )

La percezione "normale" discende dalla natura profonda dell'uomo? Ok, ma non esiste una cornea uguale per tutti, e neanche un insieme di papille gustative "standard"...esiste una media, un concetto che deriva dall'idea che quella cosa (ad esempio la cornea) ha certe caratteristiche che si ripetono, simili, in tante altre. La VERA percezione, quella "naturale", è solo un concetto astratto inventato dall'uomo secondo una media approssimativa delle percezioni diverse degli individui.

ok, lascio un bye bye a mischa...tanto non mi leggerà nessuno, e capisco anche il perchè, sono incomprensibile anche a me stessa :ihih:

Drakos_Myst
26-12-2003, 17.26.58
Originally posted by lasere
Il concetto di natura cui Elrond ha accennato, credo si riferisca non all'origine della sostanza che si assume, ma alle modalità percettive proprie dell'uomo, o almeno ad una media di queste stesse, visto che ognuno percepisce in modo diverso le informazioni, le tracce, provenienti da ciò che si esperisce...



Originally posted by lasere

CUT


Tranquilla non mi riferivo ad Elrond ma al concetto da te (credo :) ) espresso secondo cui non esiste una normalità delle cose.

lasere
26-12-2003, 19.07.04
Originally posted by Drakos_Myst
Tranquilla non mi riferivo ad Elrond ma al concetto da te (credo :) ) espresso secondo cui non esiste una normalità delle cose.

Ok, è che poi mi è venuto uno spunto per rispondere, in un certo senso, a Elrond, e ho mescolato le risposte :)