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Visualizza versione completa : 8. SD4 - Miliardi di Mondi



Mischa
25-12-2003, 06.45.30
Quel che "tu" vedi, per quanto "simile" a quel che io vedo, per quanto vicino, sarà sempre "vicino", "quasi" identico, mai "identico". Perché quel che io chiamo rosso, è quel che mi hanno insegnato a chiamar rosso e viceversa: ma io non so, e tu non sai, se è lo stesso rosso. Sappiamo entrambi che è simile, ok. Ma una differenza esiste, già solo a livello fisico (dunque le nostre percezioni son diverse, e parliamo di cose diverse). Partiamo da una base comune, ma non è poi così comune: diversamente ogni umano sarebbe il clone di un altro. A questo punto quanto ha senso una comunicazione? Se accetti a priori la differenza, accetti anche che ciò che comunichi sia incomprensibile, tradotto, filtrato, divenga altro: per quanto impercettibilmente, non è e non sarà mai quel che hai detto, pensato, visto, sentito; se non lo accetti, cosa comunichi a fare? E se evitassi di comunicare, non sarebbe forse una forma di comunicazione anche quella, che quindi accentuerebbe il paradosso invece di consentire uscita dal loop?

Alceo
25-12-2003, 12.47.38
viviamo di approssimazioni

ma è sicuro che sia poi un male?

Khorne
25-12-2003, 13.03.37
È una cosa che mi sono sempre chiesto anche io.
Ad esempio, chi può dire che i gusti nel cibo non sono uguali per tutti ma il gusto di un determinato cibo viene recepito diversamente?
Esemplifico per spiegare. A me le cose dolci piacciono. A te no.
E se fosse che a te il dolce non piace perché tu il dolce lo senti come io sento l'amaro? Ti hanno insegnato a chiamarlo dolce, ed è il nome che gli dai: ma forse le tue papille gustative ti dicon qualcosa di diverso rispetto a quello che le mie dicono a me.

Idem per i colori: a me piace il giallo combinato col nero. A te no.
Come faccio a sapere che quello che io vedo giallo tu non lo vedi come io vedo il verde? Credo che nessuno possa dirlo. È un dubbio che, temo, ci terremo per sempre.

destino
25-12-2003, 13.11.17
come diceva alceo la comunicazione è fatta di approssimazioni o di convenzioni a cui dobbiamo adattarci se vogliamo cercare un dialogo e nn vivere in un eremo;)

Ray McCoy
25-12-2003, 14.27.44
Originally posted by Khorne
Credo che nessuno possa dirlo. È un dubbio che, temo, ci terremo per sempre.

Verissimo, ma tanto alla fine influisce così poco sul mondo che anche non saperlo non ci cambia la vita.

Alceo
25-12-2003, 14.31.10
Originally posted by Ray McCoy
Verissimo, ma tanto alla fine influisce così poco sul mondo che anche non saperlo non ci cambia la vita.


Giusto.
Magari è poco poetico, ma è sicuramente più importante che tu riconosca le cifre scritte su un assegno che devi incassare.
"E se quel 9 iniziale il cassiere lo percepisse come un 2?"

The Whippet
25-12-2003, 14.53.28
Boh... io so solo che senza occhiali vivo in un mondo tutto mio.

lasere
25-12-2003, 15.41.35
Originally posted by Mischa
Quel che "tu" vedi, per quanto "simile" a quel che io vedo, per quanto vicino, sarà sempre "vicino", "quasi" identico, mai "identico". Perché quel che io chiamo rosso, è quel che mi hanno insegnato a chiamar rosso e viceversa: ma io non so, e tu non sai, se è lo stesso rosso.
Se accetti a priori la differenza, accetti anche che ciò che comunichi sia incomprensibile, tradotto, filtrato, divenga altro: per quanto impercettibilmente, non è e non sarà mai quel che hai detto, pensato, visto, sentito; se non lo accetti, cosa comunichi a fare? E se evitassi di comunicare, non sarebbe forse una forma di comunicazione anche quella, che quindi accentuerebbe il paradosso invece di consentire uscita dal loop?

Ciò che comunico, lo vedo come qualcosa che non ho solo ricevuto dal reale (un rosso che in sè sta nell'oggetto, che ricevo dall'oggetto e che comunico attraverso la parola "rosso"), ma che ho costruito in parte anche io, col mio occhio, con i suoi funzionamenti.
L'alterità continua del rosso non è un errore da cui si dovrebbe uscire per trovare il rosso assoluto, è la realtà setssa, la condizione dell'esistente...
Tutto ciò che esiste può essere il risultato della nostra collaborazione? Non credo in un identico a se stesso.

lasere
25-12-2003, 15.46.58
Originally posted by The Whippet
Boh... io so solo che senza occhiali vivo in un mondo tutto mio.

LOL :roll3:

Boda11
25-12-2003, 16.25.06
Originally posted by The Whippet
Boh... io so solo che senza occhiali vivo in un mondo tutto mio.

mi dispiace..:asd: :asd: :asd:

donkakarothssj
25-12-2003, 16.29.05
Originally posted by Boda11
mi dispiace..:asd: :asd: :asd:
Ma LOL :roll3: non è possibile,ancoraa qui????:ihih:

Elrond.
25-12-2003, 17.02.48
Originally posted by Mischa
[...]
C'è un margine di errore accettabile, che non compromette la comunicazione. Ma, poichè i termini oggettivi delle nostre sensazioni, in quanto appartenenti al mondo reale ( oltre che meramente fisico ) hanno una loro realtà assoluta, una dissonanza eccessiva tra essi ed i soggetti giudicanti, è insidacabilmente un errore; l'individuo dovrebbe avvertire l'imperativo morale di correggerlo, per quanto possibile.

destino
25-12-2003, 19.06.42
Originally posted by Boda11
mi dispiace..:asd: :asd: :asd:

ma come ha fatto 2 post e ancora nn lo bannate ?:D

Bejitaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

http://digilander.libero.it/kuja84/Kame.gif

BESTIA_kPk
25-12-2003, 19.31.19
Originally posted by Mischa
...Partiamo da una base comune, ma non è poi così comune: diversamente ogni umano sarebbe il clone di un altro. A questo punto quanto ha senso una comunicazione? ?

Si ha senso, perchè per quanto limitata, va bene così.

Non è errata al 100%, è solo approssimata. Quindi, il più delle volte, raggiunge lo scopo prefissato.

Ma poi, come fai ad iniziare una simile discussione, proprio su un forum, dove per comunicare si usano pochissime parole (spesso tempestate di orrori ortografici), con smile e tantissimi fraintendimenti? :.: maligno :sagace:

.WarGod.
25-12-2003, 21.03.34
Concordo con Bestia, anche se la comunicazione perfetta non esiste (anche se linguaggi come la matematica dovrebbero esserli), per quanto limitata, soprattutto in sensazioni, emozioni, che risultano assolutamente non comunicabili, un approssimazione è sempre meglio che niente, a qualcosa serve lo stesso, altrimenti ci sarebbe totale incomprensione fra ogni essere vivente, mentre invece esiste parziale comprensione su certe cose, comprensione totale su altre e incomprensione su altre ancora.