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Visualizza versione completa : Dogville ...gran film!



sotomay
03-12-2003, 19.38.36
In una recensione ho letto il finale di Dogville, cioè che Grace/Nicole (a prop:le darei un Oscar x ogni suo film che vedo) alla fine [...CUT...].Il giornalista concludeva con:

"[...]Chiara la metafora? Eppure, a Cannes, è stato giudicato antiamericano."

:.:

Qual'è questa metafora?L'unica alla quale sono venuto a capo sarebbe l'antitesi con Cristo, ma nn ne sono sicuro.
Che ne pensate?

Daisymz
03-12-2003, 21.46.10
Acciderbolina! Stavo per risponderti in privato, consigliandoti di trattare questo tema in un contesto più specifico, come il Cinema Cinema, che ha tra l'altro un 3D già aperto sull'argomento, per la precisione questo (http://forums.multiplayer.it/showthread.php?s=&threadid=173312) . Comunque sei stato più rapido di me, quindi lasciamo ai moderatori la scelta se spostare o meno l'argomento sul canale "cugino" di bloopers.

La metafora cristianica della figura di Grace mi piace e infatti ho molto apprezzato il taglio che hai voluto dare al FinaleSvelato che hai postato sulla scheda di bloopers.
Il fatto che Lars Von Trier con questo film volesse in qualche modo riferirsi all'America si evince dal fatto che il film è il primo di una trilogia, chiamata "USA: Land of opportunities" (almeno così ho letto in giro per il web). Il film è inoltre ambientato nel periodo della Grande Depressione in una ipotetica cittadina americana e durante i trailer scorrono foto che rappresentano la miseria in vari aspetti.
Nella pellicola si parla però soprattutto della miseria dell'animo umano. I cittadini di Dogville si lasciano conquistare dalla possibilità di compiere un gesto moralmente elevato accogliendo una straniera, perseguitata, nel proprio ambiente. Su questi temi vertono infatti i discorsi di Tom, aspirante scrittore e pseudo filosofo moralista della cittadina, per convincere gli altri a permettere la permanenza di Grace. In seguito si capirà che c'è un prezzo da pagare e che la presunta carità cristiana mostrata dagli abitanti di Dogville comincia ad esigere tributi, cerca tornaconti e vantaggi personali, avvalendosi di ricatti per mantenere lo status quo.
Ci si scandalizza per il semplice sospetto di coinvolgimento in affari poco chiari ma ci si rende protagonisti di bassezze e soprusi.
Von Trier probabilmente cerca di gettare in faccia all'America le sue contraddizioni, premunendosi di trattare il tema dell'approccio col diverso, lo straniero che non è mai completamemente accettato e per il quale le leggi sono più dure che per gli altri, gli errori compiuti sono meno accettabili. Quindi non un'integrazione ma sempre e comunque la tanto decantata tolleranza, ossia sopportazione di qualcosa che non ci va proprio giù, almeno fino a quando non si possa schiacciare e rendere inoffensivo.
Al punto da far sì che la pericolosa ricercata diventi vittima e in segiuto carnefice, in un finale splendidamente catartico anche per lo spettatore.

Io preferisco però vedere Dogville come rappresentante dell'intero genere umano, più che della sola società americana, puritana e ipocrita. L'uomo descritto in tutte le sue peggiori atrocità e nefandezze, coperte da una facciata di buonismo colpevole (vedi ancora Tom, che fino alla fine nega l'evidenza per poi dimostrarsi peggio degli altri).
E infine il discorso sulla giustizia. Giustizia cosmica, che cerca di riportare in pari i pesi in una sorta di legge del taglione. Giustizia che soprattutto non passa necessariamente dal perdono, ma dalla garanzia della pena per coloro i quali si lasciano trasportare dai loro istinti ferini e meritano un trattamento peggiore dei cani. Pena che in questo caso è volutamente esasperata, ma che (se proprio si vuole ricercare la condanna all'America) proprio per questo ci mostra l'assurdità di rispondere a un crimine con un altro crimine (pena di morte o guerra preventiva, per citare solo due dei temi potenzialmente connessi).
Ancora sul riferimento agli Usa ti cito uno stralcio di un'opinione che ho letto su filmup :"Una cruda metafora sulla società americana, e non più solo americana, vittima della paura del terrorismo e dell'alieno, che si mostra democratica (le decisioni si decidono all'unaminità), progressista e tollerante solo di fronte la televisione e nei comizi, ma che nelle invisibili/visibili pareti domestiche mostra la sua progressiva ferocia e crudeltà".

Si vede che il film mi è piaciuto? :p
In effetti ho apprezzato particolarmente la vastità delle chiavi di lettura che si possono offrire, a seconda della sensibilità personale.
Concordo in pieno con te sulla magnifica performance di Nicole Kidman, che si sta dimostrando sempre più brava in ruoli complessi.

_Zio_
04-12-2003, 12.18.53
La Kidman: io ricordo soltanto il primo tempo di Eyes Wide Shut e da quel momento non seguo più gli Oscar. Fu uno scandalo non assegnarlo a lei.

morettina
04-12-2003, 16.38.48
Daisy, mi è piaciuta assai la tua recensione. ;)

Daisymz
04-12-2003, 18.19.04
Originally posted by morettina
Daisy, mi è piaciuta assai la tua recensione. ;)


Beh, detto dalla profi è un vero complimento :red:.
In realtà non volevo scrivere una recensione, doveva essere più che altro uno scambio di vedute con Sotomay, ma poi mi sono lasciata prendere la mano e sono stata un po' prolissa:cool:.

sotomay
04-12-2003, 18.47.28
Originally posted by Daisymz
doveva essere più che altro uno scambio di vedute con Sotomay, ma poi mi sono lasciata prendere la mano e sono stata un po' prolissa:cool:.


...e hai fatto benissimo!nelle tue parole ho rivisto tutte le scene del film