PDA

Visualizza versione completa : Capitalismo e societ.



palka
03-12-2003, 17.12.38
Ok, commentate questa frase di CfCf:
Il piacere oggigiorno non insito nell'utilizzo, bens nella semplice conquista.Si parlava di come il capitalismo influenza i comportamenti sociali. Io non sono completamente d'accordo. E voi?

palka
03-12-2003, 17.17.55
palka (4:35 PM) :
stai andando oltre
CfCf (4:36 PM) :
Oltre cosa ?
palka (4:36 PM) :
asp
palka (4:36 PM) :
:)
CfCf (4:36 PM) :
Ah, ok :D
palka (4:37 PM) :
se dici il capitalismo influenza le scelte ci sto
palka (4:37 PM) :
e ti posso pure dare ragione
CfCf (4:37 PM) :
No, non influenza le scelte; influenza i comportamenti sociali.
CfCf (4:37 PM) :
Di cui le scelte sono solo la determinazione evidente.
palka (4:37 PM) :
eh appunto, per quello dico che stai andando oltre
palka (4:38 PM) :
secondo me l'influenza si pu constatare solo ad un livello superficiale
CfCf (4:38 PM) :
Uhm, non sono d'accordo.
CfCf (4:39 PM) :
Non so se hai abbastanza tempo per permettermi di esplicare la mia teoria :D
palka (4:40 PM) :
perch "Il piacere oggigiorno non insito nell'utilizzo, bens nella semplice conquista" mi pare pi sintomo di una mentalit infantile, che un esito sociale di un modello economico
palka (4:40 PM) :
un po' di tempo ce l'ho, spiega pure
CfCf (4:40 PM) :
Uhm, iniziamo dal modello capitalista.
CfCf (4:41 PM) :
Nel Settecento ( Inghilterra ) e nell'Ottocento, secondo una logica comune a pi paesi, il sistema capitalista occidentale si basava essenzialmente sullo sfruttamento di risorse estere e sulla loro ricapitalizzazione al fine di produrre beni di consumo assorbiti per la maggior parte dallo stesso mercato interno.
CfCf (4:43 PM) :
Era pertanto un capitalismo che, pur connotato e legato ad una logica imperialista ed espansionistica in ambito estero ( in quanto poteva sostentarsi solamente tramite lo sfruttamento di materie prime extraeuropee ), aveva una importanza valenza sociale per quel che riguardava le stesse societ che avevano dato vita a tale sistema.
palka (4:43 PM) :
ok
CfCf (4:43 PM) :
Ovvero la produzione di beni di consumo tesi ad incrementare il benessere e la qualit della vita delle societ occidentali.
palka (4:44 PM) :
s, comincio a capire dove vuoi arrivare
CfCf (4:44 PM) :
Il meccanismo era quello di sfruttamento delle materie prime-rielaborazione in prodotti complessi-fruizione degli stessi da parte degli occidentali.
CfCf (4:45 PM) :
Credo che la fine del colonialismo abbia rappresentato per il capitalismo un colpo molto pi forte di quanto non si voglia generalmente ammettere.
palka (4:45 PM) :
ma chi ti dice che l'imposizione delle regole del modello, RIESCA effettivamente a cambiare la mentalit delle persone? Per me non cos, nel senso che io non sono cos. siamo in pochi ma resistiamo!!! :D
CfCf (4:45 PM) :
Aspe, fammi finire :D
palka (4:45 PM) :
okiz
CfCf (4:46 PM) :
La caduta delle colonie e del sistema coloniale ha comportato a mio avviso due cambiamenti di importanza capitale: la cessazione delle primigenie fonti di approvvigionamento, con conseguente mancato sfruttamento la prima.
CfCf (4:48 PM) :
La seconda direttamente legata alla prima; il progressivo livellamento delle varie espressioni sociali attinenti ad ogni stato e la caduta di una logica prettamente colonialista di una assoluta superiorit occidentale anche in materia culturale e sociale ha provocato la nascita di un substrato di risorse materiali ed umane assolutamente trasversale alle differenti unit politiche nazionali. Una sorta di societ sovranazionale che poi il frutto cardine della cosiddetta globalizzazione.
CfCf (4:50 PM) :
Il sistema economico capitalista, privato come gi detto delle sue fonti economiche primarie, si limitato, al fine di garantire la propria sopravvivenza, a sfruttare questo ampio e trasversale substrato di ricchezze anche umane, determinando in definitiva anche lo sfruttamento di quelle componenti sociali che ne avevano determinato la nascita.
CfCf (4:51 PM) :
Il sistema economico, che dovrebbe essere leale ed utile servo della societ che lo ha espresso, ne determina il proprio sfruttamento, condannandosi pertanto a fagocitarsi lentamente a causa dell'usura delle sue stesse risorse umane e pertanto morali.
CfCf (4:52 PM) :
E' a questo punto che a mio avviso si innesta il principio del consumo del superfluo che, contrariamente a quanto molti dicono, non mi sembra affatto una logica e naturale derivazione dell'ideologia capitalista.
palka (4:53 PM) :
e perch mai, di grazia?
CfCf (4:55 PM) :
Se precedentemente, come gi detto, il capitalismo si limitava a produrre beni di consumo di utilit sociale, al fine di controbilanciare le perdite cruciali determinate dalla caduta della logica di sfruttamento stato costretto ad indurre la societ medesima a spendere molto pi delle sue reali necessit; e questo era possibile solamente imponendo coercitivamente alla societ una tendenza al consumo del superfluo.
CfCf (4:55 PM) :
Logica di sfruttamento colonialista, si intende.
CfCf (4:57 PM) :
Coercizione e costrizione psicologica; introduzione di modelli comportamentali in ambito sociale che, avendo come effetto una ridondanza delle spese economiche ben oltre il realmente necessario, avrebbero garantito la sopravvivenza di un sistema economico altrimenti destinato al collasso.
palka (4:57 PM) :
ok
palka (4:57 PM) :
fino qui ci siamo
CfCf (4:58 PM) :
I contraccolpi pi prettamente sociali sono ben evidenti in un processo di assimilazione sociale di questi principi consumistici di derivazione economica.
CfCf (4:58 PM) :
Prendiamo l'esempio di un bambino.
CfCf (4:59 PM) :
Sin dai suoi primi anni costantemente bombardato da messaggi consumistici che lo spingono non ad acquistare semplicemente, ma ad acquisire.
CfCf (5:00 PM) :
Poich, secondo le logiche di comportamento vigenti, dall'acquisizione di un determinato bene o da una determinata gamma di beni, deriva il suo "status sociale".
palka (5:00 PM) :
beh ma scusa, uno poi lo usa no?
CfCf (5:00 PM) :
No, questo il punto ! :D
palka (5:00 PM) :
cio, se la mercedes uno status symbol, uno cmq ci va in giro in auto
palka (5:01 PM) :
dipende dai :)
palka (5:01 PM) :
non essere drastico
CfCf (5:01 PM) :
Seguimi un attimo :P
CfCf (5:02 PM) :
Un individuo utilizza un determinato bene non per l'utilizzo di per s, ma per le implicazioni sociale che ne derivano. Se un individuo fosse semplicemente soddisfatto dall'utilizzo funzionale di un'automobile, si accontenterebbe di un veicolo ben disegnato, realizzato e confortevole, ma di certo lontano dalle cifre astronomiche che sono in ballo nell'acquisizione di una Mercedes Classe S.
palka (5:03 PM) :
sapevo che l'avresti detto :)
CfCf (5:04 PM) :
Il possesso di una Mercedes ( ed il fatto che te abbia citato un marchio ben preciso piuttosto che parlare genericamente di un'auto di grossa cilindrata ) indice di qualcosa di pi.
CfCf (5:04 PM) :
Il fatto che te abbia citato un marchio indicativo, volevo dire.
palka (5:04 PM) :
vabb il primo che mi venuto in testa
palka (5:04 PM) :
asdasdas
CfCf (5:04 PM) :
Esatto !
palka (5:04 PM) :
volevo dire BMW
palka (5:04 PM) :
lul
CfCf (5:05 PM) :
E' il primo che ti venuto in testa !
CfCf (5:05 PM) :
Il secondo BMW:
CfCf (5:05 PM) :
Pensane rapidamente un altro.
palka (5:05 PM) :
Volvo
palka (5:05 PM) :
Audi
palka (5:05 PM) :
poi non mi vengono pi, di un certo livello :|
solo robetta :D
palka (5:06 PM) :
sono senza rimedio ve'? =_='
CfCf (5:06 PM) :
Beh, Mercedes, BMW ed Audi sono genericamente tre marchi che si associano socialmente al raggiungimento di un certo successo economico :)
CfCf (5:06 PM) :
Non sono auto; sono, come si dice, status symbol.
palka (5:06 PM) :
infatti
CfCf (5:07 PM) :
Implicitamente hai avallato la mia teoria :D
palka (5:07 PM) :
non completamente, non sono ancora convinto
palka (5:08 PM) :
una BMW meglio di una panda, e non mi puoi dire il contrari
palka (5:08 PM) :
o
CfCf (5:08 PM) :
Dipende.
palka (5:08 PM) :
che poi la BMW costi cmq troppo e abbia un altro valore oltre che quello di mero mezzo di locomozione ok, ma come qualit non c' paragone
palka (5:09 PM) :
come dipende? forse solo la mitica panda 4x4 tiene testa a una 318! :D
palka (5:09 PM) :
asdasdasdasd
CfCf (5:09 PM) :
Ti assicuro che per raggiungere casa mia una Panda 4x4 assolutamente preferibile ad una BMW. Eppure ogni giorno vedo sfilare tizi in Mercedes che ammaccano i parafanghi sulla strada sterrata pur di poter tornare a casa a fine giornata
CfCf (5:10 PM) :
Abitanti di ville che a differenza di casa mia possono essere raggiunte solamente affrontanto strade a dir poco sassose.
CfCf (5:11 PM) :
Eppure preferiscono una Z-3, col costante rischio di sfondare la coppa dell'olio con qualche sasso, piuttosto che una ben pi pratica Panda.
palka (5:12 PM) :
http://forums.multiplayer.it/showthread.php?s=&threadid=176938
CfCf (5:14 PM) :
Ne hai approfittato immediatamente per aprirci un topic, eh ? :D
palka (5:14 PM) :
eh s, da solo non riesco a tenerti testa, vediamo se l'unione fa la forza :)
palka (5:14 PM) :
e poi mi pare un argomento interessante
CfCf (5:14 PM) :
Ach, ma che sono Hitler che dovete coalizzarvi per tenermi testa ? :D
palka (5:15 PM) :
ma no dai
CfCf (5:15 PM) :
Comunque, a mio modesto parere, quella sola frase dice poco e si presta a decine di inerpretazioni e fraintendimenti.
CfCf (5:16 PM) :
Non sarebbe preferibile pubblicare l'intera conversazione ?
palka (5:16 PM) :
infatti, ho voluto stare sul vago, vediamo cosa salta fuori
palka (5:16 PM) :
dici?
CfCf (5:16 PM) :
Io direi di s.
CfCf (5:16 PM) :
L'eccessivamente vago a mio parere si presta solamente a degenerazioni

Enrico170780
03-12-2003, 17.29.51
Secondo me andrebbe ulteriormente suddiviso il percorso di soddisfazione di un bisogno (pi o meno indotto): conquista, possesso e per ultimo utilizzo.

Secondo me il piacere si concretizza primariamente nelle due fasi per quei bisogni "indotti", vedi Status Symbol; mentre per quella, ormai sempre pi piccola, fascia di bisogni reali il piacere si realizza principalmente nella conquista e nell'utilizzo, venendo quindi a mancare l'enfasi sul possesso fine a se stesso.

Espresso questo mio piccolo parere personale non posso che essere ammirato per l'essenzialit della sintesi della storia del capitalismo di CfCf (posso chiamarti anche io cos ;))

mVm
03-12-2003, 17.40.35
Sono d'accordo con Q.

L'esempio dell'auto calza a pennello: il possedere, aver conquistato, l'auto che da il piacere, non l'utilizzarla. Ci vale anche per molto altro.

alcoolwarriors
03-12-2003, 17.50.11
a mio parere, il capitalismo ha portato al progressivo appiattiemento dei gradini della scala sociale, che prima erano rappresentati dal sistema di pseudo caste quali nobilt e ricchezza, quest'ultima per, sempre e solo dono di famiglia fino alla rivoluzione industriale.
Da qui in poi, con le rivoluzioni democratiche e l'esplosione capitalista la differenza fra nobili e comuni mortali scompare, e lo status sociale comincia ad essere determinato dal lavoro svolto dall'individuo (non a caso il potere politico della nuova italia unita affidato a i "notabili" - il medico, il notaio, l'avvocato).
Questo fino a un paio di decadi fa...ora anche la professione conta poco, i ricchi sono tutti imprenditori o liberi professionisti (imprenditori di se stessi) e ci che davvero fa da gradino nella scala sociale il possesso di determinati status symbol...che altro non sono che simboli del potere economico dell'individuo che li possiede...

quindi in sostanza direi che mi trovo in accordo con il concetto che la frase esprime e che si delinea nella conversazione...

Triggio.Dark.Elf
03-12-2003, 17.58.40
Questa regola vale molto pi per ci che possiamo mostrare agli altri come l'automobile...

Prima ho provato piacere quando sono riuscito a risparmiare la somma da spendere, poi ho acquistato un Home Thetre Pioneer e provo piacere nell'utilizzarlo. Non il fatto di possederlo. Se vedendo un DVD non mi sentissi avvolto nel suono come se mi trovassi in un cinema, non mi vanterei pi cos tanto... spendere tanti soldi per avere qualche diffusore in pi e nient'altro, io lo chiamo uno spreco... e di sicuro non mi d piacere!

Il piacere pi una questione di utilit marginale... la soddisfazione nell'acquisto e nell'utilizzo deve crescere in modo esponenziale rispetto alla spesa effettuata.

Il piacere non nel possedere un bene costoso... se fosse cos i ricchi comprerebbero dei TIR, ben pi costosi di certe auto!

Drakos_Myst
03-12-2003, 18.47.25
CufCuf sei diventato il mio nuovo Dio :)
a parte gli scherzi penso che ogni cosa da te detta sia giusta ... ma ti sei dimenticato 2 cose . Una la ha citata Alcol e l'altra cosa la progressiva diffusione ,con il capitalismo, della societ di massa(o societ senza ideali o societ consumistica) dagli inizi del '900(fine '800 seconda rivoluzione industriale). Anche se questo concetto pu sembrare lo stesso detto da te sono due cose nettamente distinte ... forse una conseguenza dell'altra o viceversa ... ma sono pur sempre disitinte.



Originally posted by Triggio.Dark.Elf
Prima ho provato piacere quando sono riuscito a risparmiare la somma da spendere, poi ho acquistato un Home Thetre Pioneer e provo piacere nell'utilizzarlo. Non il fatto di possederlo. Se vedendo un DVD non mi sentissi avvolto nel suono come se mi trovassi in un cinema, non mi vanterei pi cos tanto... spendere tanti soldi per avere qualche diffusore in pi e nient'altro, io lo chiamo uno spreco... e di sicuro non mi d piacere!


Come direbbe CufCuf .... forse :)
Avresti pensato a un Home Theatre e hai subito citato il marchio . Non si vede uguale il film con un altro lettore ? .... Potrei anche essere d'accordo che qualit delle casse f sentire la differenza di suono .... ma tutto ci non la f sentire la differenza di marca.
Poi il suono del cinema non lo ottiene di certo in nessuna casa a meno che hai una stanza vuota di + o - 50 mq completamente circondata da casse e un GROSSO monitor alla parete di almeno 10x10 m . Dicendoti questo ti faccio capire che loro ti fanno credere che come il cinema ma in realt non lo .

edit: mi sono dimenticato dei TIR. Oltre a essere troppo scomodi per il normale andamento cittadino questi sono considerati "status symbul" dei camionisti o di ditte di trasporto e perci sono eticamente esclusi dal tuo esempio di ricchi .

Zaorunner
03-12-2003, 19.20.06
Qf, a quanti "tuo nonno a vapore" siamo arrivati con sto topic? :D

Cmq sei una macchina, dici solo cose giuste, ma chi ti ha programmato? ;)

gefri
03-12-2003, 19.23.02
do ragone quasi completamente a cufcuf (ma chi ?), a parte rare eccezioni imho ha ragione.
poi questione di punti di vista.

Elrond.
03-12-2003, 21.14.47
L'idea portata avanti da Q corretta ed altamente condivisibile, ma ne ridefinirei alcuni elementi.
In qualunque sistema economico le classi dotate di un apprezzabile potere dacquisto sono solite procurarsi beni che, nel genere, corrispondono alle proprie esigenze, ma che nella specie le travalicano. Il bisogno di una penna sar soddisfatto attraverso l'uso di una Mont Blanc, il bisogno di un orologio sar soddisfatto attraverso l'uso di un Rolex, e cos via. Ragion per cui, trovo l'esempio della Mercedes abbastanza fuorviante, in quanto al "valore" della conquista, determinato dalla funzione economico-sociale del bene, corrisponde un indiscutibile "valore" dell'uso: qualit dei materiali, comfort, efficienza e durata del motore e delle altre componenti meccaniche ed elettroniche, riserva di potenza, etc.; non c' da meravigliarsi che chi possa permetterselo opti per un'auto del genere, poich in essa mi pare di scorgere un effettivo e considerevole valore d'uso. Talvolta si tratter di un "uso" che non corrisponde perfettamente al reale "bisogno", ma nella natura umana, e non nella natura del capitalismo, far corrispondere ad un bisogno < a > lacquisto di un bene che tale bisogno mira a realizzare, di valore < a(n) >, dove < n > direttamente proporzionale alla ricchezza di ciascun soggetto.
A che livello, invece, agisce il nuovo capitalismo ? A che livello si manifesta il condizionamento indotto nelle nostre menti attraverso gli strumenti pubblicitari, diretti ed indiretti, messi in atto dalla cultura della massificazione ? Quand', cio, che si gode dell'effettiva conquista ( conquista e possesso, ovviamente ), e non del reale uso ? Ci avviene quando manca del tutto il bisogno che l'uso di un bene acquistato avrebbe dovuto soddisfare. In questo caso, cio, di fronte ad un'esigenza < a >, si risponde con un bene < b(n) >, dove < n > sempre direttamente proporzionale alla ricchezza del soggetto, mentre < b > determinato dalla sua attitudine ad essere condizionato, in una scala che va da zero all'infinito; mentre < n > determinato dall'individuo, < b > determinato da imposizioni sovranazionali di gusti e di abitudini miranti, appunto, alla conservazione di un sistema che pu reggersi solo sui grandi numeri.

BESTIA_kPk
03-12-2003, 21.51.24
Originally posted by palka

Il piacere oggigiorno non insito nell'utilizzo, bens nella semplice conquista.

Ok, commentate questa frase di CfCf:Si parlava di come il capitalismo influenza i comportamenti sociali. Io non sono completamente d'accordo. E voi?

Cacchio, solo quando stato citato come Q ho capito di chi si parlava.

Vab quisquiglie a parte, imho la frase giusta, aggiungendo il solito discorso delle eccezioni e delle % di *resistenza* legate ad ogni singola persona (intendo la resistenza ai messaggi pubblicitari e agli status symbol vari).

Ci sono persone con soldoni, che non li usano in tal modo.
Certo, sono poche persone, ma ci sono.

Altro dettaglio: tra ricchi o poveri, c' chi usa una logica banale di qualit/costo quando acquista qualcosa.
Come c' chi suda 20 anni della sua vita per acquistarsi un macchinone (mai sfruttabile al 100%), e c' chi potendosi comprare 10 macchinoni preferisce non sprecare soldi.

Che poi, sprecare, un termine scorretto. Dipende dai punti di vista.

Notevole e curioso notare come certi marchi siano sopravvalutati. Ovviamente il costo in parte legato alla maggior qualit dei materiali o delle tecnologie riversate nel prodotto, ma innegabile anche che si possono fare tanti paragoni tra prodotti costosissimi *noti* e prodotti molto meno *noti* che per differiscono per ben poco, dopo il marchio.

PS: se uno si accontentasse di un'auto di buon design, con materiali pi che buoni, e optional vari, molte marche fallirebbero. Basta guardare i limiti del codice della strada per capire che un sacco di 4ruote sono legalmente sfruttabili al 5%, quindi inutili.
A b mi si pu dire che + potenza e prestazioni varie aiutino in un sorpasso. E io dico che per vivere non serve sorpassare chisscosa. Quotidianamente non si in pista a monza...

Passando soggettivamente al discorso: mha, io non sfuggo a tali regole. Su moltissime situazioni me ne sbatto i maroni di marchio, status symbol, costo e bla bla e punto solo a qualit/prezzo.
Per non ho l'ardire di affermare che son immune a tali... condizionamenti?
Spero di non esser andato troppo ot :D

Qfwfq
03-12-2003, 22.09.34
Volendo puntualizzare anche delle osservazioni di Elrond e Bestia, ricordo che si tratta per l'appunto di una teoria applicata a grandi flussi sociali ed ovviamente non valida per le differenti eccezioni costituite dai singoli. Come tutte le teorizzazioni frutto dell'astrazione ( ovviamente intesa come procedimento logico ), basate ed applicate peraltro su di un concetto astratto quale quello rappresentato oggigiorno dalla societ ( dal momento che identificare una societ nello Stato sovrano corrispondente non ha oramai alcun senso ), non riesce a tenere conto delle differenti eccezioni, avendo come prerogativa solamente quella di fornire una spiegazione plausibile della loro somma.

Volendo procedere ad un esempio, fra teoria sociale ( come questa ) ed innegabili differenze attinenti al singolo, intercorre la stessa differenza fra l'asimoviana psicostoria, che tenta di elaborare possibili scenari di futuro sviluppo sociale su basi statistiche e la pretesa di calcolare la vita futura di un singolo individuo ;)

Drakos_Myst
08-12-2003, 20.47.52
Palka mi s hce il tuo amico non riesce a contrastarlo nessuno.
Quando lo ho portato a scuola nessuno dei miei amici e compagni riuscito a controbattere ;)

TrustNoOne
09-12-2003, 00.14.25
Originally posted by Drakos_Myst
Palka mi s hce il tuo amico non riesce a contrastarlo nessuno.
Quando lo ho portato a scuola nessuno dei miei amici e compagni riuscito a controbattere ;)
Probabilmente perche' non hanno le argomentazioni per farlo (questo suppongo io senza voler sminuire nessuno sia chiaro ;) )

Io infatti sto zitto, cose troppo difficili per me :D

Drakos_Myst
09-12-2003, 16.12.58
Originally posted by TrustNoOne
Probabilmente perche' non hanno le argomentazioni per farlo (questo suppongo io senza voler sminuire nessuno sia chiaro ;) )

Io infatti sto zitto, cose troppo difficili per me :D

o perch ha ragione e non si possono trovare argomentazioni ??

ps. se sono troppo difficili perch scrivi ? :) spam ??

Qfwfq
09-12-2003, 16.19.02
Mettendo a frutto i consigli, le osservazioni e le critiche espresse anche in questo topic, nonch spinto dai molti pareri positivi che da pi parte mi sono stati rivolti per la breve discussione storica che Palka ha pensato bene di riportare in apertura di topic, ho riassommato le argomentazioni che avevo precedentemente espresso in un piccolo articolo storico-economico che mi auguro possa riscuotere il vostro consenso.

Possiamo constatare come i primordi del sistema capitalistico siano collocabili nel corso della seconda met del XVIII secolo nel caso dellInghilterra e nel successivo XIX secolo per quel che riguarda i rimanenti stati europei. Pertanto, gi durante il Settecento in Inghilterra e definitivamente nel corso dellOttocento secondo una logica comune a pi paesi, il sistema capitalistico occidentale si basava essenzialmente sullo sfruttamento di risorse estere e sulla loro ricapitalizzazione al fine di produrre beni di consumo assorbiti per la maggior parte dallo stesso mercato interno. Si trattava pertanto di un capitalismo che, pur connotato da una logica imperialista ed espansionista in ambito internazionale ( in quanto poteva sostentarsi solamente tramite lo sfruttamento di materie prime extraeuropee ) aveva unimportante valenza sociale nei riguardi della societ stessa che lo aveva espresso, insita nella produzione di beni di consumo tesi ad incrementare il benessere e la qualit della vita del cittadino tramite il loro utilizzo.
Schematizzando, pertanto, il meccanismo si riduceva allo sfruttamento delle materie prime extranazionali, alla loro rielaborazione in prodotti complessi ed alla fruizione di questi ultimi principalmente da parte dellutenza occidentale. In tale ottica riteniamo che la fine del colonialismo abbia rappresentato per il capitalismo un colpo molto pi drammatico di quanto generalmente non si voglia ammettere. Le spinte indipendentiste delle colonie ed il conseguente collasso del sistema coloniale hanno comportato a nostro parere due cambiamenti di importanza cruciale: la cessazione delle primigenie fonti di approvvigionamento ed il conseguente mancato sfruttamento rappresentano il primo cambiamento epocale. Il secondo elemento di innovazione, direttamente legato al primo e sua naturale derivazione; il progressivo livellamento delle varie espressioni sociali collegate ad altrettanti singoli stati e la caduta di una logica prettamente colonialista di assoluta superiorit dellOccidente anche in materia culturale e sociale ha provocato la nascita di un substrato di risorse materiali ed umane assolutamente trasversale alle differenti unit politiche nazionali; una sorta di societ sovranazionale il cui crescente amalgamarsi dettato dalle medesime spinte e tendenze esercitate su di essa dal sistema economico. Questultima tendenza risulta essere una delle principali conseguenze di quel processo di omogeneizzazione che ricade sotto il nome di globalizzazione.
Il sistema economico capitalista, privato pertanto delle sue fonti economiche primarie, si sarebbe semplicemente limitato, al fine di garantire la propria sopravvivenza, ad utilizzare questo stesso ampio e trasversale substrato di ricchezze materiali ed umane , determinando in definitiva anche lo sfruttamento di quelle componenti sociali che ne avevano determinato la nascita.
In definitiva, il sistema economico, invece di assolvere alla funzione di leale ed utile servo della societ, ne determina limpoverimento, condannandosi pertanto a fagocitarsi lentamente a cagione dellusura delle sue stesse risorse umane e morali.
E a questo punto che a nostro avviso si innesta il principio del consumo del superfluo che, contrariamente a quanto affermato da pi voci, non ci sembra affatto una logica a naturale derivazione dellideologia capitalista. Se precedentemente, come si gi avuto modo di dire, il capitalismo si occupava della produzione di beni di consumo di utilit sociale ( ricavando dal loro commercio una buona parte della propria floridezza ), al fine di controbilanciare la perdita dei pur sempre insostituibili approvvigionamenti di materie prime, dovette indurre quel tessuto sociale sovranazionale che costituiva oramai la fonte esclusiva dei propri introiti a spendere molto pi delle sue reali necessit; ci era possibile solamente imponendo coercitivamente alla medesima societ, nella sua totalit, una tendenza al consumo dellinutile.
Coercizione e costrizione psicologica determinanti lintroduzione di modelli comportamentali consumistici che, avendo come logica conseguenza una ridondanza delle spese economiche ben oltre il realmente necessario, avrebbero garantito la sopravvivenza di un apparato economico altrimenti destinato al collasso.