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Visualizza versione completa : la vendetta



shottolo
04-11-2003, 15.15.45
11:59 Il vicino gli nega le castagne e lui gli taglia 149 alberi

Incredibile gesto di rappresaglia nel frusinate

FROSINONE, 4 nov. - Voleva un sacchetto di castagne per farle arrosto di fronte al camino. Per questo motivo si è recato dal suo vicino di casa, proprietario di un castagneto, per chiedergliene qualcuna.

Ma quando C.E., un contadino di 55 anni di Ceccano (Fr) si è visto negare anche una sola manciata del prelibato frutto autunnale, ha perso letteralmente il controllo e, armato di motosega, ha tagliato 149 alberi di castagno del vicino, tutti alti una decina di metri.

Un danno ingentissimo soprattutto perché i castagneti sono una specie protetta e solo ogni 12 anni possono essere sottoposti a rimboschimento. L'uomo è stato denunciato ai carabinieri della stazione di Ceccano per danneggiamento ambientale aggravato. (News2000
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in realtà la notizia dà lo spunto per questa domandona:
vi hanno mai fatto qualcosa per cui vi siete vendicati?

mimmo81
04-11-2003, 15.24.11
ha fatto bene a non dargliele...ormai le castagne costano quanto il caviale e la benzina!!!

mVm
04-11-2003, 15.24.27
Originally posted by HeadShot
...cut...----------------------------
in realtà la notizia dà lo spunto per questa domandona:
vi hanno mai fatto qualcosa per cui vi siete vendicati?

In realtà era l'Omino di Legno sotto false vesti. :asd:


Scherzi a parte, una ce l'ho. Poi la posto :) .

shottolo
04-11-2003, 15.24.57
Originally posted by mVm
In realtà era l'Omino di Legno sotto false vesti. :asd:

ROTFL

JEDI
04-11-2003, 15.27.24
Poteva sempre tagliargli la testa con una katana di Hattori Hanzo...:asd:

Kill Bill è potente in quest'uomo.

azanoth
04-11-2003, 15.30.54
questa si ke è una vendetta!
si è ammazzato di lavoro manco fosse un Jap...
peccato l'artefice sia un imbecille che distrugge cose preziose a cazzo di cane.

:mad:

Enrico170780
04-11-2003, 15.42.24
A prescindere da quelli che potevano essere i motivi nascosti e i rancori latenti, oppure la totale instabilità mentale di questo tizio la vendetta è un piatto da servire freddo, non da' nessuna soddisfazione dare sfogo immediato agli istinti :angel2:

LA vendetta va progettata, pregustata e possibilmente attuata senza mettere in mezzo chi non c'entra niente; ma la soddisfazione maggiore sta nell'attesa e nella macchinazione, non poi nell'effettiva messa in pratica.

Personalmente non sono un tipo molto vendicativo e la mia soglia di sopportazione è piuttosto elevata, ma una volta passata e iscritto il proprio nome nel libriccino nero (libercolo che fortunatamente è ancora al primo capoverso) è pressochè impossibile il perdono o l'oblio, e la vendetta, più o meno sottile, si ripresenterà puntuale, anche a distanza di tempo.

alcoolwarriors
04-11-2003, 15.50.27
ho sempre praticato la vendetta...e mi ha sempre deluso la totale mancanza di soddisfazione che da metterla in pratica.

elfebo
04-11-2003, 15.56.47
si.
ad un mio amico buttafuori lo hanno aspettato all'uscita della discoteca in 3 e lo hanno colpito a tradimento con un ferro tagliente in faccia.
poi lo hanno sputato e preso a calci.
peccato che uno di questi si e' fatto riconoscere dalla voce e abbiamo fatto una piccola spedizione:
incontro 8 contro 3, con risultati evidenti (senza mazze),ehm...io guidavo una delle due macchine, non sono tipo da fare a botte:ihih:
olio dei freni sulla carrozzeria della sua lancia y e belstaff di pelle nuovo appena compratoselo rigato a botte di taglierino.
non e' stato un gran bel vedere, ma la rabbia ci aveva accecati quel giorno.

shottolo
04-11-2003, 15.59.02
veramente mi riferivo a vendette 'simpatiche' non a cose così pesanti. La vendetta a quei livelli non paga di certo, quelle piccole vendette (vedeteli come dei pizzicotti) invece si :)

Wico89
04-11-2003, 16.02.17
"la vendetta è l'azione più meravigliosa che un essere umano può compiere"j.r.peter

si ma non fino a questo punto...

ecco perchè questo autunno non vedo molte castagne in giro ...:azz:

Pentolina
04-11-2003, 16.30.35
Io avrei voluto vendicarmi cento volte ma mai ce l'ho fatta :(

Avrei voluto mettere zucchero nei serbatoi, letame sui cofani, carbonchio nella buca delle lettere, puntine nel letto, trappole in cucina, guttalax nella bottiglia d'acqua, ma dopo 1 minuto queste idee sono sempre scomparse e hanno lasciato il posto al perdono (uh!) o all'indifferenza.

Le uniche vendette che ho messo in pratica sono verbali o comunque non pratiche, qualcosa del tipo: fare gli stessi discorsi che sono stati fatti a me, giusto per far capire che erano da decerebrati.

Certo è che se mi voglio proprio proprio vendicare non mi metto a fare tutta quella fatica! LOL ma ci pensi 149 alberi
ci metto 15 anni a farlo :D

JEDI
04-11-2003, 16.32.57
Originally posted by Pentolina

Le uniche vendette che ho messo in pratica sono verbali o comunque non pratiche...


Invece pensa che Patcha vuole reiscriversi davvero al forum...:asd:

Qfwfq
04-11-2003, 16.39.43
Originally posted by Pentolina
Le uniche vendette che ho messo in pratica sono verbali o comunque non pratiche, qualcosa del tipo: fare gli stessi discorsi che sono stati fatti a me, giusto per far capire che erano da decerebrati.

Imitare i discorsi dei decerebrati al fine di ritorcerglieli contro implica due interessanti conseguenze:

1) Farsi passare per decerebrato da un ipotetico osservatore esterno.
2) Perdere il proprio tempo poichè un decerebrato, in quanto tale, non capirà mai un concetto od un discorso anche qualora quest'ultimo fosse egualmente decerebrato e/o di produzione del soggetto medesimo.

Qfwfq
04-11-2003, 17.19.36
Volendo inoltre rispondere all'argomento del topic, credo che la parte maggiormente gratificante della vendetta sia la sua elaborazione e preparazione, a maggior ragione se il tutto si svolge dopo lungo tempo dal fatto di cui ci si vuole vendicare e la vittima è per quanto possibile ignara. Nell'attuazione della possibile trappola è auspicabile fare pertanto opera di notevole dissimulazione ( il cui esercizio oramai non mi costa alcuna fatica ) al fine di amplificare il disorientamento della vittima quando si vedrà attaccata senza avere cognizione sulla fonte dei colpi inferti. Approccio indiretto; nessuno scontro frontale, bensì agire per vie traverse, per quanto a volte possano risultare tortuose. Ovviamente per quel che riguarda la grandissima maggioranza dei torti o delle offese preferisco di gran lunga lasciar correre, considerando come necessaria una risposta forte solo nel caso di azioni che considero inaccettabilmente lesive per la mia persona, dignità ed orgoglio.

LaLu
04-11-2003, 17.25.58
Circa 20 anni fa, vivevo da sola con la mia bimba al 4° piano di un condominio di 7 piani, 5 appartamenti per piano, età media degli altri inquilini 70 anni, un posto davvero tranquillo.
Una sera al mio rientro la mia chiave non entrava nella serratura, ho dovuto richiedere l'intervento dell'ex marito, una seconda volta al rientro da un viaggio: serratura fatta fuori, chiamato un fabbro; alla 3a serratura ho imparato a scassinarmi la porta da me e a sostituirmi la serratura... in 2 anni ho dovuto sostituire 64 serrature della porta di casa, presentato 6 denunce contro ignoti, avevo cominciato a guardare con sospetto i vecchietti del condominio, finchè una sera ho incontrato in ascensore un tale sui quaranta che mi ha fatto discorsi strani sui miei orari di uscita, i miei viaggi e un mucchio di cose: mi spiava? tra l'altro il suo atteggiamento aveva spaventato mia figlia, questo signore abitava al 3° piano.
Un giorno uscii e scesi - come sempre - con l'ascensore, ma avevo scordato qualcosa e ritornai facendo le scale a piedi: la colla dentro la serratura era ancora fresca e, il picchiato del 3° piano stava salendo al quinto. Gli telefonai e registrai la sua voce per confrontarla con alcuni eloquenti messaggi che trovavo in segreteria: era proprio lui.
Denunciarlo mi sembrava poco e anche piuttosto inutile, acquistai alcuni tubetti di super attak e una mattina con calma li vuotai nelle sue 3 serrature prima di andare in ufficio, alla sera sentii l'intervento del fabbro, quando il caro vicino entrò in casa gli telefonai, presentandomi e gli dissi che ero pronta a tappargli tutti i fori di cui disponeva con poliuretano espanso.
Ho vissuto in quella casa per altri 4 anni con la stessa serratura.;)

Pentolina
04-11-2003, 17.50.33
Originally posted by Qfwfq
Imitare i discorsi dei decerebrati al fine di ritorcerglieli contro implica due interessanti conseguenze:

1) Farsi passare per decerebrato da un ipotetico osservatore esterno.
2) Perdere il proprio tempo poichè un decerebrato, in quanto tale, non capirà mai un concetto od un discorso anche qualora quest'ultimo fosse egualmente decerebrato e/o di produzione del soggetto medesimo.
Il godimento è al culmine quando l'interlocutore si rende conto di essere stato il primo a fare tali discorsi, e presenta un'espressione di impotenza e imbarazzo.
Mi è capitato di attuare questo tipo di vendetta più volte negli ultimi mesi, e sempre con la stessa persona. Mi sento soddisfatta perchè da settimane non capita più che mi faccia discorsi da idiota.

Qfwfq
04-11-2003, 17.53.55
Originally posted by Pentolina
Il godimento è al culmine quando l'interlocutore si rende conto di essere stato il primo a fare tali discorsi, e presenta un'espressione di impotenza e imbarazzo.
Mi è capitato di attuare questo tipo di vendetta più volte negli ultimi mesi, e sempre con la stessa persona. Mi sento soddisfatta perchè da settimane non capita più che mi faccia discorsi da idiota.

Hai scambiato per un'espressione di impotenza ed imbarazzo una più semplice di stupore ed incomprensione; inoltre il silenzio delle ultime settimane è sicuramente da imputarsi al fatto di dover ancora capire quel che gli hai detto :asd:

Pentolina
04-11-2003, 18.12.12
Originally posted by Qfwfq
dover ancora capire quel che gli hai detto
Effettivamente è probabile, visto che ho ripetuto i suoi discorsi.
Ciao

Qfwfq
04-11-2003, 18.59.07
Originally posted by Pentolina
Effettivamente è probabile, visto che ho ripetuto i suoi discorsi.
Ciao

Una cosa è certa; o la mia ironia non è stata compresa ( cosa peraltro probabilissima ), oppure stai gettando il discorso su presupposti paradossali che sfuggono alla mia comprensione.

Tuttavia il presupposto logico è abbastanza intellegibile. Si tratta di un meccanismo a doppia chiave interpretativa; un decerebrato non può capire i suoi discorsi poichè gli stessi sono decerebrati ed allo stesso tempo perchè egli stesso è un decerebrato. Quel che dice non è comprensibile ed allo stesso tempo non è lui in grado di comprendere.

LeiFang
04-11-2003, 19.10.16
la vendetta..va servita calda....molto calda..ghghgh
vabbe' se devo vendicarmi risolvo tutto con uno strupro :P:P
e via verso nuove avventureeeerghhhhhhhhhh

Pentolina
04-11-2003, 19.10.57
Originally posted by Qfwfq
cut
Ho inteso, anche perchè generalmente mi fermo volentieri a studiare i tuoi reply.
Sono io che non mi so spiegare.
Questo è quello che volevo dire e che tu hai riassunto:

un decerebrato non può capire i suoi discorsi poichè gli stessi sono decerebrati ed allo stesso tempo perchè egli stesso è un decerebrato.
Ciao ;)

Zaorunner
04-11-2003, 19.13.48
Ha segato 149 castagni????

Che inenarrabile idiota.

sheena
04-11-2003, 19.23.31
Originally posted by Zaorunner
Ha segato 149 castagni????

Che inenarrabile idiota.

sottoscrivo!

ma possibile che abbia potuto farlo senza che nessuno se sia accorto in tempo per fermare una tale "strage di innocenti"? :rolleyes:

se si parla di vendetta, che senso ha segare i castagni? nn sarebbe stato piu' logico segare le palle al tipo che nn ha voluto dargli le castagne?

ecco! uno spettacolo a cui mi piacerebbe poterassistere:
la vendetta della natura su un simile idiota (e tanti altri ce n'è!) :.:

la vendetta? ritengo sia un'azione stupida.

se mi hanno ferito a che pro' vendicarmi? tanto il male che mi hanno fatto resta e in piu', semmai dovessi pensare di vendicarmi, significherebbe soltanto che do ai fatti in questione molta piu' importanza di quanta nn ne meritino... a quel punto preferisco che siano pensieri positivi quelli che occupano la mia mente... preferisco concentrarmi sugli affetti sicuri che nn continuare a leccarmi le ferite... difficilmente dimentico, ma ancor piu' raramente son capace di portar rancore... semplicemente: ho la cassettina dei ricordi. sta tutto li... se ho bisogno di farmi del male so dove prenderlo... anche se preferisco aprirla per ripescare i bei ricordi...

per come la vedo io, nn e' necessario che faccia piu' male di quanto nn mi capiti di farne senza intenzione...

Qfwfq
04-11-2003, 19.53.35
Originally posted by sheena
la vendetta? ritengo sia un'azione stupida.

se mi hanno ferito a che pro' vendicarmi? tanto il male che mi hanno fatto resta e in piu', semmai dovessi pensare di vendicarmi, significherebbe soltanto che do ai fatti in questione molta piu' importanza di quanta nn ne meritino... a quel punto preferisco che siano pensieri positivi quelli che occupano la mia mente... preferisco concentrarmi sugli affetti sicuri che nn continuare a leccarmi le ferite...

Azione stupida ma moralmente condivisibile. Dovendo ragionare in termini pragmatici è ovvio che non tragga alcun beneficio pratico dalla vendetta, ma un sostanziale vantaggio morale, inteso ovviamente come attinente al morale dell'individuo e non alla morale generale ( non etico, la vendetta non è un'azione eticamente valida ). La vendetta non implica il leccarsi le ferite, azione passiva e pertanto non riassumibile nell'azione definita dal termine vendicarsi. Vendicarsi, per l'appunto, comporta più propriamente infliggere al responsabile del dolore arrecato ad un individuo lo stesso dolore in termini qualitativi e quantitativi. Giacchè nel provare dolore un individuo si sente sostanzialmente inerme, nell'infliggerlo alla controparte effettua un'azione che prevede l'acquisizione di un senso di potenza sulla causa delle sue sofferenze primarie in grado di cancellare lo stato d'animo precedentemente subìto. Il fine strumentale è pertanto giustificabile e comprensibile.

sheena
04-11-2003, 20.09.34
Originally posted by Qfwfq
...

questo da un tuo punto di vista, ma nn dal mio...
avevo gia' classificato la vendetta come "azione" e per me agire e' sempre attivo, mentre subire e' passivo. ed io se ci penso (alla vendetta) continuo a subire il dolore che mi e' stato inferto (mi lecco le ferite). semmai dovessi poi riuscire a "realizzare" i miei progetti vendicativi (passare all'azione), nn solo nn farei del bene a me (io nn riesco a ricavare piacere dal dolore altrui nemmeno quando mi e' capitato di far del male. nn ho mai provato piacere per questo), ma farei del male ad un altro, che magari me ne ha fatto prima, ma cio' nn toglierebbe di mezzo il dolore che sento io: nn farebbe altro che scatenare una reazione a catena.... per come la vedo io... io mi vendico per un torto, l'altro si sente "autorizzato" a farmela pagare e poi tocca nuovamente a me... un gioco stupido per me e che nulla restituisce al mio morale.. anzi: mi fa perdere di vista gli obiettivi importanti, trascurare le persone che mi vogliono bene e alle quali ne voglio io e, cosa quanto mai assurda (nel mio caso) finirebbe per farmi piu' male di quanto nn me ne abbia fatto l'altro, ferendomi... converrai con me che, per il mio modo di vivere e di sentire, per me la vendetta e' un'azione stupida...

ripeto: io nn sono te e ragiono e sento con la mia testa ed il mio cuore, magari in modo sballato e fuori da ogni schema razionale, normale, ragionevole.... ma e' il mio modo e a me stessa devo rendere conto...

nn ho mica detto che dev'essere cosi' per tutti. ognuno sapra' pur bene cos'è buono e cos'è cattivo per se stesso... la vendetta nn l'ho mai presa in considerazione e nn credo potra' mai far parte della mia vita... l'unico pensiero che mi concedo e' che il male che fai alla fine ti verra' restituito... ed io ho gia' molto da pagare per il male che ho fatto sinora... nn vedo perche' dovrei aggravarmi la pena... per una cosa che ritengo stupida...

Qfwfq
04-11-2003, 20.30.12
Originally posted by sheena
..cut...

L'importante è semplicemente riacquisire una posizione di forza, ovviamente più che altro morale, nei confronti dell'avversario.
Se il fine strumentale della vendetta consiste pertanto nella riacqusizione di tale vantaggio morale, quando questo è egualmente raggiunto, il fine pratico di attuazione della vendetta medesima viene a decadere. Detto ciò, è implicito e chiaro come a questo punto nel suo caso la vendetta non possa essere contemplata neanche come azione a fine stumentale per sue particolari caratteristiche.